|
5.8
Uso di agenti microbiologici
-
Norme di igiene di
carattere generale.
É importante sviluppare
un atteggiamento consapevole e prudente quando si viene a contatto con i
microrganismi e prestare grande attenzione alla loro manipolazione. Ogni
disattenzione potrebbe determinare una contaminazione del lavoro oppure
potrebbe determinare una infezione se si lavora con potenziali patogeni:
-
In laboratorio è
consentito solo l'utilizzo di specie microbiche appartenenti al gruppo
1, cioè delle specie che presentano poche probabilità di causare
malattie in soggetti umani;
-
non è consentito il
prelievo, l'uso e la manipolazione di campioni biologici di origine
umana, quali urine, sangue, feci, espettorati, essudati di infezioni
anche superficiali;
-
l'impossibilità di
conoscere in anticipo le specie microbiche presenti nei campioni
biologici di varia natura, deve fare trattare tutti i materiali in
condizioni di massima sicurezza, come se fossero contaminati da specie
patogene;
-
è fatto divieto di
portare fuori dal laboratorio colture o altro materiale che è venuto a
contatto con esse;
-
non lasciare mai scoperte
le colture di microrganismi;
-
non si devono lasciare
sui piani di lavoro del laboratorio piastre o tubi per batteriologia o
altro materiale biologico;
-
si devono sempre
contrassegnare con etichette o matita vetrografica ogni piastra o tubo
per batteriologia.
5.8.1
Igiene personale
Ognuno può essere un
veicolo di "trasporto" di germi ed allo stesso modo porte e
finestre che si aprono e si chiudono possono creare correnti o
spostamenti di aria che sollevano polvere e con la polvere possono
movimentare gli agenti microbiologici, per queste ragioni è
fondamentale mantenere una scrupolosa igiene personale:
-
indossare camici
perfettamente puliti;
-
raccogliere i capelli;
-
depositare cartelle e
cappotti nel box predisposto ed entrare in laboratorio con lo stretto
necessario per l'esercitazione;
-
non indossare indumenti
che possono essere d'intralcio (p.es. sciarpe, vestiti con frange ecc.)
o di pericolo in laboratorio (p.es. incendio,, urto e rovesciamento di
reattivi e vetreria ecc.);
-
lavare accuratamente le
mani con idonei saponi disinfettanti all'inizio dell'esercitazione e al
termine di ogni operazione di manipolazione di colture microbiche;
-
evitare il contatto
diretto delle colture e dei materiali biologici con le mani, ma
utilizzare ogni volta che è necessario gli appositi guanti monouso;
-
evitare di toccare bocca
ed occhi con le mani, durante le esercitazioni.
Alimenti, bevande,
sigarette, devono essere banditi dai laboratori microbiologici.
5.8.2
Pulizia dei locali ed operazioni di decontaminazione
-
Al termine di ogni
manipolazione con colture microbiche o comunque al termine
dell'esercitazione, i banchi di lavoro devono essere puliti con adatte
soluzioni detergenti e accuratamente disinfettati;
-
tutte le colture
microbiche, i campioni biologici ed il materiale monouso che è venuto
in contatto con germi, devono essere al più presto decontaminati
mediante sterilizzazione in autoclave, dopo averli posti negli appositi
secchielli autoclavabili, prima di essere eliminati con i rifiuti solidi
urbani;
-
la vetreria o altro
materiale riutilizzabile, dopo essere venuti a contatto con colture o
campioni biologici, devono essere posti in appositi contenitori con
soluzioni disinfettanti, prima di procedere al lavaggio ed alla
successiva sterilizzazione in autoclave o in stufa a calore secco;
-
le operazioni di
decontaminazione e di preparazione di materiali sterili mediante l'uso
delle autoclavi, sono di competenza degli assistenti tecnici;
particolare precauzione deve essere adottata per evitare la presenza
degli studenti quando le autoclavi sono in funzione, durante la apertura
finale per la eliminazione dei vapori ad alta temperatura e di aerosol
dal coperchio e nella fase iniziale, per la fuoriuscita di aria
potenzialmente contaminata.
