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LA PREVENZIONE INFORTUNI NEL SETTORE DELLA
RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI - IL RUOLO DEL MEDICO DEL LAVORO
WORK ACCIDENT PREVENTION IN URBAN WASTE COLLECTION - OCCUPATIONAL DOCTOR’S ROLE
ABSTRACT. Urban waste collection is an activity characterized by a relevant
number of work accidents.
This fact is only partially justified by the high risk work tasks carried out by
workers.
To verify the effectiveness of occupational services activities we evaluated 21
firms in which 1754 workers were engaged. 83,4% of them were active in operative
work tasks.
Most operative workers (67,1%) were engaged in urban solid waste collection.
In every firm we evaluated work tasks, vehicles utilized, personal protective
devices assigned to workers and the structure of programs of medical
surveillance.
We evaluated presence of training courses eventually activated and the number of
work accidents and their typology in last three years.
We evaluated 923 work accidents In firms evaluated we found very different
situations. Personal protective devices were non adequate for 64,0% of workers.
In firms 112 different kinds of vehicles were utilized, frequently not having
ergonomic characteristics.
Many workers have shown no regular antibody protection against tetanic infection.
In three years evaluated work accidents rates decreased, especially in firms
where personal protective devices have been improved according to Occupational
Doctors suggestions, and where urinary drug screenings have been activated as
new specific national law imposes.
Key words: work accident, accident prevention, urban waste
INTRODUZIONE
Il settore della raccolta dei rifiuti urbani è caratterizzato tradizionalmente
secondo i dati forniti dall’INAIL da elevati indici infortunistici. Tale
situazione trova la sua motivazione nelle attività svolte dai lavoratori del
comparto che sono intrinsecamente ad elevato rischio infortunistico. Citiamo per
esempio le fasi di lavoro effettuate su strada, la necessità di guida di veicoli
anche richiedenti patenti di guida superiore, gli orari di servizio disagevoli,
usualmente notturni o collocati nel primo mattino. Incidono sui livelli
infortunistici del settore anche alcune caratteristiche dei lavoratori del
comparto, usualmente aventi contenuto livello di conoscenze tecniche e spesso
bassa anzianità di settore, sia le strutture delle imprese spesso non dotate di
congrui mezzi stradali, idonei DPI e dimensioni organizzative sufficienti.
MATERIALI E METODI
In considerazione delle caratteristiche organizzative delle imprese del
comparto, il ruolo del Medico del Lavoro in tali aziende è stato spesso
difficile sia per quanto riguarda la realizzazione pratica delle attività di
sorveglianza sanitaria, sia per quanto concerne la promozione della salute e
della sicurezza aziendale intese nel loro significato più ampio. Per valutare le
effettive ricadute delle attività del Medico del Lavoro nelle imprese del
comparto nel triennio 2007-2009, si sono valutate 21 aziende di varie
dimensioni, tutte operanti prevalentemente nel nord Italia. Presso tali imprese
risultavano occupati 1754 lavoratori. L’83,4% di tali lavoratori erano impegnati
in compiti operativi. Per ciascuna impresa si sono valutate le organizzazioni
del lavoro con particolare riguardo alla tipologia di attività svolte (raccolta
rifiuti solidi, rifiuti ingombranti, raccolta acque nere, raccolta della
frazione umida, etc.) ed ai diversi tipi di veicoli in esercizio.
Per quanto concerne i lavoratori essi sono stati suddivisi in base all’età, al
sesso, ed alla anzianità lavorativa di comparto. Si sono valutati inoltre i
dispositivi di protezione individuale in dotazione, l’articolazione degli orari
di servizio, l’entità del ricambio del personale, gli indici di malattia e di
infortunio delle singole imprese riferiti all’ultimo triennio. Per ciascuno
degli infortuni professionali accaduti nel triennio si sono analizzate le
modalità di accadimento dell’evento e la eventuale presenza di testimoni
attestanti la dinamica del fatto. Per valutare la operatività dei servizi di
Medicina del Lavoro aziendali si sono analizzate la tipologia e la durata delle
eventuali attività di formazione erogate ai lavoratori. Si sono poi verificati i
singoli protocolli di sorveglianza sanitaria, ponendo particolare attenzione
sulla gestione degli aspetti connessi alla prevenzione del rischio biologico.
Tra questi in primo luogo sono stati considerati i sistemi di gestione della
profilassi vaccinale antitetanica e, ove prevista, antiepatite B.
Si sono registrati infine i giudizi di non idoneità o di idoneità limitata
eventualmente espressi dai Medici Competenti aziendali nell’ultimo triennio di
attività dei servizi sanitari aziendali.
RISULTATI
La situazione verificata nelle diverse imprese si è dimostrata molto disomogenea
praticamente per tutti i parametri valutati. Le attività operative svolte dal
personale nel 67,1% dei casi erano configurabili come raccolta di rifiuti solidi
urbani. Solo una quota parte minoritaria dei lavoratori era impegnata negli
altri compiti che prevalentemente erano lo spazzamento strade e la raccolta
della frazione umida. I veicoli in esercizio nelle imprese sono risultati essere
di 112 tipi diversi. Tale eterogeneità è solo in parte da ascrivere alla diversa
tipologia di servizio effettuata. A fronte di mansioni similari si sono infatti
contati sino ad 11 diversi tipi di mezzi, alcuni sicuramente validi sotto il
profilo ergonomico,
altri sicuramente molto meno. I lavoratori impegnati nei compiti operativi sono
risultati essere maschi nell’87% dei casi; le classi anagrafiche più
rappresentate nel campione sono risultate essere quella tra i 25/34 anni (43,1%)
e quella tra i 45/55 anni (38,5%).
L’anzianità media nel comparto dei lavoratori è risultata di 11 anni, con
notevole eterogeneità nelle diverse imprese. Si sono valutati i 923 infortuni di
varia gravità accaduti nel triennio nelle imprese oggetto dello studio. Di
questi infortuni il 31,2% era da ascrivere ad incidenti correlati al lavoro in
esterno (incidenti stradali, scivolamenti), il 44,8% era imputabile a
movimentazione manuale di gravi, il 21,9% era dovuto ad infortuni comportante
potenziale rischio biologico, 2,1% erano stati causati da altre cause. Il 32,8%
degli infortuni sono occorsi ai lavoratori in assenza di testimoni.
La dotazione di DPI è risultata inadeguata nel 64,0% dei lavoratori. In
particolar modo, mentre è risultata quasi sempre consona la dotazione di scarpe
antinfortunistiche (90,8% dei casi), sono risultati spesso non idonei i capi di
abbigliamento indossati nel servizio (34,7% dei lavoratori) e soprattutto i
guanti di protezione (55,1% dei casi) per quanto concerne in particolar modo il
rischio taglio/puntura. Il 77,8% del personale ha presentato una valida
copertura vaccinale antitetanica. Il 40,8% dei lavoratori ha presentato una
copertura vaccinale antiepatite B. 87 lavoratori sono stati trovati positivi ai
controlli sugli stupefacenti introdotti recentemente nella sorveglianza
sanitaria per gli addetti ad alcune mansioni a rischio. Solo in 13 aziende tali
controlli sono stati ad oggi attivati.
Le attività di formazione dei lavoratori ai rischi specifici sono risultate
essere state completamente effettuate ed aggiornate a tutto l’organico solo in 3
imprese su 21.
In 15 imprese tali attività erano state
completate correttamente in passato ma non erano state ripetute ai nuovi assunti
nel corso degli ultimi anni. In 3 imprese la formazione dei lavoratori era stata
effettuata solo in passato e peraltro in maniera anche parziale.
Gli indici infortunistici di gravità e frequenza nel complesso del campione si
sono ridotti nel triennio considerato rispettivamente del 13,1% e del 23,9% in
modo eterogeneo tra le imprese considerate. La riduzione degli infortuni è stata
maggiore nelle imprese che nel periodo considerato hanno migliorato le dotazioni
di DPI, hanno effettuato formazione specifica sul rischio biologico e su quelli
da movimentazione manuale di carichi ed hanno effettuato i test antidroga ove
previsti.
DISCUSSIONE
La situazione infortunistica delle imprese del settore considerato pur essendo
migliorata nel tempo è sicuramente ancora ben lungi da essere ottimale. Gli
interventi di promozione della salute attuati dai servizi prevenzionistici e dai
medici del lavoro in particolare hanno portato comunque già ad una consistente
riduzione nel breve arco di tempo considerato dei dati infortunistici nel loro
complesso. I settori in cui maggiormente efficace sembra essere stata la
attività di prevenzione infortuni attuata dai Medici del Lavoro sono: la
rivalutazione della congruità dei dispositivi di protezione individuale e la
realizzazione degli screening urinari degli stupefacenti sui lavoratori esposti
a rischio di infortunio anche per terzi.
Al contrario non sembra essere stato sufficiente lo sforzo per fornire, a tutti
i lavoratori esposti a rischio, una idonea protezione anticorpale antitetanica
ed antiepatite B ove quest’ultima si è rivelata essere necessaria.
Anche le attività di formazione ai rischi specifici sono state completate solo
in una minoranza delle imprese e, purtroppo, talvolta anche senza la
partecipazione diretta dei Medici del Lavoro. Ciò rende sicuramente auspicabile
una maggior attenzione su questo argomento da parte di tutti i colleghi operanti
nel comparto.
La ricerca evidenzia come positivi possano essere i risultati della attività dei
Medici del Lavoro sulla effettiva riduzione degli infortuni professionali nel
comparto. Tali risultati però oggi sembrano essere stati conseguiti solo in una
parte delle imprese del settore.
Ciò induce ad ipotizzare che ulteriori miglioramenti potrebbero essere acquisiti
ove l’impegno intrapreso continuasse e soprattutto ove più
omogenea nelle diverse imprese diventasse l’attenzione alla promozione della
salute.
Autori: M.I. D’Orso 1, P.
Fabretto 2, R. Assini 2, M. Molinari3, G. Cesana 1
1 Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione - Università di Milano Bicocca
- Via Cadore 48 - 20052 Monza (MB)
2 Consorzio per lo Sviluppo della Medicina Occupazionale ed Ambientale - Monza -
Viale Brianza 21 - 20052 Monza (MB)
3 CAM - Centro Analisi Monza - Via Missori 9 - 20052 Monza (MB)
Corrispondenza: Dott.ssa Patrizia Fabretto, Viale Brianza 21 - 20052 Monza (Mi),
Tel 039-2397449, Fax 039-2397421, marcodorso@cammonza.com
Parole chiave: infortunio sul lavoro, prevenzione infortuni, rifiuti urbani.
Fonte:
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl
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PROMOZIONE ABBONAMENTO 2012 - 2013 (scadenza
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13/04/2012 |
Incentivi alle imprese:
calendario invio telematico
Conclusa la fase di compilazione delle domande online, INAIL
comunica che il calendario di apertura dello sportello informatico per
l'assegnazione delle risorse sarà pubblicato su questo stesso portale,
in data 16 aprile 2012.
continua >>
Fonte:
INAIL |
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13/04/2012 |
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Contributo sulle spese per attività promozionale di dispositivi
medici
3 aprile 2012 - Il
contributo che le aziende devono versare entro il 30 aprile di ogni
anno, calcolato sull’ammontare delle spese sostenute per la
promozione di dispositivi medici, è passato dal 5% al 5,5%.
Fonte:
Ministero della Salute |
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13/04/2012 |
Progetto TRANSPO sul distacco transnazionale dei lavoratori nel
trasporto stradale
Disponibile la Guida per le autorità di controllo
Nel corso dell'anno 2011 il Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali ha partecipato al Progetto TRANSPO (Road trasport sector and
posting of workers), finanziato dalla Commissione Europea ed attuato in
partenariato con l'Istituto Guglielmo Tagliacarne (coordinatore), il
Ministero del Lavoro francese e l'Ispettorato del Lavoro della Romania.
Tale progetto, volto a realizzare azioni di sensibilizzazione e
di informazione sull'applicazione della Direttiva
96/71/CE -
relativa al distacco transnazionale di lavoratori nell'ambito di una prestazione
di servizi - al settore dell'autotrasporto, ha avuto l'obiettivo principale di
acquisire un quadro normativo aggiornato e di rafforzare la cooperazione tra le
varie istituzioni coinvolte nei controlli sulla materia in questione.
Nell'ambito del progetto TRANSPO è stato elaborato un documento
conclusivo,"L'attività
ispettiva nell'ambito del distacco transnazionale dei lavoratori nel trasporto
stradale: una guida per le autorità di controllo",
pubblicato anche nelle lingue degli altri partners coinvolti nel progetto
medesimo, che può costituire un valido supporto per gli ispettori del lavoro
nonché un'occasione di approfondimento della tematica e della normativa in
questione.
Fonte:
Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali |
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Chimica e fisica della combustione - Rischio Chimico Industriale -
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13/04/2012 |
La
sentenza della settimana
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misurE di sicurezza per l'operazione
di retromarcia con un furgone -
Con riferimento alla condotta del conducente del mezzo, G.M.,
prospettata dal ricorrente quale causa dell'infortunio in questione - è
sufficiente ricordare il consolidato orientamento affermatosi nella
giurisprudenza di legittimità, secondo cui il datore di lavoro, destinatario
delle norme antinfortunistiche, è esonerato da responsabilità solo quando .....
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13/04/2012 |
Licenziamento individuale
Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Fonte:
ADAPT |
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13/04/2012 |
Rassegna Concorso Inform@zione
Riceviamo dall'ASL di Modena e volentieri
pubblichiamo la seguente news
Siamo lieti di informarVi che sono aperte le iscrizioni per la nuova edizione di Inform@zione, VIII Rassegna/Concorso nazionale dei prodotti
per l'informazione e la formazione alla salute e
sicurezza sul lavoro.
La Regione Emilia-Romagna, l'Azienda USL di Modena e l'INAIL
ripropongono per il 2012 l'iniziativa, la cui prima edizione risale all'anno 2002. Le precedenti edizioni hanno permesso la realizzazione e l'implementazione
di un Catalogo per ciascuna edizione e di una Banca dati nazionale dei
prodotti
per l'informazione e la formazione, attualmente consultabile sui siti Internet degli Enti promotori. La Banca Dati raccoglie materiali
informativi e formativi prodotti da Enti pubblici e soggetti
privati.
Tutti i nuovi materiali che parteciperanno alla Rassegna/Concorso
verranno pubblicati, a seguito di valutazione, sul nuovo catalogo cartaceo che
farà riferimento alla attuale edizione e sulla banca dati
nazionale.
I materiali giudicati più significativi, come consuetudine, saranno
premiati
nell'ambito della "Convention Nazionale della Salute e della Sicurezza
nei Luoghi di Lavoro", che si terrà a Modena nei giorni
11 e 12 Ottobre 2012.
In questa sede, inoltre, come nelle edizioni precedenti, verrà allestito anche uno spazio espositivo in cui sarà possibile visionare e consultare tutti i materiali pervenuti.
I materiali pervenuti verranno premiati nell'ambito delle seguenti
tematiche di attualità:
· ambienti confinati;
· prevenzione nelle PMI, oggetto della Campagna Europea per la
Salute e la Sicurezza sul lavoro indetta per l'anno
2012-2013:
· edilizia e agricoltura.
Sul tema della sicurezza nei cantieri, nell'edizione corrente, la
rassegna concorso si pone in forte sinergia con il Piano Nazionale Edilizia per
cui i materiali prodotti sul tema dalle Istituzioni e dalle Parti Sociali ma
anche
da altri soggetti qualificati verranno segnalati alla cabina di regia nazionale per un loro eventuale inserimento sul portale istituzionale www.prevenzionecantieri.it che contiene informazioni e materiali a
supporto di aziende, lavoratori, figure della prevenzione, utili a risolvere correttamente i problemi di sicurezza e di salute nel
lavoro di cantiere.
La prima fase del progetto consiste nella promozione dell'iniziativa in
modo diffuso per favorire la partecipazione di un elevato numero di
produttori di materiali. La campagna di promozione viene realizzata attraverso diversi strumenti tra cui l'inserimento della notizia nei siti Internet degli
Enti promotori e di altri Enti e Associazioni interessati e la pubblicazione della notizia su riviste specializzate..
Con la presente chiediamo cortesemente anche alla Vs. Redazione di dare spazio a questa iniziativa attraverso i mezzi ritenuti più idonei (per
es. il sito internet la newsletter , ecc) nonché di partecipare in qualità
di produttori di materiali.
La scadenza per l'invio dei prodotti è fissata per il
15 maggio 2012.
Inviamo, inoltre, il link diretto per l'iscrizione:
http://www.ausl.mo.it/dsp/concorso/iscrizione
Ringraziando fino da ora per l'attenzione che vorrete prestare all'iniziativa e confidando in una attiva partecipazione, rimaniamo in attesa di un Vs. cortese riscontro e porgiamo i
migliori saluti.
Gli Enti promotori
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13/04/2012 |
LE ESPLOSIONI DI GAS, VAPORI E POLVERI
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Fonte: SSC |
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13/04/2012
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GLI ULTIMI INTERVENTI
NEL FORUMSICUREZZA ...
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Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro , in continua evoluzione:
ventilazione di un grosso capannone
Dispositivo di frenatura inerziale
Problema Rilevazione gas (Idrogeno - Acetilene) e
Atex
Aggiornamento RSPP
PSC con ditta non individuata
Vai a tutte le altre discussioni in
Tempo Reale sul Testo Unico >>
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13/04/2012 |
Guardie mediche: troppi
rischi, nessuno vuole più farle. Smi: vogliamo il ruolo unico e il
riconoscimento del lavoro usurante. Cgil: il servizio va abolito. Qual è
la vostra opinione?
''In alcune realta' si rischia la vita, in tutta la penisola si lavora
senza sicurezza e tutele. In queste condizioni e' normale che nessuno
voglia piu' fare la guardia medica, non solo a Milano, o nel nord in
generale, ma nel resto d'Italia''. A porre l'attenzione sul problema e'
il Sindacato dei Medici Italia-Smi, dopo la pubblicazione di un articolo
sulla carenza di guardie mediche a Milano. ''Nessuno si ricorda di noi,
siamo vittima di un'amnesia collettiva - lamenta Pina Onotri,
responsabile nazionale Smi per la continuita' assistenziale - eppure i
medici di guardia medica tutte le notti e tutti i giorni festivi
garantiscono l' assistenza h24 ai cittadini, pur lavorando in condizioni
pessime. Se le ore messe a bando dalla regione Lombardia per Milano o al
nord vanno deserte e' per la scarsa valorizzazione dei professionisti
che operano in questo settore''.
Secondo Onotri questo fenomeno ''si estendera' in tutto il Paese -
continua - perche' l'attenzione nei nostri confronti e' scarsa sia
quando subiamo un'aggressione, sia quando denunciamo lo stato di
insicurezza e fatiscenza delle strutture in cui operiamo, ma anche tutte
le volte che chiediamo per le guardie mediche le tutele degli altri
professionisti del settore e il riconoscimento del lavoro usurante.
Nessuna risposta e nessun sostegno neppure da molti sindacati medici. Lo
Smi invece ribadisce la necessita' dell'accesso e del ruolo unico''. Lo
Smi lancia un invito alle altre sigle sindacali a firmare un documento
comune con questi spunti: ''Ruolo unico, riconoscimento lavoro usurante,
parita' di tutele, integrazione con le altre figure professionali del
territorio con la regia del distretto - conclude Onotri - e un impegno
maggiore delle Regioni per la formazione di medici di medicina generale.
Rimaniamo in attesa di riscontri concreti, sperando che i particolarismi
vengano messi da parte''.
Cgil: meglio eliminare il servizio
Di diverso avviso è tuttavia la Fp Cgil Medici che ha inviato il mese
scorso al ministero della Salute la sintesi della proposta per il medico
delle cure primarie, che prevede anche l’abolizione delle guardie
mediche. Per il sindacato occorre ''un cambiamento sia delle strutture
territoriali sia del ruolo e della funzione di tutti i medici
convenzionati che operano nel territorio. Il medico deve essere
integrato nelle attivita' sanitarie di un determinato territorio con
disponibilita' a lavorare anche in strutture aperte 24 ore su 24, in
particolare per una risposta ai codici bianchi e verdi. Il massimale va
ridotto a mille assistiti per medico (gia' circa 15mila medici stanno
sotto questa soglia) per consentire anche le altre attivita'
territoriale non legate al rapporto fiduciario. Va abolita la guardia
medica valorizzando questi 13mila professionisti come medici di medicina
generale, senza piu' distinzione tra continuita' assistenziale e
assistenza primaria''. ''E' una proposta - ha dichiarato Massimo Cozza,
Segretario Nazionale Fp-Cgil Medici - che da' prospettive a tutti i
medici convenzionati, migliora l'organizzazione e i servizi del
territorio con centri polivalenti e rende compatibile un'assistenza di
qualita' con le ridotte risorse. E' inoltre una proposta che avvicina
l'assistenza ai cittadini e aiuta a decongestionare i pronto soccorso,
garantendo effettivamente un'assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7''.
Tutto cio' si puo' fare, gli ha fatto eco Nicola Preiti, coordinatore
nazionale Fp-Cgil Medici Medicina Convenzionata, ''ma si puo' anche solo
far finta, perdendo forse l'ultima occasione. Esiste un solo ostacolo a
una vera riforma delle cure primarie: le rendite di posizione di una
parte minoritaria della categoria, legata a una vecchia concezione della
medicina territoriale. Il Ministro Balduzzi e le Regioni vogliono e
possono intaccare i privilegi per fare la riforma delle cure primarie?
Lo sapremo presto''.
Il problema-Milano
Il problema guardie mediche è scoppiato a Milano, come abbiamo
accennato. Il servizio nel capoluogo lombardo arranca a causa del numero
limitato degli specialisti: l’ultima graduatoria stilata a novembre ha
visto andare deserte le 1.356 ore messe a bando dalla Regione (in tutta
la Lombardia erano oltre 24mila). Ore che sono rimaste scoperte, visto
che non sono state prese in carico da nessuno: i dottori in graduatoria
hanno preferito rinunciare. Un problema, se si considera che ad aprile
sarà pubblicato il nuovo bando per le “zone carenti” (in cui viene
definito il fabbisogno regionale di pediatri, medici di famiglia e di
continuità assistenziale) che alle ore rimaste vacanti ne sommerà altre.
Tanto che per i sindacati si potrebbe arrivare anche a 5mila ore da
coprire: un’enormità. Una situazione che si è aggravata nell’ultimo
biennio, complice il costo della vita milanese (che porta un medico
appena entrato in graduatoria a scegliere l’hinterland e non la città) e
le retribuzioni orarie che si attestano, in base agli accordi collettivi
nazionali, sotto i 20 euro lordi. A Milano il servizio è gestito da una
centrale operativa i cui operatori smistano le chiamate ai medici di
turno, che fanno consulenze telefoniche o visite a domicilio. Numeri
alla mano si parla almeno di un milione e trecentomila pazienti
'potenziali': ogni medico di continuità assistenziale dovrebbe avere
5mila pazienti in carico, quindi ne servirebbero circa 300 per coprire i
fabbisogni del territorio milanese.
Relatore: Autore: Redazione DottNet
Fonte:
OMCEO Udine |
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13/04/2012 |
Amministratori di sistema - Misure e
accorgimenti
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Fonte: Garante per la Protezione dei
Dati Personali |
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13/04/2012 |
Conoscere i pericoli - lezioni presso le scuole elementari
Conoscere i pericoli
(pdf - 3792 Kb)
Fonte: Scuola Provinciale
Antincendi Trento |
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PROMOZIONE ABBONAMENTO 2012 - 2013 (scadenza
25.04.2012)

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13/04/2012 |
Contratti di appalto:
nessuna deroga ai principi statali
E` illegittimo rinviare a un regolamento provinciale la disciplina
sulle modalita` di stipula del contratto di appalto di lavori; il
legislatore provinciale deve rispettare la norma statale anche per
garantire uniformita` di regole su tutto il territorio nazionale. E`
quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza del 30
marzo 2012 n. 74 che si e` pronunciata sul ricorso presentato dal
Governo in ordine alla legittimita` della legge della Provincia
autonoma di Trento 7 aprile 2011, n. 7 che reca modifiche alla
precedente legge provinciale 3/2006. Il primo problema che la Corte
affronta e` quello dei limiti della competenza legislativa rispetto
alle province autonome; a tale proposito la Corte afferma che gli
stessi statuti speciali prevedono limiti che si applicano anche alle
competenze legislative primarie. E` questo il caso dello statuto
della Provincia autonoma di Trento che nell`ambito dei lavori
pubblici di interesse regionale richiama il legislatore al rispetto
dei «principi dell`ordinamento giuridico della Repubblica». Venendo
quindi al caso concreto, che riguarda una norma della legge del
2011, in cui si rinvia a un regolamento provinciale per la
determinazione delle modalita` di stipula dei contratti di appalto,
senza far riferimento ai limiti all`autonomia negoziale prestabiliti
dal legislatore statale, la sentenza afferma che il limite del
rispetto dei principi dell`ordinamento giuridico della Repubblica
deve essere inteso come riferito anche ai principi dell`ordinamento
civile. In passato la Corte, con sentenza n. 114 del 2011, ha gia`
avuto modo di precisare che il legislatore regionale e provinciale
«deve rispettare i principi dell`ordinamento giuridico della
Repubblica, tra i quali sono ricompresi quelli afferenti la
disciplina di istituti e rapporti privatistici relativi,
soprattutto, alle fasi di conclusione ed esecuzione del contratto di
appalto, che devono essere uniformi su tutto il territorio
nazionale». Nel caso specifico trattato dalla Corte, si verifica
quindi una violazione di tali limiti: la norma, infatti, incidendo
sulla disciplina della determinazione del prezzo della prestazione
«a corpo» o «a misura», e quindi sul contenuto del contratto,
interviene direttamente in una materia attinente al rapporto
negoziale fra stazione appaltante e appaltatore rientrante
nell`ambito dell`ordinamento civile, competenza esclusiva dello
stato. Da cio` l`illegittimita` della norma che dispone il rinvio al
regolamento provinciale.
Fonte:
ANCE |
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13/04/2012 |
Lavoratori
extracomunitari - Nota Inail n. 1819/2012
L`Inail ha diramato l`allegata nota n. 1819/2012, con la quale viene
chiarito che il Ministero del lavoro ritiene applicabile la tutela
assicurativa prevista per i lavoratori italiani assunti nel territorio
nazionale ed operanti all`estero in Paesi extracomunitari con i quali
non e` stata stipulata alcuna convenzione di Sicurezza sociale (d.l. n.
317/1987, convertito, con modificazioni, dalla legge n.398/1987) anche
ai lavoratori extracomunitari.
L`estensione della tutela attiene i lavoratori extracomunitari:
§ in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo
periodo;
§ privi dello status di ``soggiornanti di lungo periodo``, ma in
possesso di regolare titolo di soggiorno e di contratto di lavoro.
Tale orientamento scaturisce dal fatto che la normativa in materia per i
lavoratori italiani e` applicata anche ai lavoratori comunitari, in
ottemperanza del divieto di discriminazione in base alla nazionalita`
sancito dal Trattato dell`Unione Europea, e dall`osservanza del
principio di parita` di trattamento che impronta la legislazione
italiana, richiamato anche nel Testo Unico sull`Immigrazione.
Le istruzioni gia` impartite nel merito dall`Istituto per i lavoratori
italiani sono, pertanto, applicate anche ai lavoratori extracomunitari
operanti all`estero in Paesi extracomunitari con i quali non sia stata
stipulata alcuna convenzione di Sicurezza sociale.
La nota precisa che la retribuzione imponibile da prendere a base per il
calcolo dei premi assicurativi dovuti per tali lavoratori
extracomunitari e` la retribuzione convenzionale di cui all`articolo 4
della legge n. 398/1987, determinata annualmente con apposito decreto
ministeriale, in merito al quale e` emanata dall`Inail apposita
circolare.
Fonte:
ANCE |
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13/04/2012 |
L'angolo fiscale
Contenzioso atti riscossione. Coordinamento
Agenzia-Equitalia
continua >>
La difesa del contribuente non ha bisogno
dei registri
continua >>
Immobili di imprese non accatastati: il
calcolo della base imponibile Imu
continua >>
Imu al debutto, ecco codici ed F24. La
nuova imposta prende forma
continua >>
Appaltatori e subappaltatori: i numeri della
solidarietà
continua >>
Avvio dell’attività di amministratore di
condominio
continua >>
Fonte:
Fisco Oggi
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13/04/2012 |
Opuscolo
«Prevenire la corruzione - Consigli alle imprese svizzere operanti all'estero»
continua >>
Fonte:
SECO (Svizzera) |
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13/04/2012 |
Fonte:
SECO (Svizzera) |
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