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7 SETTEMBRE 2011

   
 

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07/09/2011

La manutenzione è un sistema

La commissione "Manutenzione" dell'UNI ha elaborato due nuove norme significative per il settore: si tratta della UNI 11414 "Manutenzione - Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione" disponibile da maggio, e della UNI 11420 "Manutenzione - Qualifica del personale di manutenzione" pubblicata a giugno.

Nel tempo il concetto di manutenzione inteso come singolo intervento sulla macchina o sull'attrezzatura è stato superato. La manutenzione viene ora considerata infatti come un "sistema" da gestire in quanto coinvolge tutti i processi lavorativi e organizzativi e diventa dunque un'attività fondamentale per garantirne l'affidabilità.
Nella fattispecie la UNI 11414 fornisce le linee guida per qualificare un sistema di manutenzione. E un processo di qualificazione del sistema di manutenzione permette di valutare la professionalità con cui opera il personale di manutenzione. Tale professionalità è data da una pluralità di valori coesistenti che vanno dalla capacità di gestione e di organizzazione, alle conoscenze tecnologiche e tecniche dei beni da manutenere. Diventa quindi complesso, viste le diverse realtà in cui il personale addetto alla manutenzione si trova a intervenire - ma comunque importante, al fine della sua valutazione - ricondurre il processo di qualificazione a uno schema definito per poter comporre un quadro generale rappresentativo del sistema manutentivo da valutare.

La UNI 11414 fornisce delle linee guida unificate e una metodologia completa e strutturata adattabile a qualsiasi settore, per qualificare il sistema di manutenzione lì operante. La norma differenzia inoltre le modalità di esecuzione del processo di qualifica a seconda che il modello manutentivo sia interno o esterno all'organizzazione stessa.
Un buon sistema di manutenzione deve essere innanzitutto ritagliato alle esigenze del contesto in cui si trova. Per questo la UNI 11414 definisce i requisiti che esso deve soddisfare. Oltre al rispetto della legislazione vigente, un buon sistema di manutenzione deve prevedere un budget per la manutenzione e un piano per ciascun oggetto da manutenere e per l'intero patrimonio, nonché un sistema informativo e un'adeguata formazione per tutto il personale addetto alla manutenzione.
Al punto 5 la norma definisce nel dettaglio le modalità di questa qualifica, mentre il punto 6 fornisce gli strumenti per valutarne i risultati.

La pubblicazione della norma UNI 11420 "Manutenzione - Qualifica del personale di manutenzione" risponde invece all'esigenza di rendere coerente col sistema organizzativo aziendale italiano e con la normativa europea sulle qualifiche professionali e sul quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF) il CEN/TR 15628 "Maintenance - Qualification of maintenance personnel", documento da cui comunque trae origine e si ispira.
La qualificazione del personale può decisamente contribuire a garantire una maggiore efficienza del sistema di manutenzione. In questa ottica il sistema di manutenzione dovrebbe avere un posizionamento strategico all'interno di un'organizzazione.
Il fine di questo documento è definire nell'ambito della manutenzione quali sono le conoscenze, le abilità, le competenze e i requisiti formativi necessari per acquisire un livello specifico di qualifica professionale che consenta di ricoprire un determinato ruolo all'interno dell'organizzazione.
A tale scopo vengono considerati principalmente tre figure professionali della manutenzione: lo specialista di manutenzione (preposto e/o operativo), il supervisore dei lavori di manutenzione o ingegnere di manutenzione, e il responsabile del servizio o della funzione manutenzione.
Per ogni livello di qualifica la norma propone i programmi, la formazione generale di base e gli strumenti per il miglioramento continuo delle professionalità dei manutentori in relazione ai ruoli e alle specializzazioni.
La UNI 11420 è indirizzata alle imprese di manutenzione che operano per conto terzi, ma può essere applicata anche nell'ambito di grandi organizzazioni o strutture complesse laddove prevedano internamente una specifica funzione per la manutenzione.

