Scadenzario

   

GIUGNO 2001

          

 SCADENZA

ADEMPIMENTO - OBBLIGO

04.06.2001

Navi - Oggi entra in vigore il nuovo regolamento per il transito e la sosta delle merci pericolose nel porto di Genova. La novità più rilevante consiste nel fatto che le competenze e la gestione delle procedure riguardanti le merci pericolose passano dalla Capitaneria di Porto all'Autorità Portuale. Le società che dovranno operare con merci pericolose all'interno dell'area portuale, facendole defluire dalle aree di sosta autorizzate o da depositi costieri oppure depositandole nelle aree di sosta appositamente riservate - sia che si tratti di merci destinate all'imbarco che provenienti dallo sbarco - dovranno inviare le istanze previste dal nuovo regolamento al Servizio Vigilanza e Controllo dell'Autorità Portuale.

(Autorità Portuale di Genova)

05.06.2001

Contributi biodiesel - Le ditte che intendono partecipare all'assegnazione di contributi per il biodiesel devono presentare, entro il 5 giugno di ogni anno, al Ministero delle Finanze - Dipartimento delle dogane e delle imposte indirette - Direzione centrale dell'imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi, apposita domanda con le seguenti indicazioni:
a) generalità della ditta e del legale rappresentante, partita IVA, codice fiscale e codice accisa, località dell'impianto;
b) quantità di biodiesel richiesta;
c) estremi del decreto di concessione rilasciato dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Per gli impianti ubicati negli altri Paesi, estremi dei provvedimenti rilasciati dalle competenti autorità ai fini dell'esercizio;
d) capacità produttiva annua degli impianti quale risulta dal decreto di concessione o, per gli impianti in possesso della autorizzazione provvisoria all'esercizio, dalla verifica effettuata dall'Ufficio tecnico di finanza, d'ora in avanti indicato con la sigla "UTF", competente per territorio. Per gli impianti situati negli altri Paesi, la capacità produttiva è quella risultante dai provvedimenti rilasciati ai fini dell'esercizio, anche provvisorio, delle competenti autorità nazionali;
e) estremi della licenza di deposito fiscale e della denuncia di impiego del metanolo vidimata dall'UTF;
f) dichiarazione di conformità delle caratteristiche merceologiche del biodiesel a quelle previste dalle vigenti norme dell'Ente nazionale italiano di unificazione - UNI;
g) dichiarazione delle quantità di biodiesel immesse in consumo nell'annualità precedente e in quella in corso fino al 31 maggio.

Alla domanda sono allegati, inoltre:
a) copia dei documenti indicati nelle lettere c) ed e) del comma 1;
b) copia del verbale di verifica dell'UTF, per la capacità produttiva che non risulta dal decreto di concessione;
c) certificato di analisi rilasciato dalla stazione sperimentale combustibili o dalla stazione sperimentale oli e grassi, relativo all'annualità in corso, dal quale risulti la conformità delle caratteristiche merceologiche di cui alla lettera f) del comma 1. Per gli impianti situati negli altri Paesi, tale certificato viene rilasciato dall'autorità competente, preventivamente comunicata all'Italia;
d) certificazione del competente ufficio finanziario per le immissioni in consumo dichiarate.
Tale certificazione può essere inviata anche successivamente alla presentazione della domanda ma comunque non oltre il decimo giorno.

(Art.3, commi 1 e 2 D.M. 22/5/1998, n. 219: "Regolamento recante norme sostitutive di quelle del decreto 31 dicembre 1993, emanato dal Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e con il Ministro per le politiche agricole, concernente modalità di applicazione del trattamento agevolato per il "biodiesel" e criteri di ripartizione del contingente agevolato" - Gazzetta Ufficiale 9 luglio 1998, n. 158)

08.06.2001

Preparati pericolosi - Fabbricanti, importatori o distributori di preparati pericolosi ex Decreto Legislativo n. 258 del 16 luglio 1998, classificati come molto tossici, tossici, cancerogeni (categoria 1 e 2), tossici per la produzione (categoria 1 e 2), mutageni (categoria 1 e 2) e corrosivi, devono entro questa data trasmettere all'Istituto Superiore di Sanità tutte le informazioni necessarie alla creazione di una banca dati nazionale sui preparati pericolosi. Dovranno essere comunicati i dati relativi a:
1. denominazione/i nomi commerciali del preparato;
2. nome, indirizzo, numero di telefono, telefax ed eventuali indirizzi di posta elettronica del responsabile dell'immissione sul mercato italiano;
3. composizione qualitativa e quantitativa completa del preparati;
4. caratteristiche chimico-fisiche;
5. tipologie di impiego;
6. tipi di imballaggio.
Le informazioni richieste dovranno essere rese secondo le indicazioni espresse all'allegato I del decreto 19 aprile 2000, su supporto elettronico utilizzando l'apposito programma distribuito a richiesta dall'Istituto Superiore di Sanità.

(D.M. 19/4/2000: "Creazione di una banca dati sui preparati pericolosi, in attuazione dell'art. 10, comma 2, del decreto legislativo n. 285 del 16 luglio 1998 - Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2000; Decreto Legislativo 16 luglio 1998 n.285: "Attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi, a norma dell'articolo 38 della legge 24 aprile 1998, n. 128" - Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998 n.191).

14.06.2001

Disposizioni correttive in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - Con l'entrata in vigore, oggi, delle disposizioni correttive contenute nel Decreto Legislativo 19 aprile 2001, n. 202 "Disposizioni correttive del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali", la valutazione dell'indennizzo del danno biologico è effettuata con un nuovo criterio. La correzione subita dall'articolo 13, comma 2, lettera b), del D.Lgs 38/2000 riguarda la determinazione dell'ulteriore quota di rendita per indennizzare le menomazioni di grado pari o superiore al 16 per cento. 

(D.Lgs. 19/4/2001, n. 202)

15.06.2001

Denuncia degli infortuni nel settore estrattivo - Entro questa data il direttore responsabile dei lavori deve trasmettere, all'autorità di vigilanza competente, un prospetto riassuntivo, anche se negativo, degli infortuni verificatisi nel mese precedente e che abbiano comportato un'assenza dal lavoro di almeno tre giorni. 

(Art. 25, comma 8, D.Lgs. 25/11/1996, n. 624)

18.06.2001

Autoliquidazione - Anche per l'autoliquidazione 2000/2001 del 18/6/2001 i datori di lavoro possono usufruire della rateazione (art. 59, comma 9, della legge 449/1997). In tale caso dovrà essere versato il 50% del premio dovuto entro il 18 giugno; il restante importo dovrà essere pagato in due rate: al 16 agosto e al 16 novembre 2001, con gli interessi nella misura provvisoria del 3,5%.

(art. 59, comma 9, Legge n. 449/1997)

20.06.2001

Denuncia al CONAI e calcolo del contributo sugli imballaggi relativo al mese di maggio 2001 - Entro il 20 giugno gli iscritti al CONAI ed in regime di dichiarazione mensile, devono calcolare sulla base delle fatture emesse o dei documenti ricevuti il contributo prelevato o dovuto nel mese precedente distinguendo gli importi relativi a ciascuna tipologia di materiale e indicando il relativo consorzio o altro soggetto associativo costituito ai sensi dell'art. 38, comma 3, del D. Lgs. n. 22/97 (Decreto Ronchi). Gli importi dovuti dovranno essere versati al CONAI entro 90 giorni su uno o più dei sei conti correnti bancari, ognuno relativo a una tipologia di materiale. La dichiarazione deve essere presentata ogni mese dalle imprese che nell'anno solare precedente hanno dichiarato un contributo ambientale per singolo materiale di importo superiore a 60 milioni.

La liquidazione deve essere conforme al modello allegato al regolamento CONAI e deve essere conservata dal consorziato in apposito registro per cinque anni.

(art. 7, comma 10 del Regolamento del CONAI)

29.06.2001

Rifiuti - Invio MUD 2000 (ritardo) - Oggi scade il termine per la presentazione in ritardo del MUD alla CCIAA dove si trova l'unità locale dell'Ente o dell'impresa obbligata. Il termine ultimo sarebbe già scaduto lo scorso 30 aprile.

Il MUD è riferito ai rifiuti prodotti e gestiti nel corso dell'anno precedente (1° gennaio - 31 dicembre), con alcune eccezioni riguardo ai soggetti obbligati (es. produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività commerciali e di servizio) - articolo 11, comma 3, D.Lgs. 22/1997.

Nel dettaglio, si ricorda che:
a) l'obbligo compete anche alle autorità portuali o marittime per i rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnate nei porti;
b) i Comuni devono inviare alla CCIAA anche le informazioni richieste dal comma 4 del citato articolo 11;
c) per gli imballaggi (intesi come prodotti e non come rifiuti) devono essere forniti i dati che il "Ronchi" richiede al suo articolo 37.

Nei casi sub b) e c), non è prevista alcuna sanzione.

Per la mancata o inesatta compilazione del MUD, il D.Lgs. 22/1997 ("Decreto Ronchi") prevede la sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 5 milioni e 30 milioni di lire. Per consentire a più soggetti possibile di adempiere e per distinguere, a fini sanzionatori, il ritardo con l'omessa presentazione, il D.Lgs. 22/1997 permette di adempiere a tale obbligo anche entro i 60 giorni successivi al 30 aprile (29 giugno). In tal caso, infatti, la sanzione è più bassa ed è ricompresa tra 50mila a 300mila lire. Se l'obbligo viene soddisfatto, invece, dopo il 29 giugno, il ritardo equivale ad omessa presentazione e si applicano le sanzioni complete (da 5 milioni a 30 milioni di lire).

Per i rifiuti di imballaggio, invece, valgono le regole ordinarie del produttore o del gestore di rifiuti come più sopra elencate e ritornano le sanzioni.

(D.Lgs. 5/2/1997, n. 22, articoli 11, comma 3 e 52, comma 1)

30.06.2001

Attrezzature di lavoro - Adeguamento ai requisiti indicati nell'allegato XV del D.Lgs. n. 626/94. Entro il 30 giugno 2001  i datori di lavoro devono adeguare ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato XV le attrezzature di lavoro indicate nel predetto allegato, già messe a disposizione dei lavoratori alla data del 5 dicembre 1998 e non soggette a norme nazionali di attuazione di direttive comunitarie concernenti disposizioni di carattere costruttivo, allorché esiste per l'attrezzatura di lavoro considerata un rischio corrispondente. In particolare, entro tale data, le attrezzature di lavoro mobili, semoventi e non semoventi e i carrelli elevatori dovranno essere adeguati a tali requisiti. Queste attrezzature dovranno essere dotate di sistemi antiribaltamento o cabine di sicurezza per evitare lo schiacciamento dell’operatore in caso di incidente.

(D.Lgs. 4/8/1999, n. 359 - Attuazione della direttiva 95/63/CE che modifica la direttiva 89/655/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori)

30.06.2001

Collaudo ascensori - Oggi scade il termine entro il quale i proprietari o i legali rappresentanti degli impianti ascensori sprovvisti di certificazione CE, ovvero di licenza ex art.6, legge n. 1415/42, devono trasmettere al competente ufficio comunale l'esito positivo del collaudo effettuato:
a) dagli organismi competenti, ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL);
b) da un organismo di certificazione di cui all'articolo 9 del DPR 369/2000;
c) dall'installatore avente il proprio sistema di qualità certificato, ai sensi del regolamento;
d) con autocertificazione dell'installatore corredata da perizia giurata di un ingegnere iscritto all'albo.
Copia della documentazione di collaudo, ove effettuato dagli organismi citati è trasmessa, a cura del proprietario o del suo legale rappresentante all'organismo già competente per il collaudo di primo impianto ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e successive modificazioni e integrazioni.


(D.P.R. 30/4/1999, n. 162 - Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nullaosta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio (Gazzetta Ufficiale 10 giugno 1999, n. 134) -  D.P.R. 19 ottobre 2000, n. 369 - Regolamento recante modifica al D.P.R. 30 aprile 1999, n. 162, in materia di collaudo degli ascensori (Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2000, n. 291))

30.06.2001

Recipienti in pressione e cisterne per merci pericolose - Cessano di efficacia le disposizioni della legislazione nazionale, valide fino al 31 dicembre 1996, in materia di costruzione, impiego e condizioni di trasporto di nuovi recipienti, ai sensi del marginale 2212 dell'allegato A al decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successiva modificazione, nonché di nuove cisterne che differiscono dalle disposizioni fissate negli allegati A e B del medesimo decreto. I recipienti e le cisterne costruiti anteriormente al 1/7/2001 e mantenuti in uno stato conforme ai requisiti di sicurezza richiesti possono continuare ad essere utilizzati anche dopo tale data nelle condizioni di origine.