-
Le norme di "buona
prassi di laboratorio" per la sterilizzazione in autoclave devono
essere conservate in laboratorio, a disposizione degli assistenti
tecnici; nel protocollo di uso delle autoclavi devono essere comprese le
informazioni relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria che
devono essere eseguite periodicamente ad intervalli programmatati (gli
interventi di manutenzione effettuati devono essere registrati a cura di
chi li compie, su un apposito registro o scheda che rimane disponibile
in laboratorio);
-
Al termine di ogni
giornata i pavimenti, i banchi di lavoro e le superfici delle
apparecchiature, devono essere puliti con panni umidi e con soluzioni
disinfettanti.
5.8.3
Prevenzione di formazione di aerosoli (dispersione in aria di materiali
"potenzialmente" infetti)
Nel corso di numerose
semplici operazioni di laboratorio di microbiologia, quali
l'omogeneizzazione, la flambatura, la centrifugazione, il prelievo con
la pipetta, l'apertura di flaconi e tubi da saggio, i trattamenti in
autoclave, la preparazione dei terreni di coltura, si può determinare
la formazione di aerosoli che sono una delle maggiori cause di
contaminazione ambientale e di trasmissione di infezioni; tutte le
operazioni soggette a questo rischio richiedono quindi particolari
precauzioni:
-
aprire con cautela
piastre e tubi delle colture (specie se chiusi a pressione), in
particolare se si opera con miceti, dotandosi in questo caso di apposita
mascherina;
-
pulire pavimenti e
superfici di lavoro con panni umidi;
-
cambiare l'aria
dell'aula-laboratorio prima dell'inizio delle esercitazioni e mantenere
porte e finestre chiuse durante il lavoro sperimentale;
-
manipolare i terreni di
coltura, allo stato di polvere disidratata, solo sotto cappa ed
indossando le apposite mascherine;
-
utilizzare le cappe a
flusso laminare in tutte le operazioni in cui è richiesta particolare
attenzione per evitare contaminazione del o dal campione in esame;
-
avvolgere le piastre
seminate, da incubare o da conservare, in carta di alluminio;
-
ridurre al minimo gli
spostamenti degli studenti durante la manipolazione delle culture
microbiche;
-
evitare di pipettare con
la bocca qualsiasi materiale biologico: si devono utilizzare gli
appositi sistemi di aspirazione automatici o manuali;
-
proteggere viso ed occhi
con appositi Dispositivi di Protezione Individuale durante tutte le
operazioni che possono in qualche modo provocare schizzi o produzione di
aerosoli;
-
ricorrere all'uso di anse
monouso per limitare le operazioni di flambatura.
5.8.4
Utilizzo della cappa a flusso laminare.
La cappa a flusso
laminare, utilizzata nei laboratori di microbiologia, ha la funzione di
garantire protezione al prodotto, all'operatore ed all'ambiente di
lavoro.
La contaminazione
"da monte", "crociata" o "di ritorno" non
è da escludere se non ci si attiene rigorosamente alle tecniche
microbiologiche di corretta asepsi operativa:
-
quando la cappa non è in
uso, lasciare il piano di lavoro sgombro ed accendere la lampada a raggi
ultravioletti
-
quando un operatore
lavora di fronte alla cappa, anche per un periodo di tempo breve, la
lampada a raggi ultravioletti deve sempre essere spenta;
-
disinfettare
accuratamente il piano di lavoro;
-
la cappa deve essere
tenuta sgombra da materiali estranei al lavoro che si sta eseguendo;
-
l'operatore deve lavorare
seduto il più vicino possibile al bordo della cappa, con gli avambracci
al livello del bordo inferiore dell'apertura della cappa;
-
non introdurre mai
nella cappa oggetti contaminati;
-
minimizzare i movimenti
del materiale non sterile in vicinanza del materiale sterile;
-
il pannello protettivo in
vetro non deve essere mai sollevato o rimosso durante il lavoro
-
l'impianto di aspirazione
della cappa che deve essere rigorosamente in funzione quando la cappa
viene utilizzata, deve mantenuto in funzione per diversi minuti anche
dopo il termine di ogni operazione;
-
gli insegnanti e gli
