Info-crono-archivio

    

18 MAGGIO 2012

  

   

Vuoi vedere anche tutte le altre notizie di venerdi' 18 maggio 2012 e scaricare i documenti allegati?

Le altre notizie del 18.05.2012 sulla sicurezza e salute sul lavoro (Riservate agli abbonati): Sicurezza in agricoltura - Antisismica e molto altro ancora nella home page di oggi riservata agli abbonati !

Per vedere e scaricare i documenti piu' importanti del giorno presenti nell'area riservata
(MODULISTICA, CORSI DI FORMAZIONE, FAC - SIMILI DI VALUTAZIONI DEI RISCHI, POS, PSC,  ecc...)
cliccate qui e inserite la Vostra UserID e Password
 

Se non sei ancora abbonato vai alla pagina ''Come abbonarsi'' e compila il modulo relativo >>

   
 

ABBONATI A SICUREZZAONLINE

Vai ai dettagli dell'offerta >>

   
18/05/2012 STUDIO DEL METABOLISMO DELLA FOSFATIDILSERINA E DEGLI EFFETTI CITOTOSSICI IN CELLULE EPITELIALI BRONCHIALI UMANE ESPOSTE A POLVERI DI LEGNO

PHOSPHATIDYLSERINE METABOLISM DURING WOOD DUST-INDUCED CELL DEATH IN HUMAN BRONCHIAL EPITHELIAL CELLS 
ABSTRACT. Mechanisms involved in the induction of acute and chronic diseases (i.e. carcinogenesis) associated with exposure to wood dust (WD), have not yet been clarified. The production of reactive oxygen species (ROS) and the activation of an apoptotic cascade of caspases are events involved in cell damage induced by WD and ROS can damage cells by lipid peroxidation. Phosphatidylserine (PS) exposure on the external surface of the membrane is an event of programmed cell death; apoptotic stimuli modify PS metabolism in several cell types. In the present study, we investigated different WD (spruce, pine, beech, oak, teak) evaluating their capability to induce cell death and to modify PS metabolism in human bronchial epithelial cells (BEAS-2B).
Exposure for 2 and 6 h of BEAS-2 B to different concentrations (50-500 μg/ml) of pine, birch, oak, beech dusts decreased cell viability, whereas dust from teak did not. We also observed changes in nuclear morphology, reduced PS radioactivity and also conversion of newly synthesised PS to phosphatidylethanolamine in pine dusts-treated cells.This study demonstrates that hard and soft WD induces cytotoxicity and modifies PS metabolism, probably through induction of oxidative stress. Alterations of cellular components (i.e. phospholipid membrane) could evoke a cascade of events leading to apoptosis. Our data suggest a possible mechanism of WD toxicity in human airway epithelial cells.
Key words: wood dust, phosphatidylserine, apoptosis.

INTRODUZIONE
Alla polvere di legno (PL) è attribuito un effetto sensibilizzante a carico della pelle e del sistema respiratorio (1). L’esposizione professionale a PL è responsabile di diverse patologie acute e croniche, compresa la cancerogenesi i cui meccanismi d’induzione non sono ancora stati chiariti (2).
Analisi morfologiche condotte su cellule epiteliali bronchiali umane hanno mostrato che particelle fini interagiscono con la superficie cellulare, dove inducono alterazioni; una volta internalizzate (3) provocano un aumento della produzione di ROS con attivazione di vie di trasduzione che portano all’apoptosi. In cellule epiteliali bronchiali umane (BEAS-2B) le PL inducono la produzione di ROS e attivazione della caspasi 3 (4). La fosfatidilserina (PS), fosfolipide normalmente presente sul foglietto interno della membrana plasmatica, viene esposto, in alcuni casi dopo essere stata ...
continua >>

Autori: A. Gambelunghe 1, S. Buratta 2, G. Ferrara 2, R. Mozzi 2, N. Murgia 1, G. Muzi 1, G. Abbritti 1
Sezioni di: 1Medicina del Lavoro, Malattie Respiratorie e Tossicologia Professionali e Ambientali, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale Università degli Studi di Perugia, Piazzale G. Menghini 3, 06123, Perugia; 2Biochimica, Dipartimento Medicina Interna,
Università degli Studi di Perugia, Via del Giochetto, 06123, Perugia Corrispondenza: Dott.ssa Angela Gambelunghe
E-mail: angela.gambelunghe@unipg.it

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 2

     
18/05/2012

Info Day Nazionale Cip Eco-Innovazione 2012

Il prossimo 29 maggio si svolgerà a Roma presso Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) sala Auditorium in Via Capitan Bavastro n. 174, l’INFO DAY NAZIONALE del Programma Comunitario CIP Eco Innovazione.

La partecipazione all’evento è gratuita e riservata agli iscritti. Le domande di iscrizione verranno accolte fino ad esaurimento dei 150 posti disponibili.

