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10 GIUGNO 2011

  

   

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10/06/2011

Bugie nucleari da Chernobyl in poi - Nella discussione sul nucleare si fa molto spesso riferimento al futuro, a quello che sarà, piuttosto che analizzare quello che è accaduto. Le centrali della prossima generazione saranno più sicure di quelle attuali? Può darsi, il problema, come sempre in queste faccende è la credibilità di chi fa certe affermazioni perché quasi nessuno è in grado di capire tecnicamente in che senso la sicurezza sarà aumentata. E la credibilità si può stabilire leggendo le varie posizioni di chi è pro e chi è contro il nucleare, su cosa sia successo ad esempio nel caso di Chernobyl. continua >>

Fonte: il Fatto Quotidiano
   
10/06/2011

L'Italia cresce ma non abbastanza
L'Istat colloca l'Italia, con una spesa in ricerca e sviluppo dell'1,23% del Pil, a metà classifica fra i paesi dell'Unione Europea, la cui media di investimenti è dell'1,92%. L'obiettivo della strategia Europa 2020, come già quello di Lisbona, è del 3%. C'è però un dato positivo: le risorse destinate al comparto negli ultimi tre anni sono cresciute all'incirca come in Germania, Francia e Regno Unito. E anche il distacco dai partner europei nella spesa a carico delle imprese, tradizionale nota dolente del nostro Paese, è in riduzione grazie a un incremento annuo del 7,9% (in termini nominali).

Certo, guardando in alto si vedono il 3,72% del Pil destinato a R&S dalla Finlandia il 3,7 della Svezia e il 2,68 della Germania (dati 2008), mentre sotto di noi troviamo le Repubbliche baltiche, Malta, Polonia e Romania. Ma un sistema come il nostro che poggia sulle pmi - e che pure consente all'Italia di fare il 12,2% del Pil dell'Unione - non favorisce la spesa industriale in innovazione, che è concentrata per quasi tre quarti nelle imprese oltre i 500 addetti: nella classifica delle prime mille società private dell'Unione per investimenti in ricerca ne troviamo non a caso appena 50 italiane, contro 289 britanniche, 189 tedesche e 113 francesi.

Secondo l'Istituto di statistica, se avessimo industrie di dimensioni analoghe a quelle tedesche, il nostro investimento in R&S crescerebbe di 2,6 volte. E la Banca d'Italia addebita proprio al "nanismo" e all'immobilismo dimensionale dell'imprenditoria italiano la difficoltà per cui non riusciamo ad accelerare la crescita economica: la media azienda di casa nostra conta appena 8 addetti, tre in meno delle concorrenti spagnole e sei in meno delle francesi, per non parlare delle apparentemente irraggiungibili aziende tedesche (35 addetti).

Altro atavico problema italiano, la disomogeneità territoriale, anche se in questo caso non si tratta del consueto problema delle ‘due velocità' tra Nord e Sud. Anzi, anche alcune regioni meridionali come Calabria, Campania e Puglia evidenziano una tendenza all'incremento, in una graduatoria che vede in testa il iemonte e il Lazio (che ha appena presentato il suo Programma strategico per la ricerca, l'innovazione e il trasferimento tecnologico).

Ma la ricerca non si fa solo con le risorse finanziarie, servono investimenti anche per quelle umane. Dal 2000 al 2007 in Italia i laureati sono diminuiti, mentre in Cina sono aumentati da due a sei milioni, e sia la quota di popolazione con istruzione universitaria sia quella iscritta alla formazione continua sono inferiori alla media Ue (rispettivamente, 11,6% contro il 22,8 e 6,8% contro il 9,8).

Addirittura, la media di 20-24 anni che hanno lasciato gli studi prima del diploma superiore è pari al 18%, per di più con una forte differenza di genere (22,0% fra i ragazzi, 15,4% fra le ragazze) e locale: in Sicilia, lascia la scuola prima della maturità più di un quarto dei giovani. Europa 2020 raccomanda di contenere gli abbandoni scolastici sotto il 10%.

Marco Ferrazzoli

Fonte: CNR

   
10/06/2011

Donne sovraccariche di lavoro. A casa

In Italia, la presenza femminile nel mercato del lavoro continua a essere inferiore a quella del resto d'Europa. Qualifiche e stipendi 'rosa' sono più bassi di quelli degli uomini, e, per sovrappiù, le donne portano sulle spalle gran parte dell'attività domestica e dell'assistenza familiare. Sono, dunque, il pilastro della famiglia, ma anche le figure che più pagano la scelta di avere figli e la crisi economica. Questa la fotografia scattata dall'Istituto di statistica (Istat), nella 19° edizione del Rapporto sulla situazione del Paese.