assistenti tecnici devono essere immediatamente avvisati ogni volta che
si verifica un incidente, uno fuoriuscita o uno spandimento di materiale
sotto la cappa, anche se la si ritiene poco grave;
-
la presenza di altre
persone alle spalle dell'operatore deve essere limitata al minimo;
-
utilizzare gli appositi
occhiali protettivi contro le radiazioni ultraviolette se si entra nel
locale della cappa quando la lampada UV è accesa;
-
la cappa deve essere
sottoposta periodicamente a interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria (a intervalli di tempo programmati) e gli interventi di
manutenzione effettuati devono essere registrati a cura di chi li
compie, su un apposito registro o scheda che rimane disponibile in
laboratorio;
-
Altre norme particolari
-
usare guanti anticalore
nel manipolare materiali ed attrezzature caldi, dopo la sterilizzazione;
-
la temperatura e la
stagnazione dell'acqua nei bagnomaria, favoriscono la formazione e la
moltiplicazione di alghe e germi: all'acqua perciò deve essere aggiunto
un antimicrobico settimanalmente e si consiglia di rinnovare l'acqua
ogni mese;
5.9
Norme per l'uso dei forni a muffola
-
Quando si introducono o
prelevano crogioli, capsule o altri oggetti nei/dai forni a muffola,
usare i guanti anticalore e le apposite pinze a branchie lunghe
(accertandosi prima della loro efficienza), accertarsi che non ci siano
altre persone nel raggio di azione e per quanto possibile, non restare
direttamente di fronte all'apertura del forno.
-
L'essiccatore deve essere
appoggiato in posizione stabile sul banco di lavoro, e in posizione tale
che lo sportello del forno in posizione aperta, non intralci lo
spostamento degli oggetti caldi (sul lato opposto a quello sul quale si
trova il comando di apertura dello sportello).
-
Il coperchio
dell'essiccatore deve essere aperto prima di iniziare l'operazione di
spostamento e deve essere richiuso quando l'operazione è stata
completata.
-
È preferibile lavorare
in coppia, soprattutto quando si lavora alle temperature più elevate:
un operatore impugna saldamente con due mani la pinza a branchie lunghe
ed effettua lo spostamento degli oggetti caldi, il secondo operatore
apre e richiude rapidamente, ma con cura di non intralciare l'operazione
del compagno, lo sportello della muffola, riducendo al minimo
l'esposizione al calore radiante che proviene dal forno.
-
Dopo l'utilizzo riporre
le pinze sul banco di lavoro, con la parte calda lontana dal margine del
banco e lontana da oggetti che potrebbero incendiarsi o danneggiarsi con
il calore.
5.10
Raffreddamento con acqua corrente
Le connessioni fra i
rubinetti dell'acqua corrente ed i refrigeranti devono essere effettuate
mediante tubi flessibili n gomma o plastica, fissati saldamente,
preferibilmente con le apposite fascette stringitubo.
5.11
Esperimenti a bassa pressione
Le raccomandazioni che
seguono, valgono per esperimenti eseguiti con qualsiasi tipo di pompa da
vuoto; infatti una pompa ad acqua può essere tanto pericolosa quanto
una pompa meccanica.
-
Non fare il vuoto in
apparecchi di vetro che siano anche minimamente incrinati.
-
Prima di fare il vuoto
negli essiccatori di vetro ricoprirli con uno straccio.
-
Per evitare le
conseguenze di eventuali implosioni ogni apparecchio sotto vuoto deve
essere segregato in un'apposita gabbia metallica o dietro appositi
schermi infrangibili.
-
Se per ragioni tecniche non è possibile adottare né gabbie metalliche
né schermi infrangibili, gli esperimenti vanno eseguiti almeno sotto
una cappa dotata di vetri infrangibili.
-
Quando viene impiegata
una pompa ad acqua è consigliabile inserire tra la pompa ad acqua e
l'apparecchio utilizzatore un "polmone", per impedire ritorni
di acqua nell'apparecchiatura sotto vuoto, qualora la pressione nella
rete idrica venisse a diminuire.
-
In tutte le operazioni
con apparecchiature a pressione ridotta indossare occhiali di sicurezza
o meglio uno schermo facciale che protegga tutto il viso.
