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31 MARZO 2011

  

   

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  31/03/2011

Il rumore ambientale? E' un reale attentato alla salute

rumore

Secondo gli scienziati dell'Institute of Cancer Epidemiology di Copenhagen, l'inquinamento acustico potrebbe aumentare il rischio ictus. Ma tra i soggetti più in pericolo non ci sarebbero soltanto i lavoratori. A essere particolarmente sottoposti a frastuoni e rumori incessanti senza possibilità di difendersi sono bambini e anziani

ROMA - Girarsi e rigirarsi nel letto senza riuscire a chiudere occhio. E, ancora, ronzio nelle orecchie e aumento della frequenza cardiaca. Ecco i primi sintomi che potrebbero farvi collocare nella categoria degli stressati dal rumore ambientale. I ricercatori non hanno dubbi: una cattiva qualità del sonno, la difficoltà ad addormentarsi o l'eccessiva sonnolenza diurna sono figli dell'inquinamento acustico. Ma i rischi che si corrono vanno ben oltre il cattivo umore e il peggioramento della qualità di vita: l'esposizione a forti rumori - spesso una delle "condizioni" più frequenti nella vita di tanti lavoratori - costituisce principalmente un pericolo per la propria salute. Un "terremoto" per il sistema cardiovascolare. A investigare il reale legame tra il rumore e la nostra salute è un recente studio pubblicato sull'European Heart Journal. Secondo gli scienziati dell'Institute of Cancer Epidemiology di Copenhagen, i soggetti particolarmente esposti a frastuoni continui sarebbero maggiormente sottoposti a rischio ictus. L'iperstimolazione dell'apparato uditivo determinerebbe, infatti, un "terremoto" nel  sistema cardiovascolare, provocando danni permanenti in particolar modo su bambini e anziani. E tra i "killer" individuati ci sarebbe il traffico. Sarebbe proprio l'esposizione al rumore di una zona trafficata ad aumentare il rischio di malattie extrauditive. Ferrovie, aeroporti, cantieri e industrie le fonti più moleste. Analizzando i dati  emersi su test condotti su un campione di 51.485 volontari, il team di studiosi danesi ha scoperto che, per ogni 10 decibel di rumore in più, il pericolo aumenta del 14% fra gli over 50 anni. E mentre per i soggetti più giovani non si registra un aumento statisticamente significativo del rischio ictus, per gli over 65 il pericolo accresce con un ritmo del 27% (sempre per ogni 10 decibel di frastuono in più). Ma ad attentare alla nostra salute sarebbero in realtà i rumori ripetuti e prolungati e superiori agli 85 decibel: quelli presenti nelle strade affollate vicino alle ferrovie, negli aeroporti e nei luoghi di lavoro, quali cantieri e industrie.
Particolarmente a rischio gli over 65.
Secondo
l'Osservatorio epidemiologico sugli ambienti di vita dell'ex Ispesl, oggi INAIL, nonostante i luoghi di lavoro siano un concentrato di frastuoni e rumori continui e incessanti, a correre maggiori pericoli sarebbero gli over 65, soggetti con meno possibilità di difendersi. I lavoratori, invece, costituirebbero (almeno in teoria) una delle categorie più protette: non potendo sottrarsi, infatti, all'esposizione da rumore, per loro è previsto l'utilizzo di mezzi di protezione mirati, come per esempio le cuffie. L'Osservatorio sottolinea inoltre come gli effetti derivanti da inquinamento aumentano in base a fattori soggettivi: la sensibilità e reattività individuale, la saturazione sensoriale, l'atteggiamento motivazionale del soggetto esposto, l'età,  e non ultimo il sesso. Le donne, ad esempio, sarebbero le più protette.

(Anna Di Russo/Roma)

Fonte: INAIL

   
  31/03/2011
Controlliamo i consumi dei Pc per risparmiare elettricità e denaro

Gli alimentatori dei computer fissi hanno una potenza di 400/500 VA (VoltAmpere) e oltre, con un assorbimento di energia elettrica quasi equivalente a quello di una stufetta elettrica o di un piccolo asciugacapelli. Tenere acceso il computer quando non si sta lavorando, quindi, provoca un consumo improduttivo di corrente con tutte le conseguenze che ne derivano:
• aumento della bolletta energetica
• incremento dell'inquinamento ambientale
• inutile assorbimento di potenza a scapito di altre utenze.

L'ultimo aspetto può diventare rilevante perché il contratto stipulato con il fornitore di energia elettrica prevede un ben preciso numero massimo di KW. Sommando le potenze assorbite dai computer lasciati accesi di notte o durante assenze più o meno prolungate dalla scrivania, si può scoprire che non si riescono a utilizzare altre apparecchiature elettriche per non superare la massima potenza disponibile
Ammesso che questo non sia un problema, rimane comunque il fatto che una migliore gestione dei consumi permette di inquinare meno e di risparmiare quattrini.
Combinazioni di risparmio energetico
In Microsoft Windows c'è un'apposita funzione per il controllo dei consumi elettrici del computer:
Start, Pannello di controllo, Opzioni risparmio energia
Le voci visualizzate nella finestra di Windows 7 e Vista fanno riferimento a come si deve comportare il sistema operativo dopo un certo numero di minuti di inattività:
Bilanciato
Risparmio di energia
Prestazioni elevate
In un computer portatile, a ogni combinazione corrispondono due gruppi di valori: uno quando funziona a batteria e un altro quando è collegato alla presa di corrente.
In Windows XP i nomi sono:
Casa/Ufficio
Portatile/Laptop
Presentazione
Sempre attivo
Gestione min. risparmio di energia
Batteria max

Parametri gestibili in Windows

Il nome di una combinazione non è significativo in sé, ma fa riferimento a una serie di valori impostati per un gruppo di parametri di gestione dei consumi di corrente:
• riduzione della luminosità dello schermo (nei portatili)
• spegnimento dello schermo
• disattivazione dei dischi rigidi
• mettere il sistema operativo nello stato di “sospensione”

In pratica si tratta di fissare dopo quanti minuti deve essere attivato ognuno di questi eventi.
Un tipico gruppo di valori è:
• 5 minuti, dopo di che viene ridotta la luminosità o viene spento lo schermo
• 15 minuti, dopo di che il motore del disco rigido viene disattivato
• 20 minuti e poi Windows viene portato nello stato di “sospensione”.
Per ogni evento il numero di minuti è modificabile nell'ambito di una serie di valori predefiniti. L'utente, quindi, può attivare una combinazione personalizzata per le proprie esigenze.

Il programma di utilità Edison

Il programma di utilità Edison rilasciato da Verdiem si propone gli stessi obiettivi di Opzioni risparmio energetico con in più alcune piccole, ma significative funzioni:
• combinazioni diverse per periodi di tempo lavorativo e non
• personalizzazione fine del tempo di inattività
• valutazione delle quantità di denaro, di energia e di anidride carbonica risparmiate.

Per utilizzare Edison, il produttore chiede una registrazione gratuita in Internet, tramite una procedura semi-guidata:
• la prima volta che si avvia il programma si fa clic sul collegamento ipertestuale “click here” (“fai clic qui”) per aprire la pagina web della registrazione
• compilato il modulo con nome, cognome, nazione e indirizzo di posta elettronica, confermare su Register
• successivamente aprire il messaggio di posta che Verdiem invia all'indirizzo dell'utente per fare clic su un collegamento ipertestuale generato automaticamente, dopo di che il programma risulta attivato.

Funzionamento di Edison
Il programma nasce per essere utilizzato in ambito lavorativo dove capita di avere computer accesi, ma inoperosi perché gli utenti vanno in riunione o si allontanano dalla scrivania per altri motivi. La logica di funzionamento, quindi, prevede politiche di gestione del risparmio energetico separate per diversi giorni della settimana e diverse ore del giorno.

Nelle impostazioni occorre stabilire quali sono i giorni e le ore “lavorative” (Work Time) e, per differenza, quali sono quelle “notturne” (Non-Work Time). Per ognuna delle due situazioni si sceglie la combinazione di minuti dopo i quali il programma deve:
• spegnere lo schermo
• disattivare i dischi rigidi
• sospendere il funzionamento del computer
Un cursore permette di scegliere dei valori all'interno di una serie di gruppi predefiniti, dal minimo al massimo risparmio possibile.
Se le combinazioni disponibili non fossero soddisfacenti, si possono modificare con un clic sul pulsante Custom (“personalizzazione”).
Dopo aver stabilito quale combinazione adottare, non si deve fare altro: Edison verifica automaticamente quando si genera uno degli eventi previsti, per agire di conseguenza e cominciare a risparmiare.

Carta d'identità
Software: Edison 1.1.3323.0
Categoria: Utility
Versione: Freeware
Lingua: Inglese
S.O. Windows 7, Vista e XP SP2; .NET 2.0, Internet Explorer 5.01 o versioni successive

Fonte: itechStudio News

   
31/03/2011 Salute e smog nella maggiori città italiane

Il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - Ufficio di Roma - ha recentemente pubblicato una nota relativa alla delicata e attuale relazione tra inquinamento atmosferico e salute nelle città italiane.

I dati, provenienti dalle Agenzie ambientali regionali, confermano infatti che la situazione ambientale relativa alle emissioni di polveri sottili provenienti dal trasporto urbano rimane critica nelle maggiori città italiane: nel 2010, 48 capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (mg/m3) di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. Questa situazione viene confermata dalle stime dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, che individua 17 città italiane tra le prime 30 città europee più inquinate. Torino, Brescia e Milano risultano ai primi posti della classifica; a Roma la concentrazione media annua di polveri sottili, rilevata da centraline di fondo urbano situate nei parchi, corrisponde a oltre 30 mg/m3 ed è più elevata della media europea (EU15) che è pari a 24,6 mg/m3.
La principale fonte di emissione di particolato nelle aree metropolitane italiane è costituita dal PM emesso dal trasporto su strada, il cui impatto continua a rappresentare un importante problema di sanità pubblica.
Secondo il Responsabile impatto ambientale sulla salute del Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS, Marco Martuzzi, in Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita a causa dell’esposizione al particolato [
Progetto collaborativo Commissione Europea/OMS Ufficio Regionale per l’Europa, Clean Air for Europe (CAFE)]; morti premature e malattie croniche ed acute continuano a colpire gli italiani, con conseguente diminuzione dell'attesa di vita e della capacità produttiva della società e un indebolimento del sistema sanitario, a causa del costo di migliaia di ricoveri ospedalieri. continua >>

Fonte: ARPAT

   
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31/03/2011
Un Programma Europeo a supporto dell’Efficienza Energetica delle PMI Chimiche

È risaputo che il “fattore energetico” è, a causa dell’elevato costo dell’energia in Italia, uno dei parametri che incidono negativamente sulla competitività dell’industria nazionale.
L’industria chimica ha sicuramente fatto degli sforzi enormi per ridurre sempre più i consumi degli input di produzione nei propri impianti, a partire da quelli di energia elettrica.
A testimonianza di ciò possiamo citare le significative riduzioni delle emissioni di CO2 ottenute dall’industria chimica in Italia e testimoniate dal Programma
Responsible Care.
Ulteriori miglioramenti nell’efficienza energetica sono naturalmente possibili ma, mentre le imprese di grande dimensione hanno al loro interno le potenzialità per questi miglioramenti, per le Piccole Medie Imprese è stato ritenuto importante trovare un modo per stimolarne l’interesse e supportarne gli sforzi.
L’importanza delle PMI è evidenziata dai seguenti numeri a livello europeo: sono PMI il 96% delle imprese europee, con un volume di vendita complessivo pari al 30% ed una quota dell’energia impiegata pari al 20%.
Anche per questo SC Sviluppo chimica S.p.A., società di servizi interamente controllata da Federchimica, ha dato la propria adesione a partecipare al "Progetto CARE+", nell’ambito dello schema “Intelligent Energy for Europe (IEE)” gestito dall’EACI (Agenzia Esecutiva per la Competitività e l’Innovazione) della Commissione Europea.
Il Progetto è coordinato dal CEFIC (la Federazione chimica Europea) e partecipato anche dai rappresentanti dell’Industria Chimica Bulgara e Polacca.

www.cefic.org/careplus

CARE + si pone i seguenti obiettivi:
  • sostenere la competitività delle PMI migliorandone l’efficienza energetica creando allo stesso tempo un interesse economico;
  • migliorare l’immagine dell’industria chimica, rappresentandola coma industria responsabile (il progetto è inserito infatti tra le iniziative di Responsible Care);
  • offrire un ulteriore servizio alle imprese associate e comprendere meglio e approfondire le specifiche necessità delle Imprese aderenti in campo energetico.

Il programma CARE +, dedicato alle sole PMI, si svilupperà attraverso una serie di step che prevedono:

  • sviluppare, testare ed offrire alle PMI “proposte per un uso efficiente dell’energia”;
  • divulgare informazioni sulle tecnologie energeticamente efficienti e sui sistemi di gestione efficiente dell’energia;
  • dimostrare, tramite corsi di formazione e verifiche in campo, che la riduzione dei consumi energetici, a costi competitivi è un obiettivo raggiungibile;
  • proporre speciali schemi finanziari a sostegno degli investimenti, per facilitare l’attuazione delle misure identificate, e per ridurre il consumo di energia da parte dell’Impresa;
  • migliorare le performance energetiche delle imprese (consumo energetico per unità di output).

Dal punto di vista formale il progetto è iniziato il 1° ottobre 2008 e terminerà il 30 marzo 2011. Il progetto si svilupperà parallelamente in ciascuna di tre nazioni pilota, tra cui figura l’Italia, nelle seguenti quattro fasi:

Fase 1
Analisi di del contesto di riferimento mediante:
  • invio di un questionario rivolto alle Imprese del settore chimico per l’identificazione dei pattern di consumo eventualmente generalizzabili all’ambito geografico-settoriale di riferimento;
  • definizione di eventuali proposte di miglioramento dell’efficienza energetica desunte da best practice internazionalmente riconosciute;
  • nuove tecnologie disponibili, individuate anche con il contributo di esperti nel campo dell’efficienza energetica.
Fase 2
Analisi e valutazione della documentazione elaborata sulla base delle informazioni ottenute a valle delle attività di cui alla fase 1 (toolkit per audit), con test presso due Imprese del Settore Chimico, già individuate, dei pattern di consumo energetico e delle opportunità di miglioramento disponibili.
Fase 3
Sulla base dei feedback ottenuti dalla seconda fase, si procederà alla modifica del materiale di supporto e documentale sviluppato con il fine di testarlo ulteriormente allargando il campione a 25 Imprese del settore chimico, per la verifica della correttezza e dell’efficacia del sistema/metodo proposto, attraverso il supporto per la definizione degli interventi migliorativi da proporre alla Direzione.
Fase 4
Sulla base dei risultati si provvederà ad estendere l’iniziativa anche agli altri paesi europei, non partecipanti al Progetto, sostenendo così la sua internazionalizzazione.

Le 25 PMI italiane del settore chimico che hanno aderito al progetto rispondendo al questionario potranno pertanto avvalersi gratuitamente dell’audit previsto nel test di cui alla Fase 3: tale intervento consiste in una consulenza energetica fornita da esperti a titolo gratuito, mediante una visita agli impianti produttivi.
A fronte delle informazioni che verranno rese disponibili dalle imprese partecipanti i consulenti energetici consegneranno al termine dell’audit una relazione sulle performance energetiche delle produzioni, incluse eventuali proposte di miglioramento dell’efficienza energetica ottenibili con costi di investimento contenuti e comunque alla portata dell’imprenditore.
I dati forniti dalle imprese verranno gestiti in modo confidenziale.
Gli interventi di audit per l’efficienza energetica presso le imprese del settore chimico in Italia saranno realizzati da Certiquality.

Benefici
Vantaggi attesi dalle PMI partecipanti del settore Chimico:
  • qualora dal test non emergano particolari necessità di miglioramento dell’efficienza energetica, l’impresa avrà così la certezza che il suo impianto e i suoi prodotti sono energeticamente competitivi; 
  • qualora emergano importanti aree di miglioramento dell’efficienza energetica, l’ impresa avrà gli elementi necessari per lo sviluppo di iniziative con un rilevante impatto nella bolletta energetica, e quindi dai risvolti economici significativi. Eventuali interventi migliorativi costosi potrebbero essere assistiti da attività di supporto successive, quali facilitazioni finanziarie o altro ancora, che potrebbero rendersi disponibili al termine del Progetto (infatti l’iniziativa al momento non include risorse finanziarie da destinare al supporto di tali investimenti).

Con il supporto di

Contatti
Responsabile Sviluppo Progetti SC
Paolo Manes
Tel. 02.34565.373
p.manes@sviluppochimica.it
  1. La Guida all'Auto-Diagnosi
    .pdf file (3,22 MB)
    Nuova edizione in italiano
     
  2. Le 8 Migliori Prassi per l'Efficienza Energetica
    .pdf file (1,71 MB)
    Versione in lingua italiana
     
  3. Brochure Care +
    .pdf file (437,27 KB)
    Versione in lingua italiana.
     
  4. National Report on Survey Questionnaires draft1
    .pdf file (154,17 KB)
     
  5. Report on national energy policies
    .pdf file (463,42 KB)
     
  6. National Report ITALY
    .pdf file (251,51 KB)
    Workbook per l'analisi energetica
    link per il download del file excel in lingua inglese dal sito del CEFIC

Fonte: Federchimica

   
31/03/2011

Controlli sugli strumenti per pesare, stabiliti i criteri

Per tutelare al meglio i consumatori e garantire correttezza e trasparenza negli scambi commerciali, il Ministero dello sviluppo economico ha stabilito i criteri per l'esecuzione dei controlli metrologici sugli strumenti per pesare. I due decreti , n. 31 e n. 32 del 18 gennaio 2011, riguardano i controlli successivi, la verificazione periodica e i controlli casuali, su strumenti di misurazione come le bilance a funzionamento automatico usate anche dai produttori di prodotti confezionati, e i misuratori di liquidi diversi dall’acqua, tra cui i distributori di carburante. I regolamenti, attuativi del Decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, di recepimento della Direttiva 2004/22/CE, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2011, supplemento ordinario n. 83.

Fonte: Ministero dello sviluppo economico

Allegati

Fonte: Governo

   
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31/03/2011

Patentino ciclomotori: al via la prova pratica di guida
Le novità per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida di motorini e minicar in vigore per le domande presentate dal 1 aprile 2011
Esame con prova pratica di guida, autorizzazione per esercitarsi a condurre un ciclomotore e lezioni teoriche sul funzionamento del mezzo in caso di emergenza. Queste le principali novità per chi, dal 1 aprile 2011, presenta una domanda per conseguire il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori, il cosiddetto "patentino".
Si tratta di modifiche previste dal Codice della strada (articolo 116) a seguito di recenti interventi normativi (legge 29 luglio 2011 n. 120 articolo 17 e legge 26 febbraio 2011 n. 10 articolo 2 comma 1-quater).
continua >>

 
Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
   
31/03/2011
Linee guida per sistemi di ancoraggio anticaduta - Documento (consultabile on line) riportante numerose informazioni sui sistemi di ancoraggio anticaduta, la normativa che ne regola l'utilizzo, l'aggiornamento del regolamento locale d'igiene della provincia di Bergamo che ne ha reso obbligatoria l'installazione in provincia. Per consultare il documento, clicca qui

Fonte: CPT Bergamo

   
31/03/2011

Il 2012 sarà l’Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile

La proposta dall’Onu: gestione equa ed etica dell’elettricità 

Ban Ki-moon, Segretario Generale dell'ONU, annuncia al mondo che il 2012 sarà «The International Year for Sustainable Energy»: l’anno internazionale per dell’energia sostenibile.
Un’iniziativa volta al miglioramento della qualità della vita di 1,6 miliardi di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo e che ancora non hanno accesso all'elettricità, una rivoluzione globale al fine di consentire un accesso universale all'energia pulita a tutti entro il 2030, oltre ad un 40% di aumento dell'efficienza energetica.
«La nostra sfida – spiega Ban Ki-moon – è la trasformazione. Abbiamo bisogno di una rivoluzione globale per l'energia pulita, una rivoluzione che renda l'energia disponibile e accessibile a tutti. È essenziale per rendere minimi i rischi climatici, per ridurre la povertà e migliorare la salute del Pianeta, la crescita economica, la pace e la sicurezza».
In piena fase di crescita delle esigenze globali di energia, il segretario generale dell’Onu invita i Paesi a maturare scelte accurate che portino nel lungo periodo all’abbandono dei carburanti fossili, ancora prevalenti e dannosi, visto contribuiscono ai cambiamenti climatici.
Nel corso di 20 anni, il consumo di energia aumenterà del 40%, specie nei Paesi in via di sviluppo, dove 1,6 miliardi di persone non hanno l'elettricità e 3 miliardi si affidano a biomasse tradizionali per scaldarsi, cucinare e altre esigenze domestiche di base. Inoltre due milioni di persone, specie donne e bambini, muore ogni anno a causa dell'inquinamento in casa, quasi il doppio del numero di morti per malaria a livello mondiale.
«È inaccettabile – continua – ed evitabile. È il momento di chiudere questo gap globale per l'accesso alle nuove energie. Per raggiungere l'obiettivo fissato al 2030 dobbiamo investire in capitale intellettuale che creerà nuove tecnologie verdi. Abbiamo bisogno di aumentare la spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo e che i governi diano i giusti incentivi».

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

   
31/03/2011

Min.Lavoro: illeciti diffidabili e non diffidabili - effetti sulla notificazione del verbale unico

 

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la circolare n. 10 del 28 marzo 2011, al fine di uniformare l'attività di accertamento delle Direzioni provinciali del lavoro, ha fornito alcune precisazioni in ordine agli effetti della contestazione e notificazione del c.d. verbale unico. In particolare, chiarisce come va individuato il dies a quo dal quale comincia a decorrere il termine per il pagamento delle sanzioni in misura ridotta (60 giorni), qualora con il verbale unico siano irrogate sanzioni relative sia ad illeciti oggetto di diffida che ad illeciti non diffidabili. 

"Qualora nel verbale unico si provveda contestualmente a diffidare il trasgressore e a richiedere il pagamento delle sanzioni in misura ridotta; il termine di 60 giorni decorre dalla scadenza dei termini già individuati dal Collegato lavoro ai fini della ottemperanza alla diffida e del relativo pagamento degli importi in misura minima (45 giorni in tutto ovvero 15 giorni nelle ipotesi in cui trova applicazione la c.d. diffida ora per allora)....

Resta fermo che il termine dei 60 giorni per aderire alla c.d. conciliazione amministrativa (art. 16 Legge 689/1981) decorre dalla ricezione del verbale unico qualora nello stesso siano presenti esclusivamente illeciti non diffidabili". 

Fonte: DPL Modena

   
31/03/2011

Destroyed in Seconds - Acetylene Factory Explosion

   
31/03/2011

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua evoluzione, sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:

Rischio elettrico: doppio isolamento

tutti i quesiti e le RT sul sito dei vigili del fuoco

Atex - Carrelli elevatori

Lavori vicino a tubazioni con amianto

Corso aggiornamento per pontisti

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
31/03/2011 Avvisi di sicurezza - Data pubblicazione Numero riferimento Fabbricante Dispositivo Tipo Azione 29/03/201113066-2011PulseCath BVPulsecath
Sistema di pompa circolatorioMDInformazione di Sicurezza

Fonte: Ministero della Salute

  

      

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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

    
31/03/2011
Adolescenti, alimentazione e attività fisica. A che punto siamo?
Alessandra Suglia, Dors

Il 10 marzo 2011 si è svolto a Parma il Convegno: “Alimenta il movimento. Alimentazione, attività motoria e salute dall’infanzia all’adolescenza”. Questo evento è stato l’ultimo di tre appuntamenti organizzati dalla Regione Emilia-Romagna con l’obiettivo di fornire elementi conoscitivi sui dati delle indagini Okkio alla salute e Health Behaviour in School-aged Children e sulle parti del piano regionale della prevenzione dedicate agli stili di vita (leggi e scarica il programma del Convegno Alimenta il movimento).
Nell’ambito del convegno, Dors ha presentato una sintesi delle prove di efficacia sulla promozione di uno stile di vita sano e attivo in adolescenza. La relazione ha evidenziato una serie di raccomandazioni per la pratica e il punto di vista degli adolescenti e dei docenti (Scarica
la relazione di Dors al Convegno Alimenta il movimento).
Da una prima analisi delle prove indicate da revisioni sistematiche (Summerbell, 2005; Kropski, 2008; Kamath, 2009; Brown, 2009; Dobbins, 2009), gli interventi, rivolti ai bambini e agli adolescenti, di promozione di sani stili di vita si confermano molto promettenti.
Gli obiettivi di questi interventi sono:
- aumento delle sane scelte alimentari
- aumento dei livelli quotidiani di attività fisica
- riduzione delle ore trascorse davanti a video (televisione, computer, videogiochi).
Gli interventi, rivolti agli adolescenti, sono multi-livello e coniugano azioni educative, ambientali e politiche sia per l’alimentazione che per l’attività fisica.
Le azioni sono:
- la trasmissione di informazioni corrette sui benefici di una sana alimentazione e di una costante attività fisica
- la disponibilità di spazi/percorsi per il dialogo e per il confronto tra pari e con esperti su abitudini alimentari, immagine corporea, ruolo dei pari e dei messaggi trasmessi dai media
- l’opportunità durante l’orario scolastico di sperimentare modalità per fare attività fisica che siano innovative, divertenti e differenziate per genere
- la diffusione di messaggi di comunicazione che incoraggino l’adozione di sani stili di vita
- l’offerta di percorsi formativi rivolti ai docenti su dati epidemiologici, benefici/rischi riguardanti i comportamenti sani e a rischio, metodi e strumenti per l’attuazione e la gestione degli interventi
- il coinvolgimento della famiglia attraverso una costante informazione delle attività scolastiche e la distribuzione di materiali (newsletter periodiche, opuscoli,…)
- il coinvolgimento attivo della comunità locale attraverso forme di co-progettazione di eventi e di campagne di comunicazione oppure attraverso ricognizioni di risorse e opportunità offerte dal territorio per la pratica dell’attività fisica quotidiana
- la riduzione del prezzo degli snack/bevande ipocalorici/freschi venduti negli istituti scolastici e nei punti di ristoro limitrofi
- la disponibilità di frutta e snack sani da consumarsi come spuntini
- la riorganizzazione delle giornate scolastiche al fine di riconoscere occasioni brevi e costanti per fare movimento e non solo durante le ore di educazione fisica.
La letteratura (Shepherd, 2006) indica gli amici, i mass media e la famiglia come le fonti che gli adolescenti prediligono per orientare le proprie scelte alimentari. Gli adolescenti chiedono inoltre di poter fare attività fisica in modo divertente. Le ragazze preferiscono attività che rafforzino il senso dell’autoefficacia mentre i ragazzi si sperimentano volentieri nel potenziare le proprie capacità fisico-sportive.
I docenti, impegnati in prima linea nella promozione di sani stili di vita, propongono una serie di indicazioni operative per la sostenibilità e la trasferibilità degli interventi realizzati nella scuola.
Le indicazioni proposte sono:
- individuare nella realtà scolastica le situazioni che non cambiano e su quelle ancorare le azioni di promozione della salute
- attuare protocolli di intesa tra Scuola e Sanità di “buona qualità”
- fare rete con gli attori del territorio
- prendere spunto da esperienze di buona pratica già realizzate
- dare un significato preciso e chiaro ai percorsi intrapresi
- fare marketing organizzando eventi-vetrina per far conoscere i progetti della scuola
- coinvolgere i genitori dimostrando loro che la promozione della salute è una tematica trasversale fortemente collegata alle materie curriculari
- documentare i progetti e le iniziative realizzate.
Una versione più approfondita della relazione di Dors, come buona parte degli altri interventi al Convegno Alimenta il movimento, è resa disponibile sul sito dell’Azienda sanitaria locale di Parma, nella sezione: Seminari, convegni e corsi.

Fonte: DORS

   
31/03/2011
Come l'ambiente di pub e discoteche condiziona il consumo di alcol ed è fattore di rischio per gli incidenti correlati: evidenze dalla letteratura
Paola Capra, Dors

li interventi indirizzati a chi beve prevedono 2 approcci: il demand-side approach si focalizza sul versante della domanda, con l'obiettivo di ridurre la domanda e di conseguenza il consumo di alcol, mediante interventi principalmente educativi; il supply-side approach si focalizza sul versante della fornitura, con l'obiettivo di intervenire per modificare gli ambienti in cui viene somministrato l'alcol, in primo luogo pub, bar, birrerie, discoteche.

Tutti i locali pubblici in cui vengono consumate bevande alcoliche sono spesso teatro di atti di violenza, lesioni accidentali, aggressioni, incidenti stradali. In letteratura è emerso che le caratteristiche ambientali dei luoghi in cui si beve sono di per sé fattori di rischio sia per l’abuso alcolico che per il verificarsi di eventi dannosi. 
In Australia e Canada gli interventi effettuati nei locali in cui si somministra alcol vengono valutati per sostenere le decisioni politiche; Graham in Canada ha preso in esame tutti gli approcci preventivi nei contesti in cui l'alcol viene consumato. Inoltre secondo la revisione Cochrane Ker 2008, relativa agli interventi per la prevenzione degli incidenti nei locali in cui si beve, "la ricerca osservazionale ha suggerito che i fattori ambientali dei luoghi in cui si consumano bevande alcoliche possono avere un impatto sul rischio di incidenti: in particolare in riferimento alla violenza, fattori quali la mancanza di posti a sedere, la musica ad alto volume, il sovraffollamento, la mancanza di cibi sono considerati fattori di rischio".

In Europa invece poco si sa sui fattori ambientali dei luoghi in cui si beve, quali sono più a rischio e quali sono le misure da adottare: è pertanto prioritario, in ambito europeo, rendere gli ambienti in cui si beve più sani e sicuri.
La revisione Hughes 2011, nel contesto del progetto europeo AMPHORA sulla relazione tra gli ambienti dei pub e discoteche di 4 paesi europei (Olanda, Slovenia, Spagna e Regno Unito) e l'abuso di alcol e danni alcol correlati, effettua una ricerca sistematica di letteratura: vengono inclusi 53 articoli riferiti a 34 studi che hanno usato metodi prevalentemente fondati sull'osservazione e hanno esaminato le varie caratteristiche ambientali dei locali in cui si beve e i comportamenti associati.
I fattori ambientali sono classificati in tre categorie: i fattori fisici dei locali - scarsa ventilazione, scarsa pulizia, sovraffollamento, musica ad alto volume, illuminazione, ambienti molto riscaldati, disponibilità di posti a sedere, ambienti fatiscenti e poco attraenti; i fattori sociali - bevande economiche e promozioni, ambiente permissivo che consente condotte poco decorose o accetta minori, presenza di giochi (per esempio il biliardo), focus sul ballo e la musica, attività illegali quali vendita di droga e prostituzione, vendita di birra, alcolici e superalcolici, vendita di bevande analcoliche, disponibilità di cibi; i fattori relativi il personale che somministra alcolici - caratteristiche del personale (per esempio prevalenza femminile, età media), poco controllo del personale e sua poca esperienza, interventi da parte del personale nei confronti dei clienti ubriachi sia in senso fisico che in modo alternativo (per esempio controllo del documento d’identità), personale addetto alla sicurezza, basso numero di personale in rapporto al numero dei clienti. 
Questi fattori vengono associati e valutati in relazione all'abuso di alcol, alle diverse modalità di somministrazione (a minori, a chi ha già bevuto, eccesso di somministrazione, intossicazione) e ai differenti tipi di danni alcol correlati (aggressioni, lesioni non intenzionali, incidenti stradali).

I fattori che sembrano più importanti e che contribuiscono ai danni alcol correlati e all'abuso sono: ambiente permissivo, sovraffollamento, musica ad alto volume e personale con poca esperienza; i risultati degli studi non sono sempre coerenti tra loro e non permettono di trarre conclusioni certe: la mancanza di prove sicure è in linea con le conclusioni della revisione Ker 2008.
Tuttavia la revisione Hughes 2011, così come in precedenza la revisione Ker 2008, evidenziano un'area in cui mancano solide evidenze scientifiche e auspicano che, per il futuro vengano condotti studi di migliore qualità, con un impatto sui più moderni contesti europei della vita notturna, caratterizzati da un elevato consumo alcolico. 

Riferimenti bibliografici della revisione:
Hughes K et al.
Environmental factors in drinking venues and alcohol-related harm: the evidence base for European intervention. Addiction 2011; 106 (Suppl. 1): 37 46  doi: 10.1111/j.1360-0443.2010.03345.x
Ker K, Chinnock P.
Interventions in the alcohol server setting for preventing injuries. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 3. Art. No.: CD005244. DOI: 10.1002/14651858.CD005244.pub3.
Graham K.
Preventive interventions for on-premise drinking: a promising but under researched area for prevention. Contemporary Drug Problems 2000;27:593–667.

Fonte: DORS

   
31/03/2011 L'ora legale fa ingrassare?
Secondo uno studio sarebbe uno dei suoi possibili effetti per la ricaduta sul metabolismo

Fonte: Corriere

   
31/03/2011 Codex endorses joint ISO/IDF guidelines for detecting melamine in milk

Guidelines developed by ISO and the International Dairy Federation (IDF) to help prevent a recurrence of the crisis caused by milk adulterated with melamine that affected thousands of children have been endorsed by the Codex Alimentarius Commission, the United Nations body responsible for food safety that protects the health of consumers and helps to ensure fair trade practices in the food trade.
In 2008, a number of children died and many became seriously ill after drinking milk contaminated by melamine. The substance, which is used in the manufacturing of fire-retardant plastics, had been added to milk sold by some companies in order to make it appear as having higher protein content. In humans, ingestion of melamine can cause kidney stones and renal failure. This is particularly dangerous for babies and small children for whom it can prove fatal.

Glass of milk

To help detect and prevent future adulterated milk products from entering the market, ISO and IDF prepared technical specification (TS) ISO/TS 15495 | IDF/RM 230:2010, Milk, milk products and infant formulae – Guidelines for the quantitative determination of melamine and cyanuric acid by LC-MS/MS, which was published in 2010.
At its 32nd session, 7-11 March, the Codex Committee on Methods of Analysis and Sampling (CCMAS) endorsed the joint IDF/ISO guidelines for milk, milk products and infant formula. The endorsement of these guidelines means that an internationally harmonized procedure has now been approved that will allow authorities to check the level of melamine in powdered infant formula against the recently adopted Codex maximum level of 1 mg melamine per kg of product.
CCMAS is recommending this method for final adoption by the Codex Alimentarius Commission in July 2011. Codex has already adopted more than 60 joint IDF/ISO standards for methods of analysis which facilitate international trade in dairy products and protect the consumer.
‘’These current recommended guidelines provide a robust means for regulatory authorities, manufacturers and producers to ensure the integrity and safety of tested milk and derivative products and help prevent further incidents” says Professor Árpád Ambrus, Chair of the CCMAS.
‘’The publication of these guidelines was achieved in a very short time span in response to the event of milk adulteration with melamine. The availability of the method will help reinforce consumer confidence in the milk industry’s ability to guarantee safe and nutritious products. It also clearly demonstrates the strength of IDF and ISO’s collaboration, especially concerning matters regarding food safety/public health and protection’’ says Richard Doyle, President of the IDF.
ISO/TS 15495 | IDF/RM 230:2010 will be useful for dairy producers and suppliers, milk product and infant formulae manufacturers, regulatory and testing authorities, equipment suppliers, and the food industry in general.
The document was prepared by ISO technical committee ISO/TC 34, Food products, subcommittee SC 5, Milk and milk products, in collaboration with IDF – a non-profit organization representing the dairy sector worldwide. IDF and ISO have a long history of working together to develop and jointly publish standards methods of analysis and sampling for milk and derivative products.
ISO/TS 15495 | IDF/RM 230:2010, Milk, milk products and infant formulae -- Guidelines for the quantitative determination of melamine and cyanuric acid by LC-MS/MS, is available from ISO national member institutes (see the complete list with contact details). It may also be obtained directly from the ISO Central Secretariat, price 118 Swiss francs, through the ISO Store or by contacting the Marketing, Communication & Information department (see right-hand column).  

Fonte: ISO

 

      

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