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22 APRILE 2010

  

   

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22/04/2010 Ipotesi di tecniche semplificate per la prima mappatura dei rischi professionali nel settore artigiano. Prima parte: rischi legati all’ergonomia

ABSTRACT. WORKING HYPOTHESIS OF SIMPLIFIED TECHNIQUES FOR THE FIRST MAPPING OF OCCUPATIONAL HAZARDS IN HANDICRAFT. FIRST PART: ERGONOMICS HAZARDS. During the last Congress of the International Ergonomics Association (IEA), Beijing - China August 2009, in collaboration with World Health Organization an international group for developing a “toolkit for MSD prevention” was founded. Possible users of toolkits are: members of a health and safety committee; health and safety representatives; line supervisors; foremen; workers; government representatives; health workers implementing basic occupational health services; occupational health and safety specialists.
According with ISO standard 11228 series and their ISO Application document for the Key enters and Quick Assessment (green / red conditions), our group developed a first mapping methodology of occupational hazards in handicraft, working with the support of the information technology (Excel). This methodology, utilizing specific key enters and quick evaluation, allows a simple risk estimation. So it is possible to decide for which occupational hazards will be necessary an exhaustive assessment and to which professional consultant it is better to direct them to (worker’s doctor, engineer, chemical, etc.).
Key words: handicraft, ergonomics hazards, check list.

Premessa
Una delle linee di attività più recenti che la World Health Organization sta attivando in relazione alla prevenzione delle patologie lavoro correlate è quella di realizzare strumenti di lavoro (toolkit) per l’identificazione rapida e complessiva della presenza di possibili induttori di rischio facilmente utilizzabili da una serie di eventuali fruitori, tra i quali: operatori della prevenzione, specialisti in medicina del lavoro, lavoratori e loro rappresentanti sindacali, imprenditori e operatori dei servizi di vigilanza. Questo obiettivo riprende peraltro, come possibile spunto di riferimento per quanto concerne i rischi correlati al sovraccarico biomeccanico, quanto contenuto nella serie degli standard ISO 11228 e nel relativo Application Document in preparazione in particolare per quanto riguarda criteri di Quick Assessment (green/red conditions). Durante il recente congresso IEA di Pechino (agosto 2009) è stato ufficialmente istituito un gruppo di lavoro internazionale della IEA (in collaborazione con WHO) per la messa a punto da un lato di un modello “olistico” di interpretazione delle complesse interazioni tra fattori di diversa natura nel determinismo delle patologie WMSDs e dall’altro lato per lo sviluppo di procedure pratiche (proposte di strumenti valutativi e di intervento semplici) per lo studio, la prevenzione e la gestione dei disturbi muscolo scheletrici connessi al lavoro. Questo gruppo di lavoro, i cui coordinatori sono E. Occhipinti e D. C. Caple, articolerà un progetto internazionale dal titolo “TOOLKIT FOR MSD PREVENTION”, rivolto in particolare a settori finora trascurati (es. agricoltura, pesca, artigianato, piccola edilizia, ecc.) ma comunque largamente rappresentati specie nei paesi in via di sviluppo, al fine di offrire tra gli altri strumenti semplici ma validati (toolkits) adeguati allo scopo, definendo peraltro i potenziali utilizzatori (non necessariamente esperti di ergonomia), vantaggi e limiti della loro operatività, criteri e strumenti di supporto (softwares), contenuti e tempi della formazione

 ..... continua >>

Autore: D. Colombini1, G. Di Leone2, E. Occhipinti3, L. Montomoli4, A. Ruschioni5, M. Giambartolomei6, S. Ardissone7, M. Fanti8, S. Pressiani9, M. Placci10, M. Cerbai11, S. Preite12
1 EPM, Unità di Ricerca Ergonomia della Postura e del Movimento - Fondazione Don Carlo Gnocchi - ONLUS-Milano
2 Dip.to Prevenzione - Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro ASL Bari - SNOP
3 UOOML-CEMOC EPM - Fondazione IRCCS Policlinico Mangiagalli - Milano
4 Sezione di Medicina del Lavoro e Tossicologia Occupazionale, Università degli Studi di Siena
5 SPRESAL - Zona territoriale 7 ASUR Ancona
6 SPRESAL - Zona territoriale 7 ASUR Ancona
7 Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di lavoro ASL AT Asti
8 Studio Fanti Ergo - Siena
9 Tecnico per la sicurezza del lavoro, E.L.A. Srl Ecologia Lavoro Ambiente - Asti
10 EPM, Unità di Ricerca Ergonomia della Postura e del Movimento - Fondazione Don Carlo Gnocchi - ONLUS - Milano
11 EPM, Unità di Ricerca Ergonomia della Postura e del Movimento - Fondazione Don Carlo Gnocchi - ONLUS - Milano
12 Medico competente

