Archivio di "In primo piano"

       

LASER

  

1

Norme operative sulla sicurezza dei sistemi LASER

a cura di
Università di Pavia
Divisione Igiene e Sicurezza

   
    

1. PREMESSA

2. L'ORGANIZZAZIONE UNIVERSITARIA DELLA SICUREZZA

3. FORMAZIONE ED INFORMAZIONE

4. I PERICOLI CONNESSI CON L'USO DEI LASER

5. PROCEDURE GENERALI

6. NORME OPERATIVE SULLA SICUREZZA DEI SISTEMI LASER

7. RIFERIMENTI UTILI

APPENDICI


1. PREMESSA

Le norme operative sulla sicurezza dei sistemi laser sopraindicate devono essere osservate da tutto il personale che opera presso l'Ateneo Pavese, ai sensi dell'Ordine di Servizio sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro presso l'Università di Pavia D.R. 04/FSIS del 28/6/1996. Esse individuano le procedure per la valutazione e il controllo dei rischi associati all'uso di laser o sistemi laser presso l'Università di Pavia.
Non è oggetto del presente Ordine di Servizio l'utilizzazione di laser di classe 1 e 2 e di prodotti commerciali che contengano dispositivi laser di classe 2, 3A e 3B e che escluda l'esposizione del personale alla radiazione ottica per mezzo di sistemi di sicurezza non scavalcabili (come ad esempio le stampanti laser).
La manutenzione di detti apparati che possa comportare rischio di esposizione per gli operatori è concessa solo a personale specificamente autorizzato dal Direttore della Struttura, secondo modalità da esso stabilite e segnalate al alla Divisione Igiene e Sicurezza. Gli operatori stessi devono comunque osservare le norme di sicurezza indicate dal costruttore.
I laboratori gestiti da Enti esterni sulla base delle convenzioni vigenti sono regolamentati da detti Enti (artt. 1 e 7 del D.R. 04/FSIS del 28/06/1996).

2. L'ORGANIZZAZIONE UNIVERSITARIA DELLA SICUREZZA

Le Università, ai fini dell'applicazione dei D.Lgs sulla sicurezza, verranno regolamentate da apposito Decreto Interministeriale (art. 1, D.Lgs 626/94). Nell'Università di Pavia vige attualmente un ordine di servizio interno sulla sicurezza e salute sul luogo di lavoro (D.R. 04/FSIS del 28/06/1996), che individua i soggetti coinvolti nelle attività di sicurezza. Ai fini della individuazione dei pericoli, della definizione di adeguate procedure di lavoro, della scelta dei preparati e delle attrezzature da utilizzare e della loro eventuale sostituzione, è fondamentale il ruolo del Responsabile della attività di ricerca o di didattica e/o del laboratorio. È necessaria quindi la partecipazione attiva dei docenti, dei ricercatori e del personale tecnico responsabile di specifiche attività (ricerche, corsi, ecc. - di seguito denominati Responsabili -) nella predisposizione delle misure di tutela previste dall'art. 3 del D.Lgs 626/94. Il Responsabile affianca il Direttore della Struttura, al quale compete comunque l'applicazione delle norme di legge e dei regolamenti e la vigilanza sulla loro applicazione all'interno della Struttura stessa. Al Direttore della Struttura spetta, pertanto, di concerto con il Responsabile, il diritto/dovere di autorizzare l'accesso alle zone regolamentate, scegliere le apparecchiature e/o i preparati pericolosi e verificare il rispetto delle misure generali di prevenzione e protezione predisposte. Inoltre, nei laboratori dove si usano laser di classe superiore alla classe 3A, il Responsabile, di concerto con il Direttore della Struttura, deve ottenere la consulenza specialistica del Tecnico Sicurezza Laser (TSL) con competenza specifiche relative ai problemi di sicurezza laser per la verifica del rispetto della normativa corrispondente e per l'indicazione delle necessarie misure di prevenzione. Il TSL è nominato dal Rettore. Di conseguenza, nei laboratori dell'Università di Pavia su sorgenti e/o sistemi laser:

  • il TSL valuta il rischio laser, prescrive le misure di sicurezza e gli appropriati controlli ed effettua dei sopralluoghi di verifica sulle condizioni di sicurezza, di concerto con il Responsabile della Divisione Igiene e Sicurezza;

  • il Direttore ed il Responsabile devono acquisire le indicazioni di sicurezza dal TSL, fornendo a questi tutte le informazioni necessarie, predispongono le misure di prevenzione e protezioni necessarie e curano l'osservanza delle norme;

  • Il Responsabile verifica preventivamente i pericoli, riduce al minimo indispensabile l'uso dei laser e il numero delle persone esposte, istruisce adeguatamente il personale e verifica l'osservanza delle norme nell'ambito del proprio laboratorio;

  • gli Operatori sono responsabili dell'utilizzo del sistema laser in osservanza alle misure di sicurezza impartite dal Direttore e dal Responsabile, sentito il TSL.