5.12
Esperimenti sotto pressione
Esperimenti sotto
pressione sono in genere da evitare.
Nel caso che si progetti
di effettuare esperimenti sotto pressione (in autoclave ecc.) deve
essere effettuata una specifica, approfondita valutazione dei rischi e
bisogna lavorare in locali separati, isolati dai normali locali di
lavoro, non accessibili agli altri operatori dei laboratori.
Gli esperimenti sotto
pressione devono comunque essere espressamente autorizzati dal Preside
in seguito alla presentazione della documentazione sulla valutazione del
rischio.
5.13
Bombole di gas compresso
Le bombole di gas devono
avere la parte superiore (ogiva) verniciata con i colori di codifica del
gas con le quali sono riempite.
Le bombole devono essere
depositate all'esterno degli edifici in un apposito locale nel quale
sono tenuti separati gas incompatibili fra loro come ossigeno ed
idrogeno.
Le bombole devono essere
saldamente ancorate alle pareti mediante catene di ferro per evitare
cadute che potrebbero provocarne lo scoppio e devono essere protette
dalle radiazioni solari e da altre fonti di calore (anche le bombole
piene in attesa di utilizzo).
Il gas viene distribuito
dal deposito ai laboratori con un apposito impianto di distribuzione in
condutture metalliche dopo essere stato opportunamente ridotto di
pressione.
Non devono essere usati
tubi di rame o sue leghe per la distribuzione dell'acetilene (vedi
paragrafo 5.7.2).
Le tubazioni di
distribuzione dei gas nei laboratori devono essere identificate con i
colori di codifica del gas o altro sistema che ne consenta il
riconoscimento con certezza.
Tutte le linee di
distribuzione dei gas ed i dispositivi di riduzione di pressione devono
essere ispezionati e collaudati ad intervalli di tempo programmati.
Solo per usi occasionali
si può prevedere l'uso diretto di bombole nei laboratori: in questi
casi è necessario ricorrere all'uso di bombole di dimensioni il più
possibile ridotte e di bassa pressione e comunque, non appena terminata
la sperimentazione, la bombola deve essere riportata nel deposito.
5.14
Esperimenti a bassa temperatura
Se si usa ghiaccio secco
come mezzo refrigerante deve essere maneggiato con guanti o con stracci
onde evitare "ustioni" alle mani.
Se si usa azoto liquido
(contenuto normalmente in vasi Dewar), il suo travaso deve essere
effettuato con cautela a piccole porzioni.
Evitare l'uso di aria
liquida come mezzo refrigerante (a contatto con sostanze organiche si
potrebbero avere reazioni esplosive).
5.15
Norme particolari per l'uso e la manutenzione delle apparecchiature dei
laboratori
5.15.1
Uso di strumentazioni complesse
Prima di procedere
all'uso di apparecchiature complesse è indispensabile avere seguito un
opportuno corso di addestramento od avere consultato con cura il manuale
di istruzione.
Prima di fare usare
apparecchiature o strumentazioni complesse agli alunni occorre fornire
agli stessi tutte le informazioni necessarie per evitare rischi agli
utilizzatori ed usi impropri che potrebbero danneggiare le
apparecchiature medesime: è consigliabile che ogni strumento sia
corredato di schede che indichino in modo chiaro, preciso e sistematico
la sequenza delle operazioni da effettuare per gli utilizzi più comuni.
5.15.2
Registrazione dell'uso delle apparecchiature del laboratorio
L'uso delle
apparecchiature dei laboratori deve essere sempre registrato su apposite
schede o registri dalle quali deve risultare la data, il nome
dell'utilizzatore, la sua funzione, e il tipo di analisi od
esercitazione eseguita.
5.15.3
Interventi di manutenzione ordinaria
Per ogni apparecchiatura
deve essere studiato un programma di manutenzione ordinaria che indichi
almeno la frequenza delle operazioni di manutenzione necessarie ed
indichi chi deve effettuarle: sulla base di queste indicazioni verranno
predisposte delle schede o registri sulle quali verranno registrate le
operazioni di manutenzione effettuata, la data dell'intervento ed il
nome dell'operatore che la ha effettuata.
