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07/09/2011 |
La
manutenzione è un sistema
La commissione "Manutenzione"
dell'UNI ha elaborato due nuove norme significative per il settore: si tratta
della
UNI 11414
"Manutenzione - Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione"
disponibile da maggio, e della
UNI 11420
"Manutenzione - Qualifica del personale di manutenzione" pubblicata a giugno.
Nel tempo il concetto
di manutenzione inteso come singolo intervento sulla macchina o
sull'attrezzatura è stato superato. La manutenzione viene ora considerata
infatti come un "sistema" da gestire in quanto coinvolge tutti i processi
lavorativi e organizzativi e diventa dunque un'attività fondamentale per
garantirne l'affidabilità.
Nella fattispecie la UNI 11414 fornisce le linee guida per qualificare un
sistema di manutenzione. E un processo di qualificazione del sistema di
manutenzione permette di valutare la professionalità con cui opera il personale
di manutenzione. Tale professionalità è data da una pluralità di valori
coesistenti che vanno dalla capacità di gestione e di organizzazione, alle
conoscenze tecnologiche e tecniche dei beni da manutenere. Diventa quindi
complesso, viste le diverse realtà in cui il personale addetto alla manutenzione
si trova a intervenire - ma comunque importante, al fine della sua valutazione -
ricondurre il processo di qualificazione a uno schema definito per poter
comporre un quadro generale rappresentativo del sistema manutentivo da valutare.
La UNI 11414 fornisce
delle linee guida unificate e una metodologia completa e strutturata adattabile
a qualsiasi settore, per qualificare il sistema di manutenzione lì operante. La
norma differenzia inoltre le modalità di esecuzione del processo di qualifica a
seconda che il modello manutentivo sia interno o esterno all'organizzazione
stessa.
Un buon sistema di manutenzione deve essere innanzitutto ritagliato alle
esigenze del contesto in cui si trova. Per questo la UNI 11414 definisce i
requisiti che esso deve soddisfare. Oltre al rispetto della legislazione
vigente, un buon sistema di manutenzione deve prevedere un budget per la
manutenzione e un piano per ciascun oggetto da manutenere e per l'intero
patrimonio, nonché un sistema informativo e un'adeguata formazione per tutto il
personale addetto alla manutenzione.
Al punto 5 la norma definisce nel dettaglio le modalità di questa qualifica,
mentre il punto 6 fornisce gli strumenti per valutarne i risultati.
La pubblicazione
della norma UNI 11420 "Manutenzione - Qualifica del personale di manutenzione"
risponde invece all'esigenza di rendere coerente col sistema organizzativo
aziendale italiano e con la normativa europea sulle qualifiche professionali e
sul quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF) il
CEN/TR 15628 "Maintenance - Qualification of maintenance personnel", documento
da cui comunque trae origine e si ispira.
La qualificazione del personale può decisamente contribuire a garantire una
maggiore efficienza del sistema di manutenzione. In questa ottica il sistema di
manutenzione dovrebbe avere un posizionamento strategico all'interno di
un'organizzazione.
Il fine di questo documento è definire nell'ambito della manutenzione quali sono
le conoscenze, le abilità, le competenze e i requisiti formativi necessari per
acquisire un livello specifico di qualifica professionale che consenta di
ricoprire un determinato ruolo all'interno dell'organizzazione.
A tale scopo vengono considerati principalmente tre figure professionali della
manutenzione: lo specialista di manutenzione (preposto e/o operativo), il
supervisore dei lavori di manutenzione o ingegnere di manutenzione, e il
responsabile del servizio o della funzione manutenzione.
Per ogni livello di qualifica la norma propone i programmi, la formazione
generale di base e gli strumenti per il miglioramento continuo delle
professionalità dei manutentori in relazione ai ruoli e alle specializzazioni.
La UNI 11420 è indirizzata alle imprese di manutenzione che operano per conto
terzi, ma può essere applicata anche nell'ambito di grandi organizzazioni o
strutture complesse laddove prevedano internamente una specifica funzione per la
manutenzione.
Sulla
rivista U&C
n.5 (Giugno 2011) è stato pubblicato un dossier dedicato al tema della
manutenzione ("Manutenzione oggi: l'attività svolta e il rilancio per il
futuro").
Nei prossimi mesi, sempre sulla rivista, verrà pubblicato un articolo di
approfondimento sulla norma UNI 11420.
e-mail:
normazione@uni.com
Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com
Fonte: UNI |
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07/09/2011 |
La sicurezza nella fornitura dell'acqua
potabile
La fornitura di acqua potabile può essere
messa a rischio da una serie di eventi critici, dalle catastrofi naturali al
rischio di atti terroristici e di contaminazione.
Colpendo la rete di distribuzione dell'acqua viene messa in crisi la
disponibilità di una risorsa essenziale. Per questo motivo devono essere messe a
punto metodiche analitiche di emergenza e procedure di comportamento per le
persone colpite.
Va in questa direzione la pubblicazione della
norma UNI EN 15975-1:2011 "Sicurezza della
fornitura di acqua potabile - Linee guida per la gestione del rischio e degli
eventi critici - Parte 1: Gestione degli eventi critici", che specifica i
principi di buona pratica della gestione della fornitura di acqua potabile in
caso di eventi critici, incluse le misure preparatorie e conseguenti. Con il
termine "crisi" la norma definisce un evento
o una situazione che potrebbe potenzialmente colpire in modo grave la fornitura
dell'acqua potabile, necessitando di altre strutture organizzative e di altri
mezzi operativi per rispondere all'emergenza.
Tra i contenuti della UNI EN 15975-1:
-
un esempio di struttura di cooperazione
tra distributore dell'acqua e pubblica amministrazione (che evidenzia ruoli,
responsabilità e collegamenti operativi)
-
indicazioni per lo svolgimento di
attività gestionali, compresa l'analisi successiva dell'evento per
individuare eventuali carenze e migliorare la capacità di intervento
-
le modalità di comunicazione con
l'esterno, in particolare con la popolazione colpita
-
due appendici informative che forniscono
un'esemplificazione concreta di come dovrebbe essere attrezzata e
organizzata una "sala di crisi" e utili indicazioni sui profili di
qualificazione del personale.
Elaborata dal gruppo di lavoro 15 "Security
of drinking water" del CEN/TC 164 "Water supply", la norma è stata recepita a
livello nazionale dalla commissione Prodotti, processi e sistemi per l'organismo
edilizio. Un articolo più esaustivo sulla norma UNI EN 15975-1 verrà pubblicato
nella rivista U&C-Unificazione e certificazione, organo ufficiale dell'UNI.
e-mail:
normazione@uni.com
Diffusione
UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com
Fonte: UNI |
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07/09/2011 |
Collettori
solari - Di recente
pubblicazione, disponibile tra il parco delle norme UNI dal mese di giugno, la
UNI EN 12975-1 "Impianti solari termici e loro componenti - Collettori solari -
Parte 1: Requisiti generali" specifica i requisiti di durabilità (inclusa la
resistenza meccanica), di affidabilità e di sicurezza dei collettori solari a
liquido, e descrivere le disposizioni per la valutazione di conformità a tali
requisiti.
La
nuova UNI EN 12975-1 aggiorna la versione precedente pubblicata nel 2009
includendo l'aggiornamento A1: una integrazione che sostanzialmente rende la
norma applicabile anche ai collettori a concentrazione, a differenza della
vecchia versione.
Il punto 5 della norma descrive i requisiti di durabilità e affidabilità dei
collettori solari a liquido, tramite un elenco dettagliato di prove e fornendone
i criteri di validità. Si rimanda poi all'appendice A per trovare le
informazioni per la fabbricazione dei collettori, inclusi i materiali da
utilizzare per la loro fabbricazione. La capacità operativa di questo prodotto e
il suo ciclo di vita dipendono ovviamente dalla scelta dei materiali
appropriati: è quindi da preferire l'utilizzo di materiali non combustibili.
Anche l'acqua porta ad usura precoce di tale dispositivo, nonché a possibili
guasti se penetra al suo interno: è pertanto indispensabile che l'involucro che
racchiude il collettore sia impermeabile a questo agente atmosferico.
In fase di costruzione inoltre, il collettore deve essere già concepito in modo
tale da sopportare i prevedibili sbalzi termici (caldo-freddo) che si verificano
nell'arco dell'anno. La temperatura massima del fluido da considerare nella
progettazione di un collettore solare, che corrisponde a quella di ristagno al
suo interno, è un tema che riguarda la sicurezza ed è affrontato nel paragrafo
6.
Il prodotto oggetto di questa norma dovrebbe
inoltre essere soggetto a criteri di accettazione relativamente al sistema di
fabbricazione, come prova di tipo, assicurazione di qualità e anche a
certificazione da parte di terzi.
L'appendice B fornisce quindi informazioni sulla valutazione di conformità.
e-mail:
normazione@uni.com
Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com
Fonte:
UNI |
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07/09/2011 |
Sistemi di gestione ambientale e gestione del
territorio
In
Italia il governo del territorio viene esercitato dagli Enti Locali Territoriali
– Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, ecc. – e dagli Enti Parco,
titolari per gli aspetti relativi alle attribuzioni e alle competenze per
governare le trasformazioni ambientali sul proprio territorio.
Per fornire indicazioni riguardanti
l'applicazione dei sistemi di gestione ambientale conformi alla UNI EN ISO
14001:2004 applicati a Pubbliche Amministrazioni dotate di specifiche
competenze, previste dalle leggi istitutive e/o dagli statuti, di governo del
territorio, la commissione Ambiente ha elaborato il rapporto tecnico UNI/TR
11405 "Sistemi di gestione ambientale -
Applicazione della norma UNI EN ISO 14001 nella Pubblica Amministrazione con
competenze di gestione del territorio".
Non trattandosi di un documento normativo il
rapporto tecnico non può essere utilizzato per aggiungere, ridurre o modificare
i requisiti della UNI EN ISO 14001:2004.
Il documento UNI/TR 11405 tratta i seguenti
temi:
-
la definizione del campo di applicazione
del sistema di gestione ambientale;
-
il ruolo dell'alta direzione, che ha il
compito di definire la politica e le strategie dell'organizzazione,
assicurare la disponibilità di risorse e garantire il miglioramento continuo
del sistema;
-
l'identificazione e la valutazione degli
aspetti ambientali: l'organizzazione deve considerare e aggiornare le
informazioni sullo stato dell'ambiente nel territorio di competenza e
individuare le tipologie di attività che possono causare impatti
sull'ambiente (raccolta e smaltimento dei rifiuti, discariche, impianti di
depurazione, impianti adibiti al ciclo dell'acqua, trasporto pubblico
locale…);
-
il rispetto delle leggi, perché la
conformità legislativa rappresenta uno degli aspetti fondamentali con il
quale tutte le organizzazioni sono chiamate a confrontarsi nell'applicazione
del proprio SGA;
-
la gestione delle emergenze, provenienti
sia da strutture e attività operative svolte dall'organizzazione, sia da
incidenti e calamità naturali (per esempio frane, esondazioni, incendi,
terremoti, eventi determinati dalla presenza di impianti a rischio di
incidente rilevante);
-
l'attività di comunicazione e di
informazione, che per una PA ha un ruolo fondamentale nei rapporti con il
territorio.
e-mail:
normazione@uni.com
Diffusione
UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com
Fonte:
UNI |
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07/09/2011 |
Sicurezza delle informazioni e gestione del
rischio in azienda
Pubblicata la norma internazionale che offre
ai responsabili e al personale impiegato nei servizi informatici un quadro per
l'attuazione di un approccio alla gestione del rischio, che li aiuterà a gestire
i rischi associati al loro sistema di gestione per la sicurezza delle
informazioni (SGSI). Si tratta della seconda edizione della norma
ISO/IEC 27005:2011
"Information technology – Security techniques –
Information security risk management". I rischi in materia di sicurezza
delle informazioni rappresentano una minaccia considerevole per le imprese:
possibili perdite o danni finanziari, mancanza dei servizi essenziali di rete,
perdita della fiducia dei clienti, reputazione danneggiata.
La gestione del rischio è uno degli elementi chiave nella prevenzione di frodi
online, furti di identità, danni nei siti web, perdita di dati personali e molti
altri incidenti che riguardano la sicurezza dell'informazione. La ISO/IEC 27005
descrive il processo di gestione del rischio in materia di sicurezza informatica
e le azioni associate, supportando i principi generali contenuti nella UNI CEI
ISO/IEC 27001 "Tecnologia delle informazioni -
Tecniche di sicurezza - Sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni –
Requisiti". Il quadro presentato nella ISO/IEC 27005 è stato rivisto e
aggiornato in modo da rispecchiare i contenuti dei documenti relativi alla
gestione del rischio:
-
UNI ISO 31000
"Gestione del rischio - Principi e linee
guida"
-
ISO/IEC 31010
"Risk management – Risk assessment
techniques"
-
ISO Guide 73 "Risk management –
Vocabulary".
La norma - in linea con la UNI ISO 31000 - ha
lo scopo di aiutare le imprese a gestire il rischio relativo alla sicurezza
delle informazioni in maniera simile al modo in cui gestiscono altre tipologie
di rischio. La ISO/IEC 27005 aiuterà gli utilizzatori nell'applicazione della
UNI CEI ISO/IEC 27001 sui sistemi di gestione della sicurezza dell'informazione,
fondata su un approccio di gestione del rischio. La conoscenza dei principi, dei
modelli, dei processi e della terminologia descritti nelle ISO/IEC 27001 e 27002
è importante per comprendere pienamente questa norma internazionale.
I processi di gestione del rischio relativi
alla sicurezza dell'informazione si compongono delle seguenti fasi:
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accertamento del contesto
-
valutazione del rischio
-
trattamento del rischio
-
accettazione del rischio
-
comunicazione del rischio
-
sorveglianza e revisione del rischio.
Tuttavia, la ISO/IEC 27005:2011 non fornisce
alcun metodo specifico per la gestione del rischio legato alla sicurezza delle
informazioni, ma un approccio generico. Spetta all'organizzazione definire il
proprio approccio a seconda, ad esempio, del campo di applicazione del SGSI, in
funzione del contesto di gestione del rischio o dal settore industriale. La
ISO/IEC 27005:2011 è stata elaborata dal comitato tecnico misto ISO/IEC JTC 1
"Information technology", sottocomitato SC 27 "IT Security techniques".
e-mail:
normazione@uni.com
Diffusione
UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com
Fonte:
UNI |
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07/09/2011 |
Nuove Norme CEI EN 61936-1 (CEI
99-2) e CEI EN 50522 (CEI 99-3) per la costruzione e la sicurezza degli impianti
elettrici in AT
Sono state pubblicate recentemente
in versione bilingue (italiano-inglese) le Norme
CEI EN 61936-1 (CEI 99-2)
“Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in c.a - Parte 1: Prescrizioni
comuni” e
CEI EN 50522 (CEI 99-3)
“Messa a terra degli impianti elettrici a tensione superiore a 1 kV in c.a.”.
Queste due Norme sostituiscono la Norma CEI 11-1
(tuttavia applicabile fino al 01-11-2013) che era stata preparata sulla base del
documento di armonizzazione del CENELEC, HD 637 S1, e completata da aggiunte
prettamente italiane mirate a mantenere definizioni e prescrizioni delle
precedenti edizioni della normativa tecnica ancora in uso.
La Norma CEI 99-2, di derivazione internazionale
(IEC) deve essere utilizzata per tutti gli aspetti impiantistici ad eccezione
degli impianti di terra; questi ultimi devono essere realizzati utilizzando la
Norma CEI 99-3 che invece applicabile solo in ambito europeo.
La necessità di pubblicare in ambito europeo due
distinte norme per la costruzione e per la sicurezza degli impianti elettrici
con tensione superiore a 1 kV e frequenze fino a 60 Hz nasce dal fatto che la
Norma CEI 99-2 non può essere applicata pari pari a livello europeo in alcune
parti, principalmente con riferimento alle tensioni di contatto e di passo
ammissibili, nonché per la parte relativa agli impianti di terra.
La Norma CEI 99-3 integra quanto non applicabile
della norma internazionale per gli aspetti sopra accennati, garantendo la
continuità delle tecniche di costruzione e sicurezza così da rispettare
consuetudini radicate in ambito europeo, consente di gestire gli impianti
elettrici in AT secondo la regola dell’arte riconosciuta in ambito europeo e di
salvaguardare la salute degli operatori e delle persone più in generale.
Le Norme sono disponibili presso tutti i punti
vendita CEI e CEI WebStore per l’acquisto on-line:
Per informazioni:
vendite@ceiweb.it
– tel. 02 21006.226/230/257
CEI - Comitato Elettrotecnico
Italiano
Via Saccardo 9 - 20134 Milano
Fonte:
CEI |
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07/09/2011 |
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Controllo iniziale e
manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad estinguenti
gassosi |
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E’ in fase di
inchiesta pubblica preliminare, sino al 14 settembre prossimo,
il progetto di revisione della norma UNI 11280 “Controllo
iniziale e manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad
estinguenti gassosi”.
Di competenza della commissione “Protezione attiva contro gli
incendi”, la norma specifica le procedure per effettuare il
controllo iniziale e la manutenzione (sorveglianza, controllo e
revisione) di tali sistemi antincendio. La revisione della norma
UNI 11280 si rende necessaria per adeguarla all’evoluzione
normativa e legislativa del settore. In particolare ci si
riferisce alla nuova edizione della UNI 11224 (“Controllo
iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi”),
alla pubblicazione della serie UNI EN 15004 (che ha sostituito
la serie UNI ISO 14520), nonché ai nuovi regolamenti europei
842/2006 e 304/2008.
Per inviare commenti
o aderire ai lavori di revisione, è disponibile la banca dati
dei
progetti in
inchiesta pubblica preliminare. |
Fonte:
UNI |
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PROMOZIONE ABBONAMENTI ESTATE 2011

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07/09/2011 |
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Apparecchi a gas e
sistemi di misura: progetti in inchiesta preliminare
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Sono entrati in fase
di inchiesta pubblica preliminare – tappa fondamentale del
processo normativo – due nuovi progetti di norma. Si tratta
della revisione di altrettante norme nazionali: la UNI/TS
11291-3 (“Sistemi di misurazione del gas - Dispositivi di
misurazione del gas su base oraria - Parte 3: Protocollo CTR”) e
la UNI 7140 (“Apparecchi a gas per uso domestico. Tubi
flessibili non metallici per allacciamento”).
La specifica tecnica intende fornire criteri per la
progettazione, l’installazione, il collaudo e l’esercizio in
sicurezza degli impianti a GPL per uso cottura, produzione di
acqua calda e per usi similari non alimentati da rete di
distribuzione (il protocollo CTR
è un protocollo di comunicazione dati cosiddetto a “trame
ridotte”). Le varianti che si intendono introdurre nella
nuova UNI/TS 11291-3
scaturiscono sostanzialmente dall’esigenza di garantire il
rispetto dei nuovi requisiti di sicurezza informatica e recepiti
nell’allegato "Sicurezza" della UNI/TS 11291-1 (ora in fase di
elaborazione), nonché dall’esigenza di ottimizzare oggetti e
funzioni e garantire così una migliore efficienza dei processi
di gestione degli apparati.
Le specifiche della famiglia UNI/TS 11291 sono attuative della
deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ARG/gas
155/08.
La revisione della UNI 7140
in tema di apparecchi a gas per uso domestico nasce dalla
necessità di aggiornamento dell’esistente norma tecnica di
riferimento risalente al 1993 e recepita ai sensi della Legge
1083/71. L'attuale carenza di normativa europea di specie e
l'evoluzione di tecnologie e materiali rende opportuno un
intervento in questo ambito. Entrambi i progetti vedono il
CIG
(Comitato Italiano Gas) come organo competente.
L’inchiesta preliminare sarà attiva
sino al 14 settembre prossimo. Entro tale data potranno
essere inviati commenti e sarà possibile comunicare la propria
adesione ai lavori di revisione normativa, utilizzando
l’apposita
banca dati online. |
Fonte:
UNI
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07/09/2011 |
Il presidente designato CEN in visita all'UNI
In
vista dell'inizio formale della carica di presidente CEN (che decorre dal
prossimo 1 gennaio per la durata di 2 anni)
Friedrich Smaxwil
ha visitato la sede UNI e incontrato i vertici dell'Ente, nell'ambito di un
ciclo di incontri di orientamento con i principali enti di normazione nazionali
membri del CEN. L'incontro ha preso le mosse dalla presentazione dell'UNI e
delle principali caratteristiche nell'ambito organizzativo, tecnico e dei
rapporti con gli stakeholder, per poi incentrarsi sulle problematiche europee e
le prospettive del prossimo futuro.
In particolare si è discusso dell'importanza della presenza – nella base
associativa e negli organi direttivi degli enti di normazione – di
rappresentanti dell'economia, di imprenditori, professionisti e operatori che
ogni giorno si confrontano con il mercato e sono quindi in grado di riportare in
modo diretto le esigenze concrete che la normazione deve soddisfare.
A
livello tecnico è stato approfondito il processo di riorganizzazione,
razionalizzazione e miglioramento delle regole di funzionamento, rappresentanza
e votazione negli organi tecnici che UNI ha condotto negli ultimi anni, con
particolare attenzione ed apprezzamento per l'equilibrata presenza di
commissioni tecniche "interne" e attività tecniche gestite dagli Enti Federati.
Il problema del contenimento dei tempi di elaborazione normativa è stato
approfondito sia dal punto di vista della pura durata (con l'obiettivo UNI di 18
mesi per le norme nazionali, mentre attualmente a livello CEN è di 36) sia delle
condizioni da creare affinché l'obiettivo sia ragionevolmente raggiungibile (in
particolare tramite la diffusione più vasta possibile di notizie sul possibile
avviamento di nuovi lavori normativi – inchiesta pubblica preliminare – e sui
vari stadi di avanzamento dell'iter).
L'informazione e il coinvolgimento di "nuovi soggetti" nel mondo della
normazione è ritenuto di fondamentale importanza per non alimentare il senso di
esclusione di alcun operatore e per garantire il futuro successo della
normazione.
Sul fronte europeo si è discusso del progetto di
regolamento europeo sulla futura strategia di normazione,
positivamente accolto in prima votazione dal Comitato Economico e Sociale
Europeo CESE (che ha accolto alcuni importanti suggerimenti proposti sia
dall'UNI che dal CEN) che dovrebbe completare il proprio iter nel primo semestre
dell'anno prossimo (dopo l'approvazione finale CESE e la discussione
parlamentare).
I temi più delicati hanno infine riguardato l'evoluzione futura dei rapporti tra
i singoli enti di normazione nazionali, il CEN e l'ISO, nonché l'eventuale
evoluzione del processo di integrazione tra CEN e CENELEC, in funzione delle
reali esigenze che verranno espresse dagli stakeholder.
Fonte: UNI |
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07/09/2011 |
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DM 37/08 e impianti antincendio.
Un corso a Sassari
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Venerdì 02 settembre 2011
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La
CNA Sardegna
per favorire la corretta
applicazione del DM 37/08
(ex-Legge 46/90) e della
normativa tecnica ad essa
relativa e una corretta
compilazione della dichiarazione
di conformità, organizza, per il
settore specifico degli impianti
antincendio, un corso di
aggiornamento
tecnico-professionale
avvalendosi del contributo di
tecnici dell’UNI e con il
patrocinio ed il contributo del
Ministero dello Sviluppo
Economico. Nei giorni
23 e 24 settembre a
Sassari appuntamento
con
"DM 37/08 e impianti
antincendio. Analisi delle norme
UNI EN 12845, UNI 9795, UNI
10779, UNI EN 671 e argomenti
correlati": la
partecipazione al corso di
aggiornamento è gratuita. Tra i
contenuti del corso: il DM
37/08, il quadro normativo e le
novità recenti e future, la
direttiva 89/106 sui prodotti da
costruzione, le norme UNI EN
12845 “Installazioni fisse
antincendio - Sistemi automatici
a sprinkler - Progettazione,
installazione e manutenzione”,
UNI 9795 “Sistemi fissi
automatici di rivelazione, di
segnalazione manuale e di
allarme d’incendio”, UNI 10779
“Impianti di estinzione incendi.
Reti di idranti. Progettazione,
installazione ed esercizio” e
UNI EN 671 “Sistemi fissi di
estinzione incendi equipaggiati
con tubazioni - Naspi e
idranti”, considerazioni
relative alla progettazione,
alla costruzione e al collaudo,
la dichiarazione di conformità e
gli allegati tecnici.
Parteciperà in qualità di
relatore il funzionario tecnico
UNI Cristiano Fiameni.
Locandina e scheda di iscrizione
CNA - Federazione regionale
della Sardegna
viale Elmas 33/35 ang. via
Semelia - 09122 Cagliari
tel. 070273728 - fax
070273726
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Fonte:
UNI |
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07/09/2011 |
Ultime novita'
dalla Autorita' per l'Energia Elettrica e il
Gas
Audizioni periodiche
Segnalazioni
Provvedimenti
WFER
V
Si
terrà a Quebec, in Canada, dal 13 al 16 Maggio
2012, il 5° Forum mondiale della regolazione
energetica,
il
World Forum on Energy Regulation (WFER).
Ai lavori - incentrati sul tema 'Raggiungere un
equilibrio nel mezzo del cambiamento" -
parteciperanno esperti di regolazione
energetica, decision-makers, regolatori,
rappresentanti dell'industria e vari stakeholder
del settore.
Fonte:
Autorita' per l'Energia Elettrica e il
Gas |
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07/09/2011
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Alleghiamo l'elenco aggiornato delle
norme armonizzate per la CPD, pubblicato sulla GUCE del 24/08/2011.
Fonte:
UNI |
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PROMOZIONE ABBONAMENTI ESTATE 2011

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