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ANALISI A LIVELLO DI SEZIONE DI UN IMPIANTO DI TERMOVALORIZZAZIONE DI RIFIUTI autore |
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_________________________________________________________________ FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA
IN INGEGNERIA GESTIONALE Dipartimento di
Energetica e Macchine
Tesi di laurea ANALISI SISTEMICA DELLA SICUREZZA IN UN IMPIANTO TECNOLOGICO
_________________________________________________________________ Anno Accademico 2001 - 2002
( ... OMISSIS ... ) 5 Analisi a livello sezione5.1 PremessaIn questo capitolo analizzeremo la macrosezione di movimentazione preparazione e stoccaggio a livello sezione. Questo livello di analisi studia i rischi che possono insorgere dall’interazione dei vari elementi che compongono l’impianto. Individueremo, per ogni sezione, il pericolo evidenziando, la probabilità di accadimento, il rischio e la gravità ad esso connesso. Da questa analisi si dedurrà poi la riduzione del rischio che si può ottenere in fase di progettazione e che sarà integrata da informazioni, istruzioni e avvertimenti. 5.2 Le sezioni della linea polverinoLa linea del polverino, tratta quella parte degli scarti che per la propria granulometria e caratteristiche di infiammabilità è più conveniente sfruttare come combustibile pregiato nell’operazione di completamento dei processi di combustione in camera di post combustione piuttosto che come semplice materiale di alimentazione della camera di combustione. Il polverino è prelevato direttamente dai singoli stabilimenti all’interno di contenitori stagni trasportati da degli autocarri scarrabili. Questi ultimi vengono pesati prima e dopo le operazioni di scarico in modo da contabilizzare il flusso del materiale. Successivamente, viene scaricato all’interno di uno specifico bunker mantenuto in depressione onde evitare la dispersione delle polveri e inviato da un trasportatore a pettini dotato di movimento alterno verso la coclea di alimentazione del circuito pneumatico. La scelta di un trasportatore pneumatico per il polverino è stata preferita in quanto permette di trasportare facilmente sostanze solide in polvere o granulari quale quella in esame percorrendo le traiettorie più disparate. All’uscita della coclea quindi, il materiale viene aspirato lungo il condotto di aspirazione fino a raggiungere un ventilatore centrifugo che provvede a spingere il polverino all’interno del silo di stoccaggio. Quest’ultimo ha una capienza di 200m3 ed è in grado di garantire alcuni giorni di copertura. Il materiale viene estratto da una coclea posta nella parte inferiore del silo che alimenta un ulteriore porzione del sistema di trasporto pneumatico il quale va ad alimentare direttamente gli insufflatori di polverino. La macrosezione del polverino di legno appena descritta è quindi caratterizzata da una linea principale dove il polverino di legno trasportato da automezzi pesanti della capacità di 20¸30 m3 per (un peso di circa 10 ton a trasporto) viene dapprima pesato e registrato per poi essere insilato ed infine insufflato all’interno della camera di combustione. A questa prima linea principale si aggiunge una seconda linea caratterizzata dalla seguente logica di funzionamento: il capannone dove viene realizzata la movimentazione e la macinazione del rifiuto e il bunker di scarico sono mantenuti in depressione da un sistema di aspirazione ad evitare la dispersione della polverosità nell’ambiente circostante. Tale polverosità così captata dal flusso di aria aspirato transita attraverso un filtro a maniche dotato di una tramoggia di raccolta. Da detta tramoggia di raccolta, la polvere filtrata ed abbattuta viene immessa con un trasporto pneumatico indipendente nello stesso silos di stoccaggio del polverino di legno della linea principale. In Figura 5.1, a pagina seguente, è riportato lo schema a blocchi della linea del polverino. Le sezioni che la compongono sono: - pesa registrazione e controllo; - bunker di scarico; - aspirazione e filtrazione; - silos di stoccaggio polverino; - trasporto pneumatico al forno.
Figura 5.1 – Schematizzazione della linea polverino. 5.2.1 Pesa, registrazione e controllo La sezione di pesa e registrazione e controllo esplica la funzione di contabilizzare il flusso del materiale in ingresso conferito all’impianto direttamente dalle aziende produttrici registrandone i relativi quantitativi, e di verifica delle caratteristiche merceologiche del materiale in ingresso secondo le autorizzazioni provinciali allo smaltimento. Struttura La sezione di pesa e registrazione è costituita da un unico componente: la bilancia che è del tipo a ponte ed è posta esternamente nel piazzale adibito alle manovre ed allo stazionamento degli automezzi. Descrizione Il materiale viene trasportato
all’impianto su degli autocarri scarrabili, viene quindi controllato e
pesato prima e dopo le operazioni di scarico permettendo la registrazione dei
quantitativi di materiale in ingresso.
Figura 5.2 – Pesa dell’automezzo. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi
5.2.1.1 Pericolo Durante il trasporto il polverino di legno si aereodisperde o si bagna provocandone l’impaccamento (in tale condizione la movimentazione del materiale mediante trasporto pneumatico risulta difficile) e una riduzione del potere calorifico. Probabilità: poco probabile (2) Gravità: modesta (2) Rischio: 4 E’ opportuno realizzare il trasporto del polverino all’interno di contenitori chiusi che permettono di preservare gli scarti dal eventuale dilavamento dovuto all’azione della pioggia. In questo modo il contenuto di umidità del rifiuto non subisce apprezzabili variazioni garantendo così una relativa costanza del potere calorifico del materiale da smaltire. Un ulteriore vantaggio che deriva dall’utilizzo dei contenitori chiusi è che durante il trasporto si evita la perdita di materiale di piccola pezzatura. Controllo da
parte dei conducenti dei mezzi della efficace chiusura dei contenitori. 5.2.1.2 Pericolo Il polverino di legno in ingresso
non è conforme alle autorizzazioni provinciali allo smaltimento
o non è adatto al tipo di processo tecnologico utilizzato nell’impianto; ad
esempio può contenere quantità troppo elevate di solventi o vernici. Probabilità: poco probabile (2) Gravità:
modesta (2) Rischio: 4 E’ opportuno dotare la fossa di
scarico di una griglia (passo 2÷3 cm) in modo da impedire lo scarico di
materiale di pezzatura troppo grande che non è stato individuato durante la
fase di controllo. Durante le operazioni di controllo
è necessario usare DPI per la protezione delle vie respiratorie. E' opportuno
che tali dispositivi siano posizionati in un apposito alloggiamento nelle
vicinanze del bunker di scarico. Per ogni automezzo in arrivo deve essere effettuato un triplice controllo:
5.2.1.3 Pericolo Interferenze (manovre difficili, tamponamenti, ecc.) tra gli automezzi in manovra nel piazzale. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile
(3) Gravità: modesto
(2) Rischio: 6 Riduzione rischio attraverso la progettazione I percorsi per gli automezzi devono essere realizzati studiando un sistema di transito a senso unico e tale da evitare il più possibile la necessità degli spostamenti in retromarcia, essendo questo tipo di manovra molto rischiosa a causa della poca visibilità posteriore di tali veicoli. I margini delle zone adibite a differenti operazioni devono essere contrassegnati chiaramente e opportunamente distanziate tra loro. E’ inoltre
necessario controllare che l’illuminazione e la visibilità siano tali da
permettere di percorrere il luogo di lavoro in condizioni di sicurezza anche
durante le ore notturne Informazioni, istruzioni e avvertimenti I conducenti devono mantenere una velocità ridotta durante le manovre (max 20 Km/h), specie in retromarcia. I conducenti
devono evitare che più di un automezzo svolga la propria operazione nella
medesima zona. Segnaletica
di sicurezza I percorsi devono essere evidenziati da una opportuna segnaletica orizzontale, ovvero a livello della pavimentazione. Inoltre è consigliabile predisporre lungo tali percorsi degli occhi di gatto per facilitare la loro individuazione anche di notte. Gli eventuali
incroci o passaggi pedonali devono essere evidenziati da una opportuna
segnaletica verticale Norme e leggi correlate Salvo
per la segnalazione degli ostacoli e delle vie di circolazione dei locali
previsti nell’allegato V, il D.Lgs. 493 “Attuazione della
direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di
sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro“ non si applica per regolare il traffico all'interno dell'impresa o
dell'unita' produttiva; in questo caso si farà ricorso alla segnaletica
prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale. 5.2.1.4 Pericolo Urto da parte degli automezzi in manovra nel piazzale di elementi strutturali dell’impianto o altri oggetti come pozzetti antincendio, fotocellule, ecc.. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: modesto (2) Rischio: 6 Riduzione rischio attraverso la progettazione I percorsi per gli automezzi devono essere realizzati studiando un sistema di transito a senso unico e tali da evitare il più possibile la necessità di spostarsi in retromarcia. Può essere opportuna anche la delimitazione fisica di tali percorsi, per esempio mediante l’utilizzo di bugne, evitando così che i veicoli possano uscire dal percorso prestabilito. I margini delle zone adibite a differenti operazioni devono essere contrassegnati chiaramente e opportunamente distanziate tra loro. E’ inoltre necessario controllare che l’illuminazione e la visibilità siano tali da permettere di percorrere il luogo di lavoro in condizioni di sicurezza, anche di notte. In fase di progettazione è opportuno studiare un layout in modo da tenere il più possibile lontano dal percorso dei veicoli gli elementi impiantistici presenti nel piazzale. In ogni caso è opportuno dotare le parti dell’impianto che necessariamente si trovano sul percorso degli automezzi con protezioni tali da salvaguardare la loro funzionalità anche in caso di urto. Nell’impianto
analizzato è stato posto vicino alla pesa a ponte un pozzetto antincendio;
esso si trova in una posizione ad elevato rischio di urto da parte degli
automezzi che necessariamente transitano vicino ad esso. In questo caso è
opportuno dotare il pozzetto di una protezione (per esempio un muretto in
cemento armato), dato che un cambiamento della sua posizione sarebbe troppo
costoso. Anche
le fotocellule collegate al cancello di ingresso sono state posizionate troppo
vicino al percorso degli automezzi; sarà quindi opportuno un loro
riposizionamento. Informazioni, istruzioni e avvertimenti I conducenti devono mantenere
una velocità ridotta durante le manovre (max 20 Km/h). Segnaletica di sicurezza Bande giallo/nere per evidenziare gli eventuali ostacoli.
5.2.1.5 Pericolo Investimento di persone (sia il personale che gli eventuali visitatori ) da parte dei veicoli che transitano nel piazzale. Classificazione: Persone > di natura meccanica > investimento, urto Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (6) Persone esposte: 3 (2) Rischio: 150 alto Riduzione rischio attraverso la progettazione I percorsi per gli automezzi devono essere realizzati in modo da essere separati il più possibile da quelli pedonali, in caso contrario è necessario collocare opportuni segnali di avvertimento; inoltre tali percorsi devono essere studiati in modo da evitare il più possibile la necessità di spostamenti in retromarcia.. Assicurarsi che vi siano adeguati attraversamenti pedonali sulle piste di transito dei veicoli . Collocare opportuni specchi fissi nelle curve cieche. Controllare che
l’illuminazione e la visibilità siano tali da permettere di percorrere il
luogo di lavoro in condizioni di sicurezza anche durante le ore notturne. Protezioni Possono essere necessari
indumenti ad elevata visibilità per i conducenti e i pedoni, nel caso in cui
le zone di transito non siano adeguatamente separate. Segnaletica di sicurezza Situazioni di pericolo potenziale, per esempio incroci, pedoni e ostacoli, devono essere chiaramente visibili ed evidenziati mediante segnaletica orizzontale e verticale in base alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale. 5.2.2 Bunker di scarico ed estrazione polverino Detta
sezione ha il compito di ricevere il materiale trasportato dagli autocarri
permettendone un agevole scarico. Questa sezione provvede inoltre al
trasferimento del materiale dalla zona di scarico ai silos di stoccaggio. Struttura I
componenti di questa sezione sono: 1.estrattore polverino a pettine; 2.coclea; 3.valvola stellare; 4.trasporto pneumatico silos. 5.quadro elettrico. Descrizione Il
polverino viene scaricato dagli automezzi direttamente all’interno di una
fossa. Sul fondo della fossa è previsto un sistema oleodinamico di
movimentazione che alimenta il moto alternato del trasportatore a pettini in
grado di indirizzare il materiale verso la coclea di estrazione. Il materiale
infine grazie ad un circuito pneumatico viene stoccato all’interno del
silos.
Figura 5.3
- Bunker di scarico del polverino. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi 5.2.2.1 Pericolo Nel
bunker di scarico del polverino, durante le operazioni di scarico, a causa di
sovrapressioni e movimentazioni si forma una notevole polverosità. Tale
polverosità può riversarsi in parte sul piazzale esterno e soprattutto
risultare dannosa per il personale addetto all’operazione. Classificazione: Persone > materiali e sostanze > inalazione Probabilità: probabile (10) Frequenza di esposizione: settimanale
(1,5) Gravità: (3) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 45 basso ma significante Riduzione rischio attraverso la progettazione Durante
le operazioni di scarico il bunker deve essere mantenuto in forte depressione
per evitare la dispersione delle polveri mediante un sistema di aspirazione.
Il sistema di aspirazione deve essere dotato di cappe d’aspirazione
grigliate per evitare l’aspirazione di eventuali oggetti (per esempio pezzi
di plastica) che danneggerebbero il ventilatore di aspirazione. Protezioni Dato
che non è possibile ridurre a zero il livello di tale rischio mediante il
solo sistema di aspirazione, in molti casi è necessario ricorrere
all'utilizzo dei dispositivi di protezione (DPI) delle vie respiratorie. Il
rischio per la salute può essere valutato calcolando il tempo di esposizione
individuale alla polvere (attraverso la respirazione), mediante l'utilizzo di
un dispositivo di rilevamento collocato in prossimità della zona in cui
avviene la respirazione, per esempio sul colletto del lavoratore. Questo
dispositivo è in grado di misurare con precisione la quantità di polvere
inspirata. Il
livello di esposizione a polveri di legni duri misurato non dovrebbe superare il limite fissato dal D.Lgs. 66/2000 che è
di 5 mg/m3 riferito ad un periodo di 8 ore. Informazioni, istruzioni e avvertimenti E’
consigliabile evitare di spolverare con l'ausilio dell'aria compressa. Ogni lavoratore esposto a polveri di legno deve essere informato e formato almeno ogni cinque anni in riferimento ai rischi per la salute connessi all’inalazione di polveri di legno, alle procedure adeguate a ridurre l’esposizione, alle misure igieniche da osservare, alla necessità di indossare i impiegare indumenti di lavoro protettivi e dispositivi individuali di protezione ed al loro corretto impiego, al modo per prevenire il verificarsi di incidenti e le misure da adottare per ridurre al minimo le conseguenze. Segnaletica di sicurezza
Norme e leggi correlate Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 66,
"Attuazione delle
direttive 97/42/CE e 1999/38/CE, che modificano la direttiva 90/394/CEE, in
materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione
ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro". 5.2.2.2 Pericolo Il polverino di legno, che essendo di granulometria molto fine si infiltra con molta facilità, può compromettere il funzionamento del sistema di estrazione del polverino (centralina oleodinamica, motori elettrici, quadro elettrico, ecc.) e essere causa di incendio. Probabilità: Poco probabile (2) Gravità: Notevole (3) Rischio: 6 Riduzione rischio attraverso la progettazione Nell’impianto
esaminato si sono effettuate delle scelte non molto felici riguardo a questo
aspetto. Tutto il sistema di estrazione del polverino è stato posto in un
vano tecnico adiacente alla fossa, compresa anche la presa di aspirazione del
trasporto pneumatico del polverino al silo. Questo tipo di disposizione
provoca, durante il funzionamento, il crearsi di una forte depressione
all’interno del vano tecnico con il conseguente risucchio del polverino
proveniente dalla fossa (vedi Figure 5.4 e 5.5).
Per risolvere tale problema si
possono attuare 2 soluzioni diverse: 1.
Dotare il vano tecnico di un camino di areazione in modo da diminuire
la depressione all’interno del vano. Tale soluzione non risolve alla radice
il problema, ma ne riduce drasticamente le conseguenze; in questo caso è
opportuno che le apparecchiature elettriche abbiano un grado di protezione IP6
(protezione forte da polveri). 2.
Una soluzione migliore è quella di porre la presa d’aspirazione del
trasporto pneumatico, la centralina oleodinamica, il relativo motore elettrico
e il quadro elettrico fuori dal vano tecnico (preferibilmente a livello del
terreno così anche da facilitare le operazioni di manutenzione) e lasciare
solamente il pistone di movimentazione del pettine, la coclea di alimentazione
e la valvola stellare all’interno del vano; in tal caso si dovrà collegare
il pistone alla centralina oleodinamica con una opportuna tubazione di
distribuzione. Con tale disposizione il vano tecnico non è più in
depressione. Nel
caso in cui ci siano ancora delle infiltrazioni di polverino, si può
prevedere di portare in sovrapressione il vano con una deviazione dai
ventilatori di aria primaria del forno. Protezioni E’
in ogni caso opportuno proteggere le componenti elettriche con un grado di
protezione IP adeguato (nel caso specifico IP 6: protezione forte da polveri,
nessun ingresso di polvere). 5.2.2.3 Pericolo Caduta del personale nella fossa del bunker di scarico durante le operazioni di scarico del polverino o nel caso di ispezioni / manutenzioni. Classificazione: Persone, di natura meccanica, caduta/scivolamento Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: mensile
(1) Gravità: (3) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 15 basso ma significante Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’
preferibile adottare sul fondo della fossa, un sistema di movimentazione del
materiale di tipo alternativo (a pettine, walking floor, etc.) che risulta
molto più sicuro, in caso di caduta, dei sistemi continui (letto di coclee,
etc.). In
ogni caso è opportuno che la fossa sia dotata di una rete di protezione tale
da sostenere il peso di una persona. Segnaletica
di sicurezza
5.2.2.4 Pericolo Pericolo di incendio per la presenza del polverino (sostanza altamente infiammabile ed esplosiva) dovuto a cause accidentali (sigarette, scintille, ecc.). Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: settimanale
(1,5) Gravità: (10) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 75 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
bunker di scarico deve essere dotato di un sistema di aspirazione così da
impedire la formazione di miscele esplosive. E’ necessaria la presenza di
un idrante nelle vicinanze del bunker. Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso d’incendio da un numero minimo di 2
persone: 1.
spegnere l’impianto di aspirazione e chiudere le serrande del sistema
di aspirazione; 2. fermare dispositivo di estrazione polverino, coclea e trasportatore
pneumatico di trasporto ai silos; 3.
togliere la corrente elettrica a tutta la sezione; 4. verificare la propagazione ad altre sezioni dell’impianto; 5. indossare i dispositivi di protezione individuale specifici 6. per lo spegnimento dell’incendio adoperare gli idranti più vicini in
quanto l’incendio è di classe A (incendio di materiali solidi con
formazione di brace); 7. valutare se chiamare il pronto intervento dei Vigili del Fuoco. Segnaletica
di sicurezza
5.2.2.5 Pericolo Urto
da parte dell’automezzo in fase di scarico della struttura in lamiera del
bunker, con relativo danneggiamento dello stesso, dovuto sia alla difficoltà
della manovra in retromarcia e sia alla manovra con il bilico ancora alzato. Classificazione: Impianto Probabilità: Probabile (3) Gravità: Modesto (2) Rischio: 6 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Sarà
opportuno predisporre sulla pavimentazione del bunker delle barriere tali da
rendere impossibili manovre pericolose degli autocarri (barriere bloccanti),
in modo che il conducente del mezzo, toccandoli con le ruote, si fermi prima
di urtare la parete del bunker. Inoltre
è necessario verificare che l’altezza dell’entrata del bunker sia
adeguata a quella dei mezzi anche quando essi sono con il bilico alzato. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti I
conducenti, terminata l’operazione di scarico, devono aspettare che il
bilico sia ritornato in posizione prima di uscire dal bunker. Segnaletica
di sicurezza E’ opportuno segnalare con
un apposito cartello l’altezza dell’entrata del bunker di scarico. 5.2.3 Aspirazione e filtrazione polverino La
sezione di aspirazione e filtrazione del polverino esplica la funzione di
ridurre la polverosità e le emissioni maleodoranti provenienti dalle zone di
accumulo, stoccaggio e macinazione del materiale, separando la frazione delle
polveri successivamente inviata al silos di stoccaggio polverino. L’aria
filtrata viceversa viene insufflata direttamente in camera di combustione come
aria primaria. Struttura La
sezione di aspirazione e filtrazione è costituita dai seguenti componenti: 1. aspiratore zona stoccaggio; 2. filtro; 3.
valvola stellare filtro aspirazione; 4. valvola motorizzata uscita filtro; 5. aspiratore filtro silos. Descrizione Premesso
che pur essendo questa sezione inserita all’interno dello schema
rappresentativo della linea di movimentazione preparazione e stoccaggio del
polverino, essa interessa anche l’aspirazione della zona di stoccaggio e di
macinazione del materiale in pezzatura e quindi a rigore questa sezione
dovrebbe interessare entrambe le linee di trattamento, per evitare ridondanza
espositiva, viene trattata unicamente in riferimento alla linea del polverino
e conseguentemente viene schematizzata esclusivamente nel grafico relativo a
tale linea. Il
componente aspiratore zona stoccaggio è costituito da una rete di tubature ai
cui estremi sono installate delle cappe di aspirazione intercettabili con
delle serrande e mantenute in depressione da un ventilatore centrifugo posto a
monte del filtro. L’aria viene prelevata dal premacinatore, dai due
macinatori finali e dai due silos di stoccaggio per quanto riguarda la linea
del materiale in pezzatura; mentre, nel caso della linea del polverino,
l’aspirazione interessa solo il bunker di stoccaggio. A
valle del ventilatore è previsto un sistema di filtraggio che separa la
polvere contenuta nel flusso gassoso e che viene recuperata e spinta da un
ulteriore ventilatore all’interno del silos di stoccaggio polverino grazie
ad una linea pneumatica indipendente. L’aria
filtrata viceversa può grazie ad un sistema di serrande comandate manualmente
essere sfruttata come aria primaria di combustione al fine di termodecomporre
tutte le componenti organiche contenute nell’aria aspirata, oppure in caso
di malfunzionamenti può essere scaricata all’esterno(vedi Figura 5.5).