Il modulo di registrazione, compilato in ogni sua parte, dovrà essere inviato entro il 22 maggio 2012 all’indirizzo e-mail: eventi.ecoinnovazione@minambiente.it

Modulo di registrazione (doc, 438 KB)

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare

   
18/05/2012

Parrucchieri, siglato un accordo su nuovi standard di sicurezza europei
 

18 maggio 2012. Il documento si basa sulle migliori pratiche esistenti negli Stati membri che si sono dimostrate efficaci nel ridurre i rischi per la salute legati alla professione. A partire dalle malattie cutanee, che in questo settore colpiscono in una percentuale dieci volte superiore rispetto alla media

ROMA - Il sindacato Uni Europa Hair & Beauty e l'associazione di datori di lavoro Coiffure Eu hanno raggiunto un accordo sugli orientamenti destinati ad assicurare un ambiente di lavoro sano e sicuro per i parrucchieri. Il documento si basa sulle migliori pratiche esistenti negli Stati membri, che si sono dimostrate efficaci nel ridurre i rischi per la salute legati alla professione. Quella di parrucchiere, infatti, è l'occupazione che comporta i rischi più elevati di sviluppo di malattie cutanee. In alcuni Paesi, fino al 70% dei parrucchieri soffre di danni alla pelle associati all'attività lavorativa, una percentuale almeno 10 volte superiore rispetto alla media relativa ai lavoratori di tutti i settori.

Un approccio integrato per la salute dei lavoratori. L'accordo promuove un approccio integrato per la protezione della pelle e del tratto respiratorio, attraverso l'utilizzo di prodotti e materiali appropriati e con un'organizzazione del lavoro che eviti il contatto prolungato con l'acqua e con sostanze irritanti. Per la prevenzione dei problemi muscolo-scheletrici, che possono derivare da movimenti ripetitivi, dalla mancanza di pause di riposo e dall'utilizzo di strumenti inadatti, si sollecita il rispetto da parte di tutti i datori di lavoro delle norme europee e nazionali e dei contratti collettivi che regolano l'orario di lavoro e l'adesione alle buone pratiche ergonomiche al momento dell'acquisto di nuovo equipaggiamento. In particolare, per evitare traumi derivanti da posture scorrette, seggiole e supporti regolabili devono assicurare che braccia, spalle e schiena siano alla giusta altezza.

Misure di protezione individuali e collettive. Per garantire la protezione della pelle e l'igiene delle mani, per esempio, il lavoratore è tenuto ad applicare appositi preparati prima di iniziare il proprio turno, prima di ogni pausa e alla fine della giornata, evitando di utilizzare gli asciugamani dei clienti, che potrebbero contenere residui chimici dei prodotti applicati sui capelli. I lavoratori, specifica il testo, dovrebbero sempre indossare guanti protettivi usa-e-getta quando sono impegnati in operazioni che implicano il contatto con sostanze chimiche, come l'applicazione di shampoo, tinte, permanenti o la pulizia e la disinfezione di stanze e apparecchiature.

La valutazione dei rischi interattiva e online. L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) contribuisce alla prevenzione dei rischi nel settore dei parrucchieri attraverso il progetto "Valutazione interattiva dei rischi online" (OiRA), già adattato e applicato efficacemente presso esercizi di parrucchieri nel continente. L'iniziativa è promossa dall'Eu-Osha per sviluppare un'applicazione web gratuita e di facile utilizzo per la creazione di strumenti online di valutazione dei rischi, ideata per aiutare le parti sociali settoriali (le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori) e le autorità nazionali (ministeri, ispettorati del lavoro, istituti per la sicurezza e la salute, ecc.) a produrre strumenti settoriali di valutazione dei rischi destinati alle organizzazioni di piccole dimensioni.

Fonte: INAIL

   
18/05/2012 Eternit: Saviano racconta in tv la tragedia di Casale Monferrato

Il giornalista, nell'ultima puntata del programma "Quello che (non) ho", ha rievocato la storia del comune piemontese dove si continua a morire per colpa della fibra killer lavorata, fino al 1986, nella fabbrica della multinazionale svizzera. L'intervento di Romana Blasotti, presidente dell'Associazione familiari delle vittime

TORINO - "Durante la seconda guerra mondiale, quando gli aerei inglesi e americani sorvolavano una parte del Nord Italia vedevano giù un'enorme macchia bianca, solo un'enorme macchia bianca: quella era Casale Monferrato". E' cominciato così - ricordando l'effetto visivo provocato dalle polveri d'amianto depositate sull'intera cittadina piemontese - il monologo di 26 minuti dedicato da Roberto Saviano alla parola "Eternit", ieri sera, poco dopo l'inizio dell'ultima puntata del programma de La 7 "Quello che (non) ho".

