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13 APRILE 2012

  

   

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13/04/2012

LA PREVENZIONE INFORTUNI NEL SETTORE DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI - IL RUOLO DEL MEDICO DEL LAVORO
 
WORK ACCIDENT PREVENTION IN URBAN WASTE COLLECTION - OCCUPATIONAL DOCTOR’S ROLE ABSTRACT. Urban waste collection is an activity characterized by a relevant number of work accidents.
This fact is only partially justified by the high risk work tasks carried out by workers.
To verify the effectiveness of occupational services activities we evaluated 21 firms in which 1754 workers were engaged. 83,4% of them were active in operative work tasks.
Most operative workers (67,1%) were engaged in urban solid waste collection.
In every firm we evaluated work tasks, vehicles utilized, personal protective devices assigned to workers and the structure of programs of medical surveillance.
We evaluated presence of training courses eventually activated and the number of work accidents and their typology in last three years.
We evaluated 923 work accidents In firms evaluated we found very different situations. Personal protective devices were non adequate for 64,0% of workers. In firms 112 different kinds of vehicles were utilized, frequently not having ergonomic characteristics.
Many workers have shown no regular antibody protection against tetanic infection.
In three years evaluated work accidents rates decreased, especially in firms where personal protective devices have been improved according to Occupational Doctors suggestions, and where urinary drug screenings have been activated as new specific national law imposes.
Key words: work accident, accident prevention, urban waste

 
INTRODUZIONE
Il settore della raccolta dei rifiuti urbani è caratterizzato tradizionalmente secondo i dati forniti dall’INAIL da elevati indici infortunistici. Tale situazione trova la sua motivazione nelle attività svolte dai lavoratori del comparto che sono intrinsecamente ad elevato rischio infortunistico. Citiamo per esempio le fasi di lavoro effettuate su strada, la necessità di guida di veicoli anche richiedenti patenti di guida superiore, gli orari di servizio disagevoli, usualmente notturni o collocati nel primo mattino. Incidono sui livelli infortunistici del settore anche alcune caratteristiche dei lavoratori del comparto, usualmente aventi contenuto livello di conoscenze tecniche e spesso bassa anzianità di settore, sia le strutture delle imprese spesso non dotate di congrui mezzi stradali, idonei DPI e dimensioni organizzative sufficienti.

 
MATERIALI E METODI
In considerazione delle caratteristiche organizzative delle imprese del comparto, il ruolo del Medico del Lavoro in tali aziende è stato spesso difficile sia per quanto riguarda la realizzazione pratica delle attività di sorveglianza sanitaria, sia per quanto concerne la promozione della salute e della sicurezza aziendale intese nel loro significato più ampio. Per valutare le effettive ricadute delle attività del Medico del Lavoro nelle imprese del comparto nel triennio 2007-2009, si sono valutate 21 aziende di varie dimensioni, tutte operanti prevalentemente nel nord Italia. Presso tali imprese risultavano occupati 1754 lavoratori. L’83,4% di tali lavoratori erano impegnati in compiti operativi. Per ciascuna impresa si sono valutate le organizzazioni del lavoro con particolare riguardo alla tipologia di attività svolte (raccolta rifiuti solidi, rifiuti ingombranti, raccolta acque nere, raccolta della frazione umida, etc.) ed ai diversi tipi di veicoli in esercizio.
Per quanto concerne i lavoratori essi sono stati suddivisi in base all’età, al sesso, ed alla anzianità lavorativa di comparto. Si sono valutati inoltre i dispositivi di protezione individuale in dotazione, l’articolazione degli orari di servizio, l’entità del ricambio del personale, gli indici di malattia e di infortunio delle singole imprese riferiti all’ultimo triennio. Per ciascuno degli infortuni professionali accaduti nel triennio si sono analizzate le modalità di accadimento dell’evento e la eventuale presenza di testimoni attestanti la dinamica del fatto. Per valutare la operatività dei servizi di Medicina del Lavoro aziendali si sono analizzate la tipologia e la durata delle eventuali attività di formazione erogate ai lavoratori. Si sono poi verificati i singoli protocolli di sorveglianza sanitaria, ponendo particolare attenzione sulla gestione degli aspetti connessi alla prevenzione del rischio biologico. Tra questi in primo luogo sono stati considerati i sistemi di gestione della profilassi vaccinale antitetanica e, ove prevista, antiepatite B.
Si sono registrati infine i giudizi di non idoneità o di idoneità limitata eventualmente espressi dai Medici Competenti aziendali nell’ultimo triennio di attività dei servizi sanitari aziendali.

