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CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

            

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I FATTORI DI RISCHIO DI IGIENE DEL LAVORO NEL COMPARTO DELLE COSTRUZIONI

documento redatto a cura di
Dott. Vito Verga Spisal ULSS 20, Verona - Dott. Marco Renso Spisal ULSS 22, Bussolengo
Dott. Flavio Coato Spisal ULSS 22, Bussolengo - Dott. Marco Bellomi Spisal ULSS 21, Legnago

 
          

SOMMARIO

1- PREMESSA

2- I FATTORI DI RISCHIO

3- RUMORE

3.1 FONTI

3.2 DANNI ALLA SALUTE

3.3 SOLUZIONI

4- VIBRAZIONI

4.1 FONTI:

4.2 DANNI ALLA SALUTE

4.3 SOLUZIONI

5- CLIMA E MICROCLIMA

5.1 DANNI ALLA SALUTE

5.2 SOLUZIONI

6- ILLUMINAZIONE

6.1 SOLUZIONI

7- POLVERI

7.1 FONTI

7.2 DANNI ALLA SALUTE

7.3 SOLUZIONI

8- AMIANTO

8.1 DANNI ALLA SALUTE

8.2 SOLUZIONI

9- FIBRE DI VETRO

9.1 FONTI

9.2 DANNI ALLA SALUTE

9.3 SOLUZIONI

10 PRODOTTI CHIMICI

10.1 AUSILIARI

10.2 ADDITIVI

10.3 SOLUZIONI

11 PRODOTTI BITUMINOSI

11.1 DANNI ALLA SALUTE

11.2 SOLUZIONI

12 MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI. ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.

12.1 SOLUZIONI

13 PATOLOGIA CUTANEA PROFESSIONALE

13.1- DERMATITE IRRITATIVA

13.2- DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC)

13.3- ACNE O FOLLICOLITE

13.4- TUMORI CUTANEI

13.5- PREVENZIONE

14 TUTELA DEI MINORI E APPRENDISTI

15 LA SORVEGLIANZA SANITARIA

16 ATTREZZATURE DI PRONTO SOCCORSO

17 SERVIZI DI CANTIERE

TABELLA: LA SORVEGLIANZA SANITARIA NEL COMPARTO EDILE

1- PREMESSA

L'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 626/94 costituisce un nuovo vigoroso impulso per le imprese edili per l'adeguamento alla normativa di igiene e sicurezza del lavoro, compreso l'aspetto della sorveglianza sanitaria. Infatti la valutazione del rischio si presenta come una preziosa occasione per puntualizzare gli aspetti di igiene del lavoro abitualmente trascurati e per definire, con la collaborazione del medico competente, i rischi verso i quali le norme impongono l'obbligo di visita medica preventiva e periodica. Lo scopo di questa pubblicazione è di facilitare il compito dei Datori di Lavoro e dei Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione delle imprese edili nella valutazione dei rischi di igiene del lavoro, con una particolare attenzione all'aspetto sanitario dei problemi. Volutamente vengono trascurati i rischi da infortunio, che restano primari nel comparto delle costruzioni, in quanto sono sufficientemente conosciuti, anche se troppo spesso sottovalutati. Trattandosi di una pubblicazione a preminente scopo divulgativo, per una rapida lettura i fattori di rischio vengono presentati in forma schematica. In molti casi viene fatto cenno ai danni alla salute corrispondenti e vengono fornite alcune possibili soluzioni ai problemi prospettati. Va tenuto conto che le soluzioni sono obbligatorie ai sensi degli artt. 3 e 4 del D.Lgs. 626/94. Molti aspetti sono solo accennati, rimandando a pubblicazioni specialistiche per i necessari approfondimenti. In appendice è riportata una tabella riassuntiva, che può risultare utile per l’attività del medico competente.

2- I FATTORI DI RISCHIO

F.R. DI TIPO FISICO:

rumore

vibrazioni

clima e microclima

F.R. DI TIPO CHIMICO:

polveri

fumi

vapori e gas

prodotti nocivi per contatto

F.R. DI TIPO BIOLOGICO:

batteri e virus

insetti

F.R. LEGATI ALL'ORGANIZZAZIONE

DEL LAVORO:

movim. manuale di carichi

fatica

posture

ritmi, stress

3- RUMORE

3.1 FONTI

Macchine per il movimento-terra; betoniere; seghe circolari per legno, laterizi, piastrelle, marmette; compressori; gruppi elettrogeni; martelli e scalpelli demolitori; mole flessibili; pistole sparachiodi; vibratori per calcestruzzo; ecc. ecc. Per la valutazione del rischio rumore può essere fatto riferimento agli studi validati dalla Commissione consultiva permanente nazionale (D.Lgs. 494/96). Si ricorda che, ai sensi del D.Lgs. n. 277/91 e del DPR 459/96 (Recepimento della Direttiva Macchine), il costruttore ha l’obbligo di dichiarare la rumorosità prodotta dalle macchine.

