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26 GENNAIO 2012

  

   

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26/01/2012 VALUTAZIONE DELL’ESPOSIZIONE A CANCEROGENI NEGLI ADDETTI ALLA LAVORAZIONE DI LEGHE BASSOFONDENTI

EVALUATION OF OCCUPATIONAL EXPOSURE TO CARCINOGENIC SUBSTANCES IN WORKERS OF LOW MELTING POINT ALLOYS

ABSTRACT. The objective in our study was to evaluate the occupational exposition to lead and cadmium in 32 radiology technicians in an eastern Sicily hospital in workers of low melting point alloy of lead, tin, cadmium and bismuth (league that can be melted at 73°C as CERROBEND). The parameters taken into consideration for this study were sex, age and smoking habits. Cadmium is a substance considered by IARC to be cancerous and can be found in both work and living environments, therefore it is often difficult to establish rather its presence in the organism is due to working activities and/or the living environment. In these cases it is necessary to evaluate whether the work represents an added risk to develop neoplasia, compared to the consequences due to normal environmental exposure. We performed a biological monitoring for lead and cadmium on the workers examined. The results show that in no case the levels of lead in the bloodstream (PbB) were above the reference value and BEI. The levels of cadmium urine (CdU) weren’t above the reference level and the BEI, while the haematic levels of cadmium (CdB) were higher than the reference value in 8 subjects, each long time smokers, each of about 20 cigarettes a day. This data shows how, in the evaluation of exposition to cadmium, aside from the exam of data pertaining to work, the study of ways of absorption and the interpretation of the results of environmental and biological monitoring, it is important to consider the possibility of intoxication outside of the workplace.
Key words: Cadmium, Low melting point alloy, Cigarette smoke

INTRODUZIONE
Nell’attività di radioterapia oncologica, per evitare danni ai tessuti sani, vengono utilizzate delle schermature che sono generalmente realizzate o con il Multileaf Collimator (MLC), sistema formato da 26 coppie di lamelle di tungsteno presenti nella testata del CLINAC, o con schermi sagomati costituiti da lega bassofondente che, personalizzati, seguono sia la forma dell’area da schermare che la “divergenza” del fascio. Per la produzione di questi schermi, presso i laboratori di Radioterapia delle Aziende Ospedaliere, viene svolta dai Tecnici di Radiologia un’attività di fusione di leghe bassofondenti contenenti Cadmio, Piombo, Stagno e Bismuto. Tale procedimento viene svolto utilizzando i dispositivi di protezione collettiva. Si definiscono “ bassofondenti “ quelle leghe che fondono a temperature inferiori ai 150° C. Esiste un enorme numero di leghe composte da metalli aventi questa caratteristica del basso punto di fusione. Conosciute da tempi antichi come leghe di Lipowiz, di Wood ed altri, sono oggi sostituite da leghe aventi composizioni leggermente differenti al fine di migliorare ulteriormente le loro caratteristiche. Il campo di applicazione è tra i più eterogenei: realizzazione di schermi protettivi per la radioterapia, riproduzione di modelli, misurazione del calibro di canna, colate di prova, matrici e stampi, saldature a basse temperature (1-3).
Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare l’esposizione professionale a Piombo e Cadmio in tecnici di Radiologia addetti alla lavorazione di lega a bassofondente di Piombo, Stagno, Cadmio e Bismuto (Lega fusibile 73° tipo CERROBEND). Tale lega contenente 26.7% Pb, 13.3% Sn, 10% Cd, 50% Bi, è utilizzata per la fabbricazione di manufatti per la protezione personalizzata dei pazienti oncologici sottoposti a trattamento con alte energie. Nella forma in cui la sostanza è fornita (massiva) non esistono pericoli se non per assorbimento attraverso l’apparato digerente (difficile) o percutaneo (minimo), possibile in caso di lesioni cutanee. Nel caso in cui la lega sia sottoposta a processi termici o meccanici si formano fumi o polveri che possono essere assorbiti soprattutto per via inalatoria.

POPOLAZIONE STUDIATA E METODI
Il nostro studio ha interessato 32 Tecnici di Radiologia addetti alla fabbricazione di manufatti per la protezione personalizzata dei pazienti sottoposti a trattamento con alte energie. Abbiamo preso in considerazione il sesso, l’età e l’abitudine al fumo (Tabella I). Nel ciclo lavorativo dei soggetti presi in esame nel nostro studio si formano fumi contenenti Piombo, Stagno, Bismuto e Cadmio. La IARC ha classificato il Cadmio come cancerogeno certo per l’uomo (gruppo I) quindi la possibilità di un’esposizione a tale sostanza ha reso necessaria la valutazione del rischio cancerogeno: individuazione degli esposti e delle vie di esposizione; misura dell’esposizione; confronto con il Valore Limite (VL) qualora presente; confronto con i Valori di Riferimento (VR). Il Cd è tra le sostanze cancerogene presenti ubiquitariamente negli ambienti di vita e di lavoro, quindi è spesso difficile stabilire se la

Tabella I. Caratteristiche della popolazione studiata

Tabella II. Cadmio: Classificazione ACGHI e Valore Limite negli Ambienti di vita

sua presenza nell’organismo sia dovuta all’attività lavorativa e/o all’ambiente di vita e se quindi il lavoro comporti o meno un rischio aggiuntivo di sviluppare una neoplasia. Il rischio aggiuntivo addebitabile al lavoro viene valutato confrontando le concentrazioni di tossico presenti negli ambienti di vita (Valore di Riferimento Ambientale - VRA) con quelle di tossico e/o metabolita presenti negli ambienti di lavoro, e confrontando i reperti biologici della popolazione non professionalmente esposta (Valore di Riferimento Biologico VRB) con quelli degli esposti. Nei casi in cui non siano noti né il VRA né il VRB, si fa ricorso a stime effettuate misurando la concentrazione di cancerogeno/mutageno aerodisperso in diversi ambienti di vita e/o misurando la concentrazione del tossico o dei suoi metaboliti nei liquidi biologici di un campione di popolazione generale non professionalmente esposta. Per la Valutazione del Rischio, si può parlare di esposizione lavorativa alla sostanza cancerogena presa in esame se le concentrazioni riscontrate nell’ambiente di lavoro e nei liquidi biologici degli addetti differiscono significativamente dai VRA e VRB.
Nei sopracitati lavoratori abbiamo effettuato il monitoraggio biologico del Piombo e del Cadmio. Adifferenza del Pb e di alcuni altri agenti chimici e fisici, la Legislazione Italiana non ha ancora emanato delle direttive in relazione all’esposizione professionale a Cd quindi è d’obbligo far riferimento alle tabelle degli Igienisti Americani sia per l’esposizione ambientale (TLVs) sia per il monitoraggio biologico (BEI) (Tab. II). Il monitoraggio biologico è stato effettuato mediante il dosaggio del Piombo e del Cadmio nel sangue totale (PbB e CdB) e del Cd nelle urine (CdU). La valutazione statistica dei dati è stata effettuata mediante il test del Chi-quadrato per testare la correlazione tra fumo e valori di Cadmio categorizzati inferiori o superiori al Valore Limite. Ugualmente le medie dei 2 gruppi sono state confrontate col test di Wilcoxon per 2 campioni indipendenti.

RISULTATI
Il monitoraggio biologico ha asserito che in nessun caso i valori del PbB hanno superato il VR ed il BEI. I valori del CdU non hanno superato il VR ed il BEI, mentre i valori del CdB sono risultati superiori al VR per 8 soggetti tutti fumatori da parecchi anni di circa 20 sigarette/die. Questa associazione era statisticamente significativa (p<0.001); in particolare, la media di Cadmio nel gruppo dei fumatori era uguale a 4.2 mentre era solamente pari a 2.0 nel gruppo dei non fumatori (p<0.001).

DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
I risultati ottenuti dal nostro studio evidenziano come, nella valutazione dell’esposizione a Cadmio, oltre all’esame dei dati relativi all’attività lavorativa, allo studio delle vie di assorbimento, all’interpretazione dei risultati del monitoraggio ambientale e biologico, sia altresì importante la valutazione del possibile inquinamento extraprofessionale. Quest’ultimo può essere evidenziato attraverso un’attenta anamnesi volta ad evidenziare l’abitudine al fumo, l’utilizzo di preparati erboristici, la residenza in zone industriali/artigiane dedite alla metallurgia del Cd. I nostri dati confermano quanto già dimostrato da studi di altri Autori i quali hanno riscontrato nei fumatori valori di Cadmio sensibilmente più elevati rispetto a quelli riscontrati nella popolazione generale (4, 5). Il fumo di sigaretta si conferma quindi una delle maggiori fonti non professionali di Cadmio inalato.

BIBLIOGRAFIA
1) Glasgow GP. The safety of low melting point bismuth/lead alloys: a review. Med Dosim. 1991 Mar; 16 (1): 13-8.
2) Fiume A, Belletti S. The characteristics of a low-melting-point alloy (Lipowitz’s metal) for use in radiotherapy. Radiol Med. 1991 Nov; 82 (5): 664-70.
3) McCullough EC, Senjem DH. Airborne concentrations of toxic metals resulting from the use of low melting point lead alloys to construct radiotherapy shielding. Med Phys. 1981 Jan-Feb; 8 (1): 111-4.
4) Minoia C, Sabbioni E, Apostoli P, Pietra R, Pozzoli L, Gallorini M, Nicolaou G, Alessio L, Capodaglio Trace element reference values in tissues from inhabitants of the European community. I. A study of 46 elements in urine, blood and serum of Italian subjects. E Sci Total Environ. 1990 Jun; 95: 89-105. Br J Ind Med. 1990 Jul; 47 (7):442-7.
5) Staessen J, Yeoman WB, Fletcher AE, Markowe HL, Marmot MG, Rose G, Semmence A,Shipley MJ, Bulpitt CJ. Blood lead concentration, renal function, and blood pressure in London civil servants. Br J Ind Med. 1990 Jul; 47 (7): 442-7.

Autori: N. Scifo, G. Longo, A. Marconi, B. Puglisi, L. Proietti
Università degli Studi di Catania - Dip.to di Medicina Interna e Patologie Sistemiche, Sezione Medicina del Lavoro
Corrispondenza: Dott. Andrea Marconi - email: andreinomar@yahoo.it

tel: 3356666281

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 2

   
26/01/2012

Sequenze sismiche nel Nord Italia

25 gennaio 2012

Due sequenze distinte in provincia di Verona e di Reggio Emilia

Centro nazionale terremoti dell'IngvAggiornamento h 19.15

Nel pomeriggio si sono registrate altre due scosse nel reggiano e parmense, rispetto a quelle comunicate nell'aggiornamento delle 11.30. La prima si è verificata alle 14.29 ed ha avuto una magnitudo (Ml) 2.4 e la seconda è stata registrata alle 18.43, con una Ml 3.5.
Aggiornamento h 11.30

Il 25 gennaio 2012, alle 00:54, una scossa sismica di magnitudo (Ml) 4.2 ha interessato il territorio delle Prealpi Venete, nella provincia di Verona. Alle 09:06 una scossa di magnitudo (Ml) 4.9 ha invece interessato la pianura padana nel territorio della provincia di Reggio Emilia, al confine con la provincia di Parma. Si tratta di due eventi distinti, che non hanno alcun legame tra loro.

In Italia la Rete sismica nazionale registra 10.000 terremoti ogni anno, mediamente trenta al giorno, che non è possibile prevedere. Per questo è importante essere consapevoli del livello di pericolo del territorio e informarsi su come sono costruiti gli edifici in cui viviamo, studiamo e lavoriamo, e sulla loro conseguente vulnerabilità sismica.

