Le tecniche d'intevento per i
materiali contenenti amianto in matrice compatta
La bonifica delle coperture
in cemento-amianto (eternit)
Le lastre piane o ondulate di
cemento-amianto, impiegate per copertura in edilizia, sono costituite da
materiale non friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione,
non tende a liberare fibre spontaneamente. Il cemento-amianto, quando si trova
all'interno degli edifici, anche dopo lungo tempo, non va incontro ad
alterazioni significative tali da determinare un rilascio di fibre, se non viene
manomesso. Invece, lo stesso materiale esposto ad agenti atmosferici subisce un
progressivo degrado per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici,
dell'erosione eolica e di microrganismi vegetali. Di conseguenza, dopo anni
dall'installazione si possono determinare alterazioni corrosive superficiali con
affioramento delle fibre e fenomeni di liberazione.
I principali indicatori utili per
valutare lo stato di degrado delle coperture in cemento-amianto, in relazione al
potenziale rilascio di fibre, sono:
-
la friabilità del materiale;
-
lo stato della superficie ed
in particolare l'evidenza di affioramenti di fibre;
-
la presenza di sfaldamenti,
crepe o rotture;
-
la presenza di materiale
friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua, grondaie, etc.;
-
la presenza di materiale
polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di
gocciolamento.
La bonifica delle coperture in
cemento-amianto viene necessariamente effettuata in ambiente aperto, non
confinabile, e, pertanto, deve essere condotta limitando il più possibile la
dispersione di fibre.
I metodi di bonifica
applicabili sono:
Rimozione: le operazioni
devono essere condotte salvaguardando l'integrità del materiale in tutte le
fasi dell'intervento. Comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti
contenenti amianto che devono essere correttamente smaltiti. Comporta la
necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale
rimosso. Per la rimozione delle lastre di copertura occorre effettuare
sostanzialmente le seguenti operazioni: rimozione dei chiodi di fissaggio,
evitando la rottura delle lastre, palettizzazione delle lastre e disposizione
dei bancali con le lastre in zona appartata e non transitabile per gli
automezzi. I bancali con le lastre in cemento-amianto dovranno essere avvolti in
film di polietilene di adeguato spessore, etichettati, e tramite un
trasportatore autorizzato verranno conferite in discarica autorizzata unitamente
al materiale d'uso (tute, filtri, materiale aspirato), anch'esso insaccato e
sigillato.
Incapsulamento: possono
essere impiegati prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale legando le
fibre di amianto tra loro e con la matrice cementizia, e prodotti ricoprenti,
che formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto. L'incapsulamento
richiede necessariamente un trattamento preliminare della superficie del
manufatto, al fine di pulirla e di garantire l'adesione del prodotto
incapsulante. Il trattamento deve essere effettuato con attrezzature idonee che
evitino la liberazione di fibre di amianto nell'ambiente e consentano il
recupero ed il trattamento delle acque di lavaggio.
Sovracopertura: il sistema
della sovracopertura consiste in un intervento di confinamento realizzato
installando una nuova copertura al di sopra di quella in cemento-amianto, che
viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un
carico permanente aggiuntivo. L'installazione comporta generalmente operazioni
di foratura dei materiali di cemento-amianto, per consentire il fissaggio della
nuova copertura e delle infrastrutture di sostegno, che determinano liberazione
di fibre di amianto. La superficie inferiore della copertura in cemento-amianto
non viene confinata e rimane, quindi, eventualmente accessibile dall'interno
dell'edificio, in relazione alle caratteristiche costruttive del tetto. Nel caso
dell'incapsulamento e della sovracopertura si rendono necessari controlli
ambientali periodici ed interventi di normale manutenzione per conservare
l'efficacia e l'integrita' dei trattamenti stessi.
Misure di sicurezza durante
gli interventi sulle coperture in cemento-amianto
1 - Caratteristiche del cantiere:
le aree in cui avvengono operazioni di rimozione di prodotti in cemento-amianto
che possono dar luogo a dispersione di fibre devono essere temporaneamente
delimitate e segnalate.
2 - Misure di sicurezza
antinfortunistiche: la bonifica delle coperture in cemento-amianto comporta un
rischio specifico di caduta, con o senza sfondamento delle lastre. A tal fine,
fermo restando quanto previsto dalle norme antinfortunistiche per i cantieri
edili, dovranno in particolare essere realizzate idonee opere provvisionali per
la protezione dal rischio di caduta, ovvero adottati opportuni accorgimenti atti
a rendere calpestabili le coperture.