3.2 DANNI ALLA SALUTE

L'esposizione a rumore elevato per tempi prolungati determina l'insorgenza di ipoacusia. Sono possibili anche effetti dannosi extrauditivi. 

3.3 SOLUZIONI

- Scelta di macchine e attrezzature meno rumorose (es. martelli e scalpelli demolitori insonorizzati, ecc.); 
- Insonorizzazione delle seghe circolari (carter insonorizzati e dischi silenziati), dei gruppi elettrogeni e dei compressori;
- Manutenzione e uso di marmitte silenziate nelle macchine per movimento-terra (v. DL 135 e 137 del 27.01.92 su G.U.n. 41 del 19.02.92);
- Uso di silenziatori sugli sfiati degli utensili pneumatici.
- In molti casi, se si tratta di esposizioni puntiformi e variabili nel tempo, la prevenzione può essere attuata prevalentemente con l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale, che pertanto devono essere sempre a disposizione.

4- VIBRAZIONI

Nel settore dell'edilizia interessano le vibrazioni causate da strumenti vibranti manuali e, con minore importanza, gli scuotimenti dovuti a macchine operatrici. Le prime, a frequenza elevata, riguardano il segmento mano-braccio-spalla, le seconde, a frequenza bassa, riguardano il corpo intero.

4.1 FONTI:

- sul segmento mano-braccio: strumenti vibranti alternativi (martello e scalpello demolitori), rotanti (trapani, frese) o misti.

- sul corpo intero: macchine operatrici.

4.2 DANNI ALLA SALUTE

Per l'uso di strumenti vibranti: "Malattia da strumenti vibranti", causata dal microtrauma ripetuto sul segmento mano-braccio. Concause: freddo, postura e contratture muscolari, peso e forma dello strumento. Manifestazioni: fenomeno di Raynaud (formicolii e alterazioni della sensibilità delle dita, impallidimento e senso di "dito morto"); artropatie (dolori, artrosi precoce al gomito, polso e spalla), malattia di Dupuytren (retrazione dell'aponeurosi palmare). Per la guida di macchine operatrici: artrosi precoce della colonna vertebrale e disturbi generali, quali cefalea, nausea, facile stancabilità, sindrome da stress.

4.3 SOLUZIONI

- per gli strumenti manuali: scegliere quelli meno pesanti e con minor frequenza di colpi. I dispositivi di presa devono essere ammortizzati. Necessaria una periodica manutenzione delle attrezzature ed una postura corretta. Avvicendare le lavorazioni fra i lavoratori per ridurre il tempo di esposizione. Riparare dal freddo.

- per le macchine operatrici: cabina isolata; sedile ergonomico e ammortizzante.

- Il DPR n. 459/96 (Recepimento della Direttiva Macchine) stabilisce che le macchine devono essere progettate e costruite in modo da ridurre al minimo i rischi dovuti alle vibrazioni e che il costruttore deve riportare nel libretto d’uso i valori delle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio o al corpo intero.

5- CLIMA E MICROCLIMA

5.1 DANNI ALLA SALUTE

Lavori all'aperto:

- D'estate.

L'eccesso di caldo, specie se l'umidità è elevata, può determinare l'esaurimento dei meccanismi di termoregolazione (vasodilatazione, sudorazione). Il blocco di tali meccanismi causa un aumento della temperatura corporea e disturbi generali fino al colpo di calore. L'esposizione ai raggi ultravioletti del sole può causare il melanoma cutaneo.

- D'inverno.

Soprattutto lesioni locali (geloni). Facilità a contrarre malattie respiratorie e osteomuscolari

Lavori al "semicoperto": specie nelle stagioni intermedie, nei piani elevati, prima che vengano eretti i tamponamenti perimetrali. Le correnti d'aria possono causare malattie respiratorie e osteomuscolari

5.2 SOLUZIONI

D’estate:

Ripari a tettoia per evitare l’eccessiva insolazione. Per prevenire la perdita eccessiva di liquidi col sudore, introdurre liquidi (non alcolici) e integratori salini.

D’inverno:

Uso di indumenti idonei. Alloggiamenti in postazioni riparate dalle intemperie, opportunamente riscaldate. Tamponamenti provvisori (teloni), per evitare le correnti d’aria.

6- ILLUMINAZIONE

Vi è possibilità di infortuni per un ritardo di accomodazione visiva nel passaggio da zone all'aperto fortemente soleggiate a zone al coperto buie, ovvero per lavori eseguiti in zone male illuminate (cantine, garage, ecc.); nelle condizioni opposte vi è possibilità di abbagliamento.

6.1 SOLUZIONI

Predisporre opportuni punti-luce. Eliminare qualsiasi ostacolo, dislivello o altra fonte di rischio nelle zone di passaggio fra luce e buio o viceversa.

7- POLVERI

Nei cantieri edili si trovano prevalentemente polveri miste, di varia composizione chimica; prevalgono quelle a scarso contenuto in silice libera cristallina. In alcuni tipi di cemento pozzolanico e nei materiali di demolizione dei manufatti di calcestruzzo e cemento possono essere presenti quantità discrete di silice libera cristallina, per quanto la silicosi non sia una patologia tipica dei lavoratori dell'edilizia.

7.1 FONTI

Le lavorazioni che maggiormente espongono ad inalazione di polveri sono: lavori di demolizione, caricamento delle betoniere da sacchi o da silos, demolizione di calcestruzzo con martelli pneumatici.

7.2 DANNI ALLA SALUTE

L'esposizione alle polveri determina irritazione delle prime vie respiratorie; col tempo può insorgere bronchite cronica.

7.3 SOLUZIONI

Bagnare i materiali, usare utensili a bassa velocità e dotati di sistemi aspiranti, utilizzare dispositivi di protezione personale: maschere respiratorie o facciali filtranti marcati CE, con filtro almeno di tipo P1.

8- AMIANTO

Molto usato in passato in edilizia, da alcuni anni vietato. Nelle demolizioni il rischio di inalazione di fibre libere di amianto è elevatissimo quando si tratta di materiali friabili, come i rivestimenti a spruzzo; è comunque elevato nella rimozione di materiali a matrice compatta, come i manufatti in cemento-amianto (lastre di copertura, caminelle, tubazioni, ecc.), pareti sandwich prefabbricate, rivestimenti di tubazioni e caldaie, pavimenti in vinil-amianto.

8.1 DANNI ALLA SALUTE

L’amianto è un cancerogeno accertato. Può causare, con una latenza di venti-trenta anni, il mesotelioma della pleura e il cancro del polmone.

8.2 SOLUZIONI

Le soluzioni tecniche per evitare di respirare fibre libere di amianto durante i lavori di rimozione sono prescritte dallo SPISAL sulla base del piano di lavoro, che obbligatoriamente deve essere trasmesso dall’impresa specializzata, ai sensi dell'art. 34 D.Lgs. 277/91, almeno novanta giorni prima di iniziare i lavori. La procedura per lo smontaggio delle coperture in cemento-amianto è definita nella Delibera Regionale n. 5607 del 31.10.95, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n.3 del 09.01.96.

9- FIBRE DI VETRO

9.1 FONTI

Largamente usate in edilizia per:

- isolamento termico ("cappotto", all'interno dei tamponamenti perimetrali; feltri stesi nei sottotetti; isolamento di impianti termici, ecc.);

- isolamento e assorbimento acustico;

- controsoffittature sospese in pannelli.

Vi è possibilità di esposizione a particelle volatili durante il taglio, la rifilatura e la sagomatura dei pannelli e nella movimentazione durante la posa e la rimozione.

9.2 DANNI ALLA SALUTE

Irritazione delle congiuntive, della pelle e prime vie aeree. Secondo alcune fonti internazionali la lana di vetro è classificabile come possibile cancerogeno.

9.3 SOLUZIONI

- usare pannelli protetti sulle due facce;

- effettuare il taglio dei pannelli all'aperto e con strumenti a bassa velocità;

- usare maschere filtranti, marcate CE, con filtro P2, tuta lavabile ben chiusa al collo e ai polsi, guanti e occhiali.

10 PRODOTTI CHIMICI

La composizione dei prodotti chimici utilizzati in edilizia è molto complessa e varia: in un solo preparato possono essere presenti numerosi composti, dei quali non sempre sono note le caratteristiche tossicologiche.

Si riporta una classificazione dei prodotti chimici secondo un criterio funzionale.

Ausiliari (da usarsi tal quali):

oli disarmanti

vernici

cartoni bitumati

adesivi

prodotti per trattamenti superficiali

Additivi (da addizionare agli impasti cementizi)

fluidificanti

aeranti

ritardanti

acceleranti

antigelo

idrofughi

ad azione mista

10.1 AUSILIARI

OLIO DISARMANTE

Ha la funzione di facilitare la separazione fra il cassero ed il calcestruzzo. È liquido e viene diluito con acqua. Viene applicato di solito con spazzoloni o a spruzzo, con una pompa a mano. In genere si tratta di miscele di oli contenenti: solventi organici, metalli come zinco e manganese, a volte oli esausti (contenenti anche quantità variabili di policlorobifenili -PCB-, emulsionanti, prodotti bituminosi (contenenti idrocarburi policiclici aromatici -IPA-). L'esposizione è maggiore nelle industrie dei cementi precompressi, minore nel cantiere tradizionale.

VERNICI

1- Antievaporanti. Vengono spruzzate sulle gettate fresche di cemento per evitarne l'asciugatura rapida. Contengono resine sintetiche, plastificanti e solventi organici.

2- Intumescenti: usate a scopo "antincendio". Con il calore si rigonfiano creando uno strato protettivo della struttura da proteggere. Possono essere a base acquosa (resine idrofile + polialcoli + espandenti e cariche minerali) o a base organica (resine poliesteri + solventi organici).

3- Impermeabilizzanti o ricoprenti. Vengono applicate sulle pareti per protezione dall'umidità. Si tratta di emulsioni di bitume + resine acriliche + solventi organici (toluolo, xilolo, acetone ecc.)

CARTONI BITUMATI

Usati come impermeabilizzanti di coperture. Sono costituiti da un supporto di lana di vetro e bitume additivato di resine. Sono applicati a caldo con grave rischio di inalazione di fumi di idrocarburi

ADESIVI SINTETICI

Si tratta di collanti a base vinilica. Usati per la preparazione degli intonaci e nell'incollaggio di materiali plastici e di legno.

PRODOTTI PER TRATTAMENTI SUPERFICIALI

Di varia composizione e utilizzo, usati per proteggere il calcestruzzo dagli agenti atmosferici durante la sua maturazione. Contengono cere, resine siliconiche, acriliche ecc.

DANNI ALLA SALUTE

I PCB contenuti negli oli esausti sono tossici per il fegato e il sistema immunitario. Gli IPA contenuti nei fumi che si sviluppano durante l’applicazione a caldo dei catroni bitumati sono cancerogeni. Il contatto degli oli minerali con la cute e gli occhi provoca rispettivamente dermatite follicolare e congiuntivite; gli oli minerali inoltre sono considerati cancerogeni. I solventi organici sono tossici sistemici per il sistema nervoso, il sangue, il fegato e l’apparato respiratorio.

10.2 ADDITIVI

Vengono aggiunti agli impasti cementizi, direttamente dai produttori. Da un punto di vista del rischio conseguente all'inalazione e manipolazione hanno minor importanza degli ausiliari, sia per la loro natura chimica che per il fatto che vengono usati in piccole quantità. Per lo più possono dare irritazione cutanea per la presenza di alcali.

- Fluidificanti: migliorano la resistenza meccanica del calcestruzzo, riducendo la quantità di acqua di aggiunta. Contengono acidi carbossilici , lignisolfonati ecc. Sono usati presso stabilimenti di produzione dei prefabbricati, in genere aggiunti mediante dosatori automatici.

- Aeranti: producono minuscole bollicine entro l'impasto, per migliorare la resistenza al gelo. Sono costituiti da soluzioni alcaline di sali di acidi organici.

- Ritardanti: ritardano il tempo di presa (utili se la temperatura ambientale è elevata). Hanno composizione simile ai fluidificanti.

- Acceleranti: aumentano la velocità di reazione fra il legante e l'acqua. Usati d'inverno. Sono soluzioni acquose di alcali (soda, potassa), carbonati, silicati.

- Antigelo: abbassano la temperatura di congelamento degli impasti.

- Idrofughi: usati in soluzioni o in polvere da aggiungere all'impasto. Contengono cloruri, stearati, silicati alcalini.

10.3 SOLUZIONI

Per quanto riguarda gli oli minerali le soluzioni consistono nell’utilizzo, ove possibile, di prodotti non nocivi a base vegetale; per prevenire lo spargimento di prodotto deve essere evitata l’applicazione a spruzzo con pompe, preferendo quella con spazzoloni; l’operazione deve essere eseguita in assenza di vento. Durante l’utilizzo degli oli disarmanti è obbligatorio indossare una maschera respiratoria con filtro per vapori organici, marcata CE, guanti, calzature resistenti agli oli e tute apposite.

Nei lavori di applicazione a caldo dei cartoni bitumati a scopo impermeabilizzante, devono essere sempre indossate maschere respiratorie marcate CE, con filtro combinato per polveri e vapori organici.

In generale, nell'utilizzo di sostanze chimiche vanno osservate alcune regole:

- richiedere al commerciante del prodotto, o direttamente al produttore, la scheda tecnica e di sicurezza. Mettere in atto le precauzioni d'uso che vi sono riportate.

- utilizzare prodotti regolarmente etichettati ed osservare con cura la simbologia e le frasi di rischio riportate in etichetta.

- non travasare i prodotti in contenitori diversi.

- indossare, se richiesto nella scheda, i dispositivi di protezione individuale (maschere, occhiali, guanti, tute, ecc.).

11 PRODOTTI BITUMINOSI

Definizioni:

- bitume tecnico (o artificiale): miscela di idrocarburi e composti organici complessi ad alto peso molecolare, residuo della distillazione del petrolio greggio.

- bitume naturale: è sinonimo di "asfalto". Si trova nelle rocce asfaltiche in molte parti del mondo (Mar Morto, Lago della Pece...).

- asfalto artificiale: è un conglomerato di bitume tecnico e pietrisco.

- asfalto naturale: rocce silicee o calcaree + bitume naturale.

- catrame: liquido nero oleoso contenente migliaia di composti aromatici che deriva dal raffreddamento del gas di cokeria (catrame di carbon fossile).

- pece: residuo della distillazione del carbon fossile.

La quasi totalità delle pavimentazioni stradali è costituita da conglomerati di bitume artificiale e pietrisco, mentre in passato era più usato il catrame.

11.1 DANNI ALLA SALUTE

- acne o follicolite da idrocarburi policiclici: contenuti in tutti i prodotti nominati. Si ha l'occlusione dell'ostio follicolare cui consegue ritenzione di secrezione ghiandolare, la formazione del comedone e l'infezione.

- tumore cutaneo: da idrocarburi aromatici policiclici (IAP), contenuti sia nel bitume che nel catrame.

- tumore polmonare: da IAP. Causato da fumi di bitume caldo nei lavori di pavimentazione stradale e nelle impermeabilizzazioni di coperture.

- ustioni: da bitume caldo.

11.2 SOLUZIONI

È obbligatorio l'uso di dispositivi di protezione individuali: maschere respiratorie marcate CE , con filtro per polveri di tipo P2, guanti, indumenti protettivi.

12 MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI. ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.

Nonostante le nuove tecnologie, il lavoro nei cantieri è ancora spesso faticoso, specie per i muratori e i carpentieri (casseforme, trasporto con carriole, scavi a mano, demolizioni ecc.). Il Decreto Legislativo 626/94 prevede l'obbligo di una valutazione del rischio particolare per la movimentazione dei carichi.

Le operazioni di sollevamento, spostamento e trasporto manuale di pesi possono causare danni muscolari (strappi) e a carico della colonna vertebrale (discopatie). Questi si verificano, per esempio, se i carichi sono troppo pesanti e/o se le operazioni comportano flessione, inarcamento o torsione del tronco. Quando la movimentazione manuale dei carichi non può essere evitata mediante l’uso di mezzi meccanici di sollevamento e trasporto, la prevenzione dei danni muscolari e vertebrali si attua intervenendo sul peso del carico, sulle modalità di movimentazione e, soprattutto, con una corretta formazione degli addetti.

Le posizioni di lavoro sfavorevoli, come ad esempio lavori protratti con dorso curvo o a braccia sollevate, anche se non vengono movimentati carichi, possono causare danni della colonna vertebrale e disturbi da affaticamento. Anche in questi casi è necessario intervenire sull'organizzazione del lavoro e sulla formazione.

12.1 SOLUZIONI

1- Già in fase di progettazione del cantiere studiare i percorsi in modo da permettere l'accesso dei mezzi di trasporto e sollevamento in tutte le zone per evitare spostamenti a braccia di materiali.

2- Studiare la programmazione dei lavori perchè non si creino interferenze o sovrapposizioni.

3- Operare una corretta manutenzione delle macchine, in modo che non manchino le attrezzature quando servono.

Tutto ciò, oltre a ridurre la fatica fisica, riduce il rischio di infortuni.

Soluzioni per evitare o ridurre le condizioni di fatica fisica nei lavori edili sono indicate in un manuale di agile lettura: "La prevenzione del mal di schiena in edilizia" che può essere richiesto alla Regione Lombardia, Assessorato Igiene e Sanità, Ufficio Educazione alla Salute, via Liberazione 18 Milano (tel 02.6765283).

13 PATOLOGIA CUTANEA PROFESSIONALE

Un cenno particolare meritano le dermatiti professionali, trattandosi della seconda causa più frequente di malattia professionale denunciata nei lavoratori edili, dopo l'ipoacusia da rumore. La malattia colpisce più spesso i muratori, i piastrellisti e i carpentieri.

13.1- DERMATITE IRRITATIVA

E’ causata da

- agenti chimici ( o fisici o biologici) che danneggiano la cute con meccanismo diretto e nella sede di contatto (mani).

- agenti chimici:

- disidratanti: alcali e acidi , ossido e cloruro di calcio, acido fosforico ecc...

- precipitanti: si legano alle proteine della pelle formando dei sali. Formaldeide, sali di metalli pesanti.

- cheratogenetici: inducono la formazione di comedoni e ipercheratosi follicolare. Causata da idrocarburi aromatici (prodotti bituminosi e derivati del petrolio).

- da fibre di vetro: arrossamenti puntiformi nelle zone esposte (mani, volto, collo, torace), fortemente pruriginose. Se le fibre di vetro sono trattate con collanti vi è possibilità di insorgenza di dermatite allergica.

13.2- DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC) o eczema da contatto.

All'inizio è localizzata nella sede del contatto (mani), successivamente anche in regioni cutanee diverse. Si manifesta con arrossamento, edema, vescicole, croste, ragadi. All'inizio è presente forte prurito; nelle forme cronicizzate vi è dolore provocato dall'apertura delle ragadi. Spesso la malattia recidiva.

Cause favorenti: contatto con sostanze abrasive e prodotti alcalinizzanti, pulizia delle mani con solventi (acqua ragia..), traumi ripetuti.

-- DAC da metalli (cromo, cobalto, nichel). È la forma più comune di dermatite professionale nei lavoratori edili. Nel cemento sono frequentemente presenti sostanze fortemente allergizzanti, come i sali dei metalli citati. I metalli agiscono dapprima sensibilizzando la cute e successivamente scatenando la reazione allergica ad ogni contatto successivo con quantità anche ridottissime di sostanza allergizzante. La malattia tende ad automantenersi anche perchè i metalli citati sono contenuti come impurità in molti oggetti di uso quotidiano (oggetti in cuoio, fibbie metalliche, ecc.).

-- DAC da materie plastiche. Molti prodotti usati in edilizia possono contenere resine epossidiche, fortemente allergizzanti: collanti, vernici per legno, stucchi per muro ecc. Inoltre resine formaldeidiche addizionate alla lana di vetro, collanti, ecc.

13.3- ACNE O FOLLICOLITE: da oli minerali, da catrame e bitume (v. paragrafo 11.1).

13.4- TUMORI CUTANEI

-- Basaliomi da esposizione solare.

-- Tumori da idrocarburi policiclici aromatici.

13.5- PREVENZIONE

La prevenzione delle dermatiti professionali può essere attuata unicamente evitando il contatto diretto con gli agenti in causa. Pertanto è necessario l'uso di guanti adatti. In caso di insorgenza di alterazioni cutanee ci si deve rivolgere immediatamente al medico competente.

14 TUTELA DEI MINORI E APPRENDISTI

Il sistema protezionistico dei giovani nel mondo del lavoro, già delineato dalla L. 17.10.67 n. 977, è stato modificato ed integrato con il D.Lgs. 4.08.99 n. 345, a sua volta in parte corretto dal D.Lgs. 18.08.00 n. 262, in vista di un maggior adeguamento ai principi dettati in materia dalla Comunità Europea.

In tale contesto l’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 15 anni compiuti.

A loro volta, i minori di età compresa tra 15 e 18 anni e non più soggetti all’obbligo scolastico (adolescenti) non possono essere adibiti alle lavorazioni, ai processi e ai lavori specificamente indicati nell’allegato I al D.Lgs. 345/99 modificato dal D.Lgs. 262/00.

In particolare, limitando l’analisi al comparto dell’edilizia, risultano vietate:

  • le mansioni che espongono a rumori con esposizione media giornaliera superiore a 90 decibel Lep-d;

  • le mansioni che espongono a sostanze e preparati classificati tossici (T), molto tossici (T+), corrosivi (C), esplosivi (E), estremamente infiammabili (F+), nocivi (Xn) recanti le frasi di rischio R39-R40-R42-R43-R46-R48-R60-R61, irritanti (Xi) con la frase di rischio R43 (salvo, per questi ultimi, la possibilità di impiego con l’uso di dispositivi di protezione della cute).

  • le mansioni che espongono a sostanze e preparati cancerogeni (R45, R 49);

  • le mansioni che espongono a piombo e composti e ad amianto;

  • lavori comportanti rischi di crollo; allestimento e smontaggio delle armature esterne alle costruzioni;

  • lavorazioni di escavazione, comprese le operazioni di estirpazione del materiale, di collocamento e smontaggio delle armature, di conduzione e manovra dei mezzi meccanici, di taglio dei massi;

  • lavorazioni in galleria;

  • lavorazioni che espongono a rischio silicotigeno;

  • manovra degli apparecchi di sollevamento a trazione meccanica, ad eccezione degli ascensori e montacarichi;

  • lavori in pozzi, cisterne ed ambienti assimilabili;

  • condotta dei veicoli di trasporto, con esclusione di ciclomotori e motoveicoli fino a 125 cc., e di macchine operatrici semoventi con propulsione meccanica;

  • lavori con impiego di martelli pneumatici, mole ad albero flessibile e altri strumenti vibranti; uso di pistole fissachiodi di elevata potenza.

In deroga al divieto gli adolescenti possono essere occupati in lavorazioni, processi e lavori citati nell’allegato I se la ditta ha ottenuto preventiva autorizzazione da parte della Direzione Provinciale del Lavoro che la concede alle seguenti condizioni:

  • i lavori vietati sono svolti dall’adolescente per indispensabili motivi di formazione professionale e soltanto per il tempo strettamente necessario alla formazione stessa;

  • l’attività viene svolta in cantiere sotto la sorveglianza di formatori competenti anche in materia di prevenzione e di protezione;

  • l’attività viene svolta nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza e di salute previste dalla normativa vigente in ordine al quale deve essere rilasciato parere dall’Azienda Unità Sanitaria Locale competente per territorio.

Gli adolescenti inoltre non possono essere impiegati per il lavoro notturno se non con i limiti previsti dalla legge (art. 15 della L. 977/67, come modificato dall’art. 10 del D.Lgs. 345/99) ovvero adibiti al trasporto di pesi per più di quattro ore durante la giornata, compresi i ritorni a vuoto (art. 19 come modificato dall’art. 12 del D.Lgs. 345/99).