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Fonte: Protezione Civile

   
26/01/2012

Dossier - Incidente nave Concordia

Il rischio ambientale nel territorio dell’Isola del Giglio

 

 

Il dpcm del 20 gennaio 2012 dichiara lo stato di emergenza nel territorio dell’Isola del Giglio dove è avvenuto l’incidente della nave Costa Concordia e l’opcm n. 3998 del 20 gennaio 2012 nomina il Capo Dipartimento della Protezione Civile Commissario Delegato. I provvedimenti sono in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Compiti del Commissario Delegato. Tra i suoi compiti, coordinare gli interventi per il superamento dell’emergenza, controllare l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da parte dell’armatore, con il potere di sostituirsi al soggetto responsabile in caso di inadempienza, e verificare che la rimozione del relitto avvenga in sicurezza. A supporto delle attività del Commissario Delegato, è istituito un Comitato con funzioni consultive con il Sindaco del comune dell’Isola del Giglio, il Prefetto di Grosseto, e rappresentanti della Regione Toscana, dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e trasporti. Il Commissario si avvale, inoltre, di un Comitato tecnico – scientifico con esperti nei settori della tutela ambientale e del recupero navi appartenenti a diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della Protezione Civile.
Piano di intervento nazionale. Con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Capo Dipartimento assume la “direzione strategica” delle operazioni, come previsto dall’art.11, comma 4, della legge n. 979 del 31 dicembre 1982. Viene, dunque, attivato il Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini, applicato allo specifico scenario in atto. Il Piano disciplina le modalità operative di intervento del Dipartimento e delle strutture centrali e periferiche del Servizio nazionale della protezione civile.

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Fonte: Protezione Civile

   
26/01/2012

Comunicato per la presentazione di progetti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili nelle strutture edilizie di proprietà ed uso esclusivamente pubblico

E’ resa pubblica la lista aggiornata delle istanze relative al Comunicato per il cofinanziamento di progetti per l’impiego delle tecnologie per l’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili nelle strutture edilizie di proprietà pubblica pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale del 2 novembre 2011.

Vai alla pagina del bando

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare

   
 

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26/01/2012

Bando pubblico per il finanziamento di progetti per l’analisi dell’impronta di carbonio dei prodotti di largo consumo

E’ resa pubblica la lista delle istanze relative al Bando pubblico per l’accesso al finanziamento, in regime di “de minimis”, di progetti per l’analisi dell’impronta di carbonio nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale del 2 novembre 2011.

Vai alla pagina del bando

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare

   
26/01/2012

Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Interministeriale del 20 gennaio 2012  
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 19 del 24 gennaio 2012 -  il Decreto Interministeriale del 20 gennaio  2012 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero della Salute e con il Ministero dello Sviluppo Economico concernente il differimento dell’entrata in vigore del decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’11 aprile 2011 recante “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'All. VII del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n. 81, nonche' i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.
Decreto Interministeriale del 20 gennaio 2012 (formato .pdf 28,84 Kb)

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
26/01/2012

Lavori socialmente utili 
Erogazione del contributo ai Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti - On line il modello di domanda

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
26/01/2012

Carbon Footprint

Una selezione di tool online per calcolare l'impronta di carbonio
"Emissioni carbonio", "emissioni di CO2" e tutto quello che riguarda l'inquinamento, dovuto soprattutto alla produzione industriale, negli ultimi anni sta diventando sempre di più un problema di notevole importanza.
Passare ad un'economia a basse emissioni di carbonio, infatti, non è solo una necessità per salvaguardare le risorse del pianeta, ma anche un obbligo, regolamentato di diverse norme e direttive.
Di seguito, una selezione di tool online specializzati, che aiutanto aziende e consumatori finali a calcolare le emissioni di carbonio in fase di produzione, evidenziare le performance ambientali di prodotto, migliorare le strategie di sostenibilità adottate dalle aziende e calcolare il proprio impatto ambientale sul pianeta, mettendoli in condizione di compiere scelte più sostenibili.
continua >>

Fonte: Matrec

   
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26/01/2012 Thyssen: due dirigenti a processo per l'incidente di Terni - Il direttore dello stabilimento e il responsabile dell'area tecnica e servizi oggi sono stati rinviati a giudizio, con l'accusa di omicidio colposo, per la morte dell'operaio Diego Bianchina, il primo dicembre 2009. Entrambi si dichiarano estranei ai fatti. Il procedimento si aprirà il prossimo 25 ottobre
TERNI - Il direttore dello stabilimento della Thyssenkrupp di Terni e il dirigente responsabile dell'area tecnica e servizi sono stati rinviati a giudizio oggi dal gup della città umbra, Pierluigi Panariello, con l'accusa di omicidio colposo per la morte dell'operaio trentunenne Diego Bianchina.
L'incidente era avvenuto all'interno della zona emulsione acidi dell'acciaieria il primo dicembre 2009.
Anche la multinazionale è chiamata a comparire.
Nel corso del processo, che si aprirà il 25 ottobre prossimo, anche la multinazionale tedesca sarà chiamata a comparire per rispondere dell'illecito amministrativo connesso alla presunta violazione del decreto legislativo 231 del 2001 relativo alla predisposizione dei piani di sicurezza e di rischio. I legali dei due dirigenti e della Thyssen - gli avvocati Ezio Audisio, Andrea Garaventa, Cesare Zaccone e Antonio Giannini - avevano chiesto il non luogo a procedere. Entrambi gli imputati si proclamano, infatti, estranei agli addebiti.
Tre quadri intermedi hanno già patteggiato la pena.
La procura contesta ai due - che al momento dell'incidente avevano assunto le loro funzioni da pochi giorni - di non avere ridotto i pericoli relativi all'operazione di travaso degli acidi compiuta, in contenitori non bonificati, da parte di Bianchina. Quest'ultimo sarebbe stato ucciso proprio dalle esalazioni provocate dal contatto dell'acido cloridrico con il sale sodio solfidrato contenuti accidentalmente in uno di questi contenitori. Nell'ambito della stessa
indagine - coordinata dal sostituto procuratore Barbara Mazzullo - altri tre quadri intermedi dello stabilimento ternano, accusati sempre di omicidio colposo, avevano patteggiato nel maggio scorso la pena a un anno di reclusione ciascuno davanti al gup.

Fonte: INAIL

   
26/01/2012
La nuova etichetta energetica europea

Tempistiche, obblighi per i produtti e per i consumatori: ecco la nuova etichetta energetica europea per frigoriferi, congelatori, lavastoviglie e lavatrici.

Fonte: Eurotopten

   
26/01/2012

Governo: pubblicato il decreto legge sulle liberalizzazioni

E' stato pubblicato, sul Supplemento Ordinario n. 18 della Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2012, il Decreto Legge n. 1/2012 recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività.

Il Decreto Legge entra in vigore dal 25 gennaio 2012.

Il Decreto Legge n. 1/2012

Fonte: DPL Modena

   
26/01/2012 Direttiva Servizi: Nuove Modalità di iscrizione al Registro delle Imprese dei ruoli ausiliari del commercio

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

   
 

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26/01/2012
Società Organismi di Attestazione
Nuovo Regolamento e Comunicato del Consiglio

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.14 del 18 gennaio 2012 il nuovo Regolamento per la disciplina del procedimento (previsto dall’art. 75, comma 1, del D.P.R. n. 207/2010) per il rilascio del nulla osta alle Società Organismo di Attestazione (SOA) per l’accesso alla documentazione ed agli atti utilizzati da altre SOA per il rilascio dell’attestazione agli operatori economici, nonché per lo svolgimento delle verifiche sull’attestazione di qualificazione in ordine alla sussistenza dei requisiti utilizzati per il relativo conseguimento. Per la definizione delle linee guida relative all’attivazione del suddetto procedimento e allo svolgimento delle verifiche (comma 2 del medesimo art. 75), è stato emanato un Comunicato del Consiglio a tutte le SOA.

Regolamento

Comunicato

Fonte: AVCP

   
26/01/2012
Discariche: prorogata l’ammissibilità in discarica dei rifiuti con potere calorifico superiore a 13.000 kJ/kg
Tra le misure contenute nel c.d. Decreto mille proroghe troviamo anche l’ulteriore proroga al 31 dicembre 2012 del divieto di conferimento in discarica di rifiuti con potere calorifero superiore a 13.000Kj/Kg
Segnaliamo che è stata prorogata al 31 dicembre 2012 l'entrata in vigore del divieto di ammissibilità in discarica dei rifiuti con PCI (potere calorifico inferiore) superiore a 13.000 kJ/kg.
La disposizione è contenuta all'art.13 (“Proroga di termini in materia ambientale”) del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (c.d. Milleproroghe) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2011 e in vigore dal giorno stesso della pubblicazione in GU
Si ricorda che il termine era stato fissato al 31 dicembre 2011.
Tale divieto, introdotto dall’art.6 del D.Lgs.36/2003 al fine di potenziare il recupero energetico dei rifiuti attraverso processi di termovalorizzazione, non è mai entrato in vigore ed è stato oggetto di numerose proroghe

Fonte: Confindustria Firenze

   
26/01/2012
Attività del Settore autorizzativo ed Ispettivo del Laboratorio Radiazioni Ionizzanti del DIL continua >>

Fonte: INAIL ex ISPESL

   
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26/01/2012
Ariel: Advanced Recycling Implementations to Elide Landfilling continua >>

Fonte: ARPAT

   

26/01/2012

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

PARE o non PARE?

Proliferazione incontrollabile ........

Incidente Concordia

sicurezza nell' allestimento palchi concerti/eventi

Come individuare il Datore di Lavoro

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

   
26/01/2012

Prevenzione incendi per le strutture ricettive turistico alberghiere: proroga del termine
Il decreto legge 216/2011 nuovamente proroga al 31 dicembre 2012 il termine per il definitive adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi da parte delle strutture ricettive turistico alberghiere.
La proroga
Il decreto legge 29 dicembre 2011, n.216 (1) cosiddetto “mille proroghe”, ai commi 7) e 8) dell'art. 15 ha prorogato al 31 dicembre 2012 definitivamente l’adeguamento alle norme antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto, che non abbiano completato l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi. Questo è subordinato all’ammissione a domanda al piano straordinario biennale di adeguamento antincendio approvato con decreto del Ministro dell’interno da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Per avvalersi della proroga sarà quindi necessario presentare un’istanza al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, secondo tempi e modalità che però verranno fissati in un apposito decreto ministeriale di cui per ora non c’è traccia.
Le motivazioni della proroga
Per completezza di informazione, riportiamo la relazione illustrativa ministeriale del 29 dicembre 2011 contenente le motivazioni della proroga.   
Il completo adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi da parte delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, se non sostenuto da mirati interventi, rischia di compromettere l'esercizio di numerose attività in un settore di assoluto rilievo per il Paese. Un'ennesima, mera proroga del termine in scadenza non è più percorribile, tenuto anche conto della procedura di infrazione per il non corretto recepimento della direttiva 89/391/CE avviata, il 29 settembre scorso, dalla Commissione europea che, tra l'altro, ha censurato le proroghe che si susseguono ormai dal 2001 e che stanno procrastinando «all'infinito» l'applicazione delle disposizioni di sicurezza antincendio.
È pertanto assolutamente necessario definire un piano straordinario che, nell'individuare progressive modalità di adeguamento antincendio, consenta di ultimare, entro il 31 dicembre 2012, la messa in sicurezza di circa 14.000 strutture, salvaguardando attività di impresa e relativo «indotto», unitamente all'incolumità delle persone. Per affrontare la complessa situazione in cui versano le citate strutture, non risulta risolutiva l'applicazione del recente decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 2011, recante la semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, che – introducendo il sistema della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e connesse verifiche in tempi stretti – rischia di determinare ulteriori difficoltà nell'adeguamento antincendio con chiusura di numerosissime attività. Di qui la necessità di pervenire a una soluzione «ponte» che «accompagni», con la gradualità necessaria, le oltre 14.000 strutture verso il vigente regime di semplificazione antincendio (il citato decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 2011) per tutti gli adempimenti relativi ai successivi rinnovi e alle verifiche periodiche.
Ed è proprio a questa esigenza che risponde il piano straordinario previsto dal comma 7 dell'articolo, da adottare con decreto del Ministro dell'interno entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.  Lo stesso comma 7 dell'articolo dispone, per le sole strutture ricettive turistico-alberghiere che siano ammesse al piano straordinario, la proroga al 31 dicembre 2012 del termine per l'adeguamento antincendio, di imminente scadenza (31 dicembre 2011). Considerato che, rispetto al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 2011, la disciplina introdotta riveste carattere «extra ordinem», al comma 8 sono previsti, necessariamente, i profili sanzionatori connessi all'omessa presentazione dell'istanza, alla mancata ammissione al piano ovvero, dopo l'ammissione al piano medesimo, alla mancata ultimazione dell'adeguamento antincendio delle strutture entro il termine del 31 dicembre 2012. A tal fine, la disposizione mutua le sanzioni (divieto di prosecuzione dell'attività e rimozione di eventuali effetti dannosi) previste proprio dall'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 2011. 
Osservazioni
Considerata l’importanza della materia, ci siamo attivati presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per valutare le modalità operative per l’ammissione alla domanda del piano di adeguamento antincendio. Questo sarà oggetto anche di un apposito seminario informativo sulla prevenzione incendi la cui data sarà comunicata a giorni.

Fonte: Confindustria Firenze

   
 

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26/01/2012

Torino, il NAS previene frode commerciale ai danni dei consumatori. Sequestrate quasi 3 tonnellate di dolci tipici carnevaleschi

I Carabinieri dei NAS di Torino hanno individuato un’azienda del capoluogo piemontese che distribuiva alimenti apponendo in etichetta false informazioni relative allo stabilimento di produzione.

L’operazione si inquadra nella vigilanza che i Carabinieri dei NAS effettuano nei confronti degli opifici operanti nel comparto dolciario, che in questo periodo incrementano la propria attività nel particolare settore dei prodotti tipici “carnevaleschi”. Proprio nel corso di un’ispezione effettuata presso una di queste aziende i militari hanno infatti rinvenuto oltre 400 confezioni da mezzo chilo di “bugie”, pronte ad essere commercializzate a favore di supermercati della regione, sulle quali erano state apposte etichette che le caratterizzavano come prodotte dalla stessa ditta nello stabilimento sottoposto a controllo. L’esame della documentazione e la verifica delle linee produttive aziendali hanno invece consentito di accertare che tra le preparazioni dolciarie della ditta non era contemplata quella delle “bugie”, risultate in realtà prodotte da un’azienda della provincia di Treviso dalla quale l’opificio torinese le aveva acquistate per rivenderle come “produzione propria”.

La falsa indicazione apposta nell’etichetta aveva l’evidente fine di poter vantare nei confronti della clientela una gamma di produzioni più ampia rispetto a quella reale, nonché di attribuire all’alimento un valore aggiunto (quello della “produzione locale”) che ne consente una maggiore commercializzazione. Tale irregolarità però, oltre a costituire una truffa commerciale nei confronti del consumatore, rende problematica la tempestiva esecuzione di verifiche presso l’azienda produttrice da parte degli organi di controllo, nel caso in cui dovessero essere rilevate anomalie nell’alimento (come, ad esempio, la presenza di contaminazioni batteriche o di sostanze allergizzanti non dichiarati in etichetta).

Le oltre 400 confezioni rinvenute presso l’azienda sono state sottoposte a sequestro dai Carabinieri del Nucleo piemontese, che hanno esteso gli accertamenti anche agli esercizi commerciali ai quali sono state distribuite le “bugie” irregolari, sequestrandone ulteriori 5400 confezioni rinvenute in un ipermercato del vercellese.

Sono in corso ulteriori accertamenti tesi al rintraccio di tutte le confezioni irregolari di “bugie”, ancora sul mercato, distribuite dall’azienda torinese, il cui titolare è stato denunciato per frode nell’esercizio del commercio. Il valore degli alimenti sottratti alla distribuzione, al momento, supera i 22mila euro.

Roma, 25 gennaio 2012

Fonte: Ministero della Salute

   
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Fonte: Repubblica

   
 

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