3 - Procedure operative:
- inerenti la rimozione delle
coperture (bagnatura preventiva, prodotti collanti, vernicianti o incapsulanti
specifici che non comportino pericolo di scivolamento, particolare cura nella
rimozione, mediante l’utilizzo di utensili specifici, ecc., la bonifica dei
canali di gronda, l’accatastamento e pallettizzazione delle lastre, imballaggi
delle lastre, etichettatura a norma di legge dei materiali di risulta,
allontanamento e smaltimento dei materiali rimossi, ecc..);
- inerenti l’installazione
della sovracopertura (impiego di materiali che presentino idonee caratteristiche
di leggerezza, infrangibilità, insonorizzazione, elevata durata nel tempo e
dilatazione termica compatibile con il supporto in cemento-amianto; spruzzatura
sulla superficie delle lastre di prodotti incapsulanti; bonifica dei canali di
gronda; rimontaggio delle lastre movimentate; montaggio della nuova copertura.
4 - Protezione dei lavoratori:
nelle operazioni che possono dar luogo a dispersione di fibre di amianto, i
lavoratori devono essere muniti di idonei mezzi di protezione individuali delle
vie respiratorie e di indumenti protettivi. Le calzature devono essere di tipo
idoneo al pedonamento dei tetti.
Prescrizioni generali di
igiene e sicurezza del lavoro
1. 1. Per la rimozione e la
manipolazione delle lastre, queste devono essere costantemente bagnate, allo
scopo di evitare, per quanto possibile, il sollevamento e la diffusione di
polvere. Se la superficie esposta risulta particolarmente degradata deve essere
trattata con prodotti a base di acetati di vinile allo scopo di creare maggiori
condizioni di sicurezza per gli addetti agli interventi e per limitare la
dispersione eolica delle polveri e delle fibre.
2. Le lastre da rimuovere e sostituire non devono in nessun caso essere
sottoposte a frantumazione nè prima nè dopo la rimozione. Devono essere
liberate dai vincoli di fissaggio (perni, viti o chiodi) evitando rotture.
3. Le lastre non devono in nessun caso essere riutilizzate come materiale di
riempimento.
4. Va limitato il più possibile il numero dei lavoratori esposti.
5. Devono essere impiegati sistemi che evitino la eccessiva polverosità nonchè
apparecchiature a bassa velocità, preferibilmente manuali, in modo da cedere la
minor energia cinetica alle fibre liberate. Eventuali operazioni di taglio con
flessibile o di molatura delle lastre devono essere eseguite utilizzando adatti
sistemi di captazione localizzata delle polveri (aspiratori) oppure con macchine
ad umido.
6. Gli addetti dovranno essere dotati di maschera semifacciale in gomma dotata
di respiratore a pressione positiva con filtri del tipo P3.
7. Al termine del turno di lavoro, gli attrezzi utilizzati dovranno essere
sottoposti ad efficace pulitura mediante lavaggio con acqua.
8. I lavoratori dovranno curare la scrupolosa pulizia delle mani e delle parti
eventualmente esposte, al termine di tutte le operazioni che creano polveri
pericolose.
9. I lavoratori devono usare correttamente i mezzi di protezione collettivi e
individuali.
10. E' vietato consumare pasti o bevande e fumare nei luoghi in cui si lavora
l'amianto.
11. E' consigliabile comunque rispettare tutte le norme di igiene e sicurezza
del lavoro di cui ai DPR 164/56, 547/55 e 303/56.
12. Le operazioni di rimozione devono prevedere successivamente il
confezionamento delle lastre entro teli di materiale plastico, nonché la
collocazione delle stesse su pallet per facilitare il carico e lo scarico sui
mezzi di trasporto, evitando in tal modo la dispersione di fibre nell'ambiente.
13. Il tempo di stoccaggio in loco deve essere il minimo indispensabile.
14. nei casi in cui al posto della rimozione si ricorra al mantenimento delle
lastre, le stesse devono essere trattate sulla superficie esposta con prodotti
polimerici caratterizzati da alta resistenza agli agenti atmosferici e
soprattutto da buona elasticità.
Le
tecniche d'intervento per i materiali contenenti amianto
in matrice friabile
I lavori di bonifica di materiali
friabili contenenti amianto dovranno essere eseguiti attenendosi alle
raccomandazioni contenute nei punti seguenti:
1 - Allestimento del cantiere.
Se l'ambiente in cui avviene la rimozione non e' naturalmente confinato, occorre
provvedere alla realizzazione di un confinamento artificiale con idonei
divisori.
Prima dell'inizio del lavoro, la zona dovra' essere sgombrata da tutti i mobili
e le attrezzature che possono essere spostati. Se i mobili e/o le attrezzature
sono coperte da detriti o polvere, devono essere puliti a umido prima dello
spostamento dalla zona di lavoro.
Tutti i mobili e le attrezzature che non possono essere spostati devono essere
completamente ricoperti con fogli di plastica di spessore adeguato ed
accuratamente sigillati sul posto.
Tutte le armature per l'illuminazione presenti devono essere tolte, pulite e
sigillate in fogli di plastica e depositate in zona di sicurezza incontaminata.
Devono essere asportati tutti gli equipaggiamenti di ventilazione e
riscaldamento e altri elementi smontabili, puliti e tolti dalla zona di lavoro.