5.15.4
Interventi di manutenzione straordinaria e riparazione da parte di
tecnici esterni
Sulle stesse schede o
registri dovranno essere registrate in modo sistematico e preciso anche
tutte le operazioni di manutenzione straordinaria e gli interventi di
riparazione effettuati in seguito a guasti riscontrati nell'uso delle
apparecchiature dei laboratori.
5.16
Attrezzature di protezione e di emergenza in dotazione ai laboratori
I laboratori devono
essere dotati di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale,
Collettiva e dei Dispositivi di Emergenza che si riterranno necessari, a
seguito della valutazione dei rischi presenti nelle esercitazioni
didattiche e nelle altre attività programmate.
Tutti i Dispositivi di
Protezione Individuale e Collettiva ed i Dispositivi di Emergenza in uso
nei laboratori devono essere adeguati ai rischi specifici e rispondenti
alla Normativa Europea e alle specifiche normative tecniche.
Qualora si accerti che i
Dispositivi di Protezione Individuale e Collettiva non sono adeguati ai
rischi specifici delle esercitazioni o attività che si stanno
svolgendo, gli stessi devono essere sostituiti con altri idonei o si
deve rinunciare alla esercitazione prevista.
Chiunque accerti danni o
guasti ai Dispositivi di Protezione o di Emergenza in dotazione ai
laboratori deve immediatamente segnalarlo al Responsabile di Reparto.
Ogni danno o guasto
provocato dolosamente ai Dispositivi di Protezione Individuale e
Collettiva ed ai Dispositivi di Emergenza in dotazione ai laboratori
deve essere segnalato al Responsabile di Reparto ed addebitato a chi è
responsabile del danno (con riserva di decidere sulla eventuale adozione
di provvedimenti disciplinari specifici o altri provvedimenti
sanzionatori richiesti dalla normativa di legge).
5.16.1
Dispositivi di protezione individuale diversi da quelli in dotazione ai
singoli operatori
Qualora si faccia un uso
molto saltuario, da parte di operatori diversi, di un Dispositivo di
Protezione Individuale, si dota dello stesso il laboratorio, anziché il
singolo operatore.
In particolare tra i DPI
di cui è necessario disporre nei laboratori vi sono:
-
guanti anticalore dove si
utilizzano stufe, forni, muffole o altri dispositivi di riscaldamento
durante le esercitazioni,
-
guanti resistenti al
taglio per le operazioni eseguite con rischio di rottura del vetro,
-
guanti e grembiuli
resistenti agli specifici prodotti, se si eseguono operazioni che
prevedono l'utilizzo o il travaso di acidi o alcali concentrati o altre
sostanze con rischio più elevato per la salute rispetto alle normali
operazioni previste,
-
schermi facciali dove
esiste il rischio di produrre schizzi o proiezioni di reagenti chimici,
-
occhiali di protezione
specifici quando si lavori con radiazioni non ionizzanti (radiazioni UV,
raggi laser ecc.)
-
maschere e/o respiratori
dove esiste il rischio di produzione di gas o vapori tossici,
I Dispositivi di
Protezione Individuale in dotazione ai laboratori devono essere
conservati in posizione protetta, ma conosciuta, segnalata e facilmente
accessibile a tutti,
Insieme ai Dispositivi di
Protezione Individuale devono essere disponibili le istruzioni di uso e
di manutenzione.
Terminato l'utilizzo, i
Dispositivi di Protezione Individuale in dotazione ai laboratori devono
essere riposti, a cura dell'utilizzatore nello spazio a loro destinato.
I Dispositivi di
Protezione Individuale in dotazione ai laboratori devono essere
conservati in efficienza a cura degli assistenti tecnici del reparto che
provvedono al loro controllo periodico ed alla loro immediata
sostituzione in caso di danno o guasto.
5.16.2
Dispositivi di protezione collettiva.
Tra i Dispositivi di
Protezione Collettiva di cui potrebbe essere necessario disporre nei
laboratori si ricordano:
-
schermi e protezioni
antideflagranti, dove si opera in pressione, depressione o con agenti
esplodenti,
-
cappe chimiche con
adeguate caratteristiche di contenimento qualora si operi con sostanze
anche moderatamente tossiche,
-
cappe a flusso laminare
adatte alla manipolazione di agenti microbiologici, per i laboratori di
microbiologia,
-
sistemi di aspirazione
localizzati da posizionare sopra ai reagentari,
-
docce di emergenza e
docce oculari
-
l'impianto di rilevamento
delle fughe di gas (con intercettazione automatica della mandata)
qualora il laboratorio disponga di un impianto di distribuzione di gas
combustibile,
I Dispositivi di
Protezione Collettiva in dotazione ai laboratori devono essere
sottoposti a controllo e manutenzione periodica programmata da
parte del personale del laboratorio o da parte di personale tecnico
esterno (nel programma di intervento devono essere chiaramente indicate
le persone incaricate e la periodicità degli interventi).
Tutti gli interventi di
controllo e manutenzione dei Dispositivi di Protezione Collettiva devono
essere registrati su apposito registro da conservare presso il Reparto.
-
Cappe
Tutte le operazioni che
possono provocare la emissione in atmosfera di sostanze anche
moderatamente tossiche devono essere effettuate sotto cappa.
Quando si lavora sotto
cappa occorre ricordarsi di:
-
avviare l'impianto di
ventilazione forzata, prima di iniziare la sperimentazione;
-
tenere il saliscendi e
gli sportelli ben chiusi durante l'utilizzo;
-
sollevare il saliscendi
frontale al massimo fino al blocco (40 cm di altezza) per effettuare
operazioni all'interno della cappa durante l'esecuzione della
sperimentazione, e riabbassarlo appena possibile, (le cappe sono
progettate per lavorare con il saliscendi sollevato al massimo a questa
altezza: a saliscendi aperto non vi è alcuna garanzia di contenimento
della cappa),
-
analogamente è necessario limitare al massimo l'apertura degli altri
sportelli scorrevoli;
-
se la cappa non è dotata
di by-pass prestare attenzione alle fiamme che potrebbero facilmente
spegnersi per le correnti di aria quando il saliscendi è abbassato;
-
non lasciare acidi o
altri reagenti depositati sotto la cappa al termine della
sperimentazione, se non si è completata l'operazione e occorre lasciare
sotto cappa apparecchiature o recipienti di reazione, lasciare aperta la
ventilazione.
Non tutte le cappe hanno
le stesse caratteristiche di contenimento e gli stessi servizi. e quindi
non tutte le cappe sono adatte all'utilizzo in qualsiasi condizione:
-
Su ogni cappa deve essere
indicato il tipo di sostanze per la cui manipolazione sono ritenute
idonee (solventi, sostanze moderatamente tossiche, sostanze tossiche
ecc.).
-
É proibito utilizzare
sostanze e solventi infiammabili sotto cappe provviste di alimentazione
di gas combustibile,
-
É proibito l'utilizzo di
acido perclorico sotto cappe non specificamente destinate a questo
utilizzo (vedi par. 5.6.1),
-
Non utilizzare sostanze
che possono provocare l'emissione di gas pericolosi più densi dell'aria
sotto cappe sprovviste di aspirazione all'altezza del piano di lavoro.
È necessario controllare
periodicamente ad intervalli di tempi programmati la efficienza delle
cappe:
-
la velocità di
aspirazione a saliscendi sollevato a 40 cm di altezza,
-
il contenimento da
determinare con gas traccianti di densità inferiore e superiore a
quella dell'aria.
5.16.3
Dispositivi di emergenza
Tra i Dispositivi ed
Impianti di Emergenza di cui potrebbe essere necessario disporre nei
laboratori si ricordano:
I Dispositivi e gli
Impianti di Emergenza in dotazione ai laboratori devono essere
sottoposti a controllo e manutenzione periodica programmata da
parte del personale del laboratorio o da parte di personale tecnico
esterno (nel programma di intervento devono essere chiaramente indicate
le persone incaricate e la periodicità degli interventi).
Tutti gli interventi di
controllo e manutenzione dei Dispositivi e degli Impianti di Emergenza
devono essere registrati su apposito registro da conservare presso il
Reparto.