Una delle pagine più dolorose della storia d'Italia. Ventisei minuti di grande giornalismo per rievocare una delle pagine più strazianti e dolorose della storia d'Italia: quella di una fabbrica che dal 1906 al 1986 - malgrado la sua dirigenza fosse consapevole della letalità dell'asbesto (secondo la sentenza di primo grado del tribunale di Torino, il 13 febbraio scorso, al termine del processo contro gli ex titolari della multinazionale elvetica, Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier) - ha volutamente minimizzato e nascosto gli effetti nocivi provocati sulle persone e sull'ambiente, causando migliaia di morti e di malati. Una lista che sembra interminabile perché destinata a incrementarsi ancora oggi e nei prossimi anni, chissà per quanto. Fino a quando l'ultima molecola di fibra inalata - sottile, sottilissima, più di un capello - da qualche uomo, donna o bambino innocenti terminerà il suo lungo periodo di incubazione, esplodendo nel definitivo mesotelioma o nella definitiva asbestosi.
"Non si è voluto far sapere quanto l'amianto fosse velenoso". Il tono di Saviano è lento e pacato e la sua narrazione intreccia - come sempre - evidenze scientifiche a storie personali: un mix di fatti e di volti che rende il racconto vivo, e ancora più sconvolgente. Il giornalista ha ricordato, così, come l'amianto - fino a non molti anni fa - fosse utilizzato in decine e decine di manufatti di uso quotidiano: fioriere, tegole, stucchi, rivestimenti, filtri delle sigarette, tendaggi... "Quello che non si sapeva, o meglio che non si è voluto far sapere, è quanto fosse dannoso e velenoso", ha aggiunto. Tanto che per decenni, a Casale, nessuno sospettò il pericolo e come fosse letale - non solo per chi vi entrava dentro ogni giorno - quel complesso di capannoni gialli con scritto, in rosso, un nome originato dalla parola latina "eternità".
In fabbrica nessuna precauzione. "Le polveri disperse galleggiano in aria e impiegano 24 ore prima di posarsi a terra - ha spiegato Saviano - In fabbrica non usano alcuna precauzione. Fino agli anni Settanta si utilizzano addirittura i forconi dei contadini per girare l'amianto lavorato". Lo scenario descritto, seppur già denunciato dai giornali e nelle evidenze dei riscontri processuali, è comunque impietoso nella rievocazione: filtri di protezione assolutamente inutili e degli "pseudo" depuratori che, in realtà, rimettevano l'asbesto in circolo, permettendogli di raggiungere qualsiasi angolo dello stabilimento.
Un paese "coperto" d'asbesto. La fibra killer diventa, così - e sta in questa capacità di rievocazione del quotidiano la cifra stilistica autentica del giornalista/scrittore, la sua grande capacità di rendere il dramma in tutta la sua gravità - una presenza con cui tutto il paese, seppure all'inizio inconsapevolmente, faceva i conti. Saviano ha ricordato i comportamenti di alcuni operai - Anna Maria, futura malata di asbestosi, che allattava la figlia senza neanche togliersi la tuta di lavoro - e momenti di vita cittadina, quando prima di entrare dal fornaio ci si doveva scuotere la polvere di dosso, per non farla depositare sulle ceste di pane. E ha ricordato la "spiaggetta" bianca, un piccolo angolo caraibico sulle rive del Po, meta di riposo e relax sotto il sole. In realtà quell'apparente scorcio di paradiso era costituito dai reflui della fabbrica abbandonati: un tappeto di amianto che la dirigenza della Eternit regalava a chiunque e che veniva usato nelle case, magari mescolato alla ghiaia per fare i vialetti esterni o nelle intercapedini per isolare i tetti. "Era veleno e tutti lo consideravano un privilegio", ha commentato Saviano.
Le prime denunce. "L'inquinamento da amianto ha tolto all'affetto di chi lo amava Pier Carlo Busto". Con questa scritta sul manifesto mortuario la famiglia di "Pica" - come tutti chiamavano quel bancario di 33 anni, amante dello sport, che ogni sera dopo il lavoro andava a correre sugli argini del Po senza sapere quanto fossero avvelenati dagli scarichi dalla Eternit - per la prima volta, nel 1988, scrisse a chiare lettere quello che tutti ormai sapevano, ma che avevano il terrore di ammettere. Che quel dolore alla schiena e quella mancanza di fiato che arrivavano a colpire all'improvviso così tante persone, non necessariamente ex operai o ex impiegati della fabbrica, non erano semplici acciacchi o banali fastidi, ma dei primi segnali di morte.
Il lungo cammino della giustizia. Saranno l'ex operaio Nicola Pondrano e il sindacalista Bruno Pesce, insieme al medico Daniela De Giovanni - ha raccontato Saviano - "a dare inizio a un'attività serrata di ricerca per dimostrare e fare capire cos'è l'asbesto, e a chi imputare questa massa enorme di morti". E spetterà a Michele Salvini, dell'istituto di Medicina legale di Pavia, nel corso di una perizia alla Eternit, riuscire a scovare quei punti dello stabilimento dove la dirigenza - sempre preavvertita sui controlli - non era arrivata a cancellare le tracce di polvere. Fu Salvini, così, che fece aprire la prima inchiesta: il primo passo di un lungo lavoro investigativo culminato nel processo iniziato il 6 aprile 2009, al termine del quale il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, ha ottenuto la storica sentenza di condanna a 16 anni di reclusione per Schmidheiny e De Cartier.
La "polvere" secondo Romana Blasotti Pavesi. Accanto a Salvini quella che Saviano ha definito una "figura fondamentale": Romana Blasotti Pavesi, la presidentessa dell'Associazione familiari vittime dell'amianto. Appena nominato il nome, i riflettori dello studio allestito nelle Officine Grandi Riparazioni si spengono sul giornalista, per riaccendersi su una donna di 83 anni, minuta, in piedi davanti al leggio. La voce le trema solo un attimo, quando la voce pronuncia la parola di cui ha scelto di parlare in trasmissione: "polvere". Poi legge - composta, pacata, dignitosa - il suo testo, che riportiamo integralmente.
"Polvere. Era come la sabbia, fine, finissima. Era ancora più fine della sabbia. Quella c'era per terra: un dito di polvere, anche di più, dappertutto. Tutti camminavamo sulla polvere. La polvere non aveva colore ed era talmente impalpabile che noi magari la vedevamo, ma non sapevamo proprio che c'era, perché non è che si vedeva proprio: era stesa su tutte le cose. I davanzali erano tutti i giorni da spolverare. Le piante e gli alberi: bisognava ben ben toccare le foglie con le dita per arrivare al colore reale. Quando cadeva, la pioggia puliva la polvere. La lavava via dalla strada, dalle macchine, dalle piante. La disperdeva. I lavoratori dentro la fabbrica, nella mezz'ora di riposo, mangiavano il panino con la polvere. La tuta di mio marito era blu non scurissimo, ma non proprio azzurra: un colore che andava in quegli anni. C'erano i pantaloni con la pettorina e, sopra, la giacca. Sul petto, a destra, c'era cucita la scritta Eternit. L'ho lavata tutti i giorni, per 18 anni, quella tuta: prima a mano nel mastello, poi con la lavatrice. Come tante altre donne. Mio marito, Mario Pavesi, è entrato all'Eternit nel 1958. "Come entrare in banca", dicevamo a Casale in quegli anni. Mio marito è morto il 17 maggio 1983. Di mesotelioma pleurico provocato dalla polvere di amianto. Dopo di lui, per lo stesso male, se ne sono andati mia sorella Libera, mia cugina Anna, mio nipote Giorgio e ultima, nel 2004, mia figlia Maria Rosa. Nella zona di Casale Monferrato, dagli anni Sessanta a oggi, sono morte per malattie legate all'amianto circa 1800 persone. Il 13 febbraio di quest'anno il Tribunale di Torino ha condannato a 16 anni i due proprietari della Eternit per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche".
(Luca Saitta)