Tutti gli oggetti inamovibili devono essere sigillati, in modo tale che non
vengano danneggiati e/o contaminati durante il lavoro.
Devono essere rimossi tutti i filtri dei sistemi di riscaldamento, ventilazione
e condizionamento. I filtri sostituiti vanno posti in sacchi sigillati di
plastica per essere smaltiti come rifiuti contenenti amianto. I filtri
permanenti vanno puliti a umido e reinstallati.
Tutte le aperture di ventilazione, le attrezzature fisse, gli infissi e
radiatori, devono essere sigillati sul posto, uno per uno, con fogli di plastica
chiusi da un nastro adesivo fino a che il lavoro, pulizia compresa, non sara'
completato.
Il pavimento dell'area di lavoro dovra' essere ricoperto con uno o piu' fogli di
polietilene di spessore adeguato. Le giunzioni saranno unite con nastro
impermeabile; la copertura del pavimento dovra' estendersi alla parete per
almeno 500 mm.
Tutte le pareti della zona di lavoro saranno ricoperte con fogli di polietilene
di spessore adeguato e sigillate sul posto con nastro a prova di umidita'. Tutte
le barriere di fogli di plastica e l'isolamento della zona vanno mantenuti
durante tutta la preparazione del lavoro.
Bisognera' effettuare ispezioni periodiche per assicurare che le barriere siano
funzionanti.
Tutti i cavedii e le altre possibili comunicazioni per il passaggio di cavi,
tubazioni, ecc. devono essere individuati e sigillati. I bordi delle barriere
temporanee, i fori e le fessure vanno tamponati con silicone o schiume espanse.
Porte e finestre vanno sigillate applicando prima nastro adesivo sui bordi e
coprendole successivamente con un telo di polietilene di superficie piu' estesa
delle aperture.
Deve essere predisposta un'uscita di sicurezza per consentire una rapida via di
fuga, realizzata con accorgimenti tali da non compromettere l'isolamento
dell'area di lavoro (ad es. telo di polietilene da tagliare in caso di
emergenza). Deve essere installato un impianto temporaneo di alimentazione
elettrica, di tipo stagno e collegato alla messa a terra. I cavi devono essere
disposti in modo da non creare intralcio al lavoro e non essere danneggiati
accidentalmente.
Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro e' necessario, oltre
all'installazione delle barriere (confinamento statico), l'impiego di un sistema
di estrazione dell'aria che metta in depressione il cantiere di bonifica
rispetto all'esterno (confinamento dinamico). Il sistema di estrazione deve
garantire un gradiente di pressione tale che, attraverso i percorsi di accesso
al cantiere e le inevitabili imperfezioni delle barriere di confinamento, si
verifichi un flusso d'aria dall'esterno verso l'interno del cantiere in modo da
evitare qualsiasi fuoriuscita di fibre. Nello stesso tempo questo sistema
garantisce il rinnovamento dell'aria e riduce la concentrazione delle fibre di
amianto aerodisperse all'interno dell'area di lavoro.
L'aria aspirata deve essere espulsa all'esterno dell'area di lavoro, quando
possibile fuori dall'edificio.
L'uscita del sistema di aspirazione deve attraversare le barriere di
confinamento; l'integrita' delle barriere deve essere mantenuta sigillando i
teli di polietilene con nastro adesivo intorno all'estrattore o al tubo di
uscita. L'aria inquinata aspirata dagli estrattori deve essere efficacemente
filtrata prima di essere emessa all'esterno del cantiere.
Gli estrattori devono essere muniti di un filtro HEPA (alta efficienza: 99.97
DOP).
Gli estrattori devono essere messi in funzione prima che qualsiasi materiale
contenente amianto venga manomesso e devono funzionare ininterrottamente (24 ore
su 24) per mantenere il confinamento dinamico fino a che la decontaminazione
dell'area di lavoro non sia completa. Non devono essere spenti alla fine del
turno di lavoro ne' durante le eventuali pause.
In caso di interruzione di corrente o di qualsiasi altra causa accidentale che
provochi l'arresto degli estrattori, l'attivita' di rimozione deve essere
interrotta; tutti i materiali di amianto gia' rimossi e caduti devono essere
insaccati finche' sono umidi.
L'estrattore deve essere provvisto di un manometro che consenta di determinare
quando i filtri devono essere sostituiti.
Il cambio dei filtri deve avvenire all'interno dell'area di lavoro, ad opera di
personale munito di mezzi di protezione individuale per l'amianto.
Tutti i filtri usati devono essere insaccati e trattati come rifiuti contaminati
da amianto.
2 - Collaudo del cantiere.
Dopo che e' stato completato l'allestimento del cantiere, compresa
l'installazione dell'unita' di decontaminazione e prima dell'inizio di qualsiasi
operazione che comporti la manomissione dell'amianto, i sistemi di confinamento
devono essere collaudati mediante prove di tenuta.
a) Prova della tenuta con fumogeni. Ad estrattori spenti l'area di lavoro viene
saturata con un fumogeno e si osservano, dall'esterno del cantiere, le eventuali
fuoriuscite di fumo. Occorre ispezionare, a seconda delle situazioni le barriere
di confinamento, il perimetro esterno dell'edificio, il piano sovrastante. Tutte
le falle individuate vanno sigillate dall'interno.
b) Collaudo della depressione.
Si accendono gli estrattori uno alla volta e si osservano i teli di plastica
delle barriere di confinamento: questi devono rigonfiarsi leggermente formando
un ventre rivolto verso l'interno dell'area di lavoro. La direzione del flusso
dell'aria viene verificata utilizzando fialette fumogene. Il test deve essere
effettuato, in particolare, all'esterno del cantiere, in prossimita' delle
eventuali aperture per l'immissione passiva di aria e nei locali dell'unita' di
decontaminazione, in condizioni di quiete e durante l'apertura delle porte. Si
deve osservare che il fumo venga sempre richiamato verso l'interno dell'area di
lavoro. La misura della depressione puo' essere effettuata con un manometro
differenziale, munito di due sonde che vengono collocate una all'interno e
l'altra all'esterno dell'area di lavoro.
3 - Area di decontaminazione.
Dovra' essere approntato un sistema di decontaminazione del personale, composto
da 4 zone distinte, come qui sotto descritte.
a) Locale di equipaggiamento.
Questa zona avra' due accessi, uno adiacente all'area di lavoro e l'altro
adiacente al locale doccia. Pareti, soffitto e pavimento saranno ricoperti con
un foglio di plastica di spessore adeguato. Un apposito contenitore di plastica
deve essere sistemato in questa zona per permettere agli operai di riporvi il
proprio equipaggiamento prima di passare al locale doccia.
b) Locale doccia.
La doccia sara' accessibile dal locale equipaggiamento e dalla chiusa d'aria.
Questo locale dovra' contenere come minimo una doccia con acqua calda e fredda e
sara' dotato ove possibile di servizi igienici. Dovra' essere assicurata la
disponibilita' continua di sapone in questo locale.
Le acque di scarico delle docce devono essere convenientemente filtrate prima di
essere scaricate.
c) Chiusa d'aria. La chiusa d'aria dovra' essere costruita tra il locale doccia
ed il locale spogliatoio incontaminato. La chiusa d'aria consistera' in uno
spazio largo circa 1.5 m con due accessi. Uno degli accessi dovra' rimanere
sempre chiuso: per ottenere cio' e' opportuno che gli operai attraversino la
chiusa d'aria uno alla volta.
d) Locale incontaminato (spogliatoio).
Questa zona avra' un accesso dall'esterno (aree incontaminate) ed un'uscita
attraverso la chiusa d'aria. Il locale dovra' essere munito di armadietti per
consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno. Quest'area servira'
anche come magazzino per l'equipaggiamento pulito.
4 - Protezione dei lavoratori.
Prima dell'inizio dei lavori, gli operai devono venire istruiti ed informati
sulle tecniche di rimozione dell'amianto, che dovranno includere un programma di
addestramento all'uso delle maschere respiratorie, sulle procedure per la
rimozione, la decontaminazione e la pulizia del luogo di lavoro.
Gli operai devono essere equipaggiati con adatti dispositivi di protezione
individuali delle vie respiratorie (vedi Allegato 4), devono inoltre essere
dotati di un sufficiente numero di indumenti protettivi completi. Questi
indumenti saranno costituiti da tuta e copricapo. Gli indumenti a perdere e le
coperture per i piedi devono essere lasciati nella stanza dell'equipaggiamento
contaminato sino al termine dei lavori di bonifica dell'amianto, ed a quel punto
dovranno essere immagazzinati come gli scarti dell'amianto. Tutte le volte che
si lascia la zona di lavoro e' necessario sostituire gli indumenti protettivi
con altri incontaminati.
E' necessario che gli indumenti protettivi siano:
- di carta o tela plastificata a perdere. In tal caso sono da trattare come
rifiuti inquinanti e quindi da smaltire come i materiali di risulta provenienti
dalle operazioni di bonifica;
- di cotone o altro tessuto a tessitura compatta (da pulire a fine turno con
accurata aspirazione, porre in contenitori chiusi e lavare dopo ogni turno a
cura della impresa o in lavanderia attrezzata);
- sotto la tuta l'abbigliamento deve essere ridotto al minimo (un costume da
bagno o biancheria a perdere).
Elencare ed affiggere, nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia,
le procedure di lavoro e di decontaminazione che dovranno essere seguite dagli
operai.
Procedure di accesso all'area di lavoro.
Accesso alla zona: ciascun operaio dovra' togliere gli indumenti nel locale
spogliatoio incontaminato ed indossare un respiratore dotato di filtri
efficienti ed indumenti protettivi, prima di accedere alla zona di
equipaggiamento ed accesso all'area di lavoro.
