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30 SETTEMBRE 2010

  

   

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30/09/2010

Ospedali più sostenibili

Illuminato naturalmente, pieno di verde, produce meno rifiuti e promuove la mobilità leggera: è l’ospedale “sostenibile”, la sintesi di moderne filosofie progettuali e tecnologie all’avanguardia per mettere al centro il paziente e minimizzare l’impronta ecologica di una struttura che per sua natura funziona 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. Le eccellenze di Emergency e del pediatrico Meyer di Firenze, il programma “Il Servizio sanitario regionale per uno sviluppo sostenibile” in Emilia Romagna. La relazione tra bellezza, comfort, riduzione dello stress e connubio armonioso tra edificio e ambiente circostante.

Quando si parla di sviluppo sostenibile, sembra irresistibile - sul fronte dei detrattori - la tentazione di sabotare il confronto delle idee con retropensieri a rapida propagazione: è un’utopia, è un freno alla crescita, appartiene ad un dibattito di nicchia, è un lusso che non ci possiamo permettere. La crisi globale - e le ricette per uscirne -, lo spazio che si stanno prendendo principi, esigenze e uomini legati alla “green economy” e la particolare caparbietà di alcuni nodi della comunicazione e dell’informazione mondiale contribuiscono a far emergere invece storie esemplari che dimostrano come l’attenzione alle generazioni future, alla salute dei cittadini, all’ambiente possano coniugarsi senza attriti con risultati di gestione e saldi positivi. Facendo anzi dello sviluppo sostenibile una chiave per migliorare la reputazione, acquisire vantaggi competitivi, realizzare “qui e ora” il futuro. Sul fronte dell’economia, certo. Nelle fabbriche e nel commercio. Fino a invadere infinite dimensioni e forme della vita di una società, dalla scuola alla mobilità, dalla casa all’alimentazione. Persino nei luoghi di cura, “macchine” necessariamente funzionanti 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno.
L’associazione Emergency - nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà - ha ribaltato la rassegnata logica che considera normale gestire l’emergenza (o i contesti difficili) negoziando al ribasso sulla qualità, costruendo una serie di moderni centri sanitari nel continente africano: il centro di cardiochirurgia Salam a Khartoum, per esempio; e poi a Bangui, nel Darfour, in Sierra Leone. Ospedali accoglienti, tecnologicamente avanzati, armoniosamente inseriti in una cultura, in una geografia spesso ostile. Ospedali belli da vedere e perfino attenti all’ambiente.
È qui che “all’avanguardia” diventa sinonimo - anche - di risparmio energetico e adattabilità al contesto: il centro di cardiochirurgia Salam in Sudan (progettista è l’architetto Raul Pantaleo) sovverte i luoghi comuni sulla sanità da terzo mondo portando sotto i riflettori degli standard da “frontiera dell’esistente”. Unica struttura specializzata che garantisca cure gratuite in Sudan e nei 9 paesi confinanti, il centro Salam ha proprio la missione di fissare un’asticella della quale chi costruirà dopo dovrà necessariamente tenere conto. Partendo dalle condizioni ambientali (forte caldo e presenza invadente di polvere e sabbia del deserto), ecco la scelta di sistemi bioclimatici con l’utilizzo di watercooler e torri del vento. In pratica, viene catturata aria a dieci metri dal suolo, la stessa è poi convogliata con ventole e pompe in canali interni dove viene raccolta l’acqua del Nilo. Una volta uscita, è più fresca di 10 gradi. Un sistema efficace che serve anche al filtraggio naturale delle polveri. Per condizionare l’intero edificio, si è scelto poi di usare 16/18 kilowatt da una linea pubblica dedicata, perché a causa delle alte temperature e del mantenimento delle batterie i pannelli fotovoltaici sarebbero stati meno efficienti. In più, per fornire aria fresca ai locali, sono stati installati mille metri quadri di pannelli solari termici del tipo “sottovuoto” (collegati a chiller, ossia gruppi refrigeratori d’acqua a compressione) e sono state create pareti da 60 cm di spessore con camere d’aria e tetti ventilati. Senza contare l’abbondanza di verde intorno agli edifici, un altro alleato decisivo nella mitigazione del clima (e per il benessere psico-fisico dei pazienti.
