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20 APRILE 2010

  

   

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20/04/2010 La prevenzione del disagio psicosociale lavorativo e delle dipendenze negli addetti alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali: primi risultati di una esperienza in territorio fiorentino

ABSTRACT. PREVENTION OF PSYCHOSOCIAL ISSUES AND DRUG ADDICTION IN WORKERS EMPLOYED IN BUILDING GREAT INFRASTRUCTURES: FIRST OUTCOMES OF AN EXPERIENCE IN THE FLORENCE AREA. The research on stress, mobbing, and substance dependence in workers employed in the building of the great infrastructures is part of the project Euridice-Ten. The 75% of the workers employed took part in the research through an anonymous and structured questionnaire. The Clinica del Lavoro of the University of Milan elaborated the data. They point out a high risk of stress, a low level of control, a marked risk of mobbing, a high chronic fatigue in the most exhausting jobs, sleep disorders, problems in the social life as well as at home, in nourishment and at work. Many workers drink too much alcohol and the 9% of the workers know workers who use cocaine.
Key words: prevention, psychosocial issue, infrastructures, substance dependence, stress, mobbing.

Introduzione
Il progetto, denominato Euridice, già ampiamente sperimentato in passato in situazioni lavorative industriali (1), ha durata triennale (2008-2010). Esso è frutto della collaborazione della ASL 10 di Firenze con la Cooperativa di Studio e Ricerca Sociale Marcella scs Onlus di Como e con il Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Università di Milano. Si prefigge la messa a punto di un modellotipo di prevenzione dello stress, del mobbing, del disagio psicosociale e dell’uso/abuso di sostanze alcoliche, psicotrope, tabacco, della dipendenza da giochi d’azzardo nei lavoratori dei cantieri autostradali dell’ampliamento della A1 in area fiorentina, replicabile e trasferibile a livello nazionale ed europeo. Quanto esposto nella presente comunicazione è relativo al primo anno di progetto.

Soggetti, materiali e metodi
Il progetto durante il primo anno si è articolato in varie fasi, partendo dalla costituzione del setting di progetto istituzionale, costituito dagli enti ed organismi che hanno firmato un protocollo di intesa e operativo, che si avvale di medici, psicologi del lavoro, psicologi clinici, sociologi, educatori e assistenti sociali, appartenenti alla U.F. TAV & Grandi Opere, al Ser.T. e alla U.F. Salute Mentale per la ASL 10, alla Cooperativa Marcella di Como e al Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Università di Milano. Il gruppo ha effettuato la scelta delle imprese oggetto di indagine, limitandola per il primo anno alle tre aziende capofila che sono leader nel settore a livello nazionale, e degli strumenti di indagine. Si è proceduto quindi alla fase esecutiva di raccolta ed analisi dei dati, ed infine alla divulgazione dei risultati alla comunità scientifica, ai lavoratori e alle imprese, con due seminari, il primo di presentazione del progetto e il secondo dedicato alle problematiche del Cantiere Etico (2). Il gruppo di lavoro pluridisciplinare ha deciso di dare un ruolo centrale alla soggettività dei lavoratori, confer-

 ..... continua >>

Autori: L. Carpentiero1, G. Costa3, G. De Luca4, S. Piovanelli2, D. Venè2, S. Righini4, M. Marini4, S. Baldanzi4, A. Selvi4, S. Scalas4, M.G. Cassitto3, S. Sartori5, D. Lacangellera5, A. Bosco4
1 Azienda Sanitaria Firenze, UF TAV & Grandi Opere, Via di San Salvi 12, 50135 Firenze
2 Azienda Sanitaria Firenze, SERT Mugello, Via Niccolai 23, 50039 Borgo San Lorenzo (FI)
3 Dipartimento di Medicina del Lavoro Università di Milano e Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, Via San Barnaba 8, 20122 Milano
4 Cooperativa di Studio e Ricerca Sociale Marcella via della Pace 19, 22070 Lurago Marinone (CO)
5 Istituto di Statistica Medica e Biometria “G. Maccaccaro”, Università degli Studi di Milano, Via Venezian 1, Milano

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2009; 31:3, 287-290

    
20/04/2010 Incidenti sul lavoro: nel primo trimestre 2010 la maglia nera per numero di morti va alla Lombardia - E' la Lombardia a conquistare nei primi tre mesi del 2010 il poco lusinghiero primato delle morti sul lavoro. Su 107 decessi registrati in Italia in questo periodo, il 18,7% sono avvenuti in Lombardia. Lo afferma un'indagine condotta dall'Osservatorio sulla sicurezza di "Vega Engineering" di Mestre.
Le altre regioni nelle quali è stata riscontrata la più alta incidenza di morti bianchi sono, nell'ordine: Puglia (11,2%), Sicilia (8,4%), Veneto e Lazio (7,5%). Agricoltura ed edilizia, con il 29% e 21,5%, i settori più colpiti, insieme con oltre il 50% dei decessi sul lavoro.

Fonte: ANMIL

    
20/04/2010 FAQ sicurezza nei condomini - Geppus, un nostro abbonato storico nonche' collaboratore del Forum, ha segnalato oggi una nuova serie di FAQ del Ministero del Lavoro sulla sicurezza nei condomini.

Un cordiale saluto a Geppus ed un sentito grazie a nome di tutti i frequentatori di Sicurezzaonline.it continua >>

   
20/04/2010 Radiazioni ottiche artificiali continua >>

Fonte: ExpoSicuramente

   
20/04/2010

Relazione del Dr. Eduardo Costagliola, Responsabile U.O. Controllo e Vigilanza Sanitaria, su “Il ruolo del Medico Competente nella valutazione dei rischi”.

CLICCA

Fonte: ASL Palermo

    
20/04/2010
Il ruolo degli enti Paritetici nel Testo Unico continua >>

Fonte: CPT Palermo

   
20/04/2010

Manutenzione dei carrelli elevatori

La sicurezza dei carrelli elevatori dipende strettamente dalla manutenzione. Il carrello, i freni, il dispositivo di guida (sterzo), il dispositivo di sollevamento, i dispositivi di sicurezza e il restante equipaggiamento devono essere in perfetto stato di funzionamento poiché un'aviaria di queste componenti può provocare gravi infortuni. Qui di seguito è spiegato passo per passo come eseguire efficacemente la manutenzione.

La manutenzione comprende le seguenti operazioni:

  • ispezione: controllare se i carrelli elevatori presentano danni dovuti all'invecchiamento, all'usura, alla corrosione, al normale utilizzo o ad agenti esterni (logorio delle forche, allentamento delle catene, usura dei freni);
  • manutenzione: pulire e mantenere in buono stato le singole componenti dei carrelli elevatori secondo le istruzioni del fabbricante (ad esempio lubrificare secondo gli intervalli prestabiliti, pulire la batteria di trazione);
  • riparazione: sostituire o riparare le componenti fortemente usurate o danneggiate (ad esempio sostituire i tubi idraulici guasti).

La vostra azienda dispone di un sistema gestionale, ad esempio secondo ISO 9001:2000? Se sì, gli interventi di manutenzione sono integrati nei processi lavorativi?

Se la vostra azienda non dispone di un sistema gestionale documentato, occorre elaborare un piano di manutenzione. Un piano di questo tipo serve a fare l'inventario di tutti i carrelli elevatori (e delle altre macchine e dispositivi) nonché a pianificare, controllare e documentare gli interventi di manutenzione.

Il metodo descritto qui di seguito si rivela particolarmente efficace a livello pratico:

1° passo
Instandhaltungsbedarf erfassen
Elencare tutti i carrelli elevatori presenti in azienda nel modulo „Piano di manutenzione“,
codice 66121.i (link in Waswo).

Come procedere
Il datore di lavoro deve provvedere affinché i collaboratori usino soltanto carrelli elevatori sicuri, regolarmente sottoposti a manutenzione secondo le disposizioni. Per realizzare questo obiettivo i responsabili dei veicoli devono eseguire la manutenzione secondo le istruzioni di lavoro oppure in base ad una lista di controllo e documentarla in un apposito registro.   

2° passo
Raccogliere la documentazione
Procurarsi le istruzioni per l'uso e la manutenzione di tutti i carrelli elevatori dell'azienda e dei relativi accessori (ad esempio le ganasce per fusti).

Come procedere
Il commerciante/distributore che mette in circolazione una macchina deve fornire le istruzioni in italiano, tedesco o francese, a seconda delle esigenze del compratore.
Se nelle istruzioni per l'uso mancano le disposizioni relative alla manutenzione, solitamente è possibile reperirle presso il costruttore o il fornitore. Se non sono disponibili (ad esempio perché i veicoli sono molto datati), si può fare riferimento alle istruzioni per la manutenzione dei carrelli elevatori con caratteristiche simili.
Fare in modo che i carrellisti e gli addetti alla manutenzione possano consultare in qualsiasi momento le istruzioni per l'uso e la manutenzione.   

3° passo
Definire le competenze
Riportare nel piano di manutenzione i nomi degli addetti.

Come procedere
La manutenzione dei carrelli elevatori deve essere affidata a personale specializzato. I manutentori devono essere in possesso di una formazione adeguata, avere esperienza con queste macchine e conoscere le regole tecniche generalmente riconosciute. In particolare, devono essere in grado di valutare il livello di sicurezza dei carrelli e degli accessori. Sono adatti per questa funzione, ad esempio, i meccanici che hanno svolto una formazione presso un produttore o un fornitore di carrelli elevatori.
Se l'azienda non dispone di personale specializzato, la manutenzione deve essere affidata ai tecnici della ditta produttrice o fornitrice (vedi
controllo di sicurezza SWISSLIFTER).   

4° passo
Stabilire un calendario dei lavori
Segnare gli intervalli di manutenzione nel piano di manutenzione.

Come procedere
Per i carrelli elevatori esposti a particolari agenti ambientali (pioggia, polvere intensa, sbalzi di temperatura ecc.), gli intervalli di manutenzione devono essere stabiliti in base alle condizioni d'esercizio. È consigliabile fissare tali intervalli con il fornitore o costruttore. Per informazioni in proposito consultare le istruzioni per l'uso e la manutenzione.   

5° passo
Controllare e documentare la manutenzione

Come procedere
Controllare regolarmente la messa in pratica del piano di manutenzione. Documentare nell'apposito modulo (con data e visto) gli interventi di manutenzione eseguiti. Questa pratica garantisce l'adempimento degli obblighi di cui all'
articolo 32b dell'ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (OPI) (www.admin.ch). Disporre di una documentazione che attesti la corretta manutenzione delle attrezzature di lavoro e degli impianti secondo le disposizioni di legge può essere utile al datore di lavoro nel caso in cui si verifichi un infortunio.

Fonte: SUVA (Svizzera)

 

  

20/04/2010

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

Campionamento polveri ambientali

PSC ristrutturazione scala condominiale, accessi al cantiere

lo stress riduce le difese immunitarie: ci sono le prove

Impresa artigiana + coadiuvante familiare

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
20/04/2010
Shift Work and Long Work Hours - According to 2001 data from the Bureau of Labor Statistics, almost 15 million Americans work evening shift, night shift, rotating shifts, or other employer arranged irregular schedules. The International Labour Office in 2003 reports that working hours in the United States exceed Japan and most of western Europe. Both shift work and long work hours have been associated with health and safety risks. This page provides links to NIOSH publications and other resources that address demanding work schedules. continua >>

Fonte: NIOSH

    
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