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8 MAGGIO 2012

  

   

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08/05/2012 IL RUOLO DELL'ASMA AGGRAVATA DAL LAVORO SULLA DISABILITA LAVORATIVA IN UN GRUPPO DI PAZIENTI AFFETTI DA ASMA BRONCHIALE NON PROFESSIONALE
THE ROLE OF WORK EXACERBATED ASTHMA ON WORK DISABILITY IN A GROUP OF PATIENT WITH NON-OCCUPATIONAL ASTHMA
ABSTRACT. Background: Asthma represents a considerable source of morbidity and economic burden. Exposures at the workplace can cause or trigger asthma. Work-exacerbated asthma is a form of workrelated asthma where the occupational exposures are able to aggravate a pre-existent non-occupational asthma. Recent data have confirmed that work-exacerbated asthma is associated with a similar impact on work disability as occupational asthma. The aim of this study was to investigate the prevalence of work disability in patients with work exacerbated asthma compared with subject with non work-related asthma.
Methods: 100 patients with work-exacebated asthma and 157 with non work-related asthma answered to a questionnaire on asthma and work disability derived from the European Community Respiratory Health Survey. Indicators of work disability were change job/task for respiratory symptoms, and wage or work satisfaction reduction after the job/task change.
Results: Approximately 7.4% of the work adult population reported work disability, among patient with work-exacerbated asthma 15% of subjects changed job/task and 60% of them answered that new job was less profitable or satisfying.
Conclusions: Work-exacerbated asthma, although often underdiagnosed, has a relevant socioeconomic impact in term of work disability when compared with non work-related asthma. The burden of work related asthma should be always taken into account.
Key words: Work-exacerbated asthma, work disability, asthma.

INTRODUZIONE
In Italia l'asma bronchiale e caratterizzata da un'elevata morbilita' e da rilevanti conseguenze socio-economiche. L'asma e la patologia professionale
respiratoria piu' comune nei Paesi industrializzati. Si stima che circa il 15% dei casi di asma nell'adulto sia dovuto ad esposizione lavorativa.
Nella popolazione in eta' lavorativa l'esposizione a fattori di rischio presenti nell'ambiente di lavoro puo' essere causa di asma bronchiale professionale, ma puo' anche aggravare un'asma bronchiale non professionale, generalmente preesistente, delineando la cosiddetta asma aggravata dal lavoro (1).
In termini economici l'asma ha un enorme impatto sulla sanita' pubblica. Il costo totale della malattia tiene conto dei costi diretti (ricoveri ospedalieri e terapia farmacologica) e di quelli indiretti (morte prematura o perdita di giornate lavorative). La disabilita lavorativa, definita ad esempio come perdita di giornate lavorative, perdita di produttivita' o cambio di lavoro/mansione a causa della sintomatologia respiratoria, rappresenta uno tra i principali costi indiretti determinati dall'asma (2).
Dati recenti riguardanti l'impatto socio-economico dell'asma aggravata dal lavoro rilevano che essa ha un impatto simile all'asma occupazionale sulla produttivita' e sulla capacita di guadagno ed e associata con un piu alto tasso di sintomi e di esacerbazioni se paragonata all'asma non correlata al lavoro (3).
Lo scopo di questo studio e di valutare i fattori determinanti la disabilita lavorativa in un gruppo di pazienti asmatici in eta' lavorativa dell'talia centrale, con particolare attenzione all'asma esacerbata dall'attivita' lavorativa.

MATERIALI E METODI
Per lo studio sono stati reclutati 257 pazienti affetti da asma bronchiale non professionale, afferenti all'ambulatorio pneumologico della Sezione di Medicina del Lavoro, Malattie respiratorie e Tossicologia dell'fUniversita' di Perugia. I pazienti sono stati sottoposti ad un questionario telefonico basato su una versione modificata del questionario utilizzato per lo European Community Respiratory Health Survey (ECRHS) II, integrato da domande specifiche riguardanti l'asma aggravata dal lavoro.
La diagnosi di asma bronchiale era basata su una sintomatologia suggestiva e sulla positivita' al test di broncostimolazione aspecifico con metacolina o al test di broncoreversibilita' farmacologica. I dati riguardanti l'atopia e i parametri di funzionalita' respiratoria sono stati ricavati dalle cartelle cliniche ambulatoriali. Come in precedenti studi, i soggetti che riferivano un peggioramento della sintomatologia asmatica durante l'attivita' lavorativa sono stati definti come affetti da asma aggravata dal lavoro. Come indicatori di disabilita lavorativa sono stati scelti il cambio mansione/lavoro o il licenziamento a causa dell'asma.
In caso di cambio di lavoro o di mansione lavorativa, e stato inoltre chiesto se il lavoro svolto dopo tale cambiamento fosse piu o meno soddisfacente o remunerativo di quello precedente. Nessun soggetto si e rifiutato di rispondere alle domande. Per confrontare le variabili categoriche e stato utilizzato il test del ƒÔ2 e successivamente un modello di regressione logistica per valutare l'effetto delle variabili indipendenti sulla prevalenza di disabilita lavorativa. L'attendibilita' del modello di regressione logistica e stata verificata tramite il test di Homer-Lemeshow; valori della p<0,05 sono considerati statisticamente significativi.

RISULTATI
Il 7,4% degli intervistati (n = 19) hanno riferito di aver cambiato lavoro o mansione a causa dell'asma. I soggetti con asma aggravata dal lavoro (n = 100) riferivano, rispetto a coloro che non presentavano un asma aggravata dal lavoro, piu' frequentemente un controllo non ottimale dei sintomi (75,8% vs 43,9%), perdita di giorni lavorativi (35% vs 14,6%) e cambio di attivita' lavorativa a causa dell'asma (15% vs 2,5%). Tra i soggetti che hanno riferito un cambio di lavoro o mansione dovuti all'asma, il 60% degli intervistati ha risposto che Il lavoro che svolge attualmente e meno soddisfacente o remunerativo di quello che aveva svolto in precedenza. Coloro che riferivano un asma aggravata dal lavoro erano a maggior rischio di disabilita lavorativa (OR 7,38; IC 95% 2,10-25,98), mentre i pazienti con una maggiore anzianita' lavorativa erano a minor rischio, rispetto ai meno esperti (OR 0,93; IC 95% 0,87-0,99). L'eta', il sesso, l'atopia, i valori dei parametri di funzionalita' respiratoria e un controllo non ottimale dell'asma non erano associati ad un maggior rischio di cambio lavoro/mansione.

DISCUSSIONE
I dati che emergono da questo studio preliminare confermano che l'asma aggravata dal lavoro e uno dei principali determinanti della disabilita' lavorativa per malattie respiratorie nella popolazione in eta' lavorativa.
In uno studio analogo una percentuale maggiore di pazienti con asma esacerbata dal lavoro presentava disabilita lavorativa (54%), ma in questo caso il campione era stato selezionato tra i soggetti asmatici che erano stati riferiti ad un centro di medicina del lavoro di II livello per sospetta asma professionale, risultando negativi al test di provocazione bronchiale specifico. Nello stesso studio la percentuale di soggetti con disabilita lavorativa tra i lavoratori che avevano presentato un test di provocazione bronchiale specifico positivo era molto piu' elevata (72%) (4). Analogamente, in Inghilterra il 65% dei soggetti con asma aggravata dal lavoro ha riferito disabilita lavorativa in termini di perdite economiche e il 38% ha dovuto lasciare il lavoro (5).
Tra tutti i soggetti asmatici, indipendentemente dalla presenza di sintomi correlati al lavoro, in questo studio e stata osservata una prevalenza minore di disabilita lavorativa (7,4%) rispetto ad un gruppo di lavoratori statunitensi (19%) e ad un gruppo di lavoratori svedesi studiati tramite lo ECRHS (13%) (6, 7); una spiegazione di tale disomogeneita' dei dati potrebbe risiedere nelle numerosita' dei campioni dei 3 studi e dalla differente dinamicita' del mondo del lavoro nelle 3 nazioni considerate.
In accordo con gli studi prima citati l'asma esacerbata dal lavoro e stata definita solo su base anamnestica (6, 7). Questa definizione potrebbe rappresentare un limite in quanto alcuni pazienti classificati come affetti da asma aggravata dal lavoro potrebbero presentare un'asma professionale non sottoposta ad ulteriori accertamenti, ma la provenienza dei pazienti (ambulatorio pneumologico gestito da medici specializzati in medicina del lavoro) dovrebbe aver minimizzato questo rischio. D'altra parte selezionare solo i soggetti negativi al test di provocazione specifico come in altri studi (4) avrebbe potuto far correre il rischio di un recall bias in lavoratori con un sospetto di malattia professionale. In conclusione, questo studio conferma che, anche in Italia, la disabilita lavorativa causata dall'asma rappresenta un problema molto rilevante nella popolazione in eta' lavorativa ed e correlata soprattutto a fattori di rischio presenti negli ambienti di lavoro piu' che a fattori intrinseci riguardanti la gravita' e il controllo della patologia stessa.

BIBLIOGRAFIA
1) Toren K, Blanc PD. Asthma caused by occupational exposures is common - a systematic analysis of estimates of the population-attributable fraction. BMC Pulm Med. 2009 Jan 29; 9: 7
2) Tarlo SM, Malo JL. An Official ATS Proceedings: Asthma in the workplace; The Proceedings of the American Thoracic Society 2009; 6: 339-349.
3) Vandenplas O., Henneberger PK. Socioeconomic outcomes in workexacerbated asthma; Curr Opin Allergy clin Immunol 2007; 7(3): 236-41.
4) Larbanois A, Jamart J, Vandenplas O. Socioeconomic outcome of subjects experiencing asthma symptoms at work. Eur resp J 2002; 19: 1107-1113.
5) Cannon J, Cullinan P, Newman Taylor A. Consequences of occupational asthma. BMJ 1995; 311: 602-603.
6) Blanc PD, Jones M, Besson C, Katz P, Yelin E. Work disability among adult with asthma. Chest 1993; 104: 1371-77.
7) Blanc PD, Ellbjar S, Janson C, Norback D, Norrman E, Plaschke P, Toren K. Asthma-related work disability in Sweden. Am J Resp Crit Care Med 1999; 160: 2028-33. 

Autori: G. Paolocci, N. Murgia, G. Palumbo, A. Gambelunghe,
M. dell'Omo, G. Abbritti, G. Muzi
Corrispondenza: Paolocci Giulia, Sezione di Medicina del Lavoro, Malattie Respiratorie e Tossicologia Professionali e Ambientali,
Universita di Perugia, Via E. dal Pozzo, 06100 Perugia. Email: medlav@unipg.it

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 2 33

   
08/05/2012

Tutela prodotti italiani all’estero, agevolazioni alle PMI - Il Ministero dello sviluppo Economico, in collaborazione con Unioncamere, ha previsto la concessione di agevolazioni a favore di micro, piccole e medie imprese per promuovere l'utilizzo dei diritti di proprietà industriale, strumento privilegiato di valorizzazione della loro capacità innovativa.
Maggiore facilità, quindi, per tutelare i prodotti delle Pmi italiane anche sui mercati esteri.
Le agevolazioni sono dirette a:
- favorire la registrazione di marchi comunitari presso l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno;
- favorire la registrazione di marchi internazionali presso l'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale.
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a € 4.500.000,00. Il relativo bando è stato pubblicato nella G.U. n. 105 del 7 maggio 2012.
L’importo dell’agevolazione può variare dai 4 ai 6 mila euro per ciascuna domanda di marchio depositata e a copertura dell’80% o del 90% delle spese ammissibili sostenute in funzione dei Paesi designati per la registrazione. L’impresa può presentare più domande di registrazione di marchi e le agevolazioni non potranno superare, in questo caso, 15 mila euro per impresa.
Le domande di agevolazione possono essere presentate ad Unioncamere, soggetto gestore del bando, a partire dal 4 settembre 2012 (120° giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta). Le risorse saranno assegnate con procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e sino all’esaurimento delle stesse. Unioncamere provvederà a dare notizia dell’avvenuto esaurimento delle risorse finanziarie.
Bando e modulistica sui siti Mise e Unioncamere e sul sito Progetto Tutela Proprietà industriale.
Fonte: Ministero dello sviluppo economico

Per saperne di più

Fonte: Governo

   
08/05/2012

La Responsabilità Civile Professionale degli Ingegneri e l’adeguatezza della risposta assicurativa 

Fonte: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Udine

  

 

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08/05/2012

Autotrasporto merci, azioni e misure del Governo nel 2012 per affrontare e risolvere le criticità del settore
Sintesi delle principali iniziative attuate o in fase di realizzazione, comprese quelle relative alle procedure sanzionatorie per il mancato rispetto dei costi minimi contenute nel decreto interministeriale (MIT - MISE - MEF - Giustizia) attuativo dell'art. 83 bis della legge 133/2008, appena firmato ed attualmente in corso di registrazione
Il Capo del Dipartimento trasporti terrestri, con la
 nota n. 1934 del 23 aprile 2012, evidenzia le seguenti iniziative del 2012 poste in essere su richiesta delle Associazioni dell'autotrasporto:
azioni realizzate
•rimborso trimestrale accise gasolio
•norma per divieti di circolazione
•norma sull'accesso alla professione
•semplificazione controlli tachigrafo
•conferma e ripartizione risorse autotrasporto 2012
•attivazione verifiche costi assicurazioni RCA con ANTIRUST e ANIA
•conferma operatività e impianto norma (art.83 bis) sui costi minimi di autotrasporto anche in relazione al recente parere negativo dell'ANTITRUST
azioni in corso
•modifiche al Regolamento del Codice della strada in materia di trasporti eccezionali
•modifica articoli 174 e 178 del Codice della strada in materia di responsabilità dell'impresa di autotrasporto in caso di violazione da parte dell'autista delle norme sui tempi di guida e di riposo
Si segnala, inoltre, che è stato firmato il decreto interministeriale (MIT -MISE - MEF - Giustizia) attuativo dell'art. 83 bis della legge 133/2008, attualmente in corso di registrazione, per rendere operative le procedure sanzionatorie previste per il mancato rispetto dei costi minimi.

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

 

 

08/05/2012

Infrastrutture: Via libera del Consiglio di Stato al decreto sulle terre e rocce da scavo
Ciaccia, “Nuove normative per accelerare opere pubbliche nel rispetto dell’ambiente”
Arriva il via libera del Consiglio di Stato al decreto che regolamenta l’utilizzo delle terre e rocce da scavo. Il decreto - che sarà firmato nei prossimi giorni dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministro dell’Ambiente - consentirà una forte accelerazione nella realizzazione di importanti infrastrutture, in particolare dove siano presenti scavi in galleria. Infatti il materiale da scavo, qualora conforme alle prescrizioni previste nel Codice dell’ambiente, non verrà più considerato come rifiuto e potrà essere riutilizzato per la realizzazione di opere, quali i rilevati stradali.
Finora considerare il materiale di scavo automaticamente come rifiuto ha determinato forti rallentamenti nella esecuzione delle opere, in quanto doveva essere previsto già nella fase di scavo lo smaltimento in discarica del prodotto rimosso, con notevoli difficoltà nel reperimento di siti idonei.
La nuova normativa, che attua le recenti disposizioni introdotte dall’articolo 49 del decreto-legge n. 1/2012 “liberalizzazioni”, consentirà invece di ridurre i costi di questi materiali che essendo considerati come sottoprodotto potranno essere trasportati all’interno del cantiere e verso i siti di stoccaggio con costi meno onerosi.
“Siamo impegnati come governo – ha dichiarato il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia - a introdurre nuove normative tese ad accelerare la realizzazione di infrastrutture nel rispetto della tutela dell’ambiente. In questo modo favoriamo crescita sostenibile e facilitiamo il lavoro di tante imprese. Riformare la normativa sul fronte delle infrastrutture e sbloccare risorse per investimenti significa costruire sviluppo e crescita nel breve oltre che nel medio e lungo periodo e queste restano le nostre principali priorità".
Roma, 20 aprile 2012

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

   
08/05/2012

INPS - DECONTRIBUZIONE ELEMENTO ECONOMICO TERRITORIALE - ANNO 2010 - D.M. 3.8.2011 - ADEMPIMENTI A CARICO IMPRESA - CHIARIMENTI ISTITUTO - CIRCOLARE N.51/2012 - MESSAGGIO N. 7597/2012 

Dalle ore 15 del giorno 7 maggio 2012 alle ore 23 del 3 giugno 2012 potranno essere trasmesse via internet le domande utili a richiedere lo sgravio contributivo dell'Elemento Economico Territoriale - E.E.T. corrisposto nell'annno 2010.

L’applicazione per l'invio delle domande è disponibile tra i “Servizi per aziende e consulenti” all’interno della sezione “Servizi online” del portale Inps.

La Gazzetta Ufficiale n. 301 del 28 dicembre 2011 ha pubblicato il testo del Decreto Interministeriale del 3 agosto 2011 con il quale sono state dettate le modalità di concessione dello sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2010 (per il settore edile si tratta degli importi riconosciuti a titolo di Elemento Economico Territoriale - E.E.T.). Infatti, con la disciplina introdotta dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 247, è stata abrogata la decontribuzione e, in sostituzione, è stato introdotto, in via sperimentale per il triennio 2008-2010, a domanda delle aziende, uno sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali che per l'anno 2010 è disciplinato dal Decreto in parola.

Con messaggio n. 7597 del 4 maggio 2012 l'Inps ha fornito le necessarie istruzioni per la presentazione delle richieste per beneficiare di tale sgravio. continua >>

Fonte: Collegio Costruttori Edili Brescia

   
08/05/2012

Fonte: ADAPT

   
 

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08/05/2012 Apprendistato

08/05/12  La contribuzione per gli apprendisti nelle imprese minori

dr. E.Massi (pubblicato sul n. 18/12 della rivista: "La Circolare di Lavoro e Previdenza")

08/05/12  L'accordo sul nuovo apprendistato professionalizzante nel settore industria

dr. R.Camera (pubblicato sulla rivista: "La Lente sul Fisco")

Fonte: DPL Modena

  
08/05/2012 Pratiche illegali in medicina del lavoro

Ministero del Lavoro - Interpello Medico esclusivo

Fonte: AS.ME.CO.

   

08/05/2012

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

Vigili del fuoco vs Fotovoltaico

Impianto elettrico dove mi attacco....

Problema delle fotocopiatrici e dei toner

Responsabilità per mancato aggiornamento RSPP

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

   
08/05/2012 Scheda tenatica: Stucco per finestre contenente amianto (5): Rimozione dei vetri di finestre all'aperto durante i lavori di smantellamento continua >>

Fonte: SUVA (Svizzera)

 

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