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2009; 31:3, 292-296

    
22/04/2010

28 April 2010 - Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro

La campagna internazionale che si tiene il 28 aprile di ogni anno per promuovere condizioni di lavoro sicure e salubri è dedicata quest'anno al tema:
Rischi emergenti e nuovi modelli di prevenzione in relazione ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro 
  
 
Consulta

Fonte: ISPESL

   
22/04/2010

LA SICUREZZA NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI: ANALISI DEI DATI E CONFRONTI INTERNAZIONALI ANNO 2009

Il settore delle costruzioni continua ad essere uno dei più pericolosi, sia in Italia che in Europa, per gli addetti che vi sono impegnati.
In base ai dati Inail elaborati dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, nel 2008 si sono registrati in Italia circa 875mila incidenti, di cui l'11,3% all'interno di un'impresa che opera nel settore delle costruzioni. Degli 89.254 incidenti registrati nel comparto delle costruzioni, 235 si sono rivelati mortali.
Gli interventi normativi posti in essere negli ultimi anni nel nostro paese per migliorare la sicurezza dei lavoratori nei cantieri sembrano, però, avere avuto un impatto significativo. Il numero di infortuni ogni 1.000 occupati nel settore è in continua diminuzione, passando da 60,1 nel 2000 a 41,3 nel 2007. Anche il numero degli infortuni mortali ogni 1.000 occupati ha ripreso a ridursi, attestandosi nel 2007 a 1,2, dopo che nel 2006 aveva subito una improvvisa impennata, raggiungendo 1,7.

Allegati

Fonte: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Palermo

    
22/04/2010

MANUTENZIONI STRAORDINARIE: INSIEME ALLA DIA VIENE MENO IL DURC

A pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta (G.U. n. 71 del 26/03/2010) il "decreto incentivi" (DL n. 40/2010) ha già scatenato le polemiche sia degli operatori di settore, che hanno completamente rifiutato la parte relativa alle liberalizzazioni delle manutenzioni straordinarie, sia delle amministrazioni regionali, che hanno visto nel DL solo uno sistema che causerà un proliferare di strumenti normativi regionali.
In particolare, come osservato da Roberto Reggi, Sindaco di Piacenza e responsabile ANCI per le Infrastrutture, la modifica apportata all'art. 6 del Testo Unico dell'edilizia, DPR n. 380/2001, risulta essere identica a quanto già contenuto nel disegno di legge "Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della PA con cittadini ed imprese e delega al Governo per l'emanazione della carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche" e nel confronto con il Governo, l'ANCI aveva evidenziato che la norma in questione avrebbe avuto come unica conseguenza quella di generare confusione.
"La norma - spiega Reggi - prevede infatti all'art. 5 che si possono eseguire alcuni interventi edilizi senza Denuncia di inizio attività (DIA) e quindi senza alcun titolo abilitativo. Ma dal momento che la norma "si applica salvo più restrittive previsioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici", in molte Regioni non si può applicare in quanto già previste dalle specifiche normative regionali; nelle altre Regioni invece occorre verificare i singoli regolamenti comunali".
"Abbiamo avuto modo di sottolineare nel confronto con il Governo - aggiunge Reggi - che semplificare non significa attribuire direttamente ai cittadini la responsabilità di dichiarare se l'opera è o non è conforme perché, basta una sottovalutazione di aspetti tecnici, ed è possibile compromettere anche la stabilità degli edifici. I Comuni quindi sono costretti o ad un ampliamento dell'attività di vigilanza o a restringere con Regolamento Comunale quanto già previsto dalla norma".
"L'unico effetto che produrrà questa norma - ha concluso Reggi - è una proliferazione di altri strumenti normativi, atteso che i Comuni sono chiamati a salvaguardare il patrimonio edilizio e la sicurezza dei cittadini".
Preoccupata anche la Federazione Nazionale Lavoratori dell'Edilizia industrie affini e del Legno (FeNEAL-UIL) che attraverso un comunicato esprime le proprie perplessità in merito al DL incentivi. FeNEAL-UIL fa, infatti, notare come fino all'entrata in vigore del decreto, insieme alla denuncia di inizio attività, doveva essere anche prodotto il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) dell'impresa che realizzava i lavori. Inoltre, in caso di mancata regolarità contributiva delle imprese esecutrici veniva sospesa anche la DIA.
Per tal motivo, fa notare FeNEAL-UIL, se la DIA non servirà più per gli interventi ricompresi nell'art. 5 del DL, è molto probabile che verrà meno anche l'obbligo del DURC che nasce come strumento di contrasto al lavoro sommerso e che oggi ha come campo di applicazione anche i lavori privati dell'edilizia soggetti a denuncia di inizio attività.
Poiché la disposizione del decreto su tale punto non dice nulla, la FeNEAL come la UIL esprime preoccupazione. In sostanza: in mancanza di DURC l'impresa, pur non in regola nei confronti dei propri dipendenti, potrebbe comunque effettuare gli interventi commissionati. È necessario procedere con molta cautela su questo punto, ed inserire nel Decreto l'obbligo del DURC anche per quelle opere che non saranno più soggette a DIA, al fine di scongiurare il rischio che dalla semplificazione burocratica derivi anche una semplificazione di diritti dei lavoratori.