Sulla rivista U&C n.5 (Giugno 2011) è stato pubblicato un dossier dedicato al tema della manutenzione ("Manutenzione oggi: l'attività svolta e il rilancio per il futuro").
Nei prossimi mesi, sempre sulla rivista, verrà pubblicato un articolo di approfondimento sulla norma UNI 11420.

e-mail: normazione@uni.com

Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com

Fonte: UNI

   
07/09/2011 La sicurezza nella fornitura dell'acqua potabilevasche_acquapotabile

La fornitura di acqua potabile può essere messa a rischio da una serie di eventi critici, dalle catastrofi naturali al rischio di atti terroristici e di contaminazione.
Colpendo la rete di distribuzione dell'acqua viene messa in crisi la disponibilità di una risorsa essenziale. Per questo motivo devono essere messe a punto metodiche analitiche di emergenza e procedure di comportamento per le persone colpite.

Va in questa direzione la pubblicazione della norma UNI EN 15975-1:2011 "Sicurezza della fornitura di acqua potabile - Linee guida per la gestione del rischio e degli eventi critici - Parte 1: Gestione degli eventi critici", che specifica i principi di buona pratica della gestione della fornitura di acqua potabile in caso di eventi critici, incluse le misure preparatorie e conseguenti. Con il termine "crisi" la norma definisce un evento o una situazione che potrebbe potenzialmente colpire in modo grave la fornitura dell'acqua potabile, necessitando di altre strutture organizzative e di altri mezzi operativi per rispondere all'emergenza.

Tra i contenuti della UNI EN 15975-1:

  • un esempio di struttura di cooperazione tra distributore dell'acqua e pubblica amministrazione (che evidenzia ruoli, responsabilità e collegamenti operativi)
  • indicazioni per lo svolgimento di attività gestionali, compresa l'analisi successiva dell'evento per individuare eventuali carenze e migliorare la capacità di intervento
  • le modalità di comunicazione con l'esterno, in particolare con la popolazione colpita
  • due appendici informative che forniscono un'esemplificazione concreta di come dovrebbe essere attrezzata e organizzata una "sala di crisi" e utili indicazioni sui profili di qualificazione del personale.

Elaborata dal gruppo di lavoro 15 "Security of drinking water" del CEN/TC 164 "Water supply", la norma è stata recepita a livello nazionale dalla commissione Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio. Un articolo più esaustivo sulla norma UNI EN 15975-1 verrà pubblicato nella rivista U&C-Unificazione e certificazione, organo ufficiale dell'UNI.

e-mail: normazione@uni.com

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Fonte: UNI

  

 

07/09/2011 Collettori solari - Di recente pubblicazione, disponibile tra il parco delle norme UNI dal mese di giugno, la UNI EN 12975-1 "Impianti solari termici e loro componenti - Collettori solari - Parte 1: Requisiti generali" specifica i requisiti di durabilità (inclusa la resistenza meccanica), di affidabilità e di sicurezza dei collettori solari a liquido, e descrivere le disposizioni per la valutazione di conformità a tali requisiti.

collettori_solariLa nuova UNI EN 12975-1 aggiorna la versione precedente pubblicata nel 2009 includendo l'aggiornamento A1: una integrazione che sostanzialmente rende la norma applicabile anche ai collettori a concentrazione, a differenza della vecchia versione.
Il punto 5 della norma descrive i requisiti di durabilità e affidabilità dei collettori solari a liquido, tramite un elenco dettagliato di prove e fornendone i criteri di validità. Si rimanda poi all'appendice A per trovare le informazioni per la fabbricazione dei collettori, inclusi i materiali da utilizzare per la loro fabbricazione. La capacità operativa di questo prodotto e il suo ciclo di vita dipendono ovviamente dalla scelta dei materiali appropriati: è quindi da preferire l'utilizzo di materiali non combustibili.
Anche l'acqua porta ad usura precoce di tale dispositivo, nonché a possibili guasti se penetra al suo interno: è pertanto indispensabile che l'involucro che racchiude il collettore sia impermeabile a questo agente atmosferico.
In fase di costruzione inoltre, il collettore deve essere già concepito in modo tale da sopportare i prevedibili sbalzi termici (caldo-freddo) che si verificano nell'arco dell'anno. La temperatura massima del fluido da considerare nella progettazione di un collettore solare, che corrisponde a quella di ristagno al suo interno, è un tema che riguarda la sicurezza ed è affrontato nel paragrafo 6.

Il prodotto oggetto di questa norma dovrebbe inoltre essere soggetto a criteri di accettazione relativamente al sistema di fabbricazione, come prova di tipo, assicurazione di qualità e anche a certificazione da parte di terzi.
L'appendice B fornisce quindi informazioni sulla valutazione di conformità.

e-mail: normazione@uni.com

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Fonte: UNI

   
 

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07/09/2011 Sistemi di gestione ambientale e gestione del territorio

SGAIn Italia il governo del territorio viene esercitato dagli Enti Locali Territoriali – Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, ecc. – e dagli Enti Parco, titolari per gli aspetti relativi alle attribuzioni e alle competenze per governare le trasformazioni ambientali sul proprio territorio.

Per fornire indicazioni riguardanti l'applicazione dei sistemi di gestione ambientale conformi alla UNI EN ISO 14001:2004 applicati a Pubbliche Amministrazioni dotate di specifiche competenze, previste dalle leggi istitutive e/o dagli statuti, di governo del territorio, la commissione Ambiente ha elaborato il rapporto tecnico UNI/TR 11405 "Sistemi di gestione ambientale - Applicazione della norma UNI EN ISO 14001 nella Pubblica Amministrazione con competenze di gestione del territorio".

Non trattandosi di un documento normativo il rapporto tecnico non può essere utilizzato per aggiungere, ridurre o modificare i requisiti della UNI EN ISO 14001:2004.

Il documento UNI/TR 11405 tratta i seguenti temi:

  • la definizione del campo di applicazione del sistema di gestione ambientale;
  • il ruolo dell'alta direzione, che ha il compito di definire la politica e le strategie dell'organizzazione, assicurare la disponibilità di risorse e garantire il miglioramento continuo del sistema;
  • l'identificazione e la valutazione degli aspetti ambientali: l'organizzazione deve considerare e aggiornare le informazioni sullo stato dell'ambiente nel territorio di competenza e individuare le tipologie di attività che possono causare impatti sull'ambiente (raccolta e smaltimento dei rifiuti, discariche, impianti di depurazione, impianti adibiti al ciclo dell'acqua, trasporto pubblico locale…);
  • il rispetto delle leggi, perché la conformità legislativa rappresenta uno degli aspetti fondamentali con il quale tutte le organizzazioni sono chiamate a confrontarsi nell'applicazione del proprio SGA;
  • la gestione delle emergenze, provenienti sia da strutture e attività operative svolte dall'organizzazione, sia da incidenti e calamità naturali (per esempio frane, esondazioni, incendi, terremoti, eventi determinati dalla presenza di impianti a rischio di incidente rilevante);
  • l'attività di comunicazione e di informazione, che per una PA ha un ruolo fondamentale nei rapporti con il territorio.

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Fonte: UNI

   
07/09/2011 Sicurezza delle informazioni e gestione del rischio in azienda

Pubblicata la norma internazionale che offre ai responsabili e al personale impiegato nei servizi informatici un quadro per l'attuazione di un approccio alla gestione del rischio, che li aiuterà a gestire i rischi associati al loro sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni (SGSI). Si tratta della seconda edizione della norma ISO/IEC 27005:2011 "Information technology – Security techniques – Information security risk management". I rischi in materia di sicurezza delle informazioni rappresentano una minaccia considerevole per le imprese: possibili perdite o danni finanziari, mancanza dei servizi essenziali di rete, perdita della fiducia dei clienti, reputazione danneggiata.
La gestione del rischio è uno degli elementi chiave nella prevenzione di frodi online, furti di identità, danni nei siti web, perdita di dati personali e molti altri incidenti che riguardano la sicurezza dell'informazione. La ISO/IEC 27005 descrive il processo di gestione del rischio in materia di sicurezza informatica e le azioni associate, supportando i principi generali contenuti nella UNI CEI ISO/IEC 27001 "Tecnologia delle informazioni - Tecniche di sicurezza - Sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni – Requisiti". Il quadro presentato nella ISO/IEC 27005 è stato rivisto e aggiornato in modo da rispecchiare i contenuti dei documenti relativi alla gestione del rischio:

  • UNI ISO 31000 "Gestione del rischio - Principi e linee guida"
  • ISO/IEC 31010 "Risk management – Risk assessment techniques"
  • ISO Guide 73 "Risk management – Vocabulary".

La norma - in linea con la UNI ISO 31000 - ha lo scopo di aiutare le imprese a gestire il rischio relativo alla sicurezza delle informazioni in maniera simile al modo in cui gestiscono altre tipologie di rischio. La ISO/IEC 27005 aiuterà gli utilizzatori nell'applicazione della UNI CEI ISO/IEC 27001 sui sistemi di gestione della sicurezza dell'informazione, fondata su un approccio di gestione del rischio. La conoscenza dei principi, dei modelli, dei processi e della terminologia descritti nelle ISO/IEC 27001 e 27002 è importante per comprendere pienamente questa norma internazionale.

I processi di gestione del rischio relativi alla sicurezza dell'informazione si compongono delle seguenti fasi:

  • accertamento del contesto
  • valutazione del rischio
  • trattamento del rischio
  • accettazione del rischio
  • comunicazione del rischio
  • sorveglianza e revisione del rischio.

Tuttavia, la ISO/IEC 27005:2011 non fornisce alcun metodo specifico per la gestione del rischio legato alla sicurezza delle informazioni, ma un approccio generico. Spetta all'organizzazione definire il proprio approccio a seconda, ad esempio, del campo di applicazione del SGSI, in funzione del contesto di gestione del rischio o dal settore industriale. La ISO/IEC 27005:2011 è stata elaborata dal comitato tecnico misto ISO/IEC JTC 1 "Information technology", sottocomitato SC 27 "IT Security techniques".

e-mail: normazione@uni.com

Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail: diffusione@uni.com

Fonte: UNI

  

 

07/09/2011

Nuove Norme CEI EN 61936-1 (CEI 99-2) e CEI EN 50522 (CEI 99-3) per la costruzione e la sicurezza degli impianti elettrici in AT

Sono state pubblicate recentemente in versione bilingue (italiano-inglese) le Norme CEI EN 61936-1 (CEI 99-2) “Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in c.a - Parte 1: Prescrizioni comuni” e CEI EN 50522 (CEI 99-3) “Messa a terra degli impianti elettrici a tensione superiore a 1 kV in c.a.”.

Queste due Norme sostituiscono la Norma CEI 11-1 (tuttavia applicabile fino al 01-11-2013) che era stata preparata sulla base del documento di armonizzazione del CENELEC, HD 637 S1, e completata da aggiunte prettamente italiane mirate a mantenere definizioni e prescrizioni delle precedenti edizioni della normativa tecnica ancora in uso.

La Norma CEI 99-2, di derivazione internazionale (IEC) deve essere utilizzata per tutti gli aspetti impiantistici ad eccezione degli impianti di terra; questi ultimi devono essere realizzati utilizzando la Norma CEI 99-3 che invece applicabile solo in ambito europeo.

La necessità di pubblicare in ambito europeo due distinte norme per la costruzione e per la sicurezza degli impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV e frequenze fino a 60 Hz nasce dal fatto che la Norma CEI 99-2 non può essere applicata pari pari a livello europeo in alcune parti, principalmente con riferimento alle tensioni di contatto e di passo ammissibili, nonché per la parte relativa agli impianti di terra.

La Norma CEI 99-3 integra quanto non applicabile della norma internazionale per gli aspetti sopra accennati, garantendo la continuità delle tecniche di costruzione e sicurezza così da rispettare consuetudini radicate in ambito europeo, consente di gestire gli impianti elettrici in AT secondo la regola dell’arte riconosciuta in ambito europeo e di salvaguardare la salute degli operatori e delle persone più in generale.

Le Norme sono disponibili presso tutti i punti vendita CEI e CEI WebStore per l’acquisto on-line:

  • Norma CEI EN 61936-1 al prezzo di copertina di € 184 (€ 147 per i Soci);

  • Norma CEI EN 50522 al prezzo di copertina di € 91 (€ 73 per i Soci).

