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21 APRILE 2010

  

   

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21/04/2010

Sicurezza ed efficienza nella gestione del traffico aereo

Sempre più stretta la collaborazione tra CEN (Comitato europeo di normazione) e EUROCAE (European Organization for Civil Aviation Equipment), che lo scorso marzo hanno firmato un protocollo per garantire e mantenere la cooperazione tecnica e lo scambio reciproco di informazioni nel settore della gestione del traffico aereo (ATM-Air Traffic Management). Il protocollo è stato firmato da Elena Santiago, Direttore generale CEN-CENELEC e da Gilbert Amato, Segretario generale EUROCAE.
L'inizio della cooperazione tra CEN e EUROCAE relativa alla normazione sulla gestione del traffico aereo risale al 2006. I lavori sono collegati all'iniziativa
Single European Sky e realizzati sotto mandati della Commissione europea all'European Standards Organisations-ESOs (CEN, CENELEC e ETSI).
Obiettivo del protocollo è quello di definire l'ambito del rapporto tra CEN and EUROCAE nel contesto dello sviluppo di norme tecniche europee, destinate a costituire dei riferimenti come specifiche comunitarie (CS-Community Specifications), ai sensi del Regolamento di interoperabilità per il cielo unico europeo (Regolamento CE n. 552/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 10 marzo 2004 sull'interoperabilità della rete europea di gestione del traffico aereo).
Nel quadro di questo provvedimento, le norme elaborate da uno degli organismi di europei normazione o le specifiche pubblicate da
Eurocontrol (European Organisation for the Safety of Air Navigation) possono essere citate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea come specifiche comunitarie e fornire uno strumento in conformità ai requisiti riportati nel Regolamento.

Responsabile dei lavori è il comitato tecnico europeo CEN/TC 377 Project Committee "Air Traffic Management", che nella gestione dei lavori in campo ATM si coordina strettamente con CENELEC ed ETSI.

Per ulteriori informazioni:

CEN-CENELEC
Elisabeth Brodthagen
Unit Manager - Communication
tel.  32 2 519 6890  - fax 32 2 519 6919
e-mail: ebrodthagen@cencenelec.eu
EUROCAE
Samira Bezza
Office Support Manager
tel.  33 1 40 92 79 30  - fax 33 1 46 55 6

Fonte: UNI

Riportiamo, di seguito, una e-mail ricevuta ieri (20.04.2010) dal CNR

AEROCLOUDS avvista  la nube del vulcano “E”  (Eyjafjallajokull)  

Ieri, 19 Aprile, la nube del vulcano “E” (Eyjafjallajokull) è stata avvistata per la prima volta sull’Italia da alcuni dei gruppi della rete Aeroclouds, un progetto di ricerca italiano coordinato dall’Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Cnr (Isac-Cnr). La nube è stata rilevata in mattinata su Firenze e a Monte Cimone (Appennino Modenese) e nel pomeriggio su Roma. Il fenomeno prosegue tuttora (20 APRILE ore 12) con caratteristiche non dissimili da quelle di ieri. Finora la concentrazione del particolato nella nube è nettamente più bassa di quella generalmente mostrata, ad esempio, dai trasporti di sabbie sahariane che interessano la nostra regione il 25% dei giorni dell’anno.
Il radar-laser (Lidar) dell’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Cnr di Firenze ha rilevato la presenza della nube tra i 2000 e i 3000 m di altezza il 19 aprile. Simulazioni modellistiche delle traiettorie a queste quote confermano la provenienza di quest’aria dall’Islanda. Cattive condizioni meteo hanno ridotto l’operatività del Lidar nel pomeriggio e nella mattinata del 20 aprile.
Le osservazioni condotte dall'Isac-Cnr presso la Stazione "O. Vittori" di Monte Cimone (Mo) hanno evidenziato, a partire dalle ore 11:00 del  19 Aprile, un aumento della concentrazione del particolato atmosferico, sia nella frazione fine che grossolana. Il fenomeno si è intensificato a partire dalle ore 22:00 dello stesso giorno, con punte massime di PM10 pari a circa 30 μg/m3 nel corso della mattinata del 20 Aprile. Tali valori non sono tuttavia più elevati di quelli che si registrano a Monte Cimone in concomitanza dei fenomeni di trasporto di sabbia sahariana che regolarmente interessano il Sud Europa.
I radar-laser (Lidar) dell’Isac-Cnr di Roma hanno rivelato la presenza della nube tra i 2000 e i 4000 m di altezza nel pomeriggio del 19-4 e nella notte 19-20 aprile. La concentrazione stimata delle polveri era dell’ordine dei 15 μg/m3. Alle 12 del 20 aprile la posizione della nube è sostanzialmente invariata e leggermente diminuita in concentrazione.
In realtà la nube non è una sola, più strati viaggiano a quote diverse a seconda di quando e a quale quota il vulcano li ha immessi in atmosfera. Ad esempio, un aumento del segnale lidar registrato il 19-4 a Roma tra 8 e 14 km di quota è anch’esso compatibile con masse d’aria provenienti dall’Islanda.
Il monitoraggio della rete CNR Aeroclouds prosegue. 

Per informazioni:
Lidar Aerosol ISAC-Roma: Gian Paolo Gobbi 328-9112953
Lidar Raman ISAC-Roma: Fernando Congeduti 339-2905972
Lidar Aerosol IFAC-Firenze Massimo Del Guasta 055 5226423
Monte Cimone (Mo) ISAC - Bologna (Mo) Paolo Cristofanelli 328 4847572

Fonte: CNR

 

  

21/04/2010

Dispositivi anticaduta: ritirato il riferimento alla EN 353-1

Il 23 marzo scorso è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. L75 una decisione della Commissione che ritira il riferimento della norma EN 353-1:2002 "Dispositivi per la protezione individuale contro le cadute dall'alto - Parte 1: Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida", conformemente alla direttiva 89/686/CEE del Consiglio sui dispositivi di protezione individuale.
Il testo dell'Articolo 1 riporta che "Il riferimento della norma EN 353-1:2002 "Dispositivi per la protezione individuale contro le cadute dall’alto - Parte 1:
Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida" è ritirato dall’elenco delle norme armonizzate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea."
Il Regno Unito ha sollevato un'obiezione formale nei confronti della EN 353-1:2002, ritenendo che:

  • le specifiche relative alle istruzioni per l'uso non soddisfano le prescrizioni della direttiva

  • il metodo di prova previsto non analizza condizioni di caduta ragionevolmente prevedibili come una caduta all'indietro o una caduta sul fianco, il che comporta un rischio significativo di malfunzionamento del sistema.

Dopo aver esaminato la norma EN 353-1:2002, la Commissione non ha ritenuto pienamente soddisfatti i requisiti essenziali di salute e sicurezza di cui alle sezioni 1.1.1, 1.4 e 3.1.2.2 dell’allegato II della direttiva 89/686/CEE.
La norma europea è stata adottata dal
Comitato europeo di normazione (CEN) il 12 marzo 2002. Il riferimento a tale norma è stato pubblicato per la prima volta nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. C203 del 28 agosto 2003.

Fonte: UNI

   
21/04/2010

Parchi gioco, le norme UNI per una manutenzione ideale

Le belle giornate primaverili spingono genitori, nonni e babysitter ad accompagnare i più piccini al parco giochi che - soprattutto nelle grandi città - è ormai l’unico luogo dove i bambini possono trascorre ore serene all’aria aperta. Purtroppo però anche in queste aree verdi si possono talvolta verificare incidenti dovuti ad attrezzature non correttamente installate o - più frequentemente - non sottoposte ad una adeguata manutenzione.
Per fornire regole comuni e innalzare il livello di protezione dei più piccoli contro i rischi di infortunio durante il gioco, UNI ha messo a disposizione la serie di norme UNI EN 1176 dedicate proprio a tutte le attrezzature installate nelle aree da gioco a uso individuale e collettivo come altalene, scivoli, giostre, attrezzature oscillanti.
In particolare la UNI EN 1176-7 fornisce una guida per l'ispezione e la manutenzione sia delle attrezzature da gioco sia delle superfici. Ad esempio il prato, oltre a essere bello esteticamente, ha anche utili proprietà di assorbimento dell'impatto. L'esperienza ha dimostrato che, se sottoposto a una buona manutenzione, è normalmente efficace per altezze di caduta fino a 1 metro.

Manutenzione
In tema di manutenzione la norma UNI EN 1176-7 fa una distinzione tra manutenzione ordinaria e manutenzione correttiva.
La prima dovrebbe tenere conto delle condizioni locali e delle istruzioni del fabbricante che possono influire sulla frequenza di ispezione necessaria. Tra le misure preventive che la norma suggerisce di adottare sono importanti in particolare: il serraggio degli elementi di fissaggio; la riverniciatura e il ritrattamento delle superfici; la manutenzione di eventuali pavimentazioni ad assorbimento di impatto; la lubrificazione dei giunti; la pulizia; la rimozione di vetri rotti e altri detriti o contaminanti; l’aggiunta di materiali di riporto sfusi sino al livello corretto; la manutenzione delle aree libere.
La manutenzione correttiva dovrebbe invece comprendere misure per correggere i difetti o per ristabilire i necessari livelli di sicurezza delle attrezzature e delle pavimentazioni. Tali misure dovrebbero includere la sostituzione degli elementi di fissaggio, la saldatura o la risaldatura, la sostituzione delle parti usurate o difettose e la sostituzione dei componenti strutturali difettosi.

Le attrezzature: requisiti di sicurezza
Per quanto riguarda le attrezzature vere e proprie presenti nelle aree da gioco (scivoli, altalene, attrezzature oscillanti, giostre...), a definire i requisiti di sicurezza è invece la prima parte della stessa norma. La
UNI EN 1176-1 "Attrezzature e superfici per aree da gioco - Parte 1: Requisiti generali di sicurezza e metodi di prova" si applica a tutte le attrezzature destinate alle aree da gioco a uso individuale e collettivo. Nella norma vengono considerate le protezioni contro le cadute (l'altezza dei corrimano deve essere fissata tra 60 e 85 cm; i corrimano, i parapetti e le balaustre devono sempre iniziare dal punto più basso delle rampe), le finiture delle attrezzature (non vi devono essere componenti sporgenti appuntiti o taglienti, le saldature devono essere levigate, i bulloni all’interno di qualsiasi parte accessibile devono sempre essere coperti), le protezioni contro l'intrappolamento di parti o di tutto il corpo o degli abiti. Le attrezzature da gioco, infine, devono essere progettate in modo da consentire agli adulti di assistere e di intervenire nel momento in cui i bambini si dovessero trovare in difficoltà.

La norma UNI EN 1176 - messa a punto dai fabbricanti di attrezzature, progettisti di parchi gioco, grandi acquirenti, gestori di spazi pubblici/privati e rappresentanti dei consumatori - in caso di contestazioni o incidenti costituisce il riferimento per le autorità giudiziarie per verificare la conformità delle attrezzature e quindi le responsabilità penali e civili derivanti da eventuali infortuni.

Attrezzature da gioco gonfiabili
Tra le attrezzature che fanno la gioia dei bambini bisogna ricordare che esistono anche le attrezzature da gioco gonfiabili: si tratta di quelle grosse strutture (ad esempio castelli, grossi scivoli e montagne gonfiabili) che generalmente si trovano nei parchi gioco itineranti, ma possono essere presenti anche al coperto, ad esempio nelle ludoteche Su questo argomento UNI ha pubblicato la norma
UNI EN 14960 “Attrezzature da gioco gonfiabili - Requisiti di sicurezza e metodi di prova”.
La norma stabilisce le caratteristiche dei tessuti/materiali con i quali vengono fabbricate queste strutture. Innanzitutto tali materiali non devono essere infiammabili, devono avere un'adeguata robustezza e resistenza agli strappi e alle lacerazioni in funzione dei carichi ai quali vengono sottoposti, devono avere sufficiente capacità di ritenere l'aria per permettere il loro gonfiamento quando vengono pressurizzate e, infine, devono essere in grado di riprendere la loro forma (sagoma) originaria dopo una deformazione sotto carico.
Per quanto riguarda la manutenzione di questo tipo di attrezzature, la norma stabilisce che queste devono essere ispezionate a intervalli adeguati che assicurino di poter rilevare e ovviare a tempo debito al loro deterioramento. Anche in questo caso la manutenzione può essere preventiva ("di routine"), volta a mantenere i livelli di sicurezza e le prestazioni, oppure correttiva, con una serie di misure volte a correggerne i difetti o ristabilire i livelli necessari di sicurezza.

