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3 MAGGIO 2012

  

   

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03/05/2012

Estate in vista. Aria condizionata in ufficio: istruzioni per l'uso
3 maggio 2012. Con l'arrivo del grande caldo, il ricorso al climatizzatore è inevitabile. Ma spesso questi apparecchi vengono utilizzati in modo improprio, comportando sprechi d'energia e, soprattutto, malessere per chi lavora. Eppure le regole di prevenzione per non correre alcun rischio sono poche e semplici da rispettare

ROMA - Male alla schiena e alla gola, raffreddore, dolori addominali, torcicollo. Ma anche bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche. Se, con l'arrivo delle prime "ondate" di caldo, il ricorso ai climatizzatori per molti di noi rappresenta una preziosa ancora di salvezza, è tuttavia molto articolato anche il ventaglio di rischi per la nostra salute in caso di utilizzo sbagliato di questo tipo di apparecchiature. Rischi che non corriamo solo nelle nostre case, ma anche nei luoghi di lavoro. Negli ultimi anni, infatti, - anche a causa dell'aumento dell'aspettativa di comfort da parte della popolazione - in molti uffici si trovano apparecchi di climatizzazione a parete che, grazie alla facilità di installazione e al costo ridotto rispetto a impianti di condizionamento più complessi (si possono addirittura acquistare nei centri commerciali), rappresentano la scelta più rapida per soddisfare le richieste degli utenti. Come già detto, però, l'uso di questi apparecchi non può prescindere da una corretta installazione, una puntuale manutenzione e soprattutto una corretta gestione.
Cosa prevede lo standard Uni. Secondo la definizione dello standard Uni 10339 si intendono climatizzatori quegli apparecchi che "sono in grado di realizzare e mantenere simultaneamente negli ambienti condizioni termiche, igrometriche (tasso di umidità, ndr) e velocità dell'aria comprese entro i limiti richiesti per il comfort della persona". I condizionatori più utilizzati sono costituiti da una unità interna che provvede alla climatizzazione del locale e da una unità esterna necessaria allo scambio termico fra il fluido utilizzato per la climatizzazione e l'aria esterna. Gli apparecchi di nuova costruzione hanno spesso caratteristiche innovative che non rientrano in questa definizione, come per esempio la "ionizzazione" per eliminare le particelle inquinanti o la "foto catalizzazione" per eliminare germi e batteri. Alcuni modelli, inoltre, possono anche immettere in ambiente aria esterna, mentre altri possono anche essere privi di unità esterna.
L'installazione ideale. "Tranne quando l'installazione avviene in fase di progettazione, il posizionamento dell'apparecchio di climatizzazione non avviene sempre nel rispetto del criterio del maggior confort ma, nella maggior parte dei casi, si sceglie un'ubicazione che comporta minori opere murare, la possibilità di mantenere l'arredamento esistente e meno costi - afferma Michele del Gaudio, ricercatore presso il dipartimento di Avellino del settore "Ricerca, certificazione e verifica" dell'INAIL - "In assenza di vincoli, invece, il principio da seguire dovrebbe essere quello della scelta di una posizione che permetta un buon rimescolamento dell'aria, senza che gli occupanti siano colpiti da flussi d'aria troppo veloci. E dove, dunque, anche l'altezza della disposizione gioca un ruolo significativo".
Ridurre le possibilità di rischio: ecco come fare. Esistono, così, alcune semplici regole capaci di ridurre al minimo il fastidio e le possibilità di rischio per i lavoratori. Il minor costo di questi apparecchi rispetto agli impianti centralizzati è di sicuro il fattore che principalmente condiziona la scelta, ma è opportuno utilizzarli in modo corretto per trarne anche il massimo dei benefici. "Sarebbe innanzitutto preferibile utilizzare apparecchi che immettano il flusso d'aria in modo da sfruttare l'effetto coanda, evitando di colpire direttamente le postazioni di lavoro - continua del Gaudio - Secondo questo principio, infatti, se il flusso d'aria arriva al soffitto, vi aderisce essendo in grado di raggiungere i punti più distanti della stanza e riducendo naturalmente la sua velocità".