Da una parte, situazioni esemplari come questa, dove le condizioni estreme diventano lo stimolo per tenere insieme qualità e urgenza, tecnologia ed efficienza energetica. Dall’altra, l’orientamento che si vuole dare - sul fronte “ambiente” - la sanità di un Paese, a livello nazionale e a livello locale (per esempio in Italia con i Piani sanitari regionali). Della sostenibilità delle strutture ospedaliere si è parlato a maggio a Roma, nel corso della Vª Conferenza Europea dell’Ospedale promossa dal Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (CNETO) e dall’Università Cattolica di Roma. Le leve sulle quali agire per mettere a punto un ospedale “eco-sostenibile”? Risparmio energetico già nella progettazione e una gestione intelligente dei rifiuti. Raccolta differenziata e forme di mobilità di dipendenti, pazienti e famigliari. Materiali utilizzati nella sua costruzione, “acquisti verdi”, materiali di uso quotidiano (con messa al bando del maggior numero di oggetti contenenti PVC, fino a poco tempo fa presente in molti materiali in plastica usati in ospedale, dai contenitori ai guanti di lattice fino ai materiali delle pavimentazioni). L’illuminazione naturale e la coibentazione (per trattenere il calore del riscaldamento nei mesi più freddi). La scelta delle fonti rinnovabili. La bioedilizia, il verde dentro e attorno le strutture. Fino alla ricerca sulle nanotecnologie per produrre involucri, filtri di impianti di aerazione, pavimenti, elementi di arredo con proprietà anti-inquinanti, antibatterici e autopulenti. Tutto ciò che può contribuire ad alleggerire l’impronta ecologica di una struttura ospedaliera. Nel caso delle persone, parliamo di un indicatore che misura la superficie di terreno necessaria per produrre e smaltire i propri consumi. Se si ragiona su un ospedale, trattasi della superficie di pianeta 'consumata' per offrire il servizio di cura. C’è margine per operare, se si pensa che dai contributi che hanno caratterizzato l’evento (in particolare secondo l’architetto americano Roger Hay, Principal della Ratcliff di Emeryville, in California) risulterebbe che l'impatto ambientale di un ospedale nuovo costruito secondo le più moderne tecniche di bioedilizia e risparmio energetico, potrebbe essere fino al 45% inferiore a quello delle strutture tradizionali. Mentre oggi un ospedale di vecchia concezione, ha sottolineato Hay, ha un’impronta ecologica pari a circa 140-185 metri quadri per posto letto, che è come dire che una struttura con circa 1000 posti letto come quella di Reggio Emilia “pesa” sulla Terra per 14-18 ettari.
Si tratta di prototipi architettonici basati sul “lean design”, sia per la costruzione che per la gestione (vale a dire una progettazione che schiaccia il pedale sulla riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione). Il tutto, collocato nel cuore di una filosofia di edilizia sanitaria che vuole promuovere “architetture per la salute”, capaci di accorciare la distanza tra struttura e paziente (mettendo quest’ultimo al centro).
Focus sul paziente, massima armonia tra opera, contesto e persona, permeabilità verso l’esterno, verso l’ambiente e le reti sociali, minimizzazione delle condizioni di stress. Linee guida per un ospedale modello che sappia ricostruire microcosmi accessibili, con strumentazioni ergonomiche e, appunto, con la stella polare della sostenibilità intesa non soltanto come pratica gestionale virtuosa, ma come fattore di benessere e comfort per il paziente.
A Firenze c’è una realtà che rappresenta un punto di eccellenza nel panorama italiano: è l’ospedale pediatrico Meyer - il primo “bioclimatico” nel Paese -, un concentrato di luce, colori e spazi aperti con 5mila metri quadrati di giardino e tanto verde anche all’interno, emissioni di CO2 tagliate del 45% grazie all’utilizzo di una serra fotovoltaica e un elevato standard tecnologico che non è mai in contrasto con la ricerca della massima accoglienza e famigliarità possibile in una situazione di degenza.
Oltre frontiera, il top dell’ecosostenibilità nelle cure lo sfoggia il pediatrico Dell Children's Hospital di Austin (Texas), il primo ospedale al mondo a ricevere una certificazione Leed Platinum dal Green Building Council statunitense. Costituito al 92% da materiali riciclati sul posto, è dotato di una turbina a gas naturale da 4.3 Megawatt, tubature a flusso ridotto che diminuiscono il consumo di acqua e giardini e cortili disposti in maniera tale da far filtrare attraverso le vetrate la luce naturale sull’80% della superficie. Minimizzati poi gli sprechi di luce artificiale, grazie all’impiego di sensori di movimento che attivano l’illuminazione quando necessario. Consistente poi l’impiego di materiali da costruzione sostenibili, quali il calcare bianco del Texas, il vetro riciclato e il sughero. Le pareti isolanti, le superfici riflettenti e la distribuzione uniforme dell’aria nel pavimento regolano la temperatura e consentono di avere una ventilazione naturale all’interno della struttura, mentre le speciali vernici a basse emissioni di composti organici volatili rendono l’ambiente più salubre. Infine, il giardino multilivello dedicato ai bambini, con la piazza multimediale e un labirinto, il giardino delle farfalle, la fontana e lo stagno riflettente, oltre ad una cascata la cui acqua viene riutilizzata per l’irrigazione di paesaggi acquatici che mantengono l’aria pulita e ricca di ossigeno.
E in Emilia-Romagna? Le iniziative per diminuire gli impatti ambientali non sono isolate, ma fanno parte di un orientamento regionale. Già nel 2007 con la delibera di programmazione e finanziamento delle Aziende sanitarie (DGR 686/2007), è stato istituto il programma “Il Servizio sanitario regionale per uno sviluppo sostenibile”, allo scopo di ridurre gli impatti ambientali delle strutture a livello di consumi energetici e idrici, produzione di rifiuti, spostamenti di uomini e materiali con conseguente produzione di emissioni inquinanti. E ogni anno, nella DGR di programmazione, vengono poi inseriti obiettivi specifici per le Aziende sanitarie: da una parte, vengono richieste informazioni per costruire un quadro aggiornato sulla gestione ambientale e i consumi energetici; dall'altra sono fissati obiettivi annuali per l'Azienda sanitaria. È a tale scopo che in alcune Aziende sanitarie è stato messo a punto un “gruppo di miglioramento” che assembla il referente per la Gestione Ambientale, l’Energy manager e il Mobility Manager. Infine, le azioni avviate e i risultati raggiunti devono essere descritti nel Bilancio di Missione che rappresenta lo strumento con cui le Aziende sanitarie comunicano i risultati di salute raggiunti.
Due i gruppi di lavoro regionali tematici - composti da rappresentanti di tutte le Aziende sanitari e coordinati dalla Regione stessa - che sono stati chiamati a portare avanti il programma “Il SSR per uno sviluppo sostenibile”: uno per l’uso razionale dell’energia (qualificazione dei consumi e innovazione tecnologica nelle aziende sanitarie), l’altro per la gestione ambientale (gestione rifiuti, Acquisti verdi, mobilità sostenibile).
Sono poi le cosiddette Linee di progetto a dare corpo al Programma, fungendo da bussola operativa per le rispettive “squadre”. Il Gruppo regionale Energia, per esempio, deve perseguire l’uso razionale dell’energia attraverso la promozione e il monitoraggio di tecnologie e azioni ad hoc, nonché attraverso il monitoraggio dei consumi. Il Gruppo regionale di Gestione Ambientale, invece, presidia la questione “rifiuti sanitari” con l’applicazione del SISTRI e il monitoraggio della produzione e della gara regionale. Inoltre, in collaborazione con il Servizio Mobilità urbana e trasporto locale, opera sulla mobilità sostenibile con la redazione e l’aggiornamento di piani di mobilità, oppure con il censimento dei parco-mezzi aziendali. Un’altra area strategica per il Gruppo di Gestione Ambientale - in collaborazione con Intercent-ER - è costituita dalla possibilità di praticare “Acquisti verdi” nella gestione quotidiana di un ospedale.
Declinato sull’attività caratteristica delle strutture ospedaliere, il lavoro dei Gruppi si traduce nell’inserimento di criteri ambientali nelle gare di acquisto, in attività di comunicazione, informazione e sensibilizzazione all’interno delle Aziende sanitarie, nella pubblicazione di Linee guida su rifiuti e scarichi, nella formazione dei referenti aziendali sui fronti dell’energia, della mobilità e degli acquisti verdi, nella formulazione di proposte alla Regione di obiettivi e indicatori per le Aziende sanitarie stesse.
La gestione “sostenibile” dell’ospedale è una frontiera critica così attuale da essere in costante evoluzione, tanto che, per esempio, è attualmente in fase di studio la fattibilità in Regione di un Sistema Informativo (SI) per il programma “Il SSR per uno sviluppo sostenibile”, strumento cruciale per monitorare l’impatto ambientale delle Aziende sanitarie e il conseguimento degli obiettivi regionali sull’uso razionale dell’energia e sulla corretta gestione ambientale, oltre che per rendicontare la sostenibilità energetica e ambientale e per aggiornare il Bilancio di Missione. Come? Con la verifica di conformità alle normative ambientali, con il confronto dei risultati tramite indicatori specifici, con il monitoraggio dei processi interni alle Aziende, con l’effettiva e completa rendicontazione degli obiettivi. Attualmente le Linee di progetto attive da presidiare sono: sensibilizzazione allo sviluppo sostenibile; gestione ambientale-conformità alla normativa; gestione aziendale-organizzazione e formalizzazione del gruppo aziendale; uso razionale dell’energia; gestione dei rifiuti; mobilità sostenibile; acquisti verdi.

Il peso strategico del legame tra salute, qualità dell’ambiente e stili di vita si riflette anche nelle politiche di prevenzione che una comunità adotta. Il Servizio Comunicazione ed Educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna, per esempio, ha realizzato il libro-agenda “Ambiente è Salute in Emilia-Romagna”, una sorta di diario di bordo, racconto di buone pratiche, elaborazione di progetti e azioni in corso sul territorio, rassegna di utili consigli in tema di ambiente e salute.

Ascolta l'intervista a Davide Sgarzi (coordinatore del Gruppo regionale “Rifiuti sanitari”) [File mp3 - 2102 kB]

Fonte: ErmesAmbiente

   
30/09/2010

Una notte tra i roghi di Diossina Land
La guerra dei rifiuti soffoca la Campania 

Sulla carta l'emergenza finisce oggi. "Vogliono ridurre il numero di vigili del fuoco". Sugli stradoni dell'hinterland bruciano vernici, copertoni e cumuli di immondizia. "E nessuno parla della nostra lenta agonia" dal nostro inviato CONCHITA SANNINO continua >>

Fonte: Repubblica.it

   
30/09/2010 Asciugatori elettrici nei bagni nemici dell'igiene delle mani
Lo strofinamento sotto il getto d'aria calda non fa altro che portare i batteri patogeni sulla superficie della pelle

Fonte: Corriere.it

    
30/09/2010

Regolamento Made In: primo sì del Parlamento Europeo

Approvati i due emendamenti proposti da ANIMA 

Milano, 30 settembre 2010 - Ieri, 29 settembre, la proposta di Regolamento sull’etichettatura di origine obbligatoria dei prodotti importati da paesi extraUE ha superato la prima prova. La Commissione Commercio Internazionale (INTA) del Parlamento Europeo ha votato a larghissima maggioranza gli emendamenti a favore della proposta di Regolamento sull'etichettatura di origine obbligatoria. Tra gli emendamenti che hanno passato il voto della Commissione Parlamentare anche due  proposti dalla Federazione ANIMA a favore dell'inclusione di valvole/rubinetteria e ruote nell'Allegato del Regolamento. Da cinque anni l’ufficio ANIMA di Bruxellles collabora con l’associazione costruttori di valvolame e rubinetteria, AVR, e l’unione costruttori italiani ruote, UCIR, per presentare gli emendamenti relativi alle produzioni rappresentate. E’ il primo sì formale espresso da un’Istituzione comunitaria al Regolamento da quando la Commissione Europea ha presentato la proposta nel 2005.
Ringrazio innanzitutto la relatrice del dossier, l’Onorevole Cristiana Muscardini, che, grazie al suo prezioso lavoro, ha contribuito in modo significativo a questo primo passaggio positivo del Regolamento. – afferma Sandro Bonomi, Presidente ANIMA - L’approvazione dell’etichettatura obbligatoria significa una garanzia di trasparenza per il consumatore e lo sviluppo della competitività e della qualità dell’industria europea. Nel lungo termine siamo certi che una misura di questo tipo porterà a una crescita dell’industria europea perché parte da una base di know-how e specializzazione eccellenti e apprezzati in tutto il mondo. Sarebbe imperdonabile – conclude il Presidente Bonomi - se perdessimo le competenze, la maestria e la capacità di produrre manifattura che da anni fanno primeggiare l’industria europea e italiana in particolare”.

Le prossime tappe dell’iter legislativo verranno chiarite nelle prossime settimane, anche alla luce dell’opportunità di avviare, in questa fase, un negoziato con il Consiglio dell’Ue. Ci si attende quindi che i negoziati saranno lunghi e metteranno in luce divisioni fra i diversi Stati Membri dell’Unione Europea, opponendo rappresentanti di paesi che hanno importanti attività manifatturiere come l’Italia a quelli di paesi che principalmente importano e distribuiscono merci straniere.
Anche se la sfida sembra essere ancora lunga, il voto di ieri in Commissione INTA rappresenta comunque un significativo passo in avanti nell'iter per l'approvazione del Regolamento e la larga maggioranza ottenuta lancia un segnale importante per le prossime discussioni a Bruxelles.  

ANIMA - Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine - è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 192.000 addetti per un fatturato di circa 41 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 50% (dati riferiti al consuntivo 2009). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l'industria chimica e petrolifera- montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l'industria; impianti, macchine prodotti per l'edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente; costruzioni metalliche in genere.  

Per informazioni stampa :
Direzione Comunicazione, Marketing & Ufficio Studi ANIMA
Alessandro Durante Tel. 02 45418516 -  3481212428 e-mail durante@anima.it
Mariagrazia Micucci Tel. 02 45418586 e-mail micucci@anima.it

Laura Aldorisio Tel. 02 45418535 - 3316670041  e-mail
aldorisio@anima.it

Fonte: Anima

   
30/09/2010 Contrasto al lavoro nero 
Firmata una convenzione tra i Ministri Sacconi e La Russa per la cooperazione tra le Direzioni provinciali del Lavoro e l'Arma dei Carabinieri

Gestione del rapporto di lavoro nel settore del turismo 
Firmata dal Ministro Sacconi la Circolare n. 34/2010

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

      
30/09/2010
SISTRI - Dichiarazione del ministro dell'Ambiente al "question time" alla Camera

Il Ministro Prestigiacomo ha chiesto alla Presidenza del Consiglio di rimuovere il segreto di stato sul Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali che sta per entrare in funzione. Lo ha reso noto lo stesso Ministro dell’Ambiente rispondendo ad un interrogazione parlamentare nel corso del “question time” di oggi alla Camera.

Sintesi dell'intervento del Ministro:

Il Sistri è nato con il Governo Prodi, ed in particolare con la Legge Finanziaria del 2007 che mise a disposizione uno stanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione di un “sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti”. Nel febbraio del 2007, il precedente Ministro dell’Ambiente ha segretato il progetto, perché lo ritenne strategico per la sicurezza nazionale in ragione della diffusa presenza della criminalità organizzata nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Successivamente, sempre il precedente Ministro dell’Ambiente, modificò il Testo Unico Ambientale, prevedendo l’obbligo per tutte le categorie della filiera del rifiuto (produttori, intermediari, trasportatori, smaltitori e recuperatori) di installare apparecchiature elettroniche per la tracciabilità dei rifiuti, pur dovendo continuare ad osservare il vecchio sistema cartaceo (formulario dei rifiuti, registro di carico e scarico e modello unico di dichiarazione ambientale).
L’attuale Governo, preso atto di questa importante iniziativa, dopo aver riesaminato complessivamente la materia ha perfezionato, nel settembre del 2008, l’apposizione del segreto ed ha emanato i diversi decreti attuativi, confrontandosi costantemente con le più importanti organizzazioni imprenditoriali. Va precisato che la scelta dell’Operatore era stata già effettuata dal precedente Governo e, in ragione della sua affidabilità, è stata confermata. Certamente il mondo del racket dei rifiuti, la camorra e le ecomafie, non possono essere contenti che finalmente lo Stato - con le Forze dell’Ordine a cui è affidata la gestione del SISTRI - potranno acquisire i dati sulla filiera dei rifiuti in tempo reale, per prevenire e reprimere le illegalità che in questo settore sono diffuse e molto pericolose; ricordo che stiamo parlando di circa 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che vengono prodotte ogni anno in Italia, di cui il 10% pericolose, e cioè 14 milioni di tonnellate che, se non correttamente gestite, costituiscono un gravissimo pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente (mi riferisco al cromo esavalente, all’arsenico, al mercurio, ecc...). E’ normale che quando parte un Sistema innovativo, come è il SISTRI, si creino, resistenze al cambiamento di consuetudini acquisite, pure onerose, sulla cui esigenza di semplificazione forte è stata la richiesta.
Il Governo ha avuto il coraggio di eliminare un sistema cartaceo (formulario dei rifiuti, registro di carico e scarico e MUD) farraginoso che penalizzava tutto il nostro sistema produttivo e totalmente inutile ai fini di un reale controllo del sistema. Tuttavia, consapevoli che una fase di transizione può essere utile ad un più sereno avvio del Sistri, ho emanato un nuovo decreto che rende graduale l’entrata in vigore del sistema. Vi è un netto risparmio per le imprese. Il Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione ha valutato nel “Primo rapporto 2007-2008: misurazione e riduzione onere amministrativi” una spesa di 671 milioni di euro a carico delle imprese piccole e medie) per la predisposizione del sistema cartaceo ambientale. Il SISTRI ha ridotto questi oneri, abbattendoli dal 50% all’ 80 %. Poiché la compiuta realizzazione della struttura tecnica del progetto Sistri, a mio avviso, fa oggi venire meno i paventati rischi di infiltrazione criminale e di attentati al sistema, ho richiesto alla Presidenza del Consiglio di rimuovere il segreto di Stato in modo da rendere pienamente trasparente tutto il processo.

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

      
30/09/2010

2 Ottobre - 1° Giornata Nazionale del Riciclo e della Raccolta Differenziata di Qualità, in 20 città con Conai e Ministero dell’Ambiente

Nel Decalogo della Raccolta Differenziata di Qualità realizzato da CONAI, le 10 regole d’oro per aiutare la propria città ad entrare nella top ten del riciclo 

RACCOLTA 10+Arriva da CONAI e MINISTERO AMBIENTE il Decalogo della Raccolta Differenziata di Qualità, ovvero le 10 regole auree per separare meglio e, dunque, riciclare meglio gli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro. Per aiutare i cittadini in questo compito il CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – e il Ministero dell’Ambiente distribuiranno il prossimo 2 ottobre in 20 piazze italiane il Decalogo della Raccolta Differenziata di Qualità in occasione della 1° Giornata Nazionale del Riciclo e della Raccolta Differenziata di Qualità “Raccolta 10 più”. “La raccolta differenziata – afferma il Ministro Stefania Prestigiacomo – è la chiave, il punto di partenza essenziale di un corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti che, nella loro quasi totalità, non sono uno scarto ma una risorsa che può essere utilizzata come materia prima per realizzare nuovi oggetti o come fonte di energia. In questa direzione la Giornata nazionale del Riciclo e della Differenziata di qualità con l’attivazione di una premialità per i comuni più attivi in questo campo rappresenta un’occasione di divulgazione della cultura del riciclo nell’opinione pubblica ma anche l’opportunità per innescare una concorrenza virtuosa fra le amministrazioni locali per un ambiente sempre migliore”. In Italia la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio è una realtà concreta con zone d’ombra ma anche punte di eccellenza. Tuttavia è possibile migliorare la qualità del materiale raccolto, separando correttamente i diversi materiali, riducendone il volume (delle bottiglie o delle scatole), riconoscendo con attenzione il tipo di materiale, ripulendo gli imballaggi dai residui di cibo. Una buona pratica che porta un beneficio ambientale importante, grazie al riciclo di una maggiore quantità di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro raccolti e si traduce anche in corrispettivi economici più elevati per i comuni virtuosi, riconosciuti da Conai nell’ambito di un accordo con Anci per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio nei Comuni. 
Il miglioramento della qualità della raccolta differenziata – classificata per fasce di qualità che misurano omogeneità, presenza di materiali estranei non riciclabili – si traduce, infatti, per un comune di 100.000 abitanti (con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%) in corrispettivi economici che vanno dai 232.000 euro all’anno per materiale classificato in 3° fascia di qualità per arrivare a circa 1 milione di Euro l’anno per materiale classificato in 1° fascia di qualità, quadruplicando quindi i corrispettivi. Un meccanismo, che per una città di 1.000.000 di abitanti (con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%), prevede finanziamenti che possono arrivare a 9,5 milioni di Euro l’anno per una raccolta differenziata di 1° fascia. Anche in questo caso, con il passaggio dalla 3° fascia di qualità alla 1° il corrispettivo è quattro volte tanto: si passa da 2,3 milioni di euro a 9,5 milioni di euro all’anno. Risorse preziose che i Comuni utilizzeranno per il progressivo miglioramento del servizio di gestione dei rifiuti da imballaggio per i cittadini. Per dimostrare concretamente quanto una raccolta differenziata di qualità possa produrre notevoli risultati, in occasione della 1° Giornata Nazionale del Riciclo e della Raccolta Differenziata di Qualità del 2 ottobre, Conai donerà alle 20 città coinvolte 6 panchine di design realizzate utilizzando esclusivamente materiali di imballaggio provenienti da riciclo. Le sei panchine resteranno a disposizione dei cittadini nei parchi, piazze, scuole di Ancona, Aosta, Arezzo, Bari, Bologna, Caserta, L’Aquila, La Spezia, Matera, Milano, Oristano, Perugia, Reggio Calabria, Roma, Siracusa, Termoli, Trento, Treviso, Trieste, Vercelli. Sabato 2 ottobre, inoltre, nelle 20 piazze verranno allestiti punti informativi dove verrà distribuito Il Decalogo della Raccolta Differenziata di Qualità.
“Una giornata non solo per parlare dei positivi risultati che Conai insieme a tutti i cittadini e ai Comuni italiani ha raggiunto ma, soprattutto per spiegare come, grazie ad un piccolo impegno quotidiano per fare bene la raccolta, sia possibile migliorare ancora il riciclo” – così Piero Perron, Presidente di Conai ha riassunto il messaggio della Giornata Nazionale, sottolineando, inoltre, “la positiva valenza ambientale, sociale ed economica di una corretta raccolta e riciclo degli imballaggi”. “Conai continuerà a sostenere l’impegno delle amministrazioni locali su questa strada sia attraverso il versamento dei corrispettivi a copertura dei maggiori oneri derivanti dalla raccolta differenziata, che nel 2009 sono stati pari a oltre 400 milioni di euro, sia fornendo loro supporto tecnico-gestionale ed economico che nel 2009 – nell’ambito dell’accordo quadro con Anci - ha raggiunto il totale di 2 milioni di Euro”. Oggi, i risultati nazionali di recupero complessivo dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro raggiungono il 73,9%, equivalente a 8.024.000 tonnellate recuperate su 10.863.000 tonnellate immesse al consumo. Il sistema ha registrato una crescita del recupero complessivo di +5,25 punti percentuali rispetto all’anno precedente (da 68,6% a 73,9%) e, contestualmente, una riduzione delle quantità di rifiuti di imballaggio destinate a discarica, che nel 2009 sono scese al 26% del totale dei rifiuti da imballaggio.

Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

  

30/09/2010

 

Autorizzazione paesaggistica: ok al procedimento semplificato

E` stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto 2010, n. 199 il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 luglio 2010, n. 139 relativo al procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita` a norma dell`art. 146, comma 9, del D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali“.
La procedura semplificata prevista dal presente regolamento completa la nuova disciplina autorizzatoria per gli interventi su immobili sottoposti a vincolo paesaggistico contenuta nell`art. 146 del Codice ed entrata in vigore il 1 gennaio 2010.
Sono previste tre tipologie di snellimenti:
- documentali;
- procedurali;
- organizzativi.
In relazione ai primi, la presentazione della domanda e` effettuata, ove possibile, per via telematica al comune o al diverso ente titolare del potere di rilascio dell`autorizzazione paesaggistica e l`istanza deve essere corredata da una relazione paesaggistica semplificata redatta da un tecnico abilitato, nella quale e` attestata anche la conformita` del progetto alla normativa urbanistica ed edilizia.
Il procedimento si conclude con provvedimento espresso entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, dei quali 30 giorni sono a disposizione dell`amministrazione competente per l`istruttoria mentre 25 giorni sono riservati al soprintendente per esprimere il proprio parere vincolante. Entro i successivi 5 giorni la p.a. adotta il provvedimento conforme al parere vincolante favorevole.
Qualora l`amministrazione competente al rilascio dell`autorizzazione paesaggistica accerti la non conformita` dell`intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia, ne dichiara l`improcedibilita`, entro il termine di 30 giorni dalla presentazione dell`istanza stessa.
Sotto il profilo della semplificazione organizzativa, l`art. 5 del regolamento prevede che presso ciascuna soprintendenza siano individuati uno o piu` funzionari responsabili dei procedimenti e che le regioni, dal canto loro, possano promuovere le opportune iniziative organizzative da adottarsi da parte delle amministrazioni competenti al rilascio dell`autorizzazione paesaggistica.
Gli interventi di lieve entita` soggetti alla procedura semplificata sono elencati nell`Allegato al Regolamento e fra questi vi sono:
- ampliamenti non superiori al 10% del volume originario e comunque non superiori a 100 mc
- interventi di demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma
- interventi sui prospetti degli edifici quali aperture di porte e finestre
- interventi sulle coperture degli edifici quali rifacimento del tetto
- interventi che si rendono necessari per l`adeguamento alla normativa antisismica o per il contenimento dei consumi energetici degli edifici
- realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziali, collocate fuori terra ovvero totalmente o parzialmente interrate, con volume non superiore a 50 mc
- realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino e manufatti consimili aperti su piu` lati con superficie non superiore a 30 mq.
- interventi di adeguamento della viabilita` esistente tra cui anche quelli relativi alla realizzazione di parcheggi a raso a condizione che assicurino la permeabilita` del suolo, sistemazione e arredo di aree verdi.
Rispetto allo schema di regolamento approvato dal Consiglio dei ministri il 9 ottobre 2009, sono state apportate alcune modifiche, tra cui le piu` rilevanti riguardano:
- la possibilita` di realizzare, avvalendosi della procedura semplificata, gli interventi sui prospetti, nonche` quelli sulle coperture degli edifici anche all`interno delle zone omogenee “A“ di cui al d.m. 1444/1968 (centri storici) o ad esse assimilabili;
- la soppressione della previsione di utilizzare l`autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi relativi al deposito temporaneo (max 90 giorni) di merci e materiali a cielo libero collegati ad attivita` produttive, commerciali e agricole.
Il nuovo procedimento per il rilascio dell`autorizzazione paesaggistica semplificata entrera` in vigore il 10 settembre 2010.
Visti i riflessi per il settore, si invitano le associazioni territoriali a segnalare eventuali casi pratici e problemi applicativi, al fine di poterli sottoporre presso le opportune sedi istituzionali.
Fonte ANCE n.1330

In allegato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 luglio 2010, n. 139 relativo al procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita` a norma dell`art. 146, comma 9, del D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali“.

Fonte: ANCE Agrigento

 

    

30/09/2010

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

decreto regio gas tossici

Pretensione delle funi per le linee vita

pigmenti e coloranti ceramici

Copertura di amianto su luogo di lavoro

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TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
30/09/2010

Video - Home Sicurezza negli scavi in edilizia

   
30/09/2010 WORK SCHEDULES: SHIFT WORK AND LONG WORK HOURS - According to 2004 data from the Bureau of Labor Statistics, almost 15 million Americans work full time on evening shift, night shift, rotating shifts, or other employer arranged irregular schedules. The International Labour Office in 2003 reports that working hours in the United States exceed Japan and most of western Europe. Both shift work and long work hours have been associated with health and safety risks. This page provides links to NIOSH publications and other resources that address demanding work schedules continua >>

Fonte: NIOSH

      
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L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE

FOOD SAFETY'S CORNER

     
30/09/2010

Intossicazione da cozze: verificata la tracciabilità, non c’è alcun allarme

Martedi 21 Settembre 2010
«I Servizi Veterinari della Regione hanno svolto accurate indagine sulla tracciabilità degli alimenti sospettati e hanno individuato i luoghi dell’acquisto in aree mercatali e in esercizi della grande distribuzione. Il consumo, oltre che presso abitazioni private, è avvenuto anche in alcuni ristoranti». Lo afferma Caterina Ferrero, assessore alla tutela della salute e sanità, in merito alla diffusa intossicazione alimentare da cozze che ha coinvolto negli ultimi giorni numerosi piemontesi, osservati al Pronto Soccorso con sintomi gastrointestinali, nessuno dei quali, però, è stato ricoverato.
«I controlli effettuati - prosegue Ferrero - hanno mostrato come la merce provenisse esclusivamente da allevamenti situati nelle acque triestine. Le partite di cozze che hanno causato i disturbi non sono più in commercio e sono stati avviati controlli ulteriori su provenienze analoghe. Contemporaneamente, l’Istituto Zooprofilattico sta effettuando le indagini necessarie ad individuare eventuali tossine algali, riscontrate recentemente dall’Asl triestina in alcune produzioni locali».
I servizi del Dipartimento di prevenzione (Servizio di igiene e sanità pubblica e servizio igiene degli alimenti) sono impegnati a valutare tutte le segnalazioni provenienti dai Pronto Soccorso, dai medici di medicina generale o da altre fonti per indirizzare la ricerca delle cause e gli interventi di controllo e vigilanza.
«Il Centro di riferimento regionale per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie trasmesse dal alimenti (CRR) e il Settore promozione della salute e interventi di prevenzione individuale e collettiva – conclude Ferrero - hanno ricevuto complessivamente, da parte delle Asl, la segnalazione di 151 casi, tra accessi al Pronto Soccorso o in altre strutture sanitarie».
La maggior delle intossicazioni si è verificata nella Città di Torino (72), dove l’acquisto e il consumo sono avvenuti presso 6 supermercati della grande distribuzione, 5 mercati rionali e 8 ristoranti. Nelle altre zone del Piemonte i casi sono stati: 20 nella TO3, 15 nella TO4, 1 nella TO5, 8 ad Alessandria, 7 ad Asti, 1 a Biella, 9 nella CN1, 8 nella CN2, 4 a Vercelli e 6 nel Vco. Nessun caso segnalato nell’Asl di Novara.

Fonte: Regione Piemonte

      
30/09/2010 Latte crudo e sicurezza alimentare: i consigli per l'acquisto, il trasporto e la conservazione domestica del latte.

Fonte: Repubblica.it

      
30/09/2010 A tavola tutti insiemeper scongiurare droga e alcol
I teenager che cenano con i genitori consumano meno sostanze dannose e fumano meno dei loro coetanei che non vivono questa abitudine quotidiana in famiglia

Il tè in bottiglia? Buono, ma i polifenoli potrebbero non essere molti
Le quantità talvolta sono scarsamente rilevanti, anche quando le etichette pubblicizzano il contrario

Energy drink, tanti rischi e pochi vantaggi per la salute
Minimo il miglioramento delle prestazioni atletiche, scarso o nullo l'aiuto nel perdere peso

Fonte: Corriere.it

      
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