 

RISULTATI
La situazione verificata nelle diverse imprese si è dimostrata molto disomogenea praticamente per tutti i parametri valutati. Le attività operative svolte dal personale nel 67,1% dei casi erano configurabili come raccolta di rifiuti solidi urbani. Solo una quota parte minoritaria dei lavoratori era impegnata negli altri compiti che prevalentemente erano lo spazzamento strade e la raccolta della frazione umida. I veicoli in esercizio nelle imprese sono risultati essere di 112 tipi diversi. Tale eterogeneità è solo in parte da ascrivere alla diversa tipologia di servizio effettuata. A fronte di mansioni similari si sono infatti contati sino ad 11 diversi tipi di mezzi, alcuni sicuramente validi sotto il profilo ergonomico,
altri sicuramente molto meno. I lavoratori impegnati nei compiti operativi sono risultati essere maschi nell’87% dei casi; le classi anagrafiche più rappresentate nel campione sono risultate essere quella tra i 25/34 anni (43,1%) e quella tra i 45/55 anni (38,5%).
L’anzianità media nel comparto dei lavoratori è risultata di 11 anni, con notevole eterogeneità nelle diverse imprese. Si sono valutati i 923 infortuni di varia gravità accaduti nel triennio nelle imprese oggetto dello studio. Di questi infortuni il 31,2% era da ascrivere ad incidenti correlati al lavoro in esterno (incidenti stradali, scivolamenti), il 44,8% era imputabile a movimentazione manuale di gravi, il 21,9% era dovuto ad infortuni comportante potenziale rischio biologico, 2,1% erano stati causati da altre cause. Il 32,8% degli infortuni sono occorsi ai lavoratori in assenza di testimoni.
La dotazione di DPI è risultata inadeguata nel 64,0% dei lavoratori. In particolar modo, mentre è risultata quasi sempre consona la dotazione di scarpe antinfortunistiche (90,8% dei casi), sono risultati spesso non idonei i capi di abbigliamento indossati nel servizio (34,7% dei lavoratori) e soprattutto i guanti di protezione (55,1% dei casi) per quanto concerne in particolar modo il rischio taglio/puntura. Il 77,8% del personale ha presentato una valida copertura vaccinale antitetanica. Il 40,8% dei lavoratori ha presentato una copertura vaccinale antiepatite B. 87 lavoratori sono stati trovati positivi ai controlli sugli stupefacenti introdotti recentemente nella sorveglianza sanitaria per gli addetti ad alcune mansioni a rischio. Solo in 13 aziende tali controlli sono stati ad oggi attivati.
Le attività di formazione dei lavoratori ai rischi specifici sono risultate essere state completamente effettuate ed aggiornate a tutto l’organico solo in 3 imprese su 21.

In 15 imprese tali attività erano state completate correttamente in passato ma non erano state ripetute ai nuovi assunti nel corso degli ultimi anni. In 3 imprese la formazione dei lavoratori era stata effettuata solo in passato e peraltro in maniera anche parziale.
Gli indici infortunistici di gravità e frequenza nel complesso del campione si sono ridotti nel triennio considerato rispettivamente del 13,1% e del 23,9% in modo eterogeneo tra le imprese considerate. La riduzione degli infortuni è stata maggiore nelle imprese che nel periodo considerato hanno migliorato le dotazioni di DPI, hanno effettuato formazione specifica sul rischio biologico e su quelli da movimentazione manuale di carichi ed hanno effettuato i test antidroga ove previsti.

 
DISCUSSIONE
La situazione infortunistica delle imprese del settore considerato pur essendo migliorata nel tempo è sicuramente ancora ben lungi da essere ottimale. Gli interventi di promozione della salute attuati dai servizi prevenzionistici e dai medici del lavoro in particolare hanno portato comunque già ad una consistente riduzione nel breve arco di tempo considerato dei dati infortunistici nel loro complesso. I settori in cui maggiormente efficace sembra essere stata la attività di prevenzione infortuni attuata dai Medici del Lavoro sono: la rivalutazione della congruità dei dispositivi di protezione individuale e la realizzazione degli screening urinari degli stupefacenti sui lavoratori esposti a rischio di infortunio anche per terzi.
Al contrario non sembra essere stato sufficiente lo sforzo per fornire, a tutti i lavoratori esposti a rischio, una idonea protezione anticorpale antitetanica ed antiepatite B ove quest’ultima si è rivelata essere necessaria.
Anche le attività di formazione ai rischi specifici sono state completate solo in una minoranza delle imprese e, purtroppo, talvolta anche senza la partecipazione diretta dei Medici del Lavoro. Ciò rende sicuramente auspicabile una maggior attenzione su questo argomento da parte di tutti i colleghi operanti nel comparto.
La ricerca evidenzia come positivi possano essere i risultati della attività dei Medici del Lavoro sulla effettiva riduzione degli infortuni professionali nel comparto. Tali risultati però oggi sembrano essere stati conseguiti solo in una parte delle imprese del settore.
Ciò induce ad ipotizzare che ulteriori miglioramenti potrebbero essere acquisiti ove l’impegno intrapreso continuasse e soprattutto ove più
omogenea nelle diverse imprese diventasse l’attenzione alla promozione della salute.

Autori: M.I. D’Orso 1,  P. Fabretto 2, R. Assini 2, M. Molinari3, G. Cesana 1
1 Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione - Università di Milano Bicocca - Via Cadore 48 - 20052 Monza (MB)
2 Consorzio per lo Sviluppo della Medicina Occupazionale ed Ambientale - Monza - Viale Brianza 21 - 20052 Monza (MB)
3 CAM - Centro Analisi Monza - Via Missori 9 - 20052 Monza (MB)
Corrispondenza: Dott.ssa Patrizia Fabretto, Viale Brianza 21 - 20052 Monza (Mi), Tel 039-2397449, Fax 039-2397421, marcodorso@cammonza.com
Parole chiave: infortunio sul lavoro, prevenzione infortuni, rifiuti urbani.

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 2

   
 

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13/04/2012 Incentivi alle imprese: calendario invio telematico
Conclusa la fase di compilazione delle domande online, INAIL comunica che il calendario di apertura dello sportello informatico per l'assegnazione delle risorse sarà pubblicato su questo stesso portale, in data 16 aprile 2012.
continua >>

Fonte: INAIL

   
13/04/2012
Contributo sulle spese per attività promozionale di dispositivi medici

3 aprile 2012 - Il contributo che le aziende devono versare entro il 30 aprile di ogni anno, calcolato sull’ammontare delle spese sostenute per la promozione di dispositivi medici, è passato dal 5% al 5,5%.

Fonte: Ministero della Salute

   
13/04/2012

Progetto TRANSPO sul distacco transnazionale dei lavoratori nel trasporto stradale
Disponibile la Guida per le autorità di controllo
Nel corso dell'anno 2011 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha partecipato al Progetto TRANSPO (Road trasport sector and posting of workers), finanziato dalla Commissione Europea ed attuato in partenariato con l'Istituto Guglielmo Tagliacarne (coordinatore), il Ministero del Lavoro francese e l'Ispettorato del Lavoro della Romania.
Tale progetto, volto a realizzare azioni di sensibilizzazione e di informazione sull'applicazione della Direttiva 96/71/CE - relativa al distacco transnazionale di lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi - al settore dell'autotrasporto, ha avuto l'obiettivo principale di acquisire un quadro normativo aggiornato e di rafforzare la cooperazione tra le varie istituzioni coinvolte nei controlli sulla materia in questione.
Nell'ambito del progetto TRANSPO è stato elaborato un documento conclusivo,"L'attività ispettiva nell'ambito del distacco transnazionale dei lavoratori nel trasporto stradale: una guida per le autorità di controllo", pubblicato anche nelle lingue degli altri partners coinvolti nel progetto medesimo, che può costituire un valido supporto per gli ispettori del lavoro nonché un'occasione di approfondimento della tematica e della normativa in questione.

