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12 APRILE 2012 |
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| 12/04/2012 |
Rischio chimico da Nichel e lavorazioni metalmeccaniche:
vecchie e nuove acquisizioni sugli effetti tossici e allergici
RIASSUNTO. La problematica degli effetti tossici e allergici
del nichel appare come globale: coinvolge ambienti di lavoro
e di vita, spesso in associazione. Lo ione nichel è essenziale
per gli organismi viventi (metallo-enzimi). La nutrizione,
specialmente con vegetali, è all’origine dell’equilibrio biologico verso nichel (confronto naturale con il sistema immunitario). Introduzione Fonte: G Ital Med Lav Erg 2011; 33:3, Suppl, 53-56 |
| 12/04/2012 |
Assi del
calcio stressati da
lavoro: l'altra faccia (dolorosa) della medaglia Gli episodi capitati a Pato e Maggio stanno orientando i medici dello sport a valutare le possibili implicazioni tra pressioni psicologiche e infortuni muscolari. Per non parlare dell'agonismo sempre più estremo e dei nuovi moduli degli allenatori: ecco la lista di motivi che rende i big del pallone facili vittime di incidenti "professionali" ROMA - Quando si parla di loro - esaltazioni da tifosi a parte - si pensa inevitabilmente a una "casta" di privilegiati, osannata da folle plaudenti e strapagata grazie a contratti e benefit milionari. E, per molti aspetti, per i big del calcio effettivamente è così. Ma in generale anche loro - i professionisti del gol, più o meno famosi - soffrono di "malattie professionali" come ogni lavoratore. E, come ogni categoria professionale, possono accusare specifiche patologie. I casi emblematici di Pato e Maggio. Il ko accusato da Alexandre Pato, costretto a ritirarsi dal campo del Campo Nou dopo appena 14 minuti di gioco, nella ripresa di Barcellona-Milan del 3 aprile scorso sta spingendo i medici dello sport a valutare con serietà le possibili implicazioni tra le forti pressioni e il grande stress cui sono sottoposti questi atleti dai problemi muscolari sempre più frequenti. Il caso di Pato - da due anni afflitto da problemi del genere - appare emblematico. E un esempio analogo sembra quello di Christian Maggio, esterno sinistro azzurro, sia della nazionale che del Napoli, tormentato da continue contratture che lo costringono a lunghi periodi di panchina. Strappi malgrado l'assenza di scontri in campo. A fare ipotizzare una relazione diretta tra stress e cedimenti muscolari è il fatto che questi campioni, prima di ogni nuovo "knockout", sono clinicamente dichiarati sani. Guariti. Capaci, insomma, di dare prova senza sforzo del loro virtuosismo. Eppure, appena messo piede in campo, ecco manifestarsi nuovi impedimenti a gambe e polpacci. Episodi non correlati ad alcun contatto fisico con l'avversario, a nessun intervento a gamba tesa e a nessuna scivolata in corsa, potrebbero trovare una spiegazione a livello nervoso. Ansia da prestazione? Peso della responsabilità? Insomma: una sorta di "stress da lavoro"? Sia chiaro: il nesso è ancora tutto da dimostrare, ma gli esperti di medicina sportiva - stando a quanto riportato da web e giornali - malgrado le conoscenze a disposizione siano ancora relative, sembrano ritenere questo nesso plausibile. Gli acciacchi e contusioni da contatto fisico. Esiste, poi, un'altra casistica - molto più comprensibile - che giustifica acciacchi e contusioni: quella "classica" dovuta allo scontro durante l'azione di gioco. Illuminante, in tal senso, è un'intervista rilasciata a Calciomercato.com da Piero Volpi, responsabile del settore medico dell'Inter dal 1995 al 2000. "Le cause dell'alto numero di infortuni vanno ricercate anche nella fisicità dei giocatori di oggi, che sono mediamente più forti e con masse muscolari più grandi rispetto ai calciatori di venti o trenta anni fa", afferma. Altri elementi da valutare: l'impeto agonistico e perfino gli allenamenti, "là dove i tecnici chiedono agli atleti di dare prova comunque di un'elevata intensità". Il peso dell'età, della panchina e... dell'allenatore. Altro fattore, ancora, è legato all'età. "Soprattutto per le squadre di vertice italiane abbiamo una media di età particolarmente elevata e un giocatore di 30, 32 anni ha più probabilità di infortunarsi, oltre a metterci un po' più tempo poi a recuperare rispetto a un ventenne - spiega Volpi - Rispetto alle squadre inglesi o alle squadre tedesche abbiamo una media d'età un po' più alta nelle squadre che giocano le coppe. All'estero, poi, fanno il vero turnover, sfruttano appieno l'intera rosa. Il nostro è un campionato fortemente dispendioso anche perché si cerca sempre di far giocare i migliori, anche per evitare polemiche per le esclusioni eccellenti. Cercano tutti di far giocare sempre i migliori". E pure il cambio di allenatore - che porta nuovi schemi e nuove metodologie di gioco - statisticamente si è rivelato un elemento di "rischio" infortunistico. Anemia: un calo di emoglobina "fisiologico". E che dire dello svenimento di Wesley Sneijder durante la partita Inter-Brescia del 6 novembre 2011? Gli accertamenti diagnosticarono al giocatore olandese anemia (una diminuzione della quantità di emoglobina totale presente nell'organismo, la proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno ai tessuti). "Cinque minuti prima dell'intervallo ho cominciato a tremare, poi nello spogliatoio sono svenuto e mi hanno fatto i primi controlli - si giustificò - In Olanda sono stato visitato di nuovo e sono risultato un po' anemico: non problemi gravi, più che altro stress fisico". Un caso che Volpi definisce, più che altro, di "stress da lavoro". "L'olandese, poveretto, ha fatto la stagione che ha fatto nel 2009-10, poi ha fatto un gran mondiale arrivando fino in finale, poi si è sposato avendo un altro (per carità!) bellissimo stress - valuta il medico - Quindi è normale che abbia accusato una sensazione di stanchezza. L'anemia che lui ha citato dovrebbe essere certificata da un medico, ma ogni sportivo tende un poco a diventare anemico, perché c'è un logorio: è normale". Lo stress in campo, però, manda il Qi alle stelle. Esiste, tuttavia, anche un aspetto positivo legato allo stress dei calciatori e che sfata un luogo comune che pesa sulla categoria. A sostenere senza dubbio che questi atleti sono decisamente intelligenti è, infatti, una ricerca svedese che ha sottoposto a un test cognitivo - una sorta di Qi, ma più ampio - i propri giocatori di serie A e ha paragonato i risultati con quelli ottenuti dai calciatori di serie minori. Il risultato: la loro intelligenza è proporzionale al numero di gol realizzati. E se si paragona la performance nel test con quella ottenuta dal resto della popolazione, i giocatori di serie A sono stati addirittura inclusi nella fascia del 2% dei più intelligenti. Insomma, quasi dei geni: molto creativi, capaci di trovare la soluzione a un problema in breve tempo e bravissimi nel multitasking, la capacità di gestire più processi cognitivi contemporaneamente. La tensione in campo stimola la creatività. "Non sono stupidi, sono molto intelligenti - spiega al "Times" Torbjorn Vestberg, uno degli autori dello studio - Ma hanno iniziato a giocare a calcio quando erano molto giovani e non hanno avuto tempo per istruirsi". Al di là del loro livello culturale, sul campo i calciatori devono "sapere dov'è il loro compagno di squadra, dov'è il loro avversario, e ricordarsi cosa aveva fatto il loro avversario l'ultima volta. E devono pensare a tutto questo in tempi brevissimi, e tutto insieme. Quella dei ricercatori svedesi - che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista "Public Library of Science" - è, quindi, una misura dell'intelligenza che tiene conto della creatività in situazioni di stress e della capacità di adattarsi in fretta a un nuovo problema con diverse soluzioni. Non soltanto di ciò che hanno appreso sui banchi. Congiuntivi carenti? Ma la "materia grigia" abbonda. "Nei test di intelligenza ci sono molte cose che si possono imparare - aggiunge Pedrag Petrovic, l'altro autore dello studio - Ma se non sei interessato alla scuola e ti interessa il calcio, te le puoi essere perse. Però non avere queste conoscenze non significa che i calciatori non abbiano un cervello potente: quei ragazzi lavorano duramente con la loro testa". Forse sbaglieranno ad azzeccare un congiuntivo nelle interviste del dopo partita, ma la materia grigia c'è. E dipende, in parte, proprio dallo "stress" legato allo stare in campo. E, comunque, non dimentichiamoci che ci sono anche "perle rare" come il mitico Socrates, il fuoriclasse carioca da poco scomparso, che studiava per una laurea in medicina mentre si guadagnava il titolo di calciatore sudamericano dell'anno. (ls) Fonte: INAIL |
| 12/04/2012 |
Vignetta -
sicurezza stradale |
| 12/04/2012 |
Ultimi Interpelli pubblicati
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali |
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Modulistica Nuova Prevenzione incendi - Rischio Atex
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| 12/04/2012 |
Efficienza energetica e fonti
rinnovabili: facce diverse della stessa medaglia
continua >>
Stato e prospettive dell’efficienza energetica in Italia
Il Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica Fonte: ENEA |
| 12/04/2012 |
Rinnovabili: boom di domande per la seconda edizione de “Il sole a scuola”Successo per l’iniziativa del ministero dell’Ambiente a pochi giorni dalla pubblicazione del bando. Verso l’esaurimento dell’importo che finanzia il progetto.
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare |
| 12/04/2012 |
Sanità e normativa antincendio: serve piano finanziario nazionale |
| 12/04/2012 |
Fonte: AVCP |
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| 12/04/2012 |
Il rischio chimico: se lo conosci lo eviti continua >> Fonte: Universita' di Milano - Bicocca |
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TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione: Impianto cucina prodotti per pane Imprese familiari, art.230 cod_civile......leggo solo ora... Aggiornamento Registro Esposti Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >> |
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| 12/04/2012 |
Evento incidentale nella Centrale Nucleare di Penly in FranciaNella notte tra il 5 ed il 6 aprile sono giunte al Centro Emergenze Nucleari dell’ISPRA le note informative emesse dall’Autorità di sicurezza nucleare francese (ASN) con le quali si informava di un evento incidentale verificatosi nella Unità 2 della centrale nucleare di Penly, di proprietà dell’EDF, che si affaccia sul Canale della Manica e dista dai confini Italiani oltre 600 km. I messaggi sono stati ricevuti sia attraverso il sistema ECURIE dell’Unione Europea, finalizzato alla pronta notifica in caso di incidenti nucleari, per il quale l’ISPRA è il punto di contatto nazionale, sia in attuazione dell’accordo bilaterale tra l’ISPRA e l’ASN, che prevede anche il tempestivo scambio di informazioni in tali evenienze. Come da prassi, l'ISPRA ha informato il Dipartimento della Protezione Civile.Fonte: ISPRA |
| 12/04/2012 |
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
CHIMICO
continua >> Autore: Istituto Comprensivo "Abate Fabio Di Bona" |
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE'' ''FOOD SAFETY'S CORNER'' |
| 12/04/2012 |
Mandorlo, nocciolo, due prodotti tutti da
salvare. Il progetto Safenut Recuperare, identificare e gestire le risorse genetiche tradizionali del corylus avellana e del prunus dulci. Si tratta di due preziose piante, il nocciolo e il mandorlo, su cui si è concentrato il progetto ‘Safenut’, finanziato con 1.120 milioni di euro dall’Unione Europea, che per tre anni vedrà il coinvolgimento di sei paesi, Grecia, Spagna, Francia, Slovenia e Portogallo, coordinati dall’Italia attraverso l’ENEA. Sono tre le peculiarità di questa iniziativa: la valorizzazione delle caratteristiche nutrizionali e nutraceutiche delle nocciole e delle mandorle, ma anche del ruolo di Regioni, imprese locali del settore alimentare e dolciario e associazioni dei consumatori; sarà determinante anche l’analisi degli aspetti economici e socio-culturali correlati ad una produzione sostenibile e al recupero delle memoria storica. Si tratta di un progetto che rientra nell’ambito della salvaguardia delle biodiversità, da cui si attendono risultati importanti. Innanzitutto un ampliamento delle conoscenze sulla diversità di nocciolo presente sia in Italia e quindi in Europa, che in paesi extra UE; non è un caso che il coordinamento di Safenut sia stato affidato proprio all’Italia (secondo produttore mondiale dopo la Turchia) dove il nocciolo è coltivato in modo intensivo in alcune zone ben determinate, ognuna con una varietà ben determinata. In Piemonte, nelle Langhe, c’è la Tonda Gentile delle Langhe; nel Lazio, in provincia di Viterbo la Tonda Gentile Romana; in Campania, la Tonda di Giffoni, Camponica, Mortadella e S. Giovanni. Il progetto prevede poi: di recuperare ‘ecotipi’ tradizionali e di antiche varietà, con le relative conoscenze su pratiche colturali e usi tradizionali; di approfondire la caratterizzazione morfologica, chimica e molecolare delle accessioni, con particolare riferimento agli aspetti nutraceutici dei frutti; di realizzare una core collection rappresentativa delle variabilità inter varietale del germoplasma. Tutto questo materiale servirà poi a realizzare un Atlante delle risorse genetiche di nocciolo e mandorlo collegato con i database europei di Fao-Ipgri e Prunus database. Per saperne di più:
Fonte: ENEA |
| 12/04/2012 |
Le sette
regole d'oro della catena di distribuzione - Il modello
di gestione per piccole e medie imprese realizzato dall’ENEA
si chiama SMEC,
Small
Medium
Enterprise
Chain. Il modello
SMEC mette insieme regole di collaborazione tradotte in
processi, che affrontano i nodi del coordinamento di
ciascuna catena di produzione e distribuzione, riassumibili
in sette punti principali. 1) contratti di fornitura tra le
imprese della catena, con forme innovative che puntano a
massimizzare l’offerta di mercato e, quindi, gli introiti
della catena; 2) condivisione dell’informazione con regole
che assicurano la congruenza dei processi produttivi dei
vari membri; 3) ottimizzazione della distribuzione delle
attività tra i membri della catena, per minimizzare costi
operativi e tempi di consegna delle merci; 4) gestione
unificata delle scorte delle imprese membri, per ridurne il
livello medio ed i relativi costi; 5) allineamento delle
caratteristiche che contribuiscono a determinare il livello
di qualità complessiva del prodotto, compreso il
contenimento dell’impatto ambientale, in un’ottica di
sviluppo sostenibile; 6) introduzione delle innovazioni
tecnologiche nella catena, con forme di finanziamento che
mirano ad accelerare l’adozione delle nuove tecnologie; 7)
definizione di un piano strategico, valido per tutta la
catena e costruito con la collaborazione di tutti i membri,
che ne devono condividere gli obiettivi ed in questi ultimi
si riconoscono come insieme compatto. Questo modello,
presentato al Parlamento Europeo nel giugno scorso, ha
raccolto l’interesse della Commissione, che ha sollecitato a
presentare una proposta di sperimentazione per il VII
Programma Quadro.
Per saperne di più: Fonte: ENEA |
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| 12/04/2012 |
Fonte: Federchimica |
| 12/04/2012 |
Dal campo alla tavola: tuteliamo la
sicurezza, garantiamo la genuinità e
la tipicità degli alimenti.
Consulta la brochure >> Fonte: Agroqualita' |
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