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26/01/2012 |
VALUTAZIONE DELL’ESPOSIZIONE A CANCEROGENI NEGLI ADDETTI ALLA LAVORAZIONE DI LEGHE BASSOFONDENTI
EVALUATION OF OCCUPATIONAL EXPOSURE TO CARCINOGENIC SUBSTANCES IN WORKERS OF LOW MELTING POINT ALLOYS
ABSTRACT. The
objective in our study was to evaluate the
occupational exposition to lead and cadmium in 32 radiology technicians in an eastern Sicily hospital in workers of low
melting point alloy of lead, tin, cadmium and bismuth (league that can be
melted at 73°C as CERROBEND). The parameters taken into consideration for this study were sex, age and smoking habits. Cadmium is a
substance considered by IARC to be cancerous and can be found in both work
and living environments, therefore it is often difficult to
establish rather its presence in the organism is due to working activities and/or the
living environment. In these cases it is necessary to evaluate whether
the work represents an added risk to develop neoplasia, compared to the consequences due to normal environmental exposure. We performed
a biological monitoring for lead and cadmium on the workers
examined. The results show that in no case the levels of lead in the
bloodstream (PbB) were above the reference value and BEI. The levels of
cadmium urine (CdU) weren’t above the reference level and the BEI, while
the haematic levels of cadmium (CdB) were higher than the reference
value in 8 subjects, each long time smokers, each of about 20
cigarettes a day. This data shows how, in the evaluation of exposition to cadmium,
aside from the exam of data pertaining to work, the study of ways of
absorption and the interpretation of the results of environmental and
biological monitoring, it is important to consider the possibility of
intoxication outside of the workplace.
Key words:
Cadmium, Low melting point alloy, Cigarette smoke
INTRODUZIONE
Nell’attività di radioterapia oncologica, per evitare danni ai
tessuti sani, vengono utilizzate delle schermature che sono generalmente
realizzate o con il Multileaf Collimator (MLC), sistema formato da 26
coppie di lamelle di tungsteno presenti nella testata del CLINAC, o con
schermi sagomati costituiti da lega bassofondente che, personalizzati,
seguono sia la forma dell’area da schermare che la “divergenza” del fascio.
Per la produzione di questi schermi, presso i laboratori di
Radioterapia delle Aziende Ospedaliere, viene svolta dai Tecnici di Radiologia
un’attività di fusione di leghe bassofondenti contenenti Cadmio, Piombo, Stagno
e Bismuto. Tale procedimento viene svolto utilizzando i dispositivi di
protezione collettiva. Si definiscono “ bassofondenti “ quelle leghe che fondono a
temperature inferiori ai 150° C. Esiste un enorme numero di leghe composte da metalli aventi questa caratteristica del basso punto di
fusione. Conosciute da tempi antichi come leghe di Lipowiz, di Wood ed
altri, sono oggi sostituite da leghe aventi composizioni leggermente
differenti al fine di migliorare ulteriormente le loro caratteristiche. Il campo di applicazione è tra i più eterogenei: realizzazione di
schermi protettivi per la radioterapia, riproduzione di modelli,
misurazione del calibro di canna, colate di prova, matrici e stampi, saldature a
basse temperature (1-3).
Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare
l’esposizione professionale a Piombo e Cadmio in tecnici di Radiologia addetti
alla lavorazione di lega a bassofondente di Piombo, Stagno, Cadmio e Bismuto (Lega fusibile 73° tipo CERROBEND). Tale lega contenente 26.7%
Pb, 13.3% Sn, 10% Cd, 50% Bi, è utilizzata per la fabbricazione di
manufatti per la protezione personalizzata dei pazienti oncologici
sottoposti a trattamento con alte energie. Nella forma in cui la sostanza è fornita
(massiva) non esistono pericoli se non per assorbimento attraverso
l’apparato digerente (difficile) o percutaneo (minimo), possibile in caso
di lesioni cutanee. Nel caso in cui la lega sia sottoposta a processi
termici o meccanici si formano fumi o polveri che possono essere assorbiti
soprattutto per via inalatoria.
POPOLAZIONE STUDIATA E METODI
Il nostro studio ha interessato 32 Tecnici di Radiologia addetti
alla fabbricazione di manufatti per la protezione personalizzata dei
pazienti sottoposti a trattamento con alte energie. Abbiamo preso in
considerazione il sesso, l’età e l’abitudine al fumo (Tabella I). Nel ciclo lavorativo dei soggetti presi in esame nel nostro
studio si formano fumi contenenti Piombo, Stagno, Bismuto e Cadmio. La
IARC ha classificato il Cadmio come cancerogeno certo per l’uomo
(gruppo I) quindi la possibilità di un’esposizione a tale sostanza ha reso
necessaria la valutazione del rischio cancerogeno: individuazione degli
esposti e delle vie di esposizione; misura dell’esposizione; confronto con
il Valore Limite (VL) qualora presente; confronto con i Valori di
Riferimento (VR). Il Cd è tra le sostanze cancerogene presenti
ubiquitariamente negli ambienti di vita e di lavoro, quindi è spesso difficile
stabilire se la
Tabella I. Caratteristiche della popolazione studiata

Tabella II. Cadmio: Classificazione ACGHI e Valore Limite negli Ambienti di vita
sua presenza nell’organismo sia dovuta all’attività lavorativa
e/o all’ambiente di vita e se quindi il lavoro comporti o meno un rischio
aggiuntivo di sviluppare una neoplasia. Il rischio aggiuntivo addebitabile al lavoro viene valutato confrontando le concentrazioni di
tossico presenti negli ambienti di vita (Valore di Riferimento Ambientale - VRA) con quelle di tossico e/o metabolita presenti negli ambienti di
lavoro, e confrontando i reperti biologici della popolazione non
professionalmente esposta (Valore di Riferimento Biologico VRB) con quelli degli esposti. Nei casi in cui non siano noti né il VRA né il VRB, si
fa ricorso a stime effettuate misurando la concentrazione di
cancerogeno/mutageno aerodisperso in diversi ambienti di vita e/o misurando la
concentrazione del tossico o dei suoi metaboliti nei liquidi biologici di un
campione di popolazione generale non professionalmente esposta. Per la
Valutazione del Rischio, si può parlare di esposizione lavorativa alla
sostanza cancerogena presa in esame se le concentrazioni riscontrate
nell’ambiente di lavoro e nei liquidi biologici degli addetti differiscono
significativamente dai VRA e VRB.
Nei sopracitati lavoratori abbiamo effettuato il monitoraggio
biologico del Piombo e del Cadmio. Adifferenza del Pb e di alcuni altri
agenti chimici e fisici, la Legislazione Italiana non ha ancora emanato
delle direttive in relazione all’esposizione professionale a Cd quindi è
d’obbligo far riferimento alle tabelle degli Igienisti Americani sia per
l’esposizione ambientale (TLVs) sia per il monitoraggio biologico (BEI) (Tab.
II). Il monitoraggio biologico è stato effettuato mediante il
dosaggio del Piombo e del Cadmio nel sangue totale (PbB e CdB) e del Cd nelle
urine (CdU). La valutazione statistica dei dati è stata effettuata
mediante il test del Chi-quadrato per testare la correlazione tra fumo e valori
di Cadmio categorizzati inferiori o superiori al Valore Limite. Ugualmente
le medie dei 2 gruppi sono state confrontate col test di Wilcoxon per 2
campioni indipendenti.
RISULTATI
Il monitoraggio biologico ha asserito che in nessun caso i
valori del PbB hanno superato il VR ed il BEI. I valori del CdU non hanno
superato il VR ed il BEI, mentre i valori del CdB sono risultati
superiori al VR per 8 soggetti tutti fumatori da parecchi anni di circa 20
sigarette/die. Questa associazione era statisticamente significativa (p<0.001);
in particolare, la media di Cadmio nel gruppo dei fumatori era uguale a 4.2 mentre era solamente pari a 2.0 nel gruppo dei non fumatori
(p<0.001).
DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
I risultati ottenuti dal nostro studio evidenziano come, nella
valutazione dell’esposizione a Cadmio, oltre all’esame dei dati relativi
all’attività lavorativa, allo studio delle vie di assorbimento,
all’interpretazione dei risultati del monitoraggio ambientale e biologico, sia
altresì importante la valutazione del possibile inquinamento extraprofessionale.