Fonte: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Palermo

    
22/04/2010
Musica in cuffia: fa male quanto il rombo di un jet
Sentire file Mp3 a volumi troppo alti per lungo tempo sollecita l'udito quanto il rumore di un aeroplano
MILANO – Attenzione all’uso smodato dei lettori Mp3 e delle piccole cuffiette audio che si infilano direttamente dentro alle orecchie. Il monito arriva da un medico della Yale University School of Medicine, che paragona il danno dato dai livelli di rumore sopportati dai padiglioni auricolari a quelli dell’esposizione ravvicinata al rombo del motore di un jet. Con tutte le conseguenze del caso: graduale perdita dell’udito e problemi audiologici assicurati per chi, per molte ore, ascolta musica al massimo volume con le cuffiette. Esattamente gli stessi rischi, sostiene il medico, di quei lavoratori obbligati a stare molte ore a contatto con fonti di rumore, come i saldatori, o i demolitori nei cantieri edili.
continua >>

Fonte: Corriere

     
22/04/2010
Vincere il mal di schiena a parole
La terapia cognitivo comportamentale efficace per un anno. Eliminando la paura di muoversi

Fonte: Corriere

 

  

22/04/2010

LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE, L’ESECUZIONE ED IL COLLAUDO DI INTERVENTI DI RINFORZO

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha recentemente pubblicato sul proprio sito le "Linee guida per la progettazione, l'esecuzione ed il collaudo di interventi di rinforzo di strutture di calcestruzzo armato, calcestruzzo armato precompresso e murarie mediante materiali compositi fibrorinforzati" che si aggiungono alla Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 2 febbraio 2009, n. 617 recante Istruzioni per l'applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
Tali Linee guida si collocano nell'ambito delle nuove Norme tecniche per le costruzioni, di cui al D.M. 14.1.2008, in sintonia con il ruolo che quest'ultime attribuiscono ai materiali da costruzione non tradizionali o innovativi, ai quali è dedicato lo specifico paragrafo 4.6 .
Le linee guida hanno lo scopo di fornire, in armonia con le Norme attualmente vigenti,
principi e regole per la progettazione, l'esecuzione ed il controllo di interventi di consolidamento strutturale mediante l'utilizzo di compositi fibrorinforzati e sono suddivise in cinque capitoli che trattano dopo le necessarie premesse:

  • i concetti basilari del progetto di rinforzo e problematiche speciali;

  • il rinforzo di strutture in c.a. e c.a.p.;

  • il rinforzo di strutture murarie;

  • i materiali fibrorinforzati per il rinforzo strutturale.

Il progetto del sistema di rinforzo deve presupporre i seguenti requisiti fondamentali:

  • i rischi ai quali la struttura potrebbe essere soggetta vanno accuratamente individuati, eliminati o attenuati;

  • la configurazione del rinforzo deve risultare poco sensibile ai suddetti rischi;

  • la stessa configurazione deve inoltre sopportare l'occorrenza di danneggiamenti localizzati;

  • sistemi di rinforzo che collassino senza segnali di preavviso vanno opportunamente evitati.

I requisiti fondamentali sopra definiti potranno ritenersi soddisfatti se si garantisce:

  • la scelta di materiali opportuni;

  • un progetto adeguato con un'accorta cura dei particolari costruttivi;

  • la definizione, nell'ambito di ogni intervento, di procedure di controllo per la progettazione, la produzione, l'esecuzione e l'uso.

Qualora il rinforzo strutturale riguardi costruzioni di interesse storico e monumentale, si richiede una valutazione critica dell'intervento rispetto ai canoni della conservazione e del restauro.

Allegati

Fonte: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Palermo

   
22/04/2010 Circolare 20 aprile 2010 per gli incentivi alle aziende e agli imprenditori agricoli

Leggi la circolare

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

 

    

22/04/2010 Registro INES dati relativi al 2006 aggiornamento all'8 aprile 2010  (xls 806Kb)   (Emissioni in aria e acqua dei complessi che hanno dichiarato )

Foglio di calcolo MS Excel contenente i dati riferiti al 2006 relativi alle emissioni in aria ed acqua dei complessi dichiaranti (Dichiarazione INES 2007). Sono presenti anche i codici ISTAT di province e regioni e i codici NACE, IPPC e NOSE-P per l'identificazione delle attività sorgenti di emissione. Aggiornamento all'8 aprile 2010 con rettifica dei dati comunicati da Ottana Energia srl - Stabilimento di Ottana per il 2005 e 2006 relativi alle emissione di PCB in atmosfera.

Fonte: APAT

   
22/04/2010 PLASTICA, DIMINUISCE IL CONTRIBUTO AMBIENTALE: DAL 1° LUGLIO 2010 PASSA DA 195,00 EURO/TON A 160,00 EURO/TON

Milano, 26 gennaio 2010
- Il Consiglio di amministrazione Conai ha accolto la proposta di Corepla - il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica – deliberando, nella seduta del 20 gennaio 2010, la diminuzione del Contributo Ambientale sugli imballaggi in plastica a partire dal 1° luglio 2010. A decorrere da tale data il Contributo passerà dagli attuali 195,00 Euro/ton a 160,00 Euro/ton
Tale decisione è in linea con quanto deliberato in occasione dell’ultimo aumento del 1° luglio 2009 quando si prese l’impegno di rivedere il contributo al ribasso non appena le condizioni di mercato e la situazione economica del Consorzio Corepla lo avessero reso possibile.
Un impegno che è stato possibile confermare anche grazie al raggiunto equilibrio finanziario da parte del Consorzio Corepla ed una situazione più favorevole per quanto concerne il valore di mercato delle materie prime seconde. A questo vanno aggiunti i primi positivi effetti derivanti da una raccolta differenziata di qualità, finalizzata all’effettivo riciclo dei materiali, così come previsto dal nuovo accordo quadro Anci-Conai.  
Il Numero Verde CONAI 800-337799 è a disposizione per ogni ulteriore informazione e chiarimento al fine di agevolare l’applicazione della nuova disciplina.

Fonte: CONAI

   
22/04/2010
Lista di controllo: Basta con le cadute negli uffici (amministrazioni e servizi)  continua >>

Fonte: SUVA (Svizzera)

   
22/04/2010
[ Ufficio federale dell'energia ]
Grazie a un nuovo metodo di misura, per la prima volta è possibile determinare con precisione i campi elettromagnetici prodotti dalle lampade a risparmio energetico e i flussi di corrente elettrica indotti da tali campi nel corpo umano. Questo nuovo metodo di misura è stato utilizzato nell'ambito di uno studio commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dall'Ufficio federale dell'energia.

Fonte: UFSP (Svizzera)

   
22/04/2010

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua evoluzione, sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:

Autocarro con gru - manovratore ha bisogno di patente?

Valutazione Rischio Vibrazioni - Foglio di Calcolo

rischio stimato o rischio misurato

Responsabilità Penali RSPP
 

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TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

    
22/04/2010

Industrial Safety 101 (Part 1) - WESCO "Never Assume" Electrical Safety Series

 

   
22/04/2010 Safe Grain and Silage Handling  continua >>

Fonte: NIOSH

      
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

     
22/04/2010

Il rame in cucina

Il rame non trova solamente un largo impiego in agricoltura e nell’alimentazione animale, ma anche in cucina. Come ben sanno i cuochi, questo metallo possiede una conduttività termica così alta da evitare i rischi di surriscaldamenti locali, che fanno “attaccare” i cibi. Oltretutto i fondi dei recipienti in rame non rischiano di rovinarsi o deformarsi.
Il rame può presentarsi naturale o stagnato.
In generale, il rame naturale può essere usato per cuocere, ma non per conservare gli alimenti. Inoltre deve essere utilizzato in assenza di sostanze quali acidi o acidi grassi che possono intaccare il metallo e, conseguentemente, deteriorare gli alimenti. In questi casi viene usato il rame stagnato. Qui, lo stato superficiale di stagno protegge il recipiente dall’attacco delle sostanze acide.

Recipienti in rame sono tradizionalmente usati per la produzione di alimenti, come polenta, formaggi, verdura, cioccolato, marmellata e dolciumi e nel caso della produzione di birra e nella distillazione.

FORMAGGI
Il rame viene largamente impiegato nel campo caseario: tra i formaggi più noti ricordiamo il comte, lo sbrinz, l’emmenthal, il gruviera, la fontina e il grana padano e soprattutto il parmigiano reggiano. Per questi ultimi il marchio impone l’uso di caldaie in rame.
L’utilizzo delle caldaie in rame è fondamentale non solo per ragioni tecnologiche (trasmissione del calore, non adesione del latte alle pareti, diminuzione tempi di cottura) ma anche per fattori biologici: il rame influenza l’acidificazione, la maturazione e le reazioni biochimiche durante la caseificazione, a tutto vantaggio delle proprietà organolettiche del formaggio.

DISTILLAZIONE
La maggior parte degli elementi che costituiscono il corpo di una distilleria (la caldaia, il cappello, la serpentina di raffreddamento, il collo di cigno) sono in rame.
L’utilizzo di alambicchi in rame è addirittura obbligatoria per la fabbricazione del Cognac e del Armagnac. La scelta del rame è dovuta non solo alla nota capacita di scambio termico, ma anche ad una ragione chimica: il rame si combina con alcune sostanze a base di zolfo contenute nelle vinacce, formando il solfuro di rame, insolubile, che precipita e non finisce nel distillato. In caso contrario, le proprietà organolettiche di quest’ultimo sarebbero compromesse.

CONSERVE E MARMELLATE
Il rame è utilizzato anche nell’industria conserviera, soprattutto in quelle produzioni che richiedono l’uso di recipienti aperti. Si noti che la conducibilità del rame, oltre a garantire una uniforme distribuzione del calore, permette di ridurre del 30% i tempi di cottura rispetto ai recipienti in inox; il rapido incremento della temperatura è molto importante perché permette di preservare il colore e gli aromi dei frutti.

________________________

Rame negli Alimenti

Come si assume il rame nell'organismo? Semplice, con l'acqua e col cibo. Numerosi cibi contengono rame. Generalmente una dieta ricca di rame include crostacei, noci, fegato, legumi e cioccolato. Altri cibi fonti di rame sono per esempio i piselli e funghi.
Pollo e riso sono relativamente poveri in rame, ma essendo consumati in quantità più alta possono dare un contributo significativo. Anche l'acqua potabile contiene rame.
La quantità dipende dalle falde e dai suoli dai quali proviene.
In genere il fabbisogno giornaliero di rame si aggira dal milligrammo in su, e alle donne in gravidanza o in allattamento ne viene raccomandata una quantità maggiore.
Ecco la quantità di rame (in µg/Kg) contenuta in alcuni cibi:

Spinaci (foglie)

21250-52200

   

Fegato di animali

20000

Patate

2070

   

Carni

2500

Pomodori

890

   

Crostacei

20000

Pane

1630

   

Salame

440

Riso

3550

   

Cioccolato (amaro)

8800

Formaggio

750-7800

   

Cioccolato (al latte)

2120

 

Fonte: IIR

     
22/04/2010
Linee guida per la gestione del Cinghiale (Sus scrofa) nelle aree protette - 2a edizione
In questo volume vengono presentate le linee guida per la gestione del cinghiale nelle aree protette italiane, frutto di un lavoro condiviso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente (Direzione Conservazione della Natura), in una seconda edizione aggiornata tenendo conto delle esperienze e dei suggerimenti degli enti gestori dei parchi nazionali e regionali che si sono recentemente confrontati con questa problematica. Le linee guida riguardano gli aspetti giuridici, biologici e tecnici delle operazioni di controllo, a supporto degli strumenti di programmazione e di regolamentazione di cui gli enti gestori si debbono dotare.
Pubblicazione

Fonte: ISPRA

 

 

22/04/2010
Ho sempre fame: colpa dei miei batteri
Anche l'obesità può essere condizionata dalla flora intestinale. Lo dicono Studi sugli effetti dei vari tipi di germi che vivono nel nostro organismo

Fonte: Corriere.it

 

 

22/04/2010 Olio, aceto e compost: arriva l’insalata concimata con la “spazzatura” 
 

Un’insalata concimata con la “spazzatura”? A Salerno si può. Nella città campana si potranno infatti degustare alcune varietà di lattughe fertilizzate con l’aiuto esclusivo di un compost, ottenuto dalla parte organica della raccolta differenziata. La prima lattuga cresciuta con i rifiuti “puliti e riciclati” è stata realizzata dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori della provincia di Salerno, assieme al dipartimento di Chimica della locale Università degli Studi, attraverso un progetto finanziato dal ministero delle Politiche agricoli e alimentari e forestali.
“Questo particolare compost di qualità – spiegano dalla Cia – oltre a dare una giusta collocazione ai rifiuti organici, promuove la fertilità dei terreni migliorandone le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, andando a integrare la componente organica. Infatti, aggiunge la Confederazione, l’impiego come ammendante dei suoli agrari di compost di qualità, ottenuto dalla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, rappresenta non solo una strategia di grande valenza ambientale ma anche agronomica perché migliora la qualità e la struttura del suolo e delle comunità microbiche”. 

 
Fonte: Conai
     
22/04/2010

Olio: quando la verginità non basta 

Conoscere la provenienza dell'olio extra vergine di oliva, come vuole anche la legge, non garantisce a sufficienza l'eccellenza alla quale devono tendere i produttori italiani, consapevoli - come sottolinea Elia Fiorillo, presidente del Consorzio di garanzia dell'olio extra vergine di oliva di qualità - che "solo producendo oli extra vergini di più alta qualità, si potrà acquisire maggiore valore e difendere l'immagine del nostro prodotto nel mondo".
I dati elaborati dal Consorzio parlano chiaro: i prezzi continuano a essere condizionati al ribasso del mercato spagnolo. I 2,62 euro al kg rilevati per i prezzi alla produzione dell'olio extra vergine italiano nel mese di novembre confermano una situazione drammatica, su cui sembra impotente anche il nuovo regolamento sull'origine obbligatoria. "Occorre sostenere il regolamento sull'origine con strumenti di mercato più efficaci, per far percepire al consumatore finale il valore differenziale dell'extra vergine italiano", afferma Fiorillo.
Sembra paradossale ma il tanto blasonato extra vergine ‘100% italiano', è venduto a un prezzo medio che supera di solo l'1,5% il prezzo dell'extravergine base. "È così che si spiega", aggiunge il presidente del Consorzio, "perché la parte dell'olio extra vergine italiano di più elevata qualità tra gli oli non Dop e Igp è proposta nei segmenti premium delle principali marche, dove il riferimento all'origine italiana è poco più che accennato in retroetichetta, ma dove i plus di prezzo sono del 40% in più rispetto all'extra vergine base".
A risentirne gli olivicoltori italiani, che riescono a malapena a coprire i costi di produzione di un olio di qualità. "Eppure abbiamo bisogno di un'olivicoltura forte e produttiva, che faccia margini con oli extra vergini di qualità e consenta di rafforzare all'estero la posizione competitiva del nostro Paese", ribadisce Fiorillo. Per questo i soci del Consorzio, disponibili a collaborare con tutti gli operatori della filiera intorno a un progetto che rafforzi il buon nome dell'olio italiano, sottolineano la  necessità "di uno strumento che tuteli e distingua le proposte di qualità da tutte le altre" e chiedono di "riconoscere ufficialmente un Extra vergine italiano di alta qualità, che risponda al disciplinare nato dalla collaborazione degli operatori della filiera".
Una innovazione di prodotto e di processo che, conclude Fiorillo, "porterà a rafforzare la ‘differenza' del prodotto italiano e a creare un meccanismo virtuoso che potrebbe interessare l'80% dei volumi delle aziende olivicole italiane del segmento extra vergine".

Rosanna Dassisti

Fonte: CNR

      
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