Immigrati e sfruttamento: nel cantiere dei nuovi schiavi arriva Dylan
Dog
Un palazzo infestato al 13° piano? A prima vista sembra un classico
dell'horror. In realtà, in "Lavori forzati", la nuova avventura
dell'Indagatore dell'incubo, si tratta di un caso di caporalato. Ne parla lo
sceneggiatore del fumetto, Giovanni Di Gregori
BOLOGNA - Dylan Dog personaggio sociale? Sembra di sì, almeno a giudicare
dall'ultima indagine che lo vede coinvolto: un horror che nasconde una
realtà di sfruttamento dell'immigrazione irregolare, di lavoro nero e di
morti bianche. Si tratta di "Lavori forzati", albo in edicola in questi
giorni (numero 288 della serie regolare), scritto da Giovanni Di Gregorio e
disegnato da Maurizio Di Vincenzo. Non è la prima volta che l'indagatore
dell'incubo si imbatte in casi di mobbing o sicurezza sul lavoro: basta
pensare a "Le
morti bianche" di Giovanni Gualdoni, uscita sul Maxi Dylan Dog di luglio
2009. "La Bonelli mostra da sempre un grande interesse verso le tematiche
sociali", racconta Di Gregorio. "Nei primi albi della serie, Tiziano Sclavi
mescolava la fiction onirico-psicologica con storie più aderenti alla
realtà, come quella di Johnny Freak ad esempio". Una sorta di ritorno alle
origini, dunque.
In "Lavori forzati" Dylan Dog si trova alle prese con un palazzo
infestato, come nella più classica delle storie horror, salvo poi essere
catapultato in un vero e proprio lager in cui immigrati irregolari lavorano
alla costruzione del tredicesimo piano incalzati da aguzzini-animali. Il
finale svelerà l'origine delle urla e dei lamenti strazianti che hanno fatto
guadagnare al London Clipper la fama di palazzo sinistro: il cadavere di uno
degli operai, morto sul lavoro, che il capocantiere ha cementato in uno dei
piloni di sostegno. "La parte difficile delle storie a sfondo sociale è la retorica",
continua Di Gregorio. "Non sempre si riesce a evitarla, purtroppo. In
Brancaccio (Beccogiallo, 2007), ad esempio, sono convinto di aver fatto un
buon lavoro. Qui sono contento della scelta di rappresentare la moltitudine
dei lavoratori irregolari attraverso un operaio senza volto né nome". Una
metafora dei nuovi schiavi che lavorano nelle fabbriche o nei cantieri e di
cui non si sa nulla, a volte nemmeno il nome. Altra scelta interessante,
anche se più scontata, è quella di trasformare gli aguzzini in animali, "ho
voluto rappresentarli come animali per tenerli separati dall'umanità
disperata dei lavoratori. Ho scelto mantidi, cani, gufi e serpenti perché
sono predatori". In "Lavori forzati" il tredicesimo piano del London Clipper diventa una
sorta di Torre di Babele. "Non per ansia di onnipotenza", specifica Di
Gregorio, "ma perché riunisce persone provenienti da paesi diversi che non
comunicano tra loro per la mancanza di una lingua comune. Sono fantasmi, che
quando scompaiono, non lasciano tracce". Ora non resta che aspettare le
reazioni dei lettori, sempre numerose e puntuali quando il loro beniamino
affronta temi così importanti. "Quando uscì 'Il re delle mosche", storia
ambientata nel mondo universitario ricevetti molte lettere di persone che si
riconoscevano nei personaggi", conclude Di Gregorio. "Ovviamente senza la
vena horror".
“La famiglia in
moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza”
“ La famiglia in moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza ” è un
opuscolo che spiega come portare in giro in moto i bambini piccoli senza
incorrere in gravi pericoli, soprattutto in città. È stato ideato dallo studio
associato G.G.R.M. Comunicazione & eventi di Milano in collaborazione con il
Consiglio di Zona 9 del capoluogo lombardo. L’opuscolo mette in risalto le
problematiche da affrontare quando si è in sella con il proprio bambino e
consiglia come prevenire gli incidenti, in particolare in una città caotica e
piena di traffico, come è Milano, dove per evitare le code, sono sempre di più i
genitori che portano sulle due ruote motorizzate i propri figli. Il volumetto è
stato patrocinato dai ministeri della Gioventù, delle Infrastrutture e dei
Trasporti, dell’Interno, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dalla Polizia di
Stato, Provincia di Milano, Consiglio di Zona 9 di Milano, Polizia locale di
Milano, Federazione Motociclistica Italiana e Fondazione Oratori Milanesi. “ La
famiglia in moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza” sarà
presentato il 14 settembre, in una conferenza stampa che si terrà a Milano.
