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PER NON DIMENTICARE ...
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LE TRAGEDIE SUL LAVORO IN ITALIA
Questa sezione e' stata
aperta il 20.12.2007 per ricordare il terribile incidente
nell'acciaieria ThyssenKrupp, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, dove
sono morti 7 lavoratori.
Vuole essere un forte
segnale di solidarieta' ai familiari degli scomparsi ed un tributo alla memoria
delle vittime di questa tragedia, di quelle che sono accadute e
di quelle che,
purtroppo, potrebbero ancora succedere nella speranza che non siano mai
dimenticate.
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La sezione
e' aperta ai contributi di tutti coloro che desiderano apportare
ulteriori informazioni, analisi, osservazioni tecniche in relazione a
questi tragici accadimenti in modo da prevenire
possibili altri incidenti / infortuni in situazioni simili.
Per
qualsiasi materiale / notizia / aggiornamento sulle tragedie piu' sotto
elencate
rimaniamo a disposizione al seguente indirizzo e-mail: info@sicurezzaonline.it o al n. di
tel: 0422 629399
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2007
- 2008
-
2009
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Esplosione in una fabbrica
di gomma - 2 morti
17 novembre 2008 |
17 novembre 2008. Lo scoppio di un miscelatore in un'impresa di pneumatici ha causato la morte del direttore dello stabilimento e di un operaio. I testimoni: "Una deflagrazione violentissima e senza preavviso"
BOLOGNA - Una sperimentazione di un nuovo prodotto finita in tragedia. Il bilancio: due vittime e tre feriti. Questa mattina un'esplosione alla Marconigomme di Sasso Marconi, azienda bolognese produttrice di pneumatici, ha provocato la morte del direttore dello stabilimento, Fabio Costanzi, 56 anni, e di operaio indiano di 45 anni, Iadav Ranjaz. Secondo le prime ricostruzioni fatte dai vigili del fuoco, all'origine della tragedia ci sarebbe lo scoppio di un miscelatore col quale Costanzi e Ranjaz stavano realizzando una fusione della gomma. La deflagrazione ha provocato un successivo incendio nel fabbricato. "Abbiamo provato a spegnerlo e a tirare fuori i nostri compagni", ha affermato Dervishi Zamir, un dipendente, "ma il fuoco non ce lo ha permesso e sono morti tra le nostre braccia". A detta dei testimoni, l'esplosione sarebbe stata "immensa, violentissima e senza preavviso". "Ho visto i vetri saltare e il reparto è diventato tutto nero", ha dichiarato Luciano Cardin, responsabile di produzione dell'azienda, secondo cui sarà difficile fare un'esatta ricostruzione della dinamica dell'incidente. "E' la sperimentazione più sicura che si possa fare", ha valutato, spiegando che in quel momento gli operai non avevano protezioni proprio perché impegnati in un'attività che non prevede particolari misure di sicurezza.
Immediato il cordoglio delle istituzioni. Sul luogo dell'incidente si sono recati il presidente della Regione Vasco Errani e il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia. "A nome del governo tutto, esprimo la più sentita partecipazione al dolore dei familiari e dei colleghi", ha dichiarato in un comunicato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il rappresentante dell'esecutivo, così, ha annunciato l'intenzione di Palazzo Chigi "di rendere più effettive le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso la maggiore collaborazione delle proprie funzioni ispettive con quelle delle Aziende sanitarie cui oggi è riconosciuta primaria competenza in materia". "In particolare, vogliamo integrare in un unico sistema le funzioni esperte dell'INAIL e dell'Ispesl in modo da offrire un ancor più solido e omogeneo riferimento per tutte le attività di ricerca sulla sicurezza, di prevenzione, assicurazione e riabilitazione.
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Lavoro. Nel settore gomma ogni anno 11mila infortuni
18 novembre 2008. Ieri a Bologna l'esplosione costata la vita a due persone. Anche se l'andamento è decrescente nell'ultimo triennio, gli incidenti nel comparto superano quelli dell'Industria e Servizi. Ma il 40% dei casi mortali è in itinere
ROMA - Il giorno dopo il terribile incidente alla Marconigomma di Sasso Marconi si cercano le cause dell'esplosione costata la vita al direttore dello stabilimento, Fabio Costanzi di 56 anni, e ad un operaio indiano, Iadav Ranjaz, di 45. A provocare lo scoppio forse una reazione con i residui di una precedente lavorazione, o una quantità eccessiva di prodotto nel macchinario. L'attenzione degli inquirenti è concentrata, in particolare, sulla mescola che, secondo le testimonianze dei colleghi delle vittime, era di un tipo assolutamente nuovo. Ma sono ancora soltanto ipotesi.
L'incidente di ieri è solo l'ultimo di una lunga serie che, nell'ultimo anno, ha caratterizzato il settore gomma. Anche se l'andamento è leggermente decrescente dal 2005 a oggi ( -2,7% nel triennio) ogni anno si contano, infatti, poco più di 11mila infortuni. Per quanto riguarda, invece, gli incidenti mortali l'andamento nel triennio è altalenante : in media 15 morti l'anno, di cui però il 40% avvenuti in itinere, nel tragitto casa-lavoro-casa. Nel 2007, in particolare, su 16 infortuni mortali 9 sono avvenuti in occasione di lavoro e 7 in itinere.
Rispetto alla media dell'Industria e Servizi in termini relativi (indici di frequenza) l'indice complessivo è nettamente superiore (+46,1%); mentre è leggermente inferiore per gli infortuni gravi (-1,2%) e nettamente inferiore (- 50%) per gli infortuni mortali (indici calcolati al netto degli itinere).
Dati industria della gomma
Fonte: INAIL
La discussione su questo incidente
nel Forum:
Infortuni mortali sul lavoro
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Caduta da piattaforma
rampante - 3 morti
2 ottobre 2008 |
Tragedia sulla A1. La
procura di Firenze ipotizza
il reato di omicidio colposo
3 ottobre 2008. Tra i primi
accertamenti previsti la
perizia sulla piattaforma
aerea dalla quale i tre
operai sono precipitati. Le
vittime stavano lavorando al
fissaggio di uno dei sei
piloni di cemento armato che
reggeranno il viadotto
FIRENZE - Omicidio colposo.
E' questo il reato
ipotizzato dalla Procura di
Firenze per la morte,
avvenuta ieri pomeriggio, di
3 operai nel cantiere
autostradale della A1 a
Barberino di Mugello, in
provincia di Firenze. Ad
annunciare il provvedimento
è stato il pm che coordina
le indagini, Luciana
Singlitico. "Non si sa
ancora nulla, stiamo
aspettando gli
accertamenti",ha detto. "E'
evidente che c'è un omicidio
colposo, ma ancora non
sappiamo a cosa è dovuto. Il
fascicolo si apre sempre in
questi casi, ma bisogna fare
ancora tutti gli
accertamenti".
Intanto continuano le
indagini sul tragico
episodio costato la vita a
Giovanni Mesiti di 49 anni,
Rosario Caruso, di 26 e
Gaetano Cervicato di 45. I
tre operai sono morti dopo
un volo di quaranta metri da
una piattaforma aerea.
Secondo le prime
testimonianze le vittime
stavano lavorando al
fissaggio di uno dei sei
piloni di cemento armato che
reggeranno il viadotto. E
proprio la perizia sul
montaggio di uno dei perni
di tenuta della piattaforma
aerea sarà tra i primi
accertamenti che la procura
di Firenze chiederà di fare
agli esperti. "Dobbiamo
appurare bene cosa è
accaduto anche prima del
fatto", ha affermato il
procuratore della Repubblica
di Firenze, Giuseppe
Quattrocchi parlando della
vicenda con i giornalisti.
"C'è un problema di
intervento operativo", ha
spiegato. "In particolare
abbiamo una dichiarazione in
cui si parla di un perno ma
non è chiaro se è stato
cambiato, montandone uno
nuovo, o se ci sia stato un
intervento di riparazione o
manutenzione".
Secondo quanto riferito dai
testimoni, i tre operai non
erano imbracati con le corde
perché, nonostante
l'altezza, la piattaforma
avrebbe dovuto garantire la
sicurezza prevista dai
regolamenti. Il pilone da
cui sono precipitati è,
infatti, interamente
circondato sui quattro lati
e sulla sommità da
piattaforme analoghe a
quella che ha ceduto. Il
cantiere, ha precisato
Autostrade per l'Italia in
una nota, si trova nel
Comune di Barberino ed è
appaltato alla ditta Toto.
Proprio nei giorni scorsi a
Bologna era stato firmato un
accordo per incentivare la
sicurezza sul lavoro nei
cantieri stradali della
variante di valico.
Nella giornata di ieri altre
tre persone hanno perso la
vita sul luogo di lavoro. A
Genova un uomo è caduto in
un pozzo per l'estrazione di
biogas nella discarica di
Scarpino, mentre a Torgiano,
in provincia di Perugia un
altro operaio è stato
travolto da un carro-ponte.
A Sesto Fiorentino, infine,
tre persone sono rimaste
ferite mentre stavano
effettuando lavori di
manutenzione sulla linea
ferroviaria Firenze-Prato.
In due sono in gravi
condizioni mentre il terzo
non ce l'ha fatta. Secondo
le prime ricostruzioni i tre
operai sono stati investiti
da un carrello che si
muoveva per spostare le
merci.
Fonte: INAIL
La discussione su questo incidente
nel Forum:
Infortuni mortali sul lavoro
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Infortunio mortale plurimo
per asfissia
- 6 morti
11 giugno 2008 |
Tragedia in Sicilia: muoiono sei
operai in un depuratore -
11 giugno 2008. L’incidente è avvenuto nel depuratore consortile
di Mineo, a 35 km da Catania. Secondo le prime ricostruzioni gli operai stavano
pulendo una vasca. Quattro degli operai erano dipendenti comunali e due di
un’azienda privata.
CATANIA - Un
grave incidente sul lavoro si è verificato questo pomeriggio in Sicilia. Sei
operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania,
sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende dai carabinieri e
Vigili del fuoco già giunti sul posto. Secondo le prime ricostruzioni la
morte potrebbe essere stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche, ma non
si escludono altre ipotesi. Tra queste anche quella di una forte scossa
elettrica. Quattro dei sei operai erano dipendenti comunali e altri due di
un'azienda privata. Solo tre mesi fa, il 3 marzo, un'altro grave incidente sul
lavoro era costata la vita a cinque operai presso il
Truck center di Molfetta.
Anche in questo caso a causare la morte degli operai le esalazioni da sostanze
tossiche.
Fonte: INAIL
La cronaca
Le news da Repubblica >>
Le news dal Corriere della Sera >>
Riportiamo l'attenzione su quanto
avevamo evidenziato in occasione del terribile incidente di Molfetta, in cui
persero la vita 5 persone, relativamente ai lavori in spazi confinati:
La discussione su questo incidente
nel Forum:
Infortuni mortali sul lavoro
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Scoppio nella fabbrica "Masterplast"
- 2 morti e 3 feriti
16 aprile 2008 |
16 aprile 2008. L’incidente
nella fabbrica di Cornate
D’Adda è stato causato
dall’esplosione di un
estrusore
MILANO - Esplosione in una
fabbrica di materiale
plastico a Cornate D'Adda
nella nuova provincia di
Monza e Brianza. Due operai
sono morti. Altri tre sono
stati feriti. Secondo la
ricostruzione gli operai
deceduti sono un 48enne
italiano, Raimondo Casati, e
un 28enne di origine
africana, Moussa Compaore. I
due facevano parte di un
gruppo di una decina di
lavoratori che sono stati
investiti dallo scoppio
mentre stavano lavando un
macchinario utilizzato per
l'estrusione di plastica, un
procedimento che trasforma
fogli di plastica in
palline. Investiti da
bulloni, viti, e parti del
macchinario i due operai
sarebbero morti all'istante.
I tre feriti, di cui nessuno
pare in gravi condizioni,
sono stati ricoverati
all'ospedale di Vimercate.
La Procura della Repubblica
di Monza ha aperto un
fascicolo sull'incidente e
si accinge a disporre
consulenze tecniche per
risalire alle cause dello
scoppio. In attesa delle
prime relazioni dei tecnici
dell'Asl e dei Carabinieri,
il procuratore di Monza,
Antonio Pizzi e il pm di
turno, Giordano Baggio,
hanno posto sotto sequestro
il reparto dove si trovava
il macchinario, ma al
momento non è stata
formulata alcuna ipotesi di
reato. L'indagine si
presenta comunque molto
complessa. Il
malfunzionamento dell'estrusore,
era infatti già stato
segnalato dai dipendenti
occupati nel turno del
mattino. Si dovrà dunque
chiarire se ci sono
eventuali responsabilità su
una tragedia, che con tutta
probabilità, poteva essere
evitata.
Nel 2006 gli infortuni
mortali nel settore sono
stati 24 con 11.342
infortuni denunciati. Nel
2007, i dati stimati parlano
di 16 infortuni mortali con
10.217
infortuni denunciati.
Fonte: INAIL
Dal nostro Forum:
Esplosione estrusore >>
Vai al ns. Dossier sulle direttive ATEX >> |
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Infortunio mortale plurimo in spazio confinato -
5 morti
3 marzo 2008 |
Un'altra strage sul lavoro:
cinque vittime in un'autocisterna di zolfo a Molfetta
Sono stati uccisi dalle
esalazioni. Uno degli operai era stato ricoverato in
condizioni gravi: è morto all'alba

Fotografia tratta da: Corriere.it
BARI
- Sono cinque le persone morte in un tragico
incidente sul lavoro avvenuto lunedì in
un'autocisterna nella zona industriale di
Molfetta. Quattro vittime sono decedute subito:
si tratta di Vincenzo Altomare, 63 anni,
titolare della ditta di lavaggio di autocisterne
«Truck Center»; Guglielmo Mangano, 43 anni;
Luigi Farinola, 36 anni; Biagio Sciancalepore,
22 anni. La quinta, Michele Tasca, 20 anni, è
morta martedì all'alba a causa dell'aggravamento
del quadro clinico. In nottata il bollettino
medico parlava di «grave compromissione dello
scambio respiratorio legato a stato di edema
polmonare acuto» e le sue condizioni erano
disperate.
L'INCIDENTE - Secondo la ricostruzione dei
vigili del fuoco, gli operai stavano lavorando
alla manutenzione di un'autocisterna adibita al
trasporto di zolfo in polvere. In particolare,
dovevano procedere al lavaggio della cisterna.
Quando il primo operaio, Guglielmo Mangano, ha
accusato un malore all'interno del serbatoio,
per soccorrerlo è intervenuto il titolare della
ditta, Vincenzo Altomare. A causa delle
salazioni, però, Altomare non è riuscito ad
aiutare il suo collega e a questo punto sono
intervenuti l'autista di un camion di un'altra
ditta che opera nella zona industriale e altri
due operai. La strage si è compiuta in pochi
minuti.
AUTORESPIRATORI - Franco
Sarto, vicepresidente dell'Anmelp (Associazione
nazionale dei medici del lavoro pubblici),
spiega che «quegli operai avrebbero dovuto
essere protetti da scafandri. Nelle autocisterne
è difficile entrare con le bombole - aggiunge -
per questo ci sono gli autorespiratori,
collegati all'esterno con dei tubi».
DNAMICA - La dinamica dell'incidente, però, va
chiarita. Come spiega infatti il professor
Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di Medicina
Legale all'Università "La Sapienza" di Roma,
negli ultimi decenni episodi del genere hanno
pochissimi precedenti (tanto che la casistica
degli esperti, più che sugli incidenti sul
lavoro di età industriale, si fonda ancora sulle
vecchie solfatare). «Sinceramente - confessa -
in tanti anni è la prima volta che sento un
episodio del genere, sono casi rarissimi». Rari,
ma fatali: «Quando si formano vapori di zolfo di
anidride solforosa o idrogeno solforato - prova
a spiegare l'esperto - il sangue non si ossigena
più, viene bloccata l'emoglobina, e si muore per
asfissia. Non respiratoria, ma sanguigna». E la
morte è rapida: «Non c'è molto tempo, quasi
subito interviene la perdita di conoscenza, che
probabilmente è quello che è capitato agli
operai scesi nella cisterna per tentare di
soccorrere la prima vittima, e si muore. C'è
poco da fare, ci vorrebbe (ma solo se sono
passati pochi istanti di esposizione)
un'immediata rianimazione e un soccorso con
ossigeno, ma anche in questo caso le speranze
sono pochissime, lo zolfo è un elemento che una
volta respirato non perdona».
Le foto
Fonte:
Corriere.it
Altre
foto dell'incidente da Repubblica.it
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/incidente-molfetta/1.html Fonte:
Repubblica.it
Riportiamo qui sotto alcuni riferimenti web affinche' simili incidenti
non abbiano piu' ad accadere:
Soccorso a persona in spazi confinati (10 pagine in Microsoft
Word)
Qualita' dell'aria nello spazio confinato (13 pagine in PDF)
Soccorso in ambienti confinati (173 slides in Microsoft Power
Point)
La
discussione su questo incidente nel Forum:
Infortuni
mortali sul lavoro
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Esplosione in fabbrica di
fuochi d'artificio - 4 morti
6 febbraio 2008 |
Esplosione
in fabbrica di fuochi d'artificio: 4 morti e un ferito
Terni.
Tragedia in una fabbrica d'artificio e deposito del viterbese. Quattro
persone sono morte e un'altra è rimasta gravemente ferita in
un'esplosione, avvenuta intorno alle 10.30, nell'azienda Cignelli, in
località S. Egidio di Madonna delle Macchie, vicino a Castiglione in
Teverina, nel confine tra Umbria e Lazio. A perdere la vita è stata
un'intera famiglia: i due fratelli titolari della ditta e le rispettive
mogli. Oltre Renato Cignelli di 44 anni e la moglie Rosanna Abatematteo
di 41, Fiorenzo Cignelli di 58 anni e la moglie Elisabetta Tirinnanzi di
53 (tutti residenti nel comune di Castiglione in Teverina), in fabbrica
c'era pure un altro congiunto, Giandomenico Cignelli, 26 anni. Quest'ultimo
che al momento dell'esplosione si trovava in un'altra stanza rispetto ai
parenti, è rimasto gravemente ferito. Ora si trova ricoverato al centro
grandi ustionati del S.Eugenio di Roma. A causa della forte esplosione
il tetto della fabbrica (quasi completamente distrutta) è crollato e un
grosso incendio, ora domato, si è sviluppato successivamente. A quanto
si è appreso dalla questura di Terni, la fabbrica era in possesso di
regolare autorizzazione da parte della prefettura per la produzione e
vendita di materiali esplodenti. Sul posto sono intervenute numerose
squadre dei vigili del fuoco arrivate da Terni, Orvieto ed Amelia e
diverse volanti della polizia. I corpi delle vittime sono stati
recuperati dai pompieri che ora stanno lavorando al fine di accertare le
cause che hanno portato alla tragedia. Sul caso indaga anche la squadra
mobile della questura di Terni, diretta da Luca Sarcoli, che questa
mattina si è recato sul posto insieme anche al questore di Terni,
Gianfranco Urti e al procuratore Flaminio Monteleone."E'
incredibile che incidenti così gravi avvengano ancora, soprattutto in
fabbriche che, producendo esplosivi, dovrebbero essere più che
controllate", ha detto Giampaolo Patta, sottosegretario alla salute
con delega alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Patta che questa mattina
si trovava a Perugia per un incontro si è recato il lugo della
tragedia. "Il governo -ha proseguito Patta- anche in questa fase di
crisi continua il suo impegno per concludere la nuova legge delega sulla
salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro". Il sottosegretario
ha annunciato poi che domani ci sarà l'ultimo incontro con le parti
sociali.
Fonte:
Estense.com
Esplode fabbrica di
fuochi di artificio in provincia di Terni. Morte quattro persone
6
febbraio 2008. Dal 2004 al 2007 sono
stati 350 gli incidenti e 24 le morti
bianche nel settore pirotecnico. La
regione più colpita è la Campania
TERNI - Una
famiglia sterminata dall'esplosione di
una fabbrica di fuochi di artificio. Uno
zio, suo nipote e le loro mogli sono
morti questa mattina nel grande incendio
seguito all'esplosione della fabbrica
Cignelli a Sant'Egidio di Madonna delle
Macchie, nel comune di Orvieto, al
confine tra Umbria e Lazio. Mentre un
loro congiunto ha riportato gravi
ustioni.
Non è
comunque certo la prima volta che una
fabbrica di fuochi di artificio esplode
provocando vittime. Secondo l'INAIL
negli ultimi quattro anni gli infortuni
sul lavoro nel settore pirotecnico
sono
stati 350 (circa 90 ogni anno) e i morti
24 (per una media di 6 l'anno).
Ad essere colpito è soprattutto
il
Mezzogiorno, dove si è verificato circa
il 60% degli infortuni e l'80% delle
morti. Quello delle imprese
pirotecniche è un settore produttivo di
nicchia con circa
900
aziende assicurate per un totale di poco
più di 1.700 addetti. Sempre
secondo l'INAIL si tratta di un settore
caratterizzato da una struttura
estremamente precaria e frammentata (una
media pari a meno di 2 addetti per
azienda), da un tipo di lavorazione a
carattere prevalentemente artigianale e
manuale e da un forte radicamento nelle
regioni del Mezzogiorno, dove la pratica
dei botti e dei fuochi di artificio
costituisce l'immancabile corollario,
soprattutto nella stagione estiva, alle
tradizionali feste popolari.
E al centro
delle cronache soprattutto la Campania.
Lo scorso 11 maggio l'esplosione di una
fabbrica di fuochi d'artificio a Piane
di Montegiorgio ha provocato 2 morti e
32 i feriti, 2 dei quali gravi, ed ha
danneggiato 15 aziende. Appena qualche
settimana prima, il 23 aprile a Gragnano,
in provincia di Napoli, muoiono tre
persone: il titolare dell'azienda e due
nipoti che lavoravano con lui.
L'esplosione causa la frana di un pezzo
di collina, producendo uno spettacolo
agghiacciante: si vedono arti umani,
animali e alberi carbonizzati. Un anno
prima, nel maggio 2006, una fabbrica di
fuochi d'artificio salta in aria a
Mercato San Severino, in provincia di
Salerno, causando la morte di due
operai. E tre donne muoiono nell'agosto
2005 a Ottaviano (Napoli). Solo un mese
prima a Teggiano (Salerno), nel Vallo di
Diano, un'altra esplosione uccide due
giovani fratelli e ferisce altre due
persone. Infine, nel luglio 2004 sono
cinque le vittime dell'ennesima
esplosione in una fabbrica di fuochi di
artificio alla periferia di Giugliano
(Napoli).
Tabelle struttura produttiva e infortuni
nel settore pirotecnico
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Porti: pulizia della stiva
di una nave - 2 morti
Notte tra il 17 e il 18
gennaio 2008 |
Incidenti
sul lavoro, due morti per asfissia a Porto Marghera.
Sciopero in tutti i porti
Due
operai addetti ai lavori di pulizia della stiva di una nave sono morti a
Porto Marghera. Secondo una prima ricostruzione, i due sarebbero morti
per asfissia a causa dell'alta concentrazione di anidride carbonica
nell'ambiente in cui stavano lavorando.
L'incidente si e' verificato nel corso della notte. Le vittime sono due
lavoratori di ditte che operano per conto del Cia, il Consorzio
intermodale adriatico. Sempre secondo quanto appreso vi sarebbe anche un
terzo operaio coinvolto nell'incidente, che e' stato pero' soccorso e
tratto in salvo.
I due operai deceduti, uno di 47 anni e l'altro di 39, lavoravano
rispettivamente per la Ico Logistica e per la Nuova compagnia Lavoratori
portuali, entrambi aziende che operano all'interno del Centro
Intermodale Adriatico (Cia). I due - secondo quanto riferito dai loro
colleghi - stavano ultimando le operazione di prelievo di un carico di
soia dalla nave "World Trader". L'incidente e' avvenuto
intorno alle una e mezzo di questa notte.
Le banchine di porto Marghera sono bloccate a causa di uno sciopero
indetto immediatamente dai lavoratori in seguito alla morte dei operai.
Fin dalle prime ore di oggi i camion che dovevano caricare o scaricare
merci sono costretti ad attendere fuori dall'area portuale.
A seguito degli incidenti mortali avvenuti a Porto Marghera le
organizzazioni sindacali Filt CGIL, Fit CISL e UIl trasporti indicono
uno sciopero immediato in tutti i porti italiani con modalita' da
definire localmente.
"Esprimono ferma protesta - si legge in una nota - per il
susseguirsi di incidenti che hanno raggiunto livelli non sopportabili
nel 2007 e che purtroppo proseguono. La protesta e' indirizzata anche
verso quelle imprese che non garantiscono lo svolgimento delle attivita'
in sicurezza".
Le tre organizzazioni sindacali rivolgono un invito agli organi
ispettivi ed alle istituzioni competenti perche' vigilino e facciano
rispettare la legislazione per la sicurezza del lavoro. Per martedi' 29
gennaio e' indetta una assemblea unitaria dei quadri e dei delegati per
decidere le ulteriori iniziative da intraprendere a sostegno della
sicurezza nei porti. Contestualmente si sentono vicine e solidali alle
famiglie colpite da un cosi' grave lutto.
Fonte:
Rainews24
Dall'
archivio di 'In Primo Piano':
Sicurezza
tra gli scafi
La
discussione su questo incidente nel Forum:
Infortuni
mortali sul lavoro
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Allevamenti: carri
desilatori, trincia - miscelatori e distributori di mangime - 2 morti
1 - 4 gennaio 2008 |
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Il problema sicurezza nell'agricoltura
è più radicato di quanto non si pensi: sono mille ogni anno gli infortuni,
e il settore è dietro
solo all'edilizia. Certo siamo i più esposti, per la grande manualità del lavoro, ma anche
perchè le paghe basse e le mansioni umili hanno portato ad avere oltre il 50
di occupati stranieri. Il livello di formazione, quindi, su questo fronte sta scendendo
drasticamente. Anche se il trend degli incidetni mortali era fortunatamente
sceso negli ultimi anni in Veneto: 15 nel 2004, 10 nel 2005 e 5 nel 2006. A
Treviso, i decessi sono stati 4 nel 2005, mentre nel 2006 e nel 2004 non si era registrata
nessuna vittima. Ora due morti cosi' ravvicinate. Anche il Trevigiano è la prima
area in Italia ad aver creato un ente bilaterale di controllo, l'Ebat (formato da sindacati
e associazioni di categoria degli agricoltori).
Ma, io che lo presiedo, posso dire che l'attività è appena iniziata e c'è molto da fare.
Con gli Spisal vogliamo entrare nelle scuole agrarie, per arrivare agli studenti ma
anche ai loro padri agricoltori.
Ora dobbiamo pensare qualcosa per gli stranieri.
Autore:
Onofrio Rota - Segretario Generale FAI - CISL
Fonte: Il
Treviso Documenti
utili perche' non abbiano piu' ad accadere simili tipologie di infortuni:
Carri
desilatori, trincia - miscelatori e distributori di mangime (44 pagine in
PDF)
Adeguamento
di macchine usate: Carri desilatori - miscelatori semoventi (11 pagine in
PDF)
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2007
- 2008
-
2009
La
discussione nel nostro Forum: 'Infortuni mortali sul lavoro'
Tutti
gli infortuni sul lavoro del 2008
Gli
infortuni mortali nel settore delle costruzioni del 2008
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