 

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

  

 

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13/04/2012
La sentenza della settimana - misurE di sicurezza per l'operazione di retromarcia con un furgone - Con riferimento alla condotta del conducente del mezzo, G.M., prospettata dal ricorrente quale causa dell'infortunio in questione - è sufficiente ricordare il consolidato orientamento affermatosi nella giurisprudenza di legittimità, secondo cui il datore di lavoro, destinatario delle norme antinfortunistiche, è esonerato da responsabilità solo quando .....

Vai alla sentenza per esteso >>

  

 

13/04/2012

SENTENZE

Fonte: ADAPT

   
13/04/2012

Rassegna Concorso Inform@zione

 

Riceviamo dall'ASL di Modena e volentieri pubblichiamo la seguente news

 

Siamo lieti di informarVi che sono aperte le iscrizioni per la nuova edizione di Inform@zione, VIII Rassegna/Concorso nazionale dei prodotti per l'informazione e la formazione alla salute e sicurezza sul lavoro.
La Regione Emilia-Romagna, l'Azienda USL di Modena e  l'INAIL ripropongono
 per il 2012 l'iniziativa, la cui prima edizione risale all'anno 2002. Le precedenti edizioni hanno permesso la realizzazione e l'implementazione di un Catalogo per ciascuna edizione e di una Banca dati nazionale dei prodotti 
per l'informazione e la formazione, attualmente consultabile sui siti
 Internet degli Enti promotori. La Banca Dati raccoglie materiali informativi e formativi prodotti da Enti pubblici e soggetti privati.
Tutti i nuovi materiali che parteciperanno alla Rassegna/Concorso verranno
 pubblicati, a seguito di valutazione, sul nuovo catalogo cartaceo che farà riferimento alla attuale edizione e sulla banca dati nazionale.
I materiali giudicati più significativi, come consuetudine, saranno premiati nell'ambito della "Convention Nazionale della Salute e della Sicurezza nei
 Luoghi di Lavoro", che si terrà a Modena nei giorni 11 e 12 Ottobre 2012.
In questa sede, inoltre, come nelle edizioni precedenti, verrà allestito
 anche uno spazio espositivo in cui sarà possibile visionare e consultare tutti i materiali pervenuti.
I materiali pervenuti verranno premiati nell'ambito delle seguenti tematiche
 di attualità:
· ambienti confinati;
· prevenzione nelle PMI, oggetto della Campagna Europea per la
 
Salute e la Sicurezza sul lavoro indetta per l'anno 2012-2013:
· edilizia e agricoltura.
Sul tema della sicurezza nei cantieri, nell'edizione corrente, la rassegna
 concorso si pone in forte sinergia con il Piano Nazionale Edilizia per cui i materiali prodotti sul tema dalle Istituzioni e dalle Parti Sociali ma anche da altri soggetti qualificati verranno segnalati alla cabina di regia nazionale per un loro eventuale inserimento sul portale istituzionale www.prevenzionecantieri.it che contiene informazioni e materiali a supporto di aziende, lavoratori, figure della prevenzione, utili a risolvere correttamente i problemi di sicurezza e di salute nel lavoro di cantiere.
La prima fase del progetto consiste nella promozione dell'iniziativa in modo
 diffuso per favorire la partecipazione di un elevato numero di produttori di materiali. La campagna di promozione viene realizzata attraverso diversi strumenti tra cui l'inserimento della notizia nei siti Internet degli Enti promotori e di altri Enti e Associazioni interessati e la pubblicazione della notizia su riviste specializzate..
Con la presente chiediamo cortesemente anche alla Vs. Redazione di dare
 spazio a questa iniziativa attraverso i mezzi ritenuti più idonei (per es. il sito internet  la newsletter , ecc) nonché di partecipare in qualità di produttori di materiali.
La scadenza per l'invio dei prodotti è fissata per il 15 maggio 2012.
Inviamo, inoltre, il link diretto per l'iscrizione:
 
http://www.ausl.mo.it/dsp/concorso/iscrizione
Ringraziando fino da ora per l'attenzione che vorrete  prestare
 all'iniziativa e confidando in una attiva partecipazione, rimaniamo in attesa di un Vs. cortese riscontro e porgiamo i migliori saluti.