(D.M. 16/12/1998 - Proroga della validità di norme nazionali per recipienti in pressione e cisterne per merci pericolose, nonché per equipaggiamenti vari e speciali dei veicoli stradali per trasporto di merci pericolose (G.U. 24 dicembre 1998, n. 300.) - art.1 comma 1, D.P.R. n. 369, 16 dicembre 2000).

30.06.2001

Denuncia dei pozzi - La denuncia dei pozzi slitta al 30 giugno del 2001. Il termine precedente, scaduto il 31.12.2000, è stato prorogato dall'art. 114, comma 23, della finanziaria 2001. 

La denuncia dei pozzi si trascina dal 1994. La prima scadenza era stata infatti fissata al 20 agosto di quell'anno dall'art. 10 del D. Lgs. 275/93 e poi prorogata di anno in anno fino al 31.12.2000 (vedi), così come previsto dal D. Lgs. 152/99, modificato dal decreto "Acque bis". L'obbligo riguarda tutti i pozzi esistenti, adibiti a qualsiasi uso (anche se non utilizzati).

La denuncia dovrà essere fatta da chi ha la proprietà, l'uso o il possesso del pozzo.

Per la presentazione della domanda di concessione in sanatoria per le derivazioni di acque pubbliche, invece, il termine originario è ancora più lontano, in quanto previsto dall'articolo 4 del RD 1775/33.

La presentazione di questa denuncia, da effettuarsi presso le amministrazioni provinciali di appartenenza, ha l'efficacia di estinguere ogni illecito amministrativo eventualmente commesso per la mancata tempestiva denuncia. Generalmente presso gli uffici ambiente di ciascuna provincia sono disponibili i moduli semplificati per effettuare la denuncia stessa. I canoni demaniali decorrono, comunque, dal 10 agosto 1999. La scheda va compilata, sottoscritta e inviata in duplice copia entro il 30.06.2001 (termine prorogato dal D. Lgs. 258/2000) all'Ufficio del Genio Civile nella cui circoscrizione territoriale ricade il pozzo. La spedizione dovrà avvenire a mezzo raccomandata e farà fede il timbro postale di spedizione.

ATTENZIONE! Qualora l'interessato si avvalga della facoltà di inviare all'Ufficio del Genio Civile sia la denuncia che la domanda in un'unica raccomandata la spedizione delle medesime dovrà avvenire entro e non oltre il 30.06.2001 (farà fede il timbro postale di spedizione).

La presente denuncia non va confusa con quella annuale di approvvigionamento idrico autonomo da inviare al Comune in base alla Legge 319/1976 e successive modificazioni ed integrazioni.
La mancata o ritardata denuncia oltre la scadenza sopra indicata comporta la sanzione amministrativa da Lire 200.000 a Lire 1.200.000 

(Art. 10 - D.Lgs. n. 275/1993).

30.06.2001

Tassa sulle emissioni - Entro il 30 giugno gli esercenti dei Grandi Impianti di Combustione (GIC - Impianti dotati di potenza termica pari o superiore a 50 MW che, indipendentemente dal combustibile usato, producono energia) devono versare l'acconto trimestrale della tassa sulle emissioni di anidride solforosa (SO2) e di ossidi di azoto (NOx).

Il conguaglio, invece, deve essere versato entro il 31 marzo dell'anno successivo. L'omesso pagamento è sanzionato in via amministrativa con una somma che va da due a quattro volte la tassa dovuta, cui si aggiunge l'indennità di mora. Per altre inosservanze, invece, la sanzione è compresa tra 500.000 e 3.000.000 di lire.

Sono esclusi gli impianti che utilizzano direttamente i prodotti di combustione nei processi di fabbricazione.

(Legge 27/12/1997, n. 449 - Finanziaria 1998 - articolo 17, commi 29-33)

30.06.2001

Carbon tax - Entro oggi deve essere versato l'acconto dell'imposta sul consumo dei seguenti combustibili, se impiegati negli impianti di combustione:
• carbone: L. 5.084/t.;
• coke di petrolio: L. 6.824/t.;
• "orimulsion" (bitume di origine naturale emulsionato con il 30% di acqua): L. 3.983/t..

Il versamento è trimestrale e il calcolo va effettuato in base alle quantità utilizzate nel corso dell'anno precedente. Il saldo deve essere versato entro la fine del primo trimestre dell'anno successivo e va accompagnato da una dichiarazione annuale relativa alle quantità impiegate nell'anno precedente.

Le somme eventualmente eccedenti e già versate vanno detratte dal versamento della prima rata di acconto. In caso di cessazione dell'impianto nel corso dell'anno la dichiarazione annuale e il versamento a saldo devono essere effettuati entro i due mesi successivi alla cessazione. Per il mancato rispetto del termine c'è la sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra il doppio e il quadruplo dell'imposta dovuta. Rimangono comunque applicabili i principi generali del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 - Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative pre violazioni di norme tributarie.

Per tutte le altre violazioni si applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 50, D. Lgs. 26 ottobre 1995, n. 204 (T.U. su imposte di produzione e consumi e relative sanzioni penali ed amministrative): da Lire 500 mila a lire 3 milioni.

(Legge 23/12/1998, n. 448 - Finanziaria 1999 - articolo 8, commi 7, 8 e 9)

30.06.2001

Imballaggi che contengono piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente - Da oggi 30 giugno 2001 è vietato immettere sul mercato imballaggi o componenti di imballaggio, ad eccezione degli imballaggi interamente costituiti di cristallo, con livelli totali di concentrazione di piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente superiore a 100 ppm in peso.

(Art. 43, comma 4, lettera b del D.Lgs. n. 22/97)

30.06.2001

Tariffa rifiuti - I soggetti gestori del ciclo urbano dei rifiuti, ex D.Lgs. n. 22 del 5/2/1997 (Decreto Ronchi), ovvero i singoli comuni, devono trasmettere all'Osservatorio Nazionale dei Rifiuti copia del piano finanziario e della relazione di cui all'art. 8 del D.P.R. n. 158 del 27/7/ 1999. Al piano finanziario deve essere allegata una relazione nella quale sono indicati i seguenti elementi:
a) il modello gestionale ed organizzativo;
b) i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa;
c) la ricognizione degli impianti esistenti;
d) l'indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni, con riferimento al piano dell'anno precedente. 

(D.P.R. 27/4/1999, n. 158 - Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani (Gazzetta Ufficiale 4 giugno 1999, n. 129, Supplemento Ordinario))

30.06.2001

Contributi per le imprese che producono e distribuiscono energia - Le imprese produttrici/distributrici di energia elettrica interessate al riconoscimento del contributo alla produzione di energia elettrica ai sensi dell'art.6 delle deliberazione dell'autorità dell'energia e del gas n. 70/97, devono comunicare entro oggi (e cioè entro 60 giorni dalla scadenza di ogni bimestre) alla Cassa conguagli per il settore elettrico il quantitativo di energia prodotta fornita all'utenza del bimestre precedente ed inoltre versare il relativo gettito delle componenti inglobate nelle parti A e B della tariffa. Nel caso di omissione si applica una sanzione pecuniaria da 50 milioni a 500 miliardi e la sospensione dell'attività fino a sei mesi in caso di reiterata violazione. 

(Deliberazione dell'Autorità dell'Energia e del Gas n. 126, 7 ottobre 1998)

30.06.2001

Inquinamento acustico negli aeroporti - Entro il 30 giugno 2001 le Regioni devono trasmettere ai Ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti una relazione sul monitoraggio del rumore aeroportuale notturno (dalle ore 23 alle 6). Rimangono, comunque, esclusi i voli di Stato, quelli sanitari e di emergenza. La comunicazione serve per consentire la verifica che i voli notturni siano effettuati con aerei che soddisfino i requisiti acustici previsti dalla Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944, ratificata con legge 17 aprile 1956, n. 561.
Tale obbligo di comunicazione regionale è vigente dal 18 dicembre 1999 e cioè dall’entrata in vigore del D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476 che, con il suo articolo 1, ha interamente modificato l’articolo 5 del D.P.R. 496/1997.

(D.P.R. 9/11/1999, n. 476, articolo 1)

   
  
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