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12 APRILE 2012

  

   

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12/04/2012 Rischio chimico da Nichel e lavorazioni metalmeccaniche: vecchie e nuove acquisizioni sugli effetti tossici e allergici

RIASSUNTO. La problematica degli effetti tossici e allergici del nichel appare come globale: coinvolge ambienti di lavoro e di vita, spesso in associazione. Lo ione nichel è essenziale per gli organismi viventi (metallo-enzimi). La nutrizione, specialmente con vegetali, è all’origine dell’equilibrio biologico verso nichel (confronto naturale con il sistema immunitario).
Il nichel ha potenzialità cancerogene dirette con i composti insolubili, mentre permangono dubbi riguardo ai composti solubili e ad un loro possibile effetto oncogeno favorente.
Il nichel si conferma come attivo sensibilizzante. Oltre alla patologia d’organo (dermatite da contatto, asma, rinite), sussiste una sindrome sistemica da allergia al Nichel (SASN), con quadri variabili (orticaria, prurito, disturbi intestinali, disturbi nervosi). Entro parametri clinici da stabilire individualmente è possibile anche un trattamento orale di induzione della tolleranza immunologica. Per tale ragioni continua ad avere significato il monitoraggio biologico della nicheluria quale strumento di una sorveglianza sanitaria aggiornata.
ABSTRACT. NICKEL RISK IN METAL PROCESSING WORKERS. HIGHLIGHTS ON TOXIC AND ALLERGIC EFFECTS. Nowadays nickel is a global problem, related to occupations (mainly metalworkers) and to life habits. The dietary intake, more than environments, is the source of a basic immune identification and also of possible complications after occupational inhalation or contact.
Nickel insoluble compounds are proved to be cancerogenic. Nickel ions are very reactive with proteins and oxidant, then also potential irritant for the airways. Metallic nickel and soluble compounds are sensitizers, causing dermatitis, rhinitis and asthma. Recently a Systemic Nickel Allergy Syndrome (SNAS) has been identified in allergic subjects, with a clinical picture of urticaria, general hitching, headache, gastrointestinal troubles. SNAS may affect allergic occupational or non-occupational ones. Studies are in progress aimed to an oral treatment inducing immunotolerance. Nickel in urine seems to be the best tool for monitoring nickel absorption Key words: Nickel Allergy, Systemic Syndrome, Immunotoxicology

Introduzione
È un secolo e mezzo che il nichel è un protagonista del progresso tecnologico nell’ambito dell’industria metallurgica e manifatturiera dei metalli, ma il dibattito riguardo ai possibili effetti sulla salute dell’uomo è ancora attuale.
Questo scritto ha lo scopo di esaminarne i vari aspetti alla luce delle recenti conoscenze. Come altri metalli di transizione, lo ione nichel è essenziale per gli organismi viventi, in particolare vegetali e batterici, poiché è costituente di metallo-enzimi importanti (18). Si è ipotizzato che sia così anche per l’uomo, il cui intestino è comunque colonizzato da batteri saprofiti depuratori che utilizzano l’enzima nichel-dipendente ureasi. Sussiste per l’uomo un generico fabbisogno giornaliero alimentare di nichel (almeno 50 mcg/die). L’attività umana industriale è il fattore particolare che ha introdotto possibilità di inalazione e/o di contatto con vari composti del nichel (21). Ciò fa variare non solo le quantità assorbite, ma anche le modalità di confronto con il sistema immunologico di difesa dell’organismo. Attualmente è ben chiaro che il nichel interagisce con le cellule immunocompetenti (14), ma il fondamento dell’equilibrio di base del riconoscimento biologico o della alterata reattività con relative complicanze immunotossiche resta la nutrizione alimentare, il cui modello all’occidentale comporta molte possibilità di contaminazione con microdosi. Tale concetto consente di interpretare in modo unitario gli effetti da tempo noti concernenti la cancerogenesi, la flogosi e l’allergia negli esposti a nichel (Figura 1). Questi operano sia in varie attività professionali, in primo luogo metalmeccanici e metallurgici, ma anche personale sanitario, parrucchieri, cassieri, sarti, calzolai, sia in attività di vita extralavorativa (inquinamento ambientale antropizzato e alimentazione moderna). In tal senso il nichel è da considerarsi agente di rischio pluricentrico, con sommarsi degli effetti a seconda delle situazioni di esposizione plurima e di cumulo individuale. L’effetto additivo è particolarmente frequente nel sesso femminile.