Evitare di "colpire" direttamente le postazioni. In questo contesto, pertanto, la disposizione delle postazioni di lavoro e dei climatizzatori diventa il punto chiave da dirimere. La regola "d'oro": evitare la posizione diretta di una scrivania lungo il flusso d'aria. Se lo spazio a disposizione lo consente, è più facile spostare la postazione. In caso contrario, tuttavia, spostare l'apparecchio non è poi così complesso. Una soluzione più onerosa, invece, può essere l'installazione di apparecchi a soffitto - ma è necessario creare controsoffittature - che garantiscono una distribuzione più uniforme dell'aria e, quindi, la possibilità di utilizzare velocità di immissione dell'aria più basse. Utile, ancora, anche fare attenzione alla posizione dei condizionatori rispetto agli arredi (armadi, archivi ecc.) per evitare riflessi dannosi e rimozione di sporcizia da punti quali le parti alte dei mobili dove, di solito, la pulizia viene fatta più raramente.
Essenziale "conoscere" bene il nostro apparecchio. Altro aspetto da non dimenticare: l'utilizzo di qualsiasi apparecchio deve sempre prevedere una idonea formazione e informazione del personale (che non si esaurisca con la consegna del telecomando e del manuale di istruzioni). "Spiegare a tutti la logica di funzionamento può evitare che il cattivo utilizzo sia causa di fastidio o di danni più importanti per la salute - sottolinea del Gaudio - E' anche importante informare sulla scelta corretta delle temperature di setup in modo da evitare fastidi e sprechi energetici: perché per stare bene non bisogna accorgersi che stiamo raffreddando né avere fretta di raffreddare ma, soprattutto, tenere conto della temperatura esterna e dell'impegno metabolico dell'attività che stiamo svolgendo". Inoltre è bene ricordare che l'utilizzo di questi apparecchi deve comunque prevedere l'apertura periodica delle finestre per ricambiare l'aria.
Una manutenzione "doc". In questa occasione può essere utile, allora, ricordare alcune regole fondamentali per la manutenzione dei climatizzatori. E' buona norma, innanzitutto, effettuare una pulizia dei filtri prima di ogni accensione stagionale (queste operazioni vengono effettuate utilizzando prodotti specifici che hanno un effetto detergente e anti batterico e, pertanto, andrebbero svolte dai manutentori indossando guanti e mascherine di protezione, fuori dall'orario di lavoro e facendo funzionare poi l'impianto a finestre aperte). Oltre ai filtri, l'igienizzazione dovrà interessare, inoltre, tutte le parti a diretto contatto con l'acqua di condensa. Ultima ma non meno importante, infine, è la verifica dello scarico delle acque di condensa che possono facilmente intasarsi provocando accumuli di umidità nelle pareti o in zone poco accessibili dove possono proliferare muffe, funghi ecc.
Usare male gli apparecchi provoca malessere e sprechi d'energia. In definitiva, prima di schiacciare il tasto di accensione - o, meglio ancora, di procedere a un ordine d'acquisto - meglio avere il quadro globale della situazione e intervenire con la dovuta pianificazione e nel rispetto della prevenzione. "Sicuramente molte di queste indicazioni sembreranno scontate, ma nella realtà la scarsa informazione non permette a tutti di inquadrare correttamente la situazione e di fare le modifiche necessarie - conclude del Gaudio - Un cattivo utilizzo delle apparecchiature porta sicuramente a degli sprechi energetici e, soprattutto, il malessere dei lavoratori non aiuta certo a produrre meglio e di più. Quindi è sempre bene considerare con la giusta consapevolezza il proprio luogo di lavoro e ricercare i possibili miglioramenti da introdurre".
(ls)

Fonte: INAIL

   
03/05/2012

Alla scoperta della bellezza che c'è, ma non si vede

3 maggio 2012. Quattordicesima edizione del Festival internazionale delle abilità differenti, fino al 15 maggio a Carpi. Andare ogni i canoni convenzionali di perfezione per scoprire significati ed essenze più profondi è il tema scelto per il 2012: tutto questo in un ricco cartellone di spettacoli, rassegne cinematografiche, convegni, laboratori di musica e danza

CARPI (MODENA) - "Imprevedibile bellezza": è il titolo della quattordicesima edizione del Festival internazionale delle abilità differenti, che ha alzato il sipario ieri e proseguirà fino al 15 maggio a Carpi, Correggio, Modena e Bologna. Il festival - nato nel 1999 per volontà della cooperativa sociale Nazareno di Carpi - si è aperto con la proiezione del cortometraggio "Il circo della farfalla", realizzato dai coniugi californiani Joshua e Rebekah Weigel: la storia di un giovane disabile che, abituato a vivere la propria condizione come una disgrazia, decide di reagire e conquistare la felicità, grazie ad alcune qualità che lo rendono unico.

Valorizzare la persona e l'espressione di sé. Ed è proprio questo lo spirito che anima l'edizione di quest'anno: al di là degli stereotipi di perfezione che la società impone è possibile scoprire una bellezza imprevedibile, viva e profonda, che si manifesta in modi infiniti. "Abbiamo bisogno di essere educati a scoprire una bellezza che c'è ma non si vede - racconta Sergio Zini, presidente della cooperativa sociale Nazareno - Oggi ci troviamo a convivere con canoni, nel mondo della bellezza ma anche in quello dell'arte, molto severi e restrittivi e sono molte le persone che non trovano spazio per esprimere se stesse come vorrebbero: il nostro obiettivo è migliorare la loro condizione". Il festival, così, è un luogo di "promozione", dove regnano l'arte, la musica, la danza e il teatro, al di là dei limiti e della disabilità. L'obiettivo è valorizzare la persona, partendo dall'assunto che ciascuno può sempre puntare all'eccellenza. E l'arte è, al tempo stesso, il mezzo per raggiungerla e il risultato.

In scena artisti di fama mondiale. All'interno del festival si svolgeranno spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche e convegni, ma ci sarà spazio anche per la presentazione di alcuni libri e per i laboratori di musica, danza, arti marziali e ceramica. Venerdì 4 maggio il teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena ospiterà la serata di ouverture "Liricamente": insieme agli allievi della fondazione Luciano Pavarotti si esibiranno artisti disabili di fama mondiale, tra cui Maros Bango (tenore slovacco), Bob Bullee (cantante pop e basso lirico olandese), Carlos Ibay (pianista e tenore statunitense) e Christian Sanders (pianista olandese).

Compagnie emergenti in concorso: dal teatro alla danza. Ma non è tutto. Oltre agli spettacoli, la Cooperativa Nazareno propone il concorso Open Festival. Nel corso dell'evento, in programma il 9 maggio al Teatro Asioli di Correggio, alcune compagnie emergenti di artisti disabili si confronteranno in varie discipline, dal teatro alla danza. Saranno quattro o cinque i gruppi selezionati per ogni specialità, che alla fine della serata saranno giudicati e premiati da un'apposita giuria, composta da esperti e da persone del pubblico.

Un'esperienza in continua evoluzione. Le edizioni passate della manifestazione puntavano sui temi più diversi: da "Portatori di grandezza" a "Accenni di vita vera", da "Fatti di verità" a "Cercando libertà". Ma come racconta Zini si tratta di un'esperienza in continua evoluzione. "Siamo partiti con l'intenzione di dare a tutti i giovani disabili della nostra cooperativa uno spazio per esprimere se stessi in modo completo - spiega - e dopo aver mosso i primi passi, timidi e incerti, siamo andati alla ricerca di esperienze nuove". Gli artisti invitati al Festival delle abilità differenti sono la testimonianza vivente che i limiti, siano essi linguistici, culturali, fisici o psichici, non sempre sono un ostacolo insuperabile. "La diversità può essere uno stimolo per esprimere se stessi - conclude Zini - pienamente, con imprevedibile bellezza".