Uscita dalla zona di lavoro: ciascun operaio dovra' ogni volta che lascia la
zona di lavoro, togliere la contaminazione piu' evidente dagli indumenti prima
di lasciare l'area di lavoro, mediante un aspiratore; proseguire verso la zona
dell'equipaggiamento, adempiere alle procedure seguenti:
- togliere tutti gli indumenti eccetto il respiratore;
- sempre indossando il respiratore e nudi, entrare nel locale doccia, pulire
l'esterno del respiratore con acqua e sapone;
- togliere i filtri sciacquarli e riporli nel contenitore predisposto per tale
uso; - lavare ed asciugare l'interno del respiratore.
Dopo aver fatto la doccia ed essersi asciugato, l'operaio proseguira' verso il
locale spogliatoio dove indossera' gli abiti per l'esterno alla fine della
giornata di lavoro, oppure le tute pulite prima di mangiare, fumare, bere o
rientrare nella zona di lavoro.
I copripiedi contaminati devono essere lasciati nel locale equipaggiamento
quando non vengono usati nell'area di lavoro. Al termine del lavoro di rimozione
trattarli come scarti contaminati oppure pulirli a fondo, sia all'interno che
all'esterno usando acqua e sapone, prima di spostarli dalla zona di lavoro o
dalla zona di equipaggiamento. Immagazzinare gli abiti da lavoro nel locale
equipaggiamento per il riutilizzo dopo averli decontaminati con un aspiratore,
oppure metterli nel contenitore per il deposito assieme agli altri materiali
contaminati da amianto.
Gli operai non devono mangiare, bere, fumare sul luogo di lavoro, fatta
eccezione per l'apposito locale incontaminato.
Gli operai devono essere completamente protetti, con idoneo respiratore ed
indumenti protettivi durante la preparazione dell'area di lavoro prima
dell'inizio della rimozione dell'amianto e fino al termine delle operazioni
conclusive di pulizia della zona interessata.
5 - Tecniche di rimozione.
A meno di specifiche controindicazioni tecniche, di norma, la rimozione
dell'amianto deve avvenire ad umido. Per l'imbibizione del materiale possono
essere usati agenti surfattanti (soluzioni acquose di etere ed estere di
poliossietilene) o impregnanti (prodotti vinil-acrilici comunemente usati per
l'incapsulamento).
Generalmente e' sufficiente bagnare l'amianto con un getto diffuso a bassa
pressione, spruzzando il materiale una prima volta per bagnare la superficie e
poi una seconda volta per ottenere la saturazione. Quando, per lo spessore del
rivestimento o per la presenza di trattamenti di superficie, non e' possibile
ottenere un'impregnazione totale con questa tecnica, si praticano dei fori nel
materiale attraverso i quali la soluzione imbibente viene iniettata in
profondita'. Si deve comunque evitare il ruscellamento dell'acqua. La rimozione
dell'amianto deve iniziare nel punto piu' lontano dagli estrattori e procedere
verso di essi, secondo la direzione del flusso dell'aria, in modo che, man mano
che procede il lavoro, le fibre che si liberano per l'intervento siano
allontanate dalle aree gia' decoibentate. L'amianto rimosso deve essere
insaccato immediatamente e comunque prima che abbia il tempo di essiccare.
A tal fine dovranno lavorare contemporaneamente almeno due operai: uno addetto
alla rimozione dell'amianto e l'altro addetto a raccogliere l'amianto caduto e
ad insaccarlo. I sacchi pieni saranno sigillati immediatamente. Dopo una prima
rimozione grossolana, effettuata generalmente con raschietti a mano, le
superfici rivestite vengono spazzolate ad umido in modo da asportare tutti i
residui visibili di amianto. Al termine delle operazioni di rimozione le
superfici decoibentate devono essere trattate con un prodotto sigillante per
fissare tutte le fibre che non possono essere state asportate. L'imballaggio e
l'allontanamento dei rifiuti dovra' essere effettuato adottando idonee cautele
per evitare una contaminazione di amianto all'esterno dell'area di lavoro.
6 - Imballaggio dei rifiuti contenenti amianto.
L'imballaggio deve essere effettuato con tutti gli accorgimenti atti a ridurre
il pericolo di rotture accidentali. Tutti i materiali devono essere avviati al
trasporto in doppio contenitore, imballando separatamente i materiali taglienti.
Il primo contenitore deve essere un sacco di materiale impermeabile
(polietilene), di spessore adeguato (almeno 0.15 mm); come secondo contenitore
possono essere utilizzati sacchi o fusti rigidi. I sacchi vanno riempiti per non
piu' di due terzi, in modo che il peso del sacco non ecceda i 30 kg. L'aria in
eccesso dovrebbe essere aspirata con un aspiratore a filtri assoluti; la
chiusura andrebbe effettuata a mezzo termosaldatura o doppio legaccio. Tutti i
contenitori devono essere etichettati. L'uso del doppio contenitore e'
fondamentale, in quanto il primo sacco, nel quale l'amianto viene introdotto
appena rimosso all'interno del cantiere, e' inevitabilmente contaminato. Il
secondo contenitore non deve mai essere portato dentro l'area di lavoro, ma solo
nei locali puliti dell'unita' di decontaminazione.