Fonte: INAIL

   
18/05/2012 Straniero, non estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro continua >>

Fonte: INAIL

  

 

Sicurezza in agricoltura - Antisismica e molto altro ancora nella home page di oggi riservata agli abbonati !

Vai a tutte le altre notizie di venerdi' 18.05.2012 (Riservate agli abbonati) >>

   
18/05/2012
La sentenza della settimana - Movimentazione manuale dei carichi e valutazione dei rischi - Approfondendo la disamina dello specifico tema di prova, la Corte di Appello ha sottolineato che nel documento di valutazione dei rischi le misure preventive, relative alla movimentazione manuale dei carichi, erano individuate nell'utilizzo di ausili aziendali e nell'informazione e formazione del personale sull'idonea movimentazione manuale dei carichi; ed ha osservato che il predetto documento non conteneva indicazioni: sui .....

Vai alla sentenza per esteso >>

  

 

18/05/2012

SENTENZE

Fonte: ADAPT

   
18/05/2012

Roma, simulazione antincendio allo stadio Olimpico

Sabato 12 Maggio si sono svolte presso il settore Distinti Sud Lato Tevere le prove pratiche di esodo dallo stadio in condizioni di allarme incendio.
L’evento è stato predisposto e diretto dal personale VVF del Comando che, insieme alla Polizia e ad  Ares 118, è stato coordinato e verificato la procedura d’intervento di oltre 600 steward della A.S. Roma .

Questo refreshing sul campo ha permesso ai presenti  di ascoltare e mettere a punto le azioni da eseguire in sala conferenze  e sulle gradinate di operare attivamente sul luogo di svolgimento delle partite ufficiali del C.O.N.I.

L’incendio si è sviluppato dalle entrate centrali. Le vie di fuga utilizzate sono state l’anello superiore, che immette sulle rampe delle torri e  le corsie dell’atletica leggera ai bordi del campo per il settore inferiore.

E’ stato molto importante eseguire una corretta sequenza di azioni comandate in un clima di collaborazione con i dipendenti dell’ Associazione Sportiva Roma.    

Galleria immagini

Fonte: Vigilfuoco

   
18/05/2012

GLI ULTIMI INTERVENTI NEL FORUMSICUREZZA ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro , in continua evoluzione:

Vigili del fuoco vs Fotovoltaico

autorimessa inferiore 300 mq

linea vita su capriata in acciaio

attività estrattiva o non... D.Lgs.624/96

DVR per aziende con max 10 dipendenti

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sulla sicurezza >>

   
18/05/2012

 

Il vademecum del Cpt di Frosinone

Scarica il vademecum del CPT di Frosinone

Fonte: CPT Frosinone

   
18/05/2012
Capo équipe: responsabilità nella fase post operatoria
Il Tribunale di Messina, a seguito di giudizio abbreviato, ha affermato la responsabilità penale di un medico capo équipe chirurgica, in ordine al reato di omicidio colposo in danno di un neonato. La pronunzia è stata parzialmente riformata dalla Corte d'appello che ha ridotto la pena. All'imputato, nella veste di capo dell'équipe chirurgica che aveva operato un neonato con un solo giorno di vita per l'esecuzione di ileostomia, è stato mosso l'addebito di non aver disposto il ricovero in unità di terapia intensiva e di non aver comunque dato disposizioni per un articolato monitoraggio dei parametri vitali, con la conseguenza che non è stata diagnosticata tempestivamente una emorragia che, per mancanza delle terapie necessarie, ha determinato la morte. Tra gli altri aspetti, l'imputato ha lamentato una affermazione di responsabilità da parte del giudice di merito sulla base di un generico ruolo di garanzia, trascurando l'autonomia professionale dei medici di reparto destinatari, per turno, del paziente ricoverato e quindi titolari del relativo obbligo di assistenza. Si è pure trascurato, sempre secondo la difesa del medico, che l'imputato non era il primario responsabile del reparto e non ha svolto tale funzione, sicché non ha assunto un ruolo apicale rispetto al sanitario che si occupò del piccolo subito dopo l'intervento.
Il diritto
La posizione di garanzia del capo dell'équipe chirurgica non è limitata all'ambito strettamente operatorio, ma si estende al contesto postoperatorio. Tale enunciazione trova razionale giustificazione nel fatto che il momento immediatamente successivo all'atto chirurgico non è per nulla avulso dall'intervento operatorio; non foss'altro che per il fatto che le esigenze di cura e assistenza del paziente sono con tutta evidenza rapportate alle peculiarità dell'atto operatorio e al suo andamento in concreto: contingenze note al capo equipe più che a ogni altro sanitario.
Esito del Giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal medico.

Fonte: OMCEO Udine

   
18/05/2012

L’Empowerment nei servizi sanitari e sociali

Mariella Di Pilato, Alessandro Coppo e Claudio Tortone, DoRS Regione Piemonte

L’Empowerment nei servizi sanitari e sociali: tra istanze individuali e necessità collettive è un libro (a cura di Nicoli MA, Pellegrino V - Il Pensiero Scientifico Editore, 2011) che rappresenta la sintesi di una elaborazione pratico-teorica sul tema dell’empowerment ed è attraversato da una prospettiva che tende a considerare la comunità di riferimento di un servizio sanitario non tanto come “bacino di utenza”, ma come attore sociale carico di risorse e capacità. Un contesto potenzialmente denso di partecipazione ed empowerment per ripensare lo “spazio comune”, come luogo di cura del bene comune a partire dalle istanze individuali.

I processi partecipativi sono sicuramente alla base dell’empowerment di comunità, ma la partecipazione da sola è insufficiente se le strategie che si utilizzano non riescono a promuovere quelle capacità che permettono alle comunità, alle organizzazioni e agli individui di prendere decisioni sulle questioni che la riguardano. Non è solo un processo “tecnico”, altrimenti si è irretiti in un’ambivalenza da comprendere e superare. Generalmente gli operatori intravedono da un lato la possibilità di rendere autonomi, responsabili e partecipi i cittadini/pazienti e dall’altra avvertono il rischio di perdita di controllo e incremento di comportamenti che oltrepassano i consueti confini tra chi ha il ruolo di esperto (il professionista sanitario) e chi non lo ha (il paziente).

Un tentativo, interessante e ben riuscito, è dato dalle “indicazioni operative” su come rendere efficace il trasferimento di competenze, saperi e prassi nei progetti attuati, che ha come cardine del processo stesso la trasformazione, ovvero l’azione attiva dei diversi soggetti coinvolti.

Il testo si divide in tre parti.

La prima parte si concentra sugli aspetti teorico-storici del costrutto di empowerment e

analizza come e perché i processi di empowerment dell’individuo contemporaneo (utente, operatore o dirigente) non possono aver luogo senza un ripensamento più generale del lavoro di cura e delle organizzazioni in cui si opera. Alcune riflessioni di operatori e utenti evidenziano l’ambivalenza delle organizzazioni istituzionali divise tra il riconoscimento del soggetto e del suo diritto ad esprimersi e la negazione dello spazio in cui può legittimamente esprimersi, in quanto a volte soggetti troppo empowerizzanti sono vissuti come un elemento di pericolo per le organizzazioni istituzionali stesse.

La seconda parte propone alcuni strumenti e tecniche di attivazione nei processi di empowerment.(documenti e pubblicazioni  su tecniche e strumenti sono presenti nei seguenti siti: www.change-management-toolbook.com ; www.loci.it ). Nel testo sono brevemente descritti: Metaplan, Focus Group, European Awarness Scenario Workshop - EASW, Appreciative Inquiry e Metodo GOPP – Goal Oriented Project Planning e PCM. Un approfondimento è riservato al Teatro dell’Oppresso- metodo teatrale (si colloca nel teatro politico) che valorizza l’aspetto conoscitivo e trasformativo del teatro, ideato da Augusto Boal in Brasile negli anni ’60; e all'Open Space Technology (OST), tecnica nata nella prima metà degli anni ’80 da un‘intuizione di Harrison Owen, particolarmente adatta a situazioni in cui un gruppo eterogeneo di persone deve affrontare in modo innovativo e creativo un problema complesso di cui nessuno ha in tasca la soluzione.

Infine la terza parte prende in considerazione l’elaborazione pratico-teorica frutto delle esperienze condotte all’interno dei servizi su come trasferire le conoscenze nei contesti di lavoro attraverso gli 8 passaggi di percorso. Il testo è attraversato dalla tensione di coniugare le caratteristiche dell’organizzazione sanitaria con quelle dei sistemi informali di cura che spesso sono presenti nella comunità anche se non facilmente visibili. L’obiettivo è costruire una sorta di ponte tra costrutti teorici ed esperienze quotidiane per evitare che il concetto di empowerment rimanga nella rappresentazione degli operatori come qualcosa di ideale, positivo, auspicabile ma troppo difficile da realizzare.