(Fonte: gm/Superabile)

Fonte: INAIL

   
03/05/2012 Rinnovabili: al via nuovi incentivi per sviluppo settore oltre obiettivi Ue 2020 continua >>

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

   
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03/05/2012
Commissione paritetica in tema di apprendistato professionalizzante
Accordo 19 gennaio 2012
 
Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil
Accordo interconfederale Apprendistato
 

Fonte: ADAPT
 

Regione Veneto: regolamentati i profili formativi per l'apprendistato di 1° livello

La Regione Veneto ha siglato, con le parti sociali, l'accordo per la formazione degli apprendisti con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 167/2011.

 
Regione Veneto
: regolamentati i profili formativi per l'apprendistato professionalizzante

La Regione Veneto ha siglato, con le parti sociali, l'accordo per la formazione degli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere, previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo 167/2011.

Fonte: DPL Modena

   
03/05/2012
Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Fonte: ADAPT

   
 

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03/05/2012

Newsletter “Sicurezza e Prevenzione”
Gli argomenti del numero 4/2012 in uscita oggi 
E’ on line la nuova newsletter “Sicurezza e Prevenzione” realizzata dal Ministero del Lavoro in collaborazione con l’Agenzia Radiocor del Sole 24 Ore.
Il numero di aprile è dedicata alla giornata mondiale della sicurezza sul lavoro promossa dall’ILO che pone l’accento sulla sicurezza e la salute nell’economia verde. Il mondo infatti si avvia sempre di più verso una economia più verde e più sostenibile. Tuttavia, alcuni lavori considerati come " verdi" utilizzano delle tecnologie che proteggono l’ambiente ma risultano poco sicure per i lavoratori.
Inoltre, all’interno la prima “buona prassi” sugli ambienti confinati (silos e cisterne) e i criteri di qualificazione del formatore in materia di salute e sicurezza.


Newsletter n. 4/2012 (formato .pdf 378,67 Kb)

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
03/05/2012

Attività di vigilanza 
Pubblicati i risultati del 1° trimestre 2012

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
 

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03/05/2012

Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici
Prorogato il termine di applicazione delle disposizioni
continua >>

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
03/05/2012 BATTERI - Nell'ambito del rischio biologico, accanto ai comuni rischi infettivi presenti in qualsiasi ambiente di vita e di lavoro che si configurano come rischio generico, alcune attività lavorative possono esporre il personale addetto al rischio biologico specifico. In particolare, nel comparto lavorativo dei soccorritori "non sanitari" dell'emergenza quali Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Forze dell'Ordine, Protezione Civile, volontari, security guards, assistenti di volo, equipaggi di treni e navi ecc., l'esposizione ad agenti biologici può essere legata all'ambiente dove il soccorritore presta la sua attività. Nell'ambito dell'attività di ricerca sul rischio biologico a cui sono potenzialmente esposti i soccorritori non sanitari dell'emergenza si sta realizzando una collana composta da cinque volumi, il primo dei quali è intitolato "Schede informative BATTERI. Supporto per la realizzazione del Manuale informativo: Il rischio biologico per i soccorritori non sanitari dell'emergenza". Tali schede, elaborate sulla base della classificazione dell'allegato XLVI del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. (Elenco degli agenti biologici classificati), riportano informazioni su alcune caratteristiche dei batteri, sintetiche, aggiornate e di facile consultazione per gli operatori a cui sono rivolte. A seguire saranno realizzate le Schede informative su virus, parassiti, funghi, che rappresenteranno i supporti per la realizzazione del Manuale informativo: Il rischio biologico per i soccorritori non sanitari dell'emergenza.

