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27/06/2012 |
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UNI e CNCU: un
cambiamento di stile nei rapporti tra normazione e consumatori
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Venerdì 22 giugno
2012 |
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Il
mondo della normazione tecnica volontaria e quello dei
consumatori sono da oggi più vicini.
UNI e CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti)
hanno avviato, il 19 giugno
scorso a Roma, un
programma di alfabetizzazione e
di formazione sulla funzione, le procedure e le
attività di normazione, primo frutto del protocollo d’intesa
siglato lo scorso 18 novembre.
Quella di Roma è stata una prima sessione, che ha visto una
vasta partecipazione di rappresentanti delle associazioni dei
consumatori, alla quale ne seguiranno altre nelle principali
regioni italiane.
Punto cruciale del
progetto, sottolineato da
Gianfrancesco Vecchio,
direttore generale per il mercato, la concorrenza, il
consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del ministero
dello sviluppo economico, è il “cambiamento
di stile nei rapporti tra normazione e consumatore. L'idea nuova
è di coinvolgere i rappresentanti dei consumatori anche nella
costruzione delle norme tecniche, passando dunque da un ruolo
prettamente critico a uno anche partecipativo”.
Oggi ci sono rappresentanti dei consumatori nelle commissioni
“Attività professionali non regolamentate”, “Agroalimentare”,
“Imballaggi”, “Responsabilità sociale delle organizzazioni”,
"Tessile e abbigliamento" e "Turismo".
La partecipazione dei consumatori ai tavoli della normazione è
importante.
Piero Torretta,
presidente UNI, ha infatti ribadito come “la
normazione tecnica abbia nel tempo evoluto la propria funzione
da semplice strumento per il controllo dei tempi e dei costi
della produzione a strumento per fornire soluzioni e per
facilitare i punti di incontro ed equilibrio tra i produttori di
beni e servizi e i consumatori degli stessi beni e servizi”.
Ciò sta a significare che tra produttore e utilizzatore “ci
deve essere un rapporto collaborativo”.
Uno dei problemi che sinora ha ostacolato un corretto rapporto
dialettico tra normazione e mondo consumeristico è stato
efficacemente riassunto da
Gianni Cavinato,
presidente Acu, Associazione consumatori utenti: “sebbene
il 50-60% dei prodotti in commercio, oltre alla norma cogente,
rispetti anche delle norme volontarie …
una persona non sa che sta
acquistando un prodotto o usufruendo di un servizio che fa capo
ad una norma tecnica. Non lo sa perché non c'è stato qualcuno
che lo ha informato prima”.
Da qui l’importanza del corso di alfabetizzazione che ha
l’obiettivo di presentare il valore della normazione e delle
attività dell'UNI, al fine di mettere in luce il nesso tra le
esigenze dei consumatori e degli utenti e la necessità che le
loro rappresentanze svolgano un'efficace attività di tutela dei
loro diritti anche nei confronti delle norme tecniche nazionali,
europee ed internazionali, in una logica di cultura della
prevenzione.
Così, secondo le parole di Gianni Cavinato, se il protocollo
d’intesa UNI-CNCU “è uno
strumento utile per strutturare la partecipazione dei
consumatori” alle attività di normazione tecnica, il
programma di alfabetizzazione risponde efficacemente al “problema
di informazione da parte del consumatore”.Il lavoro è appena
cominciato ma “le associazioni di categoria possono essere uno
strumento utile per andare in questa direzione”. |
Fonte: UNI |
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27/06/2012 |
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Viaggiare
sicuri su due ruote
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E’
proprio il caso di dire protetti dalla testa ai piedi: tute, indumenti
tecnici, elementi protettivi, paraschiena e calzature, tutto studiato
per la sicurezza dei motociclisti. Questi indumenti, accessori e
protezioni sono però davvero efficaci solo se a norma. Grazie alle
norme dell’UNI, infatti, i produttori e gli appassionati delle due
ruote che si apprestano ad acquistare dispostivi di protezione sicuri ed
efficaci hanno dei precisi riferimenti.
Nel campo
delle protezioni per motociclisti si stanno studiando da qualche tempo i
dispositivi airbag. Si tratta di capi di abbigliamento
che contengono all’interno un dispositivo che, in caso di incidente,
si attiva proteggendo il motociclista.