7 - Modalita' di allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro.
L'allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro deve essere effettuato in modo
da ridurre il piu' possibile il pericolo di dispersione di fibre. A tal fine il
materiale viene insaccato nell'area di lavoro e i sacchi, dopo la chiusura e una
prima pulizia della superficie, vanno portati nell'unita' di decontaminazione.
Quando cio' sia possibile e' preferibile che venga installata una distinta U.O.
destinata esclusivamente al passaggio dei materiali. Questa deve essere
costituita da almeno tre locali: il primo e' un'area di lavaggio dei sacchi; il
successivo e' destinato al secondo insaccamento; nell'ultimo locale i sacchi
vengono depositati per essere successivamente allontanati dall'area di lavoro.
All'interno dell'unita' operano due distinte squadre di lavoratori: la prima
provvede al lavaggio, al secondo insaccamento ed al deposito dei sacchi; la
seconda entra dall'esterno nell'area di deposito e porta fuori i rifiuti. La
presenza di due squadre e' necessaria per impedire che i lavoratori provenienti
dall'area di lavoro escano all'esterno indossando indumenti contaminati,
provocando cosi' un'inevitabile dispersione di fibre. Nessun operatore deve mai
utilizzare questo percorso per entrare o uscire dall'area di lavoro. A tal fine
e' opportuno che l'uscita dei sacchi avvenga in un'unica fase, al termine delle
operazioni di rimozione e che, fino a quel momento, il percorso rimanga
sigillato.
Quando venga utilizzato per l'evacuazione dei materiali l'U.D. destinata agli
operatori il lavaggio dei sacchi deve avvenire nel locale doccia, il secondo
insaccamento nella chiusa d'aria, mentre il locale incontaminato sara' destinato
al deposito. In tali casi dovranno essere previste tre squadre di operatori: la
prima introduce i sacchi dall'area di lavoro nell'unita', la seconda esegue le
operazioni di lavaggio e insaccamento all'interno dell'unita', la terza provvede
all'allontanamento dei sacchi. In entrambi i casi tutti gli operatori, tranne
quelli addetti all'ultima fase di allontanamento, devono essere muniti di mezzi
di protezione e seguire le procedure di decontaminazione per uscire dall'area di
lavoro.
I sacchi vanno movimentati evitando il trascinamento; e' raccomandato l'uso di
un carrello chiuso. Ascensori e montacarichi, eventualmente utilizzati, vanno
rivestiti con teli di polietilene, in modo che possano essere facilmente
decontaminati nell'eventualita' della rottura di un sacco. Il percorso dal
cantiere all'area di stoccaggio in attesa del trasporto in discarica deve essere
preventivamente studiato, cercando di evitare, per quanto possibile, di
attraversare aree occupate dell'edificio.
Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti
devono essere depositati in un'area all'interno dell'edificio, chiusa ed
inaccessibile agli estranei. Possono essere utilizzati in alternativa anche
container scarrabili, purche' chiusi anche nella parte superiore e posti in
un'area controllata.
8 - Tecniche di incapsulamento.
La scelta del tipo di incapsulante dipende dalle caratteristiche del
rivestimento in amianto e dagli scopi dell'intervento. A causa della
variabilita' delle situazioni che si possono presentare, prima di essere
impiegato, il prodotto deve essere testato direttamente sul materiale da
trattare. Se si usano incapsulanti ricoprenti bisogna verificarne l'aderenza al
rivestimento; se si usano incapsulanti penetranti bisogna controllarne la
capacita' di penetrazione e di garantire l'aderenza al supporto del
rivestimento. In tutti i casi, bisogna sempre verificare preventivamente la
capacita' del rivestimento di sopportare il peso dell'incapsulante.
Preliminarmente la superficie del rivestimento di amianto deve essere aspirata;
devono essere rimossi tutti i frammenti pendenti del rivestimento di amianto e
le parti distaccate dal substrato. L'integrita' del rivestimento deve essere
restaurata utilizzando materiali senza amianto che presentino una sufficiente
affinita' con il rivestimento esistente e con il prodotto incapsulante
impiegato. L'incapsulante deve essere applicato con un'apparecchiatura a spruzzo
"airless", al fine di ridurre la liberazione di fibre per l'impatto
del prodotto. Il trattamento completo puo' richiedere l'applicazione di 2 o 3
strati successivi.
9 - Decontaminazione del cantiere.
Durante i lavori di rimozione e' necessario provvedere a periodiche pulizie
della zona di lavoro dal materiale di amianto. Questa pulizia periodica e
l'insaccamento del materiale impedira' una concentrazione pericolosa di fibre
disperse.