Prodotto: Volume
Edizioni INAIL - Febbraio 2012
Disponibilità:
Consultabile solo in rete
Informazioni e richieste:
m.dovidio@inail.it

Fonte: INAIL

   
03/05/2012

lL 2 maggio accordo tra ministero e università della calabria per il carbon footprint (impronta di carbonio)

emissioni_inquinantiLa sostenibilità ambientale, obiettivo primario per la città di Cosenza, diventa parola d’ordine anche all’Università della Calabria. Sarà firmato il 2 maggio, alla presenza dell’Assessore alla Sostenibilità Ambientale Martina Hauser e del Rettore Giovanni La Torre, l’accordo sul progetto Carbon Footprint, tra l’ateneo calabrese e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, guidato da Corrado Clini. Il campus calabrese è la terza università, dopo “Ca’ Foscari” di Venezia e “Tor Vergata” di Roma, a siglare questo tipo di accordo, che indica la scelta verso la riqualificazione ambientale del nostro territorio.

L’impronta di carbonio o Carbon Footprint di un prodotto o servizio individua la quantità di gas serra generata nell’insieme dei processi fisici necessari alla produzione dello stesso; è uno strumento di analisi e contabilizzazione delle emissioni di Co2, con il fine di definire, in uno step successivo, un sistema di “Carbon management” (gestione delle emissioni) finalizzato all’identificazione e realizzazione di interventi, economicamente efficienti, volti alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra.

L’obiettivo del programma è la diffusione e la sensibilizzazione sul tema della Low Carbon Economy. L’applicazione del progetto ministeriale nelle università ha proprio come finalità la disseminazione di expertise e know-how sulle tecnologie che permettono il passaggio ad una economia a emissioni zero.

Parte integrante dell’accordo, a firma del Ministro Corrado Clini e del Rettore Giovanni La Torre, è prevista la formazione di un Comitato di Indirizzo e Monitoraggio per l’attuazione del progetto, di cui faranno parte due esperti dell’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale ed Energie Rinnovabili del Comune di Cosenza, in base all’accordo quadro dell’amministrazione con il Ministero dell’Ambiente per “l’Assistenza Tecnica per lo Sviluppo Sostenibile della Città di Cosenza”.

L’accordo con il Ministero sarà siglato nella Sala del Consiglio al Rettorato dell’Unical alle 16 del pomeriggio. Il Ministero dell’Ambiente ha già sottoscritto numerosi accordi volontari come questo, anche con grandi imprese italiane, a testimonianza della coscienza ambientale che sta finalmente contagiando tutti i settori del Paese.

 

Per saperne di più:

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

   
03/05/2012 Amesis, un modello stima la radiazione solare al suolo
Frutto di una ricerca degli Istituti di metodologie per l'analisi ambientale e per i beni archeologici e monumentali del Cnr, fornisce dati ad alta risoluzione e stime della copertura nuvolosa. Il sistema apre nuove prospettive nello studio e nell’utilizzo efficiente della risorsa solare, oggi limitato dalla scarsa accuratezza e validità dei dati
Amesis, un modello sviluppato da due istituti del Consiglio nazionale delle ricerche permetterà di avere una stima della radiazione solare al suolo partendo da dati ad alta risoluzione, tenendo conto dell’effetto di sistemi nuvolosi e aerosol e stimando in anticipo la copertura nuvolosa. Il modello ha potenziali ricadute significative nella promozione e nel miglioramento dell’utilizzo della risorsa solare. I risultati, pubblicati sulla rivista ‘Ieee - Transactions on Geoscience and Remote Sensing’, sono stati presentati oggi in un seminario presso l’Area di Ricerca del Cnr a Tito Scalo (Pz).
Amesis (Model for Estimation of Surface solar Irradiance from Satellite) è frutto di una ricerca condotta dall’Istituto di metodologie per l'analisi ambientale (Imaa-Cnr) e dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam-Cnr). “La precisa conoscenza della disponibilità della risorsa solare sul territorio è strategica nella pianificazione della politica energetica e per chi investe capitali negli impianti di produzione, al fine di migliorare il sistema e pianificarne lo sviluppo nel tempo”, esordisce Edoardo Geraldi dell’Ibam-Cnr, autore dello studio con Filomena Romano ed Elisabetta Ricciardelli dell’Imaa-Cnr. “Gli operatori identificano le principali limitazioni all’utilizzo del solare proprio nella bassa risoluzione temporale e spaziale dei dati e nella mancanza di stime di irraggiamento spettrale. Mentre le misure effettuate a terra tramite ‘piranometri’, pur accurate, hanno una validità spaziale limitata e sono affette da errori di interpolazione”.
La radiazione solare è caratterizzata da discontinuità e aleatorietà notevoli. Al top dell’atmosfera dipende da fattori astronomici, poi viene assorbita, deviata e riflessa da gas, aerosol e nubi. La parte che raggiunge la superficie terrestre è in parte riflessa, quasi completamente assorbita e condizionata da inclinazione dell’asse terrestre, eccentricità dell’orbita, latitudine, longitudine, orografia del suolo e, ovviamente, eventuali ostacoli.
“L’obiettivo primario di Amesis è produrre dati di irraggiamento molto accurati, con una risoluzione temporale di 15 minuti e spaziale di 1 kmq, continui e omogenei su tutta l’area europea e nordafricana”, prosegue Filomena Romano dell’ Imaa-Cnr. “Oltre al dato corrente, il modello fornisce previsioni giornaliere, mensili e annuali e serie storiche dal 2004. A seconda dello scenario, lo schema valuta i parametri per caratterizzare le nubi e l’aerosol che vengono usati per stimare l’irradianza al suolo. Il modello inoltre stima con anticipo la copertura nuvolosa”.
Le performance del modello sono state confermate dai confronti con i dati delle stazioni Gaw del Wmo (World Meteorological Organization) controllati dal Wrdc (World Radiation Data Center) e con altri modelli satellitari. Numerosi i settori in cui Amesis potrebbe dare un contributo: “La messa a punto di database e mappe della radiazione solare per ogni comune italiano; l'identificazione dei
siti con il maggiore potenziale solare, ottimizzando in questo modo il ‘consumo’ di territorio; la conoscenza anticipata della copertura nuvolosa per valutare la potenza immessa nella rete, cruciale nella programmazione delle fonti di approvvigionamento e nella definizione delle tariffe”, conclude Geraldi. “Inoltre, la messa a punto di strumenti tecnico operativi a supporto della pianificazione urbana e delle azioni di retrofit energetico sul patrimonio edilizio esistente. Da non trascurare, infine, il ruolo della radiazione solare nella caratterizzazione della vocazionalità agricola del territorio”.
La presentazione di Amesis si inserisce nel ciclo di seminari su ‘Ambiente, Energia e mitigazione dei cambiamenti climatici’. Oltre agli autori dello studio sono intervenuti Giovanni Vincenzo Fracastoro del Politecnico di Torino e Piero Lacorazza, presidente della Provincia di Potenza.
Roma, 2 maggio 2012

La scheda:
Chi: Istituto di metodologie per l'analisi ambientale (Imaa-Cnr) e Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam-Cnr)
Che cosa: Amesis, modello per stima della radiazione solare al suolo
(E. Geraldi, F. Romano and E. Ricciardelli, An Advanced Model for the Estimation of the Surface Solar Irradiance Under All Atmospheric Conditions Using MSG/SEVIRI Data, IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing, Issue 99)
http://ieeexplore.ieee.org/xpl/articleDetails.jsp?tp=&arnumber=6142060&contentType=Early+Access+Articles&searchField%3DSearch_All%26queryText%3Damesis
Per informazioni: Edoardo Geraldi, Ibam-Cnr, tel. 0971/427327, e-mail: e.geraldi@ibam.cnr.it; Filomena Romano, Imaa-Cnr, e-mail: filomena.romano@imaa.cnr.it; Laura Figundio, Imaa-Cnr, tel. 0971/427404, e-mail: laura.figundio@imaa.cnr.it