Ne esistono due categorie: a “riconoscimento elettronico” e
a “riconoscimento meccanico”. Gli airbag del primo tipo
affidano il funzionamento ad una serie di sensori e ad un software che
“decide” quando attivare il sistema airbag in base ai segnali
ricevuti. Gli airbag a riconoscimento meccanico gestiscono invece
l’attivazione attraverso un cavo che, collegato alla moto, misura la
distanza moto-motociclista: quando il motociclista a causa di un impatto
non è più seduto “normalmente” in sella, il cavo attiva
automaticamente il sistema airbag.
L’idea
è nata anni fa e oggi sono già presenti sul mercato diverse tipologie
di prodotti.
Per fare chiarezza su questi dispositivi (anche a seguito della comparsa
sul mercato di alcuni prodotti inefficaci) i produttori hanno messo a
disposizione la loro tecnologia, frutto di molti anni di studio e
di progettazione, e hanno avviato un gruppo di lavoro per la
definizizone di una norma: la EN 1621-4 “Motorcyclists'
protective clothing against mechanical impact - Part 4:
Motorcyclists' inflatable protectors - Requirements and test methods”.
Il
progetto di norma si basa su due concetti fondamentali: quello dell’innocuità
(cioè l’airbag non deve arrecare alcun danno al corpo umano) e quello
della protezione (l’airbag deve fornire una reale
protezione).
Il punto di partenza è stato verificare innanzitutto quale tecnologia
produttiva fosse realmente disponibile, affidabile ed efficace e,
successivamente, identificare i requisiti chiave che fanno di un airbag
per motociclisti un valido strumento di protezione.
Il documento prende per ora in esame esclusivamente i sistemi airbag
attivati meccanicamente perché la tecnologia elettronica non è ancora
completamente sviluppata.
I
produttori di tecnologia airbag per motociclisti sono pochissimi nel
mondo e concentrati soprattutto in Italia. Il contributo tecnico
italiano nella preparazione di questa norma è stato pertanto
fondamentale e ben apprezzato.
Il testo definitivo del progetto di norma - che è stato discusso in
sede europea per quasi cinque anni – è stato ora sottoposto a tutti
gli Stati membri dell’Unione europea per l’approvazione finale (formal
vote) che avverrà presumibilmente entro il 2012.
Per i
motociclisti sarà quindi presto possibile poter identificare facilmente
e acquistare airbag “a norma” di provata efficacia e in grado di
offrire un ottimo livello di protezione.
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Fonte: UNI |
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27/06/2012 |
Ingegneria senza Frontiere, per
aprirsi al mondo
Fonte:
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari |
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27/06/2012 |
Strade in area urbana, sistema
infrastrutturale complesso
Fonte:
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari |
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27/06/2012 |
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Trattamento
dell’acqua potabile: regole e norme tecniche per la tutela dei
consumatori
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La
riscoperta dell’acqua del rubinetto – dovuta anche all’attuale
congiuntura economica che fa stringere i cordoni della borsa alle
famiglie italiane – sta registrando un incremento senza
precedenti. Secondo una ricerca di
Aqua
Italia (l’associazione che raggruppa le aziende del settore del
trattamento dell’acqua) commissionata all’Istituto indipendente CRA
(Customized Research & Analysis) riguardante appunto la propensione
degli italiani a bere acqua del rubinetto, il 75,5% della
popolazione sceglie l’acqua a “km zero” confermando il trend
positivo rilevato nelle precedenti edizioni dell’indagine.
Sempre più frequentemente, inoltre, gli italiani decidono di
“trattare” l’acqua del rubinetto affidandosi ad apparecchiature e
sistemi per la sua depurazione: impianti a osmosi inversa, filtri per il
cloro, addolcitori e caraffe filtranti. Tutti questi dispositivi possono
ora finalmente contare su regole certe.
Dal 23
marzo scorso, infatti, in seguito all’entrata in vigore del Decreto
del Ministero della Salute 25/2012 sulle “Disposizioni
tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento
dell’acqua destinata al consumo umano”, i consumatori hanno maggiori
garanzie di acquistare impianti, sistemi e apparecchi sicuri e -
soprattutto - efficaci, anche grazie all’aiuto delle norme tecniche.
Il nuovo Decreto prevede infatti che tutte le apparecchiature immesse
sul mercato debbano essere accompagnate da manuali di istruzioni per
l’uso e la manutenzione molto chiari e precisi, e che la pubblicità
non potrà in alcun modo essere ingannevole esaltando depurazioni
inesistenti o improbabili miglioramenti della qualità dell’acqua.
Addio alle dichiarazioni generiche: il materiale informativo dovrà
aiutare i consumatori ad effettuare scelte consapevoli. Potranno infatti
essere immesse sul mercato solo apparecchiature che assicurino - per
tutto il loro ciclo di vita - le prestazioni dichiarate. Inoltre, nella
documentazione che accompagna il prodotto, i riferimenti alle
prestazioni devono riguardare “esclusivamente sostanze e/o
elementi e/o parametri biologici testati sperimentalmente, ovvero essere
documentati da letteratura comunemente accettata a livello
internazionale” (ad esempio le norme tecniche europee EN e linee
guida OMS). Infine l’installazione degli apparecchi dovrà essere
effettuata da imprese abilitate che dovranno rilasciare un’apposita
dichiarazione di conformità.
Proprio a livello di normazione tecnica da anni si registra un’intensa
attività tesa a garantire la qualità e la sicurezza di queste
apparecchiature, che ha portato alla pubblicazione di una serie di norme
tecniche europee – adottate in Italia dall’UNI - che coprono tutti i
requisiti prestazionali, di sicurezza e i metodi di prova di queste
apparecchiature.
Citiamo ad esempio la norma UNI EN 13443 sui filtri meccanici, la UNI EN
14743 sugli addolcitori, la UNI EN 14812 sui sistemi per il dosaggio dei
prodotti chimici e la UNI EN 15219 sui dispositivi di rimozione dei
nitrati.
A queste norme di prodotto va aggiunta la UNI EN 15161 che definisce i
requisiti di installazione, di verifica della funzionalità durante
l’esercizio, di gestione della manutenzione e della riparazione degli
apparecchi per il trattamento domestico dell’acqua.
Queste ed
altre norme (vedi
tabella >>) sono state elaborate dal comitato tecnico
europeo
CEN/TC
164 “Water Supply” al quale l’Italia partecipa con i propri
esperti per pervenire alla definizione di documenti tecnici riconosciuti
e condivisi.
Secondo Lorenzo Tadini – presidente di Aqua
Italia - “le norme tecniche europee costituiscono degli affidabili
metodi di prova per le prestazioni delle apparecchiature di trattamento
dell’acqua garantendo così l’installatore, il manutentore ma
soprattutto il cliente finale, circa la qualità e l’affidabilità dei
prodotti acquistati. Nella fase di sviluppo delle norme tecniche sopra
citate si è posta particolare attenzione alla durata, resistenza e
sicurezza dei prodotti senza dimenticare aspetti economici e di
crescente interesse quali ad esempio una attenzione particolare alla
riduzione del consumo di acqua e rigeneranti”.
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Fonte: UNI |
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27/06/2012 |
Quarto Conto energia: pubblicata la revisione 3 delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal DM 5 maggio 2011
continua >>
Fonte: GSE |
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27/06/2012 |
Nasce
a Bari l'Associazione scientifica Rete Italiana LCA
Nell’ambito
del VI Convegno della Rete Italiana LCA. Dall'Analisi del Ciclo di Vita
all'impronta Ambientale, che si è svolto a Bari dal 7 all’8 giugno, è stata
presentata la neonata Associazione scientifica Rete Italiana LCA, costituita con
lo scopo di favorire la diffusione della metodologia LCA a livello nazionale e
lo scambio di esperienze e sviluppo di nuovi progetti, consolidare e armonizzare
gli strumenti di valutazione per lo sviluppo sostenibile e di organizzare e
realizzare attività̀ a livello nazionale e internazionale di formazione,
informazione, documentazione e divulgazione scientifica. L’Associazione,
inoltre, si pone l’obiettivo di esercitare azioni d’indirizzo presso gli
organi istituzionali, tese a sostenere l’approccio del ciclo di vita e la LCA.
L’associazione è stata fondata da: ENEA, Politecnico di Milano, Università
di Bari, di Palermo, “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara e di Padova e CIRCC
(Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Reattività Chimica e la
Catalisi). Paolo Masoni dell’ENEA è stato eletto presidente, affiancato da
Maurizio Cellura (vice presidente) e da Serena Righi (Segretario-Tesoriere).
Per quanto riguarda il convegno della Rete, realizzato con il patrocinio del
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, della
Regione Puglia, dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione
dell’Ambiente della Regione Puglia, ha visto un intenso programma di approcci
originali e innovativi relativi alla LCA e alle sue applicazioni nella gestione
ambientale di prodotto e di territorio.
I contributi scientifici, raccolti nel volume “VI Convegno della Rete Italiana
LCA. Dall'Analisi del Ciclo di Vita all'impronta Ambientale - Bari 7 e 8 giugno
2012” e presentati durante le sessioni orali del convegno, sono stati
selezionati attraverso una peer review a seguito di call for paper gestita dal
comitato scientifico della Rete Italiana LCA. Il comitato si è occupato
dell’accettazione/rifiuto degli articoli e della loro revisione con una
procedura similare a quella impiegata nelle riviste internazionali con impact
factor che si occupano di LCA o, più in generale, di ecologia industriale.
I contributi scientifici approfondiscono il ruolo della LCA nei confronti di
altri strumenti emergenti per la valutazione della sostenibilità di prodotto
quali, ad esempio, la Carbon e la Water Footprint. Inoltre, vengono presentati
casi di studio relativi a diverse tematiche, quali sistemi ad energia solare,
sistemi di gestione dei rifiuti di aree territoriali, nanomateriali, imballaggi,
prodotti agricoli ed alimentari, sistemi informatici utilizzabili nella Food LCA
L’Associazione della Rete Italiana LCA costituisce un importante punto di
partenza che va inserito in un più ampio percorso già intrapreso e in parte
svolto dalla Rete, che ha visto una serie di rilevanti iniziative sul territorio
nazionale. Infatti, le attività finora svolte hanno portato alla creazione di
una mailing list con circa 400 iscritti, alla costituzione di nove gruppi di
lavoro - Alimentare e Agroindustriale, Energia e Tecnologie Sostenibili,
Edilizia, Prodotti e Processi Chimici, Servizi Turistici, Gestione e Trattamento
Rifiuti, Legno arredo, Automotive & Elettrico-Elettronico, DIRE (Development
and Improvement of LCA methology: Research and Exchange of experience), alcuni
dei quali impegnati nella definizione di banche-dati e di approcci metodologici
maggiormente applicabili alle specificità del territorio e dell’economia
italiana. Di particolare rilevanza sono le attività di realizzazione e
diffusione della newsletter periodica, l’organizzazione di convegni presso
importanti fiere di settore a livello nazionale come ECOMONDO e SEP, nonché la
mappatura Italiana LCA, che ormai ha censito più di 75 organizzazioni che si
occupano a diverso titolo di LCA.
Volume
Atti del Convegno
Sito
Rete Italiana LCA
Fonte:
ENEA |
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Acustica
delle aule scolastiche - Sicurezza in caso di sisma
e molto
altro
ancora nella home page di oggi riservata agli
abbonati !
Vai
a tutte le altre notizie di mercoledi'
27.06.2012 (Riservate agli abbonati) >>
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27/06/2012 |
Sicurezza,
reattori innovativi, soluzioni per la gestione dei rifiuti radioattivi
Si è tenuto il
19/6/2012 all'ENEA l’Open Day sullo stato delle attività della Sustainable
Nuclear Energy Technology Platform (SNETP), la piattaforma europea per la
ricerca e sviluppo di nuove tecnologie sostenibili nel campo della fissione
nucleare. L’ENEA è membro della piattaforma SNETP, insieme ai principali
enti di ricerca, industrie ed operatori europei.
Sono stati presentati i risultati delle recenti attività in ambito EURATOM
della piattaforma SNETP in tema di sicurezza nucleare, reattori innovativi e
ciclo combustibile.
SNETP promuove attività di ricerca e sviluppo per migliorare gli standard di
sicurezza degli impianti nucleari di II e III generazione attualmente in
funzione in Europa e per trovare una soluzione alla gestione dei rifiuti
di lunga durata.
L’obiettivo tecnologico della ricerca è la dimostrazione delle potenzialità
innovative della IV generazione di reattori nucleari e l’estensione delle
applicazioni della fissione anche al di fuori della produzione elettrica
(cogenerazione per teleriscaldamento, produzione di idrogeno, dissalazione).
In ambito SNETP-EURATOM, l’ENEA è impegnata, insieme con importanti
industrie nazionali, in attività di ricerca sulla IV generazione, in
particolare sul progetto del dimostratore europeo ALFRED, un reattore a flusso
neutronico veloce refrigerato al piombo, di cui è stata proposta la
realizzazione in Romania, che consentirà una produzione elettrica sicura,
sostenibile, economica, non proliferante.
L’energia nucleare da fissione, che oggi contribuisce per circa il 30% alla
produzione di energia elettrica in Europa, è tra le opzioni energetiche a
bassa emissione di CO2 previste dall’Unione europea per
raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale (20-20-20).
L'incontro odierno ha ottenuto il titolo di Giornata Europea dell’Energia,
nell’ambito della campagna europea per la promozione dell’efficienza
energetica e delle energie pulite.
Fonte: ENEA |
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27/06/2012 |
CT
89 “Prove relative ai rischi di incendio dei prodotti elettrotecnici”
Il Comitato
tecnico 89 (CT 89) è un Comitato orizzontale con funzioni pilota in termini di
sicurezza in caso di incendio per i prodotti elettrotecnici. Oltre alla normale
attività volta a preparare Norme, Specifiche Tecniche e Rapporti Tecnici, il
Comitato segue i lavori, per il settore elettrotecnico, sempre più rilevanti
dell’Ingegneria della Sicurezza in caso di Incendio (FSE), che è applicabile
nelle maggior parte degli incidenti attinenti ad un incendio.
La sicurezza in caso di incendio ha impatti praticamente in tutti i settori
della società. Il mercato delle Norme e delle Guide prodotte dal CT 89 è
estremamente vasto: esse vengono usate per la valutazione ed il controllo del
rischio di incendio di materiali e prodotti in senso molto esteso, contribuendo
a salvare vite, ridurre i danni e portare a risparmi sensibili nella
progettazione.
I primi beneficiari sono l’industria, regolatori nazionali ed internazionali,
gruppi di consumatori, organizzazioni di ricerca e prove ed enti di
certificazione.
FLOWCHART
Fonte:
CEI
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27/06/2012 |
New ISO 20121 standard for sustainable events management
continua >>
Fonte: ISO |
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27/06/2012 |
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In Valle d'Aosta un
incontro su DM 37/08 e impianti a gas |
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La
CNA Valle d'Aosta,
per favorire la corretta applicazione del DM 37/2008 (ex Legge
46/90), della normativa tecnica ad essa correlata ed una
corretta compilazione della dichiarazione di conformità,
organizza un corso di formazione e di aggiornamento tecnico
professionale per il settore degli impianti a gas.
L'appuntamento è a Sarre (Aosta) nei giorni
29 e
30 giugno.
Il corso sul tema DM
37/08 e impianti a gas "La
norma UNI 7129:2008 e argomenti correlati" è
organizzato in collaborazione con UNI ed è patrocinato dal
Ministero dello Sviluppo Economico.
Durante il corso di aggiornamento si toccheranno i seguenti
contenuti:
-
il DM 37/08: il
quadro normativo, soggetti coinvolti e responsabilità, la
marcatura dei prodotti, lo scenario professionale nel
contesto dell’attuale situazione di regole europee e
sovranazionali;
-
la normativa
tecnica: il panorama generale, le novità recenti e le
proiezioni a breve termine, i contributi degli operatori di
settore nel contesto delle nuove procedure e strategie UNI;
-
la dichiarazione
di conformità degli impianti: considerazioni e
approfondimenti;
-
l'edizione 2008
della norma
UNI 7129
"Impianti a gas per uso
domestico e similari alimentati da rete di distribuzione -
Progettazione e installazione”:
Parte 1: Impianto interno
Parte 2: Installazione degli apparecchi di utilizzazione,
ventilazione e aerazione dei locali di installazione
Parte 3: Sistemi di evacuazione dei prodotti della
combustione
Parte 4: Messa in servizio degli impianti/apparecchi.
Seguirà un dibattito
con risposte ai quesiti formulati durante il corso.
La partecipazione al
corso di aggiornamento è gratuita. E’ necessario confermare la
propria adesione.
Locandina
CNA Valle
d’Aosta
tel
0165 31587
begin_of_the_skype_highlighting GRATIS 0165
31587 end_of_the_skype_highlighting
- fax 0165.236702
e-mail:
aosta@cna.ao.it
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Fonte: UNI |
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27/06/2012 |
Invio osservazioni,
commenti e
segnalazioni sulle
Linee di Indirizzo
E' attivo un
tool
tramite il
quale si
intende
promuovere
la
partecipazione
di tutti
coloro che
sono
interessati
a
contribuire
al
progressivo
aggiornamento
delle Linee
di Indirizzo
per
interventi
locali e
globali su
edifici
industriali
monopiano
non
progettati
con criteri
antisismici
con l’invio
di
osservazioni,
commenti e
segnalazioni
Fonte: ReLuis |
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27/06/2012 |
Esame visivo e spessimetria - Le
verifiche d'integrità delle attrezzature a pressione vengono
tradizionalmente svolte combinando le risultanze di un esame visivo
condotto esternamente e, ove possibile, internamente alla membratura,
integrato da spessimetria.
Tali controlli non distruttivi, peraltro esplicitamente prescritti
all'art. 12 del D.M. n. 329/2004, sono propedeutici ad ogni altro tipo
di accertamento diagnostico ai fini della verifica di integrità e, se
pur normati a livello internazionale, non sono supportati da una
strutturazione della pratica applicativa e, soprattutto, da procedure di
oggettiva valutazione dello stato di conservazione e di efficienza
dell'attrezzatura/insieme a pressione, come richiesto dall'attuale
legislazione.
Per tale ragione, l'INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica ha
ritenuto doveroso, anche in considerazione dell'evoluzione tecnologica
della strumentazione dedicata, proporre agli operatori del settore uno
strumento finalizzato alla elaborazione di una procedura dedicata alle
verifiche d'integrità delle membrature delle attrezzature a pressione
fondata su criteri innovativi di tipo deterministico e statistico per
l'interpretazione analitica dei risultati.
Prodotto: Volume
Edizioni INAIL - Giugno 2012
Disponibilità: Sì,
consultabile anche in
rete
(.pdf 1,23 Mb)
Informazioni e richieste:
r.dts@inail.it
Fonte:
INAIL |
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27/06/2012
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New ISO
standard to help assess fire risks - Fires
have many potential causes and many damaging effects. There are many
technologies and strategies to prevent or mitigate harm from fires. A new ISO
standard intended for use by fire safety practitioners will help them better
assess fire risks in all types of scenarios, in order to select effective and
cost-effective technologies and strategies, and compare alternatives.
ISO
16732-1, Fire safety engineering – Fire risk assessment – Part 1:
General, is for use by fire safety practitioners, such as fire
safety engineers, public authorities, fire service personnel, code developers
and enforcers, insurers, fire safety managers, and risk managers.
Fire risk
assessment can be used to:
-
Support any
decisions about fire prevention or fire protection of new or existing built
environments
-
Establish
safety conformity to a code
-
Assess the
balance between the cost and the risk reduction benefit of a proposal
-
Examine
acceptable risk specifically for severe events
-
Provide
general guidance or support choices in the selection of scenarios and other
elements.
The principles
and concepts in ISO 16732-1:2012 can be applied to any fire safety objectives,
including:
-
Safety of
life
-
Conservation
of property
-
Continuity of
business and safety operations
-
Protection of
the environment
-
Preservation
of heritage.
Fires are the
source of severe or fatal injuries, costly physical damage, and even building
collapse. ISO 16732-1 provides an overview of fire risk management, the steps
involved in fire risk estimation – the estimation of the frequency and
consequences of a risk, and the steps involved in fire risk evaluation against
regulations, costs, or alternative approaches.
This first
edition of ISO 16732-1 was developed by ISO technical committee, ISO/TC 92, Fire
safety, subcommittee SC 4, Fire safety engineering. It cancels and
replaces ISO/TS 16732:2005, which has been technically revised.
ISO 16732-1, Fire
safety engineering – Fire risk assessment – Part 1: General,
is available from ISO national member institutes (see the
complete
list with contact details). It may also be obtained directly from the ISO
Central Secretariat, price 98 Swiss francs, through the ISO
Store or by contacting the Marketing, Communication & Information
department.
Fonte:
ISO
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