Info-crono-archivio

    

8 SETTEMBRE 2010

  

   

Per vedere e scaricare i documenti piu' importanti del giorno presenti nell'area riservata
(CORSI DI FORMAZIONE, FAC - SIMILI DI VALUTAZIONI DEI RISCHI, POS, PSC,  ecc...)
cliccate qui e inserite la Vostra UserID e Password
  

Chi non fosse abbonato e volesse prendere visione e scaricare i documenti piu' interessanti
non liberamente accessibili messi online oggi compili il modulo cliccando qui

   
08/09/2010

Certificazione energetica degli edifici: quali sviluppi?

 

Lo scorso luglio il CTI - Comitato Termotecnico Italiano - ha organizzato una giornata di studio e di discussione sul tema della certificazione energetica degli edifici in Italia. Scopo di tale incontro è stato innanzitutto quello di fare il punto della situazione sul sistema delle certificazioni energetiche, ascoltando tutti i principali attori coinvolti in questo settore, per poi delineare quelli che saranno gli sviluppi futuri del settore. L‘analisi delle problematiche costituisce infatti il punto di partenza per il miglioramento non solo della normativa ma di tutto ciò che gravita intorno a queste tematiche, tenendo sempre ben presente l‘obiettivo finale che è il miglioramento delle prestazioni e dell‘efficienza energetica nell‘edilizia.

L‘esigenza di una giornata di confronto è nata non solo dall‘importanza dell‘argomento, ma anche dal particolare momento che stiamo vivendo in ambito di efficienza energetica degli edifici, segnato, a livello europeo, dalla pubblicazione della nuova direttiva 2010/31/UE e, a livello nazionale, dall‘avvio dei lavori di revisione delle prime due parti della UNI TS 11300.
Tutto ciò viene sottolineato, in apertura di giornata, dai professori Boffa e Riva, rispettivamente presidente e direttore del CTI, annunciando anche l‘impegno e la volontà di portare, in un prossimo futuro, l‘esperienza italiana a livello internazionale.
L‘arch. Dall‘O‘, professore del Politecnico di Milano e presidente del SC 1 in ambito CTI, ha parlato di integrazione tra progettazione e certificazione e di come le diverse regioni hanno recepito l‘obbligo di redazione degli ACE. In relazione a ciò, ha riassunto anche quelli che sono i metodi a livello nazionale con i quali si può redigere un ACE. Riguardo il recasting dell‘EPBD, ha evidenziato come vi siano ancora dubbi sull‘interpretazione di tale direttiva, come ad esempio sulla definizione di edificio a consumo "quasi zero".
L‘ing. Moneta, rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico, ha parlato dell‘intenzione delle istituzioni di adottare misure a sostegno dell‘efficienza energetica, rafforzando anche il ruolo e l‘importanza della certificazione energetica. L‘obiettivo è infatti quello di unire gli incentivi per l‘utilizzo di fonti rinnovabili a quelli per l‘efficienza energetica; molto è stato fatto per promuovere, ad esempio, il fotovoltaico, ma ancora relativamente poco per favorire interventi che portino al miglioramento dell‘efficienza energetica. Riguardo all‘intero sistema delle certificazioni energetiche, sottolinea comunque come il lavoro svolto finora è considerevole, tanto che le stesse UNI TS 11300 sono state più volte citate in Europa come buon esempio di recepimento dell‘intero pacchetto di norme dell‘EPBD.
Il dr. Fasano, dell‘Unità Organizzativa Energia e Reti Tecnologiche della Regione Lombardia, ha portato invece l‘esperienza di Regione Lombardia che per prima si era mossa sul tema della certificazione energetica. I dati presentati nel corso dell‘intervento testimoniano gli sforzi fatti sia per la formazione dei certificatori che per la gestione dell‘intero sistema. L‘adozione di una metodologia di calcolo differente da quella nazionale, ha spiegato Fasano, è stata una necessità nata dall‘esigenza di colmare alcune lacune a livello nazionale. In un prossimo futuro comunque l‘intenzione è quella di convergere verso i criteri nazionali.
Riguardo il mercato e i pareri degli addetti ai lavori, ha parlato l‘ing. Torretta, vice-presidente ANCE, sottolineando come l‘opinione pubblica non sia ancora adeguatamente sensibilizzata sul tema dell‘efficienza energetica degli edifici. La stessa certificazione energetica viene vista il più delle volte come un obbligo e un onere e non come uno strumento di verifica delle prestazioni e quindi come primo passo verso l‘adozione di misure che consentano di ridurre i consumi. Torretta ha ricordato anche come tutti questi discorsi vadano comunque pesati per tener conto del momento di crisi generale; l‘efficienza energetica purtroppo costa, e affinché si possa investire in questo campo occorre che sia percepita una convenienza. A tal proposito dovrebbe essere il Governo a dare una spinta in questa direzione; uno dei problemi in questo settore è che molti ne parlano ma poi non sempre le buone intenzioni vengono messe in pratica.

I lavori sono poi proseguiti con una tavola rotonda. Molti i temi toccati fra i quali gli incentivi del 55%, l‘informazione ai consumatori, le problematiche dei termotecnici e dei certificatori energetici di fronte a metodologie differenti a livello nazionale e regionale.

Nel pomeriggio si è parlato invece nello specifico della UNI TS 11300 e dell‘imminente revisione delle sue prime due parti. Il prof. Corrado del Politecnico di Torino, coordinatore del GL 102 del CTI, ha spiegato quelli che sono i principi che stanno alla base delle UNI TS 11300, concentrandosi in particolare sulla parte 1, illustrando i punti che saranno oggetto di revisione e discussione nel gruppo di lavoro. L‘ing. Colle, presidente del SC 6 e coordinatore del GL 601, ha parlato invece della parte 2 e delle questioni che saranno affrontate in fase di revisione. L‘arch. Martino ha completato poi il quadro della UNI TS 11300 illustrando peculiarità e criticità delle parti 3 e 4. L‘ing. Nidasio ha parlato infine dell‘attività di verifica di conformità dei software commerciali e degli esempi applicativi della UNI TS 11300, sottolineando come tutto ciò porti un importante feedback ai fini della revisione e del miglioramento della suddetta specifica tecnica. Fonte: CTI

Fonte: UNI

   
08/09/2010
Informazioni e simboli per dispositivi medici destinati agli operatori sanitari e ai consumatori  

Nel campo dei dispositivi medici tutti gli aspetti riguardanti le informazioni da fornire per l’uso corretto dei prodotti, che possono essere di svariato tipo e rivolti a personale qualificato come medici e infermieri o sono destinati direttamente ai consumatori, sono rigorosamente regolamentati dalla legislazione e dalla normativa tecnica. Trattandosi di un campo molto complesso e rischioso, la necessità di standardizzare simboli, etichette, formato di dati ed informazioni costituisce la base per una corretta ed efficace comunicazione ma anche una necessità per evitare o ridurre rischi di incidenti, che potrebbero determinarsi proprio da un cattivo utilizzo dei dispositivi medici dovuto alla non conoscenza della specifica funzionalità degli stessi.
Ad esempio in ospedale tutti gli operatori sanitari e i medici conoscono o hanno imparato a conoscere i colori e i simboli che identificano le prese dei gas medicinali che si trovano in prossimità dei letti dei pazienti e pertanto sanno quali strumenti collegare o da quali prese possono somministrare determinati gas medicinali al paziente (ad esempio l’ossigeno, fornito dalla presa gas di colore bianco). Questi colori sono stati concordati nell’ambito di uno studio della normativa tecnica inerente la sicurezza delle prese per gas medicinali (serie UNI EN ISO 10524).
Insieme al colore ogni presa gas conforme alle norme tecniche ha specifiche dimensioni e risulta impossibile confondersi, in quanto il collegamento tra apparecchiatura e gas non è assicurato poiché le dimensioni degli attacchi sono diverse.
Un altro tra i mille esempi di quali vantaggi porta la standardizzazione di simboli, codici, informazioni e dati per l’utilizzatore tramite le norme tecniche è certamente legato al problema delle differenti lingue dei vari paesi; la necessità di molteplici traduzioni di parole nelle lingue nazionali ha spinto infatti a trovare una necessaria semplificazione; la normativa tecnica ha inventato una specifica etichettatura mediante i simboli, utilizzabili ogni volta che sia possibile e per evitare lo sviluppo separato di simboli differenti per comunicare le stesse informazioni.
Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto si è evitato il proliferare di simboli locali o proprietari (di aziende o organizzazioni/enti) che avrebbero certamente causato una diffusa e generalizzata confusione riducendo la possibilità di commercializzare gli stessi dispositivi medici in tutti i principali paesi del mondo, con un aggravio di costi di produzione e quindi di prezzi di vendita, scaricati direttamente sui servizi sanitari nazionali. Queste necessità sono state inserite nella regolamentazione europea di settore e pertanto le direttive 93/42/CEE sui dispositivi medici, 90/385/CEE sui dispositivi medici impiantabili attivi e 98/79/CE sui dispositivi medico diagnostici in vitro propongono soluzioni tecniche che vanno nella direzione delle norme europee EN, riconoscendo ad esempio la norma UNI EN 980 “Simboli grafici utilizzati per l’etichettatura dei dispositivi medici”, che è stata recentemente revisionata ed aggiornata, quale valido e necessario strumento per fornire simboli ed informazioni obbligatorie (imposte appunto dalla legislazione) in grado di trasmettere “il giusto messaggio” all’utilizzatore.
Infatti il significato di alcuni di questi simboli è evidente. Alcuni sono già utilizzati ampiamente e sono familiari ai professionisti di assistenza sanitaria. Il significato degli altri si chiarisce con l'uso o quando visto nel contesto del dispositivo stesso. Ecco alcuni esempi di simboli con le relative spiegazioni del loro significato, secondo la norma UNI EN 980.


simbolo_monousoSimbolo per "NON RIUTILIZZARE"
Si usa per indicare un che dispositivo medico dopo l'uso non può essere riutilizzato una seconda volta (ad esempio nel caso di guanti medicali monouso, o di siringhe monouso ecc.). Il riutilizzo di prodotti monouso può comportare dei rischi per l'utilizzatore e pertanto è obbligatorio da parte del fabbricate fornire questa informazione.

simbolo_fabbricazioneSimbolo per "DATA DI FABBRICAZIONE"
Si usa per indicare la data in cui è stato fabbricato il dispositivo medico; tale data è importante per svariati motivi, tra questi vi è anche il fatto che alcuni dispositivi medici devono recare insieme alla data di fabbricazione anche la data di scadenza entro cui è necessario utilizzarli.

simbolo_sterileSimbolo per "STERILE"
Si usa per indicare la condizione sterile di un dispositivo medico.

 

simbolo_rischibiologiciSimbolo per "RISCHI BIOLOGICI"
Si usa per avvertire che il dispositivo medico contiene o può contenere sostanze o altro materiale che presenta un rischio biologico per la salute.

 

simbolo_disgnosticoinvitroSimbolo per "DISPOSITIVO MEDICO DIAGNOSTICO IN VITRO"
Si usa per indicare che il prodotto è un dispositivo medico diagnostico in vitro, eliminando quindi la lungaggine descrittiva di questi dispositivi.


Per sicurezza e se opportuno, il significato di alcuni simboli viene ancora oggi spiegato nella documentazione di accompagnamento, quando fornita. In questo caso si tratta spesso di simboli utilizzati con i dispositivi medici per l'uso da parte di persone diverse dai professionisti di assistenza sanitaria e destinati quindi alla libera vendita (ad esempio le siringhe monouso, le lenti a contatto e le soluzioni, i cerotti, gli occhiali da vista premontati con lenti a basso potere focale, ecc.).
Si prevede che col tempo, il requisito di spiegare il significato dei simboli potrà decadere, in quanto anche il pubblico acquisterà sempre più familiarità nella conoscenza di questi nuovi pittogrammi (come per i segnali stradali, che in linea di massima una volta imparati rimangono nel tempo patrimonio di nostra conoscenza). Non è sempre possibile sviluppare dei simboli per tutte le informazioni presentate con i dispositivi medici e non tutti i simboli sono appropriati per tutti i tipi di dispositivi medici. La validità delle informazioni comunicate da un simbolo può essere influenzata negativamente da eventi successivi: per esempio il danneggiamento a un imballaggio può influire sulla sterilità del dispositivo e quindi anche questo strumento di comunicazione ha si dei vantaggi ma anche i suoi limiti.
Tuttavia resta oggi uno dei principali risultati di successo ottenuti dall'attività di normazione nazionale, europea ed internazionale; solo la normativa tecnica infatti ha permesso di studiare e pubblicare simboli e informazioni semplificate che si sono facilmente sostituite alla terminologia e al linguaggio che per natura è più complesso e articolato, con ricadute positive sui costi e sulla sicurezza dei dispositivi stessi. Forse tra gli operatori sanitari nessuno consoce l'esistenza della UNI EN 980, ma tutti sanno riconoscere il significato dei simboli che tale norma contiene. Ed è proprio questo uno dei ruoli della normazione: essere al servizio della società per offrire le migliori soluzioni ai problemi e alle specifiche esigenze.

UNI, Gian Luca Salerio
Responsabile Divisione “Sanità, alimentazione,
materiali e beni di consumo”
e-mail:
normazione@uni.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
e-mail:
diffusione@uni.com

Fonte: UNI

   
08/09/2010 Mettiamo ordine nei nanomateriali - Dalle nuove applicazioni mediche agli ultimi ritrovati per il mercato e i consumatori, le nanotecnologie sembrano spingere sempre più avanti i limiti di quanto pensavamo fosse possibile. Ma per fare in modo che questa tecnologia dispieghi appieno le sue potenzialità – e si sviluppi meglio e più velocemente – è necessaria un’opera di razionalizzazione e di classificazione logica dei nanomateriali. A presentare una possibile soluzione a questo problema ci ha pensato l’ISO che, mediante un rapporto tecnico da poco pubblicato, offre ora una metodologia di classificazione complessiva dei nanomateriali. Si tratta del documento ISO/TR 11360:2010 “Nanotechnologies – Methodology for the classification and categorization of nanomaterials”. La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e della tecnologia che riguarda la materia su scala dimensionale inferiore al micrometro (tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.
Per sua natura multidisciplinare, le applicazioni delle nanotecnologie sono vastissime: dalla “memoria” dei computer (i microchip) ai pannelli solari.
I nanomateriali oggi esistenti mostrano una vasta gamma di proprietà fisiche, chimiche, meccaniche, ottiche, magnetiche, biologiche, oltre che differenti strutture.
Poiché gli scienziati e i ricercatori che operano in questo innovativo campo di attività provengono da discipline diversissime e lavorano alle più differenti applicazioni, si assiste inevitabilmente a una autentica “babele” di conoscenze e di presupposti scientifici che si incrociano e si sovrappongono, col rischio di creare una base epistemologica confusa, una carenza di interoperabilità e, nella migliore delle ipotesi, una duplicazione inutile e ridondante di sforzi nella ricerca. L’ISO/TR 11360 introduce un sistema che può essere chiamato “nano-albero”, che posiziona graficamente i concetti della nanotecnologia in uno schema logico che ne mostra le interrelazioni come ramificazioni di un albero comune. Gli elementi base sono visti come il tronco dai quali gli svariati nanomateriali – che si differenziano tra loro in termini di struttura, composizione chimica e altre proprietà - si dipartono. “Il documento fornisce una struttura visuale delle nanotecnologie e facilita così una più chiara comprensione dei suoi concetti”, dice Peter Hatto, segretario dell’ISO/TC 229 che ha sviluppato il documento. Il rapporto tecnico offre così un approccio sistematico alla materia e ne dà una visione gerarchica di comune e immediata comprensione.
Peter Hatto sottolinea inoltre come l’ISO/TR 11360 possa concretamente promuovere una più efficace intercomunicazione tra industria, consumatori, autorità e – non ultimi – organismi di controllo.
L’attività dell’ISO/TC 229 “Nanotechnologies” è seguita al livello nazionale dalla Commissione tecnica UNI “Nanotecnologie”:
e-mail:
normazione@uni.com

Fonte: UNI

   
08/09/2010

Svelato elemento chiave della superconduttività

Un gruppo di ricerca internazionale che vede protagonisti il Cnr e la Sapienza ha scoperto che anche i materiali superconduttori mostrano una microstruttura frattale, proprio come quella presente in molte forme di materia vivente (rose, broccoli, felci). Lo studio, durato dieci anni, è stato pubblicato su Nature e promette di rivoluzionare le tecnologie a nostra disposizione con applicazioni che andranno dall’informatica ai trasporti all’energia

Nella perfetta e affascinante geometria dei frattali si nasconde un aspetto inedito della superconduttività nei materiali ideali per trasportare elettricità. A rivelarlo uno studio internazionale coordinato da Antonio Bianconi, dell’Università Sapienza di Roma, in collaborazione con Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ic-Cnr), London centre for nanotechnology (Lcn), University college London (Ucl) e European synchrotron radiation facility (Esrf).

“Grazie a un innovativo microscopio a raggi X sviluppato nei laboratori dell’Esrf, l’impianto europeo di radiazione di sincrotrone di Grenoble”, spiega Gaetano Campi, ricercatore dell’Istituto di cristallografia del Cnr e coautore dello studio, “abbiamo analizzato la struttura atomica di un cristallo di ossido di rame, in cui la superconduttività è ottenuta mediante l’aggiunta di una certa quantità di atomi di ossigeno, detti interstiziali, capaci di muoversi nel materiale”. 

“Con nostro grande stupore”, prosegue il ricercatore, “abbiamo scoperto che la disposizione di tali atomi cambia da punto a punto, assumendo forme a volte disordinate altre ordinate, e che i disegni ordinati corrispondono a dei frattali, figure geometriche che si ripetono nella struttura di una grande varietà di sistemi fisici, dal genoma umano al fiocco di neve, fino a rose o felci. Si tratta di un dato sperimentale significativo che nessuno si aspettava di trovare nella microstruttura di un materiale superconduttore”.

La sorpresa dei ricercatori è aumentata alla constatazione che i frattali presenti nel cristallo di ossido di rame giocano un ruolo fondamentale nel trasporto dell’elettricità. “Abbiamo riscontrato che la superconduttività”, aggiunge Antonio Bianconi, “oltre che dalla quantità, dipende anche dal modo con cui gli atomi di ossigeno interstiziali si organizzano nel materiale: in altre parole, è proprio la geometria disegnata dagli atomi di ossigeno interni alla microstruttura a condizionare la conduzione dell’elettricità. Nelle zone del cristallo dove la struttura è frattale, la superconduttività è favorita. Altro aspetto rilevante è che questa microstruttura può essere manipolata con semplici trattamenti termici per indurre una migliore conduzione elettrica”.

Lo studio, secondo i ricercatori, offrirà l’opportunità di realizzare prodotti tecnologici sempre più raffinati. “Questa scoperta”, conclude Bianconi, “è un passo importante verso la costruzione di superconduttori a temperatura ambiente che favoriranno ricadute oggi impensabili per la tecnologia del secondo millennio: computer quantistici e treni superveloci (come il progetto Maglev, da Tokyo a Osaka in 40 minuti), nuove reti di distribuzione elettrica senza perdita di energia (allo stadio di progetto in Cina) o centrali solari estese che dal deserto del Sahara porterebbero energia in Europa. Traguardi che forse raggiungeremo nei prossimi venti anni”. 

Roma, 8 settembre 2010  

La scheda:
Chi: Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ic-Cnr), Università Sapienza di Roma

Che cosa: studio internazionale sulla superconduttività
Pubblicazione su Nature,
Scale-free structural organization of oxygen interstitials in La2CuO41y
Per informazioni: Antonio Bianconi, Università Sapienza di Roma, e-mail:
antonio.bianconi@uniroma1.it
 
Gaetano Campi, Istituto di cristallografia del Cnr di Roma, e-mail:
gaetano.campi@ic.cnr.it
Ufficio Stampa Cnr: Cecilia Migali,
e-mail: cecilia.migali@cnr.it
Capo Ufficio Stampa Cnr: Marco Ferrazzoli, e-mail:
marco.ferrazzoli@cnr.it

Fonte: CNR

   
08/09/2010 Valutazione dell'outsourcing: due anteprime a Torino e Milano

L’affidamento di attività a terzi (outsourcing) è una pratica di estrema attualità in momenti di grande volatilità dei mercati, perché – se ben attuata – permette di raggiungere importanti risultati in termini di flessibilità organizzativa, riduzione dei costi, aumento delle disponibilità finanziarie e, quindi, creazione di valore all’interno dell’organizzazione. Il ricorso all’outsourcing è un’operazione di rilevanza strategica, spesso non facile, che richiede un’analisi preliminare con riferimento alle linee di prodotto e/o servizio considerate.
Una chiara, ben ragionata strategia è la chiave per massimizzare i benefici dell’outsourcing evitando le sue trappole: questa strategia dovrebbe prendere in considerazione quali beni o servizi sono più adatti per questo approccio, quali sono le aspettative attuali e future dei fornitori, nonché tenere conto della dovuta diligenza nel valutare la capacità dei fornitori scelti.
La recente norma
UNI 11336 “Attività operative delle imprese. Valutazione preliminare di un progetto di affidamento a terzi di servizi. Linee guida” definisce i criteri per affrontare la fase di valutazione preliminare interna, che si intende conclusa con la predisposizione di quanto occorrente per la ricerca di un fornitore sul mercato.
Considerata l’importanza e l’attualità del tema, nonché il successo della prima edizione, UNI organizza - in collaborazione con i Punti UNI di Torino Nord e Milano Bovisa Politecnico - due sessioni di presentazione gratuite, riservate ai Soci, dell'Anteprima UNI 11336. Valutazione preliminare di un progetto di outsourcing di servizi.

Il primo incontro è previsto a Torino lunedì 11 ottobre (ore 15.00), presso IEC Industrial Engineering Consultants, via Botticelli 151. Parteciperanno:

  • Marco Vigone, Responsabile Punto UNI di Torino Nord - Amministratore Delegato IEC Srl
  • Giovanbattista Marini, Presidente Commissione “Servizi” UNI
  • Gian Paolo Rovetto, Relatore della norma UNI 11336 - ADACI

Il secondo appuntamento si terrà invece a Milano giovedì 28 ottobre (ore 15.00) presso la Sala Consiglio della Camera di Commercio di Milano, Palazzo Turati, via Meravigli 9/b. Parteciperanno all’incontro:

  • Sonia Basso, Responsabile Servizio Innovazione e Brevetti CCIAA Milano
  • Silvana Rimoldi, Dirigente ALINTEC - Responsabile Punto UNI “Milano Bovisa Politecnico”
  • Giovanbattista Marini, Presidente Commissione “Servizi” UNI
  • Gian Paolo Rovetto, Relatore della norma UNI 11336 - ADACI

Gli incontri sono destinati principalmente a: imprenditori e dirigenti, responsabili di produzione, responsabili di uffici acquisti, responsabili di uffici legali/contrattualistica, responsabili di sistemi di gestione per la qualità, responsabili risorse umane, responsabili finanza, consulenti.

La partecipazione è gratuita.
Le richieste di partecipazione verranno accettate fino al raggiungimento della capienza della sala.
Per esigenze organizzative la partecipazione deve essere comunicata agli uffici UNI entro 5 giorni lavorativi prima dell’evento compilando il modulo di iscrizione on-line all’indirizzo internet
http://catalogo.uni.com/anteprima/31.html oppure rivolgendosi direttamente al Punto UNI di Torino - puntouni@iectorino.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - o di Milano - puntouni@alintec.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Fonte: UNI

     
08/09/2010 A Oslo si parla di normazione e IT - Nell’ambito dell’Assemblea Generale dell’ISO, che quest’anno verrà ospitata dall’ente di normazione norvegese (Standard Norge), è in calendario una Open Session dedicata alle information technologies (IT).
Le applicazioni informatiche sono una presenza ormai pervasiva in ogni aspetto della nostra vita quotidiana: dai servizi bancari e finanziari al trasporto delle merci, dalla sanità all’informazione... Compatibilità e interoperabilità dei sistemi – e il loro adeguato sviluppo in un mercato sempre più globale – sono aspetti cruciali nelle moderne economie.
Ad accompagnare questo delicato ma essenziale processo, le norme tecniche elaborate dall’ISO.

La assoluta trasversalità dei settori in cui le tecnologie informatiche dispiegano le loro potenzialità dà ragione del rilevante numero di norme tecniche coinvolte. Il contributo della normazione allo sviluppo e alla diffusione dell’IT è vasto e articolato, anche se molto spesso invisibile. 

Uno degli obiettivi dell’Open Session è così proprio quello di evidenziare l’influenza che le norme tecniche hanno nel campo delle attività umane e nel mondo del lavoro in particolare.

Nel corso dell’incontro, che si terrà a Oslo giovedì 16 settembre, è prevista una tavola rotonda sulle applicazioni IT in ambito sanitario e un approfondimento sul settore costruzioni.
Ulteriori spunti di discussione saranno lo sviluppo del cosiddetto “Green IT” legato alla diffusione delle tecnologie verdi e le sfide aperte con l’affacciarsi sullo scenario internazionale dei paesi in via di sviluppo.

Fonte: UNI

International Standards and global challenges, IT@work and social media flavour ISO's 33rd General Assembly

The contribution of ISO International Standards to tackling the growing diversity of interrelated and complex challenges the world is facing today is at the heart of the five year strategy to be discussed and approved by ISO, the International Organization for Standardization, at its 33rd General Assembly on 15-17 September, in Oslo, Norway. The diversity of challenges facing the global community is already reflected in the growing scope of ISO, which over recent years has been called upon by its international stakeholders to develop standards in areas such as energy efficiency, social responsibility, event management sustainability and road traffic safety. The new strategic plan will take account of such emerging global challenges to result in a broader, stronger, even more customer-oriented ISO.
In addition to the debate on strategy, an open session on “IT@work and the contribution of standards” will be organized on 16 September. The event will address the growing pervasiveness and reliance on IT in the daily working lives of people, including in innovative and sensitive areas such as health informatics, building and construction, banking and finance, cross-border trade, etc.
Presentations by IT experts will look at how ISO standards can contribute to promoting compatibility and interoperability, efficiency, security and safety, as well as addressing the challenges facing "green IT" and developing countries. The ISO open session will make intensive use of social media to reach a wider public, further encouraging openness and communication.  People from around the world will be able to follow the IT@work conference live via webcast. Standards Norway, ISO member for the country and host of the General Assembly, will set up a “Twitter wall”, inviting participants and those following the event online to submit comments and questions using the hashtag “#isooslo2010”. A selection of tweets will then be communicated to the facilitator and speakers for comment during the open session. In addition, a number of videos from the event will be available on YouTube.

 
About ISO

ISO, whose membership comprises the national standards institutes of 163 countries, is the world's largest developer of voluntary, consensus-based International Standards with a current portfolio of more than 18 000 standards for business, government and society.

Fonte: ISO

   
08/09/2010

Il colorante dei blue jeans produce energia fotovoltaica

Un colorante usato per i blue jeans è in grado di svolgere le stesse funzioni della clorofilla e può  essere usato per produrre energia fotovoltaica.  La notizia viene dalla Cornell University di Ithaca, nello Stato di New York ed è stata pubblicata su Nature Chemistry.
I ricercatori americani hanno messo a punto una struttura molecolare organica, del tutto simile a una vera e propria cella solare, facendo ricorso alle ftalocianine, famiglia di coloranti industriali comunemente utilizzati per i jeans e per gli inchiostri. Il suo nome è Covalent Organic Framework (COF).
I materiali organici sono l’ultima frontiera del fotovoltaico perché permettono di creare celle sottili, flessibili e a basso costo. I ricercatori della Cornell, guidati da William Dichtel ed Eric Spitler, pare siano riusciti a superare il problema della stabilità di questi materiali, che finora non erano mai stati in grado di massimizzare il loro potenziale fotovoltaico.
La struttura molecolare delle ftalocianine, infatti, è simile a quella della clorofilla il pigmento che consente alle piante di assorbire la luce. Una sintesi della ricerca è stata pubblicata su Nature Chemistry

Fonte: Chimica & oltre

   
08/09/2010

Electropedia: The World's Online Electrotechnical Vocabulary continua >>

Fonte: IEC

   
08/09/2010

Il valzer delle panchine… a norma

 

panchina1Nel linguaggio calcistico “finire in panchina” vuol dire essere escluso dal gioco, nella vita quotidiana invece “sedere su di una panchina”, magari in un parco pieno di verde, può essere un piacere, un punto dal quale contemplare il mondo senza essere visti.

Seduto su quella panchina ad una fermata dell’autobus di Savannah, Georgia, Forrest Gump racconta a successivi ascoltatori la storia della sua incredibile vita.
Giovanni De Luna sulla Stampa scriveva che la panchina “è protagonista di uno spazio quotidiano che è anche luogo di molte relazioni sociali, pubbliche, la panchina è fatta per la sosta, è il riposo degli anziani e delle bambinaie, il rifugio degli innamorati poveri: sembra così scandire tutte le fasi della vita dell’uomo, accompagnandolo nei passaggi decisivi”.

La panchina quindi, per la sua indole “indipendente”, si presterebbe poco ad ogni tipo di “normalizzazione”, in realtà, proprio per la sue ampie possibilità di fruizione, aveva un’urgente necessità di riferimenti normativi. Il settore dei “componenti per l’arredo urbano”, così definito per distinguerlo dalla più ampia casistica legata principalmente all’edilizia, non poteva avvalersi, fino ad ora, di nessuno strumento normativo specifico.

UNI nel 2004 ha creato, nell’ambito dei lavori della Commissione “Mobili”, un gruppo specifico dedicato alla valutazione di progetti di norma relativi ai componenti per l’arredo urbano. Il gruppo, equamente suddiviso tra produttori ed utilizzatori aveva individuato alcuni argomenti prioritari da sviluppare in funzione delle problematiche relative alla sicurezza di cui i prodotti da “normare” potevano soffrire.
Il progetto normativo si è articolato:

  • partendo dall’analisi delle norme di riferimento eventualmente esistenti;

  • considerando le possibili criticità del prodotto in base agli aspetti di sicurezza;

  • valutando, di conseguenza, molto attentamente i requisiti di sicurezza minimi da inserire.

panchina_disegnoLa norma UNI 11306 “Panchine - Requisiti di sicurezza e metodi di prova” è la prima di una serie di possibili altre norme dedicate ai prodotti che costituiscono l’arredo urbano.
La norma non fa distinzione di forme e tipi di materiali utilizzati per la costruzione delle panchine, ma include le panchine integrate con altri elementi di arredo urbano (per es. fioriere, quinte, cestini e simili). Quando la panchina è integrata con prodotti sui quali esistono norme specifiche, tali prodotti devono soddisfare i requisiti delle specifiche norme.

Innanzitutto la norma fa chiarezza su termini come panchina amovibile (appoggiata al suolo) e fissa (fissata permanentemente ad un supporto). Particolare attenzione viene posta alle aperture che, in un panchina, possono costituire pericoli di intrappolamento e ai punti che, a causa del movimento, possono schiacciare parti del corpo.
I materiali e le finiture devono avere requisiti tali che permettano loro di resistere alla corrosione (metalli) e di durare nel tempo, come nel caso di parti di legno massiccio a contatto con il terreno, in questo caso il legno deve essere anche trattato con preservanti e deve seguire adeguati metodi di costruzione.

La progettazione della panchina e di tutti i suoi componenti deve essere attentamente valutata per ridurre al minimo i rischi di lesioni per l’utilizzatore:

  • bordi e spigoli della seduta, dello schienale e dei braccioli arrotondati con raggio ≥ 2mm;

  • tutti gli altri bordi e spigoli privi di bave e arrotondati o smussati;

  • protezione contro l’intrappolamento delle dita;

  • protezione contro l’intrappolamento dei piedi;

  • protezione contro l’intrappolamento di testa e collo.

La stabilità della panchina deve essere assicurata mediante prove che verificano che la stessa non si ribalti in determinate condizioni di carico.
Infine la panchina deve mantenere le sue caratteristiche strutturali al termine di una sequenza di prove mirate a valutare la resistenza strutturale di tutti i suoi componenti.

Le panchine conformi alla norma UNI 11306 dovrebbero riportare su una parte visibile e in modo leggibile e durevole, in relazione all’ambiente ed alle altre condizioni di esposizione del manufatto, le seguenti informazioni:

  • nome e indirizzo del fabbricante e/o logo che identifichi n maniera inequivocabile il fabbricante e il suo indirizzo;

  • anno di fabbricazione e mese, quando questo sia significativo, o un codice equivalente;

  • il riferimento alla norma UNI 11306.

"La panchina è un luogo di sosta, un'utopia realizzata. E' vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere il tempo. Come leggere un romanzo."
Da "Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne" di Beppe Sebaste


Riferimenti normativi

  • UNI 9429 "Mobili - Determinazione della resistenza delle superfici agli sbalzi di temperatura"

  • UNI EN 350-2 "Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno - Durabilità naturale del legno massiccio - Guida alla durabilità naturale e trattabilità di specie legnose scelte di importazione in Europa"

  • UNI EN 351-1 "Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno - Legno massiccio trattato con i preservanti - Classificazione di penetrazione e ritenzione del preservante"

  • UNI EN 335-1 "Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Definizione delle classi di utilizzo - Parte 1: Generalità"

  • serie UNI EN 636 "Pannelli di legno compensato - Specifiche"

  • UNI EN 1022 "Mobili domestici - Sedute - Determinazione della stabilità"

  • serie UNI EN 1176 "Attrezzature per aree da gioco - Requisiti generali di sicurezza e metodi di prova"

  • UNI EN 1728 "Mobili domestici - Sedute - Metodi di prova per la determinazione della resistenza e della durabilità"

  • UNI ISO 9227 "Prove di corrosione in atmosfere artificiali - Prove in nebbia salina"

  • UNI EN 12727 "Mobili - Sedute su barra - Metodi di prova e requisiti per la resistenza e la durata"

  • UNI EN 15373 "Mobili - Resistenza, durata e sicurezza - Requisiti per sedute non domestiche"

UNI, Fabrizio Tacca
e-mail:
normazione@uni.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail:
diffusione@uni.com

Fonte: UNI

   
08/09/2010 Ultimi aggiornamenti Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas

06.09.2010
Energia: superati gli obiettivi nazionali di efficienza energetica

Delibera ARG/elt  138/10  pubblicata il 08 settembre 2010
Integrazione delle disposizioni di cui alla delibera ARG/elt 103/09 per l’anno 2008 e disposizioni in materia di integrazioni dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti di aziende del settore elettrico

Delibera VIS  92/10  pubblicata il 07 settembre 2010
Avvio di un procedimento nei confronti di Enel Energia S.p.A. per accertare violazioni in materia di tariffe obbligatorie di distribuzione del gas ed irrogare la relativa sanzione amministrativa pecuniaria

Delibera EEN  12/10  pubblicata il 06 settembre 2010
Verifica del conseguimento degli obiettivi specifici aggiornati di risparmio energetico in capo ai distributori obbligati nell’anno 2009 e disposizioni alla Cassa Conguaglio in materia di erogazione del contributo tariffario

Fonte: Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas

   
08/09/2010

On line l'annuario dei dati statistici 2009

E' disponibile on line nella sezione : statistiche > interventi sul territorio, la pubblicazione che raccoglie i dati inerenti le attività istituzionali svolte da tutti i Comandi Provinciali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel corso del 2009.

In questo anno gli interventi di soccorso tecnico urgente portati alla popolazione dai Vigili del Fuoco, sull'intero territorio nazionale, sono stati 782.897 a cui vanno aggiunti 199.587 interventi effettuati, da personale in missione, per il sisma avvenuto in aprile in Abruzzo e 7.103 per l'evento alluvionale a Messina del mese di ottobre.

Presenti, nella stessa sezione, i dati elaborati dal Servizio Statistico Centrale inerenti gli incidenti stradali coinvolgenti sostanze pericolose relativi agli anni 2007, 2008 e 2009.

Allegati

Fonte: Vigilfuoco

      
Vai alle altre notizie di mercoledi' 08.09.2010 (Riservate agli abbonati) >>
 

      

Vuoi vedere anche tutte le altre notizie di mercoledi' 8 settembre 2010 e scaricare i documenti allegati?

Le altre notizie del 08.09.2010 sulla sicurezza alimentare (Riservate agli abbonati): Opensafety - La marcatura CE e molto altro ancora .....

Se non sei ancora abbonato vai alla pagina ''Come abbonarsi'' e compila il modulo relativo

Se, invece, siete gia' abbonati cliccate qui ed inserite la Vostra UserID e Password

  

      

                             
                             
 Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni,
nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi e dei relativi collegamenti ipertestuali sopra riportati
                   

Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi