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Gli ascensori e la sicurezza -
Elettrosmog e molto altro ancora .....
Il rumore ambientale? E' un
reale attentato alla salute
Secondo gli scienziati
dell'Institute of Cancer Epidemiology di Copenhagen, l'inquinamento
acustico potrebbe aumentare il rischio ictus. Ma tra i soggetti più
in pericolo non ci sarebbero soltanto i lavoratori. A essere
particolarmente sottoposti a frastuoni e rumori incessanti senza
possibilità di difendersi sono bambini e anziani
ROMA - Girarsi e rigirarsi nel
letto senza riuscire a chiudere occhio. E, ancora, ronzio nelle
orecchie e aumento della frequenza cardiaca. Ecco i primi sintomi
che potrebbero farvi collocare nella categoria degli stressati dal
rumore ambientale. I ricercatori non hanno dubbi: una cattiva
qualità del sonno, la difficoltà ad addormentarsi o l'eccessiva
sonnolenza diurnasono figli
dell'inquinamento acustico. Ma i rischi che si corrono vanno ben
oltre il cattivo umore e il peggioramento della qualità di vita:
l'esposizione a forti rumori - spesso una delle "condizioni" più
frequenti nella vita di tanti lavoratori - costituisce
principalmente un pericolo per la propria salute.
Un "terremoto" per il sistema cardiovascolare. A
investigare il reale legame tra il rumore e la nostra salute è un
recente studio pubblicato sull'European
Heart Journal.
Secondo gli scienziati dell'Institute
of Cancer Epidemiology di Copenhagen,
i soggetti particolarmente esposti a frastuoni continui sarebbero
maggiormente sottoposti a rischio ictus. L'iperstimolazione
dell'apparato uditivo determinerebbe, infatti, un "terremoto" nel
sistema cardiovascolare, provocando danni permanenti in particolar
modo su bambini e anziani. E tra i "killer" individuati ci sarebbe
il traffico. Sarebbe proprio l'esposizione al rumore di una zona
trafficata ad aumentare il rischio di malattie extrauditive.
Ferrovie, aeroporti, cantieri e
industrie le fonti più moleste. Analizzando i dati emersi
su test condotti su un campione di 51.485 volontari, il team di
studiosi danesi ha scoperto che, per ogni 10 decibel di rumore in
più, il pericolo aumenta del 14% fra gli over 50 anni. E mentre per
i soggetti più giovani non si registra un aumento statisticamente
significativo del rischio ictus, per gli over 65 il pericolo
accresce con un ritmo del 27% (sempre per ogni 10 decibel di
frastuono in più). Ma ad attentare alla nostra salute sarebbero in
realtà i rumori ripetuti e prolungati e superiori agli 85 decibel:
quelli presenti nelle strade affollate vicino alle ferrovie, negli
aeroporti e nei luoghi di lavoro, quali cantieri e industrie.
Particolarmente a rischio gli over 65. Secondo
l'Osservatorio
epidemiologico sugli ambienti di vita dell'ex Ispesl, oggi INAIL, nonostante
i luoghi di lavoro siano un concentrato di frastuoni e rumori
continui e incessanti, a correre maggiori pericoli sarebbero gli
over 65, soggetti con meno possibilità di difendersi. I lavoratori,
invece, costituirebbero (almeno in teoria) una delle categorie più
protette: non potendo sottrarsi, infatti, all'esposizione da rumore,
per loro è previsto l'utilizzo di mezzi di protezione mirati, come
per esempio le cuffie. L'Osservatorio sottolinea inoltre come gli
effetti derivanti da inquinamento aumentano in base a fattori
soggettivi: la sensibilità e reattività individuale, la saturazione
sensoriale, l'atteggiamento motivazionale del soggetto esposto,
l'età, e non ultimo il sesso. Le donne, ad esempio, sarebbero le
più protette.
(Anna
Di Russo/Roma)
Fonte:
INAIL
31/03/2011
Controlliamo i
consumi dei Pc
per risparmiare elettricità e denaro
Gli alimentatori dei computer
fissi hanno una potenza di 400/500 VA (VoltAmpere)
e oltre, con un assorbimento di energia elettrica quasi equivalente a quello
di una stufetta elettrica o di un piccolo asciugacapelli. Tenere acceso il
computer quando non si sta lavorando, quindi, provoca un consumo
improduttivo di corrente con tutte le conseguenze che ne derivano:
• aumento della bolletta energetica
• incremento dell'inquinamento ambientale
• inutile assorbimento di potenza a scapito di altre utenze.
L'ultimo aspetto può diventare
rilevante perché il contratto stipulato con il fornitore di energia
elettrica prevede un ben preciso numero massimo di KW. Sommando le potenze
assorbite dai computer lasciati accesi di notte o durante assenze più o meno
prolungate dalla scrivania, si può scoprire che non si riescono a utilizzare
altre apparecchiature elettriche per non superare la massima potenza
disponibile
Ammesso che questo non sia un
problema, rimane comunque il fatto che una migliore gestione dei consumi
permette di inquinare meno e di risparmiare quattrini.
Combinazioni di risparmio energetico In
Microsoft Windows c'è un'apposita funzione per il controllo dei consumi
elettrici del computer:
• Start,
Pannello di controllo, Opzioni risparmio
energia Le voci visualizzate nella finestra di
Windows 7 e
Vista fanno riferimento a come si deve
comportare il sistema operativo dopo un certo numero di minuti di
inattività:
• Bilanciato
• Risparmio di energia
• Prestazioni elevate In un computer portatile, a ogni
combinazione corrispondono due gruppi di valori: uno quando funziona a
batteria e un altro quando è collegato alla presa di corrente.
In
Windows XP i nomi sono:
• Casa/Ufficio
• Portatile/Laptop
• Presentazione
• Sempre attivo
• Gestione min. risparmio di energia
• Batteria max
Parametri gestibili in Windows
Il nome di una combinazione non è significativo in sé, ma fa riferimento a
una serie di valori impostati per un gruppo di parametri di gestione dei
consumi di corrente:
• riduzione della luminosità dello schermo (nei portatili)
• spegnimento dello schermo
• disattivazione dei dischi rigidi
• mettere il sistema operativo nello stato di “sospensione”
In pratica si tratta di fissare dopo
quanti minuti deve essere attivato ognuno di questi eventi.
Un tipico gruppo di valori è:
• 5 minuti, dopo di che viene ridotta la luminosità o viene spento lo
schermo
• 15 minuti, dopo di che il motore del disco rigido viene disattivato
• 20 minuti e poi Windows viene portato nello stato di “sospensione”.
Per ogni evento il numero di minuti è
modificabile nell'ambito di una serie di valori predefiniti. L'utente,
quindi, può attivare una combinazione personalizzata per le proprie
esigenze.
Il programma di utilità Edison
Il programma di utilità Edison
rilasciato da Verdiem si propone gli
stessi obiettivi di Opzioni risparmio
energetico con in più alcune piccole, ma significative funzioni:
• combinazioni diverse per periodi di tempo lavorativo e non
• personalizzazione fine del tempo di inattività
• valutazione delle quantità di denaro, di energia e di anidride carbonica
risparmiate.
Per utilizzare
Edison, il produttore chiede una
registrazione gratuita in Internet, tramite una procedura semi-guidata:
• la prima volta che si avvia il programma si fa clic sul collegamento
ipertestuale “click here” (“fai clic
qui”) per aprire la pagina web della registrazione
• compilato il modulo con nome, cognome, nazione e indirizzo di posta
elettronica, confermare su Register
• successivamente aprire il messaggio di posta che
Verdiem invia all'indirizzo dell'utente
per fare clic su un collegamento ipertestuale generato automaticamente, dopo
di che il programma risulta attivato.
Funzionamento di Edison
Il programma nasce per essere utilizzato in ambito lavorativo dove capita di
avere computer accesi, ma inoperosi perché gli utenti vanno in riunione o si
allontanano dalla scrivania per altri motivi. La logica di funzionamento,
quindi, prevede politiche di gestione del risparmio energetico separate per
diversi giorni della settimana e diverse ore del giorno.
Nelle impostazioni occorre stabilire
quali sono i giorni e le ore “lavorative” (Work
Time) e, per differenza, quali sono quelle “notturne” (Non-Work
Time). Per ognuna delle due situazioni si sceglie la combinazione di
minuti dopo i quali il programma deve:
• spegnere lo schermo
• disattivare i dischi rigidi
• sospendere il funzionamento del computer
Un cursore permette di scegliere dei
valori all'interno di una serie di gruppi predefiniti, dal minimo al massimo
risparmio possibile.
Se le combinazioni disponibili non
fossero soddisfacenti, si possono modificare con un clic sul pulsante
Custom (“personalizzazione”).
Dopo aver stabilito
quale combinazione adottare, non si deve fare altro:
Edison verifica automaticamente quando
si genera uno degli eventi previsti, per agire di conseguenza e cominciare a
risparmiare.
Il Centro Europeo Ambiente e Salute
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - Ufficio di Roma - ha
recentemente pubblicato una nota relativa alla delicata e attuale
relazione tra inquinamento atmosferico e salute nelle città italiane.
I dati, provenienti dalle Agenzie ambientali regionali,
confermano infatti che la situazione ambientale relativa alle
emissioni di polveri sottili provenienti dal trasporto urbano
rimane critica nelle maggiori città italiane: nel 2010, 48
capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di
50 microgrammi per metro cubo (mg/m3) di polveri sottili oltre i
35 giorni consentiti dalla legge. Questa situazione viene
confermata dalle stime dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, che
individua 17 città italiane tra le prime 30 città europee più
inquinate. Torino, Brescia e Milano risultano ai primi posti
della classifica; a Roma la concentrazione media annua di
polveri sottili, rilevata da centraline di fondo urbano situate
nei parchi, corrisponde a oltre 30 mg/m3 ed è più elevata della
media europea (EU15) che è pari a 24,6 mg/m3.
La principale fonte di emissione di particolato nelle aree
metropolitane italiane è costituita dal PM emesso dal trasporto
su strada, il cui impatto continua a rappresentare un importante
problema di sanità pubblica.
Secondo il Responsabile impatto ambientale sulla salute del
Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS, Marco Martuzzi, in
Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita a causa
dell’esposizione al particolato [Progetto
collaborativo Commissione Europea/OMS Ufficio Regionale per
l’Europa, Clean Air for Europe (CAFE)]; morti
premature e malattie croniche ed acute continuano a colpire gli
italiani, con conseguente diminuzione dell'attesa di vita e
della capacità produttiva della società e un indebolimento del
sistema sanitario, a causa del costo di migliaia di ricoveri
ospedalieri.
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Fonte: ARPAT
Biogas da
fermentazioni di biomasse -
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Un Programma Europeo a supporto dell’Efficienza Energetica delle PMI
Chimiche
È risaputo che il “fattore energetico” è, a causa dell’elevato costo
dell’energia in Italia, uno dei parametri che incidono negativamente sulla
competitività dell’industria nazionale.
L’industria chimica ha sicuramente fatto degli sforzi enormi per ridurre sempre
più i consumi degli input di produzione nei propri impianti, a partire da quelli
di energia elettrica.
A testimonianza di ciò possiamo citare le significative riduzioni delle
emissioni di CO2 ottenute dall’industria chimica in Italia e testimoniate dal
Programma
Responsible Care.
Ulteriori miglioramenti nell’efficienza energetica sono naturalmente
possibili ma, mentre le imprese di grande dimensione hanno al loro interno le
potenzialità per questi miglioramenti, per le Piccole Medie Imprese è stato
ritenuto importante trovare un modo per stimolarne l’interesse e supportarne gli
sforzi.
L’importanza delle PMI è evidenziata dai seguenti numeri a livello europeo: sono
PMI il 96% delle imprese europee, con un volume di vendita complessivo pari al
30% ed una quota dell’energia impiegata pari al 20%.
Anche per questo SC Sviluppo chimica S.p.A., società di servizi interamente
controllata da Federchimica, ha dato la propria adesione a partecipare al
"Progetto CARE+", nell’ambito dello schema “Intelligent Energy for Europe (IEE)”
gestito dall’EACI (Agenzia Esecutiva per la Competitività e l’Innovazione) della
Commissione Europea.
Il Progetto è coordinato dal CEFIC (la Federazione chimica Europea) e
partecipato anche dai rappresentanti dell’Industria Chimica Bulgara e Polacca.
sostenere la competitività delle PMI migliorandone l’efficienza
energetica creando allo stesso tempo un interesse economico;
migliorare l’immagine dell’industria chimica, rappresentandola coma
industria responsabile (il progetto è inserito infatti tra le iniziative di
Responsible Care);
offrire un ulteriore servizio alle imprese associate e comprendere
meglio e approfondire le specifiche necessità delle Imprese aderenti in
campo energetico.
Il programma CARE +, dedicato alle sole PMI, si svilupperà attraverso una
serie di step che prevedono:
sviluppare, testare ed offrire alle PMI “proposte per un uso efficiente
dell’energia”;
divulgare informazioni sulle tecnologie energeticamente efficienti e sui
sistemi di gestione efficiente dell’energia;
dimostrare, tramite corsi di formazione e verifiche in campo, che la
riduzione dei consumi energetici, a costi competitivi è un obiettivo
raggiungibile;
proporre speciali schemi finanziari a sostegno degli investimenti, per
facilitare l’attuazione delle misure identificate, e per ridurre il consumo
di energia da parte dell’Impresa;
migliorare le performance energetiche delle imprese (consumo energetico
per unità di output).
Dal punto di vista formale il progetto è iniziato il
1° ottobre 2008
e terminerà il 30 marzo 2011. Il progetto si svilupperà
parallelamente in ciascuna di tre nazioni pilota, tra cui figura l’Italia, nelle
seguenti quattro fasi:
Fase 1
Analisi di del contesto di riferimento mediante:
invio di un questionario rivolto alle Imprese del settore chimico per
l’identificazione dei pattern di consumo eventualmente generalizzabili
all’ambito geografico-settoriale di riferimento;
definizione di eventuali proposte di miglioramento dell’efficienza
energetica desunte da best practice internazionalmente riconosciute;
nuove tecnologie disponibili, individuate anche con il contributo di
esperti nel campo dell’efficienza energetica.
Fase 2
Analisi e valutazione della documentazione elaborata sulla base delle
informazioni ottenute a valle delle attività di cui alla fase 1 (toolkit per
audit), con test presso due Imprese del Settore Chimico, già individuate, dei
pattern di consumo energetico e delle opportunità di miglioramento disponibili.
Fase 3
Sulla base dei feedback ottenuti dalla seconda fase, si procederà alla
modifica del materiale di supporto e documentale sviluppato con il fine di
testarlo ulteriormente allargando il campione a 25 Imprese del settore chimico,
per la verifica della correttezza e dell’efficacia del sistema/metodo proposto,
attraverso il supporto per la definizione degli interventi migliorativi da
proporre alla Direzione.
Fase 4
Sulla base dei risultati si provvederà ad estendere l’iniziativa anche agli
altri paesi europei, non partecipanti al Progetto, sostenendo così la sua
internazionalizzazione.
Le 25 PMI italiane del settore chimico che hanno aderito al progetto
rispondendo al questionario potranno pertanto avvalersi gratuitamente dell’audit
previsto nel test di cui alla Fase 3: tale intervento consiste in una consulenza
energetica fornita da esperti a titolo gratuito, mediante una visita agli
impianti produttivi.
A fronte delle informazioni che verranno rese disponibili dalle imprese
partecipanti i consulenti energetici consegneranno al termine dell’audit una
relazione sulle performance energetiche delle produzioni, incluse eventuali
proposte di miglioramento dell’efficienza energetica ottenibili con costi di
investimento contenuti e comunque alla portata dell’imprenditore.
I dati forniti dalle imprese verranno gestiti in modo confidenziale.
Gli interventi di audit per l’efficienza energetica presso le imprese del
settore chimico in Italia saranno realizzati da Certiquality.
Benefici
Vantaggi attesi dalle PMI partecipanti del settore Chimico:
qualora dal test non emergano particolari necessità di miglioramento
dell’efficienza energetica, l’impresa avrà così la certezza che il suo
impianto e i suoi prodotti sono energeticamente competitivi;
qualora emergano importanti aree di miglioramento dell’efficienza
energetica, l’ impresa avrà gli elementi necessari per lo sviluppo di
iniziative con un rilevante impatto nella bolletta energetica, e quindi dai
risvolti economici significativi. Eventuali interventi migliorativi costosi
potrebbero essere assistiti da attività di supporto successive, quali
facilitazioni finanziarie o altro ancora, che potrebbero rendersi
disponibili al termine del Progetto (infatti l’iniziativa al momento non
include risorse finanziarie da destinare al supporto di tali investimenti).
Controlli sugli strumenti
per pesare, stabiliti i criteri
Per tutelare al meglio i consumatori e
garantire correttezza e trasparenza negli scambi commerciali, il Ministero
dello sviluppo economico ha stabilito i criteri per l'esecuzione dei
controlli metrologici sugli strumenti per pesare. I due decreti , n. 31 e n.
32 del 18 gennaio 2011, riguardano i controlli successivi, la verificazione
periodica e i controlli casuali, su strumenti di misurazione come le bilance
a funzionamento automatico usate anche dai produttori di prodotti
confezionati, e i misuratori di liquidi diversi dall’acqua, tra cui i
distributori di carburante. I regolamenti, attuativi del Decreto legislativo
2 febbraio 2007, n. 22, di recepimento della Direttiva 2004/22/CE, sono
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2011, supplemento ordinario
n. 83.
Patentino ciclomotori: al via la prova pratica di
guida
Le novità per il conseguimento del certificato di
idoneità alla guida di motorini e minicar in vigore
per le domande presentate dal 1 aprile 2011
Esame con prova pratica di guida, autorizzazione per
esercitarsi a condurre un ciclomotore e lezioni
teoriche sul funzionamento del mezzo in caso di
emergenza. Queste le principali novità per chi, dal
1 aprile 2011, presenta una domanda per
conseguire il certificato di idoneità alla guida di
ciclomotori, il cosiddetto "patentino".
Si tratta di modifiche previste dal Codice della
strada (articolo 116) a seguito di recenti
interventi normativi (legge 29 luglio 2011 n. 120
articolo 17 e legge 26 febbraio 2011 n. 10 articolo
2 comma 1-quater).
continua
>>
Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
31/03/2011
Linee guida per sistemi di ancoraggio anticaduta
- Documento
(consultabile on line) riportante numerose
informazioni sui sistemi di ancoraggio anticaduta,
la normativa che ne regola l'utilizzo,
l'aggiornamento del regolamento locale d'igiene
della provincia di Bergamo che ne ha reso
obbligatoria l'installazione in provincia. Per
consultare il documento,
clicca qui
Il 2012 sarà l’Anno Internazionale dell’Energia
Sostenibile
La
proposta dall’Onu: gestione equa ed etica
dell’elettricità
Ban
Ki-moon, Segretario Generale dell'ONU, annuncia
al mondo che il 2012 sarà «The International
Year for Sustainable Energy»: l’anno
internazionale per dell’energia sostenibile.
Un’iniziativa volta al miglioramento della
qualità della vita di 1,6 miliardi di persone
che vivono nei Paesi in via di sviluppo e che
ancora non hanno accesso all'elettricità, una
rivoluzione globale al fine di consentire un
accesso universale all'energia pulita a tutti
entro il 2030, oltre ad un 40% di aumento
dell'efficienza energetica.
«La nostra sfida – spiega Ban Ki-moon – è la
trasformazione. Abbiamo bisogno di una
rivoluzione globale per l'energia pulita, una
rivoluzione che renda l'energia disponibile e
accessibile a tutti. È essenziale per rendere
minimi i rischi climatici, per ridurre la
povertà e migliorare la salute del Pianeta, la
crescita economica, la pace e la sicurezza».
In piena fase di crescita delle esigenze globali
di energia, il segretario generale dell’Onu
invita i Paesi a maturare scelte accurate che
portino nel lungo periodo all’abbandono dei
carburanti fossili, ancora prevalenti e dannosi,
visto contribuiscono ai cambiamenti climatici.
Nel corso di 20 anni, il consumo di energia
aumenterà del 40%, specie nei Paesi in via di
sviluppo, dove 1,6 miliardi di persone non hanno
l'elettricità e 3 miliardi si affidano a
biomasse tradizionali per scaldarsi, cucinare e
altre esigenze domestiche di base. Inoltre due
milioni di persone, specie donne e bambini,
muore ogni anno a causa dell'inquinamento in
casa, quasi il doppio del numero di morti per
malaria a livello mondiale.
«È inaccettabile – continua – ed evitabile. È il
momento di chiudere questo gap globale per
l'accesso alle nuove energie. Per raggiungere
l'obiettivo fissato al 2030 dobbiamo investire
in capitale intellettuale che creerà nuove
tecnologie verdi. Abbiamo bisogno di aumentare
la spesa pubblica e privata in ricerca e
sviluppo e che i governi diano i giusti
incentivi».
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare
Min.Lavoro:
illeciti diffidabili e non diffidabili - effetti sulla notificazione del verbale
unico
Il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, con la circolare n. 10 del 28 marzo 2011, al fine di uniformare
l'attività di accertamento delle Direzioni provinciali del lavoro, ha fornito
alcune precisazioni in ordine agli effetti della contestazione e notificazione
del c.d. verbale unico. In particolare, chiarisce come va individuato il dies
a quo dal quale comincia a decorrere il termine per il pagamento delle
sanzioni in misura ridotta (60 giorni), qualora con il verbale unico siano
irrogate sanzioni relative sia ad illeciti oggetto di diffida che ad illeciti
non diffidabili.
"Qualora nel verbale unico si provveda
contestualmente a diffidare il trasgressore e a richiedere il pagamento delle
sanzioni in misura ridotta; il termine di 60 giorni decorre dalla scadenza dei
termini già individuati dal Collegato lavoro ai fini della ottemperanza alla
diffida e del relativo pagamento degli importi in misura minima (45 giorni in
tutto ovvero 15 giorni nelle ipotesi in cui trova applicazione la c.d.
diffida ora per allora)....
Resta fermo che il termine dei 60 giorni per
aderire alla c.d. conciliazione amministrativa (art. 16 Legge 689/1981) decorre
dalla ricezione del verbale unico qualora nello stesso siano presenti
esclusivamente illeciti non diffidabili".
TESTO UNICO SICUREZZA
E NON SOLO ...-
Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua
evoluzione, sul Testo Unico
sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:
Avvisi di sicurezza
-
Data pubblicazione Numero
riferimento Fabbricante Dispositivo Tipo Azione
29/03/201113066-2011PulseCath BVPulsecath
Sistema di pompa circolatorioMDInformazione di Sicurezza
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Adolescenti, alimentazione e attività fisica. A che punto siamo?
Alessandra Suglia, Dors
Il 10 marzo 2011 si è svolto a Parma il
Convegno: “Alimenta il movimento. Alimentazione, attività motoria e
salute dall’infanzia all’adolescenza”. Questo evento è stato l’ultimo di
tre appuntamenti organizzati dalla Regione Emilia-Romagna con
l’obiettivo di fornire elementi conoscitivi sui dati delle indagini
Okkio alla salute e Health Behaviour in School-aged Children e sulle
parti del piano regionale della prevenzione dedicate agli stili di vita
(leggi e scarica
il programma del Convegno Alimenta il movimento). Nell’ambito del convegno, Dors ha presentato una sintesi delle
prove di efficacia sulla promozione di uno stile di vita sano e attivo
in adolescenza. La relazione ha evidenziato una serie di raccomandazioni
per la pratica e il punto di vista degli adolescenti e dei docenti
(Scarica
la relazione di Dors al Convegno Alimenta il movimento). Da una prima analisi delle prove indicate da revisioni
sistematiche (Summerbell, 2005; Kropski, 2008; Kamath, 2009; Brown,
2009; Dobbins, 2009), gli interventi, rivolti ai bambini e agli
adolescenti, di promozione di sani stili di vita si confermano molto
promettenti.
Gli obiettivi di questi interventi sono:
- aumento delle sane scelte alimentari
- aumento dei livelli quotidiani di attività fisica
- riduzione delle ore trascorse davanti a video (televisione, computer,
videogiochi). Gli interventi, rivolti agli adolescenti, sono multi-livello e
coniugano azioni educative, ambientali e politiche sia per
l’alimentazione che per l’attività fisica.
Le azioni sono:
- la trasmissione di informazioni corrette sui benefici di una sana
alimentazione e di una costante attività fisica
- la disponibilità di spazi/percorsi per il dialogo e per il confronto
tra pari e con esperti su abitudini alimentari, immagine corporea, ruolo
dei pari e dei messaggi trasmessi dai media
- l’opportunità durante l’orario scolastico di sperimentare modalità per
fare attività fisica che siano innovative, divertenti e differenziate
per genere
- la diffusione di messaggi di comunicazione che incoraggino l’adozione
di sani stili di vita
- l’offerta di percorsi formativi rivolti ai docenti su dati
epidemiologici, benefici/rischi riguardanti i comportamenti sani e a
rischio, metodi e strumenti per l’attuazione e la gestione degli
interventi
- il coinvolgimento della famiglia attraverso una costante informazione
delle attività scolastiche e la distribuzione di materiali (newsletter
periodiche, opuscoli,…)
- il coinvolgimento attivo della comunità locale attraverso forme di
co-progettazione di eventi e di campagne di comunicazione oppure
attraverso ricognizioni di risorse e opportunità offerte dal territorio
per la pratica dell’attività fisica quotidiana
- la riduzione del prezzo degli snack/bevande ipocalorici/freschi
venduti negli istituti scolastici e nei punti di ristoro limitrofi
- la disponibilità di frutta e snack sani da consumarsi come spuntini
- la riorganizzazione delle giornate scolastiche al fine di riconoscere
occasioni brevi e costanti per fare movimento e non solo durante le ore
di educazione fisica. La letteratura (Shepherd, 2006) indica gli amici, i mass media e
la famiglia come le fonti che gli adolescenti prediligono per orientare
le proprie scelte alimentari. Gli adolescenti chiedono inoltre di poter
fare attività fisica in modo divertente. Le ragazze preferiscono
attività che rafforzino il senso dell’autoefficacia mentre i ragazzi si
sperimentano volentieri nel potenziare le proprie capacità
fisico-sportive. I docenti, impegnati in prima linea nella promozione di sani
stili di vita, propongono una serie di indicazioni operative per la
sostenibilità e la trasferibilità degli interventi realizzati nella
scuola.
Le indicazioni proposte sono:
- individuare nella realtà scolastica le situazioni che non cambiano e
su quelle ancorare le azioni di promozione della salute
- attuare protocolli di intesa tra Scuola e Sanità di “buona qualità”
- fare rete con gli attori del territorio
- prendere spunto da esperienze di buona pratica già realizzate
- dare un significato preciso e chiaro ai percorsi intrapresi
- fare marketing organizzando eventi-vetrina per far conoscere i
progetti della scuola
- coinvolgere i genitori dimostrando loro che la promozione della salute
è una tematica trasversale fortemente collegata alle materie curriculari
- documentare i progetti e le iniziative realizzate.
Una versione più approfondita della relazione di Dors, come
buona parte degli altri interventi al Convegno Alimenta il movimento, è
resa disponibile sul sito dell’Azienda sanitaria locale di Parma,
nella sezione: Seminari, convegni e corsi.
Fonte: DORS
31/03/2011
Come l'ambiente di pub e discoteche condiziona il consumo di alcol ed è
fattore di rischio per gli incidenti correlati: evidenze dalla letteratura
Paola Capra, Dors
li interventi indirizzati a chi beve prevedono 2 approcci: il demand-side
approach si focalizza sul versante della domanda, con l'obiettivo di ridurre
la domanda e di conseguenza il consumo di alcol, mediante interventi
principalmente educativi; il supply-side approach si focalizza sul versante
della fornitura, con l'obiettivo di intervenire per modificare gli ambienti
in cui viene somministrato l'alcol, in primo luogo pub, bar, birrerie,
discoteche.
Tutti i locali pubblici in cui vengono consumate bevande
alcoliche sono spesso teatro di atti di violenza, lesioni accidentali,
aggressioni, incidenti stradali. In letteratura è emerso che le
caratteristiche ambientali dei luoghi in cui si beve sono di per sé fattori
di rischio sia per l’abuso alcolico che per il verificarsi di eventi
dannosi.
In Australia e Canada gli interventi effettuati nei locali in cui si
somministra alcol vengono valutati per sostenere le decisioni politiche;
Graham in Canada ha preso in esame tutti gli approcci
preventivi nei contesti in cui l'alcol viene consumato. Inoltre secondo
la revisioneCochrane Ker 2008, relativa
agli interventi per la prevenzione degli incidenti nei locali in cui si
beve, "la ricerca osservazionale ha suggerito che i fattori ambientali dei
luoghi in cui si consumano bevande alcoliche possono avere un impatto sul
rischio di incidenti: in particolare in riferimento alla violenza, fattori
quali la mancanza di posti a sedere, la musica ad alto volume, il
sovraffollamento, la mancanza di cibi sono considerati fattori di rischio".
In Europa invece poco si sa sui fattori ambientali dei luoghi in cui si
beve, quali sono più a rischio e quali sono le misure da adottare: è
pertanto prioritario, in ambito europeo, rendere gli ambienti in cui si beve
più sani e sicuri.
La revisione Hughes 2011, nel contesto del progetto europeo AMPHORA
sulla relazione tra gli ambienti dei pub e discoteche di 4 paesi europei
(Olanda, Slovenia, Spagna e Regno Unito) e l'abuso di alcol e danni alcol
correlati, effettua una ricerca sistematica di letteratura: vengono
inclusi 53 articoli riferiti a 34 studi che hanno usato metodi
prevalentemente fondati sull'osservazione e hanno esaminato le varie
caratteristiche ambientali dei locali in cui si beve e i comportamenti
associati. I fattori ambientali sono classificati in tre categorie: i fattori
fisici dei locali - scarsa ventilazione, scarsa pulizia,
sovraffollamento, musica ad alto volume, illuminazione, ambienti molto
riscaldati, disponibilità di posti a sedere, ambienti fatiscenti e poco
attraenti; i fattori sociali - bevande economiche e
promozioni, ambiente permissivo che consente condotte poco decorose o
accetta minori, presenza di giochi (per esempio il biliardo), focus sul
ballo e la musica, attività illegali quali vendita di droga e prostituzione,
vendita di birra, alcolici e superalcolici, vendita di bevande analcoliche,
disponibilità di cibi; i fattori relativi il personale che
somministra alcolici - caratteristiche del personale (per esempio
prevalenza femminile, età media), poco controllo del personale e sua poca
esperienza, interventi da parte del personale nei confronti dei clienti
ubriachi sia in senso fisico che in modo alternativo (per esempio controllo
del documento d’identità), personale addetto alla sicurezza, basso numero di
personale in rapporto al numero dei clienti. Questi fattori vengono associati e valutati in relazione all'abuso
di alcol, alle diverse modalità di somministrazione (a minori, a chi ha già
bevuto, eccesso di somministrazione, intossicazione) e ai differenti tipi di
danni alcol correlati (aggressioni, lesioni non intenzionali, incidenti
stradali).
I fattori che sembrano più importanti e che contribuiscono ai
danni alcol correlati e all'abuso sono: ambiente permissivo,
sovraffollamento, musica ad alto volume e personale con poca esperienza; i
risultati degli studi non sono sempre coerenti tra loro e non permettono di
trarre conclusioni certe: la mancanza di prove sicure è in linea
con le conclusioni della revisione Ker 2008.
Tuttavia la revisione Hughes 2011, così come in precedenza la revisione Ker
2008, evidenziano un'area in cui mancano solide evidenze scientifiche e
auspicano che, per il futuro vengano condotti studi di migliore qualità, con
un impatto sui più moderni contesti europei della vita notturna,
caratterizzati da un elevato consumo alcolico.
Codex endorses joint ISO/IDF guidelines for detecting melamine in milk
Guidelines developed by ISO and the International Dairy Federation (IDF) to
help prevent a recurrence of the crisis caused by milk adulterated with melamine
that affected thousands of children have been endorsed by the Codex Alimentarius
Commission, the United Nations body responsible for food safety that protects
the health of consumers and helps to ensure fair trade practices in the food
trade.
In 2008, a number of children died and many became seriously ill after
drinking milk contaminated by melamine. The substance, which is used in the
manufacturing of fire-retardant plastics, had been added to milk sold by some
companies in order to make it appear as having higher protein content. In humans,
ingestion of melamine can cause kidney stones and renal failure. This is
particularly dangerous for babies and small children for whom it can prove fatal.
To help detect and prevent future adulterated milk products from entering the
market, ISO and IDF prepared technical specification (TS)
ISO/TS 15495 |
IDF/RM 230:2010, Milk, milk products and infant formulae – Guidelines for
the quantitative determination of melamine and cyanuric acid by LC-MS/MS,
which was published in 2010.
At its 32nd session, 7-11 March, the Codex Committee on Methods of Analysis
and Sampling (CCMAS) endorsed the joint IDF/ISO guidelines for milk, milk
products and infant formula. The endorsement of these guidelines means that an
internationally harmonized procedure has now been approved that will allow
authorities to check the level of melamine in powdered infant formula against
the recently adopted Codex maximum level of 1 mg melamine per kg of product.
CCMAS is recommending this method for final adoption by the Codex
Alimentarius Commission in July 2011. Codex has already adopted more than 60
joint IDF/ISO standards for methods of analysis which facilitate international
trade in dairy products and protect the consumer.
‘’These current recommended guidelines provide a robust means for regulatory
authorities, manufacturers and producers to ensure the integrity and safety of
tested milk and derivative products and help prevent further incidents” says
Professor Árpád Ambrus, Chair of the CCMAS.
‘’The publication of these guidelines was achieved in a very short time span
in response to the event of milk adulteration with melamine. The availability of
the method will help reinforce consumer confidence in the milk industry’s
ability to guarantee safe and nutritious products. It also clearly demonstrates
the strength of IDF and ISO’s collaboration, especially concerning matters
regarding food safety/public health and protection’’ says Richard Doyle,
President of the IDF.
ISO/TS 15495 | IDF/RM 230:2010 will be useful for dairy producers and
suppliers, milk product and infant formulae manufacturers, regulatory and
testing authorities, equipment suppliers, and the food industry in general.
The document was prepared by ISO technical committee ISO/TC 34,
Food
products, subcommittee SC 5, Milk and milk products, in
collaboration with IDF – a non-profit organization representing the dairy sector
worldwide. IDF and ISO have a long history of working together to develop and
jointly publish standards methods of analysis and sampling for milk and
derivative products.
ISO/TS 15495 | IDF/RM 230:2010, Milk, milk products and infant formulae
-- Guidelines for the quantitative determination of melamine and cyanuric acid
by LC-MS/MS, is available from ISO national member institutes (see the
complete list with contact details). It may also be obtained directly
from the ISO Central Secretariat, price 118 Swiss francs, through the
ISO Store or by contacting the Marketing, Communication & Information
department (see right-hand column).
Fonte: ISO
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