5.17
Segnaletica di sicurezza
Nei laboratori devono
essere presenti e posti in posizione facilmente visibile tutti i
cartelli di segnalazione previsti per disposizione di legge o che si
ritengono necessari, a seguito della valutazione dei rischi presenti
nelle esercitazioni didattiche e nelle altre attività programmate al
fine di:
-
avvertire di un rischio o
di un pericolo le persone esposte,
-
vietare comportamenti che
potrebbero causare pericolo,
-
prescrivere determinati
comportamenti necessari ai fini della sicurezza,
-
fornire indicazioni
relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di
salvataggio,
-
fornire ogni altra
indicazione ritenuta utile in materia di prevenzione e sicurezza.
I cartelli di
segnalazione devono essere conformi ai tipi previsti dalla Normativa
Italiana ed Europea.
È proibito asportare o
danneggiare i cartelli di segnalazione di sicurezza presenti nei
laboratori: ogni danno provocato dolosamente alla segnaletica di
sicurezza presente nei laboratori deve essere denunciato al Responsabile
di Reparto ed addebitato a chi è responsabile del danno (in seguito
alla segnalazione la presidenza provvederà ad adottare i provvedimenti
disciplinari necessari e le sanzionatori richieste dalle disposizioni di
legge).
6
Pronto soccorso
6.1
Pacchetto di medicazione o cassetta di pronto soccorso
In tutti i laboratori
deve essere presente e in posizione facilmente accessibile un pacchetto
di medicazione o una cassetta di pronto soccorso (adeguato al numero di
persone che utilizzano il laboratorio) contenente tutti i prodotti
necessari per prestare le prime immediate cure agli alunni e agli altri
operatori dei laboratori feriti o colpiti da malore improvviso.
La cassetta di pronto
soccorso o il pacchetto di medicazione devono essere corredati di un
elenco del materiale in dotazione.
Gli assistenti tecnici
del reparto provvedono a verificare periodicamente la dotazione del
pacchetto di medicazione o della cassetta di pronto soccorso ed a
richiedere l'acquisto dei presìdi sanitari mancanti o scaduti.
6.2
Camera di medicazione e Servizio di Primo Soccorso
Presso la sede
dell'Istituto è allestita una Camera di Medicazione ed è garantita la
presenza di un'Infermiere Professionale (in Istituto o nel campus
scolastico) o di una persona comunque incaricata di Pronto Soccorso
(pratica di servizi di infermeria).
La cura della dotazione
della Camera di Medicazione spetta all'Infermiere Professionale o in sua
assenza alla persona incaricata del Pronto Soccorso.
Ogni volta che si
verifica un infortunio deve essere immediatamente richiesto l'intervento
dell'Incaricato del Pronto Soccorso dell'Istituto, o del campus
scolastico.
Si richiamano di seguito
le norme di pronto intervento di carattere generale, da adottare negli
infortuni che possono verificarsi nei laboratori.
6.3
Norme di pronto intervento negli infortuni causati da sostanze tossiche,
corrosive o irritanti.
Le indicazioni che
vengono fornite di seguito sono riferite ad interventi di pronto
soccorso di carattere generale, inerenti ad organi e apparati del corpo
umano colpiti da sostanze dannose;
in ogni caso, appena possibile, è necessario adottare interventi di
pronto soccorso più specifici, dopo avere consultato il Centro
Antiveleni (N° telefonico del Centro Antiveleni di Milano: 02 -
66.10.10.29), la scheda di sicurezza del prodotto pericoloso e/o il
cartello specifico presente nei laboratori.
6.3.1
Contaminazione o lesione della pelle.
-
Rimuovere gli indumenti
contaminati, tagliandoli se necessario;
-
lavare abbondantemente
con acqua la parte interessata (eventualmente sotto la doccia di
emergenza);
-
tenere l'infortunato
disteso e moderatamente al caldo;
-
praticare la respirazione
artificiale con ossigeno;
-
ricorrere all'assistenza
medica.
6.3.2
Contaminazione o lesione dell'apparato respiratorio.
-
Allontanare l'infortunato
dall'ambiente inquinato, in cui occorre accedere con le dovute cautele,
e portarlo in luogo sicuro;
-
tenere l'infortunato
disteso e moderatamente al caldo;
-
praticare la respirazione
artificiale con ossigeno;
-
ricorrere all'assistenza
medica.
