ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI
CONTROLLO PER LE TOSSICODIPENDENZE NEI
LAVORATORI ADDETTI AD ATTIVITÀ AEROPORTUALI
PERFORMANCE OF THE CHECK PROGRAM FOR
WORKPLACE DRUGS TESTING IN THE AIRPORT WORKERS
ABSTRACT. The recent laws that
dispose the obligatory workplace drugs test in different categories
of workers, have forced the Occupational Doctor to face new thematic for
himself and the relatives legal problems. We want to introduce the experience
of the workplace drugs testing in the two main airports of Lombardia. Here
the controls as the legislative directives, joined to a campaign of
sensitization on the problem of the drug addictions, have carried to the
surveillance about thousand workers, all employees in activity of driving
of different motor vehicle, on the large square aircrafts. Only six workers
was positives in urinanalisis, five for cannabis, one for cocaine and all
they were removed by the guide. The experience has demonstrated or as
such type of control can become part of the activity of sanitary
surveillance of the Competent Doctor, or, seen the result, as at least in such type
of workplace the problem of illegal drugs does not represent a real risk
for the workers.
Key words: workplace drugs test,
sanitary surveillance, airport workers
INTRODUZIONE
Un notevole impegno nell’attività
del Medico Competente negli ultimi due anni è stato dedicato
all’applicazione del Provvedimento del 30.10.2007 “Intesa ai sensi
dell’art. 8 comma 6 della legge 5 giugno 2003 n. 131 in materia di accertamento di
assenza di tossicodipendenza” e delle relative disposizioni attuative
secondo la cu 178/CSR del 18.09.08. Ora dopo più di un anno dalla sua
applicazione è giunto il momento di valutare i risultati di tale
attività. Saranno qui illustrate le modalità di attuazione di questo programma ed i
risultati ottenuti tra i lavoratori dei due principali aeroporti lombardi.
MATERIALI E METODI
Una iniziale stretta collaborazione
tra i Medici Competenti ed il Servizio di Prevenzione e Protezione
aziendale ha portato, all’individuazione all’interno della popolazione
lavorativa di attività contemplate nell’allegato 1 dell’Intesa. Queste sono state
riconosciute nelle mansioni di autista, addetti alla guida di mezzi sulle piste di
decollo e atterraggio degli aeromobili. Tra questi possiamo elencare gli
autisti dei bus passeggeri, gli autisti di mezzi speciali per il trasporto di
passeggeri invalidi o barellati, autisti che conducono mezzi speciali quali il
push-back, il mezzo che traina l’aeromobile sulla pista o i cargoloader, i mezzi
per il trasporto nelle stive dei pallet contenenti i bagagli. Vi sono
inoltre gli addetti alla guida di trattorini per il trasporto dei bagagli e delle merci,
oltre ai lavoratori addetti alla guida dei mezzi di servizio per l’attività di
manutenzione e controllo delle piste. Sono stati così stimati sui due
aeroporti un totale di circa 1000 dipendenti da sottoporre a controlli. Tutti
questi lavoratori, dotati di patente B, hanno anche acquisito una
certificazione specifica necessaria per la guida sulla pista. Il traffico sulla
pista aeromobili, infatti, è spesso particolarmente intenso per la moltitudine di mezzi
che vi circolano, mezzi appartenenti anche ad altre realtà
aziendali o ad altri Enti e deve pertanto essere regolato da particolari
segnaletiche e norme verso cui i lavoratori devono rivolgere un notevole grado
di attenzione. Dopo l’individuazione delle figure
lavorative da sottoporre a controlli, è stato preparato un opuscolo
informativo che partendo dalla illustrazione della nuova legge rappresentasse un
momento di informazione ai dipendenti sugli effetti delle
sostanze stupefacenti, la loro possibile interferenza con l’attività lavorativa e sulle
modalità di realizzazione dei controlli. Tale opuscolo è stato
distribuito a tutti i dipendenti, indipendentemente dalla mansione svolta. Contemporaneamente sono state
organizzate anche riunioni con i Rappresentanti del Lavoratori per la
Sicurezza (RLS) aziendali per illustrare le modalità attuative.
RISULTATI
Nell’arco di dieci mesi è stato
condotto a termine il primo ciclo di controlli che ha interessato 988
lavoratori sui due aeroporti. Nella tabella di seguito vediamo la
suddivisione della popolazione sottoposta ad accertamento in varie
fasce di età e le positività ottenute. Sul totale dei lavoratori testati,
sono stati individuati quattro casi di positività al test di screening e di
conferma verso cannabinoidi ed uno verso cocaina. Per due dei soggetti
positivi a cannabinoidi, dopo l’invio al Sert di competenza e
l’effettuazione del test di secondo livello, è stata rilevata positività per cocaina.
Tutti sono stati esonerati dall’attività di guida ed inseriti nel monitoraggio
cautelativo.
Tab. 1
-
Tab.
2
In un sesto caso il lavoratore ha
presentato una certificazione che attestava una situazione di tossicodipendenza
già nota rilasciata da SERT con inserimento già avviato in un
percorso di recupero. In questo caso è stata rilevata una positività anche
a metadone. In altri due casi è stata segnalata
una positività ai test di screening verso derivati della morfina che ai
test di conferma ha mostrato la presenza di codeina in assunzione
terapeutica, dichiarata in anticipo dai lavoratori durante la visita. Infine in 20 casi circa il test è
stato ripetuto poiché non attendibile per la bassa concentrazione di
creatinina urinaria.
DISCUSSIONE
Per quanto riguarda infine i
risultati ottenuti, possiamo affermare che una positività di circa lo 0,6%, si
dimostra di molto più bassa dell’atteso. Alcune indagini effettuate dai Sert
o l’esperienza della ASL Città di Milano riferita al 2007 (1) mostravano
infatti prevalenze annuali o mensili di uso di sostanze stupefacenti ben
maggiori. Anche il confronto con alcune indagini condotte in altri paesi
quali Nuova Zelanda (2), Francia (3) Gran Bretagna (4) e Norvegia (5) su
alcune realtà lavorative, anche se con normative e regole diverse dalle nostre,
prospettavano comunque percentuali di soggetti positivi nettamente
superiori. D’altra parte l’unica indagine disponibile su realtà lavorativa italiana con
l’attuale normativa (6) mostra invece valori sovrapponibili a
quelli qua riportati. Alcune ipotesi che possono essere
avanzate per spiegare questi risultati con bassa positività, portano ad
ipotizzare prima di tutto un effetto deterrente che il controllo può
avere avuto, magari su utilizzatori saltuari, che hanno pertanto deciso di non
esporsi, almeno in questa prima fase di applicazione della legge. Altra
motivazione può essere legata all’età, solo un 1% è sotto i 30 anni, mentre la
maggior parte della nostra popolazione si colloca nelle fasce superiori a
40 anni, nelle quali forse l’assunzione di sostanze stupefacenti diventa meno
diffuso. Difficile infine, anche se non
impossibile, pensare che da parte di qualche lavoratore possano essere
stati usati particolari accorgimenti, peraltro presenti sul mercato, per
falsificare la raccolta delle urine. Per questo sarà comunque necessario
potere conoscere i risultati di altre realtà lavorative, così da potere
confermare l’andamento dei risultati ottenuti.
BIBLIOGRAFIA
1) Mollica R. Indagine di
popolazione sul consumo di sostanze psicotrope nella città di Milano, Dipartimento
delle Dipendenze Osservatorio, 2008, pp. 21.
2) Nolan S. Drug-free workplace
programmes:New Zeland perspective. Forensic Sci Int 2008; 174: 125-132
3) Labat L et al. Prevalence of
psychoactive substance in truck drivers in the North Pas de Calais region.
Forensic Sci Int 2008; 174: 90-94.
4) Tsanaclis L et al. Patterns in
drug use in the United Kingdom as revealed through analysis of hair in a large
population sample. Forensic Sci Int 2007; 170: 121-128.
5) Gjerde H et al. Use of alcohol
and drugs by Norwegian employees: a pilot study using questionnaires
and analysis of oral fluid. J Occup Med Toxicol. 2010 Jun 15; 5:13.
5) Bordini e al. L’esperienza di una
grande azienda nel controllo per la tossicodipendenza prima e dopo
l’entrata in vigore della normativa: cosa è cambiato? G Ital Med Lav Erg
2009; 31: 3 suppl 138. Tabella I. Popolazione lavorativa
suddivisa in base all’età e numero di soggetti positivi (un
soggetto non è stato sottoposto a test di 2° livello poiché già in
cura presso SERT) Tabella II. Positività riscontrate
ai test di screening e di 2° livello (un soggetto non è stato sottoposto
a test di 2° livello poiché già in cura presso SERT)