continua >>

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2011; 33:3, Suppl, 53-56

   
12/04/2012 Assi del calcio stressati da lavoro: l'altra faccia (dolorosa) della medaglia
Gli episodi capitati a Pato e Maggio stanno orientando i medici dello sport a valutare le possibili implicazioni tra pressioni psicologiche e infortuni muscolari. Per non parlare dell'agonismo sempre più estremo e dei nuovi moduli degli allenatori: ecco la lista di motivi che rende i big del pallone facili vittime di incidenti "professionali"
ROMA - Quando si parla di loro - esaltazioni da tifosi a parte - si pensa inevitabilmente a una "casta" di privilegiati, osannata da folle plaudenti e strapagata grazie a contratti e benefit milionari. E, per molti aspetti, per i big del calcio effettivamente è così. Ma in generale anche loro - i professionisti del gol, più o meno famosi - soffrono di "malattie professionali" come ogni lavoratore. E, come ogni categoria professionale, possono accusare specifiche patologie.
I casi emblematici di Pato e Maggio. Il ko accusato da Alexandre Pato, costretto a ritirarsi dal campo del Campo Nou dopo appena 14 minuti di gioco, nella ripresa di Barcellona-Milan del 3 aprile scorso sta spingendo i medici dello sport a valutare con serietà le possibili implicazioni tra le forti pressioni e il grande stress cui sono sottoposti questi atleti dai problemi muscolari sempre più frequenti. Il caso di Pato - da due anni afflitto da problemi del genere - appare emblematico. E un esempio analogo sembra quello di Christian Maggio, esterno sinistro azzurro, sia della nazionale che del Napoli, tormentato da continue contratture che lo costringono a lunghi periodi di panchina.
Strappi malgrado l'assenza di scontri in campo. A fare ipotizzare una relazione diretta tra stress e cedimenti muscolari è il fatto che questi campioni, prima di ogni nuovo "knockout", sono clinicamente dichiarati sani. Guariti. Capaci, insomma, di dare prova senza sforzo del loro virtuosismo. Eppure, appena messo piede in campo, ecco manifestarsi nuovi impedimenti a gambe e polpacci. Episodi non correlati ad alcun contatto fisico con l'avversario, a nessun intervento a gamba tesa e a nessuna scivolata in corsa, potrebbero trovare una spiegazione a livello nervoso. Ansia da prestazione? Peso della responsabilità? Insomma: una sorta di "stress da lavoro"? Sia chiaro: il nesso è ancora tutto da dimostrare, ma gli esperti di medicina sportiva - stando a quanto riportato da web e giornali - malgrado le conoscenze a disposizione siano ancora relative, sembrano ritenere questo nesso plausibile.
Gli acciacchi e contusioni da contatto fisico. Esiste, poi, un'altra casistica - molto più comprensibile - che giustifica acciacchi e contusioni: quella "classica" dovuta allo scontro durante l'azione di gioco. Illuminante, in tal senso, è un'intervista rilasciata a Calciomercato.com da Piero Volpi, responsabile del settore medico dell'Inter dal 1995 al 2000. "Le cause dell'alto numero di infortuni vanno ricercate anche nella fisicità dei giocatori di oggi, che sono mediamente più forti e con masse muscolari più grandi rispetto ai calciatori di venti o trenta anni fa", afferma. Altri elementi da valutare: l'impeto agonistico e perfino gli allenamenti, "là dove i tecnici chiedono agli atleti di dare prova comunque di un'elevata intensità".
Il peso dell'età, della panchina e... dell'allenatore. Altro fattore, ancora, è legato all'età. "Soprattutto per le squadre di vertice italiane abbiamo una media di età particolarmente elevata e un giocatore di 30, 32 anni ha più probabilità di infortunarsi, oltre a metterci un po' più tempo poi a recuperare rispetto a un ventenne - spiega Volpi - Rispetto alle squadre inglesi o alle squadre tedesche abbiamo una media d'età un po' più alta nelle squadre che giocano le coppe. All'estero, poi, fanno il vero turnover, sfruttano appieno l'intera rosa. Il nostro è un campionato fortemente dispendioso anche perché si cerca sempre di far giocare i migliori, anche per evitare polemiche per le esclusioni eccellenti. Cercano tutti di far giocare sempre i migliori". E pure il cambio di allenatore - che porta nuovi schemi e nuove metodologie di gioco - statisticamente si è rivelato un elemento di "rischio" infortunistico.
Anemia: un calo di emoglobina "fisiologico". E che dire dello svenimento di Wesley Sneijder durante la partita Inter-Brescia del 6 novembre 2011? Gli accertamenti diagnosticarono al giocatore olandese anemia (una diminuzione della quantità di emoglobina totale presente nell'organismo, la proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno ai tessuti). "Cinque minuti prima dell'intervallo ho cominciato a tremare, poi nello spogliatoio sono svenuto e mi hanno fatto i primi controlli - si giustificò - In Olanda sono stato visitato di nuovo e sono risultato un po' anemico: non problemi gravi, più che altro stress fisico". Un caso che Volpi definisce, più che altro, di "stress da lavoro". "L'olandese, poveretto, ha fatto la stagione che ha fatto nel 2009-10, poi ha fatto un gran mondiale arrivando fino in finale, poi si è sposato avendo un altro (per carità!) bellissimo stress - valuta il medico - Quindi è normale che abbia accusato una sensazione di stanchezza. L'anemia che lui ha citato dovrebbe essere certificata da un medico, ma ogni sportivo tende un poco a diventare anemico, perché c'è un logorio: è normale".
Lo stress in campo, però, manda il Qi alle stelle. Esiste, tuttavia, anche un aspetto positivo legato allo stress dei calciatori e che sfata un luogo comune che pesa sulla categoria. A sostenere senza dubbio che questi atleti sono decisamente intelligenti è, infatti, una ricerca svedese che ha sottoposto a un test cognitivo - una sorta di Qi, ma più ampio - i propri giocatori di serie A e ha paragonato i risultati con quelli ottenuti dai calciatori di serie minori. Il risultato: la loro intelligenza è proporzionale al numero di gol realizzati. E se si paragona la performance nel test con quella ottenuta dal resto della popolazione, i giocatori di serie A sono stati addirittura inclusi nella fascia del 2% dei più intelligenti. Insomma, quasi dei geni: molto creativi, capaci di trovare la soluzione a un problema in breve tempo e bravissimi nel multitasking, la capacità di gestire più processi cognitivi contemporaneamente.
La tensione in campo stimola la creatività. "Non sono stupidi, sono molto intelligenti - spiega al "Times" Torbjorn Vestberg, uno degli autori dello studio - Ma hanno iniziato a giocare a calcio quando erano molto giovani e non hanno avuto tempo per istruirsi". Al di là del loro livello culturale, sul campo i calciatori devono "sapere dov'è il loro compagno di squadra, dov'è il loro avversario, e ricordarsi cosa aveva fatto il loro avversario l'ultima volta. E devono pensare a tutto questo in tempi brevissimi, e tutto insieme. Quella dei ricercatori svedesi - che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista "Public Library of Science" - è, quindi, una misura dell'intelligenza che tiene conto della creatività in situazioni di stress e della capacità di adattarsi in fretta a un nuovo problema con diverse soluzioni. Non soltanto di ciò che hanno appreso sui banchi.
Congiuntivi carenti? Ma la "materia grigia" abbonda. "Nei test di intelligenza ci sono molte cose che si possono imparare - aggiunge Pedrag Petrovic, l'altro autore dello studio - Ma se non sei interessato alla scuola e ti interessa il calcio, te le puoi essere perse. Però non avere queste conoscenze non significa che i calciatori non abbiano un cervello potente: quei ragazzi lavorano duramente con la loro testa". Forse sbaglieranno ad azzeccare un congiuntivo nelle interviste del dopo partita, ma la materia grigia c'è. E dipende, in parte, proprio dallo "stress" legato allo stare in campo. E, comunque, non dimentichiamoci che ci sono anche "perle rare" come il mitico Socrates, il fuoriclasse carioca da poco scomparso, che studiava per una laurea in medicina mentre si guadagnava il titolo di calciatore sudamericano dell'anno.
(ls)

Fonte: INAIL

   
12/04/2012

Vignetta - sicurezza stradale
L'uso del cellulare durante la guida, come ben sappiamo, è regolamentato dall'art. 173 del C.d.S., il cui intento è di prevenire comportamenti tali da determinare, in generale, la distrazione dalla guida e, in particolare, l'impegno delle mani del guidatore in operazioni diverse da quelle strettamente inerenti alla guida stessa. Ma lo stesso art. 173 non è altro che una specificazione della prescrizione generale contenuta nel bellissimo articolo 140 del C.d.S. (titolo V°, principio informatore della circolazione): "Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale (...)". E' appena il caso di ricordare che la rischiosità aumenta del 400% ed  i tempi di reazione raddoppiano mentre stiamo parlando al telefonino (anche con auricolare o viva-voce!) e chi guida contro la legge con l'apparecchio in mano, con una mano sola non sarà certamente in grado di effettuare una manovra d'emergenza, mancandogli la possibilità di gestire i "movimenti fini" effettuabili solo con entrambe le mani al loro posto. L'importantissimo articolo 140 del C.d.S., tuttavia, dovrebbe essere tenuto in buona considerazione sempre anche dai pedoni, che sono anch'essi utenti della strada! Il tutto per ricordare che, se sommiamo le distrazioni degli automobilisti a quelle dei pedoni, il rischio (probabilità di accadimento d'evento dannoso nell'impiego di un certo fattore) di incidente automobilistico nell'interferenza tra i due utenti può amplificarsi sensibilmente, come ci dicono le statistiche. Infatti, non è affatto raro vedere, soprattutto tra i più giovani, persone che attraversano distrattamente la strada, totalmente immerse nel mondo del loro giocattolino che tengono in mano, cellulare, "i-phone" o "mp4" che sia: se andiamo piano e ne abbiamo il tempo, li possiamo riconoscere dalle cuffiette...
Buon lavoro a tutti,
 
Nicola Canal - ingegnere

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12/04/2012 Ultimi Interpelli pubblicati 

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
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12/04/2012 Efficienza energetica e fonti rinnovabili: facce diverse della stessa medaglia continua >>

Stato e prospettive dell’efficienza energetica in Italia
W. Cariani, A. Disi

Il Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica
I. Bertini, L. Castellazzi, B. Baldissara, M. Gaeta

Fonte: ENEA

   
12/04/2012

Rinnovabili: boom di domande per la seconda edizione de “Il sole a scuola”

Successo per l’iniziativa del ministero dell’Ambiente a pochi giorni dalla pubblicazione del bando. Verso l’esaurimento dell’importo che finanzia il progetto.

tetti_fotovoltaiciA pochi giorni dal lancio, ha registrato un grande successo la seconda edizione del “sole a scuola”, il bando del ministero dell’Ambiente rivolto a Comuni e Province per promuovere la diffusione degli impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici italiani, per sensibilizzare le nuove generazioni sul risparmio energetico. Sono già quasi 600 le domande arrivate. Il bando è finanziato con tre milioni di euro, quasi totalmente distribuiti, e prevede il coinvolgimento di circa 1000 scuole pubbliche italiane. “Non possiamo che essere felici - ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – le numerose richieste pervenute per l’iniziativa “il sole a scuola” sono la dimostrazione di grande sensibilità verso la diffusione di energie alternative pulite.”

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

   
12/04/2012

Sanità e normativa antincendio: serve piano finanziario nazionale

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni chiede al Governo di aggiornare la normativa antincendio con riferimento alla sua applicazione nelle strutture sanitarie e lo fa con un documento approvato nella riunione del 4 aprile. Il testo è stato poi inviato al Ministro per gli affari regionali Piero Gnudi. La proposta delinea un nuovo percorso che porti alla definizione di un “piano straordinario di adeguamento” da realizzare salvaguardando gli adempimenti stabiliti dalla normativa vigente in materia ed è stata trasmessa al Ministro affinché la questione possa essere esaminata in una delle prossime riunioni della  Conferenza Stato-Regioni.. Il documento è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=248853&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale.
Proposta di aggiornamento della normativa antincendio inerente le strutture sanitarie 
relazione
Nell’ambito delle attività istituzionali del Ministero dell’Interno concernenti la competenza esclusiva in materia di prevenzione incendi, con decreto ministeriale, in data 18 settembre 2002, sono state adottate le regole tecniche di sicurezza antincendio per le nuove strutture sanitarie pubbliche e private ed è stato fissato un termine di cinque anni per l’adeguamento delle strutture già esistenti. In ragione del mancato adeguamento a tale normativa di gran parte delle strutture sanitarie, nonostante il predetto termine sia già scaduto nel dicembre 2007, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano ha rappresentato l’esigenza di individuare soluzioni concrete per completare la messa in sicurezza di un settore così delicato per la collettività. A tal fine, esclusa la possibilità di una mera proroga del termine per l’adeguamento previsto dal citato D M, si ritiene opportuno delineare un percorso che porti alla definizione di un “piano straordinario di adeguamento”, da realizzare salvaguardando gli adempimenti stabiliti dalla normativa vigente in materia. Presupposti indispensabili del nuovo percorso sono costituiti dalla scelta di condizionarne l’attivazione alla effettiva realizzazione degli interventi, attraverso la disponibilità di apposite risorse finanziarie e con un programma di interventi da definire in un arco temporale realistico. In breve, i passaggi, attraverso i quali occorre attivare il predetto percorso, possono essere i seguenti:
1) definizione di uno strumento legislativo che consenta il completamento dei lavori di adeguamento alla normativa di prevenzione incendi vigente solo alle strutture che, esistenti alla data di entrata in vigore del D.M. in parola (26 dicembre 2002), avevano ottenuto l’approvazione del progetto antincendio da parte del competente Comando provinciale dei vigili del fuoco entro la data di scadenza del termine previsto dal medesimo decreto (27 dicembre 2007). Lo strumento normativo dovrà ricondurre le nuove procedure nell’ambito dell’alveo delineato dal procedimento di cui al D.P.R. n. 37/1998 (rilascio del CPI). In concreto si tratta di mettere in sicurezza le predette strutture, sulla base di un programma di adeguamento, da realizzarsi entro un determinato periodo temporale dalla entrata di entrata in vigore dello stesso, diversificando la tempistica in funzione della complessità delle varie strutture;
2) previsione di un piano finanziario nazionale (eventualmente contenuto nello strumento legislativo di cui al punto precedente) che consenta la graduale realizzazione degli interventi di completo adeguamento alle misure di sicurezza antincendio di cui al D.M. 18 settembre 2002 nonché la formazione del personale, necessaria per l’attuazione del programma di adeguamento, anche eventualmente con l’aggiornamento del decreto del Ministro dell’Interno del 10 marzo 1998. Le relative risorse sono da individuare all’interno di quelle già previste nella programmazione di cui all’articolo 20 della legge n. 67/1988, nonché con gli apporti di risorse proprie delle Regioni e delle aziende nell’ambito dei programmi triennali di investimenti di cui al decreto legislativo n. 163/2006;
3) definizione dello strumento tecnico-normativo di attuazione del provvedimento legislativo di cui al punto 1, che individui sia i contenuti tecnici che la speciale procedura per l’attuazione del piano di adeguamento, da realizzarsi in più fasi temporali, nonché le priorità tecniche da assicurare per ciascuna delle suddette fasi, che rendano vincolante anche la prosecuzione dell’esercizio dell’attività.
4) La revisione della regola tecnica antincendio del 2002; infatti l’applicazione integrale del D.P.R.151/2011, che prevede la certificazione di adeguamento antincendio per l’intero immobile, in molti casi di edifici esistenti e datati, risulta impossibile per la tempistica prevista, per gli alti costi da sostenere ma anche per la non reperibilità delle certificazioni su materiali ed installazioni da acquisire, ora per allora, indispensabili per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi. Diviene pertanto indispensabile, entro un anno dalla pubblicazione del D.P.R. n. 151/2011, promulgare un Decreto da parte del Ministero dell’Interno, sentita la Conferenza Stato-Regioni, in grado di fornire nuove indicazioni sugli standard di sicurezza delle strutture con fasi attuative per un progressivo incremento della di sicurezza, secondo i principi dettati dalle norme e la salute nei luoghi di lavoro di cui al DLgs n. 81/2008.(analisi del rischio). I nuovi procedimenti previsti dal D.P.R.151/2011 relativi alla certificazione SCIA di strutture sanitarie esistenti di superficie maggiore di 500 metri quadrati (precedentemente non soggette a CPI) risultano burocraticamente onerosi (in sostanza bisogna “rifare” i progetti degli impianti esistenti)e non di facile applicazione;i risultati che si otterrebbero non aumentano il grado di sicurezza già stabilito dal DLgs 81/2008.
DISPOSTO NORMATIVO
1) Fatti salvi gli adempimenti stabiliti nella vigente legislazione tecnica in materia di sicurezza per le strutture sanitarie esistenti al 31.12.2002, classificate nel DPR 14.01.1997, tenuto conto altresì delle disposizioni di cui al DPR 01.08.2011 n. 151, il termine di adeguamento di cui all'art. 6 del decreto Ministero degli Interni del 18.09.2002 è stabilito dal programma di adeguamento e dalla documentazione tecnica da allegare all’istanza di ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi, di cui al comma 2 dall’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006 n.139.
2) La rimodulazione della scadenza di cui all’articolo 6 del decreto Ministero degli Interni del 18.09.2002 ha effetto immediato per i soggetti esercenti l'attività che confermeranno l'avvio del procedimento entro 30 giorni, dall'entrata in vigore della presente, e contestualmente si impegneranno a presentare la documentazione necessaria entro 90 giorni dalla pubblicazione della norma tecnica di cui al successivo comma 5.
3) Il competente comando dei Vigili del Fuoco, verificata la rispondenza della documentazione tecnica e del programma di adeguamento alla norma tecnica di cui al comma 5 ed acquisita altresì l’autocertificazione sottoscritta dal legale rappresentante della struttura sanitaria che conferma la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie all’attuazione del programma, emetterà un Certificato di Prevenzione Incendi provvisorio da comunicarsi, oltre che al soggetto esercente, anche alla Regione e al Sindaco nell'ambito dei procedimenti di autorizzazione all'attività.
4) Il Certificato di Prevenzione Incendi provvisorio assumerà carattere definitivo alla data di ultimazione degli interventi previsti nel programma di adeguamento. In caso di immotivato protrarsi dei tempi previsti nel programma di adeguamento il Certificato di Prevenzione Incendi provvisorio sarà rimodulato dal competente comando dei vigili del fuoco ed in mancanza delle garanzie sulla sua effettiva attuazione ritirato e quindi l’attività dovrà essere sospesa.
5) La documentazione tecnica ed i contenuti essenziali della medesima saranno oggetto di successiva norma tecnica di attuazione da emettersi entro 90 giorni dalla pubblicazione della presente.
6) Entro un anno dalla data di pubblicazione del presente provvedimento, il Ministero dell’Interno, acquisito il parere della Conferenza Stato Regioni, provvederà ad adeguare la regola tecnica per la prevenzione incendi nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per l’applicazione dei procedimenti previsti dal D.P.R. n. 151/2011; fino a tale data ne resta sospesa l’attuazione.
Roma, 4 aprile 2012

Fonte: Regioni

   
12/04/2012
Parere sulla Normativa del 22/03/2012 - rif. REG 8/2012
richiesta di chiarimenti sulla determinazione n. 7/2011 recante “Linee guida per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nell’ambito dei contratti di servizi e forniture”
 

Documento di Posizione: la riforma delle Direttive 2004/17/ CE e 2004/18/CE e la nuova Direttiva sulle concessioni

Lettera del 19 marzo 2012 al Prof. Mario Monti, Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e delle Finanze, inviata dal Presidente dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, Sergio Santoro.

- Lettera

Documento di Posizione dell’AVCP in merito alle novità contenute nelle proposte della Commissione Europea di revisione delle direttive in materia di appalti pubblici del 2004 e nella nuova proposta in materia di aggiudicazione delle concessioni.

- Documento di Posizione

Fonte: AVCP

   
 

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12/04/2012

Il rischio chimico: se lo conosci lo eviti continua >>

Fonte: Universita' di Milano - Bicocca

   

12/04/2012

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

Impianto cucina prodotti per pane

PSC con ditta non individuata

edilizia libera

Imprese familiari, art.230 cod_civile......leggo solo ora...

Aggiornamento Registro Esposti

Aggiornamento RSPP

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

   
12/04/2012

Evento incidentale nella Centrale Nucleare di Penly in Francia

Nella notte tra il 5 ed il 6 aprile sono giunte al Centro Emergenze Nucleari dell’ISPRA le note informative emesse dall’Autorità di sicurezza nucleare francese (ASN) con le quali si informava di un evento incidentale verificatosi nella Unità 2 della centrale nucleare di Penly, di proprietà dell’EDF, che si affaccia sul Canale della Manica e dista dai confini Italiani oltre 600 km. I messaggi sono stati ricevuti sia attraverso il sistema ECURIE dell’Unione Europea, finalizzato alla pronta notifica in caso di incidenti nucleari, per il quale l’ISPRA è il punto di contatto nazionale, sia in attuazione dell’accordo bilaterale tra l’ISPRA e l’ASN, che prevede anche il tempestivo scambio di informazioni in tali evenienze. Come da prassi, l'ISPRA ha informato il Dipartimento della Protezione Civile.

Fonte: ISPRA

   
 

   
12/04/2012 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO continua >>

Autore: Istituto Comprensivo "Abate Fabio Di Bona"

   

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

   
 

   
12/04/2012 Mandorlo, nocciolo, due prodotti tutti da salvare. Il progetto Safenut

Recuperare, identificare e gestire le risorse genetiche tradizionali del corylus avellana e del prunus dulci. Si tratta di due preziose piante, il nocciolo e il mandorlo, su cui si è concentrato il progetto ‘Safenut’, finanziato con 1.120 milioni di euro dall’Unione Europea, che per tre anni vedrà il coinvolgimento di sei paesi, Grecia, Spagna, Francia, Slovenia e Portogallo, coordinati dall’Italia attraverso l’ENEA. Sono tre le peculiarità di questa iniziativa: la valorizzazione delle caratteristiche nutrizionali e nutraceutiche delle nocciole e delle mandorle, ma anche del ruolo di Regioni, imprese locali del settore alimentare e dolciario e associazioni dei consumatori; sarà determinante anche l’analisi degli aspetti economici e socio-culturali correlati ad una produzione sostenibile e al recupero delle memoria storica. Si tratta di un progetto che rientra nell’ambito della salvaguardia delle biodiversità, da cui si attendono risultati importanti. Innanzitutto un ampliamento delle conoscenze sulla diversità di nocciolo presente sia in Italia e quindi in Europa, che in paesi extra UE; non è un caso che il coordinamento di Safenut sia stato affidato proprio all’Italia (secondo produttore mondiale dopo la Turchia) dove il nocciolo è coltivato in modo intensivo in alcune zone ben determinate, ognuna con una varietà ben determinata. In Piemonte, nelle Langhe, c’è la Tonda Gentile delle Langhe; nel Lazio, in provincia di Viterbo la Tonda Gentile Romana; in Campania, la Tonda di Giffoni, Camponica, Mortadella e S. Giovanni. Il progetto prevede poi: di recuperare ‘ecotipi’ tradizionali e di antiche varietà, con le relative conoscenze su pratiche colturali e usi tradizionali; di approfondire la caratterizzazione morfologica, chimica e molecolare delle accessioni, con particolare riferimento agli aspetti nutraceutici dei frutti; di realizzare una core collection rappresentativa delle variabilità inter varietale del germoplasma. Tutto questo materiale servirà poi a realizzare un Atlante delle risorse genetiche di nocciolo e mandorlo collegato con i database europei di Fao-Ipgri e Prunus database.

Per saperne di più:

Fonte: ENEA

   
12/04/2012
Le sette regole d'oro della catena di distribuzione - Il modello di gestione per piccole e medie imprese realizzato dall’ENEA si chiama SMEC, Small Medium Enterprise Chain. Il modello SMEC mette insieme regole di collaborazione tradotte in processi, che affrontano i nodi del coordinamento di ciascuna catena di produzione e distribuzione, riassumibili in sette punti principali. 1) contratti di fornitura tra le imprese della catena, con forme innovative che puntano a massimizzare l’offerta di mercato e, quindi, gli introiti della catena; 2) condivisione dell’informazione con regole che assicurano la congruenza dei processi produttivi dei vari membri; 3) ottimizzazione della distribuzione delle attività tra i membri della catena, per minimizzare costi operativi e tempi di consegna delle merci; 4) gestione unificata delle scorte delle imprese membri, per ridurne il livello medio ed i relativi costi; 5) allineamento delle caratteristiche che contribuiscono a determinare il livello di qualità complessiva del prodotto, compreso il contenimento dell’impatto ambientale, in un’ottica di sviluppo sostenibile; 6) introduzione delle innovazioni tecnologiche nella catena, con forme di finanziamento che mirano ad accelerare l’adozione delle nuove tecnologie; 7) definizione di un piano strategico, valido per tutta la catena e costruito con la collaborazione di tutti i membri, che ne devono condividere gli obiettivi ed in questi ultimi si riconoscono come insieme compatto. Questo modello, presentato al Parlamento Europeo nel giugno scorso, ha raccolto l’interesse della Commissione, che ha sollecitato a presentare una proposta di sperimentazione per il VII Programma Quadro.
Per saperne di più:

Fonte: ENEA

   
 

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12/04/2012

Raccolti di vaniglia scarsi, il prezzo sale: meno male che c'è la chimica

La vaniglia è la spezia più costosa, seconda solo allo zafferano. Si produce soprattutto in Messico, India e Madagascar ed è ampiamente utilizzata in Europa, come tutti sanno: compare in tutte le ricette di gelato, budino, torta o crema.
Per fortuna da tempo la vaniglia esiste anche come molecola aromatica di sintesi chimica, in modo che possa essere fruibile da tutti a un prezzo basso.
Sì, perchè  quest'anno i raccolti della pianta che produce la preziosa spezia sono stati scarsi. E così,secondo la rivista alimentare The Grocer, i commercianti hanno fatto incetta in anticipo dei raccolti. Il problema è che, secondo quanto spiega la stessa rivista, dato che la produzione è concentrata in così pochi Paesi, qualsiasi cambiamento nei raccolti, può portare a un rincaro dei prezzi. Ecco allora che il prezzo della vaniglia è già salito da 25 a 30 dollari al chilo, dopo che per sei anni era rimasto fermo a 25. Tra le conseguenze, il rincaro dei prezzi del gelato...sempre che non ci si convinca che la molecola di sintesi è perfettamente uguale. E probabilmente a chilometro zero!

Fonte: Federchimica

   
12/04/2012
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