Quest’ultimo può essere evidenziato attraverso un’attenta anamnesi volta ad evidenziare l’abitudine al fumo, l’utilizzo di preparati
erboristici, la residenza in zone industriali/artigiane dedite alla metallurgia del Cd. I
nostri dati confermano quanto già dimostrato da studi di altri Autori i
quali hanno riscontrato nei fumatori valori di Cadmio sensibilmente
più elevati rispetto a quelli riscontrati nella popolazione generale (4, 5).
Il fumo di sigaretta si conferma quindi una delle maggiori fonti non
professionali di Cadmio inalato.
BIBLIOGRAFIA
1) Glasgow GP. The safety of low melting point bismuth/lead
alloys: a review. Med Dosim. 1991 Mar; 16 (1): 13-8.
2) Fiume A, Belletti S. The characteristics of a
low-melting-point alloy (Lipowitz’s metal) for use in radiotherapy. Radiol Med. 1991 Nov; 82 (5): 664-70.
3) McCullough EC, Senjem DH. Airborne concentrations of toxic
metals resulting from the use of low melting point lead alloys to
construct radiotherapy shielding. Med Phys. 1981 Jan-Feb; 8 (1): 111-4.
4) Minoia C, Sabbioni E, Apostoli P, Pietra R, Pozzoli L,
Gallorini M, Nicolaou G, Alessio L, Capodaglio Trace element reference values
in tissues from inhabitants of the European community. I. A study
of 46 elements in urine, blood and serum of Italian subjects. E Sci
Total Environ. 1990 Jun; 95: 89-105. Br J Ind Med. 1990 Jul; 47 (7):442-7.
5) Staessen J, Yeoman WB, Fletcher AE, Markowe HL, Marmot MG, Rose G, Semmence A,Shipley MJ, Bulpitt CJ. Blood lead
concentration, renal function, and blood pressure in London civil servants. Br J Ind Med. 1990 Jul; 47 (7): 442-7.
Autori: N. Scifo, G. Longo, A. Marconi, B. Puglisi, L. Proietti
Università degli Studi di Catania - Dip.to di Medicina Interna e Patologie Sistemiche, Sezione Medicina del Lavoro
Corrispondenza:
Dott. Andrea Marconi - email: andreinomar@yahoo.it
tel: 3356666281
Fonte:
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 2
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26/01/2012 |
Dossier
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Incidente
nave
Concordia
Il
rischio
ambientale
nel
territorio
dell’Isola
del
Giglio

Il
dpcm
del
20
gennaio
2012
dichiara
lo
stato
di
emergenza
nel
territorio
dell’Isola
del
Giglio
dove
è
avvenuto
l’incidente
della
nave
Costa
Concordia
e l’opcm
n.
3998
del
20
gennaio
2012
nomina
il
Capo
Dipartimento
della
Protezione
Civile
Commissario
Delegato.
I
provvedimenti
sono
in
via
di
pubblicazione
sulla
Gazzetta
Ufficiale.
Compiti
del
Commissario
Delegato.
Tra
i
suoi
compiti,
coordinare
gli
interventi
per
il
superamento
dell’emergenza,
controllare
l’esecuzione
degli
interventi
di
messa
in
sicurezza
e
bonifica
da
parte
dell’armatore,
con
il
potere
di
sostituirsi
al
soggetto
responsabile
in
caso
di
inadempienza,
e
verificare
che
la
rimozione
del
relitto
avvenga
in
sicurezza.
A
supporto
delle
attività
del
Commissario
Delegato,
è
istituito
un
Comitato
con
funzioni
consultive
con
il
Sindaco
del
comune
dell’Isola
del
Giglio,
il
Prefetto
di
Grosseto,
e
rappresentanti
della
Regione
Toscana,
dei
Ministeri
dell’Ambiente
e
delle
Infrastrutture
e
trasporti.
Il
Commissario
si
avvale,
inoltre,
di
un
Comitato
tecnico
–
scientifico
con
esperti
nei
settori
della
tutela
ambientale
e
del
recupero
navi
appartenenti
a
diverse
componenti
e
strutture
operative
del
Servizio
nazionale
della
Protezione
Civile.
Piano
di
intervento
nazionale.
Con
la
dichiarazione
dello
stato
di
emergenza,
il
Capo
Dipartimento
assume
la
“direzione
strategica”
delle
operazioni,
come
previsto
dall’art.11,
comma
4,
della
legge
n.
979
del
31
dicembre
1982.
Viene,
dunque,
attivato
il
Piano
di
pronto
intervento
nazionale
per
la
difesa
da
inquinamenti
di
idrocarburi
o di
altre
sostanze
nocive
causati
da
incidenti
marini,
applicato
allo
specifico
scenario
in
atto.
Il
Piano
disciplina
le
modalità
operative
di
intervento
del
Dipartimento
e
delle
strutture
centrali
e
periferiche
del
Servizio
nazionale
della
protezione
civile.
Fonte: Protezione Civile |
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26/01/2012 |
Carbon
Footprint
Una selezione di tool online per calcolare l'impronta di carbonio
"Emissioni carbonio", "emissioni di CO2" e tutto quello che riguarda
l'inquinamento, dovuto soprattutto alla produzione industriale, negli ultimi
anni sta diventando sempre di più un problema di notevole importanza.
Passare ad un'economia a basse emissioni di carbonio, infatti, non è solo una
necessità per salvaguardare le risorse del pianeta, ma anche un obbligo,
regolamentato di diverse norme e direttive.
Di seguito, una selezione di tool online specializzati, che aiutanto aziende e
consumatori finali a calcolare le emissioni di carbonio in fase di produzione,
evidenziare le performance ambientali di prodotto, migliorare le strategie di
sostenibilità adottate dalle aziende e calcolare il proprio impatto ambientale
sul pianeta, mettendoli in condizione di compiere scelte più sostenibili.
continua >>
Fonte: Matrec |
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26/01/2012 |
Thyssen: due dirigenti a processo
per l'incidente di Terni -
Il direttore dello stabilimento e
il responsabile dell'area tecnica e servizi oggi sono stati rinviati a giudizio,
con l'accusa di omicidio colposo, per la morte dell'operaio Diego Bianchina, il
primo dicembre 2009. Entrambi si dichiarano estranei ai fatti. Il procedimento
si aprirà il prossimo 25 ottobre
TERNI - Il direttore dello stabilimento della
Thyssenkrupp di Terni e il dirigente responsabile dell'area tecnica e servizi
sono stati rinviati a giudizio oggi dal gup della città umbra, Pierluigi
Panariello, con l'accusa di omicidio colposo per la morte dell'operaio
trentunenne Diego Bianchina.
L'incidente
era avvenuto all'interno della zona
emulsione acidi dell'acciaieria il primo dicembre 2009.
Anche la multinazionale è chiamata a comparire. Nel corso del processo,
che si aprirà il 25 ottobre prossimo, anche la multinazionale tedesca sarà
chiamata a comparire per rispondere dell'illecito amministrativo connesso alla
presunta violazione del decreto legislativo 231 del 2001 relativo alla
predisposizione dei piani di sicurezza e di rischio. I legali dei due dirigenti
e della Thyssen - gli avvocati Ezio Audisio, Andrea Garaventa, Cesare Zaccone e
Antonio Giannini - avevano chiesto il non luogo a procedere. Entrambi gli
imputati si proclamano, infatti, estranei agli addebiti.
Tre quadri intermedi hanno già patteggiato la pena. La procura contesta
ai due - che al momento dell'incidente avevano assunto le loro funzioni da pochi
giorni - di non avere ridotto i pericoli relativi all'operazione di travaso
degli acidi compiuta, in contenitori non bonificati, da parte di Bianchina.
Quest'ultimo sarebbe stato ucciso proprio dalle esalazioni provocate dal
contatto dell'acido cloridrico con il sale sodio solfidrato contenuti
accidentalmente in uno di questi contenitori. Nell'ambito della stessa
indagine
- coordinata dal sostituto procuratore Barbara Mazzullo - altri tre quadri
intermedi dello stabilimento ternano, accusati sempre di omicidio colposo,
avevano patteggiato nel maggio scorso la pena a un anno di reclusione ciascuno
davanti al gup.Fonte:
INAIL |
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26/01/2012 |
Fonte:
Eurotopten |
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26/01/2012 |
Governo:
pubblicato il decreto legge sulle liberalizzazioni
E' stato pubblicato,
sul Supplemento Ordinario n. 18 della Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio
2012, il Decreto Legge n. 1/2012 recante disposizioni urgenti per la
concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività.
Il Decreto Legge
entra in vigore dal 25 gennaio 2012.
Il Decreto Legge n. 1/2012
Fonte: DPL Modena |
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26/01/2012 |
Direttiva Servizi: Nuove Modalità
di iscrizione al Registro delle Imprese dei ruoli ausiliari del commercio
Fonte: Ministero dello Sviluppo
Economico |
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26/01/2012 |
Società
Organismi
di
Attestazione
Nuovo
Regolamento
e
Comunicato
del
Consiglio
Pubblicato
nella
Gazzetta
Ufficiale
n.14
del
18
gennaio
2012
il
nuovo
Regolamento
per
la
disciplina
del
procedimento
(previsto
dall’art.
75,
comma
1,
del
D.P.R.
n.
207/2010)
per
il
rilascio
del
nulla
osta
alle
Società
Organismo
di
Attestazione
(SOA)
per
l’accesso
alla
documentazione
ed
agli
atti
utilizzati
da
altre
SOA
per
il
rilascio
dell’attestazione
agli
operatori
economici,
nonché
per
lo
svolgimento
delle
verifiche
sull’attestazione
di
qualificazione
in
ordine
alla
sussistenza
dei
requisiti
utilizzati
per
il
relativo
conseguimento.
Per
la
definizione
delle
linee
guida
relative
all’attivazione
del
suddetto
procedimento
e
allo
svolgimento
delle
verifiche
(comma
2
del
medesimo
art.
75),
è
stato
emanato
un
Comunicato
del
Consiglio
a
tutte
le
SOA.
Regolamento
Comunicato
Fonte: AVCP |
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26/01/2012 |
Discariche: prorogata
l’ammissibilità in discarica dei rifiuti con potere calorifico
superiore a 13.000 kJ/kg
Tra le misure contenute nel c.d. Decreto mille proroghe troviamo
anche l’ulteriore proroga al 31 dicembre 2012 del divieto di
conferimento in discarica di rifiuti con potere calorifero superiore
a 13.000Kj/Kg
Segnaliamo che è stata prorogata al 31 dicembre 2012 l'entrata in
vigore del divieto di ammissibilità in discarica dei rifiuti con PCI
(potere calorifico inferiore) superiore a 13.000 kJ/kg.
La disposizione è contenuta all'art.13 (“Proroga di termini in
materia ambientale”) del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216,
recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative”
(c.d. Milleproroghe) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del
29 dicembre 2011 e in vigore dal giorno stesso della pubblicazione
in GU
Si ricorda che il termine era stato fissato al 31 dicembre 2011.
Tale divieto, introdotto dall’art.6 del D.Lgs.36/2003 al fine di
potenziare il recupero energetico dei rifiuti attraverso processi di
termovalorizzazione, non è mai entrato in vigore ed è stato oggetto
di numerose proroghe
Fonte:
Confindustria Firenze |
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26/01/2012 |
Attività
del
Settore
autorizzativo
ed
Ispettivo
del
Laboratorio
Radiazioni
Ionizzanti
del DIL
continua >>
Fonte:
INAIL ex ISPESL |
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tipo - Linee guida ancoraggi
e molto altro
ancora nella nostra home - page di oggi dedicata agli abbonati!
Vai
a tutte le altre notizie di giovedi' 26.01.2012 (Riservate agli abbonati) >>
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26/01/2012 |
Ariel:
Advanced
Recycling
Implementations
to Elide
Landfilling
continua >>
Fonte:
ARPAT |
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26/01/2012
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TESTO UNICO SICUREZZA
E NON SOLO ...
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Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico
sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:
PARE o non PARE?
Proliferazione incontrollabile ........
Incidente Concordia
sicurezza nell' allestimento palchi
concerti/eventi
Come individuare il Datore di Lavoro
Vai a tutte le altre discussioni in
Tempo Reale sul Testo Unico >>
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26/01/2012 |
Prevenzione incendi per le strutture ricettive
turistico alberghiere: proroga del termine
Il decreto legge 216/2011 nuovamente proroga al 31
dicembre 2012 il termine per il definitive
adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi
da parte delle strutture ricettive turistico
alberghiere.
La proroga
Il decreto legge 29 dicembre 2011, n.216 (1)
cosiddetto “mille proroghe”, ai commi 7) e 8)
dell'art. 15 ha prorogato al 31 dicembre 2012
definitivamente l’adeguamento alle norme antincendio
per le strutture ricettive turistico-alberghiere con
oltre venticinque posti letto, che non abbiano
completato l’adeguamento alle disposizioni di
prevenzione incendi. Questo è subordinato
all’ammissione a domanda al piano straordinario
biennale di adeguamento antincendio approvato con
decreto del Ministro dell’interno da adottarsi entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
Per avvalersi della proroga sarà quindi necessario
presentare un’istanza al Comando Provinciale dei
Vigili del Fuoco, secondo tempi e modalità che però
verranno fissati in un apposito decreto ministeriale
di cui per ora non c’è traccia.
Le motivazioni della proroga
Per completezza di informazione, riportiamo la
relazione illustrativa ministeriale del 29 dicembre
2011 contenente le motivazioni della proroga.
Il completo adeguamento alle disposizioni di
prevenzione incendi da parte delle strutture
ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti
letto esistenti alla data di entrata in vigore del
decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, se
non sostenuto da mirati interventi, rischia di
compromettere l'esercizio di numerose attività in un
settore di assoluto rilievo per il Paese.
Un'ennesima, mera proroga del termine in scadenza
non è più percorribile, tenuto anche conto della
procedura di infrazione per il non corretto
recepimento della direttiva 89/391/CE avviata, il 29
settembre scorso, dalla Commissione europea che, tra
l'altro, ha censurato le proroghe che si susseguono
ormai dal 2001 e che stanno procrastinando
«all'infinito» l'applicazione delle disposizioni di
sicurezza antincendio.
È pertanto assolutamente necessario definire un
piano straordinario che, nell'individuare
progressive modalità di adeguamento antincendio,
consenta di ultimare, entro il 31 dicembre 2012, la
messa in sicurezza di circa 14.000 strutture,
salvaguardando attività di impresa e relativo
«indotto», unitamente all'incolumità delle persone.
Per affrontare la complessa situazione in cui
versano le citate strutture, non risulta risolutiva
l'applicazione del recente decreto del Presidente
della Repubblica n. 151 del 2011, recante la
semplificazione della disciplina dei procedimenti
relativi alla prevenzione incendi, che –
introducendo il sistema della segnalazione
certificata di inizio attività (SCIA) e connesse
verifiche in tempi stretti – rischia di determinare
ulteriori difficoltà nell'adeguamento antincendio
con chiusura di numerosissime attività. Di qui la
necessità di pervenire a una soluzione «ponte» che
«accompagni», con la gradualità necessaria, le oltre
14.000 strutture verso il vigente regime di
semplificazione antincendio (il citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 151 del 2011) per
tutti gli adempimenti relativi ai successivi rinnovi
e alle verifiche periodiche.
Ed è proprio a questa esigenza che risponde il piano
straordinario previsto dal comma 7 dell'articolo, da
adottare con decreto del Ministro dell'interno entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto. Lo stesso comma 7 dell'articolo dispone,
per le sole strutture ricettive
turistico-alberghiere che siano ammesse al piano
straordinario, la proroga al 31 dicembre 2012 del
termine per l'adeguamento antincendio, di imminente
scadenza (31 dicembre 2011). Considerato che,
rispetto al citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 151 del 2011, la disciplina introdotta
riveste carattere «extra ordinem», al comma 8 sono
previsti, necessariamente, i profili sanzionatori
connessi all'omessa presentazione dell'istanza, alla
mancata ammissione al piano ovvero, dopo
l'ammissione al piano medesimo, alla mancata
ultimazione dell'adeguamento antincendio delle
strutture entro il termine del 31 dicembre 2012. A
tal fine, la disposizione mutua le sanzioni (divieto
di prosecuzione dell'attività e rimozione di
eventuali effetti dannosi) previste proprio
dall'articolo 4 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 151 del 2011.
Osservazioni
Considerata l’importanza della materia, ci siamo
attivati presso il Comando Provinciale dei Vigili
del Fuoco per valutare le modalità operative per
l’ammissione alla domanda del piano di adeguamento
antincendio. Questo sarà oggetto anche di un
apposito seminario informativo sulla prevenzione
incendi la cui data sarà comunicata a giorni.
Fonte:
Confindustria Firenze |
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26/01/2012 |
Torino, il NAS previene frode
commerciale ai danni dei consumatori. Sequestrate quasi 3 tonnellate di
dolci tipici carnevaleschi
I Carabinieri dei NAS di Torino
hanno individuato un’azienda del capoluogo piemontese che distribuiva
alimenti apponendo in etichetta false informazioni relative allo
stabilimento di produzione.
L’operazione si inquadra nella
vigilanza che i Carabinieri dei NAS effettuano nei confronti degli opifici
operanti nel comparto dolciario, che in questo periodo incrementano la
propria attività nel particolare settore dei prodotti tipici
“carnevaleschi”. Proprio nel corso di un’ispezione effettuata presso una di
queste aziende i militari hanno infatti rinvenuto oltre 400 confezioni da
mezzo chilo di “bugie”, pronte ad essere commercializzate a favore di
supermercati della regione, sulle quali erano state apposte etichette che le
caratterizzavano come prodotte dalla stessa ditta nello stabilimento
sottoposto a controllo. L’esame della documentazione e la verifica delle
linee produttive aziendali hanno invece consentito di accertare che tra le
preparazioni dolciarie della ditta non era contemplata quella delle “bugie”,
risultate in realtà prodotte da un’azienda della provincia di Treviso dalla
quale l’opificio torinese le aveva acquistate per rivenderle come
“produzione propria”.
La falsa indicazione apposta
nell’etichetta aveva l’evidente fine di poter vantare nei confronti della
clientela una gamma di produzioni più ampia rispetto a quella reale, nonché
di attribuire all’alimento un valore aggiunto (quello della “produzione
locale”) che ne consente una maggiore commercializzazione. Tale irregolarità
però, oltre a costituire una truffa commerciale nei confronti del
consumatore, rende problematica la tempestiva esecuzione di verifiche presso
l’azienda produttrice da parte degli organi di controllo, nel caso in cui
dovessero essere rilevate anomalie nell’alimento (come, ad esempio, la
presenza di contaminazioni batteriche o di sostanze allergizzanti non
dichiarati in etichetta).
Le oltre 400 confezioni
rinvenute presso l’azienda sono state sottoposte a sequestro dai Carabinieri
del Nucleo piemontese, che hanno esteso gli accertamenti anche agli esercizi
commerciali ai quali sono state distribuite le “bugie” irregolari,
sequestrandone ulteriori 5400 confezioni rinvenute in un ipermercato del
vercellese.
Sono in corso ulteriori
accertamenti tesi al rintraccio di tutte le confezioni irregolari di
“bugie”, ancora sul mercato, distribuite dall’azienda torinese, il cui
titolare è stato denunciato per frode nell’esercizio del commercio. Il
valore degli alimenti sottratti alla distribuzione, al momento, supera i
22mila euro.
Roma, 25 gennaio 2012
Fonte:
Ministero della Salute |
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26/01/2012 |
"Piatto rosso? Mangi meno"
Quando il colore aiuta la dieta
continua >>
Fonte: Repubblica |
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OFFERTA PROMOZIONALE GENNAIO 2012 PER L'ABBONAMENTO A SICUREZZAONLINE.IT
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26/01/2012 |
“Il vino rosso fa bene alla
salute”
La teoria è basata su dati inventati
continua >>
Fonte: il Fatto Quotidiano |
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26/01/2012 |
L'Ue: "Si butta
troppo cibo" 2014 anno contro gli sprechi - Ogni anno si buttano 1,3 miliardi di tonnellate
di alimenti in tutto il mondo. Un insulto alla fame nel
mondo e una perdita insostenibile da un punto di vista
ambientale ed economico. Così l'Unione Europea prende posizione
continua >>
Fonte:
Corriere della Sera
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