 
Fonte: CNR

   
 

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03/05/2012 Rinnovabili: oltre 2.000 domande per il bando “Il sole a scuola”
Sono oltre 2000 le domande arrivate al ministero dell’Ambiente per partecipare al bando “Il sole a scuola”, giunto alla seconda edizione. Un’iniziativa del ministero rivolta ai Comuni e alle Province italiane per promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e coinvolgere gli alunni nel monitoraggio energetico della propria scuola.
La richiesta di finanziamento supera gli 80 milioni di euro, con la possibilità di installare impianti per oltre 20 MWp.
La direzione competente - quella Generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia - ha già avviato le procedure per le verifiche della regolarità della documentazione trasmessa.

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

   
03/05/2012

Min.Lavoro: Casse Edili abilitate al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC)

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la nota n. 37/0008367/MA007.A001 del 2 maggio 2012, con la quale fornisce ulteriori indicazioni in merito ai requisiti individuati dal Legislatore ai fini della costituzione di un Ente bilaterale (quale la Cassa edile) legittimato allo svolgimento della attività certificativa.

fonte: Ministero del Lavoro  

Fonte: DPL Modena

   
03/05/2012

Min.Lavoro: Casse Edili abilitate al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC)

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la nota n. 37/0008367/MA007.A001 del 2 maggio 2012, con la quale fornisce ulteriori indicazioni in merito ai requisiti individuati dal Legislatore ai fini della costituzione di un Ente bilaterale (quale la Cassa edile) legittimato allo svolgimento della attività certificativa.

fonte: Ministero del Lavoro  

Fonte: DPL Modena

   
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03/05/2012

Merci pericolose continua >>

Fonte: Studio Oppini

   

03/05/2012

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

Centrali termiche maggiori ai 116 kW - verifica quinquiennal

Verifica rampe gas industriali

utilizzo di piattaforme elevatrici chi deve essere formato?

Calcolo ultimo parapetto

Modelli per il rischio chimico accreditati dal Dlgs.81

Ambienti confinati - cisterne per il trasporto

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

   
03/05/2012

Fonte: ULSS Vicenza

   

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

   
 

   
03/05/2012

Merendine a scuola? Se i ragazzi imparano la giusta alimentazione non ne abusano
Non c'è correlazione tra obesità e frequentazione di luoghi con distributori. Ma le donne incinta non devono farsi prendere dalla gola: rischiano di predisporre i figli al cibo spazzatura.
continua >>

Fonte: Corriere della Sera

   
03/05/2012 L’alcol: un bene culturale, un bene di consumo e una sostanza psicoattiva
L’alcol è una sostanza comune, consumata e apprezzata in Svizzera da molte persone, ma che causa anche malattie, incidenti e sofferenze a molte altre. Questa convivenza ambigua tra il piacere e il rischio segna le nostre relazioni con questa sostanza psicoattiva che è l’alcol.
Chi beve cosa e quanto, tra le diverse bevande alcoliche? Come agiscel’alcol nel corpo, quali sono i rischi sanitari e i problemi sociali provocati dal consumo di alcol? Cosa può fare la prevenzione?

In-dipendenze - Alcol

Fonte: Radix (Svizzera)

   
03/05/2012 Mangiare bene per vivere bene - All'insegna del motto "mangiare bene per vivere bene" l'ACSI propone, all'interno della sua rivista "La Borsa della spesa", una serie di schede sull'alimentazione sana
Mangiare bene per vivere bene

Fonte: ACSI (Svizzera)

   
 

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