3. FORMAZIONE ED INFORMAZIONE

Per quanto riguarda la formazione ed informazione sulla sicurezza (artt. 21 e 22 del D.Lgs 626/94), in Università sono state individuate tre categorie di personale: docenti-ricercatori, tecnici-amministrativi e studenti, a cui si aggiungono gli eventuali ospiti. La formazione ed informazione degli studenti è effettuata a cura del Responsabile: docente incaricato del corso ovvero della tesi o della ricerca nella quale lo studente è inserito. Parimenti, al Responsabile, di concerto con il Direttore della Struttura, compete di formare ed informare i collaboratori (docenti, ricercatori, tecnici, studenti ed eventuali ospiti) sui rischi specifici e sulle precauzioni da adottare nelle varie situazioni. La formazione ed informazione degli operatori sui sistemi laser deve prevedere adeguate istruzioni in merito a:

  1. il rischio derivante dall'uso del laser

  2. la familiarizzazione con le procedure di funzionamento del sistema

  3. l'utilizzazione appropriata delle procedure di controllo del pericolo

  4. la necessità di una adeguata protezione individuale

  5. le procedure di intervento in caso di emergenza

  6. gli effetti biologici del laser sull'occhio e sulla pelle

  7. l'eventuale sorveglianza medica.

4. I PERICOLI CONNESSI CON L'USO DEI LASER

I pericoli da radiazione ottica sono classificati su una scala a 5 valori: 1, 2, 3A, 3B e 4, con indice di pericolosità crescente; 1 è sicuro, 4 significa molto pericoloso. Ai laser o sistemi laser collocati nelle classi 3A, 3B o 4, visto il loro potenziale pericolo, devono essere applicate precauzioni particolari; deve essere scoraggiato, pertanto, l'uso di macchine potenti laddove sia possibile servirsi di sistemi di classe inferiore.

4.1 I rischi collaterali

L'utilizzazione dei sistemi laser, inoltre, può presentare rischi collaterali quali quello elettrico, chimico o da radiazione non ionizzante. I pericoli elettrici sono associati all'uso di alimentatori di alta tensione presenti per molti sistemi laser; in particolare gli alimentatori dei sistemi di classe 4 possono essere fonte di rischio da elettrocuzione durante le operazioni di calibrazione e manutenzione. I rischi chimici sono associati a laser a colorante o a gas, oppure ad eventuali vapori creati nella zona bersaglio dall'interazione laser-materia. Le radiazioni non ionizzanti collaterali sono presenti in quasi tutti i tipi di laser; a volte possono essere prodotti anche raggi X: per essi devono essere adottate specifiche precauzioni.

4.2 Precauzioni generali

Nella tabella seguente sono indicate le precauzioni generali che devono essere adottate nella detenzione ed utilizzo delle sorgenti laser, in funzione della classe di appartenenza. Per maggior dettaglio si rimanda alle procedure descritte nel paragrafo 6 (Procedure generali).

PRECAUZIONI DI BASE 1 2 3A 3B 4
nessuna precauzione aggiuntiva
 
       
non osservare direttamente il fascio laser  
  
  
  
  
non utilizzare ottiche di osservazione (binocoli, microscopi, telescopi, ecc.)    
  
  
  
evitare l'esposizione diretta dell'occhio (sia diretta che accidentale)      
  
  
evitare l'esposizione dell'occhio e della pelle a radiazione diretta o diffusa; usare particolare cautela, potrebbero essere fonte di incendio.        
  
usare specifiche precauzioni luce laser non visibile (<400 nm e >700 nm)  
  
  
  
  

4.3 Normativa di riferimento

La normativa nazionale di riferimento è la seguente: D.P.R. del 27 aprile 1955 n. 547; DPR del 19 marzo 1956 n. 303; D.Lgs del 19 settembre 1994 n. 626, modificato dal D.Lgs del 19 marzo 96 n. 242, di seguito denominati D.Lgs 626/94. Le principali norme di riferimento sono: norme tecniche CEI-EN 60825-1 del 9/95 e alle Guide per l'utilizzatore 1284 G del 1989 e 1381 G del 1990 sempre del CEI. In attesa del Decreto Interministeriale di cui all'art. 1 del D.Lgs 242/96, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro presso l'Università di Pavia sono regolamentate da apposito ordine di servizio, emanato con Decreto Rettorale del 28/06/96 n. 04/FSIS.

4.4 Definizioni

  • Assistenza: esecuzione delle procedure e delle regolazioni che figurano nelle istruzioni del costruttore per l'assistenza, che possono influenzare un qualunque aspetto delle prestazioni dell'apparecchio; essa non comprende la manutenzione e il funzionamento: in linea di principio è effettuata dal personale della ditta fornitrice (vedasi anche Manutenzione).

  • Blocco a sicurezza intrinseca o Interblocco: blocco che in caso di guasto di un suo singolo componente meccanico o elettrico forza o mantiene il sistema in condizioni di sicurezza (ad es. di disattivazione del fascio laser).

  • Classificazione del laser: le 5 classi indicano, in ordine crescente il grado di pericolosità dei sistemi laser, in funzione del quale devono essere adottate opportune precauzioni. La classificazione del fascio laser deve essere effettuata dal costruttore (vedasi anche Sorgenti prototipo), sulla base dei LEA e di opportuni parametri correttivi (Norme CEI citate).