Gli Enti promotori

   
13/04/2012 LE ESPLOSIONI DI GAS, VAPORI E POLVERI continua >>

Fonte: SSC

  

 

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13/04/2012

GLI ULTIMI INTERVENTI NEL FORUMSICUREZZA ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro , in continua evoluzione:

ventilazione di un grosso capannone

Dispositivo di frenatura inerziale

Problema Rilevazione gas (Idrogeno - Acetilene) e Atex

Aggiornamento RSPP

PSC con ditta non individuata

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13/04/2012

Guardie mediche: troppi rischi, nessuno vuole più farle. Smi: vogliamo il ruolo unico e il riconoscimento del lavoro usurante. Cgil: il servizio va abolito. Qual è la vostra opinione?
''In alcune realta' si rischia la vita, in tutta la penisola si lavora senza sicurezza e tutele. In queste condizioni e' normale che nessuno voglia piu' fare la guardia medica, non solo a Milano, o nel nord in generale, ma nel resto d'Italia''. A porre l'attenzione sul problema e' il Sindacato dei Medici Italia-Smi, dopo la pubblicazione di un articolo sulla carenza di guardie mediche a Milano. ''Nessuno si ricorda di noi, siamo vittima di un'amnesia collettiva - lamenta Pina Onotri, responsabile nazionale Smi per la continuita' assistenziale - eppure i medici di guardia medica tutte le notti e tutti i giorni festivi garantiscono l' assistenza h24 ai cittadini, pur lavorando in condizioni pessime. Se le ore messe a bando dalla regione Lombardia per Milano o al nord vanno deserte e' per la scarsa valorizzazione dei professionisti che operano in questo settore''.
Secondo Onotri questo fenomeno ''si estendera' in tutto il Paese - continua - perche' l'attenzione nei nostri confronti e' scarsa sia quando subiamo un'aggressione, sia quando denunciamo lo stato di insicurezza e fatiscenza delle strutture in cui operiamo, ma anche tutte le volte che chiediamo per le guardie mediche le tutele degli altri professionisti del settore e il riconoscimento del lavoro usurante. Nessuna risposta e nessun sostegno neppure da molti sindacati medici. Lo Smi invece ribadisce la necessita' dell'accesso e del ruolo unico''. Lo Smi lancia un invito alle altre sigle sindacali a firmare un documento comune con questi spunti: ''Ruolo unico, riconoscimento lavoro usurante, parita' di tutele, integrazione con le altre figure professionali del territorio con la regia del distretto - conclude Onotri - e un impegno maggiore delle Regioni per la formazione di medici di medicina generale. Rimaniamo in attesa di riscontri concreti, sperando che i particolarismi vengano messi da parte''.
Cgil: meglio eliminare il servizio
Di diverso avviso è tuttavia la Fp Cgil Medici che ha inviato il mese scorso al ministero della Salute la sintesi della proposta per il medico delle cure primarie, che prevede anche l’abolizione delle guardie mediche. Per il sindacato occorre ''un cambiamento sia delle strutture territoriali sia del ruolo e della funzione di tutti i medici convenzionati che operano nel territorio. Il medico deve essere integrato nelle attivita' sanitarie di un determinato territorio con disponibilita' a lavorare anche in strutture aperte 24 ore su 24, in particolare per una risposta ai codici bianchi e verdi. Il massimale va ridotto a mille assistiti per medico (gia' circa 15mila medici stanno sotto questa soglia) per consentire anche le altre attivita' territoriale non legate al rapporto fiduciario. Va abolita la guardia medica valorizzando questi 13mila professionisti come medici di medicina generale, senza piu' distinzione tra continuita' assistenziale e assistenza primaria''. ''E' una proposta - ha dichiarato Massimo Cozza, Segretario Nazionale Fp-Cgil Medici - che da' prospettive a tutti i medici convenzionati, migliora l'organizzazione e i servizi del territorio con centri polivalenti e rende compatibile un'assistenza di qualita' con le ridotte risorse. E' inoltre una proposta che avvicina l'assistenza ai cittadini e aiuta a decongestionare i pronto soccorso, garantendo effettivamente un'assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7''. Tutto cio' si puo' fare, gli ha fatto eco Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp-Cgil Medici Medicina Convenzionata, ''ma si puo' anche solo far finta, perdendo forse l'ultima occasione. Esiste un solo ostacolo a una vera riforma delle cure primarie: le rendite di posizione di una parte minoritaria della categoria, legata a una vecchia concezione della medicina territoriale. Il Ministro Balduzzi e le Regioni vogliono e possono intaccare i privilegi per fare la riforma delle cure primarie? Lo sapremo presto''.
Il problema-Milano
Il problema guardie mediche è scoppiato a Milano, come abbiamo accennato. Il servizio nel capoluogo lombardo arranca a causa del numero limitato degli specialisti: l’ultima graduatoria stilata a novembre ha visto andare deserte le 1.356 ore messe a bando dalla Regione (in tutta la Lombardia erano oltre 24mila). Ore che sono rimaste scoperte, visto che non sono state prese in carico da nessuno: i dottori in graduatoria hanno preferito rinunciare. Un problema, se si considera che ad aprile sarà pubblicato il nuovo bando per le “zone carenti” (in cui viene definito il fabbisogno regionale di pediatri, medici di famiglia e di continuità assistenziale) che alle ore rimaste vacanti ne sommerà altre. Tanto che per i sindacati si potrebbe arrivare anche a 5mila ore da coprire: un’enormità. Una situazione che si è aggravata nell’ultimo biennio, complice il costo della vita milanese (che porta un medico appena entrato in graduatoria a scegliere l’hinterland e non la città) e le retribuzioni orarie che si attestano, in base agli accordi collettivi nazionali, sotto i 20 euro lordi. A Milano il servizio è gestito da una centrale operativa i cui operatori smistano le chiamate ai medici di turno, che fanno consulenze telefoniche o visite a domicilio. Numeri alla mano si parla almeno di un milione e trecentomila pazienti 'potenziali': ogni medico di continuità assistenziale dovrebbe avere 5mila pazienti in carico, quindi ne servirebbero circa 300 per coprire i fabbisogni del territorio milanese.
Relatore: Autore: Redazione DottNet
 

Fonte: OMCEO Udine

   
13/04/2012 Amministratori di sistema - Misure e accorgimenti continua >>

Fonte: Garante per la Protezione dei Dati Personali

   
13/04/2012

Conoscere i pericoli - lezioni presso le scuole elementari

Conoscere i pericoli  (pdf - 3792 Kb)

Fonte: Scuola Provinciale Antincendi Trento

   
 

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13/04/2012 Contratti di appalto: nessuna deroga ai principi statali
E` illegittimo rinviare a un regolamento provinciale la disciplina sulle modalita` di stipula del contratto di appalto di lavori; il legislatore provinciale deve rispettare la norma statale anche per garantire uniformita` di regole su tutto il territorio nazionale. E` quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza del 30 marzo 2012 n. 74 che si e` pronunciata sul ricorso presentato dal Governo in ordine alla legittimita` della legge della Provincia autonoma di Trento 7 aprile 2011, n. 7 che reca modifiche alla precedente legge provinciale 3/2006. Il primo problema che la Corte affronta e` quello dei limiti della competenza legislativa rispetto alle province autonome; a tale proposito la Corte afferma che gli stessi statuti speciali prevedono limiti che si applicano anche alle competenze legislative primarie. E` questo il caso dello statuto della Provincia autonoma di Trento che nell`ambito dei lavori pubblici di interesse regionale richiama il legislatore al rispetto dei «principi dell`ordinamento giuridico della Repubblica». Venendo quindi al caso concreto, che riguarda una norma della legge del 2011, in cui si rinvia a un regolamento provinciale per la determinazione delle modalita` di stipula dei contratti di appalto, senza far riferimento ai limiti all`autonomia negoziale prestabiliti dal legislatore statale, la sentenza afferma che il limite del rispetto dei principi dell`ordinamento giuridico della Repubblica deve essere inteso come riferito anche ai principi dell`ordinamento civile. In passato la Corte, con sentenza n. 114 del 2011, ha gia` avuto modo di precisare che il legislatore regionale e provinciale «deve rispettare i principi dell`ordinamento giuridico della Repubblica, tra i quali sono ricompresi quelli afferenti la disciplina di istituti e rapporti privatistici relativi, soprattutto, alle fasi di conclusione ed esecuzione del contratto di appalto, che devono essere uniformi su tutto il territorio nazionale». Nel caso specifico trattato dalla Corte, si verifica quindi una violazione di tali limiti: la norma, infatti, incidendo sulla disciplina della determinazione del prezzo della prestazione «a corpo» o «a misura», e quindi sul contenuto del contratto, interviene direttamente in una materia attinente al rapporto negoziale fra stazione appaltante e appaltatore rientrante nell`ambito dell`ordinamento civile, competenza esclusiva dello stato. Da cio` l`illegittimita` della norma che dispone il rinvio al regolamento provinciale.

Fonte: ANCE

   
13/04/2012

Lavoratori extracomunitari - Nota Inail n. 1819/2012
L`Inail ha diramato l`allegata nota n. 1819/2012, con la quale viene chiarito che il Ministero del lavoro ritiene applicabile la tutela assicurativa prevista per i lavoratori italiani assunti nel territorio nazionale ed operanti all`estero in Paesi extracomunitari con i quali non e` stata stipulata alcuna convenzione di Sicurezza sociale (d.l. n. 317/1987, convertito, con modificazioni, dalla legge n.398/1987) anche ai lavoratori extracomunitari.
L`estensione della tutela attiene i lavoratori extracomunitari:
§ in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
§ privi dello status di ``soggiornanti di lungo periodo``, ma in possesso di regolare titolo di soggiorno e di contratto di lavoro.
Tale orientamento scaturisce dal fatto che la normativa in materia per i lavoratori italiani e` applicata anche ai lavoratori comunitari, in ottemperanza del divieto di discriminazione in base alla nazionalita` sancito dal Trattato dell`Unione Europea, e dall`osservanza del principio di parita` di trattamento che impronta la legislazione italiana, richiamato anche nel Testo Unico sull`Immigrazione.
Le istruzioni gia` impartite nel merito dall`Istituto per i lavoratori italiani sono, pertanto, applicate anche ai lavoratori extracomunitari operanti all`estero in Paesi extracomunitari con i quali non sia stata stipulata alcuna convenzione di Sicurezza sociale.
La nota precisa che la retribuzione imponibile da prendere a base per il calcolo dei premi assicurativi dovuti per tali lavoratori extracomunitari e` la retribuzione convenzionale di cui all`articolo 4 della legge n. 398/1987, determinata annualmente con apposito decreto ministeriale, in merito al quale e` emanata dall`Inail apposita circolare.

Fonte: ANCE

   
13/04/2012
L'angolo fiscale
 
Contenzioso atti riscossione. Coordinamento Agenzia-Equitalia
continua >>

La difesa del contribuente non ha bisogno dei registri continua >>

Immobili di imprese non accatastati: il calcolo della base imponibile Imu continua >>

Imu al debutto, ecco codici ed F24. La nuova imposta prende forma continua >>

Appaltatori e subappaltatori: i numeri della solidarietà continua >>

Avvio dell’attività di amministratore di condominio continua >>

Fonte: Fisco Oggi

   
13/04/2012

Opuscolo «Prevenire la corruzione - Consigli alle imprese svizzere operanti all'estero» continua >>

Fonte: SECO (Svizzera)

   
13/04/2012

Lavorare al freddo continua >>

Fonte: SECO (Svizzera)

   
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