"Le donne vivono un'inaccettabile esclusione dal mercato del lavoro. Per di più, il carico di lavoro e di cura gravante su di loro rende più vulnerabile un 'welfare familiare' già debole, cerca di supplire alle carenze del sistema pubblico. Peraltro, le donne sono ancora troppo spesso costrette a uscire dal mercato del lavoro in occasione della nascita dei figli", commenta Enrico Giovannini, direttore generale dell'Istat.

Secondo il Rapporto, nel 2010 il tasso di occupazione femminile si è attestato al 46,1%, 12 punti percentuali in meno rispetto a quello europeo. Al Sud, la situazione è anche peggiore: solo 3 donne su 10 lavorano, contro le 6 del Nord Italia. Tra le occupate, inoltre, il 40% ha un lavoro di qualifica più bassa rispetto a quella posseduta ed è cresciuto di 140 mila unità il part-time dovuto alla difficoltà di conciliare gli orari di lavoro con i tempi di vita.

Inoltre, è ancora altissima la percentuale (8,7%) di quante dichiarano di essere state licenziate o messe in condizione di doversi dimettere a causa della gravidanza. Tra le mamme che hanno lasciato il lavoro, solo 4 su 10 hanno poi ripreso a lavorare.

Non solo. Le donne, in media, guadagnano il 20% in meno degli uomini. La loro retribuzione netta mensile è in media di 1.077 euro contro i 1.377 dei colleghi, anche se il divario si dimezza considerando i soli impieghi a tempo pieno (rispettivamente, 1.257 e 1.411 euro).

Diversa, ma non migliore, la situazione all'interno delle mura domestiche. Nonostante sia aumentato il numero degli uomini che si dedicano alle faccende domestiche, le occupate tra i 45 e i 64 anni lavorano in casa 1 ora e 33 minuti in più del partner. E gli impegni non finiscono nemmeno con la pensione: al crescere dell'età, anzi, le differenze di genere nei carichi di lavoro familiare si acuiscono ulteriormente.
 

Fonte: CNR
   
10/06/2011

Folla: un'equazione per gestirla
 

La libertà di muoversi è essenziale per l'uomo. Oggi, però andare al cinema, recarsi a un concerto, trovarsi in metro nell'ora di punta possono rivelarsi attività complicate. Per districarsi on facilità in mezzo alla folla arriva in aiuto la matematica. I ricercatori del Politecnico di Torino e dell'Istituto del calcolo ‘Mauro Picone' (Iac) del Cnr hanno infatti messo a punto un modello che descrive una folla per mezzo di equazioni matematiche e ne individua i comportamenti messi in atto più di frequente per gestirne il flusso.Le applicazioni di tale modello possono essere svariate, dai musei ai centri commerciali alla sicurezza nei grandi luoghi pubblici.

''I comportamenti collettivi diventano importanti soprattutto in caso di panico",  spiega uno degli autori dello studio, Andrea Tosin, del Politecnico di Torino, "e il modello potrebbe aiutare a capire come disporre al meglio, per esempio, le uscite di sicurezza di un luogo pubblico quali un aeroporto o una metropolitana''. Capire come si muove la folla in un centro commerciale può, inoltre, suggerire come disporre la merce per facilitarne l'acquisto.

Pubblicato sulla rivista ‘Applied Mathematical Modelling', il modello si basa sulla Teoria della misura, ossia sulla teoria matematica che si occupa di contare gli oggetti di un insieme. ''Considerando uno spazio come un insieme e inserendovi dei sottoinsiemi occupati dalle persone che vi transitano abbiamo  l'associazione fra questa teoria e le folle'', prosegue Tosin. "Simulando una stazione della metropolitana  che ha la caratteristica di avere due rampe di scale mobili (una accostata al muro e l'altra centrale), una rampa normale e molti ostacoli costituiti da pilastri situati nell'area dove si scende dai treni, lo scopo è quello di calcolare i tempi di svuotamento della stazione e i carichi di flusso sulle scale, osservando il modo in cui le persone si distribuiscono tra colonne e rampe".

In questo caso, il modello, che si basa su equazioni le cui variabili sono costituite dalla densità di persone nello spazio e dalla velocità delle stesse, ha evidenziato che le persone, nello scegliere la rampa di uscita, danno la precedenza alle due rampe con le scale mobili (la scala normale risulta la meno affollata di tutte) e scelgono la rampa allineata alla direzione da cui provengono. Nel caso della stazione simulata, risulta che solitamente la rampa che si affolla subito è la più vicina al muro.  ''Quando la gente segue l'uscita dai treni allineata con questa scala e vede la rampa affollata, cambia direzione", conclude  il ricercatore del Politecnico. "Si dirige quindi verso l'altra scala mobile, che è la centrale, e che però è già scelta da coloro che la trovano allineata alla direzione da cui provengono. Ne consegue che la rampa centrale di questa stazione si affolla più di tutte''.

Lo studio ha esaminato inoltre i carichi di flusso sui ponti pedonali e suggerisce come, in caso di panico, anche i pedoni tendano a seguire caoticamente altri individui senza una meta precisa: sono molto più attratti dalle aree ad alta densità, che dalle aree dove c'e' meno gente perché si pensa che nella direzione in cui si muove la massa ci sia la giusta via di uscita.

Vittoria Ruggiero

Fonte: Andrea Tosin , Politecnico, Torino, tel. 011/0907531, email andrea.tosin@polito.it
 

Fonte: CNR
   
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10/06/2011

Informazione di sicurezza

Fonte: Ministero della Salute
   
10/06/2011

Stoccaggio geologico di biossido di carbonio - Parere sullo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/31/CE in materia di stoccaggio geologico di biossido di carbonio, e recante modifica della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento(CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, su proposta del Ministro per le politiche europee, del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico. (POLITICHE EUROPEE – AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SVILUPPO ECONOMICO)
Parere ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Repertorio Atti n.: 113/CSR del 18/05/2011

[Dettaglio]

Fonte: Conferebza Unificata Stato Regioni

   
10/06/2011

 

La navigazione da diporto - La navigazione da diporto è "quella effettuata a scopi sportivi o ricreativi dai quali esuli il fine di lucro". Le unità destinate alla navigazione da diporto si distinguono in: navi, imbarcazioni e natanti. Tuttavia il Codice della Nautica da Diporto prevede che talune unita possano essere utilizzate per fini commerciali (ad es. attività di locazione e noleggio, insegnamento professionale della navigazione da diporto, eccetera). continua >>

Fonte: Guardia Costiera

   
10/06/2011 SICUREZZA - Modalità di adesione al codice di condotta

Nell`ambito delle attivita` svolte all`interno del Patto Formativo Locale delle Costruzioni sono stati varati due documenti attinenti la sicurezza nei cantieri: i Criteri minimi per un Cantiere Etico ed il Codice di Condotta, che alleghiamo alla presente circolare.

L`osservanza delle norme di legge richiamate nel Cantiere Etico e l`adesione al percorso indicato nel Codice di Condotta, consente all`impresa:

continua >>

Fonte: ANCE Benevento

   
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10/06/2011
La sentenza della settimana - MACCHINA SENZA PROTEZIONE DEI RULLI DI IMBOCCO - Ad abundantiam si osserva:
1. che l'eventuale condotta imprudente della vittima dell'infortunio, C.I. -posta in essere dallo stesso nell'eseguire l'intervento di riparazione del carroponte -costituiva, tutt'al più mera occasione della produzione dell'evento, senza assurgere a fatto .....

Vai alla sentenza per esteso >>

   
10/06/2011
10/06/2011
Comunicato del Presidente dell'Autorità del 10/06/2011 - rif.

Comunicato alle SOA e alle Stazioni appaltanti su criteri interpretativi per il rilascio della validità delle attestazioni di qualificazione nel periodo transitorio previsto dal D.P.R. n.207/2010 come modificato dal D.L. n. 70/2011

Fonte: Autorita' per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture

   
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10/06/2011

Circolare Inps 13 maggio 2011, n. 75

L’Inps fornisce, al proprio personale ispettivo, le indicazioni operative in ordine alla corretta ed omogenea applicazione della normativa in materia di accesso ispettivo e verbalizzazione unica

 

Fonte: ADAPT

   

10/06/2011

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

quando la griglia frontale dei carrelli è obbligatoria ?

Pagamento Coordinatore

Macchina importata: necessaria omologazione motore?

Sicurezza per l'hobbysta

Rilievi ambientali su laghi, fiumi, bacini

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

 

  

10/06/2011

La gestione dei pericoli continua >>

Fonte: SUVA (Svizzera)

       
10/06/2011

Privacy

Fonte: Garante per la Protezione dei Dati Personali

   
10/06/2011
L'angolo fiscale

Il termine per impugnare si conta
dalla consegna e non dalla notizia
continua >> 

Se il saldo di cassa è in rosso, si presumono ricavi irregolari continua >>

In cassa per l’acconto Ici 2011. Il versamento entro il 16 giugno continua >>

Ocse: in cinque parole-chiave i punti di forza della compliance continua >>

Fonte: Fisco Oggi

   
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