Il libro è il “punto di approdo” di un percorso regionale nell’ambito di un progetto nazionale avviato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (AgeNaS) per promuovere l’empowerment negli amministratori locali, nelle comunità e negli operatori socio-sanitari.

Il percorso a livello nazionale ha previsto in un primo momento l’individuazione e la sistematizzazione di progetti di empowerment e successivamente l’identificazione e la diffusione di iniziative esemplari di empowerment (iniziative e progetti sono pubblicati sul sito www.agenas.it/database_empowerment.htm). Il progetto e i risultati sono disponibili anche in un numero monografico della rivista Monitor edita dall’AgeNaS.

Il libro è disponibile nella biblioteca Dors, da aprile 2011 aperta anche al pubblico.

Sul tema della progettazione partecipata si veda il documento DoRS "La progettazione partecipata intersettoriale e con la comunità". (http://www.dors.it/alleg/newcms/201103/progettazione%20partecipata_def.pdf)

Altri strumenti che possono essere utilizzati per permettere ad un gruppo, anche numeroso, di sviluppare apprendimenti creativi e formulare idee innovative:

  1. Tecnica Metaplan 

  2. Tecnica GOPP (Goal Oriented Project Planning)

  3. Tecnica del World Cafè 

  4. Tecnica del brainstorming

  5. Tecnica del nominal group

  6. Tecnica del focus group

  7. Come si costruisce un questionario

Fonte: DoRS

   
18/05/2012
La disciplina dell'attività edilizia dopo il DL sviluppo: le indicazioni dei Notai

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo studio n. 325-2011/C relativo alle modifiche che sono state apportate al DPR 380/2001 (Testo unico edilizia) ad opera del decreto legge 40/2010, convertito nella legge 73/2010 e successivamente dal decreto legge  70/2011 cd. Decreto sviluppo, convertito nella legge 106/2011.
In particolare, lo studio affronta le problematiche legate alla commerciabilità dei fabbricati e le competenze del notaio, operando una ricognizione della disciplina dell'attività edilizia e dei relativi titoli abilitativi richiesti, distinguendo tra attività completamente liberalizzate, opere soggette a semplice comunicazione (CIL), interventi per i quali è possibile presentare una segnalazione certificata di inizio attività, nonchè opere soggette a Super-Dia e permesso di costruire.
In allegato il testo dello studio.

Fonte: ANCE VERONA

   
 

ABBONATI A SICUREZZAONLINE

Vai ai dettagli dell'offerta >>

   
18/05/2012

Regione Lombardia - Fondi per la formazione in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro 
 

Regione Lombardia ha predisposto recentemente delle Linee Guida tecniche, applicabili a tutti gli edifici di nuova costruzione e agli interventi di rustrutturazione sul patrimonio edilizio esistente.
Con queste si invitano tutti i Comuni ad attivare procedure di revisione dei regolamenti edilizi inserendo specifiche norme per la prevenzione dell'esposizione al gas radon negli ambienti confinanti.
L’esposizione al gas radon negli edifici rappresenta, come noto, un fattore di rischio per le persone; sin dal 1988 l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato il gas radon come sostanza cancerogena di gruppo 1. L’ effetto sulla salute consiste nell’aumento delle probabilità di sviluppare un tumore al polmone.
Oggi dall’epidemiologia internazionale emerge che:
sia ha un aumento della probabilità di contrarre il tumore polmonare con l’aumentare delle concentrazioni di radon negli ambienti confinati(indoor);
si ha una maggior pericolosità del radon se associato all'abitudine al fumo: ragione per cui le azioni di prevenzione del rischio di esposizione a radon vanno condotte in stretta sinergia con le azioni per la disaffezione al fumo;
non è stata evidenziata, da studio scientifici, una "soglia", cioè di un valore di concentrazione sotto il quale si possa ritenere non vi sia rischio di contrarre il tumore polmonare.

Fonte: ASL Bergamo

   
18/05/2012 L'angolo fiscale

Fuori dal piano particolareggiato non regge alcun regime agevolato continua >>

Quando l'azienda si estingue è il socio a "rispondere" continua >>

Concorso “La Pa che si vede”. Le Entrate salgono sul podio continua >>

Fonte: Fisco Oggi

   
18/05/2012 Le ultime risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate

Istituzione del codice tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sui redditi derivanti da pignoramento presso terzi – Provvedimento del Direttore dell’Agenzia dell’entrate del 3 marzo 2010 - pdf

Fonte: Agenzia delle Entrate

   
18/05/2012 Il Garante Privacy autorizza l'uso di dati sanitari per la ricerca

Il Garante per la protezione dei dati personali, dopo una fase di consultazione che ha coinvolto numerosi attori del settore,  il 1 marzo 2012 ha emesso l'Autorizzazione generale al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 26 marzo 2012.
Le autorizzazioni generali sono un'importante strumento operativo, in quanto delinano il quadro entro il quale i trattamenti di dati personali sono autorizzati senza ulteriori  adempimenti.
L'autorizzazione del 1 marzo 2012 si aggiunge alle altre autorizzazioni generali già  emesse dal Garante (sin dai tempi della prima legge  sulla privacy) e periodicamente rinnovate e aggiornate.   (sono tutte disponibili dalla
pagina dedicata nel sito del Garante). Essa fa riferimento all'art. 110, comma 1, del Codice,   che consente di trattare dati personali idonei a rivelare lo stato di salute per scopi di ricerca scientifica in campo medico, biomedico o epidemiologico, e delimita le fattispecie  in cui si possono utilizzare i dati personali sulla salute senza bisogno di chiedere l'autorizzazione al Garante  o il consenso agli interessati.
Le strutture scientifiche che svolgono ricerca sanitaria  sono  autorizzate a  usare tutti i dati già raccolti nel corso delle attività di diagnosi e cura per i flussi correnti, i campioni biologici raccolti per finalità di diagnosi e cura e di altre ricerche, i dati di altre ricerche.  Dovranno  comunque provvedere alla  cifratura dei dati, utilizzandoli in  chiaro soltanto quando strettamente indispensabile.
Potranno  conservare i dati  anche successivamente alla fase di studio, specificando i motivi di questa necessità nei protocolli di ricerca.
Potranno utilizzare i  dati di soggetti deceduti o  irreperibili  (da documentare) e  condividerli anche con altri partner della ricerca in ambito europeo.
Nulla cambia riguardo alla pubblicazione/diffusione dei dati: sia nei rapporti di ricerca sia sul web va sempre fatta si fa soltanto in formato aggregato,  in modo da rendere impossibile a chiunque l’identificazione del soggetto.
Resta fermo (e ribadito) il principio che laddove sia sufficiente trattare dati anonimi  oppure laddove sia possibile dare l'informativa e chiedere iol consenso agli interessati, ciò andrà sempre fatto:  In questi casi l'autorizzazione generale non opera. 
Sui progetti di ricerca vigileranno i COMITATI ETICI, ai quali si dovranno sempre sottoporre preventivamente e dai quali  si dovrà ottenre il  parere favorevole preventivo.  I progetti perciò dovranno dettagliare specificamente i punti che  denotano il rispetto delle prescirzioni dell'autorizzazione generale e nel condurre la ricerca queti punti dovranno essere rigorosamente rispettati.
Non vengono compresi nell'autrorizzazione generale del 1 marzo 2012:
- i trattamenti di dati genetici (per i quali si fa riferimento a un’altra autorizzazione generale, quella del
24 giugno 2011)
- i casi in cui non si può chiedere consenso per motivi metodologici,  per i quali  occorre ricevere autorizzazione specifica dal Garante   (l'auutorizzazione generale ammette  invece  i motivi organizzativi e etici)
- le ricerche con raccolta di dati ad hoc (nel qual caso si deve ottenere il consenso degli interessati oppure  quello del comitato etico + parere specifico del Garante)
- i trasferimenti dei dati personali (da elaborare) in paesi extraeuropei, per i quali si deve chiedere autorizzazione specifica al Garante
LA VALIDITÀ DELL’AUTORIZZAZIONE GENERALE è fino al 31.12.2012 (similmente alle altre autorizzazioni generali  in vigore). 

AUTORIZZAZIONE GENERALE 1 MARZO 2012

Fonte: DoRS - Grazia Bertiglia

  

 

Sicurezza in agricoltura - Antisismica e molto altro ancora nella home page di oggi riservata agli abbonati !

Vai a tutte le altre notizie di venerdi' 18.05.2012 (Riservate agli abbonati) >>

   
18/05/2012

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Nota 16 aprile 2012, n. 7162

 

Procedure per il rilascio delle autorizzazioni previste dall'articolo 4 della Legge 20 maggio 1970, n.300 - Statuto dei lavoratori
Sono pervenute a questa Direzione Generale numerose richieste di semplificazione dei provvedimenti di rilascio delle autorizzazioni all'uso di impianti audiovisivi o di altre apparecchiature che potrebbero rientrare tra le fattispecie previste dall'articolo 4, 1° e 2° comma
della Legge 20 maggio 1970, n.300.
Lo snellimento delle procedure si rende ormai indispensabile in quanto negli ultimi anni sono aumentate in maniera quasi esponenziale le richieste di autorizzazione previste dal citato articolo, sia per la grande diffusione di questi impianti sia perché l'utilizzo di tali sistemi, compatti e poco
costosi, si è diffuso in moltissimi piccoli esercizi commerciali dove non sono presenti
rappresentanze sindacali aziendali.
Da quanto risulta a questa Direzione generale, l'attività di rilascio delle autorizzazioni, in assenza di specifiche indicazioni operative, si è consolidata in una prassi operativa che prevede un sopralluogo per valutare le caratteristiche del sistema e la rispondenza a quanto dichiarato (numero e angoli di
ripresa delle videocamere), prassi che, forse comprensibile nei contesti di grandi dimensioni, non si ritiene possa essere più attuata in quanto richiede un notevole impiego di risorse ispettive che possono più efficacemente essere utilizzate nel contrasto al fenomeno del lavoro sommerso,
irregolare, illegale e nel controllo del rispetto delle norme a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Sulla base di tali premesse si ritiene opportuno fornire, d'intesa con la Direzione Generale delle
relazioni industriali e dei rapporti di lavoro, le seguenti indicazioni volte a semplificare ed uniformare le modalità operative degli uffici territoriali concernenti il rilascio dei provvedimenti in esame.
In primo luogo va evidenziato come nel corso degli ultimi anni alcune attività economiche (quali ad esempio ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, farmacie, edicole, distributori di carburante etc.) sono divenute attività a forte rischio di rapina a causa delle consistenti giacenze di denaro e pertanto l'utilizzo di impianti audiovisivi rappresenta, sempre e comunque, sia un fattore deterrente che uno strumento per assicurare le fonti di prova nei giudizi relativi a eventuali condotte penalmente rilevanti.
Ciò premesso le esigenze legate alla sicurezza dei lavoratori sono oggettivamente obiettivate da tali circostanze e pertanto in qualche modo oggetto di una "presunzione" di ammissibilità delle domande volte all’installazione delle apparecchiature che potranno - ed anzi dovranno - consentire la massima potenzialità di controllo dell’incolumità del personale lavorativo e dei terzi.
Da ciò consegue che il rilascio dell’autorizzazione da parte della DTL non necessita in tali ipotesi di un accertamento tecnico preventivo dello stato dei luoghi in quanto sostanzialmente ininfluente ai fini del rilascio dell'autorizzazione.
Codesti Uffici, pertanto, potranno far riferimento esclusivamente alle specifiche dell'impianto (caratteristiche tecniche, planimetria dei locali, numero e posizionamento delle telecamere etc.) risultanti dalla documentazione prodotta dal datore di lavoro che diventa, per i profili tecnici, parte
integrante del provvedimento autorizzativo.
Al di fuori dalla casistica sopra evidenziata, particolare attenzione dovrà invece essere posta sui diversi presupposti legittimanti l'installazione e cioè l'effettiva sussistenza delle esigenze organizzative e produttive.
Per mere esigenze di completezza e di uniformità di comportamento di codesti uffici si riportano in calce gli elementi condizionanti, maggiormente ricorrenti, da inserire nel provvedimento autorizzativo:
1) dovrà essere rispettata la disciplina dettata dal decreto legislativo 30 giugno 2003. n.196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e dai successivi provvedimenti del Garante per la Proiezione dei dati personali, in particolare il Provvedimento dell'8 aprile 2010 (G.U. n. 99 del 29 aprile 2010):
2) dovrà essere rispettata tutta la normativa in materia di raccolta e conservazione delle immagini;
3) prima della messa in funzione dell'impianto l'azienda dovrà dare apposita informativa scritta al personale dipendente in merito all'attivazione dello stesso, al posizionamento delle telecamere ed alle modalità di funzionamento e dovrà informare i clienti con appositi cartelli;
4) l'impianto, che registrerà solo le immagini indispensabili, sarà costituito da telecamere orientate verso le aree maggiormente esposte ai rischi di furto e danneggiamento (limitando l'angolo delle riprese ed evitando, quando non indispensabili, immagini dettagliate), l'eventuale ripresa di dipendenti avverrà esclusivamente in via incidentale e con criteri di occasionalità;
5) all'impianto non potrà essere apportata alcuna modifica e non potrà essere aggiunta alcuna ulteriore apparecchiatura al sistema da installare, se non in conformità al dettato dell'art. 4 della L. n. 300/1970 e previa relativa comunicazione alla DTL;
6) le immagini registrate non potranno in nessun caso essere utilizzate per eventuali accertamenti sull'obbligo di diligenza da parte dei lavoratori né per l'adozione di provvedimenti disciplinari;
7) in occasione di ciascun accesso alle immagini (che di norma dovrebbe avvenire solo nelle ipotesi di verificazione di atti criminosi o di eventi dannosi), la ditta dovrà darne tempestiva informazione ai lavoratori occupati.
8) i lavoratori potranno verificare periodicamente il corretto utilizzo dell'impianto.

   
18/05/2012

Gli sbarramenti antincendio resistenti allo sfondamento sono di importanza vitale continua >>

Fonte: SUVA (Svizzera)

   
 

ABBONATI A SICUREZZAONLINE

Vai ai dettagli dell'offerta >>

   
Vai alle altre notizie di venerdi' 18.05.2012 (Riservate agli abbonati) >>
 

      

Vuoi vedere anche tutte le altre NOTIZIE RISERVATE di venerdi' 18 maggio 2012 e scaricare i documenti allegati?

Le altre notizie del 18.05.2012 sulla sicurezza e salute sul lavoro (Riservate agli abbonati): Sicurezza in agricoltura - Antisismica e molto altro ancora nella home page di oggi riservata agli abbonati !

Se non sei ancora abbonato vai alla pagina ''Come abbonarsi'' e compila il modulo relativo

Per vedere e scaricare i documenti piu' importanti del giorno presenti nell'area riservata
(MODULISTICA, CORSI DI FORMAZIONE, FAC - SIMILI DI VALUTAZIONI DEI RISCHI, POS, PSC,  ecc...)
cliccate qui e inserite la Vostra UserID e Password
 

  

    

                             
                             
 Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni,
nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi e dei relativi collegamenti ipertestuali sopra riportati
                   

Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi