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Il Parlamento europeo,
- visti gli articoli 174 e 308 del trattato CE,
- vista la direttiva 96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre 1996, sul controllo
dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose
e in particolare gli articoli 11, relativo ai piani d'emergenza [1], e 12,
relativo al controllo dell'urbanizzazione [2],
- vista la relativa decisione 1999/314/CE della Commissione del 9 aprile 1999
che impegna gli Stati membri a redigere una relazione relativa al periodo
compreso tra il 2000 e il 2002, e le precedenti relazioni sull'applicazione
della direttiva 96/82/CE,
- vista la risoluzione del Consiglio del 16 ottobre 1989 relativa agli
orientamenti in materia di prevenzione dei rischi tecnici e naturali,
- vista la risoluzione del Consiglio dell'8 luglio 1991, relativa al
miglioramento dell'assistenza reciproca tra Stati membri in caso di catastrofe
naturale o tecnologica,
- vista la sua risoluzione del 4 settembre 2001 sulla diciassettesima relazione
annuale della Commissione sul controllo dell'applicazione del diritto
comunitario - 1999 (COM(2000) 92 - C5-0381/2000 - 2000/2197(COS)),
- vista la decisione 1999/847/CE del Consiglio del 9 dicembre 1999 che
istituisce un programma d'azione comunitario a favore della protezione civile,
- vista la sua posizione del 14 giugno 2001 sulla proposta di decisione del
Consiglio che istituisce un meccanismo comunitario di coordinamento degli
interventi di protezione civile in caso di emergenza (COM(2000) 593 -
C5-0543/2000 - 2000/0248(CNS)),
A. considerando l'esplosione di vaste dimensioni che ha colpito la fabbrica AZF
di Tolosa causando la sua distruzione e quella di numerosi quartieri abitati
vicini (tra cui ospedali, scuole, università, ecc.), facendo 29 vittime e
diverse centinaia di feriti,
B. considerando che le conseguenze della catastrofe di Tolosa sono state così
drammatiche in quanto la fabbrica era ubicata a ridosso di quartieri abitati, e
che la vicinanza di altri insediamenti industriali a rischio avrebbe potuto
scatenare un effetto domino,
C. considerando la lunga lista dei drammatici incidenti industriali e chimici
accaduti dopo quello di Seveso del 1976, in particolare a Basilea (Svizzera), a
Bhopal (India), a Baia Mare (Romania) e a Enschede (Paesi Bassi), con il loro
triste seguito di lutti e di enormi distruzioni,
D. considerando che questi incidenti, con le loro dimensioni, il loro
susseguirsi e con il loro senso di ineluttabilità hanno infranto il patto di
fiducia tra le popolazioni e il quadro legislativo e regolamentare che avrebbe
dovuto proteggerle dai rischi industriali,
E. considerando che le direttive "Seveso" hanno aumentato la sicurezza
dei siti industriali interessati, ma con il susseguirsi degli incidenti hanno
anche mostrato le loro carenze e i limiti della protezione che potevano offrire,
visto che taluni di questi drammi, e in particolare quello di Tolosa, hanno
avuto luogo su dei siti che rientrano nel campo di applicazione delle direttive
"Seveso" ,
F. considerando che la fabbrica in questione, costruita nel 1924, è stata
classificata zona "Seveso" dal 1982,
G. consapevole che il settore della chimica occupa nell'Unione europea diversi
milioni di persone, e in particolare 900.000 persone in Francia,
H. considerando che i siti industriali classificati presentano rischi potenziali
enormi, soprattutto nel caso in cui siano presi come obiettivo da
malintenzionati, soprattutto da quando la nostra società è ormai sempre più
esposta a odiose minacce terroristiche,
1. profondamente sconvolto dal terribile incidente accaduto alla fabbrica AZF di
Tolosa, esprime il proprio cordoglio e la propria solidarietà alle vittime,
alle loro famiglie e alle popolazioni colpite;
2. chiede ai governi nazionali colpiti da simili catastrofi una trasparenza
completa quanto alle cause, criminali o accidentali, di tali terribili attentati
all'integrità delle persone e dei beni, al fine di accertarne le responsabilità;
3. si congratula con le autorità francesi per l'assistenza adeguata fornita
alle popolazioni colpite, per il buon funzionamento dei soccorsi, e per le
decisioni già comunicate, soprattutto in materia di alloggi di emergenza;
4. chiede, al fine di esprimere la propria solidarietà ai sinistrati, il
ripristino della linea di bilancio d'urgenza che consente all'Unione europea di
fornire un aiuto finanziario in caso di calamità naturali, tecnologiche e
ambientali, complementare agli aiuti nazionali, regionali e locali;
5. chiede che sia fatto il possibile a livello di Unione europea per rafforzare
il coordinamento dei mezzi di protezione civile europea già esistenti affinché,
in caso di urgenza, siano note le risorse mobilizzabili negli Stati membri in
modo da consentire un intervento rapido, da agevolare il lavoro degli esperti
dei diversi Stati membri, da migliorare le comunicazioni e l'allerta delle
popolazioni e chiede a tal fine l'attribuzione di risorse finanziarie e umane
sufficienti;
6. constata l'impossibilità del "rischio zero" nel quadro di una
coabitazione tra la popolazione urbana e i complessi industriali petrolchimici e
ritiene che l'attuale logica di "gestione del rischio" , ereditata
dall'epoca dell'incidente di Seveso e adottata fino ad oggi, sia in pratica
superata e che d'ora in avanti sia necessario orientarsi urgentemente verso una
logica di "allontanamento del rischio" ; chiede a questo titolo che
quanto prima gli insegnamenti tratti dalla catastrofe di Tolosa servano da base,
in questo senso, a proposte della Commissione al Parlamento europeo;
7. invita con urgenza gli Stati membri ad avviare una revisione profonda delle
politiche di gestione del territorio e di urbanizzazione nelle vicinanze dei
siti a rischio, tenendo anche conto della loro dimensione fiscale, per evitare
il ripetersi di catastrofi simili; considera che nel caso dei siti industriali a
rischio, il ricorso a procedure di concertazione fra autorità pubbliche e
rappresentanti eletti, abitanti della zona, industriali e rappresentanti del
personale dovrebbe consentire di riorganizzare questi siti in una prospettiva di
sviluppo sostenibile, conciliando le preoccupazioni in materia di sicurezza,
occupazione e ambiente;
8. ritiene che occorre fare tutto il possibile per salvaguardare i posti di
lavoro dei siti in questione, per non aggiungere drammi sociali alle minacce
all'ambiente, e che qualsiasi soluzione relativa all'avvenire dei siti e dei
posti di lavoro debba essere ricercata in stretta collaborazione con i
lavoratori e i rappresentanti eletti;
9. è fortemente contrario, nel quadro della solidarietà costantemente ribadita
dall'Unione europea nella sua politica di cooperazione e di sviluppo, a
qualsiasi tentativo di decentramento dei siti pericolosi verso paesi nei quali
le norme ambientali e sociali sono inferiori a quelle vigenti sul territorio
dell'Unione; chiede che gli Stati membri e l'Unione si impegnino ad attuare
tutte le misure tecniche e finanziarie, e tutte le iniziative politiche,
necessarie per raggiungere tale obiettivo;
10. auspica che in caso di incidente sia maggiormente definita e rafforzata la
responsabilità giuridica degli industriali e delle autorità responsabili della
gestione del territorio e del piano di occupazione del suolo; ritiene inoltre
che gli industriali debbano partecipare in modo più sostanzioso all'indennizzo
delle persone colpite e alla riparazione dei danni; chiede alla Commissione di
presentare quanto prima la sua proposta di direttiva sulla responsabilità
ambientale;
11. auspica che l'Unione europea colga l'opportunità offerta dalla necessaria
evoluzione della normativa europea in materia di rischio industriale per
interrogarsi, nell'ambito dello sviluppo sostenibile, sull'utilità o sulla
finalità di taluni prodotti chimici e di taluni procedimenti di fabbricazione
ormai obsoleti;
12. si rammarica profondamente del fatto che nessuno tra i 15 Stati membri abbia
ottemperato pienamente alle disposizioni della direttiva Seveso II entro la data
prefissata, e sottolinea a tal proposito che la Commissione ha avviato sei
procedimenti di infrazione contro alcuni Stati membri "per mancata
applicazione o applicazione incompleta della direttiva" ;
13. invita la Commissione ad incoraggiare l'applicazione della direttiva
attraverso la pubblicazione, da qui a tre mesi, di un elenco di siti nel
territorio dell'Unione europea che destano preoccupazione o che, nell'eventualità
di un incidente, siano potenzialmente in grado di causare danni della stessa
portata di quelli causati dall'esplosione nella città di Tolosa;
14. insiste affinché la Commissione tenga conto pienamente, e nel più breve
tempo possibile, dell'insegnamento che deve essere tratto da questo dramma, e
adempia alla necessità di rafforzare la regolamentazione e il controllo degli
stabilimenti a rischio, al momento della revisione della direttiva Seveso II,
sulla base soprattutto dei seguenti elementi:
- potenziamento delle norme di sicurezza e di controllo per prevenire gli
incidenti di grave portata e limitarne le conseguenze per l'uomo e l'ambiente,
- ampliamento del campo d'applicazione della direttiva,
- potenziamento delle norme per la riduzione del rilascio di rifiuti industriali
nell'acqua e nell'atmosfera,
- estensione dei perimetri di sicurezza, anche retroattivamente,
- miglioramento dell'informazione del pubblico sui rischi esistenti e sulle
misure da prendere in caso di catastrofe,
- organizzazione di studi epidemiologici nelle zone situate presso stabilimenti
pericolosi,
- potenziamento del ruolo dei comitati di igiene e di sicurezza delle imprese
interessate e maggiore considerazione del parere dei dipendenti e delle
organizzazioni sindacali,
- riflessioni sul ruolo dell'Istituto che si occupa a livello europeo del
seguito dato alla direttiva Seveso II, il Major Accident Hazard Bureau (MAHB);
15. si rammarica che gli Stati membri, nonostante ripetuti avvertimenti, non si
dotino di un numero sufficiente di ispettori di controllo competenti e
specializzati e chiede quindi l'assunzione e la formazione adeguata di questo
personale, nonché la definizione di criteri di qualificazione minima degli
ispettori per garantire l'omogeneità della sicurezza sui siti classificati
dell'Unione;
16. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al
Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei
paesi candidati, nonché agli enti locali dell'agglomerato urbano di Tolosa.
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