Scadenzario

       

GIUGNO 2002

       

 SCADENZA

ADEMPIMENTO - OBBLIGO

01.06.2002

Procedura unificata ambientale - Entro oggi le imprese devono inviare la comunicazione che servirà a realizzare l'inventario delle principali emissioni (e loro fonti) in aria e acqua. L'obbligo è in capo al gestore del cosiddetto "complesso Ipcc": la struttura industriale o produttiva costituita da uno o più impianti nello stesso sito in cui lo stesso gestore svolge una o più delle attività elencate nell'allegato 1 del D.Lgs. 372/99. Le attività interessate sono 13 e spaziano dalla gestione rifiuti alla chimica, dai macelli all'energia (sono tuttavia esclusi gli impianti, o loro parti, utilizzati per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi prodotti / processi). I dati ed il formato della comunicazione sono riportati negli allegati 1 e 2 al D.M. 23/11/2001 (attuativo dell'art. 10, comma 2, del D.Lgs. 372/99). In questa fase transitoria i gestori dei "complessi Ippc" dovranno inviare i dati identificativi del complesso e, se vengono superati i valori soglia di cui alle tabelle 1.6.2 e 1.6.3 dell'allegato 1, anche i dati sulle emissioni effettuate nel 2001. Con tale comunicazione debuttano le semplificazioni ambientali che culmineranno con l'autorizzazione unica ambientale (Ipcc - Integrated prevention pollution control) di cui al D.Lgs. n. 372 del 4/8/1999, attuativo della Direttiva 96/61/CE, limitatamente agli impianti esistenti.

Con la modifica introdotta dal D.M. 26/4/2002 (pubblicato in G.U.R.I. n. 126 del 31/5/2002) tutti i gestori dei complessi IPPC, che superano i valori di soglia di cui alle tabelle 1.6.2. e 1.6.3. dell'allegato 1 del D.M. 23/11/2002, entro il 1 giugno 2002 devono comunicare all'autorità competente di cui all'art. 2, comma 1, numero 8, del decreto legislativo n. 372/1999 ed all'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente solo i dati identificativi dei complessi industriali, mentre entro il 30 aprile 2003 devono comunicare i dati sulle emissioni relativi all'anno 2002.

(D.M. 23/11/2001, G.U.R.I. n. 37 del 13/2/2002 - D.Lgs. n. 372 del 4/8/1999 - Direttiva 96/61/CE - Decisione UE 17/7/2000 - D.M. 26/4/2002, G.U.R.I. 31/5/2002)

01.06.2002

Marchio comunitario di qualità ecologica ai prodotti tessili e modifica la decisione 1999/178/CE - Si applica a partire da oggi, e fino 31 maggio 2007, la "DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 15 maggio 2002 che stabilisce i criteri per l'assegnazione di un marchio comunitario di qualità ecologica ai prodotti tessili e modifica la decisione 1999/178/CE". Con tale decisione la Commissione europea rinnova gli standard ecologici per l'assegnazione dell'Ecolabel (il marchio comunitario di qualità ecologica) ai tessuti utilizzati per confezionare abbigliamento e prodotti di arredamento. I nuovi e più restrittivi parametri ambientali da rispettare, contenuti nella Decisione 2002/371/CE (Assegnazione di un marchio comunitario di qualità ecologica ai prodotti tessili e modifica della decisione 1999/178/CE), sostituiranno a partire da oggi quelli previsti dall'attuale decisione 1999/178/CEE, ma un regime transitorio è comunque previsto per le situazioni in via di certificazione e per i soggetti che già operano sulla base della normativa uscente.

