|
1 |
FUNZIONALITA' RESPIRATORIA IN LAVORATORI DI FONDERIA DI SECONDA FUSIONE: UNO STUDIO LONGITUDINALE autrore |
|
Introduzione Lo
sviluppo di Bronchite Cronica (BC) e Bronchite Cronica con Ostruzione
delle vie aeree (BCO) in soggetti esposti a irritanti respiratori di
fonderia sembra dipendere dalle reazioni flogistiche scatenate nelle vie
aeree dall’effetto ossidativo diretto degli irritanti che vi si
depositano. Il danno ossidativo è, indirettamente, mantenuto e
aggravato dalle cellule della flogosi richiamate chemiotatticamente
nella sede di deposito delle noxae esterne. Macrofagi e neutrofili attivati, infatti, liberano
grandi quantità di specie reattive dell’ossigeno e di enzimi
proteolitici. In definitiva, proprio lo squilibrio tra i sistemi
ossidasi/antiossidasi ed elastasi/antielastasi cioé tra gli aggressori
delle vie aeree e i loro sistemi di difesa è alla base del danno
anatomico e funzionale. Attualmente
le esposizioni a irritanti respiratori nelle fonderie sono state
sostanzialmente ridotte dagli interventi di prevenzione primaria, da una
più razionale organizzazione del lavoro, dall’uso dei mezzi
individuali di protezione respiratoria, cioè da una maggior attenzione
all’igiene del lavoro. Nonostante ciò, Obiettivo Con
questa indagine ci si è pertanto proposti di verificare se le basse
dosi di polveri, fumi e gas attuamente presenti nelle moderne fonderie
sono capaci di produrre effetti avversi sulla funzionalità respiratoria
in un gruppo di lavoratori pugliesi di fonderia, confrontati con un
gruppo di lavoratori pugliesi di centrale termoelettrica. A
tal proposito sarà valutata l’evoluzione triennale della funzione
polmonare, l’incidenza e la prevalenza di BC e di BCO nei due gruppi
di lavoratori in studio. Sarà valutata, infine, l’importanza relativa
della esposizione e di abitudini voluttuarie come il fumo di sigaretta
nella eziologia delle patologie bronchiali croniche, dal momento che
queste sono oggi molto frequenti anche nella popolazione generale. Indagine
ambientale Nel
maggio 1993 è stata eseguita l’indagine ambientale nella fonderia
in studio e nella centrale termoelettrica. La centrale termo-elettrica
è alimentata con metano (67%) e olio combustibile (33%). Per
la determinazione delle polveri è stato utilizzato il metodo della
doppia pesata. La determinazione della silice cristallina è stata
eseguita mediante diffrattometria a raggi X. La determinazione degli
inquinanti gassosi è stata effettuata con metodiche spettrofotometriche
o gascromatografiche. I metodi utilizzati per il campionamento e le
analisi degli aerocontaminanti sono in linea con le direttive del
National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH). Indagine
sull’uomo L’indagine
si è svolta per tre anni consecutivi dal 1993 al 1995 e ha interessato
tutti i 166 lavoratori maschi di una fonderia di seconda fusione,
considerati come esposti (E) a irritanti respiratori di fonderia, e
tutti i 133 lavoratori maschi di una centrale termoelettrica,
considerati come non esposti (NE). Al
primo e al terzo anno dello studio, tutti i soggetti sono stati
sottoposti a: 1)
raccolta dell’anamnesi personale, patologica e lavorativa; 2)
somministrazione del questionario ECCS 1989 (European Community of
Carbon and Steel) sui sintomi respiratori; 3)
visita medica generale e misurazione della pressione arteriosa
sistolica (BPS) e diastolica (BPD); 4)
spirometria dinamica forzata eseguita secondo i criteri stabiliti nel
1991 dall’American Thoracic Society (ATS); 5)
radiografia del torace in due proiezioni valutata secondo i criteri
dell’International Labour Office (ILO 1980). Analisi
statistica Per
tutte le variabili quantitative sono state calcolate le statistiche di
base (media, moda, mediana, varianza, centili principali) ed è stata
valutata la forma della distribuzione. Le associazioni tra le variabili
qualitative sono state valutate mediante il test del Chi-quadrato.