  • Direttore di Struttura: Direttore di Dipartimento, Istituto o Centro interuniversitario; egli deve curare e verificare l'applicazione della normativa sulla sicurezza nell'ambito della propria Struttura.

  • EMP, Esposizione Massima Permessa: rappresenta il livello massimo di radiazione al quale possono essere esposti l'occhio o la pelle senza subire danno a breve o a lungo termine. Esso è funzione della lunghezza d'onda, della durata dell'esposizione, della modulazione e dell'organo colpito; è definito da specifiche tabelle.

  • LEA, Livello Emissione Accessibile: livello massimo di emissione permesso in una particolare classe; la valutazione del livello di emissione del sistema, paragonato al LEA, consente la classificazione del sistema laser (vedasi Classificazione).

  • Manutenzione: esecuzione delle regolazioni o delle procedure specificate nelle istruzioni per l'utilizzatore, fornite dal costruttore con l'apparecchio laser, che devono essere eseguite dall'utilizzatore per assicurare le previste prestazioni dell'apparecchio. Essa non comprende il funzionamento e l'assistenza (vedasi anche precauzioni per la manutenzione). La manutenzione che comporta esposizione al fascio laser o lo scavalcamento degli interblocchi, può essere effettuata solo da personale espressamente autorizzato.

  • Medico competente: soggetto dotato delle competenze ed incaricato dall'Università della sorveglianza medica del personale esposto a rischi specifici.

  • Operatore laser: persona che ha ricevuto adeguata formazione ed informazione circa i rischi derivanti dal laser e le procedure da adottare ai fini della sicurezza e che conosce i parametri di controllo operativi e di rischio del laser che utilizza. Egli è autorizzato dal Direttore della Struttura, su proposta del Responsabile, ed è sottoposto a visita medica ove previsto.

  • Radiazione laser accessibile: radiazione laser a cui può essere esposto l'occhio o la pelle durante il normale utilizzo del sistema. La radiazione laser accessibile può essere spesso inferiore alla massima uscita potenziale del laser grazie alla presenza di involucri, l'uso di filtri o di altri dispositivi che limitino la potenza emessa.

  • Responsabile di Laboratorio: persona che coordina o dirige le attività di ricerca o di didattica che si svolgono in uno specifico laboratorio di ricerca; egli in quanto preposto risponde direttamente dell'applicazione delle norme operative sulla sicurezza laser ed è tenuto a richiederne l'osservanza. Nel testo è denominato Responsabile.

  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: persona che è stata incaricata ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs 626/94; presso l'Università di Pavia esso è identificato nel Responsabile della Divisione Igiene e Sicurezza.

  • TSL, Tecnico Sicurezza Laser: persona che possiede le conoscenze necessarie per valutare e controllare i rischi causati dai laser e ha la responsabilità di supervisione sul controllo di questi rischi. Il TSL è nominato dal Rettore.

  • ZNRO, Zona Nominale di Rischio Oculare: zona all'interno della quale il livello della radiazione è superiore all'EMP applicabile; all'interno di questa zona pertanto si possono avere danni oculari.

5. PROCEDURE GENERALI

  1. Le nuove installazioni di laser di classe 3A se osservati con ottiche di raccolta (microscopi, binocoli, ecc), e di classe 3B o 4 devono essere approvate preventivamente dal TSL.

  2. Gli operatori che usano i laser devono essere specificamente addestrati ed inseriti in un elenco apposito, predisposto da ciascuna Struttura ed autorizzato dal Direttore della stessa, con modalità da questi stabilite e comunicate al Rettore.

  3. Gli operatori devono seguire le procedure sottoriportate e riassunte nella tabella n. 2 e le norme operative di sicurezza laser indicate al paragrafo 1.

6. NORME OPERATIVE SULLA SICUREZZA DEI SISTEMI LASER

Di seguito vengono riportate le norme operative sulla sicurezza laser emanate ai sensi dell'art. 4,5°,f del D.Lgs 626/94 e delle norme CEI-EN 60825/1 e 1381 G.

  1. L'utilizzo dei laser di classe 3A, 3B, 4 e di quelli non ancora classificati, di seguito denominati laser, è regolamentato dalle presenti disposizioni operative dell'Università di Pavia, emanate con Ordine di Servizio, ai sensi del DR n. 04/FSIS del 28/6/96. L'uso dei laser di classe 1 e 2, di quelli inseriti in prodotti commerciali (es. stampanti laser, compact disk, ecc.), non è regolamentato nelle presenti norme; per il loro utilizzo gli operatori devono comunque osservare le indicazioni di sicurezza fornite dai costruttori e non possono effettuare alcun intervento di manutenzione che consenta l'accesso alla luce laser.

  2. Il Direttore della Struttura ed il Responsabile del laboratorio, in quanto preposto, rispondono dell'applicazione del predetto regolamento. Essi sono tenuti a trasmetterne copia al personale interessato, a richiederne l'osservanza, a verificarne l'applicazione e ad intervenire in caso di inadempienza o pericolo grave.

  3. L'utilizzo dei laser e l'accesso alle zone controllate è concesso solo a personale autorizzato dal Direttore, idoneamente formato ed informato a cura del Responsabile e sottoposto a visita medica preventiva ove richiesto.

  4. I laser possono essere utilizzati solo dopo che il Responsabile, di concerto con il Direttore, ha ottenuto dal Tecnico di Sicurezza Laser (TSL) le prescrizioni relative ed ha adempiuto ad esse.

  5. Il Responsabile predispone, di concerto con il Direttore, le misure di prevenzione e protezione, ed in particolare:

    • verifica preventivamente i pericoli, riduce al minimo indispensabile l'uso dei laser ed il numero degli operatori esposti

    • predispone le specifiche procedure ed i dispositivi di prevenzione e di protezione individuali, anche sulla base delle indicazioni fornite dal TSL

    • espone i cartelli di sicurezza e provvede alle segnalazioni previste

    • delimita e segnala le aree controllate, comprese quelle temporanee e ne regolamenta l'accesso

    • arresta il fascio al termine della zona di lavoro, ne delimita il tragitto anche con l'uso di idonee schermature ed evita che il fascio interessi porte, finestre o luoghi di passaggio

    • predispone affinché il tragitto del fascio non sia all'altezza degli occhi degli operatori e provvede ai dispositivi di protezione individuale (occhiali, ecc.)

    • evita riflessioni speculari, valuta e previene il verificarsi di quelle accidentali

    • evita la diffusione libera di fasci di classe 4 e la loro interazione con sostanze infiammabili

    • verifica che le connessioni elettriche e la messa a terra delle parti metalliche potenzialmente in tensione siano correttamente predisposte

    • verifica la presenza di eventuali rischi collaterali (gas in pressione, criogenici, radiazioni collaterali, ecc.), predispone per una adeguata protezione dagli stessi ed evita la produzione di gas nocivi, fumi o particolati che non siano adeguatamente aspirati.

  6. L'operatore osserva il regolamento e tutte le specifiche disposizioni impartite dal Direttore e/o dal Responsabile (art. 5 D.Lgs 626/94), ed in particolare:

    1. indossa gli occhiali o le maschere specifici per la sorgente in uso e li conserva con cura

    2. non osserva il fascio laser attraverso fibre ottiche o sistemi di raccolta (telescopi, microscopi ecc.) senza espressa autorizzazione del Responsabile, né osserva mai direttamente il fascio anche se indossa gli occhiali protettivi

    3. evita con cura le riflessioni non controllate ed accidentali (non indossa orologi, ecc)

    4. verifica che tutte le condizioni di sicurezza previste siano tutte correttamente predisposte prima di inviare il fascio in un'area che non è sotto la sua diretta visione

    5. non può rimuovere né modificare, senza autorizzazione del Responsabile, i dispositivi di protezione e di interblocco e non può compiere manovre che non siano di sua competenza o che possano compromettere la sicurezza

    6. avvisa il Responsabile o il Direttore, dei dispositivi di prevenzione e protezione che non funzionano o sono danneggiati, nonché di eventuali pericoli di cui venga a conoscenza; nel contempo deve sospendere l'uso del laser ed eliminare eventuali pericoli immediati. Solo agli operatori specificamente autorizzati dal Responsabile è permesso effettuare interventi di manutenzione, ivi compreso l'allineamento del fascio che comporta l'apertura dell'involucro; detti interventi sono vietati agli studenti non laureati

    7. in caso di incidente, provvede a contenerne le conseguenze ed avvisa immediatamente il Responsabile o il Direttore della Struttura, i quali attivano tempestivamente il Responsabile della Divisione Igiene e Sicurezza, il T.S.L. e, ove necessario, il Medico competente.

    8. La manutenzione di sistemi a fibra ottica per trasmissione dati può essere effettuata solo da personale adeguatamente istruito sui rischi e sulle procedure ed autorizzato dal Direttore.

    9. Quando non è in uso il laser deve essere disabilitato in modo da prevenire un utilizzo non autorizzato; le pulizie dei locali possono essere effettuate solo a laser spenti.

    6.1 Procedure di controllo per i sistemi LASER

    Di seguito sono indicate le principali procedure di verifica e controllo sulla predisposizione corretta delle condizioni di sicurezza; la loro predisposizione e verifica compete al Responsabile del Laboratorio, di concerto con il Direttore della Struttura. L'elenco è formulato in ordine alfabetico; si può far riferimento anche all'appendice B: - Lista di controllo di sicurezza dei sistemi laser - Nell'appendice A è indicata la cartellonistica richiesta dalle norme CEI-EN, a cui si rimanda per maggiori dettagli.

    • Approvazione Tecnico Sicurezza Laser (TSL) per poter operare: per i laser di classe 3A se osservati con ottiche, 3B o 4 è necessaria l'approvazione preventiva del TSL. Il Responsabile deve garantire che ciò avvenga e deve fornire tutte le informazioni richieste dal TSL. Il TSL valuta i rischi connessi all'uso del sistema, identifica se necessario la zona nominale di rischio, indica le procedure necessarie da applicare in armonia con la Normativa CEI in materia di sicurezza laser, individua le misure di prevenzione e di protezione ed i dispositivi di protezione individuale ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs 626/94 ed effettua le visite periodiche di verifica.

    • Area controllata: durante il funzionamento e/o la manutenzione per laser di classe 3B o 4 può essere creata un'area controllata temporanea, il cui accesso è limitato alle sole persone autorizzate. Essa deve essere indicata da appositi cartelli di avvertimento. Essa deve includere la possibilità di errato puntamento accidentale del fascio laser. La zona all'esterno dell'area controllata temporanea deve essere di classe 1 (sicura).

    • Attenuatore o terminatore del fascio: per evitare che il personale presente sia esposto involontariamente a radiazione laser di classe 3B o 4 ovvero che si creino riflessi accidentali, si deve terminare il fascio su di un attenuatore o terminatore all'uscita della zona utile di lavoro.

    • Classificazione: per tutti i sistemi laser deve essere nota la classe. La classificazione è certificata dal costruttore ovvero dal Responsabile se si tratta di sorgente prototipo. Qualora il laser sia modificato il Responsabile deve curare la riclassificazione del sistema.

    • Comando a chiave: i laser di classe 3B o 4 devono essere equipaggiati con comandi a chiave. Le chiavi devono essere rimosse quando il laser non è in funzione, al fine di evitare un uso non autorizzato.

    • Connettore di blocco a distanza: i laser di classe 4 e se del caso anche quelli di classe 3B devono essere forniti di interblocco di sicurezza (panic botton) facilmente accessibile dalla postazione dell'operatore.

    • Etichettatura: ogni laser deve essere provvisto di opportune targhette che riportino la classe e la segnalazione delle aperture da cui emerge la radiazione.

    • Idoneità alla mansione: gli operatori che utilizzano in forma continua laser delle classi 3B e 4 devono essere idonei a tale mansione a giudizio del medico competente; che si ottiene anche attraverso esami oculistici, che sono effettuati su indicazione del medico competente, ai sensi del D.Lgs. 626/94 e del D.Lgs. 242/96.

    • Indicatori di emissione: posti esternamente al laboratorio: durante l'attivazione, l'accensione o il funzionamento di sistemi laser di classe 3B o 4 devono essere utilizzati segnali di avvertimento luminosi, o eventualmente acustici, con dispositivo automatico di accensione.
      Per prototipi realizzati nei laboratori autorizzati sono ammessi segnali di avvertimento verbali o segnali luminosi manovrati dallo sperimentatore (vedasi anche sorgenti prototipo).

    • Interblocchi di sicurezza: dove sono inseriti involucri di protezione per evitare l'accesso a radiazione di classe 3B o 4 sono necessari interblocchi di sicurezza che spengano la radiazione in caso di apertura dell'involucro. Essi possono essere disattivati solo per esigenze particolari di manutenzione e dopo espressa autorizzazione del Responsabile, il quale è tenuto a verificare la loro corretta riattivazione al termine della manutenzione stessa.

    • Norme operative specifiche: per i laser di classe 3B o 4 il Responsabile predispone le norme operative generali di sicurezza (paragrafo 1), le precauzioni specifiche per il laboratorio e le espone presso l'installazione laser; ad esse gli operatori si devono attenere.

    • Ottiche di osservazione: tutte le ottiche di raccolta (come lenti, telescopi, microscopi, endoscopi ecc.) finalizzati all'osservazione con laser o sistemi laser devono incorporare dispositivi opportuni di sicurezza (come interblocchi, filtri, attenuatori) ad inserimento automatico, per mantenere la radiazione laser attraverso l'ottica di raccolta a livello di sicurezza e ove possibile dell'appropriata EMP, per tutte le condizioni di funzionamento e manutenzione. Condizioni diverse devono essere autorizzate preventivamente dal TSL.

    • Posizionamento dei comandi: i comandi devono essere posizionati in modo che quando vengano effettuate le regolazioni non ci sia pericolo di esposizione superiore ai LEA delle Classi 1 o 2.

    • Precauzioni di base sul fascio: per le classi 2, 3A, 3B e 4 non osservare il fascio direttamente e predisporre particolari cautele per la luce non visibile; per le classi 3A, 3B e 4 non osservare il fascio tramite strumenti ottici; per le classi 3B e 4 evitare l'esposizione diretta dell'occhio; classe 4 evitare l'esposizione degli occhi e della pelle alla radiazione diretta o diffusa ed usare cautela per evitare possibili incendi.

    • Precauzioni per i visitatori: l'accesso di visitatori a laboratori di laser di classe 3B o 4 è subordinata al permesso e alla supervisione del Responsabile; essi devono essere accompagnati da un operatore qualificato che è responsabile della loro sicurezza.

    • Precauzioni per la manutenzione: le operazioni di manutenzione, riparazione e modifica se eseguite da personale afferente alla struttura, possono essere effettuate solo da operatori qualificati per lo specifico compito ed autorizzate dal Responsabile. Tali operazioni sono comunque proibite per gli studenti. Fa parte dell'attività di manutenzione l'allineamento del fascio che comporti l'apertura dell'involucro e l'accoppiamento di fibre ottiche per la trasmissione dati.

    • Protettori oculari: gli occhiali sono un dispositivo di protezione individuale (DPI) e devono essere a norma CE. Il protettore oculare deve essere scelto tenendo conto delle seguenti specifiche:

      1. lunghezze d'onda di lavoro del sistema laser

      2. esposizione energetica o irradiamento

      3. esposizione massima permessa

      4. densità ottica del protettore oculare alla lunghezza di emissione del laser

      5. valori dell'esposizione energetica o irradiamento per i quali vengono danneggiati.

      6. necessità di utilizzare lenti correttrici

      7. confortevolezza e ventilazione

      8. degradazione o modifica temporanea o permanente dei mezzi assorbenti

      9. solidità dei materiali (resistenza agli urti)

      L'operatore deve utilizzarli sempre e con cura; egli deve evitare sempre e comunque l'esposizione dell'occhio al fascio diretto o riflesso specularmente, anche quando indossa gli occhiali, in quanto il loro grado di protezione potrebbe essere limitato dalla necessità di avere una adeguata visione del laboratorio e, pertanto, l'occhiale potrebbe non riportare in classe 1 il sistema laser osservato.

    • Riflessione speculare: devono essere evitate riflessioni speculari (equivalenti ad esposizione diretta al fascio) per gli apparecchi di classe 3A, 3B e 4. Porre attenzione per evitare le riflessioni accidentali, ed in particolare usare strumenti che non abbiano superfici speculari e non indossare orologi, bracciali che possano causare riflessioni. Per i laser di classe 4 devono essere evitate anche le riflessioni diffuse.

    • Rischi collaterali: il Responsabile deve predisporre tutte le misure di tutela nei confronti degli eventuali rischi collaterali connessi all'utilizzo dei laser:

      1. gas dai sistemi laser, come bromo, cloro, fluoro, acido cianidrico, etc, usati nei laser a gas o provenienti da reazioni con il fascio laser

      2. gas o vapori o liquidi criogenici

      3. radiazione ultravioletta da flash-lamps o da tubi a scarica di laser CW, particolarmente quando si usano tubi o specchi che trasmettono l'UV (quarzo); i tubi elettronici dei circuiti laser con tensioni anodiche maggiori di 5kV possono emettere raggi X e per essi si devono adottare procedure di protezione da concordare con la Divisione Igiene e Sicurezza.

      4. radiazione visibile o infrarossa da flash-lamps, da sorgenti di pompaggio e da radiazione di ritorno dal bersaglio, può essere di una radianza sufficiente per creare pericolo potenziale

      5. pericoli elettrici: molti laser fanno uso di alte tensioni (> 1kV). I laser ad impulsi sono particolarmente pericolosi per l'energia immagazzinata nei banchi di condensatori. Si raccomanda di mettere a terra tutte le parti metalliche potenzialmente in tensione, compresi i banchi di lavoro

      6. incendio e combustione per l'interazione del fascio con sostanze infiammabili. Emissione di particelle incandescenti nelle lavorazioni meccaniche

      7. altri rischi: esplosioni nel banco di condensatori o nei sistemi di pompaggio ottico per i laser di potenza. Reazioni esplosive di reagenti nei laser chimici o di altri gas usati in laboratorio.

    • Segnali di avvertimento: alle entrate di zone o di ambienti di protezione contenenti apparecchi laser di classe 3B o 4 devono essere apposti cartelli di avvertimento, di accesso regolamentato ed indicante la classe del laser ed eventuale presenza di luce non visibile (vedasi anche appendice A).

    • Sorgenti prototipo: sono le sorgenti in studio e non ancora caratterizzate, quindi a sé stanti; esse possono essere utilizzate senza gli interblocchi di sicurezza, le segnalazioni acustiche e visibili automatizzate, le etichettature. Tali sorgenti devono essere confinate nei laboratori opportuni. Il loro utilizzo è concesso solo a personale specificamente autorizzato dal Direttore della struttura e idoneamente preparato dal Responsabile del laboratorio. L'utilizzo di queste sorgenti è strettamente vincolato alle prescrizioni del TSL. Un laboratorio prototipi deve essere segnalato alla Divisione Igiene e Sicurezza e preventivamente autorizzato dallo stesso, sentito il TSL. Attualmente nell'Università di Pavia è riconosciuto "laboratorio prototipi" il Laboratorio Laser di Potenza sezione Sorgenti.

    • Traiettoria del fascio: il fascio non deve interessare porte, finestre, corridoi e postazioni di lavoro; il fascio deve essere confinato da idonee barriere. La sua altezza deve essere tale da non interessare l'altezza degli occhi dell'operatore nella postazione effettiva di lavoro.

    • Trasmissione dati: sono sistemi a dispositivo solido integrati da fibre ottiche utilizzati per la trasmissione dati. La manutenzione di detti apparati è permessa solo a personale adeguatamente formato ed autorizzato a cura del Direttore della Struttura; in via preferenziale dette operazioni sono da affidare a personale di ditte esterne, in grado di garantire le condizioni di sicurezza. Nei locali ove convergono le fibre con luce di classe superiore a 3A, l'accesso deve essere regolamentato. Il personale deve evitare di guardare direttamente i terminali di fibra attivi o i connettori aperti, usando idonei protettori oculari ovvero visori adatti alla visione indiretta (convertitori IR, ecc.). La gestione del sistema di fibra ottica deve essere assegnata ad un Responsabile, il quale deve attivare e mantenere un programma di controllo dei rischi, sentito il TSL.

    Nella seguente tabella sono riportate le principali procedure di controllo descritte sopra con l'indicazione della classe a cui si devono applicare. Esse sono richiamate anche nell'appendice B, che è una lista di controllo utile per la verifica della sicurezza dei sistemi laser.

    Tabella n. 2

     

    Procedure di controllo per i sistemi laser 1 2 3A 3B 4
               
    Numero di laser presenti nel laboratorio  
    classificazione x x x x x
    approvazione TSL per poter operare     x* x x
    precauzioni per la manutenzione ed assistenza x x x x x
    precauzioni di base sul fascio   x x x x
    formazione ed informazione degli operatori     x* x x
    idoneità alla mansione (visita periodica)     x* x x
    ZNR visibile all'operatore       x x
    uso della minima potenza necessaria x x x x x
    precauzioni per radiazione invisibile (IR o UV)     x x x
    cartelli di avvertimento       x x
    area controllata       x x
    precauzioni per i visitatori       x x
    protettori oculari       x x
    indicazione di emissione       (x) x
    norme operative di sicurezza       (x) x
    interblocchi di sicurezza       x x
    connettore di blocco a distanza       (x) x
    comando a chiave       (x) x
    attenuatore o terminatore del fascio       (x) x
    traiettoria del fascio: contenimento       x x
    traiettoria del fascio: altezza adeguata       x x
    riflessione speculare       x x
    etichettatura x x x x x
    ottiche di osservazione     x x x
    posizionamento dei comandi     x x x
    rischi collaterali x x x x x
    rischi collaterali: alta tensione x x x x x
    rischi collaterali: incendio         x

    Note alla tabella: Il segno x indica l'obbligo di predisporre la procedura. Il segno (x) per la classe 3B indica l'obbligo di seguire la procedura, tranne nel caso in cui il livello accessibile non sia superiore a 5 volte il livello accessibile della classe 2 nell'intervallo di lunghezza d'onda tra 400 e 700 nm. In tal caso si applica la prescrizione prevista per la classe 3A. Il segno x* indica che la procedura è obbligatoria per il laser della classe 3A osservato con ottiche (binocoli, microscopi, telescopi, ecc.). Per i sistemi di fibra ottica di classe superiore a 3A, valgono le prescrizioni per i laser di classe 3B.

    7. RIFERIMENTI UTILI

    Di seguito vengono elencati i riferimenti utili definiti per l'Ateneo pavese, ai fini della sicurezza.
    Si raccomanda comunque di far sempre riferimento al proprio Responsabile di laboratorio ovvero al Direttore della Struttura universitaria ove il laboratorio è ubicato.

    Divisione Igiene e Sicurezza: tel. 504.269/27070
    Servizio Tecnico tel. 504.266/26767
    Tecnici Sicurezza Laser: Ing. Alessandra Tomaselli (Dipartimento di Elettronica) tel. 505.587/595
    Dott. Elio Giroletti (Divisione Igiene e Sicurezza) tel. 504.269/270
    Medico Competente: Prof. Giorgio Pollini (Dip. Medicina Preventiva Occupazionale e di Comunità) tel. 592.207

APPENDICE A

Cartellonistica e segnaletica

Su ogni apparecchio laser o sulle porte di accesso ai locali ove si utilizzano sistemi laser, devono essere fissate una targhetta di avvertimento (figura "pericolo laser") ed una targhetta informativa riportante le parole sottoindicate.

CLASSE INDICAZIONE
3A RADIAZIONE LASER NON FISSARE IL FASCIO AD OCCHIO NUDO NÈ GUARDARE DIRETTAMENTE CON STRUMENTI OTTICI APPARECCHIO LASER DI CLASSE 3A
3B RADIAZIONE LASER EVITARE L'ESPOSIZIONE AL FASCIO APPARECCHIO LASER DI CLASSE 3B
4 RADIAZIONE LASER EVITARE L'ESPOSIZIONE DELL'OCCHIO O DELLA PELLE ALLA RADIAZIONE DIRETTA O DIFFUSA APPARECCHIO LASER DI CLASSE 4

1.4 TARGHETTA INDICANTE L'APERTURA

Su apparecchi di classe 3B o 4, deve essere fissata una targhetta in prossimità dell'apertura attraverso la quale è emessa la radiazione laser ed indicante:

APERTURA LASER
oppure
EVITARE L'ESPOSIZIONE - DA QUESTA APERTURA È EMESSA RADIAZIONE LASER

1.5 INFORMAZIONI SULLA RADIAZIONE EMESSA E SULLE NORME

La targhetta informativa posta su ogni apparecchio laser (ad eccezione di quelli di classe 1) deve indicare la potenza massima della radiazione laser emessa, la durata dell'impulso (se del caso) e la/e lunghezza/e d'onda emessa/e. Il nome e la data di pubblicazione della norma in base alla quale l'apparecchio è stato classificato devono essere riportati sulla targhetta informativa o in qualunque posto molto vicino ad essa sull'apparecchio.

1.6 TARGHETTE PER I PANNELLI DI ACCESSO

1.6.1 TARGHETTE PER I PANNELLI

Ogni parte di collegamento, ogni pannello di un riparo di protezione e ogni pannello di accesso di un involucro di protezione che, una volta tolto o spostato, permetta l'accesso umano a radiazione laser che supera i LEA della classe 1 deve avere affissa una targhetta riportante le parole:

ATTENZIONE - RADIAZIONE LASER IN CASO DI APERTURA

In aggiunta, la targhetta deve riportare le parole:

NON FISSARE IL FASCIO

se la radiazione accessibile non supera i LEA della classe 2;

NON FISSARE IL FASCIO AD OCCHIO NUDO NÈ GUARDARE DIRETTAMENTE CON STRUMENTI OTTICI

se la radiazione accessibile non supera i LEA della classe 3A;

EVITARE L'ESPOSIZIONE AL FASCIO

se la radiazione accessibile non supera i LEA della classe 3B;

EVITARE L'ESPOSIZIONE DELL'OCCHIO O DELLA PELLE ALLA RADIAZIONE DIRETTA O DIFFUSA

se la radiazione accessibile supera i limiti della classe 3B a una qualsiasi lunghezza d'onda.

1.6.2 TARGHETTE PER PANNELLI MUNITI DI BLOCCO DI SICUREZZA

Targhette appropriate devono essere chiaramente associate ad ogni blocco di sicurezza che può essere rapidamente escluso e che potrebbe quindi permettere l'accesso umano a radiazione laser che supera i LEA della classe 1. Tali targhette devono essere visibili prima e durante l'esclusione del blocco, devono essere molto vicine all'apertura creata dalla rimozione dell'involucro di protezione e devono riportare le parole:

ATTENZIONE - RADIAZIONE LASER PERICOLOSA IN CASO DI APERTURA E QUANDO IL BLOCCO DI SICUREZZA È DISATTIVATO

In aggiunta, questa targhetta deve riportare le parole specificate al punto 1.6.1.

1.7 AVVERTIMENTO PER LA RADIAZIONE LASER INVISIBILE

In molti casi, la dicitura prescritta per le targhette informative comprende l'espressione "radiazione laser". Se l'emissione della radiazione laser è al di fuori dell'intervallo di lunghezza d'onda comprese tra 400 e 700 nm, l'espressione deve essere modificata in "radiazione laser invisibile", o, se l'emissione avviene a lunghezze d'onda sia all'interno che all'esterno di questo intervallo di lunghezze d'onda, l'espressione diventa "radiazione laser visibile e invisibile".

 


APPENDICE B

DIVISIONE IGIENE E SICUREZZA
Corso Strada Nuova 65 - 27100 Pavia - Tel. 0382-50.4269/.4270 - Fax 0383-21020

Lista di controlli sulla sicurezza dei sistemi laser

Dip/Ist. di:
Laboratorio:
Responsabile Laboratorio:
Presenti al sopralluogo:
Uso dei laser:
Descriz. labor:

 

Procedure di controllo per i sistemi laser 1 2 3A 3B 4 SI NO
           
Numero di laser presenti nel laboratorio  
classificazione x x x x x
 
 
approvazione TSL per poter operare     x* x x
 
 
precauzioni per la manutenzione ed assistenza x x x x x
 
 
precauzioni di base sul fascio   x x x x
 
 
formazione ed informazione degli operatori     x* x x
 
 
idoneità alla mansione (visita periodica)     x* x x
 
 
ZNR visibile all'operatore       x x
 
 
uso della minima potenza necessaria x x x x x
 
 
precauzioni per radiazione invisibile (IR o UV)     x x x
 
 
cartelli di avvertimento       x x
 
 
area controllata       x x
 
 
precauzioni per i visitatori       x x
 
 
protettori oculari       x x
 
 
indicazione di emissione       (x) x
 
 
norme operative di sicurezza       (x) x
 
 
interblocchi di sicurezza       x x
 
 
connettore di blocco a distanza       (x) x
 
 
comando a chiave       (x) x
 
 
attenuatore o terminatore del fascio       (x) x
 
 
traiettoria del fascio: contenimento       x x
 
 
traiettoria del fascio: altezza adeguata       x x
 
 
riflessione speculare       x x
 
 
etichettatura x x x x x
 
 
ottiche di osservazione     x x x
 
 
posizionamento dei comandi     x x x
 
 
rischi collaterali x x x x x
 
 
rischi collaterali: alta tensione x x x x x
 
 
rischi collaterali: incendio         x
 
 
        

a cura di

 

Università di Pavia
Divisione Igiene e Sicurezza
Piazza S. Epifanio, 12
Tel.: +39-382-504.827/.828/.829
Fax: +39-382-21020

e-mail: fisanit@unipv.it
Aggiornamento: 26.11.1996


"In primo piano"
luglio 2002

          
        
Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni, 
nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi sopra riportati.
             

Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi