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21/04/2010 |
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Sicurezza ed efficienza nella gestione del traffico aereo |
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Sempre
più stretta la collaborazione tra
CEN
(Comitato europeo di normazione) e
EUROCAE
(European Organization for Civil Aviation Equipment), che lo scorso
marzo hanno firmato un protocollo per garantire e mantenere la
cooperazione tecnica e lo scambio reciproco di informazioni nel settore
della gestione del traffico aereo (ATM-Air Traffic Management). Il
protocollo è stato firmato da Elena Santiago, Direttore generale
CEN-CENELEC e da Gilbert Amato, Segretario generale EUROCAE.
L'inizio della cooperazione tra CEN e EUROCAE relativa alla normazione
sulla gestione del traffico aereo risale al 2006. I lavori sono
collegati all'iniziativa
Single European Sky
e realizzati sotto mandati della Commissione europea all'European
Standards Organisations-ESOs (CEN, CENELEC e ETSI).
Obiettivo del protocollo è quello di definire l'ambito del rapporto tra
CEN and EUROCAE nel contesto dello sviluppo di norme tecniche europee,
destinate a costituire dei riferimenti come specifiche comunitarie (CS-Community
Specifications), ai sensi del Regolamento di interoperabilità per il
cielo unico europeo (Regolamento CE n. 552/2004 del Parlamento Europeo e
del Consiglio del 10 marzo 2004 sull'interoperabilità della rete europea
di gestione del traffico aereo).
Nel quadro di questo provvedimento, le norme elaborate da uno degli
organismi di europei normazione o le specifiche pubblicate da
Eurocontrol
(European Organisation for the Safety of Air Navigation) possono essere
citate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea come specifiche
comunitarie e fornire uno strumento in conformità ai requisiti riportati
nel Regolamento.
Responsabile dei lavori è il comitato tecnico europeo CEN/TC 377 Project
Committee "Air Traffic Management", che nella gestione dei lavori in
campo ATM si coordina strettamente con CENELEC ed ETSI.
Per ulteriori informazioni:
CEN-CENELEC
Elisabeth Brodthagen
Unit Manager - Communication
tel. 32 2 519 6890 - fax 32 2 519 6919
e-mail: ebrodthagen@cencenelec.eu
EUROCAE
Samira Bezza
Office Support Manager
tel. 33 1 40 92 79 30 - fax 33 1 46 55 6 |
Fonte: UNI
Riportiamo, di seguito, una
e-mail ricevuta ieri (20.04.2010) dal CNR
AEROCLOUDS avvista la
nube del vulcano “E” (Eyjafjallajokull)
Ieri, 19 Aprile,
la nube del vulcano “E” (Eyjafjallajokull) è stata avvistata per la prima volta
sull’Italia da alcuni dei gruppi della rete Aeroclouds, un progetto di ricerca
italiano coordinato dall’Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Cnr
(Isac-Cnr). La nube è stata rilevata in mattinata su Firenze e a Monte Cimone
(Appennino Modenese) e nel pomeriggio su Roma. Il fenomeno prosegue tuttora (20
APRILE ore 12) con caratteristiche non dissimili da quelle di ieri. Finora la
concentrazione del particolato nella nube è nettamente più bassa di quella
generalmente mostrata, ad esempio, dai trasporti di sabbie sahariane che
interessano la nostra regione il 25% dei giorni dell’anno.
Il radar-laser (Lidar) dell’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Cnr
di Firenze ha rilevato la presenza della nube tra i 2000 e i 3000 m di altezza
il 19 aprile. Simulazioni modellistiche delle traiettorie a queste quote
confermano la provenienza di quest’aria dall’Islanda. Cattive condizioni meteo
hanno ridotto l’operatività del Lidar nel pomeriggio e nella mattinata del 20
aprile.
Le osservazioni condotte dall'Isac-Cnr presso la Stazione "O. Vittori" di Monte
Cimone (Mo) hanno evidenziato, a partire dalle ore 11:00 del 19 Aprile, un
aumento della concentrazione del particolato atmosferico, sia nella frazione
fine che grossolana. Il fenomeno si è intensificato a partire dalle ore 22:00
dello stesso giorno, con punte massime di PM10 pari a circa 30 μg/m3 nel corso
della mattinata del 20 Aprile. Tali valori non sono tuttavia più elevati di
quelli che si registrano a Monte Cimone in concomitanza dei fenomeni di
trasporto di sabbia sahariana che regolarmente interessano il Sud Europa.
I radar-laser (Lidar) dell’Isac-Cnr di Roma hanno rivelato la presenza della
nube tra i 2000 e i 4000 m di altezza nel pomeriggio del 19-4 e nella notte
19-20 aprile. La concentrazione stimata delle polveri era dell’ordine dei 15
μg/m3. Alle 12 del 20 aprile la posizione della nube è sostanzialmente invariata
e leggermente diminuita in concentrazione.
In realtà la nube non è una sola, più strati viaggiano a quote diverse a seconda
di quando e a quale quota il vulcano li ha immessi in atmosfera. Ad esempio, un
aumento del segnale lidar registrato il 19-4 a Roma tra 8 e 14 km di quota è
anch’esso compatibile con masse d’aria provenienti dall’Islanda.
Il monitoraggio della rete CNR Aeroclouds prosegue.
Per informazioni:
Lidar Aerosol ISAC-Roma: Gian Paolo Gobbi 328-9112953
Lidar Raman ISAC-Roma: Fernando Congeduti 339-2905972
Lidar Aerosol IFAC-Firenze Massimo Del Guasta 055 5226423
Monte Cimone (Mo) ISAC - Bologna (Mo) Paolo Cristofanelli 328 4847572
Fonte: CNR |
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21/04/2010 |
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Dispositivi
anticaduta:
ritirato il riferimento alla EN 353-1 |
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Il 23
marzo scorso è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea n. L75 una
decisione della Commissione
che ritira il riferimento della norma EN 353-1:2002 "Dispositivi per la
protezione individuale contro le cadute dall'alto - Parte 1: Dispositivi
anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida",
conformemente alla direttiva 89/686/CEE del Consiglio sui dispositivi di
protezione individuale.
Il testo dell'Articolo 1 riporta che "Il
riferimento della norma EN 353-1:2002 "Dispositivi per la protezione
individuale contro le cadute dall’alto - Parte 1:
Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di
ancoraggio rigida" è ritirato dall’elenco delle norme armonizzate nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea."
Il Regno Unito ha sollevato un'obiezione formale nei confronti
della EN 353-1:2002, ritenendo che:
-
le
specifiche relative alle istruzioni per l'uso non soddisfano le
prescrizioni della direttiva
-
il
metodo di prova previsto non analizza condizioni di caduta
ragionevolmente prevedibili come una caduta all'indietro o una
caduta sul fianco, il che comporta un rischio significativo di
malfunzionamento del sistema.
Dopo aver
esaminato la norma EN 353-1:2002, la Commissione non ha ritenuto
pienamente soddisfatti i requisiti essenziali di salute e sicurezza di
cui alle sezioni 1.1.1, 1.4 e 3.1.2.2 dell’allegato II della direttiva
89/686/CEE.
La norma europea è stata adottata dal
Comitato europeo di
normazione (CEN)
il 12 marzo 2002. Il riferimento a tale norma è stato pubblicato per la
prima volta nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. C203 del 28
agosto 2003. |
Fonte: UNI |
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21/04/2010 |
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Parchi
gioco, le norme UNI per una manutenzione ideale |
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Le belle
giornate primaverili spingono genitori, nonni e babysitter ad
accompagnare i più piccini al parco giochi che - soprattutto nelle
grandi città - è ormai l’unico luogo dove i bambini possono trascorre
ore serene all’aria aperta. Purtroppo però anche in queste aree verdi si
possono talvolta verificare incidenti dovuti ad attrezzature non
correttamente installate o - più frequentemente - non sottoposte ad una
adeguata manutenzione.
Per fornire regole comuni e innalzare il livello di protezione dei più
piccoli contro i rischi di infortunio durante il gioco, UNI ha messo a
disposizione la serie di norme UNI EN 1176 dedicate proprio a tutte le
attrezzature installate nelle aree da gioco a uso individuale e
collettivo come altalene, scivoli, giostre, attrezzature oscillanti.
In particolare la UNI EN 1176-7 fornisce una guida per l'ispezione e la
manutenzione sia delle attrezzature da gioco sia delle superfici. Ad
esempio il prato, oltre a essere bello esteticamente, ha anche utili
proprietà di assorbimento dell'impatto. L'esperienza ha dimostrato che,
se sottoposto a una buona manutenzione, è normalmente efficace per
altezze di caduta fino a 1 metro.
Manutenzione
In tema di manutenzione la norma UNI EN 1176-7 fa una distinzione tra
manutenzione ordinaria e manutenzione correttiva.
La prima dovrebbe tenere conto delle condizioni locali e delle
istruzioni del fabbricante che possono influire sulla frequenza di
ispezione necessaria. Tra le misure preventive che la norma suggerisce
di adottare sono importanti in particolare: il serraggio degli elementi
di fissaggio; la riverniciatura e il ritrattamento delle superfici; la
manutenzione di eventuali pavimentazioni ad assorbimento di impatto; la
lubrificazione dei giunti; la pulizia; la rimozione di vetri rotti e
altri detriti o contaminanti; l’aggiunta di materiali di riporto sfusi
sino al livello corretto; la manutenzione delle aree libere.
La manutenzione correttiva dovrebbe invece comprendere misure per
correggere i difetti o per ristabilire i necessari livelli di sicurezza
delle attrezzature e delle pavimentazioni. Tali misure dovrebbero
includere la sostituzione degli elementi di fissaggio, la saldatura o la
risaldatura, la sostituzione delle parti usurate o difettose e la
sostituzione dei componenti strutturali difettosi.
Le attrezzature:
requisiti di sicurezza
Per quanto riguarda le attrezzature vere e proprie presenti nelle aree
da gioco (scivoli, altalene, attrezzature oscillanti, giostre...), a
definire i requisiti di sicurezza è invece la prima parte della stessa
norma. La UNI EN 1176-1 "Attrezzature
e superfici per aree da gioco - Parte 1: Requisiti generali di sicurezza
e metodi di prova" si applica a tutte le attrezzature destinate
alle aree da gioco a uso individuale e collettivo. Nella norma vengono
considerate le protezioni contro le cadute (l'altezza dei corrimano deve
essere fissata tra 60 e 85 cm; i corrimano, i parapetti e le balaustre
devono sempre iniziare dal punto più basso delle rampe), le finiture
delle attrezzature (non vi devono essere componenti sporgenti appuntiti
o taglienti, le saldature devono essere levigate, i bulloni all’interno
di qualsiasi parte accessibile devono sempre essere coperti), le
protezioni contro l'intrappolamento di parti o di tutto il corpo o degli
abiti. Le attrezzature da gioco, infine, devono essere progettate in
modo da consentire agli adulti di assistere e di intervenire nel momento
in cui i bambini si dovessero trovare in difficoltà.
La norma
UNI EN 1176 - messa a punto dai fabbricanti di attrezzature, progettisti
di parchi gioco, grandi acquirenti, gestori di spazi pubblici/privati e
rappresentanti dei consumatori - in caso di contestazioni o incidenti
costituisce il riferimento per le autorità giudiziarie per verificare la
conformità delle attrezzature e quindi le responsabilità penali e civili
derivanti da eventuali infortuni.
Attrezzature da gioco
gonfiabili
Tra le attrezzature che fanno la gioia dei bambini bisogna ricordare che
esistono anche le attrezzature da gioco gonfiabili: si tratta di quelle
grosse strutture (ad esempio castelli, grossi scivoli e montagne
gonfiabili) che generalmente si trovano nei parchi gioco itineranti, ma
possono essere presenti anche al coperto, ad esempio nelle ludoteche Su
questo argomento UNI ha pubblicato la norma
UNI EN 14960
“Attrezzature da gioco gonfiabili - Requisiti di sicurezza e metodi di
prova”.
La norma stabilisce le caratteristiche dei tessuti/materiali con i quali
vengono fabbricate queste strutture. Innanzitutto tali materiali non
devono essere infiammabili, devono avere un'adeguata robustezza e
resistenza agli strappi e alle lacerazioni in funzione dei carichi ai
quali vengono sottoposti, devono avere sufficiente capacità di ritenere
l'aria per permettere il loro gonfiamento quando vengono pressurizzate
e, infine, devono essere in grado di riprendere la loro forma (sagoma)
originaria dopo una deformazione sotto carico.
Per quanto riguarda la manutenzione di questo tipo di attrezzature, la
norma stabilisce che queste devono essere ispezionate a intervalli
adeguati che assicurino di poter rilevare e ovviare a tempo debito al
loro deterioramento. Anche in questo caso la manutenzione può essere
preventiva ("di routine"), volta a mantenere i livelli di sicurezza e le
prestazioni, oppure correttiva, con una serie di misure volte a
correggerne i difetti o ristabilire i livelli necessari di sicurezza.
Per informazioni tecniche:
Divisione Sanità, alimentazione, materiali e beni di consumo
e-mail:
beniconsumo@uni.com
Per informazioni
commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail:
diffusione@uni.com
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Fonte: UNI |
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21/04/2010 |
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Indumenti per bambini: corde e lacci sotto accusa |
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Secondo un rapporto appena pubblicato
dalla Commissione Europea, i vestiti per i bimbi sono quelli meno in
regola. Sotto accusa la pericolosità
dei cordoncini e dei lacci passanti.
Evitare incidenti è possibile osservando gli standard di sicurezza
europei recepiti in Italia dall’UNI: ecco le regole da seguire per
vestire i piccoli in tutta sicurezza
Un capo d'abbigliamento su 10 non rispetta i requisiti europei di
sicurezza. A lanciare l'allarme è la Commissione Ue che ha pubblicato i
risultati dei controlli fatti dalle autorità di vigilanza di 11 Stati
membri dell'Unione europea su 16.000 capi d'abbigliamento tra l'agosto
del 2008 e il febbraio del 2010. Secondo il rapporto i meno sicuri
risultano essere i vestiti per i bimbi: corde e lacci, soprattutto
quelli presenti nella zona del collo, possono rimanere impigliati nelle
biciclette o nelle porte e possono addirittura strangolare i bambini più
piccoli.
Proprio per evitare che si possano verificare simili situazioni, per
quanto riguarda l'abbigliamento dei bambini l'UNI ha recentemente
pubblicato una norma - la UNI EN 14682
- che si occupa proprio di questo particolare aspetto di sicurezza dei
capi di vestiario. La norma fissa infatti i requisiti riguardanti i
cordoncini e i lacci passanti che si trovano su questi prodotti ai quali
vengono imputati numerosi incidenti (a volte fatali) dovuti al possibile
rischio di strangolamento o di intrappolamento.
La norma prevede requisiti diversi per le seguenti due fasce di età:
bambini piccoli (dalla nascita fino ai 7 anni), bambini e giovani (dai 7
ai 14 anni), ed in ogni caso si applica a tutti i capi di abbigliamento
che possono essere indossati da ragazzi fino all'altezza di 182 cm e da
ragazze fino all'altezza di 176 cm.
Per quanto riguarda i laccetti che vengono utilizzati per stringere un
capo o chiuderlo, questi devono essere fissati al capo in almeno un
punto equidistante dalla fine del laccetto, evitando in questo modo che
il laccetto si possa sfilare completamente dal capo stesso.
Corde chiuse ad anello, che abbiano la funzione di chiudere il capo o
che abbiano entrambe le estremità attaccate al capo, devono avere una
circonferenza non superiore a 7,5 cm di lunghezza.
Per i bambini da 0 a 7 anni (fino a 134 cm di altezza) non si possono
utilizzare laccetti, corde funzionali o corde decorative nei cappucci e
nella zona del collo mentre per i bambini da 7 a 14 anni sono ammessi
solo laccetti di forma circolare (ad anello, senza estremità libere) con
le seguenti caratteristiche:
-
quando il capo è aperto (in posizione rilassata) il laccetto
circolare non deve sporgere dal capo,
-
quando il capo è chiuso (in posizione “tirata”) la lunghezza della
circonferenza sporgente non deve essere superiore a 15 cm.
I
laccetti al giro vita devono sporgere massimo 14 cm dal capo
aperto-rilassato e massimo 28 cm quando il capo è chiuso-tirato per la
taglia stabilita dall’etichetta. Corde funzionali e decorative non
devono superare 14 cm di lunghezza. Non ci devono essere laccetti e
corde funzionali o decorative che sporgano dall'orlo inferiore dei capi
di abbigliamento.
Per tutti gli indumenti da 0 a 14 anni, in tutte le aree non citate
precedentemente, i laccetti, le corde funzionali e decorative non devono
comunque sporgere più di 14 cm quando il capo di abbigliamento è
regolato alla massima apertura (a capo rilassato).
La norma EN 14682 è stata citata nella Gazzetta ufficiale europea ai
sensi della direttiva sulla Sicurezza Generale dei Prodotti (2001/95/EC)
recepita in Italia dal Codice del Consumo D.L. 6 settembre 2005, n. 206:
ciò significa che è ritenuta la soluzione ottimale per garantire la
sicurezza di questi prodotti.
Per informazioni tecniche:
Divisione Sanità, alimentazione, materiali e beni di consumo
e-mail:
beniconsumo@uni.com
Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail:
diffusione@uni.com
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Fonte: UNI |
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21/04/2010 |
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Convegno CNA, UNI e CEI: innovazione tecnologica ed ecosostenibilità
elementi fondamentali per la ripresa economica |
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Innovazione tecnologica, attenzione per l’ambiente, efficienza
energetica. Saranno questi fattori, secondo quanto emerso dal convegno "Uscire
dalla crisi: strategie e prospettive per il mercato dell’impiantistica"
svoltosi venerdì 16 aprile a Milano, a costituire il volano per la
ripresa economica delle imprese impiantistiche italiane.
Il convegno si è tenuto in occasione della giornata di studio Renzo
Sangiorgi promossa da
CNA Installazione e Impianti
con il patrocinio di UNI e CEI.
La conferenza ha visto la partecipazione di Alessandro Santoro
(Direttore Generale UNI), Roberto Bacci (Direttore Generale
CEI), Franco Bianchi (Presidente Nazionale CNA Installazione
Impianti), Lorenzo Bellicini (Direttore Cresme), Francesco
Castorina (Segretario Generale CIG) e Ivan Malavasi
(Presidente Nazionale CNA).
Il Presidente Nazionale della CNA, in una considerazione sull’attuale
situazione dell’Italia, dichiara: "Risparmio energetico e basso
impatto ambientale sono elementi fondamentali per il rilancio del
settore dell’impiantistica e dell’edilizia. Dispiace tuttavia constatare
che in Italia le ditte che sviluppano sistemi per la produzione di
energie rinnovabili, quali i pannelli fotovoltaici o le tecnologie
eoliche, non siano numericamente e dimensionalmente rilevanti,
specialmente se paragonate ad altre nazioni dell’Europa. Sarebbe
opportuno che lo Stato incentivasse maggiormente la ricerca dalla quale
possano scaturire iniziative imprenditoriali di questo genere".
I relatori dopo un’attenta analisi delle dinamiche che hanno causato la
crisi che ha investito il mercato dell’impiantistica, un settore che
conta secondo le ultime stime circa 230.000 imprese di installazione di
impianti elettrici, termoidraulici e generici, hanno delineato gli
scenari e le possibili strategie per fronteggiare la flessione del
comparto e aprire nuove prospettive per lo sviluppo di un settore dalle
grandi potenzialità.
Le imprese impiantistiche attive su tutto il territorio nazionale
rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo dell’economia
italiana: sono infatti realtà che hanno contribuito a creare ricchezza e
occupazione. I dati Istat relativi al decennio 1991-2001 delineano
chiaramente l’andamento di un settore che, seguendo il trend positivo
del mercato delle costruzioni, è cresciuto significativamente
registrando un progressivo aumento nel numero di imprese (+75%) e degli
occupati (+53%).
Il ridimensionamento del mercato dell’edilizia, che registra una
flessione per il quarto anno consecutivo dal 2007, si è ripercosso
inevitabilmente sul settore dell’impiantistica.
Un’indagine del CRESME sui bilanci di 1000 imprese della filiera delle
costruzioni ha evidenziato come già nel 2008, l’11% di queste fosse
condizionato da margini operativi negativi e perdite di bilancio, e il
12% da margini operativi positivi e perdite di bilancio dovute a
esposizioni finanziarie.
Secondo le previsioni più ottimistiche il comparto residenziale dovrebbe
tornare a crescere nel biennio 2012-2013 grazie agli effetti positivi di
politiche governative per favorire l’ampliamento delle unità immobiliari
esistenti e la costruzione di nuove unità in regime di edilizia
convenzionata. Questa tendenza sembrerebbe confermata anche dal
crescente numero di domande per la defiscalizzazione degli interventi di
ristrutturazione e risparmio energetico, cresciute nel 2009 del 16%,
valore massimo raggiunto dal 1998, anno in cui sono state introdotte le
agevolazioni.
La
riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente e l’innovazione
tecnologica saranno dunque i motori del prossimo ciclo edilizio e
favoriranno la crescita del settore dell’impiantistica. In questo
contesto l’Energy Technology, l’Innovation Communication
Technology e il Facility Management avranno un ruolo
sempre più rilevante. L’innovazione, la formazione e l’aggiornamento
professionale, la promozione di scelte imprenditoriali orientate alla
qualità, saranno fondamentali per fare emergere le eccellenze e
permettere agli installatori di impianti di distinguersi dalla
concorrenza.
Le imprese di impiantistica che vorranno competere e restare sul mercato
dovranno conoscere le tecnologie e i nuovi approcci della produzione
edilizia, ormai sempre più orientata a concetti di ecosostenibilità e di
efficienza energetica.
Il risparmio energetico, la domotica e i nuovi modelli di architettura a
tutela dell’ambiente funzioneranno da catalizzatori per l’evoluzione del
settore delle costruzioni e dunque dell’impiantistica stessa.
La riqualificazione del patrimonio immobiliare secondo criteri di
ecosostenibilità grazie all’introduzione di nuovi materiali, sistemi di
climatizzazione ad alta efficienza energetica, nuovi software di ausilio
alla progettazione per calcolare l’effettivo fabbisogno energetico degli
edifici imporranno agli impiantisti e ai progettisti di percorrere
strade alternative rispetto a quelle seguite sino ad oggi.
Secondo Franco Bianchi, Presidente Nazionale CNA Installazione
Impianti, le imprese di impiantistica dovranno favorire la diffusione di
una cultura orientata all’efficienza energetica e alla salvaguardia
ambientale. Solo governando il processo di innovazione tecnologica il
settore dell’impiantistica sarà in grado di avere un ruolo di primo
piano nella progettazione edilizia: "Negli ultimi dieci anni uno dei
principali temi del cambiamento del settore delle costruzioni sta nella
crescita di funzione e di importanza del comparto dell’installazione di
impianti che è significativamente cresciuto sia in termini di numero di
imprese, sia per quanto riguarda il numero degli occupati. In un
contesto, dove le imprese artigiane sono l’85% del totale ed occupano il
67% della manodopera, è evidente il ruolo che giocherà il nostro settore
nei nuovi scenari di mercato che saranno maggiormente caratterizzati
dall’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente ai nuovi standard
di efficienza energetica ed al maggiore uso di tecnologia nelle
abitazioni. Tutto ciò, però, comporterà l’esigenza di una maggiore
qualificazione, formazione ed aggiornamento da parte degli operatori".
Per
ulteriori informazioni:
CNA
Installazione Impianti
Via G. A. Guattani, 13 - 00161 Roma
Tel. 06/441881
Email:
installazione.impianti@cna.it
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Fonte: UNI |
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21/04/2010 |
Tavola rotonda "LED e
risparmio energetico" e Convegno "Color & texture: lighting innovation 2010"
Simbolo dell'innovazione in campo illuminotecnico, i LED hanno grandi
potenzialità in termini di benefici ambientali e di risparmio energetico. La
tavola rotonda organizzata dal Politecnico di Milano e da ENEA, che si terrà a
Milano il prossimo 5 maggio, offre spunti di riflessione per una corretta
valutazione dei sistemi a LED. Interverranno rappresentanti del mondo
dell'industria, della normazione, dei laboratori di prova e della ricerca: è
previsto un intervento di Marco Dipilato, esperto del gruppo di lavoro
"Fotometria" della commissione UNI "Luce e illuminazione".
[ Scarica la locandina ]
Fonte: UNI |
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21/04/2010 |
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EFFICIENZA
ENERGETICA:
LE MODALITà PER GLI INCENTIVI |
Il decreto
legge del 25 marzo 2010, n° 40, all'articolo 4 ha previsto l'istituzione di
un Fondo per interventi a sostegno della domanda, per particolari settori in
crisi, finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e
di miglioramento della sicurezza sul lavoro.
Per gli immobili ad alta efficienza energetica, il decreto del Ministro
dello sviluppo economico del 26 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale n° 79 del 6-4-2010, disciplina le modalità di erogazione delle
risorse del Fondo di cui sopra, fissando (v. art. 1) un ammontare dei
contributi pari a 60 milioni di euro per l'acquisto di tali immobili, nonché
le relative modalità di accesso.
Di seguito si riportano le prime valutazioni sulle modalità applicative del
decreto, integrate con istruzioni operative che il Ministero ha pubblicato
sull'apposito sito internet creato per dare informazioni sugli incentivi
messi a disposizione dallo Stato.
In alcuni casi non vi è piena concordanza tra i contenuti del decreto e le
istruzioni scaricabili da internet e, per taluni aspetti, si attendono
ulteriori chiarimenti da parte del Ministero.
Contributo
unitario
L'ammontare unitario del contributo è fissato all'articolo 2, comma 1
lettera s, ponendolo in relazione alla superficie dell'immobile ed al
risparmio di energia, rispetto ai limiti di legge, per ciò che riguarda la
climatizzazione invernale.
- Il contributo è pari a 83 euro per metro quadrato di superficie utile, nel
limite massimo di 5.000 euro per singolo immobile, nel caso in cui la
prestazione energetica sia migliore almeno del 30% rispetto ai valori della
Tabella 1.3, di cui all'allegato C n.1, del decreto legislativo 192/05.