Per informazioni tecniche:

Divisione Sanità, alimentazione, materiali e beni di consumo
e-mail:
beniconsumo@uni.com

Per informazioni commerciali:

Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail:
diffusione@uni.com

Fonte: UNI

 

  

21/04/2010

Indumenti per bambini: corde e lacci sotto accusa

Secondo un rapporto appena pubblicato dalla Commissione Europea, i vestiti per i bimbi sono quelli meno in regola. Sotto accusa la pericolosità dei cordoncini e dei lacci passanti. Evitare incidenti è possibile osservando gli standard di sicurezza europei recepiti in Italia dall’UNI: ecco le regole da seguire per vestire i piccoli in tutta sicurezza
Un capo d'abbigliamento su 10 non rispetta i requisiti europei di sicurezza. A lanciare l'allarme è la Commissione Ue che ha pubblicato i risultati dei controlli fatti dalle autorità di vigilanza di 11 Stati membri dell'Unione europea su 16.000 capi d'abbigliamento tra l'agosto del 2008 e il febbraio del 2010. Secondo il rapporto i meno sicuri risultano essere i vestiti per i bimbi: corde e lacci, soprattutto quelli presenti nella zona del collo, possono rimanere impigliati nelle biciclette o nelle porte e possono addirittura strangolare i bambini più piccoli.
Proprio per evitare che si possano verificare simili situazioni, per quanto riguarda l'abbigliamento dei bambini l'UNI ha recentemente pubblicato una norma - la UNI EN 14682 - che si occupa proprio di questo particolare aspetto di sicurezza dei capi di vestiario. La norma fissa infatti i requisiti riguardanti i cordoncini e i lacci passanti che si trovano su questi prodotti ai quali vengono imputati numerosi incidenti (a volte fatali) dovuti al possibile rischio di strangolamento o di intrappolamento.
La norma prevede requisiti diversi per le seguenti due fasce di età: bambini piccoli (dalla nascita fino ai 7 anni), bambini e giovani (dai 7 ai 14 anni), ed in ogni caso si applica a tutti i capi di abbigliamento che possono essere indossati da ragazzi fino all'altezza di 182 cm e da ragazze fino all'altezza di 176 cm.
Per quanto riguarda i laccetti che vengono utilizzati per stringere un capo o chiuderlo, questi devono essere fissati al capo in almeno un punto equidistante dalla fine del laccetto, evitando in questo modo che il laccetto si possa sfilare completamente dal capo stesso.
Corde chiuse ad anello, che abbiano la funzione di chiudere il capo o che abbiano entrambe le estremità attaccate al capo, devono avere una circonferenza non superiore a 7,5 cm di lunghezza.
Per i bambini da 0 a 7 anni (fino a 134 cm di altezza) non si possono utilizzare laccetti, corde funzionali o corde decorative nei cappucci e nella zona del collo mentre per i bambini da 7 a 14 anni sono ammessi solo laccetti di forma circolare (ad anello, senza estremità libere) con le seguenti caratteristiche:

  • quando il capo è aperto (in posizione rilassata) il laccetto circolare non deve sporgere dal capo,

  • quando il capo è chiuso (in posizione “tirata”) la lunghezza della circonferenza sporgente non deve essere superiore a 15 cm.

I laccetti al giro vita devono sporgere massimo 14 cm dal capo aperto-rilassato e massimo 28 cm quando il capo è chiuso-tirato per la taglia stabilita dall’etichetta. Corde funzionali e decorative non devono superare 14 cm di lunghezza. Non ci devono essere laccetti e corde funzionali o decorative che sporgano dall'orlo inferiore dei capi di abbigliamento.
Per tutti gli indumenti da 0 a 14 anni, in tutte le aree non citate precedentemente, i laccetti, le corde funzionali e decorative non devono comunque sporgere più di 14 cm quando il capo di abbigliamento è regolato alla massima apertura (a capo rilassato).
La norma EN 14682 è stata citata nella Gazzetta ufficiale europea ai sensi della direttiva sulla Sicurezza Generale dei Prodotti (2001/95/EC) recepita in Italia dal Codice del Consumo D.L. 6 settembre 2005, n. 206: ciò significa che è ritenuta la soluzione ottimale per garantire la sicurezza di questi prodotti.

Per informazioni tecniche:

Divisione Sanità, alimentazione, materiali e beni di consumo
e-mail:
beniconsumo@uni.com

Per informazioni commerciali:

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Fonte: UNI

   
21/04/2010

Convegno CNA, UNI e CEI: innovazione tecnologica ed ecosostenibilità elementi fondamentali per la ripresa economica

Innovazione tecnologica, attenzione per l’ambiente, efficienza energetica. Saranno questi fattori, secondo quanto emerso dal convegno "Uscire dalla crisi: strategie e prospettive per il mercato dell’impiantistica" svoltosi venerdì 16 aprile a Milano, a costituire il volano per la ripresa economica delle imprese impiantistiche italiane.
Il convegno si è tenuto in occasione della giornata di studio Renzo Sangiorgi promossa da
CNA Installazione e Impianti con il patrocinio di UNI e CEI.
La conferenza ha visto la partecipazione di Alessandro Santoro (Direttore Generale UNI), Roberto Bacci (Direttore Generale CEI), Franco Bianchi (Presidente Nazionale CNA Installazione Impianti), Lorenzo Bellicini (Direttore Cresme), Francesco Castorina (Segretario Generale CIG) e Ivan Malavasi (Presidente Nazionale CNA).
Il Presidente Nazionale della CNA, in una considerazione sull’attuale situazione dell’Italia, dichiara: "Risparmio energetico e basso impatto ambientale sono elementi fondamentali per il rilancio del settore dell’impiantistica e dell’edilizia. Dispiace tuttavia constatare che in Italia le ditte che sviluppano sistemi per la produzione di energie rinnovabili, quali i pannelli fotovoltaici o le tecnologie eoliche, non siano numericamente e dimensionalmente rilevanti, specialmente se paragonate ad altre nazioni dell’Europa. Sarebbe opportuno che lo Stato incentivasse maggiormente la ricerca dalla quale possano scaturire iniziative imprenditoriali di questo genere".
I relatori dopo un’attenta analisi delle dinamiche che hanno causato la crisi che ha investito il mercato dell’impiantistica, un settore che conta secondo le ultime stime circa 230.000 imprese di installazione di impianti elettrici, termoidraulici e generici, hanno delineato gli scenari e le possibili strategie per fronteggiare la flessione del comparto e aprire nuove prospettive per lo sviluppo di un settore dalle grandi potenzialità.
Le imprese impiantistiche attive su tutto il territorio nazionale rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo dell’economia italiana: sono infatti realtà che hanno contribuito a creare ricchezza e occupazione. I dati Istat relativi al decennio 1991-2001 delineano chiaramente l’andamento di un settore che, seguendo il trend positivo del mercato delle costruzioni, è cresciuto significativamente registrando un progressivo aumento nel numero di imprese (+75%) e degli occupati (+53%).
Il ridimensionamento del mercato dell’edilizia, che registra una flessione per il quarto anno consecutivo dal 2007, si è ripercosso inevitabilmente sul settore dell’impiantistica.
Un’indagine del CRESME sui bilanci di 1000 imprese della filiera delle costruzioni ha evidenziato come già nel 2008, l’11% di queste fosse condizionato da margini operativi negativi e perdite di bilancio, e il 12% da margini operativi positivi e perdite di bilancio dovute a esposizioni finanziarie.
Secondo le previsioni più ottimistiche il comparto residenziale dovrebbe tornare a crescere nel biennio 2012-2013 grazie agli effetti positivi di politiche governative per favorire l’ampliamento delle unità immobiliari esistenti e la costruzione di nuove unità in regime di edilizia convenzionata. Questa tendenza sembrerebbe confermata anche dal crescente numero di domande per la defiscalizzazione degli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, cresciute nel 2009 del 16%, valore massimo raggiunto dal 1998, anno in cui sono state introdotte le agevolazioni.

La riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente e l’innovazione tecnologica saranno dunque i motori del prossimo ciclo edilizio e favoriranno la crescita del settore dell’impiantistica. In questo contesto l’Energy Technology, l’Innovation Communication Technology e il Facility Management avranno un ruolo sempre più rilevante. L’innovazione, la formazione e l’aggiornamento professionale, la promozione di scelte imprenditoriali orientate alla qualità, saranno fondamentali per fare emergere le eccellenze e permettere agli installatori di impianti di distinguersi dalla concorrenza.
Le imprese di impiantistica che vorranno competere e restare sul mercato dovranno conoscere le tecnologie e i nuovi approcci della produzione edilizia, ormai sempre più orientata a concetti di ecosostenibilità e di efficienza energetica.
Il risparmio energetico, la domotica e i nuovi modelli di architettura a tutela dell’ambiente funzioneranno da catalizzatori per l’evoluzione del settore delle costruzioni e dunque dell’impiantistica stessa.
La riqualificazione del patrimonio immobiliare secondo criteri di ecosostenibilità grazie all’introduzione di nuovi materiali, sistemi di climatizzazione ad alta efficienza energetica, nuovi software di ausilio alla progettazione per calcolare l’effettivo fabbisogno energetico degli edifici imporranno agli impiantisti e ai progettisti di percorrere strade alternative rispetto a quelle seguite sino ad oggi.
Secondo Franco Bianchi, Presidente Nazionale CNA Installazione Impianti, le imprese di impiantistica dovranno favorire la diffusione di una cultura orientata all’efficienza energetica e alla salvaguardia ambientale. Solo governando il processo di innovazione tecnologica il settore dell’impiantistica sarà in grado di avere un ruolo di primo piano nella progettazione edilizia: "Negli ultimi dieci anni uno dei principali temi del cambiamento del settore delle costruzioni sta nella crescita di funzione e di importanza del comparto dell’installazione di impianti che è significativamente cresciuto sia in termini di numero di imprese, sia per quanto riguarda il numero degli occupati. In un contesto, dove le imprese artigiane sono l’85% del totale ed occupano il 67% della manodopera, è evidente il ruolo che giocherà il nostro settore nei nuovi scenari di mercato che saranno maggiormente caratterizzati dall’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente ai nuovi standard di efficienza energetica ed al maggiore uso di tecnologia nelle abitazioni. Tutto ciò, però, comporterà l’esigenza di una maggiore qualificazione, formazione ed aggiornamento da parte degli operatori".

Per ulteriori informazioni:

CNA Installazione Impianti
Via G. A. Guattani, 13 - 00161 Roma
Tel. 06/441881
Email:
installazione.impianti@cna.it

Fonte: UNI

 

  

21/04/2010 Tavola rotonda "LED e risparmio energetico" e Convegno "Color & texture: lighting innovation 2010" Simbolo dell'innovazione in campo illuminotecnico, i LED hanno grandi potenzialità in termini di benefici ambientali e di risparmio energetico. La tavola rotonda organizzata dal Politecnico di Milano e da ENEA, che si terrà a Milano il prossimo 5 maggio, offre spunti di riflessione per una corretta valutazione dei sistemi a LED. Interverranno rappresentanti del mondo dell'industria, della normazione, dei laboratori di prova e della ricerca: è previsto un intervento di Marco Dipilato, esperto del gruppo di lavoro "Fotometria" della commissione UNI "Luce e illuminazione". [ Scarica la locandina ]

Fonte: UNI

     
21/04/2010

EFFICIENZA ENERGETICA: LE MODALITà PER GLI INCENTIVI

Il decreto legge del 25 marzo 2010, n° 40, all'articolo 4 ha previsto l'istituzione di un Fondo per interventi a sostegno della domanda, per particolari settori in crisi, finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro.
Per gli immobili ad alta efficienza energetica, il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n° 79 del 6-4-2010, disciplina le modalità di erogazione delle risorse del Fondo di cui sopra, fissando (v. art. 1) un ammontare dei contributi pari a 60 milioni di euro per l'acquisto di tali immobili, nonché le relative modalità di accesso.
Di seguito si riportano le prime valutazioni sulle modalità applicative del decreto, integrate con istruzioni operative che il Ministero ha pubblicato sull'apposito sito internet creato per dare informazioni sugli incentivi messi a disposizione dallo Stato.
In alcuni casi non vi è piena concordanza tra i contenuti del decreto e le istruzioni scaricabili da internet e, per taluni aspetti, si attendono ulteriori chiarimenti da parte del Ministero.

Contributo unitario
L'ammontare unitario del contributo è fissato all'articolo 2, comma 1 lettera s, ponendolo in relazione alla superficie dell'immobile ed al risparmio di energia, rispetto ai limiti di legge, per ciò che riguarda la climatizzazione invernale.
- Il contributo è pari a 83 euro per metro quadrato di superficie utile, nel limite massimo di 5.000 euro per singolo immobile, nel caso in cui la prestazione energetica sia migliore almeno del 30% rispetto ai valori della Tabella 1.3, di cui all'allegato C n.1, del decreto legislativo 192/05.
- Il contributo è pari a 116 euro per metro quadrato di superficie utile, nel limite massimo di 7.000 euro per singolo immobile, nel caso in cui la prestazione energetica sia migliore almeno del 50% rispetto ai valori della Tabella 1.3, di cui all'allegato C n.1, del decreto legislativo 192/05
Il decreto non esplicita cosa si debba intendere per superficie utile ma, essendo il contributo legato all'efficienza energetica dell'immobile disciplinata dal d.lgs. 192/05, si ritiene corretto riferirsi alla definizione di superficie utile contenuta nell'Allegato A, pt.32, del d.lgs 192/05 che recita: "superficie utile è la superficie netta calpestabile di un edificio" riferita alle sole parti riscaldate (v. all.). Il dato della superficie utile è comunque contenuto nell'attestato di certificazione energetica dell'immobile (v. all. DM 26 giugno 2009 "Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici").
Per quanto riguarda i valori di energia primaria da conseguire per la climatizzazione invernale, essi vanno calcolati facendo riferimento alla Tabella 1.3 "Valori limite, applicabili dal 1 gennaio 2010, per il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale per metro quadrato di superficie utile interna dell'edificio, espresso in kWh/m2 anno", relativa agli edifici residenziali, contenuta nell'Allegato C del d.lgs 192/05 (v. all.).

Certificazione energetica
Il raggiungimento della prestazione energetica richiesta deve essere certificato sulla base delle procedure fissate dal d.lgs 192/05, da un soggetto accreditato.
Ciò significa che chi procederà alla certificazione, dovrà basarsi sull'intero quadro normativo delineato dal d.lgs 192/05, comprese le modifiche ed integrazioni apportate dal d.lgs 311/06 e dai decreti attuativi successivamente pubblicati, con particolare riferimento alle metodologie di calcolo, alle norme di riferimento, alle caratteristiche dei software utilizzati (v. all. DPR 59/2009 e DM 26 giugno 2009 "Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici" e news Ance correlate).
Per quanto riguarda il soggetto che deve rilasciare la certificazione energetica, è bene ricordare che ad oggi si è ancora in attesa del DPR previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo 192/05 che deve fissare i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici. Oggi, quindi, occorre riferirsi all'Allegato III del decreto legislativo 115/2008, dove sono indicate le caratteristiche professionali richieste ai soggetti che devono rilasciare la certificazione energetica.
L'allegato III del D. lgs 115/08 stabilisce che vengano riconosciuti come Soggetti certificatori i "tecnici abilitati", ovvero tecnici operanti sia in veste di dipendenti di enti ed organismi pubblici o di società di servizi pubbliche o private (comprese le società di ingegneria) che di professionisti liberi od associati, iscritti ai relativi ordini e collegi professionali, ed abilitati all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti.
Ove il tecnico non sia competente nei campi sopra citati, egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la competenza.
Deve comunque essere assicurata l'indipendenza e l'imparzialità di giudizio dei Soggetti certificatori, tranne che nel caso di tecnici abilitati dipendenti che operino per conto di enti pubblici o di organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia.
Resta ancora da chiarire cosa debba intendersi per soggetto "accreditato". Forse con tale termine il Ministero intendeva fissare un ulteriore requisito, ovvero che i soggetti, oltre possedere le caratteristiche professionali fissate dalla legge, operino per enti di certificazione e/o di ispezione accreditati dall'Ente unico di accreditamento nazionale denominato "Accredia". Si attendono chiarimenti da parte del Ministero nei prossimi giorni.

Ulteriori requisiti
Ulteriori requisiti previsti per accedere al contributo: l'immobile deve essere di nuova costruzione ed acquistato per prima abitazione della famiglia.
Per quanto riguarda il requisito "nuova costruzione", facendo riferimento alla definizione fornita dal D. lgs 192/05, esso è un edificio per il quale la richiesta di permesso di costruire o denuncia di inizio attività, comunque denominato, sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso, ovvero dopo l'8 ottobre 2005.

Procedura per accedere al contributo
Occorre che il preliminare di compravendita dell'immobile sia stato stipulato con atto di data certa successivo alla data di entrata in vigore del decreto, ovvero dopo il 6 aprile 2010, ed il contratto definitivo di compravendita sia stipulato entro il 31 dicembre 2010.

Nei venti giorni precedenti la stipula del contratto definitivo di compravendita, il venditore deve procedere alla prenotazione del contributo presso il soggetto di cui si avvale il Ministero dello sviluppo economico che, come risulta dal sito del Ministero dedicato agli incentivi: http//incentivi 2010.sviluppoeconomico.gov.it/, risulta essere Poste Italiane.
Il venditore deve preliminarmente registrarsi contattando il numero verde 800 556 670, fornendo il codice fiscale, il codice REA e la provincia, il CAP e la località della sede dell'esercizio.
Terminata la registrazione, al venditore sarà assegnato il "Codice identificativo" da usare per le prenotazioni dei contributi.
A partire dal 15 aprile 2010, il venditore potrà verificare, sempre tramite il numero verde sopra indicato, la disponibilità delle risorse finanziarie e procedere, se si è nei venti giorni precedenti la stipula, alla prenotazione del contributo fornendo i seguenti dati:
- Settore di appartenenza del prodotto (immobili ad alta efficienza energetica)
- Tipologia del prodotto (prestazione energetica migliore del 30% o del 50% rispetto ai limiti fissati dal decreto)
- Superficie utile sulla quale viene calcolato il contributo (indicata nell'attestato di certificazione energetica)
- Estremi dell'acquirente (codice fiscale e dati bancari per il successivo accredito del contributo)
- Prezzo base (al lordo di IVA)
Al momento della stipula del contratto definitivo di compravendita, deve essere confermata la prenotazione del contributo e deve essere allegato l'attestato di certificazione energetica, questo ai soli fini dell'ottenimento dei contributi.

Per l'erogazione del contributo, entro 45 giorni dalla stipula, l'acquirente deve trasmettere a Poste Italiane la seguente documentazione:
- richiesta di rimborso contenete la ricevuta di registrazione della prenotazione e l'autodichiarazione firmata in formato Check list dei documenti allegati (compilabile e scaricabile dal portale)
- copia documento di identità dell'acquirente;
- codice fiscale dell'acquirente;
- dati bancari dell'acquirente;
- copia autentica del contratto definitivo di compravendita, riportante l'indicazione dell'incentivo, munita degli estremi della registrazione.

Allegati:
DL 25 marzo 2010, n .40
DM 26 marzo 2010
All. A d.lgs 192/2005
All.C d.lgs 192/2005
All. III d.lgs 115/08

Allegati

Fonte: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Palermo

    
21/04/2010

Ultime novita' Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas

Delibera VIS  24/10
Avvio di un procedimento nei confronti di Acea Distribuzione S.p.A.

Delibera VIS  23/10
Avvio di un procedimento nei confronti di A2A Reti Elettriche S.p.A

Fonte: Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas

 

  

21/04/2010 Environmental Management and Sustainability
 

New specification for carbon neutrality

PAS 2060 Specification for the demonstration of carbon neutrality

Climate change and greenhouse gas (GHG) emissions are now a critical issue facing businesses. Actions to reduce carbon footprints are important and Government, industry and communities are responding to this issue in various ways. So, why not take the first step with PAS 2060?

Publicly Available Specification (PAS) 2060 gives general requirements to be met by anyone wanting to demonstrate carbon neutrality. It looks at the quantification, reduction and offsetting of greenhouse gas (GHG) emissions from any product, service, event or building.

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BS EN ISO 14001 is the international standard to help your business with environmental management systems. It gives your business an outline of how to meet its environmental policy and objectives. Use the standard to implement an environmental management system from scratch or to improve on your existing one.

BS EN ISO 14001 is useful to any business that wants to:

  • Implement, maintain and improve an environmental management system

  • Assure itself  and others of its conformance with its stated environmental policy

  • Seek certification/registration of its environmental management system by an external organization

  • Make a self-declaration of conformance with this international standard.

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BS 8580:2010 Water quality – Risk assessments for Legionella control – Code of practice

Legionnaires’ disease is a rare but severe pneumonia with a relatively high fatality rate. It can be caused by someone becoming infected by:

  • Water systems being contaminated with the bacteria

  • The contaminated water turning into droplets fine enough to form an aerosol for transmission to people

  • The victim becoming exposed to the droplets by breathing it or consuming it in other ways

  • The victim catching the infection.

BS 8580 gives recommendations and guidance on the assessment of the risk of legionellosis presented by artificial water systems. It applies to risk assessments being undertaken on premises, plant and systems for the first time.

Have your say on the draft now

Fonte: BSI

    
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