(Decisone della Commissione UE 2002/371/CE del 15/5/2002)

01.06.2002

Lavoro straordinario - Entro oggi le imprese industriali che in maggio hanno superato di 20 ore l'orario contrattuale settimanale devono darne comunicazione al settore ispettivo presso la Direzione Provinciale del Lavoro. L'adempimento, previsto dall'articolo 2, comma 1, del D.M. 3/8/1999, è obbligatorio per le imprese che calcolano l'orario normale di lavoro in relazione alla media delle prestazioni lavorative in un periodo plurisettimanale e semprechè l'orario di lavoro plurisettimanale non ecceda le 45 ore. Per quanto attiene le imprese industriali  che non applicano un regime di orario plurisettimanale, l'obbligo di effettuare la comunicazione scatta quando viene superato il limite settimanale delle 45 ore; in questo caso, però la Direzione Provinciale va informata entro 24 ore dall'inizio di tali prestazioni.
In caso di mancata comunicazione viene applicata la sanzione amministrativa da 51 a 154 euro per ogni lavoratore adibito al lavoro straordinario oltre i limiti suaccennati.

(Art. 2, comma 1, D.M. 3/8/1999)

08.06.2002

Composti esplosivi ed infiammabili - Fabbricanti, distributori, importatori di preparati pericolosi presenti sul mercato all'entrata in vigore del D.M. 19/4/2000, rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 285/1998, classificati come nocivi, irritanti, sensibilizzanti, infiammabili, estremamente infiammabili, facilmente infiammabili, comburenti ed esplosivi, devono comunicare al Ministero della Sanità, la denominazione/i, il nome commerciale del preparato/i, il nome e l'indirizzo del responsabile dell'immissione sul mercato italiano, la composizione quantitativa e qualitativa completa del preparato, le caratteristiche chimico-fisiche, le tipologie dell'impiego nell'allegato I del D.M. 19/4/00.
Le informazioni devono pervenire su supporto elettronico, utilizzando il programma fornito, a richiesta, dal Ministero della Sanità.

(D.Lgs. n. 285/1998 - D.M. 19/4/00)

13.06.2002

Scarichi idrici - Entro oggi gli scarichi idrici sul suolo esistenti al 13/6/1999 devono essere convogliati in corpi idrici superficiali, in reti fognarie o destinati al riutilizzo (eccezion fatta per le specifiche deroghe). Entro la stessa scadenza gli scarichi idrici sul suolo di acque reflue urbane ed industriali esistenti al 13/6/1999 e per i quali sia accertata l'impossibilità o la eccessiva onerosità a recapitare in corpi idrici superficiali, a fronte dei benefici ambientali, devono adeguarsi ai limiti della tab. 4, all. 5, del D.Lgs. 152/1999. Chiunque non osservi i divieti suriportati di scarico è punito con l'arresto sino a tre anni (art. 59, c. 8, D.Lgs. 152/1999). Sempre entro oggi gli scarichi esistenti al 13/6/1999 devono essere adeguati ai limiti introdotti dal citato D.Lgs. 152/1999. Chiunque, salvo che il fatto costituisca reato, nell'effettuazione di uno scarico supera i valori limite di emissione stabiliti nelle tabelle di cui all'allegato 5, ovvero i diversi valori limite stabiliti dalle Regioni a norma dell'articolo 28, comma 2, ovvero quelli fissati dall'autorità competente a norma dell'articolo 33, comma 1 o dell'articolo 34, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa da euro 2.582,28 a euro 25.822,84. Se l'inosservanza dei valori limite è relativo a scarichi recapitanti nelle aree di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano di cui all'articolo 21, ovvero in corpi idrici posti nelle aree protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, si applica la sanzione amministrativa non inferiore a 15.493,71 euro.
  
(Art. 29, comma 2, art. 29, comma 3, art. 62, comma 11, all. 5, tabelle 3 e 3/A, D.Lgs. 11/5/1999, n. 152)

15.06.2002

Consorzio oli usati - Versamento del contributo - Oggi è l'ultimo giorno utile per gli esercenti impianti di produzione e depositi fiscali riservato al versamento del contributo di competenza del consorzio obbligatorio degli oli usati. Il contributo è dovuto per tutti i quantitativi di oli lubrificanti immessi in consumo nel corso del mese solare precedente. Le somme devono essere versate dai soggetti obbligati direttamente al consorzio e riguardano le partite di oli lubrificanti estratti nel mese da ciascun impianto. I soggetti obbligati al versamento devono anche presentare al competente ufficio finanziario la relativa dichiarazione, con allegata la ricevuta di versamento, entro il giorno lavorativo successivo a quello stabilito per il pagamento. Gli importatori, invece, devono versare il contributo direttamente in dogana.

(Consorzio obbligatorio degli oli usati)

15.06.2002

Denuncia degli infortuni nel settore estrattivo - Entro questa data il direttore responsabile dei lavori deve trasmettere, all'autorità di vigilanza competente, un prospetto riassuntivo, anche se negativo, degli infortuni verificatisi nel mese precedente e che abbiano comportato un'assenza dal lavoro di almeno tre giorni.

(Art. 25, comma 8, D.Lgs. 25/11/1996, n. 624)

20.06.2002

Denuncia al CONAI e calcolo del contributo sugli imballaggi relativo al mese di maggio 2002 - Entro il 20 giugno gli iscritti al CONAI ed in regime di dichiarazione mensile, devono calcolare sulla base delle fatture emesse o dei documenti ricevuti il contributo prelevato o dovuto nel mese precedente distinguendo gli importi relativi a ciascuna tipologia di materiale e indicando il relativo consorzio o altro soggetto associativo costituito ai sensi dell'art. 38, comma 3, del D.Lgs. n. 22/97 (Decreto Ronchi). Gli importi dovuti dovranno essere versati al CONAI entro 90 giorni su uno o più dei sei conti correnti bancari, ognuno relativo a una tipologia di materiale. La dichiarazione deve essere presentata ogni mese dalle imprese che nell'anno solare precedente hanno dichiarato un contributo ambientale per singolo materiale di importo superiore a 60 milioni.

La liquidazione deve essere conforme al modello allegato al regolamento CONAI e deve essere conservata dal consorziato in apposito registro per cinque anni.

(Art. 7, comma 10 - Regolamento CONAI)

23.06.2002

Agenti chimici - I datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 25/2002 (23.03.2002), svolgevano attività rientranti nel campo di applicazione del decreto, devono conformarsi, entro oggi, alle nuove disposizioni dettate dal decreto medesimo (art.4, D.Lgs. 2/2/2002, n. 25).

(D.Lgs. 2/2/2002, n. 25: "Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro." - G.U.R.I n. 57 del 8/3/2002 - Suppl. Ordinario n. 40)

28.06.2002

Formazione INAIL - Oggi scade il termine per la presentazione all'INAIL delle richieste di finanziamento per i progetti di informazione e formazione dei lavoratori previste dall'art. 19, lettera a), del regolamento d'attuazione del D.Lgs. 38/2000, art. 23, lettera b). Con la delibera del Cda del 27/7/2000, l'Istituto aveva infatti previsto interventi economici di sostegno per il finanziamento di parte dei costi sostenuti dai datori di lavoro che attuano progetti rivolti a migliorare la formazione e l'informazione dei propri dipendenti in tema di igiene e sicurezza del lavoro, in applicazione degli articoli 21 e 22 del D.Lgs. 626/94.
Per il bando e modalità di partecipazione vedasi il sito web dell'INAIL.

29.06.2002

Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) in ritardo - Oggi scade il termine per la presentazione in ritardo del MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) alle CCIA dove si trova l'unità locale dell'Ente o dell'impresa obbligata a tale adempimento. Come noto, il termine è già scaduto lo scorso 30 aprile. In caso di mancata od inesatta compilazione del MUD, il D.Lgs. 22/1997 (cosiddetto "Decreto Ronchi") prevede la sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra euro 2.582,28 e euro 15.493,71. Per consentire a più soggetti possibile di adempiere e per distinguere, a fini sanzionatori, il ritardo con l'omessa presentazione, il D.Lgs. 22/97 consente di adempiere a tale obbligo anche entro i 60 giorni successivi al 30 aprile (e cioè il 29 giugno). In tal caso, infatti, la sanzione diminuisce ed è ricompresa tra euro 25,82 a euro 154,94. Invece, se l'obbligo viene soddisfatto dopo il 29 giugno, il ritardo è equivalente ad omessa presentazione e vengono, perciò, applicate le sanzioni "normali" (da euro 2.582,28 a euro 15.493,71).
Ricordiamo che il MUD è riferito ai rifiuti prodotti e gestiti nel corso dell'anno precedente (dal 1° gennaio al 31 dicembre), con alcune eccezioni rrelativameente ai soggetti obbligati (per es. produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività commerciali e di servizio) - art. 11, comma 3, D.Lgs. 22/1997 -.
In particolare, rammentiamo che:
a) l'obbligo compete anche alle autorità portuali o marittime per i rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnate nei porti;
b) i Comuni devono inviare alla CCIA anche le informazioni richieste dal comma 4 del citato articolo 11;
c) per gli imballaggi (intesi come prodotti e non come rifiuti) devono essere forniti i dati che il "Decreto Ronchi" richiede al suo articolo 37.
Nei casi b) e c), non è prevista alcuna sanzione.
Per i rifiuti di imballaggio, invece, valgono le regole ordinarie del produttore o del gestore di rifiuti come più sopra riportate e vengono applicate le sanzioni.

