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La Medicina del Lavoro,
disciplina squisitamente preventiva, ha lo scopo di preservare la salute dei
lavoratori da tutte le cause nocive presenti nelle attività lavorative. Per
far ciò analizza in maniera precisa tutti i fattori di rischio presenti negli
ambienti di lavoro e nelle attività connesse, intendendo per fattori di
rischio quegli elementi negativi che in adeguata concentrazione possono
favorire o determinare uno stato conclamato di malattia. La conoscenza è già
prevenzione: non si può combattere un nemico nascosto nell'ombra, non si può
evitare la comparsa di manifestazioni patologiche se non si conosce a monte la
causa, se non si è in grado cioè di valutare come essa possa trasformare un
evento ipotetico quale è il rischio in un danno reale.
È indubbiamente difficile
trattare, in modo completo, il problema della tutela della salute degli
operatori della polizia municipale e quello dei rischi connessi con le attività
prestate: difficoltà che nasce essenzialmente dagli impieghi
multidisciplinari e polifunzionali, che spesso si incrociano con le attività
complesse degli operatori in condizioni di esposizione multifattoriale, non
tralasciando le evenienze di impiego in condizioni critiche o addirittura
pericolose, in disparate condizioni climatiche, in diverse situazioni di
stress e di responsabilità. Dal punto di vista più didattico che pratico, la
prima distinzione che si può fare riguarda principalmente la città ove il
servizio viene svolto: nei grossi centri urbani le mansioni in linea di
massima sono ben definite e stabili rispetto ai centri medio-piccoli in cui
non lo sono e ove spesso la regola è il pluriimpiego, con evidente
sovrapposizione dei rischi dovuta alla esposizione a diversi fattori.
La seconda distinzione riguarda
invece la mansione: alcune mansioni espongono gli operatori a rischi maggiori
di altre e pertanto in base alla esposizione ai fattori di rischio possiamo
suddividere le mansioni dei vigili in alta, media e bassa esposizione: fra le
mansioni ad alta esposizione ricordiamo, senza per questo pretendere di essere
completi, il viabilista, il motociclista, il servizio appiedato; fra quelle a
media esposizione il servizio di autopattuglia, quello di carro-gru, il
servizio scuole, il servizio annona e mercato; infine fra quelle a bassa
esposizione i servizi amministrativi (videoterminalisti, servizi d'ufficio
ecc.).Ovviamente questa classificazione è troppo semplice per il calcolo
della esposizione cumulativa del singolo operatore, per il quale bisognerà
tener presenti altre varabili: la durata del servizio ed i periodi svolti
nelle diverse mansioni, le dimensioni della città, la copertura dell'organico
e le zone di lavoro con relativa densità di traffico.
In Medicina del Lavoro i
fattori di rischio vengono schematicamente suddivisi in quattro gruppi: i
fattori del I gruppo, di natura fisica e presenti sia negli ambienti di lavoro
che in quelli di vita, possono essere misurati: luce, elettricità,
microclima, rumore; quelli del II gruppo, di natura sia fisica che chimica,
sono presenti principalmente negli ambienti di lavoro e possono essere
misurati: fattori fisici quali le vibrazioni, le radiazioni ionizzanti e non,
la pressione atmosferica; fattori chimici quali gas, vapori, liquidi, fumi e
polveri; fattori del III gruppo sono quelli dovuti alla fatica fisica ed alle
posizioni di lavoro fisse e disagevoli; infine al IV gruppo appartengono quei
fattori di rischio legati ad una tipologia di lavoro che comporta ansia,
responsabilità, stress, ritmi faticosi ed una monotona organizzazione.
Tutti i fattori di rischio dei
quattro gruppi sono rappresentati nelle attività di lavoro dei Vigili Urbani,
con una maggiore presenza di quelli del I e IV gruppo. Senza seguire un ordine
preciso e senza la presunzione della completezza, verranno elencati e trattati
di seguito i fattori di rischio più comuni presenti negli ambienti e nelle
attività di lavoro dei vigili urbani.
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Sostanze inquinanti
presenti nell'aria circostante le strade urbane: sono prodotti
essenzialmente dalle emissioni dei gas di scarico degli autoveicoli, da
emissioni industriali e del riscaldamento domestico; la loro
concentrazione varia in concomitanza a diversi parametri ambientali quali
temperatura, pressione barometrica, riscaldamento domestico ecc. Nell'aria
delle città sono presenti sostanze asfissianti (ossido di carbonio),
broncoirritanti (ossidi di zolfo ,ossidi di azoto, aldeidi, polveri di
varia origine), cancerogeni, (IPA, benzene, amianto) tossici d'organo
(piombo). Da tener presente nella valutazione delle conseguenze negative
per la salute, i possibili effetti di potenziamento nell'organismo dovuti
alla esposizione multifattoriale a queste miscele di sostanze, la
suscettibilità individuale e le abitudini voluttuarie (fumo di
sigaretta);
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Ossido di carbonio: è un
gas inodore che si forma in tutti i processi di combustione incompleta. La
sua presenza nell'aria urbana è dovuta alle combustioni dei motori a
scoppio, alle emissioni delle industrie e del riscaldamento; le
autovetture a benzina, soprattutto quelle non dotate di marmitta
catalitica, hanno una maggior produzione di CO rispetto ai motori diesel.
L'effetto tossico dell'ossido di carbonio è il tipico effetto
asfissiante: si lega nel sangue con legame chimico all'emoglobina
(trasportatore dell'ossigeno nei globuli rossi) formando
carbossiemoglobina e riducendo o inibendo il trasporto da parte di questa,
dell'ossigeno all'organismo. Il danno acuto si manifesta pertanto con
malori che, ove non vengano prestati immediati ed opportuni soccorsi
(Ossigenoterapia e respirazione artificiale!) possono avere esiti
infausti. Fra i danni cronici dell'ossicarbonismo si segnala un aumento
del rischio cardiovascolare in soggetti esposti a causa di un aumento
dell'aggregazione piastrinica e di una diminuzione del colesterolo HDL
(protettivo!) dovuta all'ossido di carbonio. I sintomi dell'intossicazione
da ossido di carbonio variano da una lieve cefalea a lieve concentrazione
sino alla compromissione neurologica importante, con coma e morte a
concentrazioni e permanenze maggiori. Necessaria la protezione individuale
(maschere leggere con filtro) in presenza di concentrazioni nell'aria
superiori al 6 %.
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b) Benzene: detto anche
benzolo è una sostanza molto tossica, utilizzato unitamente ai suoi
omologhi (xilolo e toluolo) principalmente come solvente delle vernici. In
atto viene pure impegnato nelle cosiddette benzine verdi come antidetonante
al posto del piombo tetraetile. È molto volatile e si libera nell'aria in
tutte le fasi di travaso dei carburanti che lo contengono (depositi e
distributori di benzina). L'utilizzo del benzolo nei carburanti ha causato
un aumento progressivo della sua concentrazione nell'aria urbana,
soprattutto nei periodi estivi a causa dell'evaporazione determinata dal
calore, ma anche in altri periodi a causa di malfunzionamenti o usura
delle marmitte catalitiche, di cui sono dotati gli autoveicoli che
utilizzano questi nuovi tipi di benzina. L'azione tossica di tipo acuto
consiste in effetti di tipo nervoso (eccitazioni e successiva depressione)
che rapidamente recedono al cessare dell'esposizione al tossico; ben più
grave l'effetto cronico, che consiste in fenomeni iporigenerativi e
aplastici a carico della serie bianca del sangue, determinando ben
definite forme di leucemia: in altre parole il benzene ed i suoi omologhi
superiori sono dei potenti cancerogeni per i globuli bianchi del sangue.
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Broncoirritanti: l'analisi
delle cause di servizio (si intende per causa di servizio l'erogazione di
benefici giuridico-economici per affezioni contratte o aggravate dal
servizio) concesse ai dipendenti della Polizia Municipale di alcune
metropoli, ha mostrato una preponderanza di esse per patologie riguardanti
l'apparato respiratorio: è noto come sia proprio l'apparato respiratorio
il primo punto d'attacco di parecchi fattori nocivi: perfrigerazioni e
sostanze inquinanti presenti nell'aria. La maggior parte dei
broncoirritanti provengono dalla combustione degli idrocarburi bruciati
nei motori degli autoveicoli, ma anche dal riscaldamento domestico e dalle
industrie.Il biossido di azoto, prodotto in natura dalla decomposizione
batterica dei composti organici azotati, è aumentato progressivamente
nell'aria, sino a raggiungere livelli di allarme, proprio per l'aumento
della combustione dei prodotti petroliferi: potente broncoirritante a
causa della riduzione delle ciglia vibratili dei bronchioli, che
permettono l'allontanamento degli inquinanti presenti nell'apparato
respiratorio, determina anche una ridotta capacità di difesa contro gli
agenti esterni per la riduzione della capacità battericida delle cellule
macrofaghe degli alveoli.Il biossido di zolfo (o anidride solforosa) è
prodotto dalla combustione di sostanze contenenti zolfo: anche la
concentrazione di questo inquinante nell'aria urbana è aumentata con
l'aumento del traffico veicolare, poichè lo zolfo è presente nei
combustibili da autotrazione: l'effetto patologico è a carico
dell'apparato respiratorio, con azione di irritazione aspecifica, con
effetti ancora più evidenti ed aggravamenti delle patologie preesistenti,
nei soggetti asmatici e broncopatici. Altre sostanze chimiche presenti
nell'aria urbana e derivate dalla combustione dei motori a scoppio sono
gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici ), potenti irritanti
dell'apparato respiratorio e noti agenti cancerogeni. Altri inquinanti
dell'aria urbana ed irritanti per le mucose: l'ozono, le aldeidi (sospetta
cancerogenicità), alcuni acidi organici.
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Polveri sospese e fibre di
amianto: nell'aria urbana sono presenti numerose polveri, che si
distinguono fra loro oltre che per la diversa natura e origine, anche per
le dimensioni: la grandezza dei granuli determina la frazione delle
polveri che verranno trattenute lungo le vie respiratorie superiori e
quella che arriverà a contatto con gli alveoli polmonari (Frazione
inalabile). Derivate dalla combustione dei carburanti nei motori a scoppio
(soprattutto a gasolio), dalle industrie, dal riscaldamento domestico, dal
sollevamento di esse dalla sede stradale in condizioni di traffico, di
vento, per lavori stradali, oltre a determinare effetti patologici a
carico dell'apparato respiratorio per la loro stessa natura chimica,
possono veicolare prodotti chimici anche cancerogeni e batteri che più
facilmente, così trasportati, penetrano e permangono nell'organismo. Un
potente inquinante dell'aria urbana, nonostante leggi recenti ne abbiano
vietato l'estrazione e l'utilizzo, è l'amianto. È stato utilizzato in
passato per gli impieghi più disparati, proprio per le sue qualità che,
unitamente alla enorme resistenza meccanica lo rendono resistente agli
acidi ed al calore. Restano pertanto numerosi manufatti la cui dismissione
appare per lo meno problematica: serbatoi d'acqua, lastre di copertura di
fabbriche, isolanti e coibentanti ecc. Se a ciò si aggiunge che era uno
dei principali componenti di freni e frizioni, (non viene più utilizzato
dall'industria automobilistica) si capisce come tuttora numerose fibre di
amianto siano presenti nell'aria urbana e lo saranno per molti anni
ancora: l'amianto determina gravi patologie nell'uomo che vanno da una
grave fibrosi interstiziale (asbestosi) al tumore maligno di pleura e
peritoneo (mesotelioma)
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Piombo: la fonte principale
di questo metallo nell'aria urbana è rappresentata dai prodotti di
combustione delle benzine, ove il piombo è presente come piombo
tetraetile, aggiunto come antidetonante. Il piombo inorganico possiede
numerose azioni tossiche, che possono così sintetizzarsi: azione
spasmogena sulla muscolatura liscia, specie intestinale e vasale (colica
saturnina, ipertensione); azione sul sistema emopoietico e sulla sintesi
dell'eme dei globuli rossi (anemia); azione neurotossica sul sistema
nervoso centrale (encefalopatia) e periferico (paralisi nervo radiale e
ulnare); azione nefrotossica con azione angiospastica e danno tubulare. La
sua concentrazione nell'aria sta progressivamente dimunendo con l'impiego
di altre sostanze antidetonanti nelle benzine (benzene)
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Rumore: investe tutte le
attività degli operatori della polizia municipale, costretti ad operare
in condizioni di traffico ed inquinamento acustico al di sopra dei valori
soglia: uso dei segnali acustici di emergenza, attività addestrative
all'uso delle armi da fuoco, autoveicoli in numero sempre crescente,
lavori edili e stradali: sono questi i fattori "killer" per le
cellule neurosensoriali dell'apparato uditivo. Da non trascurare gli
effetti extrauditivi del rumore, quali aumenti della pressione arteriosa,
aumento di disturbi a carico dell'apparato gastroenterico, irritabilità,
disturbi del sonno e riduzione del rendimento.
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Vibrazioni , dovute
essenzialmente alla guida di mezzi, auto e moto, causano soprattutto danni
a carico della colonna vertebrale;
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Rischio biologico: gli
Operatori della Polizia Municipale a causa della attività svolta, possono
giungere a contatto con soggetti portatori di infezione in qualunque
momento: soccorso a feriti, a persone colte da malore, controlli a
cittadini extracomunitari clandestini ecc. Il contatto con liquidi
biologici (sangue) può determinare il contagio di patologie molto gravi
quali l'epatite B, l'epatite C, l'AIDS. Importante nei corsi di formazione
pertanto fornire agli operatori nozioni di igiene e pronto soccorso, con
la fornitura di guanti in lattice monouso nella dotazione individuale.
Fondamentale la vaccinazione antitetanica ed epatitica.
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Lo stress: la domanda di
sicurezza della gente richiede concrete ed immediate capacità di risposta
con compiti di sostegno e di controllo più che di repressione. Tali
fattori a cui aggiungiamo l'imprevedibilità e il cambiamento repentino
del lavoro, il rischio connesso a taluni interventi, i ritmi stessi del
lavoro spesso turnativi come in talune mansioni (il pesante lavoro
notturno!), i rapporti con i superiori e con l'autorità giudiziaria
spesso conflittuali, i rapporti con la gente, le scarse gratificazioni,
possono determinare condizioni peggiorative dello stato anteriore e
psicologico del lavoratore , riassunto col nome di STRESS. Lo stress dal
punto di vista fisiopatologico va considerato come un meccanismo
fondamentale di adattamento dell'organismo alle richieste del suo
ambiente: la prima fase (di adattamento) non è patologica ma soltanto un
meccanismo di difesa aspecifica che diventa patologica al cessare della
seconda fase (di resistenza),alla fine della quale si verifica il crollo
delle difese con possibile comparsa di vari tipi di patologia organica
(fase di esaurimento). Nell'uomo lo stress è la conseguenza di
un'attivazione emozionale che ha la sua struttura portante nel sistema
limbico, il sistema cerebrale che presiede al coordinamento delle varie
funzioni biologiche e comportamentali. Tale sistema nella bilancia
psicosomatica dell'organismo coordina il sistema endocrino, il sistema
nervoso vegetativo ed il sistema immunitario: uno stimolo capace di
attivare il sistema limbico causa pertanto modificazioni biologiche,
ormonali, metaboliche, neurovegetative, finalizzate ad aumentare le
resistenze del corpo ai cambiamenti fisici esterni o biologici interni
preparandolo ad un vasto repertorio di comportamenti difensivi. Qualsiasi
sfera dell'organismo innervata dal sistema orto e parasimpatico può
essere pertanto oggetto di patologia, qualora non si riesca a rimuovere lo
stimolo nocivo e permangono attivati i meccanismi dello stress. Varia e
con diversi livelli di gravità la patologia che si può presentare nei
soggetti colpiti da tale sindrome, che va attualmente sotto il nome di
"fatica generica" e può manifestarsi sia in forma acuta che
cronica: i sintomi sono svogliatezza, disinteresse, apatia; il sonno è
agitato, il morale è depresso. Si accentua la voglia di dormire ma il
sonno non è ristoratore. Comuni i disturbi di tipo "fisico" che
vanno sotto il nome di "malattie psicosomatiche": disturbi
cardiovascolari, gastroenterici, predisposizione alle malattie infettive.
scadimento delle risorse emotive. L'aumento dell'età è purtroppo in
questo contesto un ulteriore fattore negativo nel recupero emozionale:
riflessi più lunghi, agilità diminuita, prestazioni più scadenti in
generale in compiti che spesso fanno riferimento ad una buona efficienza
fisica, con una permanenza più lunga nel tempo dei fattori stressanti di
cui abbiamo parlato, e che esercitano la loro influenza negativa proprio
in funzione del tempo di esposizione.
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Fattori climatici e
posturali : La permanenza continuativa in piedi per diverse ore
(viabilisti) con l'uso di indumenti spesso pesanti, in condizioni
climatiche spesso sfavorevoli (umidità, caldo o freddo eccessivi),
posizioni fisse assunte da capo e collo, frequenti pronosupinazioni degli
avambracci, determinano nel tempo, disturbi e danni a carico dell'apparato
osteoarticolare, in prevalenza della colonna vertebrale, e, soprattutto la
stazione eretta, danni, nei soggetti predisposti, a carico del sistema
vascolare venoso (varici agli arti inferiori ed emorrodi)
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Videoterminali e
inquinamento indoor (aria confinata negli uffici ):Riassumiamo brevemente
le problematiche connesse al lavoro d'ufficio e all'utilizzo dei
videoterminali (Computer con monitor).
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Astenopia (affaticamento
visivo): è causata dall'uso continuo dei VDT senza effettuare pause,
dalla scorretta illuminazione artificiale o naturale, aggravata da
preesistenti difetti visivi dell'operatore. Si manifesta con bruciore e
lacrimazione agli occhi, fotofobia, mal di testa, vista annebbiata,
irritabilità. Non esiste un problema radiazioni connesso all'uso dei VDT!
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Disturbi
muscolo-scheletrici :sono dovuti alla posizione fissa tenuta per diverso
tempo dai segmenti muscolo scheletrici, quali capo e collo davanti al VDT,
polso e dita nell'uso del mouse e della tastiera. Sono caratterizzati da
dolori a carico dei segmenti interessati, rigidità muscolari e nel tempo
anche da danni conclamati (S.del tunnel carpale)
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Microclima e inquinamento
dell'aria confinata : negli uffici ove non esistono condizionatori d'aria,
si riscontra spesso aumento di anidride carbonica, presenza di fumo di
tabacco, polveri ed odori sgradevoli: ciò determina disagio olfattivo se
i ricambi d'aria sono insufficienti e patologie irritative a carico
dell'apparato respiratorio; negli uffici condizionati, oltre all'aria
troppo secca ed in estate troppo fredda, con correnti fastidiose e sbalzi
termici interno-esterno non indifferenti, si riscontra spesso presenza di
lieviti, virus e batteri che trovano il loro habitat nell'impianto di
condizionamento (effettuare la frequente manutenzione dei condizionatori!)
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Stress : dovuto alla
monotonia e ripetitività del lavoro svolto, alle responsabilità, al
rapporto con colleghi e superiori, al rumore fastidioso spesso presente
negli uffici (stampanti, telefono ecc.)
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Dermatiti allergiche per
l'uso di alcune sostanze (es: toner utilizzato nelle fotocopiatrici)
La prevenzione
Le misure di prevenzione nelle
attività di lavoro dei Vigili Urbani, devono tener conto dell'analisi dei
rischi e dell'abbattimento di essi quanto più a monte possibile,
intervenendo, ove possibile, in tutti i settori, con provvedimenti tecnici,
igienici e sanitari: Organizzazione del lavoro, diminuzione dell'inquinamento
urbano, sorveglianza sanitaria. Ricordiamo a questo punto le normative più
importanti, in Italia per la tutela della salute dei lavoratori: D.P.R.
N.303/56 (Norme generali per l'igiene del lavoro) D.L. N.277/91( Protezione
dei lavoratori contro i rischi connessi all'esposizione ad amianto, piombo e
rumore);D.L. 626/94 (...miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro).
Organizzazione del lavoro: Una
rotazione non di comodo, ma per una seria organizzazione del lavoro, attivando
tutte le tecniche e le risorse disponibili, utilizzando il personale meno
adatto al servizio sul territorio per accertati motivi di salute , in mansioni
prevalenti d'ufficio, potrebbe essere un buon rimedio, a costo si intende di
una buona formazione; per gli addetti alla viabilità è importante garantire
una maggiore turnazione, adibendo a tale mansione anche coloro che normalmente
non la svolgono, garantendo altresì la variazione frequente delle postazioni,
con l'alternanza di zone a maggior densità di traffico (e inquinamento
urbano) con quelle a minore. Importante sarebbe poi riuscire ad alternare
posizioni scomode o fisse all'impiedi con posizioni sedute (es: guida di
autoveicoli) anche con l'attuazione di una maggiore mobilità nel corso del
turno.
Importante!!:Le norme relative
al pensionamento devono essere studiate ad hoc per il personale delle forze
dell'ordine ed a maggior ragione per gli operatori della polizia municipale,
essendo richieste doti di efficienza e vigilanza non richieste per altri
impieghi, e subendo l'organismo di questi lavoratori, alla luce delle
considerazioni e della analisi effettuata, una usura fisica e psicologica
maggiore nel corso del tempo di altre attività lavorative.
Interventi sull'inquinamento
urbano : è questo il punto d'azione dove l'intervento sortirebbe i maggiori
effetti (prevenzione primaria alla fonte) ma nel contempo il più difficile da
realizzare, essendo l'inquinamento urbano non solo un problema lavorativo ma
anche e soprattutto sociale: sarebbe opportuno il potenziamento dei servizi
pubblici, con aree di parcheggio adeguate fuori dalle mura cittadine,
modifiche agli orari delle attività delle città, in atto concentrate in
poche fascie orarie (scuole, negozi, uffici ecc.), il potenziamento del
trasporto merci su rotaia rispetto a quello attuale su gomma, aumento degli
spazi verdi nelle città, modifica dei combustibili attuali con l'eliminazione
degli additivi pericolosi (benzene, piombo) con utilizzo preferenziale di
quelli a basso o nullo residuo (Metano!), modifiche degli assetti urbanistici
delle città, aumento delle isole pedonali e delle piste ciclabili.
Protocollo di sorveglianza
sanitaria
La prevenzione medica,
contemporanea alle altre forme di prevenzione, svolge una azione diretta sui
lavoratori, che per il solo fatto di essere esposti a potenziali rischi,
possono subirne l'impatto ed il danno : andrà ricercata l'idoneità generica
e soprattutto specifica per la mansione, ricercando gli effetti biologici
subliminari anche con sensibili indicatori di rischio. Così agendo da una
parte si eviterà l'esposizione di soggetti particolarmente vulnerabili alle
noxe patogene, dall'altra, ove il rischio si sia già trasformato in danno
verrà effettuata la diagnosi precoce e potranno essere presi i dovuti
provvedimenti.
Gli operatori della Polizia
Municipale devono pertanto essere sottoposti a visita di assunzione (a cura di
un Medico Specialista in Medicina del Lavoro, e non dal Servizio di Medicina
Legale o di Igiene delle USL come spesso viene fatto!) e a visite periodiche
corredate da adeguate indagini diagnostiche, con adeguata formazione ed
informazione dei lavoratori.
Il protocollo sanitario che
sembra più opportuno è il seguente:
All'assunzione: visita medica,
istituzione del libretto sanitario individuale e di rischio, che conterrà
tutti i riscontri anamnestici, mirati soprattutto ai fattori di rischio
osteoarticolare, vascolari, cardiologici, polmonari. La visita verrà
integrata con Rx standard del torace, esami ematochimici di routine (emocromo
con formula, glicemia, azotemia, creatininemia, uricemia, colesterolo totale e
HDL, trigliceridi, VES, transaminasi GOT e GPT, GGT, bilirubina), esame delle
urine, audiometria tonale subliminale, prove di funzionalità respiratoria
(spirometria). Visio test per coloro che dovranno essere adibiti a mansioni di
videoterminalisti. Da caso a caso il Medico Competente valuterà eventuali
visite specialistiche complementari, anche per le successive visite
periodiche: visita cardiologica ed elettrocardiogramma, ortopedica,
angiologica.
Periodicamente:
Ogni anno: visita medica, con
spirometria, audiometria (esame dell'udito) ed esami ematochimici. Nei
viabilisti importante il monitoraggio biologico: piombemia,
carbossiemoglobina, markers epatite. Ogni tre anni : Rx standard del torace
Vaccinazioni preventive:
Ai fini preventivi si reputa
necessario, per il rischio biologico cui sono esposti i Vigili Urbani,
sottoporli a vaccinazione antitetanica, antiepatitica ed antitifica.
Si può collegare alla
prevenzione sanitaria la fornitura ai Vigili Urbani di adeguati Mezzi di
Protezione individuale:tappi auricolari in confezione monouso, guanti in
lattice in confezione singola, mascherine personali leggere con filtro a
carbone attivo (scarsamente efficaci le mascherine in cellulosa!). Poter
realizzare delle postazioni fisse nei punti nevralgici, climatizzate e con
filtrazione dell'aria, con possibilità di sedersi, risolverebbe molte delle
problematiche connesse alla mansione dei viabilisti (protezione
dall'inquinamento acustico e chimico e dalle intemperie, danni da postura).
BIBLIOGRAFIA:
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Servizi e Dintorni - N.34 - Milano, Giugno 1996
5) BARBIERI G., NEGRINI R.,
MATTIOLI S.: "Comparsa di Spondiloartropatie del rachide tra i
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683-687, 1987
6) NEGRINI R., BARBIERI G.,
MATTIOLI S., BONORA N.:" Risultato di una ricerca sulle patologie del
rachide in un gruppo di motociclisti della Polizia Municipale di Bologna
" Atti V Conv. Naz. Med. Tras., 313-315, Giardini Naxos, 13/10/1988
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L'inquinamento da amianto nell'ambiente di vita", Ed. Fond. Carlo Erba ,
1990
8) CERULLI L., PALMIERI N.,
CEDRONE C., CULASSO F., TRIA M.:" Rilievi ergoftalmologici connessi
all'impiego del VDT" Boll. Oculist., 64,1, 1985
9) MELINO C. : Lineamenti di
Igiene del Lavoro - Aggiornamenti integrativi 1992/95 Società Editrice
Universo - Roma, 1995
10)AMBROSI L. FOÀ V. :
Trattato di Medicina del Lavoro - UTET, Torino, 1996
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