Spiega Giovanna Guiso, giornalista e autrice del volumetto: “L’idea di
realizzare questo libriccino è nata dall’osservazione che spesso i bambini sono
trasportati sui motocicli in modo inadeguato ed esposti così a rischi maggiori.
Educare i bambini ai pericoli della strada significa educarli
all’autodisciplina, al rispetto della propria vita e di quella altrui e ad
assumersi la responsabilità delle decisioni. In questo modo contribuiamo a
formare una nuova generazione di utenti della strada più consapevoli. Educare
attraverso i bambini i genitori, significa contribuire a diffondere quella
cultura della sicurezza stradale, che tanto manca nel nostro Paese e che è
fondamentale per ridimensionare il numero di incidenti che vede coinvolte
persone in queste fasce di età così preziose, in un Paese a crescita zero come
il nostro ”. Aggiunge il presidente del Consiglio di Zona 9 Beatrice
Uguccioni: continua >>
Cinque casi di autocombustione in varie parti del mondo.
A prendere fuoco
sarebbe il collante della paratia che protegge il passaruota dal calore dei
collettori di scarico /
VIDEO Il giallo delle auto in fiamme
Occhiali 3Dper la visione di spettacoli
cinematografici, nuova Circolare del Ministero della Salute
Il Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato la
Circolare "Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici” alla
luce delle nuove considerazioni espresse dal Consiglio Superiore di Sanità
sull’argomento. “Con questa circolare -sottolinea Fazio abbiamo voluto tutelare
la salute dei cittadini e contestualmente si è evitato di penalizzare gli
operatori commerciali".
Il provvedimento è stato inviato agli esercenti della sale cinematografiche, ai
Dipartimenti di prevenzione delle Asl ed al Comando dei Carabinieri per la
tutela della Salute (NAS).
Nella Circolare si sottolinea che il Consiglio, constatata la presenza in
commercio di diverse tipologie di occhiali 3D nonché la diversa tipologia di
materiali con i quali questi sono realizzati, e preso atto delle diverse
indicazioni riportate dai produttori in merito al riutilizzo o meno degli stessi
occhiali, ha ribadito la necessità di una speciale attenzione ai possibili
rischi di trasmissione di infezioni ed ha auspicato che le tecniche produttive
possano evolvere garantendo, ove possibile, l’approccio monouso.
Il Consiglio ha ritenuto, relativamente agli occhiali 3D che non è possibile
considerare monouso per tecnologia e costo, che sia possibile il
ricondizionamento degli occhiali 3D attraverso appropriati processi di pulizia e
disinfezione ed ha ribadito la necessità che:
nei casi in cui si preveda il riutilizzo degli occhiali da parte di
utenti diversi, vengano adottati protocolli di pulizia e disinfezione
appropriati per ogni singola tipologia di occhiale, anche in relazione alle
caratteristiche dei materiali con cui sono realizzati, e atti a garantire il
mantenimento della qualità della visione
tali protocolli garantiscano, dopo l’effettuazione del trattamento,
l’assenza di microrganismi e parassiti patogeni
il confezionamento degli occhiali sia tale da evitare ricontaminazioni
fino all’utilizzo da parte dell’utente.
Di conseguenza, il Consiglio ha raccomandato che:
vengano specificate in modo formale dalla ditta produttrice di occhiali
3D le modalità raccomandate di ricondizionamento, producendo le opportune
evidenze circa la garanzia di assenza di microrganismi e parassiti patogeni
dopo il trattamento
per le tipologie di ricondizionamento già in essere e non conformi alle
specifiche indicate dal produttore, l’esercente debba rendere evidenti in
modo formale le garanzie di cui sopra
venga reso noto in forma scritta agli utenti che gli occhiali,
consegnati nell’apposita confezione, sono stati appropriatamente
ricondizionati in modo da escludere la possibile trasmissione di agenti
patogeni.
Redazione salute.gov.it - Comunicato stampa 7 agosto 2010
Presentazione
Valorizzazione e maggiore protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche,
semplificazione delle procedure, via libera alle Università che intendono farsi
parte attiva nelle procedure di brevettazione: sono alcune delle novità presenti
nel decreto legislativo n. 131 del 13 agosto 2010, in vigore dal 2 settembre
2010, che
riforma il Codice della proprietà industriale (G.U. 192 del 18 agosto 2010).
continua >>
Con il D.M. 30 luglio 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 197/2010)
è stata approvata la delibera 42/2010 del Presidente-Commissario
Straordinario dell' INAIL contenente la modifica dell'art. 53 del T.U. (DPR
1124/1965).
A partire dall'8 settembre 2010 sarà più semplice, per i datori di lavoro,
effettuare la denuncia online delle malattie professionali all'INAIL: non si
dovrà più allegare il relativo certificato medico.
Il datore di lavoro dovrà trasmetterlo solo su espressa richiesta
dell'Istituto assicuratore, nelle ipotesi in cui non sia stato direttamente
inviato dal lavoratore o dal medico certificatore.
Sisma Abruzzo: ulteriore proroga della sospensione dei versamenti
Con il decreto-legge n. 78/2010 convertito, con modificazioni, dalla legge
n. 122/2010 è stata disposta l'ulteriore proroga della sospensione dei
versamenti tributari contributivi ed assicurativi sino al 15 dicembre 2010
per determinati soggetti e fissate le modalità di recupero in 120 rate
mensili dal 16 gennaio 2011.
Con la medesima legge è stata stabilita la ripresa dei versamenti già
sospesi sino al 30 giugno 2010 per i soggetti non interessati alla suddetta
proroga.
L'INAIL emana la circolare con le modalità applicative della
proroga della sospensione dei versamenti dei premi assicurativi.
Fotovoltaico: decreto interministeriale 6 agosto 2010
E' stato pubblicato il decreto interministeriale
tra il Ministero dello Sviluppo Economico e Il Ministero dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare che stabilisce i criteri per incentivare la
produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di
tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica(GU n. 197 del 24-8-2010 -
serie generale)
Decreto
Legislativo 29 giugno 2010, n. 128
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006,
n.152, recante norme in materia ambientale, a norma
dell'articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (G.U. n. 186
del 11/08/2010 - Suppl. Ordinario n.184)
I Piani di Azione: uno strumento per la riduzione dell’esposizione
al rumore
Pubblicato da ARPAT un volume che fornisce un quadro riassuntivo,
indicazioni operative ed esempi di strategie europee per la gestione
e l’abbattimento del rumore.
L’esposizione al rumore ambientale, anche in considerazione
delle recenti conferme sull’aumento dei rischi di insorgenza
di patologie extrauditive, è uno dei temi di maggior
attenzione da parte dei cittadini, degli enti di controllo e
della comunità scientifica.
Negli ultimi anni, dall’emanazione della Legge Quadro 447
del 1995, stiamo assistendo alla graduale implementazione di
quelle misure di contenimento e abbattimento del rumore
previste dal legislatore per la riduzione dell’inquinamento
acustico nell’ambiente e dell’esposizione al rumore dei
cittadini.
Con il D.Lgs. n. 194 del 19/08/05, che recepisce la
Direttiva Europea 49/2002/CE - relativa alla determinazione
e alla gestione del rumore ambientale - l’obiettivo di una
progressiva riduzione dell’esposizione al rumore può essere
conseguito anche attraverso nuovi strumenti, qual:
le Mappe Acustiche Strategiche, per la determinazione
dell’esposizione della popolazione al rumore, causata
globalmente dall’insieme delle sorgenti (stradali,
ferroviarie, aeroportuali, industriali) presenti in una
certa porzione di territorio o, anche da una sola di esse
singolarmente (mappatura strategica);
i Piani di Azione, che a partire dalle mappe strategiche
devono individuare gli interventi da realizzare localmente
sul territorio, per la riduzione dell’esposizione al rumore
della popolazione ivi presente.
L’implementazione stessa della Direttiva, nonché
l’attuazione delle disposizioni contenute, ha fatto sì che
fosse necessario un lungo lavoro di confronto fra gruppi di
esperti che valutassero i diversi aspetti dell’inquinamento
da rumore, dall’analisi delle sorgenti, alla valutazione
dell’esposizione e degli effetti socio-sanitari da esse
causati, all’ideazione di diverse forme di abbattimento che
diventano dunque il vero contenuto dei Piani di Azione.
La Toscana, grazie all’attenzione sul tema e alle attività
promosse dalla Giunta e dal Consiglio Regionale, dalle
Amministrazioni locali e da ARPAT, si delinea come la
regione più virtuosa nel panorama nazionale, con
l’approvazione dei Piani Comunali di Classificazione
Acustica per il 99% del territorio regionale, e il forte
contributo regionale (17 milioni di euro dal 2003 al 2009) a
ben 32 Piani Comunali di Risanamento Acustico.
Per contribuire alla divulgazione di esperienze e contributi
scientifici utili ai decisori e ai tecnici che operano nel
settore, ARPAT ha realizzato questa pubblicazione, nella
quale vengono proposti in maniera organica i percorsi
tecnico amministrativi che portano alla realizzazione dei
Piani di Azione e le relative possibili soluzioni operative.
Il capitolo “I Piani di Azione passo per passo” aiuta a
individuare i principali stadi da affrontare nella
definizione di un Piano di Azione, partendo
dall’individuazione delle responsabilità e competenze fino
ad arrivare alla sua adozione, monitoraggio e aggiornamento,
passando anche per il coinvolgimento della popolazione
(informazione, consapevolezza, partecipazione del pubblico,
gestione dei reclami e definizione degli indicatori del
fastidio provato dai cittadini).
Per rendere il quadro più completo sono inoltre analizzati i
Piani già predisposti dai gestori delle principali
infrastrutture, considerando sempre il rapporto costi
benefici delle differenti azioni. Un accurato lavoro di
raccolta della normativa e della produzione
tecnico-scientifica a livello nazionale e internazionale, e
numerosi disegni, foto e figure esplicative in generale
contribuiscono a rendere questo volume un prezioso
riferimento anche a livello nazionale per la messa a punto
dei Piani di Azione per città più sostenibili.
Realizzazione editoriale e stampa: Litografia IP, Firenze
Copertina: Alta srl; rielaborazione effegiesse
Stampato su carta che ha ottenuto il marchio di qualità
ecologica della Comunità Europea – Ecolabel
Si ringraziano
Il Prof. Massimo Martinelli, già Direttore dell’Istituto
Processi chimico-fisici del CNR Pisa e il dr. Elpidio
Tombari, dello stesso Istituto, per il continuo sostegno e
la collaborazione prestata per la realizzazione di questa
pubblicazione
La Responsabilità Sociale d’Impresa vista da vicino: Focus “Green Economy”
Data Creazione: 2/09/2010
Visto il successo ottenuto con la prima edizione, la Camera di Commercio di
Treviso, in collaborazione con l’Azienda Speciale Treviso Tecnologia e le
Associazioni di Categoria che partecipano al Tavolo Tecnico locale sulla CSR,
ha deciso di realizzare un nuovo ciclo di incontri in azienda che, a partire
dal prossimo mese di settembre, darà l’opportunità di poter conoscere dal
vivo alcune esperienze imprenditoriali realizzate in ambito CSR.
Considerato che il 2010 è stato proclamato dall’ONU “Anno Internazionale
della Biodiversità”, si è deciso di dedicare questo ciclo di incontri CSR
alla Green Economy, per avvicinare imprese e comunità ad un maggior sviluppo
economico sostenibile, basato su principi innovativi di attenzione
all’ambiente, alle materie prime, alla responsabilità sociale d’impresa.
Le visite sono a numero chiuso, per un massimo di 15 partecipanti, per ogni
impresa.
Le iscrizioni al primo incontro sono già aperte e possono essere effettuate
tramite il sito web della Camera di Commercio
www.tv.camcom.it,
accedendo alla sezione “eventi on-line”.
La partecipazione può avvenire per singolo evento o per tutto il ciclo di
incontri programmati.
Il termine per le iscrizioni avviene entro il giorno che precede l’evento o,
in via anticipata, al raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
TESTO UNICO SICUREZZA
E NON SOLO ...-
Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico
sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:
Cobalt is a hard,
lustrous, gray metal, and chemical element with symbol Co and
atomic number 27. Cobalt is a naturally occurring element found
in rocks, soil, water, plants, animals and humans. Moreover, it
is a part of vitamin B12, which is necessary for neurological
function, brain function, and the formation of blood
continua >>
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Le
altre notizie del 02.09.2010 sulla sicurezza alimentare (Riservate agli
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Prevenzione dei rischi ambientali - Supply Chain in ambito SA 8000 e molto
altro ancora .....
Salute ed alimentazione: un binomio inscindibile, perché?
L’immediato dopoguerra ha segnato un momento epocale per l’alimentazione
degli abitanti dell’Europa e, naturalmente, anche dell’Italia. Fino ad allora
infatti le risorse erano limitate perché le tecniche agronomiche non davano rese
sufficienti per la nutrizione di tutta la popolazione; i mezzi di trasporto, le
condizioni trasporto ed i tempi di percorrenza non permettevano di distribuire i
prodotti alimentari per lunghe distanze. Perciò, quando nel dopoguerra si è
potuto disporre di abbondante quantità di cibo e la fame non era più una
condizione di vita che accomunava tante famiglie, le nostre tavole hanno
progressivamente accolto tutti quei prodotti che erano oggetto di desiderio in
periodi di penuria.
In parallelo, le condizioni lavorative sia della classe operaia che della classe
impiegatizia sono andate migliorando con l’ausilio delle macchine che
sostituivano la fatica fisica con il comando delle medesime, giustificando
sempre di meno l’assunzione di alimenti ad alto contenuto energetico calorico.
Le tradizioni culinarie tramandate di generazione in generazione peraltro
collegavano alle origini molte persone che emigravano dalla loro terra in cerca
di lavoro, rassicurandole sul piano affettivo.
Nel corso dei decenni poi la facilità delle comunicazioni ha permesso di
creare scambi culturali sul piano alimentare, per cui per esempio in Puglia
hanno trovato collocazione formaggi come la Crescenza e il Gorgonzola; in
Lombardia verdure come i broccoli e le cime di rapa. Senza contare la
permeazione nella cultura alimentare italiana di ingredienti e piatti europei ed
oggi sempre di più anche extraeuropei.
In questo quadro di progressiva molteplicità di offerta qualitativa e
quantitativa di prodotti alimentari, i consumatori hanno adottato regimi
alimentari declinati intorno ai loro gusti ed al loro rapporto con il cibo,
aspetto sul quale la nostra psiche svolge un ruolo importante nella scelta,
influenzata anche dal condizionamento della pubblicità. Risultato di questo
fenomeno è che non sempre si rispetta il rapporto tra il contenuto calorico e
compositivo dell’alimento ed il fabbisogno dell’organismo. Di conseguenza il
sovrappeso e l’obesità sono drasticamente aumentate ed hanno cominciato a
manifestarsi come problema su scala sociale, coinvolgendo fasce di età sempre
più bassa, accompagnate dall’aumento nel tempo di malattie generate da una
alimentazione sbilanciata nei suoi componenti: ipertensione arteriosa, malattie
dell’apparato cardiocircolatorio, malattie metaboliche (aumento di colesterolo e
trigliceridi ematici), carie dentarie, diabete, alcune forme di tumori.
La cura di queste malattie costituisce indubbiamente un onere per il nostro
sistema sanitario. Infatti, secondo i dati dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) l’86% delle morti ed il 75% delle spese
sanitarie in Europa e in Italia sono determinate da patologie croniche, che
hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio: fumo,
abuso di alcol, scorretta alimentazione, inattività fisica.
Le Istituzioni governative del nostro Paese hanno affrontato questa
situazione adottando negli ultimi decenni una politica di prevenzione
dell’insorgere di queste malattie, culminata con il programma
Guadagnare salute promosso dal Ministero della Salute e
approvato il 4 maggio 2007. Il programma è finalizzato alla realizzazione di
interventi per la tutela e la promozione della salute pubblica concordati fra
livelli istituzionali e di governo, e coinvolge il mondo della scuola, docenti e
ragazzi, al fine di conoscerne gli stili di vita ed agire correggendo i
comportamenti ritenuti sbagliati, per raggiungere i genitori, diffondendo così
anche in famiglia abitudini salutari. Obiettivo di questo programma è anche
agire nei luoghi di lavoro per attivare nuovi modelli e soluzioni che possono
avere influenze positive non solo in ambito lavorativo, ma in generale sulle
abitudini di vita.
Fin dal 1986 l’Inran
(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), sottoposto
alla vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha
predisposto le prime
“Linee guida per una sana alimentazione italiana”.
Esse forniscono al consumatore semplici informazioni ed indicazioni per una sana
ed equilibrata alimentazione, nel rispetto delle tradizioni alimentari del
nostro Paese, avendo cura anche della propria salute. Avendo l’obiettivo di
insegnare ad utilizzare gli alimenti disponibili nel modo più corretto, queste
linee guida possono essere adottate anche dal settore della ristorazione fuori
casa, per produrre e distribuire pasti bilanciati a seconda del consumatore e al
contempo diffondere un’informazione alimentare che porti ad un regime alimentare
equilibrato.
Il
Ministero della
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali riconosce che l’alimentazione
sia uno dei più importanti tratti dello stile di vita nel determinare la salute
ed ha pertanto individuato come compito prioritario in questo settore la
promozione di iniziative atte alla divulgazione dei corretti principi in campo
nutrizionale per prevenire le malattie derivanti da una alimentazione
ipercalorica e non sempre bilanciata in rapporto alle effettive esigenze
energetiche ed alla attività fisica svolta. Sono stati a questo scopo siglati
nello scorso 2007 protocolli di intesa tra il Ministero della Salute e il
Ministero della Pubblica Istruzione, per definire strategie comuni tra salute e
scuola, che impegnino il sistema scolastico e quello sanitario intorno a
interventi di educazione alla salute e di comunicazione istituzionale. Per
avviare concretamente questo progetto, a breve distanza di tempo il Ministero
della Salute ha firmato un protocollo di intesa con 7 Associazioni dei
Consumatori e degli Utenti allo scopo di definire, sostenere e realizzare un
programma per promuovere la diffusione tra i consumatori e gli utenti dei dati
sull’alimentazione e dei consumi alimentari della popolazione e sulle relazioni
con la condizione di obesità e sovrappeso. Il programma prevede il sostegno di
politiche commerciali orientate a favorire comportamenti salutari nei
consumatori ed utenti nonché azioni nell’area della comunicazione quali la
riduzione dell’impatto della comunicazione commerciale sui consumatori più
vulnerabili (bambini) per evitare che sia sfruttata la credulità e la carenza di
capacità critica dei minori; fornire informazioni dettagliate per i consumatori
portatori di patologia; sostenere la promozione dell’aumento di consumo di
prodotti ortofrutticoli freschi.
Di questa politica istituzionale si sono fatti carico anche alcuni soggetti
della filiera agroalimentare, tra i quali l’industria alimentare, seconda
industria manifatturiera del Paese. La Federazione che la raccoglie in ambito di
Confindustria è infatti impegnata, tra l’altro, a sostenere politiche di
promozione di un corretto stile di vita, inteso come binomio inscindibile tra
un’alimentazione equilibrata e una sempre maggiore consuetudine al movimento.
La normazione volontaria si è attivata molto recentemente e soltanto a
livello europeo. Si è tenuta infatti nel novembre 2008 la prima riunione del
CEN PC 387 “Food data”, al quale partecipa per l’Italia una
rappresentante dell’Inran.
I soggetti della filiera agroalimentare infatti sentono la necessità di avere
dati sugli alimenti oggetto di transazione commerciale. Questi dati sono
utilizzati per diversi scopi quali l’etichettatura, promozione del prodotto,
indicazioni dietetiche e nutrizionali, informazioni ai consumatori, supporto
alla ricerca.
Queste necessità stanno confluendo nel testo della norma in fase di
elaborazione, che specifica i requisiti sulla struttura e sulla semantica della
serie di dati su alimenti, destinati a diverse applicazioni, da raccogliere ed
essere oggetto di informazione all’atto dello scambio. In particolare,
questi dati sono relativi all’identificazione, descrizione e classificazione
degli alimenti, compresi i loro ingredienti; ai valori del contenuto dei
nutrienti misurabili, stimati o calcolati e ai metodi utilizzati per ottenere
questi valori. La norma inoltre richiederà i riferimenti alle fonti delle
informazioni riportate.
Questa norma europea, come altre pubblicate dal
CEN,
si pone a complemento della legislazione in essere, quale strumento per
applicare i principi sanciti a livello cogente su questa materia.
In un contesto di transazioni commerciali globalizzate e di squilibrio
dell’accesso alle risorse alimentari sul nostro pianeta, è importante infatti
stabilire quali informazioni minime debbano accompagnare un prodotto alimentare
per orientare la scelta da parte dei soggetti che compongono la filiera fino a
noi consumatori. Tali informazioni sono tra gli elementi che rientrano nel
concetto più ampio della sicurezza alimentare, come sostiene il Regolamento CE
n. 178:
“La Comunità ha scelto di perseguire un livello elevato di tutela
della salute nell'elaborazione della legislazione alimentare”.
L’EFSA pubblica dati sui livelli di PCB negli alimenti
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha
pubblicato una relazione sui livelli di PCB (policlorodifenili
non diossina-simili) negli alimenti e negli additivi per mangimi
La relazione si basa su un totale di 11214 campioni alimentari e
1349 campioni di mangimi raccolti da 18 Stati membri dell’UE,
dall’Islanda e dalla Norvegia tra il 1999 e il 2008 e fa seguito
a una relazione sulle diossine e sui PCB diossina-simili
pubblicata all’inizio dell’anno.
[Vi sono 209 tipi di PCB. Sulla base della loro struttura e
degli effetti tossicologici, i PCB si ripartiscono in PCB
diossina-simili (DL PCB) e PCB non diossina-simili (NDL PCB)].
I policlorodifenili (PCB) sono una diffusa classe di sostanze
chimiche persistenti che si accumulano nell’ambiente e
nell’essere umano. Esse sono associate a un ampio spettro di
effetti sulla salute umana. Benché la produzione e l'uso di PCB
siano stati sospesi nella maggioranza dei Paesi sin dagli anni
'80, ne rimangono elevati quantitativi nelle apparecchiature
elettriche, nei prodotti in plastica e nei materiali da
costruzione.
I PCB possono essere rilasciati nell’ambiente e le persone sono
esposte ai PCB principalmente tramite gli alimenti, ad eccezione
di casi specifici di esposizione accidentale o occupazionale. L’Agenzia
internazionale per la ricerca sul cancro
ha classificato i PCB come sostanze presumibilmente cancerogene
per gli esseri umani. Il gruppo di esperti dell’EFSA sui
contaminanti nella catena alimentare ha effettuato una
valutazione del rischio sulla presenza dei policlorodifenili non
diossina-simili in mangimi e alimenti nel 2005.
Nella relazione pubblicata l’EFSA afferma che i livelli di
contaminazione più elevati sono stati riscontrati in diversi
pesci e prodotti a base di pesce, seguiti da prodotti animali,
come latte crudo, latticini, uova e ovoprodotti. I livelli più
bassi sono stati rilevati in frutta e verdura. Similmente, i
livelli di contaminazione più elevati nei mangimi per animali
sono stati trovati in mangimi che contengono prodotti derivati
dal pesce, come l’olio di pesce.
L’EFSA consiglia di effettuare verifiche casuali continue di un
numero sufficiente di campioni in ciascun gruppo di alimenti e
mangimi per garantire un’accurata valutazione e monitoraggio
della presenza di PCB nella catena alimentare.
Convegni -
Celiachia e Nutrizione: dalla ricerca di base
alla pratica clinica - Ancona, 24 Settembre 2010
La celiachia è
una intolleranza permanente al glutine, geneticamente predeterminata: nei
soggetti affetti da questa patologia, l’introduzione di glutine, contenuto nel
frumento, nella segale e nell’orzo, procura una enteropatia immuno-mediata
associata a disturbi intestinali ed extraintestinali.
In Europa circa l’1% della popolazione è affetta e la disponibilità di esami
ematochimici molto sensibili (anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA e
antiendomisio) ha permesso di far affiorare almeno in parte, l’ ”Iceberg
Celiaco” che solo venti anni fa risultava sommerso quasi completamente: Il
numero di celiaci in Italia è di circa 60.000.
Da queste
considerazioni nasce la giornata di studio “Celiachia e Nutrizione:
dalla ricerca di base alla pratica clinica”, che vuole essere una
occasione di informazione, formazione ed aggiornamento su questo tema.
Programma e
scheda d'iscrizione. La
partecipazione è gratuita.
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