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1
Premessa
Nei laboratori chimici,
per il particolare tipo di operazioni che vi si eseguono e per la
particolarità delle apparecchiature e soprattutto delle sostanze che si
utilizzano, è sempre da temere il pericolo di infortuni.
Occorrerà quindi curare
che la scelta e la disposizione degli ambienti e degli arredi, la
organizzazione del lavoro in generale ed i procedimenti operativi
adottati, i dispositivi di sicurezza disponibili e quelli in particolare
che vengono utilizzati volta per volta, siano sempre rispondenti alla
esigenza di minimizzare la possibilità di incidenti e di infortuni.
Chi opera in un
laboratorio chimico deve sempre tenere presente che oltre a
salvaguardare la propria salute ed incolumità fisica, deve
salvaguardare anche quella degli altri operatori, compagni, colleghi che
utilizzano le stesse strutture ed attrezzature; per fare questo deve
conoscere nel modo migliore tutto ciò che è oggetto del proprio
lavoro, operazioni da eseguire, apparecchiature da usare,
caratteristiche di pericolosità delle sostanze che vengono impiegate, i
pericoli che possono derivare da certe operazioni e le norme per
evitarli o minimizzarli, e per questo gli devono essere messi a
disposizione tutti gli strumenti di informazione necessari.
In particolare quando si
eseguono reazioni non abbastanza conosciute o si trattano prodotti
chimici nuovi , occorre abbondare nelle misure di sicurezza,
considerando pericolosa qualsiasi sostanza di cui non si conoscono bene
le caratteristiche.
Un altro aspetto che deve
essere sempre tenuto presente da chi opera in un laboratorio chimico è
un corretto rapporto con le problematiche ambientali (scarichi,
smaltimento dei rifiuti ecc.), sempre con l'obbiettivo prioritario di
evitare danni alla propria ed alla altrui salute.
2
Misure generali di tutela.
Le misure generali per la
protezione della salute e per la sicurezza sono le stesse valide per
tutti gli ambienti di lavoro e devono essere attuate tenendo presente
l'ordine gerarchico di priorità richiamato nel D. Lgs 626/94:
-
valutazione dei rischi
per la salute e la sicurezza;
-
eliminazione dei rischi
in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e,
ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo;
-
riduzione dei rischi alla
fonte;
-
programmazione della
prevenzione mirando ad un complesso che integra in modo coerente nella
prevenzione le condizioni tecniche operative ed organizzative del
laboratorio nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente di lavoro;
-
sostituzione di ciò che
è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
-
rispetto dei principi
ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle
attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione,
anche per attenuare il lavoro monotono e quello ripetitivo;
-
priorità delle misure di
protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
-
limitazione al minimo del
numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al
rischio;
-
utilizzo limitato degli
agenti chimici, fisici e biologici, sui luoghi di lavoro;
-
controllo sanitario dei
lavoratori in funzione dei rischi specifici;
-
allontanamento del
lavoratore dall'esposizione a rischio, per motivi sanitari inerenti la
sua persona;
-
misure igieniche;
-
misure di protezione
collettiva ed individuale;
-
misure di emergenza da
attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione
dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato;
-
uso di segnali di
avvertimento e di sicurezza;
-
regolare manutenzione di
ambienti, attrezzature, macchine ed impianti, con particolare riguardo
ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei
fabbricanti;
-
informazione, formazione,
consultazione e partecipazione dei lavoratori ovvero dei loro
rappresentanti, sulle questioni riguardanti la sicurezza e la salute sul
luogo di lavoro;
-
istruzioni adeguate ai
lavoratori.
3
Principali norme di sicurezza
Le principali norme di
sicurezza da rispettare nei laboratori chimici sono le seguenti:
-
Le porte dei laboratori
devono essere apribili verso l'esterno
-
Gli ingressi e le uscite,
comprese quelle di sicurezza, devono essere facilmente accessibili ed
adeguatamente segnalate ed i corridoi devono essere lasciati sgombri.
-
Le zone pericolose devono
essere segnalate opportunamente.
-
Tutti gli impianti
elettrici devono essere adeguati alla classificazione di rischio
antideflagrante dei locali o strutture (per es. le cappe).
-
Tutti gli apparati
elettrici devono avere il collegamento elettrico a terra.
-
I cavi elettrici
(compresi quelli di alimentazione delle apparecchiature di laboratorio
mobili), devono essere sempre adeguatamente protetti .
-
Gli estintori di incendio
devono essere bene in vista e facilmente raggiungibili.
-
Ogni laboratorio deve
disporre di doccia di emergenza e di docce oculari facilmente
raggiungibili.
-
I Dispositivi di
Protezione Individuale necessari devono essere sempre disponibili e
facilmente accessibili.
-
La cassetta di pronto
soccorso deve trovarsi in un luogo bene in vista e deve essere sempre
completa del necessario materiale di primo intervento. (vedi ...)