(Art. 11, comma 3, art. 52, comma 1, D.Lgs. n. 22/97)

30.06.2002

Revisione veicoli - Entro il mese di giugno i ciclomotori, di cui all’art. 52 del nuovo Codice della strada, compresi i quadricicli leggeri di cui al decreto ministeriale 5 aprile 1994, per i quali sia stato rilasciato il certificato per ciclomotore entro il 31 dicembre 1993, con esclusione di quelli che, successivamente al 31 dicembre 2000, siano stati sottoposti a visita e prova per l’accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione ai sensi degli articoli 75 o 80 del nuovo Codice della strada devono effettuare la revisione se il certificato per ciclomotore è stato rilasciato tra il 1° aprile e il 30 giugno.
Devono effettuare la revisione, se immatricolati per la prima volta tra il 1° aprile e il 30 giugno, anche i motocicli, le motocarrozzette, i motoveicoli per trasporto promiscuo, i motocarri, i mototrattori, i motoveicoli per trasporti specifici e i motoveicoli per uso speciale di cui rispettivamente all’art. 53, lettere a), b), c) ad esclusione di quelli destinati al servizio da piazza o di noleggio con conducente (che continuano ad essere sottoposti a revisione annuale), d), e), f) e g) del nuovo Codice della strada, immatricolati per la prima volta entro il 31 dicembre 1993, con esclusione di quelli che, successivamente al 31 dicembre 2000, siano stati sottoposti a visita e prova per l’accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione ai sensi degli articoli 75 o 80 del medesimo nuovo Codice della strada.
Per le modalità operative verranno seguiti integralmente i punti 2 (domanda di revisione), 3 (carte di circolazione e certificati per ciclomotori ritirati a norma dell’art. 80, comma 14, del Codice della Strada), 4 (controlli tecnici) e 5 (esito dell’operazione tecnica di revisione) della circolare n. 1042/LS U.d.G. A32 del 15 dicembre 2000.

(Art. 80, commi 3 e 4, D.Lgs. 30/4/1992 (Codice della strada) - D.M. 6/8/1998, n. 408, art. 1 - D.M. 16/1/ 2000, G.U.R.I. n. 48 del 28/2/2000 - D.M. 7/12/2000 - Circolare n. 1042/LS U.d.G. A32 del 15 dicembre 2000 - D.M. 15/3/2001 - D.M. 14/11/2001, G.U.R.I. 23/11/2001, n. 273)

30.06.2002

Sommerso ambientale - E' prorogato ad oggi, dal 28/2/2002 inizialmente previsto, il termine previsto dalla "Tremonti bis" per l'emersione del cosiddetto "sommerso ambientale". Il termine inizialmente fissato al 30/11/2001 era stato poi prorogato al 28/2/2002 dalla legge 409/2001.

(Legge Finanziaria 2002, art. 9, c. 15)

30.06.2002

Denuncia pozzi - Scade oggi il termine ultimo per la denuncia di tutti i pozzi esistenti adibiti a qualsiasi uso (anche se non utilizzati). La denuncia va fatta da chi ne abbia proprietà, uso o possesso. In particolare per i pozzi ad uso domestico o agricolo deve essere inviata alla Provincia anche mediante autocertificazione effettuata ai sensi della legge 15/68. Per tutti gli altri pozzi, invece, la denuncia va inviata anche alla Regione, ma non nelle forme dell'autocertificazione. In ogni caso, però, la presentazione della denuncia esclude l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103,29 a euro 619,75, seguita dalla chiusura del pozzo, che scatta in caso di inottemperanza. Rammentiamo, comunque, che i pozzi ad uso domestico non erano mai stati previsti nel regime sanzionatorio (art. 10, D.Lgs. 275/1993). Con la denuncia i canoni demaniali decorrono dal 10 agosto 1999.
Normalmente presso le Province italiane esiste un modulo semplificato per l'effettuazione della denuncia.

(Legge Finanziaria 2002, art. 52, c. 3)

30.06.2002

Emissioni in atmosfera - Entro oggi, 30 giugno 2002gli esercenti dei grandi impianti di combustione (con potenza termica pari o superiore a 50 MW, a prescindere dal combustibile utilizzato e destinati alla produzione di energia, esclusi quelli che usano direttamente i prodotti di combustione in processi di fabbricazione) devono versare la seconda rata trimestrale della tassa sulle emissioni di SO2 e NOx (anidride solforosa ed ossidi di azoto).
L'importo è pari a:
- euro 53,2 per tonnellata/anno di SO 2;
- euro 104,84 per tonnellata/anno di NO x;
In caso di ritardato adempimento sono dovuti:
- indennità di mora del 6% (riducibile al 2% se il pagamento viene effettuato entro 5 giorni dalla data di scadenza);
- interessi in misura pari al tasso stabilito per il pagamento differito dei diritti doganali
In caso di omesso adempimento sono dovuti:
- indennità di mora e interessi come già citato per il ritardato adempimento;
- sanzione amministrativa pecuniaria di una somma compresa tra il doppio e il quadruplo della tassa dovuta.
Per altri tipi di inadempimenti si applica la sanzione amministrativa compresa tra euro 258,23 e euro 1.549,37.

(D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, art. 3, c. 4 - Legge 27 dicembre 1997, n. 449, art. 17, c. 29, 32 e 33 (Finanziaria 1998))

30.06.2002

Carbon tax - Entro il 30 giugno 2002 gli esercenti dei Grandi impianti di combustione (GIC) devono versare la seconda rata trimestrale sui consumi di carbone, di coke di petrolio e di bitume di origine naturale emulsionato con il 30% di acqua (orimulsion) pari a euro 0,52 per tonnellata/anno di carbone, coke di petrolio, bitume di origine naturale emulsionato con il 30% di acqua ("Orimulsion" - NC 2714) impiegati nei GIC.
(scadenza trimestrale).
In caso di inosservanza dei termini di versamento previsti si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro dal doppio al quadruplo dell'imposta dovuta (fermi restando i principi generali stabiliti dal D.Lgs. 18/12/1997, n. 472).
Per ogni altra inosservanza si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 3 milioni (da euro 258,23 a euro 1.549,37) (come prevista dall'articolo 50 del T.U. approvato con D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504).

(Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 8, c.7, 8 e 9 - Finanziaria 1999)

30.06.2002

Inquinamento acustico negli aeroporti - Entro il 30 giugno 2002 le Regioni devono trasmettere ai Ministeri dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e delle Infrastrutture e dei Trasporti una relazione sul monitoraggio del rumore aeroportuale notturno (dalle ore 23 alle 6). Rimangono, comunque, esclusi i voli di Stato, quelli sanitari e di emergenza. La comunicazione serve per consentire la verifica che i voli notturni siano effettuati con aerei che soddisfino i requisiti acustici previsti dalla Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944, ratificata con legge 17 aprile 1956, n. 561.
Tale obbligo di comunicazione regionale è vigente dal 18 dicembre 1999 e cioè dall’entrata in vigore del D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476 che, con il suo articolo 1, ha interamente modificato l’articolo 5 del D.P.R. 496/1997.
Sono esentati i voli di Stato, sanitari e di emergenza.

(Art. 1, D.P.R. 9/11/1999, n. 476)

    
     
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