Tutti i fogli di plastica, i nastri, il materiale di pulizia, gli indumenti ed
altro materiale a perdere utilizzato nella zona di lavoro dovranno essere
imballati in sacchi di plastica sigillabili e destinati alla discarica.
Bisogna fare attenzione nel raccogliere la copertura del pavimento per ridurre
il piu' possibile la dispersione di residui contenenti amianto. I sacchi saranno
identificati con etichette di segnalazione pericolo a norma di legge. I fogli di
polietilene verticali ed orizzontali dovranno essere trattati con prodotti
fissanti e successivamente rimossi per essere insaccati come i rifiuti di
amianto. Bisogna fare attenzione nel ripiegare i fogli per ridurre il piu'
possibile la dispersione di eventuali residui contenenti amianto. I singoli
fogli di plastica messi su tutte le aperture, i condotti di ventilazione, gli
stipiti, i radiatori, devono rimanere al loro posto. I fogli verticali, a
copertura delle pareti devono essere mantenuti fino a che non e' stata fatta una
prima pulizia.
Tutte le superfici nell'area di lavoro, compreso i mobili, gli attrezzi ed i
fogli di plastica rimasti dovranno essere puliti usando una segatura bagnata ed
un aspiratore con filtri tipo Vacuum Cleaner.
L'acqua, gli stracci e le ramazze utilizzati per la pulizia devono essere
sostituiti periodicamente per evitare il propagarsi delle fibre di amianto. Dopo
la prima pulizia, i fogli verticali rimasti devono essere tolti con attenzione
ed insaccati, come pure i fogli che coprono le attrezzature per la
illuminazione, gli stipiti, ecc.
L'area di lavoro deve essere nebulizzata con acqua o una soluzione diluita di
incapsulante in modo da abbattere le fibre aerodisperse.
Conclusa la seconda operazione di pulizia, dovra' essere effettuata un'ispezione
visiva di tutta la zona di lavoro (su tutte le superfici, incluse le travi e le
impalcature) per assicurarsi che l'area sia sgombra da polvere. Se, dopo la
seconda pulizia ad umido, sono visibili ancora dei residui, le superfici
interessate devono essere nuovamente pulite ad umido.
Le zone devono essere lasciate pulite a vista.
Ispezionare tutti i condotti, specialmente le sezioni orizzontali per cercare
eventuali residui contenenti amianto, e aspirarli usando un aspiratore a vuoto.
E' consigliabile accertare l'agibilita' della zona entro 48 ore successive al
termine del lavoro mediante campionamenti dell'aria secondo quanto indicato in
allegato.
Una volta accertata la rispondenza della zona di lavoro a quanto richiesto, si
potranno togliere i sigilli a ventilatori e radiatori e rendere di nuovo
accessibile la zona.
10 - Protezione delle zone esterne all'area di lavoro.
Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per
proteggere le zone adiacenti non interessate dalla contaminazione da polvere o
detriti contenenti amianto.
Giornalmente dovra' essere fatta la pulizia, con aspirazione a secco o con
metodo ad umido, di qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di
passaggio che sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti al
lavoro fatto.
11 - Monitoraggio ambientale.
Durante l'intervento di bonifica dovra' essere garantito a carico del
committente dei lavori un monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse nelle
aree circostanti il cantiere di bonifica al fine di individuare tempestivamente
un'eventuale diffusione di fibre di amianto nelle aree incontaminate.
Il monitoraggio deve essere eseguito quotidianamente dall'inizio delle
operazioni di disturbo dell'amianto fino alle pulizie finali. Devono essere
controllate in particolare:
- le zone incontaminate in prossimita' delle barriere di confinamento;
- l'uscita del tunnel di decontaminazione o il locale incontaminato dello
spogliatoio.
Campionamenti sporadici vanno effettuati all'uscita degli estrattori,
all'interno dell'area di lavoro e durante la movimentazione dei rifiuti.
I risultati devono essere noti in tempo reale o, al massimo, entro le 24 ore
successive.
Per questo tipo di monitoraggio si adotteranno tecniche analitiche di MOCF. Sono
previste due soglie di allarme:
1) Preallarme - Si verifica ogni qual volta i risultati dei monitoraggi
effettuati all'esterno dell'area di lavoro mostrano una netta tendenza verso un
aumento della concentrazione di fibre aerodisperse;
2) Allarme - Si verifica quando la concentrazione di fibre aerodisperse supera
il valore di 50 ff/l.
Lo stato di preallarme prevede le seguenti procedure:
- sigillatura di eventuali montacarichi (divieto di entrata e di uscita);
- sospensione delle attivita' in cantiere e raccolta di tutto il materiale
rimosso;
- ispezione delle barriere di confinamento;
- nebulizzazione all'interno del cantiere e all'esterno nella zona dove si e'
rilevato l'innalzamento della concentrazione di fibre;
- pulizia impianto di decontaminazione;
- monitoraggio (verifica).