-
Ogni locale deve essere
bene aerato.
-
Le cappe da laboratorio
devono essere adeguate al tipo di operazioni che si svolgono, e deve
essere chiaramente indicato su ognuno di esse le operazioni per le quali
sono utilizzabili (uso di solventi, manipolazione di sostanze tossiche
ecc.).
-
Su ogni apparecchio
telefonico devono essere indicati i numeri dell'AMBULANZA, dei VIGILI
DEL FUOCO e del CENTRO ANTIVELENI.
4
Norme elementari per la prevenzione degli infortuni
Coloro che usano un
comportamento inadeguato in laboratorio non mettono a repentaglio solo
la propria salute, ma anche quella degli altri.
4.1
Accesso ai laboratori.
L'accesso ai laboratori
è consentito solo ai Dirigenti Scolastici, agli Insegnanti dei
laboratori, agli Assistenti Tecnici e i Collaboratori Scolastici in
organico nel laboratorio, agli studenti negli orari di svolgimento delle
esercitazioni didattiche: tutte le altre persone che desiderano accedere
ai laboratori devono espressamente essere autorizzate dal Preside o dal
Responsabile di Reparto.
Tutte le persone
autorizzate a frequentare i laboratori devono portare in vista un
cartellino di riconoscimento rilasciato dalla Direzione dell'Istituto.
Sul cartellino di riconoscimento insieme ad una fotografia devono essere
indicati: nome, cognome e qualifica e per gli studenti l'indicazione
della classe di appartenenza.
Non bisogna mai lavorare
da soli in laboratorio, gli incidenti accadono senza preavviso e possono
risultare fatali in mancanza di un soccorso immediato.
4.2
Comportamento in laboratorio
-
È proibito agli studenti
accedere al laboratorio in assenza dell'insegnante o del personale
preposto.
-
In laboratorio sono
assolutamente proibiti scherzi di qualsiasi genere.
-
In laboratorio è
assolutamente vietato bere, mangiare, fumare.
-
Nei laboratori e nei
corridoi adiacenti non si deve correre, né aprire o chiudere
violentemente le porte.
-
Sono proibiti tutti gli
esperimenti non autorizzati o che non siano stati espressamente
descritti e illustrati dall'insegnante.
-
Non sedersi o sdraiarsi
mai sui banchi di lavoro.
-
I pavimenti ed i passaggi
tra i banchi e verso le porte, le porte stesse, i corridoi e tutte le
vie di fuga devono essere sempre tenuti sgombri, i cassetti e gli
armadietti dei banchi devono essere tenuti chiusi (borse, libri abiti
ombrelli ecc. devono essere lasciati negli appositi spazi al di fuori
del laboratorio);
-
sedie e sgabelli devono
essere allontanate dal laboratorio durante l'esecuzione delle
esercitazioni, (il loro uso è consentito solo nelle sale bilance, e in
appositi locali destinati solo all'uso di personal computer e alla
stesura delle relazioni).
-
In laboratorio non si
può accedere senza camice, chi ne fosse sprovvisto non potrà essere
autorizzato a svolgere alcuna esercitazione, potrà invece essere
impegnato dall'insegnante in altra attività didattica; ogni volta che
l'alunno dimentica di portare il camice per le esercitazioni di
laboratorio programmate, tale comportamento deve essere registrata
dall'insegnante sul registro di classe così che se ne possa tenere
conto da un punto di vista disciplinare qualora il mancato rispetto di
questa regola fosse ripetuto ed abituale.
-
(I camici devono essere
bonificati, lavati o sostituiti frequentemente e, comunque, ogni volta
che si verifichino contaminazioni con sostanze pericolose).
-
Gli alunni devono sempre
avere con se, nelle ore di laboratorio, gli occhiali ed i guanti di
sicurezza messi a loro disposizione dalla direzione didattica, usarli e
conservarli con le opportune precauzioni perché siano sempre efficienti
e funzionali.
-
Gli alunni devono
utilizzare tutti i necessari mezzi di protezione individuale e
collettivi indicati dall'insegnante per la specifica esercitazione.
-
Non usare lenti a
contatto nel laboratorio, ma solo occhiali.
-
I capelli lunghi devono
essere tenuti raccolti e gli abiti devono essere ben allacciati.
-
I laboratori chimici ed i
banchi di lavoro devono essere sempre ordinati e puliti, per diminuire
il rischio di incidenti.
-
Usare gli appositi
contenitori per smaltire gli oggetti di vetro rotti.
-
Non gettare mai scarti
solidi negli scarichi dei lavelli.
-
Segnalare immediatamente
agli insegnanti ogni incidente che si verifica, anche se di lieve
entità e se non ha comportato infortuni.
4.3
Norme elementari per l'uso e manipolazione delle sostanze e preparati.
-
Tutte le sostanze e
preparati utilizzati nei laboratori devono essere accuratamente
etichettate con etichette riportanti tutte le indicazioni obbligatorie
per legge (simboli di rischio, frasi di rischio e consigli di prudenza
ecc.)
-
Tutte le sostanze e
preparati utilizzati nei laboratori devono essere corredate di una
apposita scheda di sicurezza conservata in un luogo apposito, noto ed
accessibile a tutti gli operatori del reparto. (nessuno deve asportare
le schede di sicurezza se non per una breve consultazione).
-
Prima di iniziare una
nuova esercitazione leggere sempre attentamente l'etichetta e la scheda
di sicurezza dei prodotti che si devono usare durante l'esercitazione e
seguire le indicazioni d'uso ed i consigli di prudenza (non usare mai il
contenuto di confezioni prive di etichetta o che non siano etichettate
opportunamente).
-
Chiudere sempre bene i
contenitori dei prodotti dopo l'uso.
-
Le sostanze conservate in
frigorifero devono essere contenute in recipienti accuratamente
sigillati (specie se trattasi di solventi volatili), ed etichettati con
il nome della sostanza ed il nome dell'operatore.
-
È proibito conservare
nei frigoriferi prodotti infiammabili o occorre conservarli in speciali
frigoriferi antideflagranti.
-
Anche i campioni
utilizzati per la analisi didattiche e per conto terzi devono essere
tenute ben chiuse, accuratamente etichettate con il nome della sostanza,
e dell'operatore.
-
Non assaggiare mai una
qualsiasi sostanza in laboratorio, anche quelle apparentemente innocue.
-
Non aspirare mai liquidi con la bocca, usare pipette a stantuffo,
propipette, dosatori ecc. (specie per le sostanze pericolose).
-
Evitare sempre il
contatto di qualunque sostanza chimica con la pelle: in caso di contatto
accidentale lavare subito con abbondante acqua e poi chiedere istruzioni
all'insegnante.
-
Prestare particolare cura
nel preparare ed usare sempre i quantitativi minimi
necessari di sostanze e preparati, per evitare sprechi, rischi maggiori
per chi lavora, inquinamento all'ambiente con lo smaltimento di quanto
non si è utilizzato.
-
Evitare di mescolare fra
di loro casualmente sostanze diverse, evitare comunque di
mescolare fra di loro sostanze diverse se non si è certi della loro
compatibilità, (in caso di dubbio provvedere a consultare prima le
schede di sicurezza che devono essere a disposizione in laboratorio).
-
Usare sempre le sostanze
pericolose sotto cappa chimica con sufficiente aspirazione, accertandosi
dell'idoneità della stessa all'uso (cappe idonee per la manipolazione
di sostanze tossiche e infiammabili in particolare), e accertandosi che
la cappa sia in funzione e opportunamente chiusa. Utilizzare i
Dispositivi di Protezione Individuale adeguati.
-
Non dirigere l'apertura
delle provette, durante il riscaldamento verso la persona vicina.
-
Non usare mai fiamme
libere in presenza di sostanze infiammabili.
-
Se si utilizzano sostanze
esplodenti, devono essere impiegate solo in luoghi provvisti di
protezione adeguata (schermi ecc.).
-
Le superfici dei banchi o
dei pavimenti su cui siano cadute eventuali sostanze chimiche devono
essere bonificate ed asciugate subito (avvisare sempre gli Assistenti
Tecnici e gli Insegnanti, segnalando esattamente cosa si è sversato).
-
Gli acidi versati si
possono neutralizzare con bicarbonato di sodio (NaHCO3), gli
alcali con acido cloridrico diluito (HCl 5%).
-
Per il confinamento, l'inertizzazione e la eliminazione di sversamenti
di molti prodotti chimici possono essere utilizzate le polveri
assorbenti per liquidi versati.
Quando possibile, utilizzare sempre gli adatti assorbenti specifici.
-
Nel caso che le sostanze
versate siano infiammabili (solventi organici), spegnere immediatamente
le fiamme libere e staccare la corrente.
-
Non versare materiali
infiammabili nei cestini porta rifiuti.
-
Prima di eliminare i
prodotti al termine delle esercitazioni informarsi sempre
dall'insegnante sulle modalità di recupero o smaltimento più opportune
al fine di evitare rischi e danni a se, ai compagni e all'ambiente.
-
I contenitori vuoti dei
reagenti devono essere bonificati prima di essere smaltiti.
4.4
Norme elementari per l'uso di apparecchiature ed attrezzature
-
Usare con cura le
attrezzature e le apparecchiature seguendo le indicazioni degli
insegnanti
-
Non cercare di fare
funzionare apparecchiature che non si conoscono.
