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21 APRILE 2012

 

  

   

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IL SABATO EUROPEO DELLA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO, SICUREZZA NEI TRASPORTI, SICUREZZA ALIMENTARE E AMBIENTE

THE EUROPEAN SATURDAY OF SAFETY AND HEALTH AT WORK, TRANSPORT SAFETY, FOOD SAFETY AND ENVIRONMENT

   
 

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21/04/2012

New Healthy Workplaces Campaign: call to action to work together
 

EU-OSHA launches its new two-year Healthy Workplaces Campaign on ‘Working together for risk prevention’ which turns the spotlight on the importance of management leadership and worker participation in improving workplace safety and health. EU Commissioner for Employment, Social Affairs and Inclusion, Mr László Andor, alongside Dr Christa Sedlatschek, Director of EU-OSHA and Mr Bo Smith, Permanent Secretary at the Danish Ministry of Employment launch the campaign officially on 20 April 2012 at a press conference in Brussels.

Read the press release
See the blog
Photos of the event
Campaign website

Fonte: EU - OSHA

   
21/04/2012

EU-Eurofound´s Fifth European Working Conditions survey 2010 - first results 20.04.2012 

Fieldwork for the 5th European Working Conditions Survey was carried out between January and June of 2010. The questionnaire covered precarious employment, leadership styles and worker participation as well as the general job context, working time, work organisation, pay, work-related health risks, cognitive and psychosocial factors, work-life balance and access to training. A number of questions were included to capture the impact of the economic downturn on working conditions.

 

First results:
The pattern of employment continues to change across Europe, with an ongoing shift from agriculture and manufacturing into services , and persistent gender segregation in different jobs and occupations. Work intensity remains at a high level, while there has been little or no increase in the intellectual challenges that work poses; workers enjoy essentially the same levels of
autonomy as they did a decade ago, but monotonous work seems to be somewhat more common. European workers remain as exposed to physical hazards as they did 20 years ago, reflecting the fact that many Europeans’ jobs still involve physical labour. For instance, 33% of workers carry heavy loads at least a quarter of their working time, while 23% are exposed to vibrations – figures unchanged since 2000. Nor are physical hazards confined to manual workers: nearly half of all workers (46%) work in tiring or painful positions at least a quarter of the time. Moreover, repetitive hand or arm movements are a feature of work for more Europeans than 10 years ago.
Consequently, substantial numbers of Europeans do not feel confident about being able to remain in their current job until the age of 60.
The latest 5th EWCS overview report is now
available online.

Fonte: EU - OSHA

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21/04/2012 Travailleur vieillissant
Prendre en compte et anticiper le vieillissement au travail
suite ...
 

Fonte: INRS

   
21/04/2012

Ambiente: l'alchimia dei rifiuti – come alcuni Stati membri li tramutano in risorsa
Bruxelles, 16 aprile 2012 – Gli Stati membri più virtuosi vantano percentuali di riciclo dei rifiuti fino al 70% e non interrano praticamente nulla in discarica, dove invece altri Stati membri smaltiscono ancora oltre i tre quarti dei rifiuti. Come si è riusciti a tramutare i rifiuti da problema a risorsa? Lo spiega la nuova relazione pubblicata oggi dalla Commissione europea: combinando strumenti politici diversi. Una combinazione di imposte e divieti sulle discariche e sull'incenerimento, programmi di responsabilizzazione dei produttori e sistemi di "paga quanto butti" risulta essere la soluzione più efficace per incanalare i flussi dei rifiuti verso percorsi più sostenibili. Affinché l'UE riesca a conseguire gli obiettivi fissati nella
Tabella di marcia verso l'impiego efficiente delle risorse (zero conferimento in discarica, massimizzazione del riciclaggio e del riutilizzo, limitazione del recupero di energia ai rifiuti non riciclabili), si dovrà generalizzare a tutti gli Stati membri l'introduzione di questi strumenti economici.

Janez Potočnik, commissario per l'ambiente, ha dichiarato: "I rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via: con una gestione oculata è possibile reiniettarne il valore nell'economia. In sei Stati membri uno smaltimento in discarica pari praticamente a zero si associa oggi a percentuali di riciclo elevate. In tal modo questi Stati non soltanto sfruttano il valore dei rifiuti, ma hanno contestualmente creato anche industrie fiorenti e numerosi posti di lavoro. La relazione illustra come ci sono riusciti: aumentando l'attrattiva economica della prevenzione, del riutilizzo e del riciclaggio mediante strumenti economici selezionati. Condividiamo oggi con gli Stati membri e gli enti locali la responsabilità comune di far sì che tali strumenti siano usati efficacemente e diffusi in tutta l'UE. È questo uno degli obiettivi centrali della Tabella di marcia verso l'impiego efficiente delle risorse."

