|
Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della
giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti
del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092,
nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di
facilitare sia la 1ettura delle disposizioni del decreto-legge, integrate
con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle
richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con
caratteri corsivi. Tali modifiche sul terminale sono tra i segni ((
... )) A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988,
n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla
legge di conversione hanno efficacia dal giorno succesivo a quello della
sua pubblicazione.
Art. 1
1. Allo scopo di fronteggiare la grave crisi
occupazionale che ha colpito imprese sottoposte a procedure di
amministrazione straordinaria, nei casi previsti dall'articolo 63, comma
4, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, relativamente ad
imprese sottoposte a tali procedure ed aventi un numero di dipendenti
superiore alle 1.000 unita', il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali puo' concedere, nel limite massimo complessivo di 550 lavoratori,
ai datori di lavoro acquirenti i benefici di cui agli articoli 8, comma
4, e 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, purche' sussistano
le seguenti condizioni:
a) che l'imprenditore acquirente non possegga le caratteristiche di cui
all'articolo 8, comma 4-bis, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) che il trasferimento dei lavoratori sia previsto in un contratto
collettivo stipulato entro il 30 aprile 2003, presso il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, il quale consenta il recupero
occupazionale di lavoratori.
(( 2. Per gli interventi di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa
complessiva di 9,5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni per l'anno 2003,
3,5 milioni per l'anno 2004, 3,5 milioni per l'anno 2005, cui si provvede
mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 1, comma 8, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, come
da ultimo rifinanziata dalla tabella D della legge 27 dicembre 2002, n.
289. ))
Riferimenti normativi:
- Il testo del comma 4 dell'art. 63 del decreto legislativo 8 luglio
1999, n. 270 (Nuova disciplina dell'amministrazione straordinaria delle
grandi imprese in stato di insolvenza, a norma dell'art. 1 della legge 30
luglio 1998, n. 274), e' il seguente: "4. Nell'ambito delle
consultazioni relative al trasferimento d'azienda previste dall'art. 47
della legge 29 dicembre 1990, n. 428, il commissario straordinario,
l'acquirente e i rappresentanti dei lavoratori possono convenire il
trasferimento solo parziale dei lavoratori alle dipendenze
dell'acquirente e ulteriori modifiche delle condizioni di lavoro
consentite dalle norme vigenti in materia.".
- Il testo del comma 4 dell'art. 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223
(Norme in materia di cassa integrazione, mobilita', trattamenti di
disoccupazione, attuazione di direttive della Comunita' europea,
avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del
lavoro), e' il seguente:
"4. Al datore di lavoro che, senza esservi tenuto ai sensi del comma
1, assuma a tempo pieno e indeterminato, i lavoratori iscritti nella
lista mobilita' e' concesso, per ogni mensilita di retribuzione
corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al cinquanta per
cento della indennita' di mobilita' che sarebbe stata corrisposta al
lavoratore. Il predetto contributo non puo' essere erogato per un numero
di mesi superiore a dodici e, per i lavoratori di eta' superiore a
cinquanta anni, per un numero superiore a ventiquattro mesi, ovvero a
trentasei mesi per le aree di cui all'art. 7, comma 6. Il presente comma
non trova applicazione per i giornalisti.".
- Il testo del comma 9 dell'art. 25 della citata legge n. 223 del 1991,
e' il seguente:
"9. Per ciascun lavoratore iscritto nella lista di mobilita' assunto
a tempo indeterminato, la quota di contribuzione a carico del datore di
lavoro e', per i primi diciotto mesi, quella prevista per gli apprendisti
dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni.".
- Il testo del comma 4-bis dell'art. 8 della citata legge n. 223 del
1991, e' il seguente: "4-bis. Il diritto ai benefici economici di
cui ai commi precedenti e' escluso con riferimento a quei lavoratori che
siano stati collocati in mobilita', nei sei mesi precedenti, da parte di
impresa dello stesso o di diverso settore di attivita' che, al momento
del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente
coincidenti con quelli dell'impresa che assume ovvero risulta con
quest'ultima in rapporto di collegamento o controllo. L'impresa che
assume dichiara, sotto la propria responsabilita', all'atto della
richiesta di avviamento, che non ricorrono le menzionate condizioni
ostative.".
- Il testo del comma 8 dell'art. 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n.
148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236
(Interventi urgenti a sostegno dell'occupazione), e' il seuente: "8.
Per il finanziamento del Fondo di cui al comma 7 e' autorizzata la spesa
di lire 550 miliardi per l'anno 1993 e di lire 400 miliardi per ciascuno
degli anni 1994 e 1995. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione
del Ministero del tesoro per l'anno 1993, all'uopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e della
previdenza sociale. Le somme non impegnate in ciascun esercizio
finanziario possono esserlo in quello successivo.".
- Il testo della tabella D, relativo al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2003)), e' il seguente:
"Tabella D RIFINANZIAMENTO DI NORME
RECANTI INTERVENTI DI SOSTEGNO DELL'ECONOMIA CLASSIFICATI TRA LE SPESE IN
CONTO CAPITALE.
=====================================================================
Oggetto del provvedimento | 2003 | 2004 | 2005
=====================================================================
|(migliaia| di | euro)
---------------------------------------------------------------------
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE | | |
SOCIALI | | |
---------------------------------------------------------------------
Decreto-legge n. 791 del 1981, convertito, | | |
con modificazioni dalla legge n. 54 del | | |
1982: Disposizioni in matezia | | |
previdenziale: Art. 12: Finanziamento | | |
delle attivita' di formazione professiona1e| | |
(Settore n. 27) (2.2.3.2 - Formazione | | |
professionale - cap. 7111) | 12.746 |12.746| 12.746
---------------------------------------------------------------------
Decreto-legge n. 148 del 1993, convertito, | | |
con modificazioni, dalla legge n. 236 del | | |
1993: Interventi urgenti a sostegno | | |
dell'occupazione: Art. 1, comma 7: Fondo | | |
per l'occupazione. (Settore n. 27) (2.2.3.3| | |
- Occupazione - cap. 7141) | 44.667 |11.467|520.999
---------------------------------------------------------------------
| 57.413 |24.213|533.745"
Art. 1-bis
1. Ai fini della
collocazione in mobilita' entro il 31 dicembre 2004 ai sensi
dell'articolo 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive
modificazioni, le disposizioni di cui all'articolo 1-septies del
decreto-legge 8 aprile 1998, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 5 giugno 1998, n. 176, e successive modificazioni, si applicano,
avuto anche riguardo ai processi di ristrutturazione, riorganizzazione,
crisi o modifica degli assetti societari e aziendali derivanti da un
andamento involutivo del settore di appartenenza, nel limite di 7.000
unita' a favore di imprese o gruppi di imprese i cui piani di gestione
delle eccedenze occupazionali siano stati oggetto di esame in sede di
Presidenza del Consiglio dei Ministri o di Ministero del lavoro e delle
politiche sociali nel corso dell'anno 2002 e fino al 15 giugno 2003. Gli
oneri relativi alla permanenza in mobilita', ivi compresi quelli relativi
alla contribuzione figurativa, sono posti a carico delle imprese per i
periodi che eccedono la mobilita' ordinaria. Ai lavoratori ammessi alla
mobilita' in base alla presente norma si applicano, ai fini dei
trattamento pensionistico, le disposizioni di cui all'articolo 11 della
legge 23 dicembre 1994, n. 724, e relativa tabella A, nonche' le
disposizioni di cui all'articolo 59, commi 6 e 7, lettere a) e b), e 8
della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Le imprese o gruppi di imprese che
intedono avvalersi della presente disposizione devono presentare domanda
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro il 30 giugno
2003. Riferimenti normativi: - Il testo dell'art. 4 della citata legge n.
223 del 1991, e' il seguente: "Art. 4 (Procedura per la
dichiarazione di mobilita).
- 1. L'impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di
integrazione salariale qualora nel corso di attuazione del programma di
cui all'art. 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a
tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative,
ha facolta' di avviare le procedure di mobilita' ai sensi del presente
articolo.
2. Le imprese che intendano esercitare la facolta' di cui al comma 1 sono
tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze
sindacali aziendali costituite a norma dell'art. 19, della legge 20
maggio 1970, n. 300, nonche' alle rispettive associazioni di categoria.
In mancanza delle predette rappresentanze la comunicazione deve essere
effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni
rappresentative sul piano nazionale. La comunicazione alle associazioni
di categoria puo' essere effettuata per il tramite dell'associazione dei
datori di' lavoro alla quale l'impresa aderisce o conferisce mandato.
3. La comunicazione di cui al comma 2 deve contenere indicazione: dei
motivi che determinano la situazione di eccedenza; dei motivi tecnici,
organizzativi o produttivi per i quali si ritiene di non poter adottare
misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione ed evitare, in
tutto o in parte, la dichiarazione di mobilita'; del numero, della
collocazione aziendale e dei profili professionali del personale
eccedente, nonche' del personale abitualmente impiegato; dei tempi di
attuazione del programma di mobilita'; delle eventuali misure programmate
per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell'attuazione del
programma medesimo del metodo di calcolo di tutte le attribuzioni
patrimoniali diverse da quelle gia' previste dalla legislazione vigente e
dalla contrattazione collettiva. Alla comunicazione va allegata copia
della ricevuta del versamento all'INPS, a titolo di anticipazione sulla
somma di cui all'art. 5, comma 4, di una somma pari al trattamento
massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei
lavoratori ritenuti eccedenti.
4. Copia della comunicazione di cui al comma 2 e della ricevuta del
versamento di cui al comma 3 devono essere contestualmente inviate
all'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione.
5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di
cui al comma 2, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e
delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto tra le
parti, allo scopo di esaminare le cause che hanno contribuito a
determinare l'eccedenza del personale e le possibilita' di utilizzazione
diversa di tale personale, o di una sua parte, nell'ambito della stessa
impresa, anche mediante contratti di solidarieta' e forme flessibili di
gestione del tempo di lavoro. Qualora non sia possibile evitare la
riduzione di personale, e' esaminata la possibilita' di ricorrere a
misure sociali di accompagnamento intese, in particolare, a facilitare la
riqualificazione e la riconversione dei lavoratori licenziati. I
rappresentanti sindacali dei lavoratori possono farsi assistere, ove lo
ritengano opportuno, da esperti.
6. La procedura di cui al comma 5 deve essere esaurita entro
quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione
dell'impresa. Quest'ultima da' all'Ufficio provinciale del lavoro e della
massima occupazione comunicazione scritta sul risultato della
consultazione e sui motivi del suo eventuale esito negativo. Analoga
comunicazione scritta puo' essere inviata dalle associazioni sindacali
dei lavoratori.
7. Qualora non sia stato raggiunto l'accordo, il direttore dell'Ufficio
provinciale del lavoro e della massima occupazione convoca le parti al
fine di un ulteriore esame delle materie di cui al comma 5, anche
formulando proposte per la realizzazione di un accordo. Tale esame deve
comunque esaurirsi entro trenta giorni dal ricevimento da parte
dell'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione della
comunicazione dell'impresa prevista al comma 6.
8. Qualora il numero dei lavoratori interessati dalla procedura di
mobilita' sia inferiore a dieci, i termini di cui ai commi 6 e 7 sono
ridotti alla meta'.
9. Raggiunto l'accordo sindacale ovvero esaurita la procedura di cui ai
commi 6, 7 e 8, l'impresa ha facolta' di collocare in mobilita' gli
impiegati, gli operai e i quadri eccedenti, comunicando per iscritto a
ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di preavviso.
Contestualmente, l'elenco dei lavoratori collocati in mobilita', con
l'indicazione per ciascun soggetto del nominativo, del luogo di
residenza, della qualifica, del livello di inquadramento, dell'eta', del
carico di famiglia, nonche' con puntuale indicazione delle modalita' con
le quali sono stati applicati i criteri di scelta di cui all'art. 5,
comma 1, deve essere comunicato per iscritto all'Ufficio regionale del
lavoro e della massima occupazione competente, alla Commissione regionale
per l'impiego e alle associazioni di categoria di cui al comma 2.
10. Nel caso in cui l'impresa rinunci a collocare in mobilita' i
lavoratori o ne collochi un numero inferiore a quello risultante dalla
comunicazione di cui al comma 2, la stessa procede al recupero delle
somme pagate in eccedenza rispetto a quella dovuta ai sensi dell'art. 5,
comma 4, mediante conguaglio con i contributi dovuti all'INPS, da
effettuarsi con il primo versamento utile successivo alla data di
determinazione del numero dei lavoratori posti in mobilita'.
11. Gli accordi sindacali stipulati nel corso delle procedure di cui al
presente articolo, che prevedano il riassorbimento totale o parziale dei
lavoratori ritenuti eccedenti, possono stabilire, anche in deroga al
secondo comma dell'art. 2103 del codice civile, la loro assegnazione a
mansioni diverse da quelle svolte.
12. Le comunicazioni di cui al comma 9 sono prive di efficacia ove siano
state effettuate senza l'osservanza della forma scritta e delle procedure
previste dal presente articolo.
13. I lavoratori ammessi al trattamento di cassa integrazione, al termine
del periodo di godimento del trattamento di integrazione salariale,
rientrano in azienda.
14. Il presente articolo non trova applicazione nel caso di eccedenze
determinate da fine lavoro nelle imprese edili e nelle attivita'
stagionali o saltuarie, nonche' per i lavoratori assunti con contratto di
lavoro a tempo determinato.
15. Nei casi in cui l'eccedenza riguardi unita' produttive ubicate in
diverse province della stessa regione ovvero in piu' regioni, la
competenza a promuovere l'accordo di cui al comma 7 spetta
rispettivamente al direttore dell'Ufficio regionale del lavoro e della
massima occupazione ovvero al Ministro del lavoro e della previdenza
sociale. Agli stessi vanno inviate le comunicazioni previste dal comma 4.
15-bis. Gli obblighi di informazione, consultazione e comunicazione
devono essere adempiuti indipendentemente dal fatto che le decisioni
relative all'apertura delle procedure di cui al presente articolo siano
assunte dal datore di lavoro o da un'impresa che lo controlli. Il datore
di lavoro che viola tali obblighi non puo' eccepire a propria difesa la
mancata trasmissione, da parte dell'impresa che lo controlla, delle
informazioni relative alla decisione che ha determinato l'apertura delle
predette procedure.
16. Sono abrogati gli articoli 24 e 25 della legge 12 agosto 1977, n.
675, le disposizioni del decreto-legge 30 marzo 1978, n. 80, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 maggio 1978, n. 215, ad eccezione
dell'art. 4-bis, nonche' il decreto-legge 13 dicembre 1978, n. 795,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 febbraio 1979, n. 36.".
- Il testo dell'art. 1-septies del decreto-legge 8 aprile 1998, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 1998, n. 176,
(Interventi urgenti in materia occupazionale), e' il seguente: "Art.
1-septies (Disposizioni in materia di mobilita).
- 1. Le disposizioni di cui all'art. 3, commi 1 e 2, del decreto-legge 19
maggio 1997, n. 129, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 luglio
1997, n. 229, si applicano, nel limite di tremila unita', a favore delle
aziende ubicate nei territori interessati alle proroghe di cui all'art.
4, comma 21, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, per i lavoratori da
collocare in mobilita' entro il 31 dicembre 2002. I lavoratori di cui al
presente comma sono collocati in pensionamento al raggiungimento dei
requisiti di accesso e di decorrenza del trattamento pensionistico di
anzianita' previsti dalla legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificata
dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449. Gli oneri relativi alla permanenza
in mobilita', ivi compresi quelli relativi alla contribuzione figurativa,
per i periodi che eccedono la mobilita' ordinaria, sono posti a carico
delle imprese. Le imprese che intendono avvalersi della presente
disposizione devono presentare domanda al Ministero del lavoro e della
previdenza sociale entro il 30 settembre 1998.".
- Il testo dell'art. 11 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di
razionalizzazione della finanza pubblica), e' il seguente: "Art. 11
(Eta' per il pensionamento di vecchiaia).
- 1. La tabella A allegata al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
503, e' sostituita dalla tabella A allegata alla presente legge.".
- Il testo della tabella A della citata legge n. 724 del 1994, e' il
seguente:
"Tabella A (articolo
11, comma 1) ETA' RICHIESTA PER IL PENSIONAMENTO DI VECCHIAIA
=====================================================================
Periodo di riferimento | Uomini | Donne
=====================================================================
Dal 1° gennaio 1994 al 30 giugno 1995 | 61° anno | 56° anno
Dal 1° luglio 1995 al 31 dicembre 1996 | 62° anno | 57° anno
Dal 1° gennaio 1997 al 30 giugno 1998 | 63° anno | 58° anno
Dal 1° luglio 1998 al 31 dicembre 1999 | 64° anno | 59° anno
Dal 1° gennaio 2000 in poi: | 65° anno | 60° anno".
- Il testo dei commi 6, 7,
lettere a) e b), e 8 dell'art. 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449
(Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), e' il seguente;
"6. Con effetto sui trattamenti pensionistici di anzianita'
decorrenti dal 1 gennaio 1998, a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti per i
lavoratori dipendenti e autonomi e delle forme di essa sostitutive ed
esclusive, il diritto per l'accesso al trattamento si consegue, salvo
quanto previsto al comma 7, al raggiungimento dei requisiti di eta'
anagrafica e di anzianita' ovvero di sola anzianita' contributiva
indicati nella tabella C allegata alla presente legge per i lavoratori
dipendenti iscritti all'assicurazione generale obbligatoria ed alle forme
di essa sostitutive e nella tabella D allegata alla presente legge per i
lavoratori dipendenti pubblici iscritti alle forme esclusive
dell'assicurazione generale obbligatoria; per i lavoratori autonomi
l'accesso al trattamento si consegue al raggiungimento di un'anzianita'
contributiva non inferiore a 35 anni e al compimento del cinquantottesimo
anno di eta'. Per il periodo dal 1 gennaio 1998 al 31 dicembre 2000 resta
fermo il requisito anagrafico di 57 anni ed i termini di accesso di cui
al comma 8 sono differiti di quattro mesi. E' in ogni caso consentito
l'accesso al pensionamento al raggiungimento del solo requisito di
anzianita' contributiva di 40 anni. Al fine di favorire la
riorganizzazione ed il risanamento della Societa' Ferrovie dello Stato
S.p.A. in considerazione del processo di ristrutturazione e sviluppo del
sistema di trasporto ferroviario, con accordo collettivo da stipulare
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge con
le organizzazioni sindacali di categoria, e' istituito un fondo a
gestione bilaterale con le finalita' di cui all'art. 2, comma 28, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662. Decorso un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge e, successivamente, con cadenza annuale, si
procede ad una verifica degli effetti sul piano occupazionale degli
interventi attuati anche con riferimento alle misure, a carico del
medesimo fondo, istituito per il perseguimento di politiche attive del
lavoro e per il sostegno al reddito per il personale eccedentario, da
individuare anche sulla base di criteri che tengano conto della anzianita
contributiva o anagrafica; a tale personale, nei cui confronti operino le
predette miure, trovano applicazione i previgenti requisiti di accesso e
di decorrenza dei trattamenti pensionistici non oltre quattro anni dalla
medesima data di entrata in vigore della presente legge. Sull'esito delle
verifiche il Governo riferisce alle competenti Commissioni parlamentari.
7. Le disposizioni in materia di requisiti per l'accesso al trattamento
pensionistico di cui alla tabella B allegata alla legge 8 agosto 1995, n.
335, trovano applicazione nei confronti:
a) dei lavoratori dipendenti pubblici e privati qualificati dai contratti
collettivi come operai e per i lavoratori ad essi equivalenti, come
individuati ai sensi del comma 10;
b) dei lavoratori dipendenti che risultino essere stati iscritti a forme
pensionistiche obbligatorie per non meno di un anno in eta' compresa tra
i 14 ed i 19 anni a seguito di effettivo svolgimento di attivita'
lavorativa;
c) dei lavoratori che siano stati collocati in mobilita' ovvero in cassa
integrazione guadagni straordinaria per effetto di accordi collettivi
stipulati entro il 3 novembre 1997, ivi compresi i lavoratori dipendenti
da imprese che hanno presentato domanda ai sensi dell'art. 3 del
decreto-legge 19 maggio 1997, n. 129, convertito, con modificazioni,
dalla legge 18 luglio 1997, n. 229, per il numero di lavoratori da
collocare in mobilita' indicato nella domanda medesima, anche
considerando conformemente i numeri indicati nelle domande presentate
dalle imprese appartenenti ai medesimo gruppo, e per i quali l'accordo
collettivo di individuazione del numero delle eccedenze intervenga entro
il 31 marzo 1998, nonche' dei lavoratori ammessi entro il 3 novembre 1997
alla prosecuzione volontaria, che in base ai predetti requisiti di
accesso alle pensioni di anzianita' di cui alla citata legge n. 335 del
1995 conseguano il trattamento pensionistico di anzianita' al termine
della fruizione della mobilita', del trattamento straordinario di
integrazione salariale ovvero, per i prosecutori volontari, durante il
periodo di prosecuzione volontaria e, comunque, alla data del 31 dicembre
1998. Per i prepensionamenti autorizzati in base a disposizioni di legge
anteriori al 3 novembre 1997 continuano a trovare applicazione le
disposizioni medesime.
8. I lavoratori, per i quali sono liquidate le pensioni a carico delle
forme di previdenza dei lavoratori dipendenti, che risultino in possesso
dei requisiti di cui ai commi 6 e 7, lettere a) e b), entro il primo
trimestre dell'anno, possono accedere al pensionamento di anzianita' dal
1 luglio dello stesso anno, se di eta' pari o superiore a 57 anni; entro
il secondo trimestre, possono accedere al pensionamento dal 1 ottobre
dello stesso anno, se di eta' pari o superiore a 57 anni; entro il terzo
trimestre, possono accedere al pensionamento dal 1 gennaio dell'anno
successivo; entro il quarto trimestre, possono accedere al pensionamento
dal 1 aprile dell'anno successivo. Per l'anno 1998 i diversi termini di
accesso al pensionamento di anzianita' sono comunque differiti di tre
mesi, salvo che per i lavoratori di cui al comma 7, lettera c), nonche'
per quelli che abbiano raggiunto una anzianita' contributiva non
inferiore a 40 anni, per i quali restano confermati i termini di cui alle
previgenti disposizioni. I lavoratori che conseguono il trattamento di
pensione a carico delle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i
coltivatori diretti e che risultino in possesso dei requisiti di cui al
comma 6 entro il primo trimestre dell'anno possono accedere al
pensionamento dal 1 ottobre del medesimo anno; entro il secondo
trimestre, dal 1 gennaio dell'anno successivo; entro il terzo trimestre,
dal 1 aprile dell'anno successivo; entro il quarto trimestre, dal 1
luglio dell'anno successivo.
Ai dipendenti che abbiano maturato i requisiti per l'accesso al
trattamento pensionistico previsti dai commi 6 e 7 entro il 31 dicembre
1997, l'accesso al pensionamento e' consentito a decorrere dal 1 aprile
1998. Le disposizioni di cui al presente comma ed ai commi 6 e 7 trovano
applicazione ai casi di pensionamento anticipato di cui al comma 185
dell'art. 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.".
Art. 2
1. Il presente decreto
entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato
alle Camere per la conversione in legge.
|