-
Non toccare con le mani
bagnate apparecchi elettrici sotto tensione
-
Nel caso si verifichino
versamenti di acqua sul banco di lavoro o sul pavimento, isolare la
alimentazione elettrica del bancone o della zona allagata.
-
leggere e rispettare
sempre le indicazioni dei cartelli di segnalazione e informazione posti
sulle attrezzature e strumentazioni dei laboratori.
-
In caso di cattivo
funzionamento o di guasto chiamare subito l'insegnante evitando
qualsiasi intervento o tentativo di riparazione.
-
Alle fine di ogni
esercitazione provvedere a spegnere (o a fare spegnere dal personale del
laboratorio, nel caso che non se ne conosca perfettamente il
funzionamento) pulire e riporre tutte le apparecchiature che sono state
utilizzate.
-
Di norma non è
consentito lasciare il posto di lavoro lasciando in funzione
apparecchiature o strumentazioni elettriche, apparecchiature riscaldate
con fiamme a gas, apparecchiature che utilizzano flussi di acqua per il
raffreddamento, accertarsi che qualcuno le sorvegli in continuazione, o
solo in caso eccezionale, opportunamente autorizzato dal responsabile
del laboratorio, che siano rispettate tutte le disposizioni per
garantire al massimo l'impossibilità che si verifichino incidenti.
-
Non manomettere le
attrezzature e le apparecchiature di soccorso.
-
Non scaldare su fiamma
diretta recipienti graduati e vetreria a parete spessa.
-
Usare con attenzione la
vetreria calda (utilizzare appositi guanti anticalore e/o pinze).
-
Non appoggiare
recipienti, bottiglie o apparecchi vicini al bordo del banco di lavoro.
-
Non usare vetreria da
laboratorio (becher) per bere.
-
Non tenere in tasca
forbici, tubi di vetro o altri oggetti taglienti o appuntiti.
-
Quando si deve infilare
un tubo di vetro in un tubo di gomma o in un tappo, proteggersi le mani
con guanti adatti resistenti alla perforazione ed taglio.
-
Apparecchiature in vetro
complesse devono essere smontate prima di essere trasportate e devono
essere rimontate nella posizione di destinazione.
-
Non cercare di forzare
con le mani l'apertura di giunti smerigliati bloccati: lasciare a bagno
in acqua calda o usare un bagno ad ultrasuoni per liberare il giunto
bloccato.
4.5
Programmazione delle esercitazioni di laboratorio
-
Tutte le attività
didattiche dei laboratori devono essere opportunamente programmate e
pianificate con anticipo sufficiente alla necessaria predisposizione di
prodotti ed apparecchiature, in condizioni di massima sicurezza.
-
Gli alunni devono essere
informati in modo preciso delle operazioni da compiere con particolare
riferimento a quelle che possono comportare un rischio.
-
Devono essere parimenti programmate e rese note agli alunni le procedure
di sicurezza da rispettare e le modalità di smaltimento dei reflui
della esercitazione.
-
Quando si danno
indicazioni agli alunni ed ai collaboratori per la preparazione dei
reagenti, calcolare con esattezza le quantità richieste dalle metodiche
adottate, per consentire la preparazione delle quantità minime
necessarie, tenendo conto del numero di alunni e classi interessate, e
della stabilità dei reattivi.
-
Quando vengono eseguite
da più classi, nello stesso laboratorio, esercitazioni simili, gli
insegnanti provvedono a concordare le metodiche di lavoro, le
caratteristiche e concentrazioni dei reagenti impiegati per ridurre ed
ottimizzare il consumo di reattivi ed il loro recupero, ridurre i rischi
per chi lavora, e l'inquinamento all'ambiente con lo smaltimento di
quanto non si è utilizzato.
-
Esercitazioni che
prevedono l'utilizzo di sostanze classificate come cancerogene (R45 ed
R49) e tossiche (T) devono essere in linea di massima evitate: in casi
particolari [vedi punto 5.3 "Utilizzo di prodotti Cancerogeni
(classificati R45 od R49) e di prodotti Tossici." a pag. 11] il
Preside potrà autorizzare l'esecuzione di esercitazioni che prevedono
l'utilizzo di composti di queste categorie in seguito a richiesta
motivata degli insegnanti e presentazione di una relazione che preveda
in dettaglio le precauzioni che si intendono adottare per ridurre al
minimo l'esposizione degli studenti e degli altri operatori dei
laboratori. Il Preside potrà in questo caso, sentire anche il parere
del Responsabile di Reparto, degli altri operatori del laboratorio, di
un medico competente o di altre persone esperte a sua discrezione,
prescrivere eventualmente condizioni di lavoro più restrittive e i
necessari controlli sanitari.
4.6
Registrazione degli incidenti e degli infortuni
Ogni incidente grave,
anche quelli che non provano conseguenze per la salute, deve essere
registrato sugli appositi moduli predisposti dalla Presidenza, per
potere servire come base di dati per la prevenzione di possibili
infortuni futuri.
Il controllo sulla
compilazione del rapporto di infortunio è affidata ai Responsabili di
Reparto
La prima compilazione del
rapporto di incidente viene affidata a chi "è informato
dell'incidente" perché vi ha assistito o ne ha raccolto le prime
testimonianze, (eventualmente con l'assistenza degli insegnanti e dagli
assistenti tecnici presenti nel turno di laboratorio), questi dovranno
tentare di abbozzarne le cause, la dinamica, le misure che a prima vista
potevano essere adottate per evitarlo o ridurne la gravità, le
possibili altre conseguenze dannose che avrebbero potuto derivarne,
anche se, casualmente sono state evitate.
La compilazione deve
essere eseguita subito o comunque il più presto possibile perché
lasciare trascorrere troppo tempo potrebbe alterare il ricordo, la
percezione esatta dell'accaduto.
Il rapporto così
redatto, viene integrato eventualmente dal Responsabile di Reparto che
lo fa pervenire al "Servizio Aziendale di Prevenzione e
Protezione" (in mancanza delle sua nomina il lavoro del Servizio
Aziendale di Prevenzione e Protezione potrebbe essere affidato ad una
Commissione).
Il Servizio Aziendale di
Prevenzione e Protezione ne da informazione al Preside e lo utilizza per
le elaborazioni delle procedure da adottare per migliorare le condizioni
di sicurezza.
Semestralmente il
Servizio Aziendale di Prevenzione e Protezione redige un Rapporto di
Sicurezza rivolto e pubblicizzato a tutto il personale (da affiggere in
bacheca, per esempio), nel quale si elenchino gli incidenti rilevati nel
periodo precedente, (eventualmente raggruppati per tipologia, rapportati
al trend storico dell'Istituto, ecc.).
Occorre cercare di
utilizzare un criterio il più possibile uniforme nel valutare la soglia
di gravità o di rischio che fa in modo che un incidente debba essere
segnalato.
Dando per scontato che
vada segnalato qualsiasi incidente che ha provocato un infortunio, anche
lieve, che non comporti la registrazione obbligatoria sul registro degli
infortuni, va valutato l'evento incidentale e vanno segnalati tutti gli
incidenti che avrebbero potuto causare, anche se in un concorso di altri
eventi (più o meno probabili) delle conseguenze di una qualche
gravità.
Per gli infortuni devono
essere effettuate anche le registrazioni previste dalle norme di legge
vigenti.
5
Norme particolari
5.1
Attività fuori orario.
L'attività di
laboratorio dovrebbe essere sospesa al di fuori dell'orario normale di
lavoro. Qualora ciò non fosse possibile è necessario attenersi alle
seguenti norme:
-
L'attività sperimentale
deve essere svolta in presenza di almeno un'altra persona.
-
Tutte le apparecchiature
che devono rimanere in funzione al di fuori dell'orario di normale
attività dei laboratori (in particolare le apparecchiature elettriche)
devono essere contrassegnate da un cartello "LASCIARE IN
FUNZIONE", con indicazione dell'operatore responsabile
dell'esperienza, del tipo di operazione in corso di esecuzione e delle
eventuali sostanze pericolose utilizzate (in particolare quelle
infiammabili, tossico nocive, incompatibili con l'acqua ecc.).
-
Non si deve lasciare
flusso di acqua nei refrigeranti fuori orario di lavoro, se ciò è
assolutamente indispensabile, occorre tenere presente che la pressione
della rete idrica può subire notevoli variazioni tra giorno e notte. Un
espediente che riduce praticamente a zero i rischi di allagamento è
quello di adottare una apposita valvola riduttrice di pressione che
permette di ottenere un flusso praticamente indipendente dalla pressione
di rete, tutti i tubi in gomma o plastica devono essere controllati
(evitare l'uso di spezzoni di tubo sospetti di potere cedere o rompersi)
e devono essere accuratamente fissati con fascette stringitubo.
-
Occorre prevedere anche
possibili interruzioni di corrente, e le conseguenze dovute al
ripristino delle condizioni di funzionamento
5.2
Immagazzinamento e trasporto di prodotti e materiali.
5.2.1Stoccaggio
nei magazzini
L'immagazzinamento dei
prodotti deve seguire precise regole in funzione delle caratteristiche
di pericolo:
-
i prodotti e preparati
devono essere riposti negli appositi armadi o sulle apposite
scaffalature, divisi per categoria di rischio, evitando in particolare
la vicinanza di prodotti incompatibili (comburenti separati dagli
infiammabili, acidi separati dagli alcali ecc.: per informazioni
specifiche sulle condizioni di stoccaggio e le incompatibilità con
altri reagenti deve essere consultata la scheda di sicurezza in
particolare al punto n° 7 "Manipolazione e stoccaggio" e al
punto n° 10 "Stabilità e reattività");
-
i solventi ed i prodotti
infiammabili devono essere custoditi in armadi metallici muniti di fori
di aerazione o impianto di aspirazione e di bacino di contenimento, e
non devono superare i 5 litri per laboratorio (20 litri in totale
massimi per l'intero volume dell'edificio secondo il Decreto 26 agosto
1992);
-
i prodotti tossici, e
quelli nocivi devono essere custoditi in appositi armadi metallici
aspirati;
-
gli acidi concentrati
vanno conservati su scaffali muniti di bacinelle di contenimento in
materiale resistente agli acidi e di capacità adeguata a contenere il
reagente in caso di rottura accidentale;
-
i prodotti molto
volatili, con temperatura di ebollizione prossima od inferiore alla
temperatura ambiente e gli altri prodotti che devono essere conservati a
temperature particolarmente basse (vedi indicazioni della scheda di
sicurezza), devono essere conservati in appositi frigoriferi
antideflagranti;
-
deve essere garantita una
buona ventilazione, naturale o forzata, dei locali di deposito, per
garantire che non si raggiungano concentrazioni pericolose di gas o di
vapori;
-
i depositi devono essere
protetti dalle alte temperature estive con opportuni ombreggiamento o
raffrescamento;
-
devono essere a portata
di mano degli operatori i mezzi idonei per intervenire in caso di
incidenti ipotizzabili (sostanze assorbenti per eventuali sversamenti,
estiguenti adatti e Dispositivi di Protezione Individuale che
garantiscano contro ogni eventuale rischio).
Ogni movimentazione dei
prodotti e preparati da e per i magazzini deve essere accuratamente
registrato. L'incaricato del magazzino deve tenere sempre aggiornato il
registro di carico e scarico dei solventi e dei reagenti per avere
sempre l'informazione esatta sui quantitativi giacenti in ogni magazzino
e per evitare di prelevare prodotti già disponibili.
5.2.2
Trasporto
-
Le confezioni di
prodotti, particolarmente i recipienti in vetro, non devono essere
trasportate tenendole direttamente in mano, ma devono essere poste in
contenitori che le proteggano ed evitino eventuali spandimenti in caso
di rottura (è sufficiente effettuare il trasporto dentro secchi di
plastica muniti di manico con un buono strato di materiale inerte sul
fondo).
-
le confezioni di prodotti
fra loro incompatibili non devono essere poste nello stesso contenitore
o, meglio, devono essere trasportate in tempi diversi.
-
Quando si debbono
trasportare carichi di un certo peso, è necessario utilizzare gli
appositi carrelli.
-
I materiali pesanti
liquidi e solidi, devono essere trasportati ai vari piani degli edifici
mediante montacarichi. I montacarichi devono essere normalmente adibiti
solo al trasporto di cose e non di persone.
-
In ogni caso nessuno deve entrare nel montacarichi quando questo
contiene materiali.
Le operazioni di trasporto con montacarichi dovrebbero essere eseguite
da due persone: una provvede al carico del materiale al piano di
partenza, l'altra provvede alla chiamata del montacarichi ed al suo
scarico al piano di arrivo.
-
Se l'edificio è
sprovvisto di montacarichi, si può utilizzare un normale ascensore,
attenendosi a quanto detto sopra, specialmente per ciò che riguarda
l'assenza del personale durante il movimento dell'ascensore.
-
Le bombole di gas
compresso devono essere munite, durante il trasporto, di cappellotti di
protezione e devono essere trasportate su carrelli muniti di catena di
fissaggio.
5.3
Utilizzo di prodotti Cancerogeni (classificati R45 od R49) e di prodotti
Tossici.
-
Ogni esercitazione
proposta che prevede l'utilizzo di sostanze e preparati classificati
come R45 ed R49 o Tossici (T con frasi di rischio da R23 ad R29) dovrà
essere corredata da una documentazione di valutazione dell'esposizione
che deve essere consegnata al Preside tramite il Responsabile di
Reparto: detta documentazione servirà come base di lavoro per
l'elaborazione del documento di valutazione del rischio che deve essere
predisposto in applicazione del Dec.Lgs 626/94 (Art. 4, commi 2 e 3),
tale documentazione dovrà comprendere almeno:
-
-
Le
"motivazioni" didattiche che giustificano la richiesta di
effettuare l'esercitazione
-
La classificazione CEE
delle sostanze e preparati utilizzati
-
Le indagini svolte per
sostituire le sostanze classificate come R45 ed R49 con altre meno
pericolose che consentano di ottenere gli stessi risultati didattici;.
-
Le modalità di
esecuzione dell'esercitazione con particolare riguardo a: utilizzo di
quantitativi minimi, individuazione precisa delle misure preventive e
protettive da adottare (dispositivi di protezione collettivi (cappe
ecc.), dispositivi di protezione individuale da utilizzare), sia per gli
studenti, che per gli altri addetti del reparto che dovranno partecipare
alla preparazione dell'esercitazione.
-
Modalità di smaltimento,
in completa sicurezza, dei reflui dell'esercitazione.
-
Numero di soggetti
esposti.
-
L'entità
dell'esposizione prevista.
-
Modalità di verifica
della esposizione effettiva.
-
La Presidenza, dopo avere
esaminato la documentazione presentata e dopo averne valutato la
adeguatezza, potrà autorizzare la esecuzione della esercitazione ed
eventualmente dare disposizioni su quali ulteriori misure di prevenzione
e protezione adottare.
-
Solo dopo il rilascio
dell'autorizzazione della Presidenza si potrà procedere all'acquisto
e/o prelievo dal magazzino dei reagenti classificati come R45 o R49.
-
Gli acquisti di reagenti
classificati come R45 o R49 seguono una procedura separata, gli elenchi
annuali di richiesta da parte dei reparti devono essere tenuti separati
da quelli degli altri reagenti ed autorizzati espressamente, tenendo
presente l'opportunità di acquistare solo i quantitativi minimi
richiesti e confezioni di piccola capacità, adeguata all'utilizzo
previsto.
5.4
Lavori con solventi organici
La scorta di solventi
organici nei laboratori deve essere ridotta al minimo indispensabile.
Per evitare accumuli
eccessivi di solventi, sia nei laboratori che nei depositi, si
raccomanda quanto segue:
-
L'uso dei vari solventi
deve essere il più possibile omogeneo nei vari laboratori che dipendono
da uno stesso magazzino.
-
Per quanto possibile è
bene evitare l'uso di solventi volatili se questi possono essere
sostituiti da omologhi superiori meno volatili.
-
Nei locali dove sono
presenti liquidi infiammabili si devono evitare le fiamme libere, le
installazioni elettriche non protette ed è assolutamente vietato
fumare.
-
Quando si riscaldano
liquidi infiammabili si raccomanda di
-
- operare sotto cappa (apposita priva di alimentazione con gas)
- condensare i vapori
- evitare fiamme libere o resistenze elettriche scoperte.
-
Non si devono essiccare
in stufa sostanze impregnate con solventi organici
5.5
Sostanze che reagiscono violentemente con l'acqua
Bisogna prestare molta
attenzione nell'uso in laboratorio delle sostanze che reagiscono
violentemente con l'acqua o che a suo contatto sviluppano sostanze
facilmente infiammabili quali:
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- idruro alluminato di litio
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- sodio ammide (ammiduro di sodio)
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Bisogna evitare per
quanto possibile il loro utilizzo sostituendole con altre sostanze meno
pericolose.
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Se proprio è necessario
il loro utilizzo, è necessario utilizzarne il quantitativo minimo con
solventi inerti o anidri, preferibilmente in atmosfera di azoto.
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Evitare di gettarne i
residui nei lavandini e nei bidoni per la spazzatura (devono invece
essere opportunamente distrutte [consultare le schede di sicurezza]).
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Bisogna evitare
scrupolosamente di conservarne in laboratorio ritagli e residui (è
inutile e pericoloso).
5.5.1
Sodio metallico (potassio e litio)
Il sodio reagisce
violentemente con l'acqua, in modo esplosivo, e deve essere trattato con
le maggiori precauzioni possibile (quanto detto per il sodio vale anche
per il potassio ed il litio):
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Evitare che in
laboratorio se ne trovino grasse quantità; prelevarne in un piccolo
contenitore la quantità minima necessaria, ricordando che va conservato
immerso in idrocarburi poco volatili (petrolio non bassobollente, olio
di vaselina).
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Se il sodio è contenuto
in un recipiente di vetro questo deve essere tappato e contenuto in un
altro recipiente, metallico, anch'esso tappato.
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Non usare mai il sodio
durante la distillazione di solventi alogenati perché si potrebbero
verificare violente esplosioni.
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Le quantità di sodio
residuate delle lavorazioni devono essere distrutte volta per volta, con
precauzione, con alcool etilico o isobutilico.
5.6
Sostanze ossidanti
Le operazioni che
comportano l'impiego di sostanze ossidanti, (permanganato, bicromato,
acqua ossigenata, acido perclorico, acido nitrico fumante) devono essere
eseguite sotto cappa e dietro ad uno schermo di protezione.
L'operatore deve usate
occhiali di sicurezza e guanti di protezione.
In particolare si
raccomanda molta attenzione quando si eseguono reazioni in cui si
impiega l'acqua ossigenata in presenza di piridina o di acido acetico
(V. sostanze esplosive - perossidi organici [5.7.3]).
5.7
Sostanze esplosive, infiammabili, ecc.
