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2 SETTEMBRE 2010

  

   

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02/09/2010

Immigrati e sfruttamento: nel cantiere dei nuovi schiavi arriva Dylan Dog

Un palazzo infestato al 13° piano? A prima vista sembra un classico dell'horror. In realtà, in "Lavori forzati", la nuova avventura dell'Indagatore dell'incubo, si tratta di un caso di caporalato. Ne parla lo sceneggiatore del fumetto, Giovanni Di Gregori

BOLOGNA - Dylan Dog personaggio sociale? Sembra di sì, almeno a giudicare dall'ultima indagine che lo vede coinvolto: un horror che nasconde una realtà di sfruttamento dell'immigrazione irregolare, di lavoro nero e di morti bianche. Si tratta di "Lavori forzati", albo in edicola in questi giorni (numero 288 della serie regolare), scritto da Giovanni Di Gregorio e disegnato da Maurizio Di Vincenzo. Non è la prima volta che l'indagatore dell'incubo si imbatte in casi di mobbing o sicurezza sul lavoro: basta pensare a "Le morti bianche" di Giovanni Gualdoni, uscita sul Maxi Dylan Dog di luglio 2009. "La Bonelli mostra da sempre un grande interesse verso le tematiche sociali", racconta Di Gregorio. "Nei primi albi della serie, Tiziano Sclavi mescolava la fiction onirico-psicologica con storie più aderenti alla realtà, come quella di Johnny Freak ad esempio". Una sorta di ritorno alle origini, dunque.
In "Lavori forzati" Dylan Dog si trova alle prese con un palazzo infestato, come nella più classica delle storie horror, salvo poi essere catapultato in un vero e proprio lager in cui immigrati irregolari lavorano alla costruzione del tredicesimo piano incalzati da aguzzini-animali. Il finale svelerà l'origine delle urla e dei lamenti strazianti che hanno fatto guadagnare al London Clipper la fama di palazzo sinistro: il cadavere di uno degli operai, morto sul lavoro, che il capocantiere ha cementato in uno dei piloni di sostegno. "La parte difficile delle storie a sfondo sociale è la retorica", continua Di Gregorio. "Non sempre si riesce a evitarla, purtroppo. In Brancaccio (Beccogiallo, 2007), ad esempio, sono convinto di aver fatto un buon lavoro. Qui sono contento della scelta di rappresentare la moltitudine dei lavoratori irregolari attraverso un operaio senza volto né nome". Una metafora dei nuovi schiavi che lavorano nelle fabbriche o nei cantieri e di cui non si sa nulla, a volte nemmeno il nome. Altra scelta interessante, anche se più scontata, è quella di trasformare gli aguzzini in animali, "ho voluto rappresentarli come animali per tenerli separati dall'umanità disperata dei lavoratori. Ho scelto mantidi, cani, gufi e serpenti perché sono predatori". In "Lavori forzati" il tredicesimo piano del London Clipper diventa una sorta di Torre di Babele. "Non per ansia di onnipotenza", specifica Di Gregorio, "ma perché riunisce persone provenienti da paesi diversi che non comunicano tra loro per la mancanza di una lingua comune. Sono fantasmi, che quando scompaiono, non lasciano tracce". Ora non resta che aspettare le reazioni dei lettori, sempre numerose e puntuali quando il loro beniamino affronta temi così importanti. "Quando uscì 'Il re delle mosche", storia ambientata nel mondo universitario ricevetti molte lettere di persone che si riconoscevano nei personaggi", conclude Di Gregorio. "Ovviamente senza la vena horror".

(fonte: Redattore sociale)

Fonte: INAIL

     
02/09/2010

“La famiglia in moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza”

“ La famiglia in moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza ” è un opuscolo che spiega come portare in giro in moto i bambini piccoli senza incorrere in gravi pericoli, soprattutto in città. È stato ideato dallo studio associato G.G.R.M. Comunicazione & eventi di Milano in collaborazione con il Consiglio di Zona 9 del capoluogo lombardo. L’opuscolo mette in risalto le problematiche da affrontare quando si è in sella con il proprio bambino e consiglia come prevenire gli incidenti, in particolare in una città caotica e piena di traffico, come è Milano, dove per evitare le code, sono sempre di più i genitori che portano sulle due ruote motorizzate i propri figli. Il volumetto è stato patrocinato dai ministeri della Gioventù, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Interno, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dalla Polizia di Stato, Provincia di Milano, Consiglio di Zona 9 di Milano, Polizia locale di Milano, Federazione Motociclistica Italiana e Fondazione Oratori Milanesi. “ La famiglia in moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza” sarà presentato il 14 settembre, in una conferenza stampa che si terrà a Milano. Spiega Giovanna Guiso, giornalista e autrice del volumetto: “L’idea di realizzare questo libriccino è nata dall’osservazione che spesso i bambini sono trasportati sui motocicli in modo inadeguato ed esposti così a rischi maggiori. Educare i bambini ai pericoli della strada significa educarli all’autodisciplina, al rispetto della propria vita e di quella altrui e ad assumersi la responsabilità delle decisioni. In questo modo contribuiamo a formare una nuova generazione di utenti della strada più consapevoli. Educare attraverso i bambini i genitori, significa contribuire a diffondere quella cultura della sicurezza stradale, che tanto manca nel nostro Paese e che è fondamentale per ridimensionare il numero di incidenti che vede coinvolte persone in queste fasce di età così preziose, in un Paese a crescita zero come il nostro ”. Aggiunge il presidente del Consiglio di Zona 9 Beatrice Uguccioni: continua >>

Fonte: Motociclismo.it

   
02/09/2010

Ferrari, il giallo delle "458" che si incendiano
L'azienda richiama 1.248 esemplari venduti

Ferrari, il giallo delle "458" che si incendiano L'azienda richiama 1.248 esemplari venduti

Cinque casi di autocombustione in varie parti del mondo.
A prendere fuoco sarebbe il collante della paratia che protegge il passaruota dal calore dei collettori di scarico /
VIDEO
Il giallo delle auto in fiamme

Fonte: Repubblica.it

   
02/09/2010 Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici, nuova Circolare del Ministero della Salute

Il Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato la Circolare "Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici” alla luce delle nuove considerazioni espresse dal Consiglio Superiore di Sanità sull’argomento. “Con questa circolare -sottolinea Fazio abbiamo voluto tutelare la salute dei cittadini e contestualmente si è evitato di penalizzare gli operatori commerciali".
Il provvedimento è stato inviato agli esercenti della sale cinematografiche, ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl ed al Comando dei Carabinieri per la tutela della Salute (NAS).

Nella Circolare si sottolinea che il Consiglio, constatata la presenza in commercio di diverse tipologie di occhiali 3D nonché la diversa tipologia di materiali con i quali questi sono realizzati, e preso atto delle diverse indicazioni riportate dai produttori in merito al riutilizzo o meno degli stessi occhiali, ha ribadito la necessità di una speciale attenzione ai possibili rischi di trasmissione di infezioni ed ha auspicato che le tecniche produttive possano evolvere garantendo, ove possibile, l’approccio monouso.

Il Consiglio ha ritenuto, relativamente agli occhiali 3D che non è possibile considerare monouso per tecnologia e costo, che sia possibile il ricondizionamento degli occhiali 3D attraverso appropriati processi di pulizia e disinfezione ed ha ribadito la necessità che:

  • nei casi in cui si preveda il riutilizzo degli occhiali da parte di utenti diversi, vengano adottati protocolli di pulizia e disinfezione appropriati per ogni singola tipologia di occhiale, anche in relazione alle caratteristiche dei materiali con cui sono realizzati, e atti a garantire il mantenimento della qualità della visione
  • tali protocolli garantiscano, dopo l’effettuazione del trattamento, l’assenza di microrganismi e parassiti patogeni
  • il confezionamento degli occhiali sia tale da evitare ricontaminazioni fino all’utilizzo da parte dell’utente.
Di conseguenza, il Consiglio ha raccomandato che:
  • vengano specificate in modo formale dalla ditta produttrice di occhiali 3D le modalità raccomandate di ricondizionamento, producendo le opportune evidenze circa la garanzia di assenza di microrganismi e parassiti patogeni dopo il trattamento
  • per le tipologie di ricondizionamento già in essere e non conformi alle specifiche indicate dal produttore, l’esercente debba rendere evidenti in modo formale le garanzie di cui sopra
  • venga reso noto in forma scritta agli utenti che gli occhiali, consegnati nell’apposita confezione, sono stati appropriatamente ricondizionati in modo da escludere la possibile trasmissione di agenti patogeni.
Redazione salute.gov.it - Comunicato stampa 7 agosto 2010

Fonte: Ministero della Salute

   
02/09/2010 Proprietà industriale, al via la riforma

Presentazione
Valorizzazione e maggiore protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, semplificazione delle procedure, via libera alle Università che intendono farsi parte attiva nelle procedure di brevettazione: sono alcune delle novità presenti nel decreto legislativo n. 131 del 13 agosto 2010, in vigore dal 2 settembre 2010, che
riforma il Codice della proprietà industriale (G.U. 192 del 18 agosto 2010).
continua >>

Fonte: Governo

   
02/09/2010

Denuncia online delle malattie professionali

Con il D.M. 30 luglio 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 197/2010) è stata approvata la delibera 42/2010 del Presidente-Commissario Straordinario dell' INAIL contenente la modifica dell'art. 53 del T.U. (DPR 1124/1965).
A partire dall'8 settembre 2010 sarà più semplice, per i datori di lavoro, effettuare la denuncia online delle malattie professionali all'INAIL: non si dovrà più allegare il relativo certificato medico.
Il datore di lavoro dovrà trasmetterlo solo su espressa richiesta dell'Istituto assicuratore, nelle ipotesi in cui non sia stato direttamente inviato dal lavoratore o dal medico certificatore.

Fonte: INAIL

   
02/09/2010

Sisma Abruzzo: ulteriore proroga della sospensione dei versamenti

Con il decreto-legge n. 78/2010 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122/2010 è stata disposta l'ulteriore proroga della sospensione dei versamenti tributari contributivi ed assicurativi sino al 15 dicembre 2010 per determinati soggetti e fissate le modalità di recupero in 120 rate mensili dal 16 gennaio 2011.
Con la medesima legge è stata stabilita la ripresa dei versamenti già sospesi sino al 30 giugno 2010 per i soggetti non interessati alla suddetta proroga.

L'INAIL emana la circolare con le modalità applicative della proroga della sospensione dei versamenti dei premi assicurativi.   

Fonte: INAIL

   
02/09/2010 Fotovoltaico: decreto interministeriale 6 agosto 2010
E' stato pubblicato il decreto interministeriale tra il Ministero dello Sviluppo Economico e Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica(GU n. 197 del 24-8-2010 - serie generale)

Decreto interministeriale 6 agosto 2010

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

   
02/09/2010 Decreto legislativo 81/2008 in materia salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Nuovamente disponibile il testo aggiornato 

On line il testo coordinato aggiornato nel quale sono state inserite le modifiche legislative introdotte dal
Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazioni con la Legge n. 122 del 30 luglio 2010.

Testo coordinato (formato .pdf  6,21 Mb)

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

   
02/09/2010
Norme in materia ambientale

Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, recante norme in materia ambientale, a norma dell'articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (G.U. n. 186 del 11/08/2010 - Suppl. Ordinario n.184)

Fonte: Fondazione Geometri Italiani

   
02/09/2010

I Piani di Azione: uno strumento per la riduzione dell’esposizione al rumore

Pubblicato da ARPAT un volume che fornisce un quadro riassuntivo, indicazioni operative ed esempi di strategie europee per la gestione e l’abbattimento del rumore.

152-10 - I Piani di Azione: uno strumento per la riduzione dell’esposizione al rumore
 

L’esposizione al rumore ambientale, anche in considerazione delle recenti conferme sull’aumento dei rischi di insorgenza di patologie extrauditive, è uno dei temi di maggior attenzione da parte dei cittadini, degli enti di controllo e della comunità scientifica.
 
Negli ultimi anni, dall’emanazione della Legge Quadro 447 del 1995, stiamo assistendo alla graduale implementazione di quelle misure di contenimento e abbattimento del rumore previste dal legislatore per la riduzione dell’inquinamento acustico nell’ambiente e dell’esposizione al rumore dei cittadini.
 
Con il D.Lgs. n. 194 del 19/08/05, che recepisce la Direttiva Europea 49/2002/CE - relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale - l’obiettivo di una progressiva riduzione dell’esposizione al rumore può essere conseguito anche attraverso nuovi strumenti, qual: 
  1. le Mappe Acustiche Strategiche, per la determinazione dell’esposizione della popolazione al rumore, causata globalmente dall’insieme delle sorgenti (stradali, ferroviarie, aeroportuali, industriali) presenti in una certa porzione di territorio o, anche da una sola di esse singolarmente (mappatura strategica);
  2. i Piani di Azione, che a partire dalle mappe strategiche devono individuare gli interventi da realizzare localmente sul territorio, per la riduzione dell’esposizione al rumore della popolazione ivi presente.
 L’implementazione stessa della Direttiva, nonché l’attuazione delle disposizioni contenute, ha fatto sì che fosse necessario un lungo lavoro di confronto fra gruppi di esperti che valutassero i diversi aspetti dell’inquinamento da rumore, dall’analisi delle sorgenti, alla valutazione dell’esposizione e degli effetti socio-sanitari da esse causati, all’ideazione di diverse forme di abbattimento che diventano dunque il vero contenuto dei Piani di Azione. 
 

152-2 - esempi di assorbitori acustici sulle ruote 

 
La Toscana, grazie all’attenzione sul tema e alle attività promosse dalla Giunta e dal Consiglio Regionale, dalle Amministrazioni locali e da ARPAT, si delinea come la regione più virtuosa nel panorama nazionale, con l’approvazione dei Piani Comunali di Classificazione Acustica per il 99% del territorio regionale, e il forte contributo regionale (17 milioni di euro dal 2003 al 2009) a ben 32 Piani Comunali di Risanamento Acustico.
 
Per contribuire alla divulgazione di esperienze e contributi scientifici utili ai decisori e ai tecnici che operano nel settore, ARPAT ha realizzato questa pubblicazione, nella quale vengono proposti in maniera organica i percorsi tecnico amministrativi che portano alla realizzazione dei Piani di Azione e le relative possibili soluzioni operative.
Il capitolo “I Piani di Azione passo per passo” aiuta a individuare i principali stadi da affrontare nella definizione di un Piano di Azione, partendo dall’individuazione delle responsabilità e competenze fino ad arrivare alla sua adozione, monitoraggio e aggiornamento, passando anche per il coinvolgimento della popolazione (informazione, consapevolezza, partecipazione del pubblico, gestione dei reclami e definizione degli indicatori del fastidio provato dai cittadini). 
 
 
Per rendere il quadro più completo sono inoltre analizzati i Piani già predisposti dai gestori delle principali infrastrutture, considerando sempre il rapporto costi benefici delle differenti azioni. Un accurato lavoro di raccolta della normativa e della produzione tecnico-scientifica a livello nazionale e internazionale, e numerosi disegni, foto e figure esplicative in generale contribuiscono a rendere questo volume un prezioso riferimento anche a livello nazionale per la messa a punto dei Piani di Azione per città più sostenibili. 
 

152-3 - misure di riduzione applicabili al binario: interventi sui supporti del binario 

 
Testo di questo numero di ARPATneews a cura di Silvia Angiolucci
 
I Piani di Azione
Ai sensi del D.Lgs. n. 194 del 19/08/05
© ARPAT 2009
 
Testi
Gaetano Licitra, ARPAT, Direzione tecnica
Marco Chetoni, Istituto per i processi chimico-fisici - CNR Pisa
 
Collaborazioni
Redazione, revisione, ricerche bibliografiche
Mara Nolli, ARPAT, Direzione tecnica
 
Revisione
Diego Palazzuoli, ARPAT, Direzione tecnica
 
Collaborazione al par. 2.2: Beatrice Siervo, Istituto per i processi chimico-fisici CNR Pisa
Coordinamento editoriale: Silvia Angiolucci, ARPAT
Redazione: Gabriele Rossi, ARPAT
Realizzazione editoriale e stampa: Litografia IP, Firenze
Copertina: Alta srl; rielaborazione effegiesse
Stampato su carta che ha ottenuto il marchio di qualità ecologica della Comunità Europea – Ecolabel
 
Si ringraziano
Il Prof. Massimo Martinelli, già Direttore dell’Istituto Processi chimico-fisici del CNR Pisa e il dr. Elpidio Tombari, dello stesso Istituto, per il continuo sostegno e la collaborazione prestata per la realizzazione di questa pubblicazione
 

Fonte: ARPAT

 

  

02/09/2010

 

La Responsabilità Sociale d’Impresa vista da vicino: Focus “Green Economy”

Data Creazione: 2/09/2010

Visto il successo ottenuto con la prima edizione, la Camera di Commercio di Treviso, in collaborazione con l’Azienda Speciale Treviso Tecnologia e le Associazioni di Categoria che partecipano al Tavolo Tecnico locale sulla CSR, ha deciso di realizzare un nuovo ciclo di incontri in azienda che, a partire dal prossimo mese di settembre, darà l’opportunità di poter conoscere dal vivo alcune esperienze imprenditoriali realizzate in ambito CSR.

Considerato che il 2010 è stato proclamato dall’ONU “Anno Internazionale della Biodiversità”, si è deciso di dedicare questo ciclo di incontri CSR alla Green Economy, per avvicinare imprese e comunità ad un maggior sviluppo economico sostenibile, basato su principi innovativi di attenzione all’ambiente, alle materie prime, alla responsabilità sociale d’impresa.

Le visite sono a numero chiuso, per un massimo di 15 partecipanti, per ogni impresa.
Le iscrizioni al primo incontro sono già aperte e possono essere effettuate tramite il sito web della Camera di Commercio
www.tv.camcom.it, accedendo alla sezione “eventi on-line”.
La partecipazione può avvenire per singolo evento o per tutto il ciclo di incontri programmati.
Il termine per le iscrizioni avviene entro il giorno che precede l’evento o, in via anticipata, al raggiungimento del numero massimo di partecipanti.

Si ringraziano fin d’ora le aziende ospitanti.

Scarica volantino primo incontro (30 settembre 2010)
Scarica volantino secondo incontro (28 ottobre 2010)

Fonte: CCIAA Treviso

   

02/09/2010

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

OMOLOGAZIONE MATERIALI

sostsituzione impianto nfa-s III con?

Non ho tutti i Durc

SISTRI e MUD (parte 3a)

Disputa nomina squadra emergenza tra committente e ditta

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
02/09/2010 Video - Fireworks Safety and OSHA Compliance

   
02/09/2010 Pronto soccorso psicologico. Cosa fare dopo un grave infortunio sul lavoro?

Visualizzazione/Download (PDF)

Fonte: SUVA (Svizzera)

   
02/09/2010

Cobalt

Cobalt is a hard, lustrous, gray metal, and chemical element with symbol Co and atomic number 27. Cobalt is a naturally occurring element found in rocks, soil, water, plants, animals and humans. Moreover, it is a part of vitamin B12, which is necessary for neurological function, brain function, and the formation of blood continua >>

Fonte: NIOSH

      
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L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE

FOOD SAFETY'S CORNER

   
02/09/2010

Salute ed alimentazione: un binomio inscindibile, perché?

L’immediato dopoguerra ha segnato un momento epocale per l’alimentazione degli abitanti dell’Europa e, naturalmente, anche dell’Italia. Fino ad allora infatti le risorse erano limitate perché le tecniche agronomiche non davano rese sufficienti per la nutrizione di tutta la popolazione; i mezzi di trasporto, le condizioni trasporto ed i tempi di percorrenza non permettevano di distribuire i prodotti alimentari per lunghe distanze. Perciò, quando nel dopoguerra si è potuto disporre di abbondante quantità di cibo e la fame non era più una condizione di vita che accomunava tante famiglie, le nostre tavole hanno progressivamente accolto tutti quei prodotti che erano oggetto di desiderio in periodi di penuria.
In parallelo, le condizioni lavorative sia della classe operaia che della classe impiegatizia sono andate migliorando con l’ausilio delle macchine che sostituivano la fatica fisica con il comando delle medesime, giustificando sempre di meno l’assunzione di alimenti ad alto contenuto energetico calorico.
Le tradizioni culinarie tramandate di generazione in generazione peraltro collegavano alle origini molte persone che emigravano dalla loro terra in cerca di lavoro, rassicurandole sul piano affettivo.
Nel corso dei decenni poi la facilità delle comunicazioni ha permesso di creare scambi culturali sul piano alimentare, per cui per esempio in Puglia hanno trovato collocazione formaggi come la Crescenza e il Gorgonzola; in Lombardia verdure come i broccoli e le cime di rapa. Senza contare la permeazione nella cultura alimentare italiana di ingredienti e piatti europei ed oggi sempre di più anche extraeuropei.
In questo quadro di progressiva molteplicità di offerta qualitativa e quantitativa di prodotti alimentari, i consumatori hanno adottato regimi alimentari declinati intorno ai loro gusti ed al loro rapporto con il cibo, aspetto sul quale la nostra psiche svolge un ruolo importante nella scelta, influenzata anche dal condizionamento della pubblicità. Risultato di questo fenomeno è che non sempre si rispetta il rapporto tra il contenuto calorico e compositivo dell’alimento ed il fabbisogno dell’organismo. Di conseguenza il sovrappeso e l’obesità sono drasticamente aumentate ed hanno cominciato a manifestarsi come problema su scala sociale, coinvolgendo fasce di età sempre più bassa, accompagnate dall’aumento nel tempo di malattie generate da una alimentazione sbilanciata nei suoi componenti: ipertensione arteriosa, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, malattie metaboliche (aumento di colesterolo e trigliceridi ematici), carie dentarie, diabete, alcune forme di tumori.
La cura di queste malattie costituisce indubbiamente un onere per il nostro sistema sanitario. Infatti, secondo i dati dell’
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’86% delle morti ed il 75% delle spese sanitarie in Europa e in Italia sono determinate da patologie croniche, che hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, inattività fisica.
Le Istituzioni governative del nostro Paese hanno affrontato questa situazione adottando negli ultimi decenni una politica di prevenzione dell’insorgere di queste malattie, culminata con il programma
Guadagnare salute promosso dal Ministero della Salute e approvato il 4 maggio 2007. Il programma è finalizzato alla realizzazione di interventi per la tutela e la promozione della salute pubblica concordati fra livelli istituzionali e di governo, e coinvolge il mondo della scuola, docenti e ragazzi, al fine di conoscerne gli stili di vita ed agire correggendo i comportamenti ritenuti sbagliati, per raggiungere i genitori, diffondendo così anche in famiglia abitudini salutari. Obiettivo di questo programma è anche agire nei luoghi di lavoro per attivare nuovi modelli e soluzioni che possono avere influenze positive non solo in ambito lavorativo, ma in generale sulle abitudini di vita.
Fin dal 1986 l’
Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha predisposto le prime “Linee guida per una sana alimentazione italiana”. Esse forniscono al consumatore semplici informazioni ed indicazioni per una sana ed equilibrata alimentazione, nel rispetto delle tradizioni alimentari del nostro Paese, avendo cura anche della propria salute. Avendo l’obiettivo di insegnare ad utilizzare gli alimenti disponibili nel modo più corretto, queste linee guida possono essere adottate anche dal settore della ristorazione fuori casa, per produrre e distribuire pasti bilanciati a seconda del consumatore e al contempo diffondere un’informazione alimentare che porti ad un regime alimentare equilibrato.
Il
Ministero della Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali riconosce che l’alimentazione sia uno dei più importanti tratti dello stile di vita nel determinare la salute ed ha pertanto individuato come compito prioritario in questo settore la promozione di iniziative atte alla divulgazione dei corretti principi in campo nutrizionale per prevenire le malattie derivanti da una alimentazione ipercalorica e non sempre bilanciata in rapporto alle effettive esigenze energetiche ed alla attività fisica svolta. Sono stati a questo scopo siglati nello scorso 2007 protocolli di intesa tra il Ministero della Salute e il Ministero della Pubblica Istruzione, per definire strategie comuni tra salute e scuola, che impegnino il sistema scolastico e quello sanitario intorno a interventi di educazione alla salute e di comunicazione istituzionale. Per avviare concretamente questo progetto, a breve distanza di tempo il Ministero della Salute ha firmato un protocollo di intesa con 7 Associazioni dei Consumatori e degli Utenti allo scopo di definire, sostenere e realizzare un programma per promuovere la diffusione tra i consumatori e gli utenti dei dati sull’alimentazione e dei consumi alimentari della popolazione e sulle relazioni con la condizione di obesità e sovrappeso. Il programma prevede il sostegno di politiche commerciali orientate a favorire comportamenti salutari nei consumatori ed utenti nonché azioni nell’area della comunicazione quali la riduzione dell’impatto della comunicazione commerciale sui consumatori più vulnerabili (bambini) per evitare che sia sfruttata la credulità e la carenza di capacità critica dei minori; fornire informazioni dettagliate per i consumatori portatori di patologia; sostenere la promozione dell’aumento di consumo di prodotti ortofrutticoli freschi.
Di questa politica istituzionale si sono fatti carico anche alcuni soggetti della filiera agroalimentare, tra i quali l’industria alimentare, seconda industria manifatturiera del Paese. La Federazione che la raccoglie in ambito di Confindustria è infatti impegnata, tra l’altro, a sostenere politiche di promozione di un corretto stile di vita, inteso come binomio inscindibile tra un’alimentazione equilibrata e una sempre maggiore consuetudine al movimento.
La normazione volontaria si è attivata molto recentemente e soltanto a livello europeo. Si è tenuta infatti nel novembre 2008 la prima riunione del CEN PC 387 “Food data”, al quale partecipa per l’Italia una rappresentante dell’Inran.
I soggetti della filiera agroalimentare infatti sentono la necessità di avere dati sugli alimenti oggetto di transazione commerciale. Questi dati sono utilizzati per diversi scopi quali l’etichettatura, promozione del prodotto, indicazioni dietetiche e nutrizionali, informazioni ai consumatori, supporto alla ricerca.

Queste necessità stanno confluendo nel testo della norma in fase di elaborazione, che specifica i requisiti sulla struttura e sulla semantica della serie di dati su alimenti, destinati a diverse applicazioni, da raccogliere ed essere oggetto di informazione all’atto dello scambio.
In particolare, questi dati sono relativi all’identificazione, descrizione e classificazione degli alimenti, compresi i loro ingredienti; ai valori del contenuto dei nutrienti misurabili, stimati o calcolati e ai metodi utilizzati per ottenere questi valori. La norma inoltre richiederà i riferimenti alle fonti delle informazioni riportate.
Questa norma europea, come altre pubblicate dal
CEN, si pone a complemento della legislazione in essere, quale strumento per applicare i principi sanciti a livello cogente su questa materia.
In un contesto di transazioni commerciali globalizzate e di squilibrio dell’accesso alle risorse alimentari sul nostro pianeta, è importante infatti stabilire quali informazioni minime debbano accompagnare un prodotto alimentare per orientare la scelta da parte dei soggetti che compongono la filiera fino a noi consumatori. Tali informazioni sono tra gli elementi che rientrano nel concetto più ampio della sicurezza alimentare, come sostiene il Regolamento CE n. 178: “La Comunità ha scelto di perseguire un livello elevato di tutela della salute nell'elaborazione della legislazione alimentare”.

Fonte: UNI

   
02/09/2010

L’EFSA pubblica dati sui livelli di PCB negli alimenti

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una relazione sui livelli di PCB (policlorodifenili non diossina-simili) negli alimenti e negli additivi per mangimi

La relazione si basa su un totale di 11214 campioni alimentari e 1349 campioni di mangimi raccolti da 18 Stati membri dell’UE, dall’Islanda e dalla Norvegia tra il 1999 e il 2008 e fa seguito a una relazione sulle diossine e sui PCB diossina-simili pubblicata all’inizio dell’anno. [Vi sono 209 tipi di PCB. Sulla base della loro struttura e degli effetti tossicologici, i PCB si ripartiscono in PCB diossina-simili (DL PCB) e PCB non diossina-simili (NDL PCB)]. 

I policlorodifenili (PCB) sono una diffusa classe di sostanze chimiche persistenti che si accumulano nell’ambiente e nell’essere umano. Esse sono associate a un ampio spettro di effetti sulla salute umana. Benché la produzione e l'uso di PCB siano stati sospesi nella maggioranza dei Paesi sin dagli anni '80, ne rimangono elevati quantitativi nelle apparecchiature elettriche, nei prodotti in plastica e nei materiali da costruzione. 
I PCB possono essere rilasciati nell’ambiente e le persone sono esposte ai PCB principalmente tramite gli alimenti, ad eccezione di casi specifici di esposizione accidentale o occupazionale. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato i PCB come sostanze presumibilmente cancerogene per gli esseri umani. Il gruppo di esperti dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare ha effettuato una valutazione del rischio sulla presenza dei policlorodifenili non diossina-simili in mangimi e alimenti nel 2005. 
Nella relazione pubblicata l’EFSA afferma che i livelli di contaminazione più elevati sono stati riscontrati in diversi pesci e prodotti a base di pesce, seguiti da prodotti animali, come latte crudo, latticini, uova e ovoprodotti. I livelli più bassi sono stati rilevati in frutta e verdura. Similmente, i livelli di contaminazione più elevati nei mangimi per animali sono stati trovati in mangimi che contengono prodotti derivati dal pesce, come l’olio di pesce. 
L’EFSA consiglia di effettuare verifiche casuali continue di un numero sufficiente di campioni in ciascun gruppo di alimenti e mangimi per garantire un’accurata valutazione e monitoraggio della presenza di PCB nella catena alimentare.
 
Per chi vuole approfondire:
 

Fonte: ARPAT

   
02/09/2010 Convegni - Celiachia e Nutrizione: dalla ricerca di base alla pratica clinica - Ancona, 24 Settembre 2010
La  celiachia è una intolleranza permanente al  glutine, geneticamente predeterminata: nei soggetti affetti da questa patologia, l’introduzione di glutine, contenuto nel frumento, nella segale e nell’orzo, procura una enteropatia immuno-mediata associata a disturbi intestinali ed extraintestinali.
In Europa circa l’1% della popolazione è affetta e la disponibilità di esami ematochimici molto sensibili (anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA e
antiendomisio) ha permesso di far affiorare almeno in parte, l’ ”Iceberg Celiaco” che solo venti anni fa  risultava sommerso quasi completamente: Il numero di celiaci in Italia è di circa 60.000.
Da queste considerazioni nasce la giornata di studio “Celiachia e Nutrizione: dalla ricerca di base alla pratica clinica”, che vuole essere una  occasione di informazione, formazione ed aggiornamento su questo tema.
Programma e scheda d'iscrizione. La partecipazione è gratuita.

Fonte: Universita' Politecnica delle Marche

      
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