6.3.3
Contaminazione e lesione dell'apparato digerente.
-
Se un liquido pericoloso
è arrivato in bocca, sciacquare la bocca immediatamente con molta acqua
e poi con una soluzione di bicarbonato di sodio (nel caso di acidi) o
con una soluzione di acido citrico o di limone (in caso di liquidi
alcalini).
-
In caso di ingestione
provocare immediatamente il vomito (tranne che nel caso di ingestione di
sostanze corrosive o di soggetto privo di conoscenza), titillando
l'interno della gola o somministrando un emetico (P. es. sciroppo di
ipecacuana);
-
Somministrare l'antidoto
specifico. Quando questo non è indicato o la natura del tossico
ingerito non è nota, somministrare carbone.
-
tenere l'infortunato
disteso e moderatamente al caldo;
-
praticare la respirazione
artificiale con ossigeno;
-
ricorrere all'assistenza
medica.
6.3.4
Contaminazione o lesione degli occhi.
-
Irrigare immediatamente
ed a lungo con un getto d'acqua (usando il lavaocchi di emergenza)
tenendo le palpebre bene aperte;
-
Ricorrere all'assistenza
medica.
6.4
Norme di pronto intervento negli infortuni causati da ferite da taglio e
lacero-contuse.
L'intervento di un
soccorritore è particolarmente necessario nel caso di ferite gravi o
molto sanguinanti, ma si raccomanda di non trascurare nessuna ferita o
escoriazione, anche se di lieve entità, perché qualunque ferita può
dare origine ad infezioni, tetano ecc.
-
Le ferite vanno subito
lavate, disinfettate e protette con fasciature o cerotti.
-
In caso di emorragia
legare un laccio a monte della ferita se l'emorragia è arteriosa
(sangue rosso-vivo, che zampilla a fiotti, o a valle della ferita se
l'emorragia è venosa (sangue rosso scuro, che defluisce in modo
uniforme).
-
Nel caso in cui il laccio
non sia applicabile (come nelle ferite della test, al collo, ecc.), si
tampona l'emorragia premendo sul punto di uscita del sangue.
6.4.1
Ferite agli occhi
Nel caso di lesioni
dovute a corpi estranei (schegge di vetro, ecc.) non tentare di estrarre
il corpo estraneo dall'occhio, ma ricorrere subito all'assistenza
medica.
6.5
Norme di pronto intervento negli infortuni causati da ustioni da fiamme
o sostanze incandescenti.
Il pronto soccorso in
questi casi deve essere affidato ad un medico, di norma in un ospedale
dove si possono trovare i mezzi adatti alla cura e dove l'infortunato
deve essere accompagnato, eventualmente avvolto in una coperta.
6.6
Norme di pronto intervento in caso di trauma.
-
In caso di traumatismo
evitare di rimuovere l'infortunato (salvo il caso che l'infortunato si
trovi in un ambiente inquinato o pericoloso): se oltre alle lesioni
esterne vi fossero lesioni interne le sue condizioni potrebbero essere
aggravate da spostamenti inopportuni;
-
chiamare immediatamente
un'autoambulanza per trasportare l'infortunato in ospedale e nell'attesa
tenerlo disteso e moderatamente al caldo;
-
non somministrare bevande
di nessun genere.
6.7
Norme di pronto intervento in caso di folgorazione.
-
In caso di folgorazione
interrompere l'alimentazione elettrica prima di tentare di soccorrere
l'infortunato,
-
se ciò non fosse possibile, prima di intervenire , calzare guanti o,
alla peggio indumenti o stracci asciutti ed isolarsi da terra con
stuoie, stracci ecc.;
-
se l'infortunato può
bere possono essergli somministrati liquidi eventualmente con sostanze
stimolanti;
-
se necessario praticare
la respirazione artificiale;
-
se si nota sangue in
bocca o al naso, limitarsi a spostare il ferito su un fianco,
astenendosi da qualsiasi altro intervento;
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chiamare immediatamente
un medico e/o un'autoambulanza per trasportare l'infortunato in ospedale
e nell'attesa tenerlo disteso e moderatamente al caldo.
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