- Il contributo è pari a 116 euro per metro quadrato di superficie utile,
nel limite massimo di 7.000 euro per singolo immobile, nel caso in cui la
prestazione energetica sia migliore almeno del 50% rispetto ai valori della
Tabella 1.3, di cui all'allegato C n.1, del decreto legislativo 192/05
Il decreto non esplicita cosa si debba intendere per superficie utile ma,
essendo il contributo legato all'efficienza energetica dell'immobile
disciplinata dal d.lgs. 192/05, si ritiene corretto riferirsi alla
definizione di superficie utile contenuta nell'Allegato A, pt.32, del d.lgs
192/05 che recita: "superficie utile è la superficie netta calpestabile di
un edificio" riferita alle sole parti riscaldate (v. all.). Il dato della
superficie utile è comunque contenuto nell'attestato di certificazione
energetica dell'immobile (v. all. DM 26 giugno 2009 "Linee Guida nazionali
per la certificazione energetica degli edifici").
Per quanto riguarda i valori di energia primaria da conseguire per la
climatizzazione invernale, essi vanno calcolati facendo riferimento alla
Tabella 1.3 "Valori limite, applicabili dal 1 gennaio 2010, per il
fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale per
metro quadrato di superficie utile interna dell'edificio, espresso in kWh/m2
anno", relativa agli edifici residenziali, contenuta nell'Allegato C del
d.lgs 192/05 (v. all.).
Certificazione energetica
Il raggiungimento della prestazione energetica richiesta deve essere
certificato sulla base delle procedure fissate dal d.lgs 192/05, da un
soggetto accreditato.
Ciò significa che chi procederà alla certificazione, dovrà basarsi
sull'intero quadro normativo delineato dal d.lgs 192/05, comprese le
modifiche ed integrazioni apportate dal d.lgs 311/06 e dai decreti attuativi
successivamente pubblicati, con particolare riferimento alle metodologie di
calcolo, alle norme di riferimento, alle caratteristiche dei software
utilizzati (v. all. DPR 59/2009 e DM 26 giugno 2009 "Linee Guida nazionali
per la certificazione energetica degli edifici" e news Ance correlate).
Per quanto riguarda il soggetto che deve rilasciare la certificazione
energetica, è bene ricordare che ad oggi si è ancora in attesa del DPR
previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo 192/05 che deve fissare i
requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la
qualificazione e l'indipendenza degli esperti o degli organismi a cui
affidare la certificazione energetica degli edifici. Oggi, quindi, occorre
riferirsi all'Allegato III del decreto legislativo 115/2008, dove sono
indicate le caratteristiche professionali richieste ai soggetti che devono
rilasciare la certificazione energetica.
L'allegato III del D. lgs 115/08 stabilisce che vengano riconosciuti come
Soggetti certificatori i "tecnici abilitati", ovvero tecnici operanti sia in
veste di dipendenti di enti ed organismi pubblici o di società di servizi
pubbliche o private (comprese le società di ingegneria) che di
professionisti liberi od associati, iscritti ai relativi ordini e collegi
professionali, ed abilitati all'esercizio della professione relativa alla
progettazione di edifici ed impianti.
Ove il tecnico non sia competente nei campi sopra citati, egli deve operare
in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo
costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la
competenza.
Deve comunque essere assicurata l'indipendenza e l'imparzialità di giudizio
dei Soggetti certificatori, tranne che nel caso di tecnici abilitati
dipendenti che operino per conto di enti pubblici o di organismi di diritto
pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia.
Resta ancora da chiarire cosa debba intendersi per soggetto "accreditato".
Forse con tale termine il Ministero intendeva fissare un ulteriore
requisito, ovvero che i soggetti, oltre possedere le caratteristiche
professionali fissate dalla legge, operino per enti di certificazione e/o di
ispezione accreditati dall'Ente unico di accreditamento nazionale denominato
"Accredia". Si attendono chiarimenti da parte del Ministero nei prossimi
giorni.
Ulteriori requisiti
Ulteriori requisiti previsti per accedere al contributo: l'immobile deve
essere di nuova costruzione ed acquistato per prima abitazione della
famiglia.
Per quanto riguarda il requisito "nuova costruzione", facendo riferimento
alla definizione fornita dal D. lgs 192/05, esso è un edificio per il quale
la richiesta di permesso di costruire o denuncia di inizio attività,
comunque denominato, sia stata presentata successivamente alla data di
entrata in vigore del decreto stesso, ovvero dopo l'8 ottobre 2005.
Procedura per accedere al contributo
Occorre che il preliminare di compravendita dell'immobile sia stato
stipulato con atto di data certa successivo alla data di entrata in vigore
del decreto, ovvero dopo il 6 aprile 2010, ed il contratto definitivo di
compravendita sia stipulato entro il 31 dicembre 2010.
Nei venti giorni precedenti la stipula del contratto definitivo di
compravendita, il venditore deve procedere alla prenotazione del contributo
presso il soggetto di cui si avvale il Ministero dello sviluppo economico
che, come risulta dal sito del Ministero dedicato agli incentivi:
http//incentivi 2010.sviluppoeconomico.gov.it/, risulta essere Poste
Italiane.
Il venditore deve preliminarmente registrarsi contattando il numero verde
800 556 670, fornendo il codice fiscale, il codice REA e la provincia, il
CAP e la località della sede dell'esercizio.
Terminata la registrazione, al venditore sarà assegnato il "Codice
identificativo" da usare per le prenotazioni dei contributi.
A partire dal 15 aprile 2010, il venditore potrà verificare, sempre tramite
il numero verde sopra indicato, la disponibilità delle risorse finanziarie e
procedere, se si è nei venti giorni precedenti la stipula, alla prenotazione
del contributo fornendo i seguenti dati:
- Settore di appartenenza del prodotto (immobili ad alta efficienza
energetica)
- Tipologia del prodotto (prestazione energetica migliore del 30% o del 50%
rispetto ai limiti fissati dal decreto)
- Superficie utile sulla quale viene calcolato il contributo (indicata
nell'attestato di certificazione energetica)
- Estremi dell'acquirente (codice fiscale e dati bancari per il successivo
accredito del contributo)
- Prezzo base (al lordo di IVA)
Al momento della stipula del contratto definitivo di compravendita, deve
essere confermata la prenotazione del contributo e deve essere allegato
l'attestato di certificazione energetica, questo ai soli fini
dell'ottenimento dei contributi.
Per l'erogazione del contributo, entro 45 giorni dalla stipula, l'acquirente
deve trasmettere a Poste Italiane la seguente documentazione:
- richiesta di rimborso contenete la ricevuta di registrazione della
prenotazione e l'autodichiarazione firmata in formato Check list dei
documenti allegati (compilabile e scaricabile dal portale)
- copia documento di identità dell'acquirente;
- codice fiscale dell'acquirente;
- dati bancari dell'acquirente;
- copia autentica del contratto definitivo di compravendita, riportante
l'indicazione dell'incentivo, munita degli estremi della registrazione.
Allegati:
DL 25 marzo 2010, n .40
DM 26 marzo 2010
All. A d.lgs 192/2005
All.C d.lgs 192/2005
All. III d.lgs 115/08
Allegati

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Fonte: Ordine degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Palermo |
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21/04/2010 |
Ultime novita'
Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas
Delibera VIS 24/10
Avvio di un procedimento nei
confronti di Acea Distribuzione S.p.A.
Delibera VIS 23/10
Avvio di un procedimento nei
confronti di A2A Reti Elettriche S.p.A
Fonte: Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas |
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21/04/2010 |
Environmental Management and Sustainability
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PAS 2060 Specification for the
demonstration of carbon neutrality |
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Climate change
and greenhouse gas (GHG) emissions are now a critical
issue facing businesses. Actions to reduce carbon
footprints are important and Government, industry and
communities are responding to this issue in various
ways. So, why not take the first step with PAS 2060?
Publicly
Available Specification (PAS) 2060 gives general
requirements to be met by anyone wanting to demonstrate
carbon neutrality. It looks at the quantification,
reduction and offsetting of greenhouse gas (GHG)
emissions from any product, service, event or building. |
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BS EN ISO 14001
is the international standard to help your business with
environmental management systems. It gives your business
an outline of how to meet its environmental policy and
objectives. Use the standard to implement an
environmental management system from scratch or to
improve on your existing one.
BS EN ISO 14001
is useful to any business that wants to:
-
Implement,
maintain and improve an environmental management
system
-
Assure
itself and others of its conformance with its
stated environmental policy
-
Seek
certification/registration of its environmental
management system by an external organization
-
Make a
self-declaration of conformance with this
international standard.
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BS 8580:2010 Water quality – Risk
assessments for Legionella control – Code of practice |
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Legionnaires’
disease is a rare but severe pneumonia with a relatively
high fatality rate. It can be caused by someone becoming
infected by:
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Water
systems being contaminated with the bacteria
-
The
contaminated water turning into droplets fine enough
to form an aerosol for transmission to people
-
The victim
becoming exposed to the droplets by breathing it or
consuming it in other ways
-
The victim
catching the infection.
BS 8580 gives
recommendations and guidance on the assessment of the
risk of legionellosis presented by artificial water
systems. It applies to risk assessments being undertaken
on premises, plant and systems for the first time. |
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Fonte: BSI |
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