15 LA SORVEGLIANZA SANITARIA

Non c'è dubbio che, fino ad ora, il comparto dell'edilizia sia stato trascurato sotto l'aspetto della sorveglianza sanitaria. Ciò è derivato da due ordini di motivi:

1- Il comparto del lavoro delle costruzioni presenta il più alto indice di infortuni, per cui l'attenzione degli organi di vigilanza si è concentrato quasi esclusivamente sulla prevenzione dei rischi infortunistici, specie per le cadute dall'alto.

2- Per molto tempo non sono stati definiti chiaramente gli aspetti di igiene del lavoro del comparto e di conseguenza non sono stati evidenziati i rischi verso i quali la legge già da tempo impone l'obbligo di sorveglianza sanitaria.

Un'indagine epidemiologica condotta dallo SPISAL di Verona (v. Rapporto di Servizio 1994) ha dimostrato che su 232 lavoratori edili visitati, quasi la metà risultava affetto da ipoacusia da rumore, il 3.4% da dermatite professionale, e l'1% da malattia da strumenti vibranti. Accanto alle malattie professionali vere e proprie si riscontrava elevata prevalenza di alterazioni correlabili allo "stile di vita", tipo sovrappeso/obesità, ipertensione arteriosa, epatomegalia, bronchite cronica, dermatiti, ecc.

Molte cause di rischio nei lavoratori dell'edilizia sono comprese in leggi che prevedono l'obbligo di visite mediche preventive e periodiche. In particolare:

- Rumore D.Lgs 277/91

- Vibrazioni (utensili ad aria compressa) v. 48/DPR 303/56

- Sostanze cancerogene (oli disarmanti, bitumi) v. 47/DPR 303/56

- Polveri di cemento, calce, gesso, marmi (*) v. 43 e 44/DPR 336/94

- Solventi (verniciatori) v. 33,39,40,41/DPR 303/56

- Silice e amianto art. 157 e alleg. 8/DPR 1124/65

- Saldatura v. 19 e 46/DPR 303/56

- Movimentazione manuale dei carichi (**) D.Lgs. 626/94

* L'obbligo consegue a prescrizione dell'organo di vigilanza.

** L'obbligo consegue alla valutazione del rischio; l'eventuale periodicità della visita è stabilita dal medico competente.

Si richiama inoltre l'obbligo, per i lavoratori del comparto, di sottoporsi alla vaccinazione antitetanica (Legge 292/63).

Come è illustrato dalla tabella, l'intervento del medico competente è previsto a causa della presenza di numerosi fattori di rischio. Molto spesso i lavoratori edili sono contemporaneamente esposti a più cause di rischio per la salute e quindi non vale la giustificazione della scarsa presenza di un singolo rischio (lavori saltuari) per evitare il controllo sanitario.

Uno dei compiti più importanti e delicati del medico competente è definire l'idoneità alla mansione del lavoratore e di conseguenza decidere l'eventuale allontanamento temporaneo o definitivo del lavoratore dalla mansione per motivi di salute, in quanto l'esposizione a determinati agenti fisici o chimici potrebbe aggravare una malattia preesistente o concomitante. Basti pensare ad un lavoratore con precedenti di dermatite, il quale, lavorando a contatto di cementi, può vedere aggravati i suoi disturbi; oppure ad un lavoratore con disturbi neurologici, per il quale sono controindicati i lavori in altezza; oppure ancora ad un lavoratore con qualche handicap motorio, ecc. ecc.

Contro l'eventuale giudizio di inidoneità il lavoratore può fare ricorso allo SPISAL, che dopo aver valutato attentamente le circostanze, può confermare o meno il giudizio.

Si ribadisce che l'obbligo della sorveglianza sanitaria è previsto per le cause di rischio sopra elencate. Ciò non toglie che il datore di lavoro, visto che ai sensi dell'art. 2087 del Codice Civile è comunque "debitore di sicurezza" nei confronti di tutti i lavoratori, possa proporre accertamenti sanitari anche ai lavoratori che non rientrano nelle categorie "protette". Dato che, in questo caso, la visita medica non è obbligatoria, occorre che il medico competente ottenga dai lavoratori il "consenso informato". La visita medica di questi lavoratori, pertanto, non può concludersi con un giudizio di idoneità (o, peggio, di inidoneità), poichè, visto quanto stabilito dall'art.5 dello Statuto dei Lavoratori, l'idoneità al lavoro può essere espressa solo da un'apposita Commissione medica istituita presso l'ULSS.

Si ricorda che il medico competente è tenuto non solo ad effettuare la sorveglianza sanitaria, ma, visto quanto disposto dall'art. 17 del D.Lgs. 626/94, deve:

- istituire la cartella sanitaria;

- fornire ai lavoratori e ai rappresentati dei lavoratori per la sicurezza adeguate informazioni sul significato degli accertamenti sanitari;

- in occasione della riunione periodica annuale, fornire i risultati epidemiologici sugli accertamenti effettuati;

- collaborare alla valutazione dei rischi;

- visitare i cantieri almeno una volta l'anno;

- collaborare alla predisposizione del servizio di pronto soccorso;

- collaborare alle attività di informazione e formazione.

Le visite mediche preventive e periodiche e gli accertamenti ad esse complementari devono essere effettuate in locali idonei ad attività sanitarie. Si veda sull'argomento il documento pubblicato sul Bollettino dell'Ordine dei Medici di Verona.

Per facilitare i compiti del medico competente, nella tabella allegata alla presente pubblicazione sono state schematizzate le azioni di prevenzione e gli accertamenti sanitari proposti per i principali rischi lavorativi del comparto.

16 ATTREZZATURE DI PRONTO SOCCORSO

Anche se il D.Lgs. 626/94 rimanda ad un successivo decreto la definizione delle attrezzature di pronto soccorso, si ritiene che nel cantiere edile non possa mancare un minimo di attrezzatura per questo scopo. Di seguito si elenca il contenuto necessario della "cassetta di pronto soccorso" (fonte: Linee Guida regionali per l'applicazione del D.Lgs. 626/94).

Guanti monouso in vinile o in lattice.

Visiera paraschizzi.

Confezioni di acqua ossigenata.

Confezioni di clorossidante elettrolitico.

Compresse di garze sterili 10x10 in buste singole.

Compresse di garze sterili 18x40 in buste singole.

Pinzette sterili monouso.

Confezioni di rete elastica n. 5.

Confezioni di cotone idrofilo.

Confezioni di cerotti pronto uso, di varie misure.

Rotoli di benda orlata alta cm 10.

Rotoli di cerotto alto cm 2,5.

Un paio di forbici.

Lacci emostatici.

Confezioni di ghiaccio "pronto uso".

Coperta isotermica monouso.

Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari.

Un termometro.

La cassetta di pronto soccorso deve essere conservata in un luogo pulito e accessibile.

È evidente che i presidi elencati sono da considerarsi di minima. Il medico competente potrà decidere di integrare le attrezzature con altri presidi ritenuti utili.

17 SERVIZI DI CANTIERE

L'aspetto della messa a disposizione dei servizi di cantiere è stato spesso trascurato. Pur considerando la difficoltà di apprestare spogliatoi, servizi igienici, docce e mensa in un comparto particolare come quello dell'edilizia, è comunque necessario che il problema sia affrontato correttamente.

Quando esiste la possibilità di usufruire di spazi sufficienti e i lavori si prolungano per più giorni, la legge impone che vengano messi a disposizione dei lavoratori alloggiamenti temporanei confortevoli.

In genere questi sono costituiti da strutture prefabbricate, che di minima devono prevedere: un vano spogliatoio, un servizio igienico, un locale per la consumazione dei pasti. Queste strutture devono essere mantenute pulite, devono essere riscaldate d'inverno e dotate di finestre per il ricambio dell'aria.

Le leggi vigenti (DPR 303/56 e D.Lgs. 626/94) richiedono, in particolare:

- Acqua per bere e per lavarsi. Un lavandino ogni 5 dipendenti. Trattandosi di lavori "insudicianti" devono essere forniti "mezzi detersivi e per asciugarsi".

- Le docce possono essere prescritte dall'organo di vigilanza per lavori particolari, come ad esempio la rimozione di materiali contenenti amianto.

- Almeno una latrina ogni 30 persone, da tenersi in buone condizioni igieniche.

- Devono essere previsti degli spogliatoi, arredati, aeroilluminati e riscaldati.

- Locale di ricovero durante le intemperie, per riposare e per consumare i pasti. Deve avere un tavolo, sedie e deve essere riscaldato d'inverno. Trattandosi spesso di lavori insudicianti è fatto espresso divieto di consumare i pasti nel luogo di lavoro.

- Vi devono essere adatti posti fissi per conservare le vivande e per lavare i recipienti.

In condizioni lavorative con mancanza di spazi sufficienti per l’allestimento di servizi di cantiere (ad esempio: lavori nei centri abitati), oppure in prossimità di strutture idonee aperte al pubblico (bar, ristoranti, alberghi...), si ritiene possibile attivare delle convenzioni con tali strutture al fine di supplire all’eventuale carenza di servizi di cantiere.

TABELLA
LA SORVEGLIANZA SANITARIA NEL COMPARTO EDILE

(1 pagina in formato Microsoft Word)

   
 

Documento redatto a cura di:

Dott. Vito Verga Spisal ULSS 20, Verona
Dott. Marco Renso Spisal ULSS 22, Bussolengo
Dott. Flavio Coato Spisal ULSS 22, Bussolengo
Dott. Marco Bellomi Spisal ULSS 21, Legnago

"In primo piano"
aprile 2003
 
  

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