Figura 5.6 -Schema esemplificativo del sistema di aspirazione e filtraggio Figura 5.7
– Ventilatore di aspirazione e sistema di filtraggio.
5.2.3.1 Pericolo L’impianto
di aspirazione ed abbattimento polveri può creare una rumorosità elevata, in
particolare all’interno del bunker di scarico. Le principali
sorgenti rumorose sono le cappe di aspirazione, il gruppo filtro e il
ventilatore. Classificazione: Persone > rumore Probabilità: certo (15) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (3) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 112,5 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’ consigliabile evitare l'installazione di tali sorgenti
rumorose all’interno degli ambienti lavorativi. E’ in ogni caso opportuno rivestire la carcassa del
ventilatore con materiale fonoimpedente o racchiudere motore elettrico e
ventilatore in un idoneo incapsulaggio insonorizzato. In
caso di acquisto di un ventilatore è preferibile ai fini rumore orientarsi
verso macchine lente e ovviamente di dimensioni maggiori. Protezioni E’
consigliato adottare DPI per la protezione dell’udito per livelli di
esposizione quotidiana al rumore superiori ad 85 dB(A). E’ obbligatorio
l’uso di tali DPI per livelli superiori a 90 dB(A). Segnaletica
di sicurezza
5.2.3.2 Pericolo Dispersione di polverosità nell’ambiente da parte del trasporto pneumatico per una eventuale rottura delle tubazioni o per giunzioni non perfettamente ermetiche a causa dell’usura da parte del materiale trasportato.. Classificazione: Impianto Probabilità: poco probabile (2) Gravità: modesta (2) Rischio: 4 Riduzione
rischio attraverso la progettazione I
materiali con cui sono costruite le tubazioni, in particolare le curve, devono
essere tali da resistere all’usura del materiale trasportato; bisogna
prestare una particolare attenzione alle giunzioni che devono essere ermetiche
sia per evitare la fuoriuscita di polverosità e sia per non aumentare le
perdite di carico. In
fase di studio del layout si dovrà cercare il più possibile di tenere il
trasporto pneumatico esternamente al capannone (agli ambienti lavorativi in
genere) in modo tale da evitare (in caso di rottura, che non è così
improbabile) lo sporcamente dell’ambiente lavorativo. 5.2.3.3 Pericolo Incendio del filtro a maniche a causa della propagazione di scintille provenienti dalle cappe di aspirazione dei macinatori. Classificazione: Impianto Probabilità: improbabile (1) Gravità: notevole (3) Rischio: 3 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Dotare
il filtro a maniche di un impianto di annegamento ad azionamento manuale.
L’adozione di un sistema di annegamento automatico risulta superflua dato
che le scintille provenienti dalle cappe di aspirazione dei macinatori hanno
modo di estinguersi prima di arrivare nel filtro a maniche nel lungo tratto di
tubazione di collegamento(100m circa). Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso di incendio da un numero minimo di 2 persone: 1.spegnere l’impianto di aspirazione e chiudere le serrande del sistema
di aspirazione; 2.togliere la corrente elettrica a tutta la sezione; 3.verificare la propagazione ad altre sezioni dell’impianto; 4.indossare i dispositivi di protezione individuale; 5.per lo spegnimento dell’incendio all’interno del filtro a maniche
di filtrazione dell’aria di aspirazione attivare l’impianto di annegamento
ad anello. 6.valutare se chiamare il pronto intervento dei vigili del fuoco Segnaletica
di sicurezza
Il
silo di stoccaggio polverino assolve alla funzione di disaccoppiamento
temporale fra il fabbisogno continuo dell’alimentazione del forno ed il
conferimento periodico del materiale garantendo una capienza (150 m3)
sufficiente a garantire la copertura per alcuni giorni di alimentazione. Struttura I
componenti della sezione sono: 1.
estrattore polverino silos a pettine; 2.
coclea di estrazione silos; 3.
valvola stellare silos. Descrizione Il
materiale proveniente dal sistema di alimentazione pneumatico viene immesso
nel silos di stoccaggio dalla parte superiore dello stesso per scendere
successivamente per gravità verso la sua parte inferiore dove un sistema a
pettini convoglia il materiale verso la coclea di estrazione. L’interfaccia
della sezione del silos di stoccaggio con la successiva di trasporto al forno
infine è stata posta in corrispondenza della valvola stellare posta nella
parte inferiore dell’apparecchiatura. Il silos di stoccaggio è inoltre
dotato di un filtro a maniche.
Figura 5.8
- Silo di stoccaggio del polverino (in giallo).
5.2.4.1 Pericolo Caduta
dall’alto da parte del personale durante ispezioni / manutenzioni del silo
del polverino. Classificazione: Persone
> di natura meccanica > caduta Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: mensile
(1) Gravità: (15) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 30 basso ma significante Riduzione
rischio attraverso la progettazione Scale
dei silos alla marinara, cioè con barriere anticaduta. Un esempio di questa
tipologia di scala, con relative misure come da norma, è riportata in Figura
5.7.
Figura 5.9 – Esempio di scala con barriera anticaduta. Protezioni Nel caso che i silos non siano provvisti di barriere anticaduta è necessario usare delle imbracature di sicurezza. Segnaletica
di sicurezza
5.2.4.2 Pericolo Incendio
del materiale stoccato all’interno del silo di stoccaggio del polverino. Il
pericolo d’incendio deriva da: - comunicazione con la zona triturazione; - ritorno di fiamma dagli insufflatori della camera di combustione - processo di fermentazione del materiale all’interno del silo; - presenza di solventi. Classificazione: Impianto Probabilità: poco probabile (2) Gravità: notevole (3) Rischio: 6 Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’
opportuno installare all’interno del silo una sonda termovelocimetrica che
segnala un repentino aumento della temperatura e che segnali l’incendio
direttamente in sala controllo, dato che è l’unico luogo dell’impianto
presidiato 24/24 ore. Tale sonda deve essere collegata a un impianto di
annegamento a doppio anello (uno interno per lo spegnimento dell’incendio e
uno esterno per raffreddare le pareti in lamiera del silo che in caso
contrario collasserebbero). Al fine di evitare la
propagazione (per calore radiante, convezione, proiezione di faville)
dell'incendio dal silo alle altre parti dell’impianto risulta necessario
interporre delle distanze di sicurezza adeguate. Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso di incendio da un numero minimo di 2 persone:
D.P.R.
547/1955, Art. 246 “Disposizioni speciali per serbatoi tipo silos
contenenti materie capaci di sviluppare gas o vapori infiammabili o nocivi”.
I serbatoi tipo silos per materie capaci di sviluppare gas o vapori, esplosivi
o nocivi, devono, per garantire la sicurezza dei lavoratori, essere provvisti
di appropriati dispositivi o impianti accessori, quali chiusure, impianti di
ventilazione, valvole di esplosione. 5.2.4.3 Pericolo Il
polverino di legno tende a formare dei ponti sotto i quali il materiale non può
essere rimosso dal sistema di estrazione che funziona in questi casi a vuoto;
questo è dovuto alla umidità del polverino stesso e alla forma del silo, più
il polverino è umido più tende a legarsi, più il silo è alto più il peso
tende a compattarlo e formare ponti. I ponti di materiale possono essere molto
pericolosi poiché possono crollare all’improvviso e travolgere
l’operatore addetto alla manutenzione che entra nel silo pensandolo vuoto.
Il crollo di ponti di materiale può anche provocare l’implosione della
struttura a causa dell’improvvisa depressione creatasi all’interno del
silo. Classificazione: Persone > di natura meccanica > schiacciamento Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: mensile
(1) Gravità: (15) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 30 basso ma significante Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
silo, al fine di evitare ponti e impiccamenti non dovrebbe mediamente superare
in altezza il 1,5 volte la sua larghezza. E’
consigliabile l'adozione sulla cupola del silo di valvole anti-implosione;
queste valvole hanno il compito di intervenire automaticamente, per compensare
o ridurre improvvise depressioni all'interno del silo, causate da possibili
crolli di "ponti" di materiale. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Il personale addetto alla
manutenzione / ispezione, prima di entrare all’interno del silo, deve essere
sicuro dell’assenza di ponti di materiale. Tale controllo può essere
effettuato mediante gli oblò posti alle varie altezze lungo la verticale del
silo. Segnaletica
di sicurezza E’ opportuno disporre dei
segnali indicati l’esistenza del pericolo di formazione di ponti di
materiale all’interno del silo. 5.2.4.4 Pericolo In
seguito alla fermentazione del legno, si potrebbe trovare una forte presenza
di anidride carbonica all’interno del silo e con ciò pericolo di asfissia
(possibile morte per asfissia) per il personale addetto alla manutenzione /
ispezione del silo. Classificazione: Persone > materiali e sostanze > inalazione Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: mensile
(1) Gravità: (15) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 75 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’ opportuno dotare il silo
di un sistema di aspirazione in moda da ridurre la possibilità di una elevata
concentrazione di anidride carbonica. Protezioni Durante
le operazioni di manutenzione/ispezione è necessario usare DPI per la
protezione delle vie respiratorie. Occorre
sottolineare che le normali maschere antigas, pur dotate di filtri specifici
per sostanze tossiche, non sono assolutamente adeguate alle operazioni in
oggetto. Infatti il problema non riguarda la difesa contro sostanze irritanti,
tossiche o nocive, ma essenzialmente la carenza di ossigeno nel posto di
lavoro. E’
indispensabile che i lavoratori addetti a tali operazioni vengano
preventivamente formati ed addestrati all’uso dei sistemi di protezione
indicati (maschera ventilata ovvero autorespiratore, cinture). L’anidride
carbonica è un gas incolore, inodore (non bisogna quindi fidarsi del
“fiuto” per capire se è presente o no in atmosfera) e dal sapore acido.
Esso ha una densità di 1,98 (densità dell’aria = 1), è cioè più pesante
dell’aria e tende quindi a ristagnare in basso. L’anidride
carbonica è un gas pericoloso in quanto tossico per l’organismo anche a
piccole concentrazioni. Le
prime alterazioni del benessere insorgono quando il CO2 nell’aria
inspirata viene a trovarsi in concentrazioni dello 0,8 - 0,9 %. Si ha allora
mal di testa, lieve nausea e vertigini. Quando
la concentrazione sale al 2 - 3 % si manifesta difficoltà di respiro con
senso di soffocamento. Per
valori del 4 - 6 % insorge intenso mal di testa, vertigini, ronzii alle
orecchie, sudorazione, difficoltà di respiro sempre più marcata, quindi
cianosi (colore blu delle mucose), torpore e sonnolenza fino allo stato
comatoso e successiva morte in assenza di soccorso tempestivo. Per
quanto detto si può capire perché la percezione di questo rischio da parte
dei lavoratori è bassissima, mentre in realtà costituisce un rischio
gravissimo come è dimostrato dagli infortuni mortali plurimi di cui
frequentemente si ha notizia. Frequente è il caso di compagni di lavoro o
familiari morti nell’intento di salvare persone svenute sul fondo di locali
interrati o cisterne. Ogni
lavoratore deve avere a disposizione una semimaschera (racchiude completamente
la zona naso-bocca) oppure preferibilmente una maschera a pieno facciale che
consenta la protezione anche degli occhi dalla eventuale presenza di gas
irritanti. Tali
dispositivi devono in entrambi i casi essere del tipo a respiratore isolante
ad adduzione di aria compressa (alimentato con aria proveniente da una
sorgente di aria compressa attraverso un gruppo riduttore di pressione -
filtro disoliatore) oppure respiratore isolante a presa d’aria esterna
(alimentato da una sorgente esterna con l’ausilio di un dispositivo a
motore) (UNI EN 132). Occorre che ogni lavoratore abbia disponibile il proprio
D.P.I.. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti E’
severamente proibito prendere iniziative personali senza attenersi alle norme
di sicurezza prescritte nel particolare ambiente di lavoro. Il
personale dovrà essere addestrato con apposito corso all’uso di tutti i
dispositivi citati in precedenza e in particolare degli autorespiratori E’
consigliabile prevedere per i lavori prolungati una pausa di almeno 10 minuti
ogni mezz’ora, intervallo in cui è da effettuarsi un nuovo lavaggio
dell’ambiente con aria pulita. E’
necessario controllare la percentuale di O2 presente all’interno
della vasca con l’apposito strumento misuratore; il misuratore di O2
deve essere dotato di un dispositivo che consenta di calarlo agevolmente
all’interno del silo. E’
necessario che ci sia una assistenza continua e a vista da parte di lavoratore
esterno al silo che deve avere, per tutto il tempo necessario, unicamente
questo compito di sorveglianza. L’ingresso
nel luogo confinato può avvenire solo dopo che il controllo strumentale abbia
rilevato un percentuale di ossigeno superiore al 20%. Vige
il divieto assoluto di ingresso in luoghi confinati che abbiano percentuali di
O2 <18%. In
caso di soccorso a persona colpita è necessario:
Norme
e leggi correlate D.P.R. 547/1955, Art. 246 “Disposizioni speciali per serbatoi tipo silos contenenti materie capaci di sviluppare gas o vapori infiammabili o nocivi”. I serbatoi tipo silos per materie capaci di sviluppare gas o vapori, esplosivi o nocivi, devono, per garantire la sicurezza dei lavoratori, essere provvisti di appropriati dispositivi o impianti accessori, quali chiusure, impianti di ventilazione, valvole di esplosione. Questa
sezione si propone come fine ultimo quello di alimentare il forno con il
polverino estratto dal sistema di stoccaggio. L’esigenza di alimentare in
modo indipendente le due camere di combustione richiede inoltre a questa
sezione di provvedere ad uno sdoppiamento della linea di alimentazione del
polverino. Struttura I
componenti della sezione sono: 1. polmone di distribuzione; 2.
agitatore dosatore polverino; 3.
valvole stellari dosatrici; 4. coclee dosatrici
polverino; 5.
ventilatore insufflaggio polverino. Descrizione Il
polverino all’uscita dall’ultimo componente della sezione precedente
(valvola stellare) viene immesso in un volume di capacità limitata (3¸4
m3) chiamato polmone di distribuzione che provvede a separare
l’unica linea di alimentazione a monte del polverino in due linee a valle
ognuna delle quali fa capo ad un sistema di trasporto pneumatico in grado di
alimentare le due camere di combustione. La distribuzione del polverino sulle
due linee è garantita da una lama posta sulla base del polmone movimentata da
un motore elettrico. Dal polmone di distribuzione quindi escono due linee che
per componentistica e funzione sono identiche e composte da una coclea
dosatrice, una valvola stellare ed un ventilatore di insufflaggio che
conferisce al materiale l’energia sufficiente per effettuare il trasporto
pneumatico fino alle camere di combustione.
Figura 5.10
- Sistema di trasporto al forno. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi 5.1.1.1 Pericolo Risalita
della fiamma proveniente dal forno all’interno del trasporto pneumatico. Classificazione: Impianto Probabilità: poco probabile (2) Gravità: notevole (3) Rischio: 6 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Ciascuna
linea di trasporto pneumatico per l’insufflaggio del polverino deve essere
dotata di una doppia serranda a chiusura automatica (Figure 5.11 e 5.12). Tali
serrande devono essere fatte in modo da consentire il deflusso quando il forno
è in depressione rispetto al trasporto pneumatico e chiudersi non appena il
forno (per esempio a causa della rottura del ventilatore di aspirazione) va in
sovrapressione.
Tutt’altro
percorso viene seguito dalla restante parte del rifiuto cioè dai pezzami di
legno, dalle morchie di verniciatura e dagli assimilabili agli urbani che
vengono trattati dall’impianto allo stesso modo nell’ unica linea del
macinato di potenzialità pari a 20.000 t/h. Questi
materiali vengono raccolti nei singoli stabilimenti e quindi conferiti
all’impianto dagli autocarri per essere pesati e registrati proprio come
avveniva per il polverino. Le
modalità di trasporto però si differenziano in quanto mentre il pezzate di
legno e gli assimilabili vengono trasportati tali e quali, le morchie di
verniciatura vengono conferite all’impianto all’interno di grandi sacchi
di plastica non riutilizzabili. Il trasporto comunque è sempre realizzato
all’interno dei contenitori di raccolta che preservano lo scarto da
eventuali dilavamenti e dispersioni ad opera degli agenti atmosferici. Ciò
permette di ottenere un rifiuto con una bassa percentuale di umidità,
derivando questi ultimi dalla lavorazione di legno stagionato e
conseguentemente con un elevato e costante potere calorifico. Il continuo
afflusso di automezzi richiesto dalla necessità di soddisfare la
potenzialità giornaliera del termovalorizzatore ha richiesto a livello
planimetrico la necessità di prevedere oltre alla zona adibita alla pesa
degli automezzi, anche un piazzale sufficientemente ampio adibito alle manovre
e al stazionamento degli automezzi. Per
quanto riguarda la scelta delle modalità di deposito temporaneo del
materiale, alla modalità di deposito in fossa si è preferita la soluzione
che prevede di scaricare i rifiuti direttamente a terra (“tipping floor”)
che consente un migliore controllo merceologico visivo del materiale conferito
e da avviare alla triturazione al fine di ottenere un macinato il più
omogeneo possibile. La procedura di controllo rifiuti in ingresso per
garantire la congruità merceologica è molto importante in quanto
direttamente legata al comportamento del forno e quindi al livello prodotto di
emissioni inquinanti. La scelta di questa modalità di deposito temporaneo è
stata preferita in quanto la tipologia di rifiuti trattati non prevede la
presenza di liquidi o fluidi viscosi che potrebbero rendere scivolosa la
superficie calpestabile rendendola così pericolosa per gli operatori; inoltre
è una soluzione meno costosa. Il materiale viene quindi prelevato dal
pavimento da due macchine operatrici dotate di benna a polipo ed inserito
all’interno di un premacinatore a gasolio di potenzialità pari a 20t/h.
All’uscita dal premacinatore il materiale, ridotto in pezzatura inferiore ai
30 cm, subisce un primo processo di deferrizzazione all’uscita del nastro
del macinatore e viene successivamente movimentato da una serie di
trasportatori a nastro e stoccato infine in un ulteriore cumulo sempre
all’interno del capannone. Una seconda macchina operatrice provvede poi a
spingere il materiale all’interno delle due tramogge di carico ricavate nel
pavimento che alimentano ciascuna uno dei due macinatori finali Rudnik (mulino
a coltelli) grazie a due trasportatori a piastre. I macinatori sono in grado
di smaltire 70t/g con un consumo pari a 200KW. I
macinatori sono costituiti da due alberi orizzontali che presentano sulla
superficie dei denti disposti a V. Questi alberi ruotano l’uno in senso
contrario all’altro ed in modo da favorire l’incanalamento del macinato
verso il sottostante nastro trasportatore. Quando i rifiuti sono presi nel
meccanismo dell’alimentatore vengono frantumati e lacerati. La velocità di
rotazione dei due alberi è lenta e quindi non si hanno vibrazioni né
un’eccessiva produzione di rumore e di polveri. Per facilitare
l’introduzione del materiale, il sistema di triturazione è dotato di una
serie di rulli a grossa dentatura caratterizzati da un elevata resistenza
all’usura che possono allontanarsi automaticamente fino ad una distanza
massima prefissata in modo da permettere il passaggio di rifiuti di grossa
pezzatura. Qualora il rifiuto rimanesse incastrato tra le viti portando ad uno
sforzo eccessivo delle stesse, esse si fermano automaticamente e ruotano in
senso contrario liberando l’ingranaggio. I coltelli sono fissati
idraulicamente all’albero; ciò permette un’elevata rapidità di cambio
delle lame. All’uscita da questi macinatori il materiale subisce un
ulteriore processo di deferrizzazione e viene avviato da un trasportatore a
nastro verso il rampante grande (trasportatore raschiante) che provvede a
portare il macinato alla quota della bocca d’alimentazione dei due silos di
stoccaggio. Prima di essere conferito nei due silos, il percorso dei rifiuti
si divide all’interno del dissipatore a piastre da cui partono i due rami
che alimentano i serbatoi di stoccaggio. I silos hanno capienza pari a 217m3
ciascuno e sono capaci di garantire due giorni di copertura in caso di mancata
raccolta dei rifiuti ed il disaccoppiamento temporale tra le operazioni di
raccolta e preparazione degli scarti dalle aziende del distretto ed i continui
fabbisogni di alimentazione della camera di combustione. La necessità di
mantenere la camera di combustione continuamente a regime deriva da varie
considerazioni:innanzitutto l’elevata inerzia dei refrattari del forno
richiede dei lunghi transitori di avviamento che non permettono quindi un
funzionamento discontinuo del forno; in secondo luogo è bene che il forno
funzioni al massimo delle sue potenzialità per avere i maggiori benefici
economici possibili in termini di ricavi dalla termovalorizzazione del
materiale, ricavi dalla vendita dell’energia elettrica (che tra l’altro
beneficia di un regime tariffario vantaggioso durante i primi 8 anni di
esercizio) e termica;infine è bene notare che la fornitura di calore
irregolare alle utenze termiche riduce la qualità del servizio a scapito
della perdita di fiducia degli utenti stessi. L’estrazione del materiale da
ciascun silos è affidata ad un pettine movimentato idraulicamente che
alimenta una coclea che scarica il pezzate sul rampante piccolo (secondo
trasportatore raschiante) collegato direttamente con la sezione di
alimentazione del forno. Si
può notare come nella realizzazione degli apparati atti alla movimentazione
della linea del macinato di questo impianto di termovalorizzazione si sia
preferita l’adozione di trasportatori a nastro o a piastre come mezzi
privilegiati per trasportare il materiale. Questi trasportatori infatti, sono
adatti a movimentare materiali alla rinfusa per tratti piuttosto lunghi quali
per esempio quelli che separano la zona di triturazione da quella di
alimentazione forno a scapito però della rigidezza del percorso imposto al
materiale che, comunque, non è discriminante in quanto la flessibilità in
tale senso non è richiesta. La
soluzione adottata nella concretizzazione della sezione di stoccaggio,
preparazione e movimentazione dell’impianto di termovalorizzazione di
Manzano differisce dalle soluzioni impiantistiche solitamente adottate per
realizzare un generico impianto di smaltimento rifiuti: la soluzione più
ricorrente infatti prevede il deposito all’interno di una fossa di
stoccaggio(che funge anche da serbatoio di riserva) ed una preparazione
continuativa del materiale da conferire ai forni con l’adozione di un
carroponte controllato da un operatore 24 ore su 24. Nell’impianto in esame
invece si è preferito realizzare il deposito temporaneo con modalità tipping
floor in quanto, come già detto precedentemente, la tipologia di rifiuto da
trattare lo permetteva senza creare problemi di scivolosità; in secondo luogo
si è preferito disaccoppiare temporalmente le operazioni diurne di
triturazione da quelle continue di alimentazione provvedendo a realizzare lo
stoccaggio vero e proprio all’interno dei silos. Questa soluzione pur
presentando lo svantaggio di dover sostenere il costo dei silos stessi, è
accompagnata da vari vantaggi come quello di ridurre l’inquinamento acustico
notturno che deriverebbe dalle operazioni di triturazione, la possibilità di
contenere perfettamente ogni tipo di emissione nella zona di stoccaggio ed
infine permette di ridurre il personale durante le ore notturne (riducendo i
costi di gestione). In termini sintetici e
schematici analogamente a quanto fatto per la linea del polverino è ora
possibile descrivere la logica di funzionamento della linea del materiale in
pezzatura analizzandone il diagramma a blocchi che sintetizza le operazioni
che interessano il rifiuto nell’attraversamento della macrosezione: il
rifiuto in pezzatura trasportato attraversi autocarri di capacità unitari di
20¸30
m3 e portata netta di circa 10 tonnellate vengono da prima
controllati per quanto riguarda la coerenza della tipologia del materiale alle
determine provinciali, quindi pesati e registrati sia in tipologia che in peso
netto. Viene avviato quindi nell’area coperta per un deposito temporaneo di
massimo un giorno da cui viene successivamente prelevato per avviarlo alla
premacinazione, defferizzazione ed omogeneizzazione; successivamente ad un
ulteriore macinazione fine viene insilato per una capacità di circa 200 m3
per linea. Dai silos il materiale viene prelevato per il fabbisogno di
alimentazione del forno. Lo schema a blocchi della linea pezzatura è
riportato in figura 5.13. Le sezioni che la compongono sono: - pesa registrazione e controllo; - deposito temporaneo 1; - pretrattamenti; - deposito temporaneo 2; - macinazione fine; - trasporto ai silos; - silos; - trasporto all’alimentazione del forno.
Figura 5.13 – Schematizzazione della linea pezzatura. 5.2.1 Pesa e registrazione e controllo La
sezione di pesa e registrazione e controllo esplica la funzione, di
contabilizzare il flusso del materiale in ingresso conferito all’impianto
direttamente dalle aziende produttrici registrandone i relativi quantitativi
conferiti e di verifica delle caratteristiche merceologiche del materiale in
ingresso secondo le autorizzazioni provinciali allo smaltimento. Struttura La
sezione di pesa e registrazione è costituita da un unico componente: la
bilancia che è del tipo a ponte ed è posta esternamente nel piazzale adibito
alle manovre ed allo stazionamento degli automezzi. Descrizione Il
materiale viene trasportato all’impianto su degli autocarri scarrabili,
viene quindi controllato e pesato prima e dopo le operazioni di scarico
permettendo la registrazione dei quantitativi di materiale in ingresso. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi 5.2.1.1 Pericolo Gli
automezzi, nel trasportare il materiale, provocano lo sporcamento del
piazzale. La presenza di tale materiale sul piazzale può provocare la
filtrazione di inquinanti chimici e biologici attraverso i pozzetti di scolo e
contaminare con la rete fognaria pubblica; oppure tali inquinanti possono
percolare nel terreno in presenza di buche che si formano per il continuo
passaggio dei veicoli. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: notevole (3) Rischio: 9 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
piazzale deve essere realizzato in modo da poter resistere al peso e frizione
degli automezzi, in modo da impedire la formazione di buche; deve essere
tenuta particolare attenzione per le zone di raccordo. Il
piazzale inoltre deve essere realizzato con una pendenza tale che l’acqua
piovana che si raccoglie nel piazzale non esca esternamente all’impianto, ma
venga interamente raccolta dai pozzetti di scolo. Per questo tipo di acque è necessario prevedere un sistema di captazione con vasca a sfioro di raccolta. La vasca raccoglie le acque piovane tramite un sistema di griglie e tubazioni, ed è scaricata da ditte autorizzate, avviando i fanghi agli impianti di smaltimento opportuni. Per
diminuire la probabilità / frequenza di sporcamento è necessario ridurre le
manovre che gli automezzi devono compire all’interno del piazzale. In
quest’ottica sarà opportuno studiare dei percorsi il più rettilinei
possibile e con raggi di curvatura adeguati alle possibilità di sterzata
degli automezzi. Protezioni E’
consigliabile l’utilizzo di contenitori/container chiusi per evitare il
dilavamento del materiale di rifiuto e la caduta/perdita di elementi di
piccola-media pezzatura. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti I
conducenti devono mantenere una velocità ridotta durante le manovre (max 20
Km/h). Segnaletica
di sicurezza La
segnaletica orizzontale, ovvero a livello della pavimentazione del piazzale
asfaltato, deve individuare chiaramente quale sia il percorso stabilito; nel
caso in cui esso sia a senso unico, devono essere specificati i sensi di
marcia. Per facilitare l’individuazione di tale percorso anche nelle ore
notturne è opportuno utilizzare dei profili rinfrangenti (occhi di gatto,
cordoli delineatori di corsia). 5.2.1.2 Pericolo Durante
la fase di controllo e campionamento del materiale l’operatore si ferisce
nella manipolazione del materiale o cade dalla scala usata per effettuare tale
controllo (può essere per esempio una scala doppia: attrezzatura di lavoro
costituita dall’unione di due scale semplici unite, che permette la salita
da ambo i lati). Classificazione: Persone > di natura meccanica > caduta, taglio Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (4) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 50 basso ma significante Riduzione
rischio attraverso la progettazione La
scala deve essere dotata di dispositivi antisdrucciolo alle estremità
inferiori dei montanti Le scale doppie non devono superare l’altezza di 5,00
m e devono essere provviste di dispositivo di sicurezza contro l’apertura
dei due tronchi Le scale doppie devono avere un’inclinazione compresa tra
65° e 75°, larghezza non inferiore a 28 cm, distanza tra i pioli compresa
tra cm 25 e cm 30 e carico statico verticale massimo di 150 kg. Protezioni Il
controllo e il campionamento del materiale deve essere fatto utilizzando
dispositivi di protezione individuale per mani ed occhi. Norme
e leggi correlate D.P.R. 547/55, art. 18. 5.2.1.3 Pericolo Scarico
di materiale non conforme alle autorizzazioni provinciali allo
smaltimento o non adatto al tipo di processo
tecnologico utilizzato nell’impianto. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: modesto (2) Rischio: 6 Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Per
ogni automezzo carico di materiale in arrivo deve essere effettuato un
triplice controllo:
Nel
caso che si riscontri la presenza di materiale non idoneo si deve procedere a
separare le componenti indesiderate come metalli, materiali ingombranti,
rifiuti che per caratteristiche merceologiche o chimico fisiche non sono
adatte ad essere termovalorizzate a causa di un eccessiva presenza di metalli
pesanti o cloro. Per
ciascuna partita di CDR deve essere certificata la temperatura di
rammollimento delle ceneri. Di
seguito sono riportate la lista completa dei materiali ammessi all’impianto
di termovalorizzazione (Tabella 5.1) e una scheda esplicativa sul combustibile
derivato da rifiuti (Tabella 5.2). Tabella 5.1 - Codici cer ammessi allo smaltimento (ex Art. 33 D. Lgs. 22/97).
Norme
e leggi correlate D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22. Decreto del Ministero dell’Ambiente 5 febbraio 1998. UNI 9903, “Combustibili solidi non minerali
ricavati da rifiuti (RDF)”, 1992. 5.2.1.4 Pericolo Interferenze
(manovre difficili, tamponamenti, etc.) tra gli automezzi in manovra nel
piazzale Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: modesto (2) Rischio: 6 Riduzione rischio attraverso la progettazione I percorsi per gli automezzi devono essere realizzati studiando un sistema di transito a senso unico e tale da evitare il più possibile la necessità degli spostamenti in retromarcia, essendo questo tipo di manovra molto rischiosa a causa della poca visibilità posteriore di tali veicoli. I margini delle zone adibite a differenti operazioni devono essere contrassegnati chiaramente e opportunamente distanziate tra loro. E’ inoltre necessario
controllare che l’illuminazione e la visibilità siano tali da permettere di
percorrere il luogo di lavoro in condizioni di sicurezza anche durante le ore
notturne Informazioni, istruzioni e avvertimenti I conducenti devono mantenere una velocità ridotta durante le manovre (max 20 Km/h), specie in retromarcia. I conducenti devono evitare
che più di un automezzo svolga la propria operazione nella medesima zona. Segnaletica
di sicurezza I percorsi devono essere evidenziati da una opportuna segnaletica orizzontale, ovvero a livello della pavimentazione. Inoltre è consigliabile predisporre lungo tali percorsi degli occhi di gatto per facilitare la loro individuazione anche di notte. Gli eventuali incroci o
passaggi pedonali devono essere evidenziati da una opportuna segnaletica
verticale Norme e leggi correlate Salvo per la segnalazione degli ostacoli e delle vie di circolazione dei
locali previsti nell’allegato V, il D.Lgs. 493 “Attuazione della
direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di
sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro“ non si applica per regolare il traffico all'interno dell'impresa o
dell'unita' produttiva; in questo caso si farà ricorso alla segnaletica
prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale. 5.2.1.5 Pericolo Urto da
parte degli automezzi in manovra nel piazzale di elementi strutturali
dell’impianto o altri oggetti come pozzetti antincendio, fotocellule, ecc. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: modesto (2) Rischio: 6 Riduzione rischio attraverso la progettazione I percorsi per gli automezzi devono essere realizzati studiando un sistema di transito a senso unico e tali da evitare il più possibile la necessità di spostarsi in retromarcia. Può essere opportuna anche la delimitazione fisica di tali percorsi, per esempio mediante l’utilizzo di bugne, evitando così che i veicoli possano uscire dal percorso prestabilito. I margini delle zone adibite a differenti operazioni devono essere contrassegnati chiaramente e opportunamente distanziate tra loro. E’ inoltre necessario controllare che l’illuminazione e la visibilità siano tali da permettere di percorrere il luogo di lavoro in condizioni di sicurezza, anche di notte. In fase di progettazione è opportuno studiare un layout in modo da tenere il più possibile lontano dal percorso dei veicoli gli elementi impiantistici presenti nel piazzale. Nell’impianto
analizzato è stato posto vicino alla pesa a ponte un pozzetto antincendio;
esso si trova in una posizione ad elevato rischio di urto da parte degli
automezzi che necessariamente transitano vicino ad esso. In questo caso è
opportuno dotare il pozzetto di una protezione (per esempio un muretto in
cemento armato), dato che un cambiamento
della sua posizione sarebbe troppo oneroso. Anche le fotocellule collegate al
cancello di ingresso sono state posizionate troppo vicino al percorso degli
automezzi. Protezioni Si possono dotare le parti
dell’impianto che necessariamente si trovano sul percorso degli automezzi
con protezioni tali da salvaguardare la loro funzionalità anche in caso di
urto. Informazioni, istruzioni e avvertimenti I conducenti devono mantenere
una velocità ridotta durante le manovre (max 20 Km/h). Segnaletica di sicurezza Bande giallo/nere per evidenziare eventuali ostacoli
5.2.1.6 Pericolo Investimento
di persone (sia il personale che gli eventuali visitatori ) da parte dei
veicoli che transitano nel piazzale. Classificazione: Persone > di natura meccanica > investimento, urto Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (6) Persone esposte: 3 (2) Rischio: 150 alto Riduzione rischio attraverso la progettazione I percorsi per gli automezzi devono essere realizzati in modo da essere separati il più possibile da quelli pedonali, in caso contrario è necessario collocare opportuni segnali di avvertimento; inoltre tali percorsi devono essere studiati in modo da evitare il più possibile la necessità di spostamenti in retromarcia.. Assicurarsi che vi siano adeguati attraversamenti pedonali sulle piste di transito dei veicoli . Collocare opportuni specchi fissi nelle curve cieche. Controllare che
l’illuminazione e la visibilità siano tali da permettere di percorrere il
luogo di lavoro in condizioni di sicurezza anche durante le ore notturne. Protezioni Possono essere necessari
indumenti ad elevata visibilità per i conducenti e i pedoni, nel caso in cui
le zone di transito non siano adeguatamente separate. Segnaletica di sicurezza Situazioni di pericolo
potenziale, per esempio incroci, pedoni e ostacoli, devono essere chiaramente
visibili ed evidenziati mediante segnaletica orizzontale e verticale in base
alla alla segnaletica prevista dalla
legislazione vigente relativa al traffico stradale. La
sezione di deposito temporaneo 1 ha il compito di ricevere il materiale
scaricato dagli autocarri con modalità “tipping floor” . Struttura Questa
sezione non è dotata di alcun componente in quanto costituita da un semplice
pavimento opportunamente rinforzato per sostenere le sollecitazioni meccaniche
derivanti dalle operazioni di scarico ed il peso delle macchine operatrici che
vi transitano sopra. Il
materiale viene scaricato sul pavimento e sottoposto ad un primo controllo
qualitativo. Il materiale scaricato presenta un aspetto fortemente legato alla
metodologia di trasporto adottata; mentre il pezzame di legno viene
trasportato tale e quale, le morchie di verniciatura vengono conferite
all’impianto all’interno di big-bags non riutilizzabili. Queste tipologie
di rifiuto vengono infine scaricate indistintamente al suolo a formare cumuli
di materiale alla rinfusa.
Figura 5.14
– Deposito temporaneo con modalità “tipping floor”.
5.2.2.1 Pericolo Possibilità
di collisione o investimento tra la macchina operatrice (nel nostro caso è
una macchina movimento terra) e altri automezzi o persone presenti nella zona
di stoccaggio a causa manovre inopportune. Classificazione: Persone > di natura meccanica > investimento Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (8) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 40 basso ma significante Protezioni L`operatore del mezzo meccanico, per evitare che venga
disturbato da fattori esterni deve avere il posto di manovra debitamente
cabinato, insonorizzato e climatizzato. La
macchina operarice deve essere dotate di strutture di protezioni in caso di
ribaltamento (ROPS) e di strutture di protezione in caso di caduta di oggetti
(FOPS). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti L`operatore del mezzo meccanico deve essere di provata
capacità. Si deve impedire l’utilizzo del mezzo da parte del
personale non qualificato. Segnaletica
di sicurezza Le
macchine di movimento terra devono essere provviste di segnalatore a luce
gialla intermittente sul tetto del posto di guida e di avvisatore acustico
all’innesto della retromarcia. Norme
e leggi correlate D.M.
28.11.1987, n° 593 D.M.
28.11.1987, n° 594 D.P.R.
547/55, art. 175 5.2.2.2 Pericolo Percolamento
di inquinanti chimici e biologici. Classificazione: Ambiente > inquinanti chimici e biologici Probabilità: Improbabile (1) Gravità: Notevole (3) Rischio:
3 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il pianale di stoccaggio “tipping floor” deve essere opportunamente rinforzato per sostenere le sollecitazioni meccaniche derivanti dalle operazioni di scarico ed il peso delle macchine operatrici che vi transitano sopra. Inoltre la pavimentazione deve essere impermealizzata e circondata da una grigliatura di scolo collegata alla vasca di depurazione. E’ opportuno che tale
deposito temporaneo sia protetto dalle intemperie tramite una copertura.
Infatti l’esposizione del materiale alle intemperie amplifica il rischio di
percolamenti di inquinanti chimici e biologici, e produce una riduzione del
potere calorifico 5.2.2.3 Pericolo Formazione
nello stoccaggio “tipping floor” di cumuli di materiale troppo alti che
possono franare addosso al personale. Classificazione: Persone > di natura meccanica > schiacciamento Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (6) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 30 basso ma significante Informazioni,
istruzioni e avvertimenti E’
necessario che i cumuli di materiale siano al massimo di 2 m di altezza. 5.2.2.4 Pericolo Il
materiale stoccato può incendiarsi per cause accidentali (sigarette,
scintille, ecc.) o, per la presenza di solventi al suo interno, per
autocombustione. Classificazione: Persone > di natura termica > bruciature/scottature Probabilità: può accadere (5) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (10) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 125 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
materiale stoccato deve essere posto a distanza di sicurezza da eventuali
macchinari (macinatori, motori, ecc.) o altre possibili fonti di innesco. Il
capannone di stoccaggio deve essere adeguatamente lontano dalle altre parti
dell’impianto. Il
capannone deve essere dotato di evacuatori di fumo e calore ad apertura
automatica. Il
capannone deve essere dotato di uscite di sicurezza tali che il personale,
trovandosi in qualsiasi punto del capannone, non possa rimanere intrappolato. Protezioni In caso di incendio è necessario indossare i dispositivi di protezione individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi, ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso d’incendio da un numero minimo di 2
persone:
Segnaletica
di sicurezza
Norme
e leggi correlate Decreto
Ministero dell'Interno 20 dicembre 2001. Disposizioni relative alle modalità
di installazione degli apparecchi evacuatori di fumo e calore . UNI
9494 “Evacuatori di fumo e calore. Caratteristiche, dimensionamento e
prove”. 5.2.2.5 Pericolo Formazione
di odori sgradevoli a causa della fermentazione del materiale stoccato che
possono raggiungere le zone
abitative e industriali circostanti. Classificazione: Ambiente Probabilità: probabile (3) Gravità: modesto (2) Rischio: 6 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il capannone di stoccaggio deve essere dotato di un impianto di aspirazione d’aria tale da mantenere il locale in depressione e non consentire la dispersione di tali odori. L’aria aspirata può poi essere inviata in camera di combustione come aria primaria dove le sostanze maleodoranti vengono completamente ossidate ad alte temperature eliminando così il problema in modo efficace e definitivo. La
sezione denominata pretrattamenti ha lo scopo di sottoporre il materiale
grezzo a dei trattamenti preliminari fondamentali per ridurre i rischi
connessi alle rotture ed agli inceppamenti dei sistemi di trattamento vero e
proprio posti più a valle. Struttura I
componenti di questa sezione sono: 1.
remacinatore; 2. trasportatori a nastro; 3. defferrizzatore; 4. trasportatore per l’accumulo. Descrizione Il
materiale viene prelevato dalla sezione di deposito temporaneo tramite delle
macchine operatrici dotate di benna a polipo che provvedono ad alimentare il
premacinatore. Questo provvede ad una prima riduzione della pezzatura del
materiale a dimensioni inferiori ai 30 cm ed ad una defferizzazione
preliminare dello stesso. All’uscita di quest’apparecchiatura il materiale
viene prelevato da un trasportatore a nastro orizzontale dove il materiale
subisce un ulteriore processo di defferrizzazione e che scarica il flusso di
rifiuti direttamente su un ulteriore nastro trasportatore inclinato che
provvede all’accumulo del materiale portandolo ad una quota di circa 4
metri.
Figura 5.15
– Visione d’insieme dei macchinari usati per i pretrattamenti. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi 5.2.3.1 Pericolo Le apparecchiature di pretrattamento e il sistema di aspirazione delle
polveri hanno una significativa emissione acustica tale da essere un rischio
per gli operatori. Classificazione: Persone, rumore Probabilità: certo (15) Frequenza di esposizione: settimanale
(1,5) Gravità: (3) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 67,5 alto Protezioni E’ consigliato adottare DPI per la protezione dell’udito per livelli di esposizione quotidiana al rumore superiori ad 85 dB(A). E’ obbligatorio l’uso di tali DPI per livelli superiori a 90 dB(A). Segnaletica
di sicurezza
5.2.3.2 Pericolo Immissione
nel premacinatore di materiale non adatto a tale trattamento con conseguente
danneggiamento dei macchinari. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: notevole (3) Rischio: 9 Informazioni,
istruzioni e avvertimenti E’
necessario, oltre al controllo già avvenuto durante la pesa e il deposito
temporaneo “tipping floor”, effettuare un ulteriore controllo visivo del
materiale che viene immesso nel premacintore così da individuare
immediatamente eventuali oggetti non adatti al trattamento. 5.2.3.3 Pericolo Caduta
dell’operatore nel premacinatore durante il controllo visivo del materiale
durante l’immissione nel premacinatore. Classificazione: Persone > di natura meccanica > intrappolamento, cesoiamento Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: giornaliera
(2,5) Gravità: (12) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 60 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione Per
effettuare il controllo visivo del materiale è necessario dotare il
premacinatore di una scala. Essa deve essere saldamente vincolata alla
struttura del premacinatore e dotata di apposite protezioni contro la caduta e
il scivolamento. E’
preferibile che la zona controllo sia collocata dalla parte opposta al lato di
carico del materiale, soprattutto nel caso in cui si utilizzi una benna per
effettuare tale operazione (come nell’impianto analizzato). Protezioni Il
premacinatore deve essere dotato di un pulsante di arresto di emergenza. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Durante tale lavorazione è necessaria la presenza contemporanea di due operatori. Segnaletica
di sicurezza
5.2.3.4 Pericolo Formazione
di polverosità durante lo svolgimento dei pretrattamenti. Tale polverosità
può risultare dannosa per il personale addetto a tali operazioni. Classificazione: Persone > materiali e sostanze > inalazione Probabilità: probabile (10) Frequenza di esposizione: giornaliero
(2,5) Gravità: (3) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 75 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’
necessario dotare il capannone dove è situato il premacinatore di un impianto
di aspirazione d’aria. Tutta
la sezione a valle dei trituratori deve essere mantenuta in depressione in
modo da garantire il confinamento del materiale ed evitare la fuoriuscita di
odori e polveri. L’aria aspirata può poi essere inviata in camera di
combustione come aria primaria dove le sostanze maleodoranti e le polveri
vengono completamente ossidate ad alte temperature eliminando così il
problema in modo efficace e definitivo. Protezioni Il
personale addetto alla macinazione deve essere provvisto di DPI per la
protezione delle vie respiratorie. Segnaletica
di sicurezza
5.2.3.5 Pericolo Caduta
dell’operatore nel nastro trasportatore. Classificazione: Persone > di natura meccanica > caduta Probabilità: che può accadere (5) Frequenza di esposizione: giornaliero
(2,5) Gravità: (8) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 100 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
nastro trasportatore deve essere dotato di paratie adeguatamente alte in modo
da limitare la possibilità di caduta. È
opportuno dotare il nastro trasportatore di un dispositivo di arresto rapido
come per esempio una fune di guardia(corda di sicurezza posta
perpendicolarmente al flusso del materiale tale che, se toccata, blocchi il
funzionamento del trasportatore, (vedi Figura 5.14) e di un pulsante di
arresto di emergenza.
Figura 5.16 – Fune di guardia. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Durante le operazioni di pretrattamento del materiale è necessaria la presenza contemporanea di due operatori. Segnaletica
di sicurezza
Il
deposito temporaneo che segue ai processi di pretrattamento è richiesto dalla
necessità di permettere lo sfruttamento degli stessi mezzi di movimentazione
utilizzati per caricare il premacinatore anche per spingere il materiale
all’interno delle due tramogge di carico ricavate nel pavimento ed adibite
all’alimentazione dei macinatori finali. Il caricamento a vista rispetto ad
uno automatizzato permette infatti una maggiore flessibilità
nell’alimentazione delle due linee di alimentazione dei macinatori finali. Struttura Questa
sezione, analogamente a quella precedente, non è dotata di alcun componente
ma è semplicemente costituita da una porzione del corpo di fabbrica adibito
alla preparazione del materiale esclusivamente riservato a questo specifico
stoccaggio. Descrizione Il
materiale proveniente la trasportatore per l’accumulo viene scaricato da
quest’ultimo a terra a formare un deposito temporaneo di materiale che
servirà per l’alimentazione dei due macinatori finali. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi Vedi
deposito temporaneo 1. La
macinazione fine ha la funzione di rendere uniforme la pezzatura del materiale
riducendone le dimensioni per permettere un alimentazione priva di
impaccamenti e per produrre un combustibile di caratteristiche dimensionali
tali da rendere il tempo di permanenza dello stesso in camera di combustione
sufficiente a completare i processi ossidativi evitando la produzione di
incombusti. Struttura I
componenti di questa sezione sono: 1.
fossa; 2. trasportatore a piastre; 3.
trituratore di finitura; 4. trasportatore a nastro. Descrizione Le
due fosse di carico dotate di due trasportatori a piastre vengono alimentate
da una benna a polipo che preleva il rifiuto dal cumulo di materiale
pretrattato del deposito temporaneo; viene quindi macinato in due mulini a
coltelli che provvedono a ridurre la pezzatura di uscita ad una dimensione
massima di 10 cm. È importante notare come lo sdoppiamento della linea di
macinazione risulti molto utile per la ridondanza della macinazione che
garantisce il funzionamento anche in caso di rotture o malfunzionamento di una
delle due linee di macinazione. All’uscita dai macinatori finali il
materiale viene scaricato su un trasportatore a nastro che indirizza il
materiale verso la sezione di trasporto ai silos.
Pericolo I macinatori e il sistema di aspirazione delle polveri hanno una
significativa emissione acustica tale da essere un rischio per gli operatori. Classificazione: Persone > rumore Probabilità: certo (15) Frequenza di esposizione: settimanale
(1,5) Gravità: (3) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 67,5 alto Protezioni E’
consigliato adottare DPI per la protezione dell’udito per livelli di
esposizione quotidiana al rumore superiori ad 85 dB(A). E’ obbligatorio
l’uso di tali DPI per livelli superiori a 90 dB(A). Segnaletica
di sicurezza
5.2.5.1 Pericolo Caduta
dell’operatore nella fossa di carico per il trasporto alla macinazione fine. Classificazione: Persone > di natura meccanica > caduta Probabilità: che può accadere (5) Frequenza di esposizione: giornaliero
(2,5) Gravità: (8) Persone esposte: 2 (1) Rischio: 100 alto Riduzione
rischio attraverso la progettazione I
lati della fossa dai quali non avviene l’immissione del materiale devono
essere provviste di parapetti. E’ opportuno dotare il nastro trasportatore
di un pulsante di arresto e di una corda di sicurezza posta perpendicolarmente
al flusso del materiale tale che, se toccata, blocchi il funzionamento del
trasportatore. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Durante tale lavorazione è necessaria la presenza di due operatori. Segnaletica
di sicurezza
5.2.5.2 Pericolo Il
materiale a contatto con il rotore del macinatore può causare la formazione
di scintille con conseguente sviluppo di incendio nella tramoggia di carico,
nel nastro estrattore. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: notevole (3) Rischio: 9 Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’
opportuno installare su ogni trituratore dei nebulizzatori nelle immediate
vicinanze del rotore e sulla tramoggia di carico del materiale.
L’azionamento di tali sistemi di spegnimento può avvenire attraverso o
sistemi di rilevamento di fumo e fiamma automatici oppure mediante una valvola
manuale la cui apertura è a discrezione dell’operatore presente nella zona
(l’operazione di macinazione si effettua solo nelle ore diurne ed è sempre
presidiata). Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso di incendio da un numero minimo di 2 persone:
La
sezione di trasporto ai silos è adibita al trasferimento del materiale
prelevato dai macinatori finali al livello del suolo fino alla parte superiore
dei silos di stoccaggio ed alla distribuzione degli stessi sulle due linee di
alimentazione indipendenti ognuna delle quali fa capo ad uno dei due sistemi
di stoccaggio. Struttura I
componenti di questa sezione sono: 1. Rampante grande; 2. Distributore a piastre. Descrizione Il
materiale estratto dal trasportatore a nastro alla base dei trituratori finali
viene prelevato da un trasportatore a piastre. Sulla sommità del rampante
grande il distributore a piastre infine divide il materiale in due flussi
distinti che alimentano separatamente i due silos di stoccaggio.
Figura 5.19
- Trasportatore rampante e distributore a piastre. Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi 5.2.6.1 Pericolo Il
materiale in uscita dalla macinazione si incendia a causa della formazione di
scintille. La fiamma può poi risalire il rampante grande, grazie
all’effetto camino provocato dallo stesso, fino a raggiungere i silos di
stoccaggio. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: notevole (3) Rischio: 9 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
rampante deve essere dotato all’inizio di un rilevatore di fiamma e alla
fine di un rilevatore di fumo. I rilevatori devono essere collegati ad una
elettrovalvola che aziona un sistema di spegnimento a splinker presente su
tutta la lunghezza del rampante. E’ opportuno notare che proprio per la
presenza di tale sistema di spegnimento bisogna dotare il vano tecnico da cui
parte il rampante di un opportuno sistema di prelevamento d’acqua e di
pompaggio. Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso di incendio da un numero minimo di 2 persone:
Segnaletica
di sicurezza
I
silos devono essere in grado di garantire due giorni di copertura in caso di
mancata raccolta dei rifiuti realizzando un disaccoppiamento temporale tra le
operazioni di raccolta e preparazione degli scarti provenienti dalle aziende
del distretto ed i fabbisogni di alimentazione in continuo della camera di
combustione. Struttura I
componenti di questa sezione sono: 1.
silos; 2. estrattore a pettine; 3. coclea dosatrice. Descrizione Il
materiale cade per gravità dalla parte superiore di ognuno dei due silos di
stoccaggio andando a formare un deposito di materiale la cui compattezza
aumenta con l’altezza del materiale stoccato. Sulla
base di quest’ultimo è previsto un sistema di movimentazione alimentato
oleodinamicamente che indirizza il materiale verso una zona diametrale del
silos grazie ad un sistema a pettini semicircolari a moto alternato. Il
rifiuto viene quindi estratto dalla zona diametrale dei due silos da due
coclee dosatrici che fanno confluire il materiale in un unico punto che andrà
ad alimentare la sezione di trasporto di alimentazione del forno.
5.2.7.1 Pericolo Caduta
dall’alto durante ispezioni e
manutenzioni dei silos. Classificazione: Persone > di natura meccanica > caduta Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: mensile
(1) Gravità: (15) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 30 basso ma significante Riduzione
rischio attraverso la progettazione Scale
dei silos alla marinara, cioè con barriere anticaduta. Protezioni Nel
caso che i silos non siano provvisti di barriere anticaduta è necessario
usare delle imbracature di sicurezza. Segnaletica
di sicurezza
5.2.7.2 Pericolo Formazione
di ponti e impaccamenti di materiale nei silos che possono cedere
all’improvviso durante eventuali ispezioni/manutenzioni o provocare
cedimenti strutturali. I ponti di materiale possono essere molto pericolosi
poiché possono crollare all’improvviso e travolgere l’operatore addetto
alla manutenzione che entra nel silo pensandolo vuoto. Il crollo di ponti di
materiale può anche provocare l’implosione della struttura a causa
dell’improvvisa depressione creatasi all’interno del silo. Classificazione: Persone > di natura meccanica > schiacciamento Probabilità: possibile (2) Frequenza di esposizione: mensile
(1) Gravità: (15) Persone esposte: 1 (1) Rischio: 30 basso ma significante Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
silo, al fine di evitare ponti e impiccamenti non dovrebbe mediamente superare
in altezza il 1,5 volte la sua larghezza. E’
consigliabile l'adozione sulla cupola del silo di valvole anti-implosione;
queste valvole hanno il compito di intervenire automaticamente, per compensare
o ridurre improvvise depressioni all'interno del silo, causate da possibili
crolli di "ponti" di materiale. Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Il personale addetto alla
manutenzione / ispezione, prima di entrare all’interno del silo, deve essere
sicuro dell’assenza di ponti di materiale. Tale controllo può essere
effettuato mediante gli oblò posti alle varie altezze lungo la verticale del
silo. Segnaletica
di sicurezza E’ opportuno disporre dei segnali indicati l’esistenza del pericolo di formazione di ponti di materiale all’interno del silo. 5.2.7.3 Pericolo Incendio
del materiale stoccato all’interno dei silos. Il pericolo d’incendio
deriva da: - comunicazione con la zona forno per un possibile ritorno di fiamma; - processo di fermentazione del materiale
all’interno dei silos con formazione di atmosfere esplosive; Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: notevole (3) Rischio: 9 Riduzione
rischio attraverso la progettazione E’
opportuno installare all’interno dei silos una sonda termovelocimetrica che
segnala un repentino aumento della temperatura e che segnali l’incendio
direttamente in sala controllo, dato che è l’unico luogo dell’impianto
presidiato 24/24 ore. Tale sonda deve essere collegata a un impianto di
annegamento a doppio anello (uno interno per lo spegnimento dell’incendio e
uno esterno per raffreddare le pareti in lamiera del silo che in caso
contrario collasserebbero). Per
evitare la formazione di atmosfere esplosive è opportuno dotare i silos di un
sistema di aspirazione. E’
anche utile prevedere, qualora fosse necessario scaricare i silos, una
portella di scarico ad apertura manuale. Utilizzare
silos con pareti in legno (il legno non perde repentinamente la propria
resistenza meccanica alle alte temperature). Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso di incendio da un numero minimo di 2 persone: 1.
spegnere l’impianto di aspirazione e chiudere le serrande del sistema
di aspirazione; 2. fermare i trasportatori di collegamento ai silos; 3. togliere la corrente elettrica a tutta la sezione; 4. verificare la propagazione ad altre sezioni dell’impianto; 5. indossare i dispositivi di protezione individuale; 6. per lo spegnimento dell’incendio all’esterno dei silos, cioè sul
nastro di caricamento e sulle coclee di estrazione, adoperare il sistema di
annegamento descritto in precedenza e gli idranti più vicini; 7. per lo spegnimento dell’incendio all’interno dei silos e per
raffreddare le pareti esterne attivare l’impianto di annegamento a doppio
anello (uno interno e uno esterno alla parete del silo). 8. valutare se chiamare il pronto intervento dei
vigili del fuoco Segnaletica
di sicurezza
5.2.8 Trasporto di alimentazione del forno La
sezione di trasporto all’alimentazione del forno si propone di ricevere il
materiale alla base del sistema di stoccaggio per elevarlo alla quota
richiesta dalla sezione di alimentazione del forno appartenente alla
macrosezione di trasformazione termochimica. Struttura L’unico
componente che costituisce la sezione di trasporto all’alimentazione del
forno è il rampante piccolo. Descrizione Il
materiale cade per gravità dalle due coclee alla base dei due silos di
stoccaggio direttamente sul trasportatore a piastre raschiante che innalza il
materiale fino alla tramoggia di scarico per l’alimentazione dei due forni.
Figura 5.22 Identificazione dei pericoli e analisi dei rischi 5.2.8.1 Pericolo Il
materiale trasportato dal rampante piccolo, il quale innalza il materiale fino
alla tramoggia di carico per l’alimentazione dei due forni, si incendia a
causa di un ritorno di fiamma dal forno. Classificazione: Impianto Probabilità: probabile (3) Gravità: notevole (3) Rischio: 9 Riduzione
rischio attraverso la progettazione Il
rampante deve essere dotato alla sua sommità di un rilevatore di fumo e
fiamma. I rilevatori devono essere poi collegati ad una elettrovalvola che
aziona un sistema di spegnimento a splinker presente su tutta la lunghezza del
rampante. Protezioni In caso di incendio è
necessario indossare i dispositivi di protezione
individuale specifici (baschetti, maschera, indumenti con tessuti ignifughi,
ecc.). Informazioni,
istruzioni e avvertimenti Azioni
che devono essere svolte in caso di incendio da un numero minimo di 2 persone: 1.
fermare il rampante piccolo di alimentazione del forno. 2. togliere la corrente elettrica a tutta la sezione; 3. verificare la propagazione ad altre sezioni dell’impianto; 4. indossare i dispositivi di protezione individuale specifici; 5. verificare che il sistema di annegamento sia in funzione correttamente,
in caso contrario azionare manualmente il sistema stesso; 6.
per lo spegnimento dell’incendio nei pressi dei quadri elettrici
usare gli estintori a CO2 più vicini, essendo di casse E (Incendio
di impianti ed attrezzature elettriche sotto tensione); 7. valutare se chiamare il pronto intervento dei vigili del fuoco. Segnaletica
di sicurezza
CARAN F., MARCHET
G., WEGNER R., “Impianti di movimentazione e stoccaggio dei
materiali”, HOEPLI, Milano, !997 European Agency for Safety and
Health at Work, “Prevenire
gli incidenti stradali in cui sono coinvolti veicoli pesanti”,
Factsheet 18. European Agency for Safety and
Health at Work, “Prevenzione
degli infortuni sul lavoro con mezzi di trasporto”,
Factsheet 16. European Agency for Safety and
Health at Work, “Scivolamenti
e cadute sul lavoro – azioni preventive”,
Factsheet 14. Gregoretti L.,
A.A 2001/2002, “Linee guida per la
progettazione di impianti di termovalorizzazione dei rifiuti solidi”,
Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Udine. Lodolo
S., A.A. 1999/2000, “Sistema integrato
di manutenzione e sicurezza di un impianto a tecnologia complessa”, Facoltà
di Ingegneria, Università degli Studi di Udine. Nobile
D., A.A. 2001/2002, “Analisi
del rischio chimico in un impianto per la produzione di energia elettrica
alimentato con residui di lavorazione”, Facoltà di Ingegneria,
Università degli Studi di Trieste. Rocco A.,
A.A 1999/2000, “Linee guida per la
progettazione di impianti di termoutilizzo dei rifiuti”, (Tesi di
Dottorato) Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Udine. Zanitti N., A.A. 2001/2002, “Repowering di un impianto di termovalorizzazione”, Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Udine. Riferimenti normativi CEI 64-8. Impianti elettrici utilizzatori a tensione
nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente
continua. D. LGS. 19 settembre 1994 n° 626, G.U. 12-11-1994 n°
265. Attuazione Direttive Comunitarie riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. D.P.R. 27 aprile 1955 n° 547, G.U. 12-07-1955 n° 158.
Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. D.M. 10 marzo 1998, G.U. 7-04-1998 n° 81. Criteri
generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei
luoghi di lavoro. D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124.
Testo unico delle
disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro
e le malattie professionali. Decreto del Presidente della Repubblica n. 459 del 24 luglio 1996. (G.U. n. 209 del 06/09/1996). Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine. D. Lgs
15 agosto 1991, n. 277. Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n.
82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici durante il lavoro. UNI
7543-1, “Colori e segnali di sicurezza. Prescrizioni generali”, 1988. UNI-VVF 9490, “Apparecchiature per estinzione incendi,
alimentazioni idriche per impianti automatici antincendio”, 1989. |
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Autore: Ing. Siro Belle' e-mail: belles@libero.it tel.: 328 7034931 |
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