Molte sono le sostanze
appartenenti a queste categorie che trovano normale impiego in
laboratorio, tra di esse vi sono in particolare:
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- Nitrati e ipocloriti organici
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- Composti metallo organici
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- Idruro-alluminato di litio
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- Diazo composti, azidi idrazine
ecc.
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Per tutte valgono le
seguenti indicazioni generali:
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cercare di evitare l'uso
di sostanze di questa categoria, se possibile sostituirle con altre meno
pericolose
-
maneggiare le sostanze
solo in piccola quantità,
-
prima dell'uso leggere
accuratamente le indicazioni specifiche della scheda di sicurezza e
seguirle scrupolosamente,
-
evitare surriscaldamenti,
la vicinanza di fiamme, la formazione di scintille, gli urti, gli
sfregamenti (con spatole, agitatori ecc.),
-
disporre robusti schermi
di protezione attorno alle apparecchiature,
-
usare guanti protettivi
ed occhiali di sicurezza,
-
valutare la possibilità
di lavorare in atmosfera inerte (azoto).
Di seguito vengono
riportate indicazioni specifiche per alcuni composti di più comune
utilizzo.
5.7.1
Acido perclorico e perclorati
Molti perclorati possono
esplodere violentemente in seguito ad urti, sfregamenti o anche
spontaneamente, provocando seri danni (ferite, ustioni, assordamento).
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Se è indispensabile
utilizzare l'acido perclorico per l'attacco di matrici inorganiche o
organiche, usarlo solo sotto cappe appositamente costruite,
(completamente smaltate o vetrificate) o in contenitori chiusi
resistenti a pressione.
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Le matrici organiche
devono rigorosamente essere mineralizzate completamente (per esempio con
acido nitrico) prima dell'aggiunta di acido perclorico per evitare la
formazione di perclorati organici esplosivi.
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Quando possibile, invece
dell'anione perclorato usare altri anioni con proprietà simili (esafluorofosfato,
tetrafluoro-borato, ecc.)
5.7.2
Acetilene ed acetiluri
L'acetilene può
decomporsi violentemente se utilizzato sotto pressione e non diluito,
oppure in presenza di certi metalli, specialmente il Rame (con i
quali forma acetiluri esplosivi che esplodono spontaneamente allo stato
secco).
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Non usare assolutamente
tubazioni di rame per l'erogazione dell'acetilene.
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Le apparecchiature di
laboratorio che utilizzano fiamme con acetilene devono essere dotate dei
necessari dispositivi di sicurezza necessari per evitare formazione di
miscele esplosive di acetilene con il comburente e/o evitare le
conseguenze dannose di piccole esplosioni.
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Se si devono usare
acetiluri dei metalli pesanti devono essere trattati rigorosamente allo
stato umido e le quantità non reagite od eccedenti devono essere
distrutte immediatamente.
5.7.3
Perossidi organici
1. L'ossidazione con
acqua ossigenata in presenza acido acetico porta alla formazione di
acido perossiacetico, che esplode facilmente. (Le miscele che possono
contenere tale composto devono essere trattate con tutte le precauzioni
indicato al punto 5.7 e precedendo successive manipolazioni con un
trattamento con una soluzione di solfito o bisolfito di sodio,
controllando con una cartina amido-iodurata la fine della reazione).
2. L'etere etilico, il
diossano, il tetraidrofurano ecc., reagiscono con l'ossigeno dell'aria
formando perossidi instabili che possono esplodere facilmente:
a. Queste sostanze devono
essere perciò conservate in contenitori rigorosamente chiusi, in
presenza di inibitori che impediscono la formazione dei relativi
perossidi (tracce di solfato ferroso per l'etere etilico, tracce di
solfato ferroso e di cloruro stannoso per il diossano, tracce di
idrochinone per il tetraidrofurano, 100 p.p.m. di -naftolo per l'etere
diisopropilico).
b. Occorre prestare
particolare attenzione alla distillazione di queste sostanze (l'aumento
di concentrazione dei perossidi nel residuo di distillazione ne aumenta
la pericolosità).
c. Misurare
periodicamente le concentrazioni dei perossidi in soluzione nei prodotti
immagazzinati ed eliminare i perossidi eventualmente presenti anche in
traccia con opportuni reagenti.
5.7.4
Fiale contenenti sostanze basso-bollenti
I prodotti basso-bollenti
messi in commercio in fiale di vetro saldate alla fiamma devono essere
conservate in frigorifero fino al momento dell'uso.
Per aprirle occorre
raffreddarle pochi gradi al di sotto della temperatura di ebollizione, e
quindi vengono aperte incidendole sul collo con una limetta (usando
guanti ed occhiali di protezione).
Non si deve ritentare di
chiudere la fiala con la fiamma, ma i residui vanno messi in un vial (o
in un palloncino munito di rubinetto a due vie) da conservare in
frigorifero.
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