Per
valutare le medie di variabili quantitative [età,
altezza, peso, BMI, abitudine al fumo espresso in classi di
pacchetti/anno (PY), pricipali parametri spirometrici]
nei due gruppi, è stata utilizzata l’analisi della varianza (AN.O.VA.). Per
determinare l’influenza contemporanea delle diverse variabili in
studio su variabili qualitative, come BC e BCO, si è fatto ricorso alla
regressione logistica. Per BC e BCO è stato calcolato l’eccesso di
rischio determinato dalle diverse variabili allo studio
(O.R. e relativi intervalli di confidenza al 95%). Per
i casi incidenti di BC e BCO tra i due gruppi è stato calcolato il
rischio relativo (R.R. e relativi intervalli di confidenza al 95%). Tutte le analisi sono state condotte separatamente ai tre tempi in cui si è svolta l’indagine. Particolare attenzione è stata dedicata al confronto tra i dati del terzo e del primo tempo, ritenuti di rilievo per gli aspetti di follow-up. Risultati Le
indagini ambientali eseguite nella fonderia e nella centrale
termoelettrica hanno evidenziato concentrazioni di polveri, fumi e gas
decisamente contenute e sempre nettamente inferiori ai rispettivi
limiti di soglia stabiliti dall’American Conference of Industrial
Hygienist (ACGIH). In particolare, nella centrale termoelettrica sono
stati riscontrati livelli di polverosità circa 10 volte inferiori
rispetto a quelli, già bassi, misurati in fonderia. I
due gruppi di lavoratori sono risultati omogenei per età e abitudine al
fumo. I lavoratori E hanno un’anzianità lavorativa lievemente, ma
significativamente, più bassa rispetto ai NE. Il gruppo E ha
presentato medie di Body Mass Index (BMI), BPS e BPD, significativamente
superiori rispetto al gruppo NE. Al
primo anno di studio la media del PEF è significativamente più bassa
tra gli E rispetto ai NE. Al terzo anno anche le medie di FVC e di FEV1,
oltre a quella del PEF, sono risultate significativamente più basse
tra gli E. La media del rapporto FEV1/FVC×100
è stata sempre significativamente più alta tra gli E rispetto ai
lavoratori NE. I
lavoratori E hanno mostrato nei tre anni un decremento
significativamente maggiore rispetto ai NE dei principali parametri
spirometrici e una incidenza tendenzialmente superiore di nuovi casi di
alterazioni ventilatorie. Il
declino del PEF è associato a esposizione ed età, sia al primo che al
terzo anno di studio; il declino di FVC e FEV1 è associato
all’esposizione al terzo anno di follow-up. All’inizio e alla fine
dello studio il declino di FVC e FEV1 è associato anche al
consumo di PY, all’età e al BMI. Nel
periodo di follow-up il sintomo “dispnea da sforzo” riferito dai
lavoratori all’inizio dello studio è associato a un rischio quasi
triplo di sviluppare nuovi casi di alterazioni spirometriche. Fra
i lavoratori E esiste una frequenza di BC significativamente superiore
rispetto ai NE in tutto il periodo del follow-up; Un
modello di regressione logistica impiegato per valutare il peso relativo
di diverse variabili sui casi di BC e di BCO ha dimostrato durante tutto
lo studio che l’abitudine al fumo (attuale o pregressa), la dispnea
da sforzo e i rantoli sono associati significativamente a BC e BCO. Al
terzo anno anche l’esposizione è associata a BC, in misura
significativa. Alla fine dello studio è stato verificato un numero di
casi incidenti di BC e BCO tendenzialmente maggiore tra gli E rispetto
ai NE. Un’analisi
di regressione logistica impiegata per valutare il peso relativo di
diverse variabili sui casi incidenti di BC e di BCO comparsi durante il
periodo di follow-up ha dimostrato che i nuovi casi di BC sono
significativamente associati al fumo di sigaretta, mentre i nuovi casi
di BCO sono significativamente associati alla dispnea da sforzo riferita
dai lavoratori all’inizio dello studio. Dallo
studio delle radiografie del torace non sono emersi casi riferibili a
pneumoconiosi nei due gruppi di lavoratori. Discussione La
contenuta concentrazione di inquinanti ambientali, attualmente riscontrata,
è conseguenza di una serie di interventi su ciclo tecnologico e
organizzazione del lavoro. I
soggetti E presentano con frequenza significativamente maggiore un
declino dei principali parametri spirometrici rispetto ai NE sia
all’inizio che, soprattutto, alla fine dello studio. Tale declino è
significativamente associato alla esposizione a irritanti respiratori di
origine professionale oltre che al fumo di sigaretta, a sottolineare che
anche l’inalazione cronica di basse dosi di polveri, fumi e gas di
fonderia può portare a compromissione delle vie respiratorie. In
particolare la significativa riduzione della FVC prodotta
dall’esposizione a queste noxae
ne evidenzia l’azione flogogena e la capacità di peggiorare la
compliance polmonare. La stessa azione flogogena delle polveri può in
parte giustificare l’eccesso (seppure non statisticamente
significativo) di deficit ventilatori di tipo ostruttivo riscontrati tra
gli E. Eccesso anche imputabile al maggior BMI di questi soggetti. La
presenza del sintomo “dispnea da sforzo” riferita dai lavoratori al
primo anno si associa a un rischio quasi triplo per lo sviluppo di nuovi
casi di alterazioni spirometriche. La dispnea, infatti, è un sintomo
relativamente precoce di riduzione della ventilazione alveolare di
frequente riscontro tra i lavoratori di fonderia e può rappresentareun
importante campanello di allarme utile a far sospettare la comparsa di
iniziali alterazioni ventilatorie ancora non dimostrabili
strumentalmente. L’aumentata
incidenza di alterazioni spirometriche tra gli E a basse dosi di
irritanti respiratori di fonderia, che pure è stata osservata nel
nostro studio, ha solo sfiorato la significatività statistica
richiesta, probabilmente a causa della brevità del follow-up. I
soggetti E presentano una frequenza significativamente maggiore di
BC e BCO rispetto ai NE. BC e BCO si associano al fumo di sigaretta ma
anche alla presenza di rantoli auscultatori e alla dispnea riferita dai
lavoratori. L’eccesso di rischio di contrarre BC e BCO nei portatori
di dispnea da sforzo può essere spiegato dalle alterazioni anatomiche e
funzionali dell’albero respiratorio di soggetti che inalano
cronicamente irritanti respiratori (esposti e fumatori). In questi
soggetti, infatti, l’ipertrofia della tonaca mucosa e la formazione di
tappi di muco nelle vie aeree, possono produrre una ridistribuzione dei
flussi ematici nel polmone e una ostruzione dei flussi aerei che
compromettono gli scambi gassosi. Da qui la comparsa di dispnea e di
rumori umidi polmonari L’eccesso
di rischio, tra gli E, di contrarre nuovi casi di BC e BCO è solo
tendenzialmente superiore rispetto ai NE. Probabimente un periodo di
follow-up più lungo potrebbe portare alla significatività statistica
anche questo effetto degli irritanti respiratori di fonderia. È infatti
verosimile che, per queste patologie dose-correlate, le attuali basse
dosi di irritanti necessitano di tempi più lunghi per manifestare i
propri effetti. In
conclusione anche le basse dosi di irritanti respiratori di fonderia
sono capaci di determinare nel tempo una significativa riduzione dei
principali parametri spirometrici. Il
fumo di tabacco risulta responsabile delle principali alterazioni
respiratorie riscontrate. Ciò conferma la necessità di continuare la
formazione e l’informazione dei lavoratori sui danni respiratori da
consumo di tabacco, durante la sorveglianza sanitaria periodica.
La
stretta associazione di sintomi e segni (dispnea da sforzo e rantoli
alla auscultazione del torace) con patologie respiratorie (BC e BCO),
conferma l’importanza di una corretta valutazione dell’anamnesi e
dell’obiettività clinica in Medicina del Lavoro. |
|
| autore |
"In primo piano" |
| Dr. Raffaele De Metrio |
giugno 2007 |
| Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni, | |
| nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi sopra riportati. | |
|
Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi |
|