Per informazioni: vendite@ceiweb.it – tel. 02 21006.226/230/257

CEI - Comitato Elettrotecnico Italiano
Via Saccardo 9 - 20134 Milano

Fonte: CEI

  

 

07/09/2011

Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad estinguenti gassosi

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E’ in fase di inchiesta pubblica preliminare, sino al 14 settembre prossimo, il progetto di revisione della norma UNI 11280 “Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad estinguenti gassosi”.
Di competenza della commissione “Protezione attiva contro gli incendi”, la norma specifica le procedure per effettuare il controllo iniziale e la manutenzione (sorveglianza, controllo e revisione) di tali sistemi antincendio. La revisione della norma UNI 11280 si rende necessaria per adeguarla all’evoluzione normativa e legislativa del settore. In particolare ci si riferisce alla nuova edizione della UNI 11224 (“Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi”), alla pubblicazione della serie UNI EN 15004 (che ha sostituito la serie UNI ISO 14520), nonché ai nuovi regolamenti europei 842/2006 e 304/2008.

Per inviare commenti o aderire ai lavori di revisione, è disponibile la banca dati dei progetti in inchiesta pubblica preliminare.

Fonte: UNI

   
 

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07/09/2011

Apparecchi a gas e sistemi di misura: progetti in inchiesta preliminare

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Sono entrati in fase di inchiesta pubblica preliminare – tappa fondamentale del processo normativo – due nuovi progetti di norma. Si tratta della revisione di altrettante norme nazionali: la UNI/TS 11291-3 (“Sistemi di misurazione del gas - Dispositivi di misurazione del gas su base oraria - Parte 3: Protocollo CTR”) e la UNI 7140 (“Apparecchi a gas per uso domestico. Tubi flessibili non metallici per allacciamento”).
La specifica tecnica intende fornire criteri per la progettazione, l’installazione, il collaudo e l’esercizio in sicurezza degli impianti a GPL per uso cottura, produzione di acqua calda e per usi similari non alimentati da rete di distribuzione (il protocollo CTR è un protocollo di comunicazione dati cosiddetto a “trame ridotte”). Le varianti che si intendono introdurre nella nuova UNI/TS 11291-3 scaturiscono sostanzialmente dall’esigenza di garantire il rispetto dei nuovi requisiti di sicurezza informatica e recepiti nell’allegato "Sicurezza" della UNI/TS 11291-1 (ora in fase di elaborazione), nonché dall’esigenza di ottimizzare oggetti e funzioni e garantire così una migliore efficienza dei processi di gestione degli apparati.
Le specifiche della famiglia UNI/TS 11291 sono attuative della deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ARG/gas 155/08.
La revisione della UNI 7140 in tema di apparecchi a gas per uso domestico nasce dalla necessità di aggiornamento dell’esistente norma tecnica di riferimento risalente al 1993 e recepita ai sensi della Legge 1083/71. L'attuale carenza di normativa europea di specie e l'evoluzione di tecnologie e materiali rende opportuno un intervento in questo ambito. Entrambi i progetti vedono il
CIG (Comitato Italiano Gas) come organo competente.
L’inchiesta preliminare sarà attiva sino al 14 settembre prossimo. Entro tale data potranno essere inviati commenti e sarà possibile comunicare la propria adesione ai lavori di revisione normativa, utilizzando l’apposita
banca dati online.

Fonte: UNI

   
07/09/2011 Il presidente designato CEN in visita all'UNIFriedrich Smaxwil incontra i vertici dell'UNI

In vista dell'inizio formale della carica di presidente CEN (che decorre dal prossimo 1 gennaio per la durata di 2 anni) Friedrich Smaxwil ha visitato la sede UNI e incontrato i vertici dell'Ente, nell'ambito di un ciclo di incontri di orientamento con i principali enti di normazione nazionali membri del CEN. L'incontro ha preso le mosse dalla presentazione dell'UNI e delle principali caratteristiche nell'ambito organizzativo, tecnico e dei rapporti con gli stakeholder, per poi incentrarsi sulle problematiche europee e le prospettive del prossimo futuro.
In particolare si è discusso dell'importanza della presenza – nella base associativa e negli organi direttivi degli enti di normazione – di rappresentanti dell'economia, di imprenditori, professionisti e operatori che ogni giorno si confrontano con il mercato e sono quindi in grado di riportare in modo diretto le esigenze concrete che la normazione deve soddisfare.

CEN logoA livello tecnico è stato approfondito il processo di riorganizzazione, razionalizzazione e miglioramento delle regole di funzionamento, rappresentanza e votazione negli organi tecnici che UNI ha condotto negli ultimi anni, con particolare attenzione ed apprezzamento per l'equilibrata presenza di commissioni tecniche "interne" e attività tecniche gestite dagli Enti Federati.
Il problema del contenimento dei tempi di elaborazione normativa è stato approfondito sia dal punto di vista della pura durata (con l'obiettivo UNI di 18 mesi per le norme nazionali, mentre attualmente a livello CEN è di 36) sia delle condizioni da creare affinché l'obiettivo sia ragionevolmente raggiungibile (in particolare tramite la diffusione più vasta possibile di notizie sul possibile avviamento di nuovi lavori normativi – inchiesta pubblica preliminare – e sui vari stadi di avanzamento dell'iter).
L'informazione e il coinvolgimento di "nuovi soggetti" nel mondo della normazione è ritenuto di fondamentale importanza per non alimentare il senso di esclusione di alcun operatore e per garantire il futuro successo della normazione.

Sul fronte europeo si è discusso del progetto di regolamento europeo sulla futura strategia di normazione, positivamente accolto in prima votazione dal Comitato Economico e Sociale Europeo CESE (che ha accolto alcuni importanti suggerimenti proposti sia dall'UNI che dal CEN) che dovrebbe completare il proprio iter nel primo semestre dell'anno prossimo (dopo l'approvazione finale CESE e la discussione parlamentare).
I temi più delicati hanno infine riguardato l'evoluzione futura dei rapporti tra i singoli enti di normazione nazionali, il CEN e l'ISO, nonché l'eventuale evoluzione del processo di integrazione tra CEN e CENELEC, in funzione delle reali esigenze che verranno espresse dagli stakeholder.

Fonte: UNI

   
07/09/2011

DM 37/08 e impianti antincendio. Un corso a Sassari

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Venerdì 02 settembre 2011

La CNA Sardegna per favorire la corretta applicazione del DM 37/08 (ex-Legge 46/90) e della normativa tecnica ad essa relativa e una corretta compilazione della dichiarazione di conformità, organizza, per il settore specifico degli impianti antincendio, un corso di aggiornamento tecnico-professionale avvalendosi del contributo di tecnici dell’UNI e con il patrocinio ed il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico. Nei giorni 23 e 24 settembre a Sassari appuntamento con "DM 37/08 e impianti antincendio. Analisi delle norme UNI EN 12845, UNI 9795, UNI 10779, UNI EN 671 e argomenti correlati": la partecipazione al corso di aggiornamento è gratuita. Tra i contenuti del corso: il DM 37/08, il quadro normativo e le novità recenti e future, la direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione, le norme UNI EN 12845 “Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler - Progettazione, installazione e manutenzione”, UNI 9795 “Sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d’incendio”, UNI 10779 “Impianti di estinzione incendi. Reti di idranti. Progettazione, installazione ed esercizio” e UNI EN 671 “Sistemi fissi di estinzione incendi equipaggiati con tubazioni - Naspi e idranti”, considerazioni relative alla progettazione, alla costruzione e al collaudo, la dichiarazione di conformità e gli allegati tecnici.

Parteciperà in qualità di relatore il funzionario tecnico UNI Cristiano Fiameni.

pdf Locandina e scheda di iscrizione

CNA - Federazione regionale della Sardegna
viale Elmas 33/35 ang. via Semelia - 09122 Cagliari
tel. 070273728 - fax 070273726

Fonte: UNI

   
07/09/2011 Ultime novita' dalla Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas
Audizioni periodiche
Segnalazioni
Provvedimenti
WFER V
logoSi terrà a Quebec, in Canada, dal 13 al 16 Maggio 2012, il 5° Forum mondiale della regolazione energetica, il World Forum on Energy Regulation (WFER)
Ai lavori  - incentrati sul tema 'Raggiungere un equilibrio nel mezzo del cambiamento" - parteciperanno esperti di regolazione energetica, decision-makers, regolatori, rappresentanti dell'industria e vari stakeholder del settore.  

Fonte: Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas

   

07/09/2011

Elenco aggiornato Norme Armonizzate per la CPD

Alleghiamo l'elenco aggiornato delle norme armonizzate per la CPD, pubblicato sulla GUCE del 24/08/2011.

Fonte: UNI

   
 

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