Lo stato di allarme prevede le stesse procedure di preallarme, piu':
- comunicazione immediata all'autorita' competente (USL);
- sigillatura ingresso impianto di decontaminazione;
- accensione estrattore zona esterna;
- nebulizzazione zona esterna con soluzione incollante;
- pulizia pareti e pavimento zona esterna ad umido con idonei materiali;
- monitoraggio.
La tecnica del glove-bag
Nel caso di limitati interventi
su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole superfici di
coibentazione (ad es. su tubazioni o valvole o giunzioni o su ridotte superfici
od oggetti da liberare per altri interventi), e' utilizzabile la tecnica del
glove-bag (celle di polietilene, dotate di guanti interni per l'effettuazione
del lavoro), con l'adozione delle seguenti procedure:
- nel glove-bag vanno introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna,
attorno al tubo o intorno alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari;
ci deve essere un sistema di spruzzatura degli agenti bagnanti (per
l'imbibizione del materiale da rimuovere) o sigillanti (per l'incapsulamento
della coibentazione che rimane in opera) e un ugello di aspirazione da collegare
ad aspiratore dotato di filtro di efficienza HEPA per la messa in depressione
della cella ove possibile in continuo e sempre a fine lavoro; - gli addetti alla
scoibentazione con glove-bag devono indossare indumenti protettivi a perdere e
mezzi di protezione delle vie respiratorie (vedi allegato 4);
- precauzionalmente e preliminarmente alla installazione del glove-bag la zona
deve essere ove possibile circoscritta e confinata (con teli di polietilene,
sigillando le aperture di comunicazione con l'esterno e ricoprendo pavimento ed
eventuali arredi sottostanti il punto di lavoro);
- durante l'uso del glove-bag deve essere vietato l'accesso al personale non
direttamente addetto nel locale o nell'area dove ha luogo l'intervento;
- deve essere tenuto a disposizione un aspiratore a filtri assoluti per
intervenire in caso di eventuali perdite di materiale dalla cella;
- il glove-bag deve essere installato in modo da ricoprire interamente il tubo o
la zona dove si deve operare, tutte le aperture devono essere ermeticamente
sigillate;
- la procedura di rimozione dell'amianto e' quella usuale: imbibizione del
materiale, pulizia delle superfici da cui e' stato rimosso con spazzole, lavaggi
e spruzzatura di incapsulanti;
- a fine lavoro la cella e' messa in depressione collegando l'apposito ugello
all'aspiratore con filtro assoluto; quindi viene pressata, "strozzata"
con nastro adesivo, tenendo all'interno il materiale rimosso, svincolata ed
avviata a smaltimento secondo le usuali procedure per i rifiuti contenenti
amianto;
- la tecnica glove-bag non e' utilizzabile per tubazioni di grosso diametro e/o
temperatura superiore a 60 °C.
Bonifica di grandi strutture coibentate.
Nel caso di interventi di bonifica di intere strutture coibentate (es. grosse
tubazioni o caldaie o elementi coibentati di macchina) sono da preferirsi, se
tecnicamente possibili, idonee procedure di rimozione dell'intera struttura, o
di parti consistenti di essa, con la coibentazione ancora in opera e la
successiva scoibentazione in apposita zona confinata, allestita secondo le
procedure gia' descritte.
In questo caso o nel caso in cui direttamente strutture coibentate in amianto
(es. tubazioni, caldaie, etc.) debbano essere smontate o smantellate (ad es. per
essere sostituite) deve procedersi come segue:
- se esistono soluzioni di continuita' nella coibentazione lo smontaggio o
l'eventuale taglio deve avvenire in corrispondenza di questi punti esenti da
amianto, dopo aver provveduto a fasciare e sigillare accuratamente tutta la
superficie coibentata (per impedire che sollecitazioni alla struttura mettano in
circolo fibre nell'aria);
- se la coibentazione non ha punti di interruzione utili, si rimuove, con le
procedure della zona confinata o dei glove-bag, la superficie piu' ridotta
possibile di coibentazione; si puo' quindi procedere al taglio o allo smontaggio
nella zona liberata dall'amianto, dopo sfasciatura e sigillatura della
coibentazione rimasta in opera;
- la movimentazione dei pezzi cosi' ottenuti va condotta con la massima
attenzione per non danneggiare la protezione della coibentazione;
- devono essere sempre a disposizione le attrezzature per interventi che si
rendessero necessari in caso di liberazione di fibre nell'aria (aspiratori con
filtri ad efficienza HEPA, incapsulanti, etc.).Nel caso di limitati interventi
su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole superfici di
coibentazione è utilizzabile la tecnica del glove-bag (celle di polietilene,
dotate di guanti interni per l'effettuazione del lavoro) . Nel glove-bag vanno
introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna, attorno al tubo o intorno
alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari.
Questa tecnica è delicata e
pericolosa per:
- la discreta probabilità che la
cella si rompa;
- la scarsa manualità degli
operatori;
- il verificarsi di situazioni
pericolose durante la loro installazione e rimozione.