L'esperienza maturata negli Stati membri insegna che il modo ottimale per migliorare la gestione dei rifiuti passa per la combinazione degli strumenti seguenti:

  • imposte e/o divieti sulle discariche e sull'incenerimento – i risultati dello studio sono inequivocabili: le percentuali di conferimento in discarica e di incenerimento sono scese nei paesi in cui imposte o divieti hanno innalzato i costi di tali operazioni;

  • i sistemi di "paga quanto butti" si sono rivelati molto efficienti nel prevenire la produzione di rifiuti ed incoraggiare i cittadini a partecipare alla raccolta differenziata;

  • i meccanismi di responsabilizzazione dei produttori hanno consentito a vari Stati membri di raccogliere e ridistribuire i fondi necessari a migliorare la raccolta differenziata e il riciclaggio. Tuttavia, date le grandi divergenze riscontrate fra Stati membri e fra flussi di rifiuti in termini di efficienza rispetto ai costi e di trasparenza, questi programmi presuppongono una pianificazione accurata ed un monitoraggio attento.

Considerevoli differenze tra gli Stati membri

La gestione dei rifiuti varia notevolmente da uno Stato membro all'altro: stando alla relazione pubblicata il 27 marzo da Eurostat (cfr. STAT/12/48), i sei Stati membri più avanzati in materia (Belgio, Danimarca, Germania, Austria, Svezia e Paesi Bassi) conferiscono in discarica meno del 3% dei rifiuti urbani, percentuale che, all'estremo opposto, sale tuttora ad oltre il 75% in nove Stati membri. I dati statistici pubblicati di recente da Eurostat indicano progressi continui in alcuni nuovi Stati membri, con un rapido aumento delle percentuali di riciclaggio. Anche la produzione di rifiuti urbani è diminuita in vari Stati membri, probabilmente a causa della flessione dell'economia.

Strumenti economici necessari per il conseguimento degli obiettivi dell'UE

Affinché l'UE riesca a raggiungere gli obiettivi previsti nella sua normativa in materia di rifiuti e quelli fissati in materia di impiego efficiente delle risorse, occorrerà generalizzare gli strumenti citati a tutti gli Stati membri. Nel contesto del riesame degli obiettivi dell'UE in materia di rifiuti, previsto per il 2014, si vaglierà pertanto l'ipotesi di prevederne per legge l'obbligatorietà in alcuni casi. La Commissione sta inoltre inserendo la buona gestione dei rifiuti fra le condizioni per l'ottenimento di determinati fondi europei (cfr. IP/11/1159 e MEMO/11/663).

I rifiuti sono un buon affare

Nel frattempo la Commissione esorta gli Stati membri ad attuare in modo più efficace la normativa sui rifiuti vigente. Nel 2008 il settore della gestione dei rifiuti e del riciclaggio nell'UE ha realizzato un fatturato di 145 miliardi di euro per un totale di circa 2 milioni di posti di lavoro. La piena attuazione della politica unionale sui rifiuti potrebbe creare altri 400 000 posti di lavoro nell'UE, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore (cfr. IP/12/18). Migliorando la gestione dei rifiuti si contribuirebbe al conseguimento di vari obiettivi e traguardi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Per ulteriori informazioni

Relazione e risultati particolareggiati per ciascuno Stato membro:

http://ec.europa.eu/environment/waste/use.htm

Relazione Eurostat sulla gestione dei rifiuti urbani:

STAT/12/48

Studio sulla modellistica macroeconomica dello sviluppo sostenibile e legami fra economia e ambiente:

http://ec.europa.eu/environment/enveco/studies_modelling/index.htm#macro

Si veda anche:

http://ec.europa.eu/environment/waste/index.htm

Fonte: Rapid

 

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21/04/2012  

ECHA launches new public consultations on two proposals for harmonised classification and labelling

ECHA invites the parties concerned to comment on two new proposals for harmonised classification and labelling (CLH): Fenoxaprop-P-ethyl and 8:2 Fluorotelomer alcohol (8:2 FTOH). The public consultation will be open for 45 days and will end on 1 June 2012. The CLH reports and the dedicated webform to post the comments are available on the ECHA website. 

 

Fonte: ECHA

   
21/04/2012

Sentenze - Judgments - Nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 118 del 21/04/2012 e' stata pubblicata una serie di Sentenze della Corte di Giustizia Europea

( pagina web - web page)

   
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