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10/03/2010 |
Nanostrutture magnetiche ed a semiconduttore
Nanostrutture magnetiche
L’attività è
incentrata sulla crescita di materiali artificiali
nanostrutturati (in genere a strati di spessore nano o
subnanometrico) e la loro caratterizzazione con varie tecniche
spettroscopiche e microscopiche.
Vengono in
particolare considerati materiali magnetici confinati
spazialmente su scala nanometrica. Film ultrasottili con
accoppiamento antiferromagnetico, film sottili di ossidi,
interfacce ferromagnete/semiconduttore e multistrati di terre
rare e metalli di transizione ne costituiscono esempi tipici. Queste
strutture innovative vengono realizzate mediante deposizione in
vuoto su substrati monocristallini, mediante tecniche assistite
da laser (PLD, Pulsed Laser Deposition) o di
epitassia da fasci molecolari (MBE).
I campioni
sono caratterizzati con diagnostiche in-situ quali: diffrazione
di elettroni a bassa e alta energia (LEED e
RHEED), spettroscopia Auger, fotoemissione
eccitata da raggi X e ultravioletti (XPS,
UPS), diffrazione di fotoelettroni (XPD). Le
proprietà elettroniche e magnetiche vengono analizzate sempre in
situ mediante spettroscopie elettroniche, anche con risoluzione
in spin, e tecniche basate sull’effetto Kerr magnetoottico (MOKE).
Quest’ultima tecnica viene usata anche con risoluzione spaziale
(ex-situ) e a temperatura variabile (fino a 10 K) per lo studio
delle fluttuazioni statistiche del processo di isteresi
magnetica.
E’ attiva
anche un’attività volta alla definizione laterale delle
nanostrutture mediante tecniche litografiche (sia con luce che
con fasci elettronici), unitamente a un cannone a fascio ionico
(IBE) per la definizione laterale dei dispositivi. Un
sistema di deposizione per sputtering è disponibile per la
realizzazione di contatti elettrici e la crescita di diversi
materiali, anche isolanti. Misure di trasporto in un criostato
all’elio con magnete superconduttore permettono lo studio delle
caratteristiche elettriche e di magneto-trasporto.
Avendo a che
fare con micro- e nanostrutture, è senz’altro importante
disporre di tecniche microscopiche. In tal campo le attività
riguardano sia microscopia ottica tradizionale (microscopia
confocale), che a campo vicino (SNOM, Scanning
Near Field Optical Microscopy), che altre tecniche a scansione (STM,
AFM e
MFM, Scanning Tunneling,
Atomic e Magnetic Force Microscopy), nonché microscopia
elettronica anche con sensibilità alla specie chimica (SAM,
Scanning Auger Microscopy).
Le suddette
tematiche sono inserite nelle attività del Centro di Eccellenza
NEMAS
istituito dal
MIUR presso il Politecnico di Milano per l’Ingegneria
dei Materiali e delle Superfici Nanostrutturati, e del Centro
Interuniversitario (Politecnico di Milano-Università di Milano
Bicocca)
LNESS
(Laboratorio di Nanostrutture Epitassiale su Silicio e per
Spintronica)
Nanostrutture a semiconduttore
L’attività di ricerca del laboratorio di
eterostrutture e nanostrutture su silicio del laboratorio
L-NESS (Como) è
focalizzata alla fabbricazione e caratterizzazione di
eterostrutture e nanostrutture in materiale semiconduttore. Il
punto di forza del laboratorio è senza dubbio la possibilità di
affiancare a processi di crescita epitassiale “tradizionali”
nuove tecniche di deposizione sviluppate dallo staff del
laboratorio. In particolare la deposizione da fase vapore
assistita da plasma a bassa energia (Low Energy Plasma Enhanced
Chemical Vapor Deposition -LEPECVD) è quella che offre le
maggiori potenzialità nel campo della micro- e opto-
elettronica. La LEPECVD, è stata progettata per la realizzazione
di transistor ad alta velocità basati sulla tecnologia strained
silicon. Di recente la LEPECVD ha dimostrato la propria
superiorità rispetto alle altre tecniche di deposizione per
quanto riguarda la mobilità di lacune in eterostrutture con
strained germanium. Ulteriori utilizzi prevedono la
realizzazione di dispositivi optoelettronici basati sul
silicio-germanio (SiGe) come fotorivelatori e guide d’onda.
In combinazione con altre tecniche di crescita come la
deposizione epitassiale per fasci molecolari (Molecular Beam
Epitaxy – MBE) la LEPECVD permette l’integrazione di dispositivi
basati su semiconduttori di tipo III-V su silicio. In
particolare ad L-NESS è attiva una linea di ricerca per la
realizzazione di celle fotovoltaiche ad alta efficienza per
applicazioni spaziali. Una altra combinazione di materiali
diversi sono etterostrutture ossido/Si cresciutte tramite MBE
per future applicazioni in microelettronica.
Il laboratorio è attivo anche nel campo della crescita di
nanostrutture auto-organizzate e loro studio tramite microscopia
a scansione ad effetto tunnel (Scanning Tunneling Microscopy –
STM) in vacuum.
Il processo di formazione di tali nanostrutture è di natura
statistica e di conseguenza la dimensione e la distribuzione
spaziale delle nanostrutture ottenute non è perfettamente
controllabile. La tecnica di litografia tramite fascio
elettronico (electron beam lithography) in combinazione con la
tecnica RIE (reactive ion etching) è utilizzata non solo per la
fabbricazione di strutture artificiale nanometriche, ma anche
per la strutturazione di substrati prima della crescita
epitassiale in modo da aumentare il controllo sulla dimensione e
distribuzione spaziale delle nanostrutture.
Oltre alle attività concentrate su strutture epitassiale, nel
laboratorio è stata attivata di recente una linea di ricerca
dedicata alla crescita di silicio nanocristallino per celle
fotovoltaiche e sensoristica tramite LEPECVD.
Fonte: Politecnico di Milano - Dipartimento di Fisica |
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10/03/2010 |
La futura norma ISO
26000 sulla responsabilità sociale giunta alla bozza finale
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La
futura norma ISO 26000 sulla responsabilità sociale ha fatto un
ulteriore importante passo in avanti: la bozza sottoposta a votazione nelle
scorse settimane (il voto degli enti normatori membri ISO si è chiuso il 14
febbraio scorso) può ora passare alla versione FDIS (Final
Draft International Standard), in pratica l’ultimo passaggio prima che il
documento venga pubblicato ufficialmente come norma internazionale.
L’iter, dal voto favorevole ottenuto dal DIS al raggiungimento dello status di
bozza finale (FDIS), si è necessariamente allungato per dare modo al gruppo di
lavoro (l’ISO/WG
SR) di valutare e prendere in debita considerazione i commenti ricevuti da
quei membri ISO e da quelle organizzazioni che hanno collegamenti con il gruppo
di lavoro - e che, a vario titolo, rappresentano il più vasto campo degli "stakeholder"
(i portatori di interesse) – i quali, pur non avendo diritto di voto, seguono
direttamente i lavori di elaborazione della norma esprimendo, in termini meno
formali, il proprio giudizio.
Ora, a seguito della votazione favorevole di
febbraio e della valutazione approfondita dei commenti ricevuti, il Gruppo di
lavoro ISO sulla responsabilità sociale ha concluso che sussistono i requisiti
per registrare il documento come versione FDIS.
Con questa importante decisione ora l’ISO/WG SR si concentrerà con maggior
dettaglio sui ben 2.650 commenti ricevuti nel corso della fase di votazione,
così da ottenere il più ampio consenso sull’elaborazione finale del documento.
Con questo obiettivo fondamentale, a livello operativo si intendono individuare
i temi principali scaturiti da questa ingente mole di commenti e farne il perno
della discussione in occasione della prossima riunione del gruppo di
lavoro ISO in programma a Copenhagen nel mese di maggio.
Dopo la riunione di Copenhagen sarà quindi elaborata una nuova versione del
documento che sarà sottoposta per due mesi a un’ulteriore votazione. Se al
termine di questo periodo il FDIS otterrà un responso favorevole, la norma ISO
26000 potrà finalmente vedere la luce. Se i tempi saranno rispettati, questo
indicativamente potrà avvenire entro la fine dell’anno.
Si è dunque giunti ad una fase cruciale dei lavori normativi.
A conferma del grande e proficuo lavoro finora svolto, l’ISO/WG SR ha voluto
esprimere ufficialmente il proprio ringraziamento a tutti coloro che hanno
partecipato, in particolare a coloro che hanno fatto pervenire i loro commenti,
sia di ordine positivo che negativo. Tutti saranno presi in considerazione e
grazie ad essi sarà infine possibile sviluppare un testo che realmente sia
l’espressione di un largo consenso.
La futura norma ISO sulla responsabilità sociale fornirà una guida generale
sull’argomento - basata su un consenso internazionale - in grado di incoraggiare
in futuro l’adozione delle migliori pratiche in questo ambito. La ISO 26000 fa
infatti tesoro delle concrete iniziative di responsabilità sociale sinora messe
in atto nel settore sia pubblico che privato.
L’ISO/WG SR è composto da 436 esperti e 195 osservatori, in rappresentanza di 94
paesi e 42 organizzazioni collegate.
Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail:
diffusione@uni.com
Fonte:
UNI |
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10/03/2010 |
Presentata a Milano la nuova UNI 9795 sui sistemi fissi automatici di
rivelazione e di segnalazione incendio - Alla presenza di circa un centinaio di
partecipanti, si è tenuto oggi a Milano presso la sede UNI l’incontro di
presentazione della norma UNI 9795 "Sistemi fissi automatici di
rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione
ed esercizio".
La norma, pubblicata a gennaio di quest’anno, definisce i criteri per la
progettazione, l'installazione e l'esercizio dei sistemi fissi automatici di
rivelazione e di segnalazione di allarme antincendio, destinati a essere
installati in edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso.
L’incontro è servito per fare un quadro dell’attuale situazione normativa in
materia e per illustrare nel dettaglio le novità introdotte nel testo della
norma tecnica rispetto alla precedente edizione risalente a cinque anni fa. Non
sono mancati inoltre i riferimenti al quadro legislativo, in particolare al
Decreto Ministeriale 37/2008 che fissa obblighi e responsabilità delle ditte
installatrici.
L’aspetto della effettiva funzionalità degli impianti è un punto cruciale in
merito al quale si concentrano tanto gli sforzi legislativi quanto quelli di
ordine tecnico. Per questo la rispondenza alla "regola dell’arte" per tutti gli
impianti è diventata un elemento che da un lato qualifica in termini competitivi
e dall’altro tutela in termini di responsabilità.
All’incontro hanno partecipato tra gli altri Paolo Borloni e
Mirco Damoli, membri della commissione tecnica UNI "Protezione attiva
contro gli incendi", Cristiano Fiameni, Funzionario tecnico UNI della
medesima commissione tecnica, Umberto Paroni, Segretario CT 20 CEI e
Alessandra Toncelli, Responsabile Servizio Centrale Legale Federazione
ANIE.
La nuova UNI 9795. Sistemi fissi
automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e d'allarme incendio -
Milano, 4 marzo 2010
Fonte:
UNI |
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10/03/2010 |
VADEMECUM MARCATURA CE SERRAMENTI (UNI EN 14351-1) [ >> ]
Fonte:
Istituto Giordano |
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10/03/2010 |
Fonte:
Consiglio Regionale del Veneto |
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10/03/2010 |
PUBBLICATA LA NUOVA
EDIZIONE DELLA GUIDA AL
CONTO
ENERGIASul sito del GSE,
www.gse.it,
è possibile consultare e scaricare la quarta edizione della Guida al
Conto Energia.
La pubblicazione, curata dal Gestore dei Servizi Energetici in
collaborazione con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, è un
facile e completo strumento di consultazione per tutti coloro che
intendono realizzare un impianto fotovoltaico e richiedere al GSE i
relativi incentivi.
La nuova guida riporta l’aggiornamento delle tariffe
incentivanti ai valori del 2010 e tiene conto dell'evoluzione del
quadro normativo in seguito alla pubblicazione della legge Sviluppo
99/09 e della delibera AEEG ARG/elt 186/09.
La Legge 99/09 introduce numerose misure a favore dello sviluppo
del fotovoltaico in Italia. Tra queste sono da evidenziare:
- i Comuni fino a 20mila abitanti possono richiedere, per
gli impianti di cui sono proprietari di potenza fino a 200 kW, il
servizio di scambio sul posto senza tener conto dell’obbligo di
coincidenza fra il punto di immissione e il punto di prelievo;
- il Ministero della Difesa può usufruire di un analogo
servizio di scambio sul posto anche per impianti di potenza maggiore
di 200 kW.
La modifica più rilevante della delibera dell’Autorità 186/09 è
invece quella che prevede la possibilità, per gli utenti dello
scambio sul posto, di richiedere al GSE il rimborso monetario
dell’eventuale credito maturato a fine d’anno.
Guida al Conto Energia
Fonte:
GSE |
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10/03/2010 |
Classificazione dei luoghi pericolosi: nuove Norme CEI in materia di atmosfere esplosive
3 marzo 2010
Il CEI ha
recentemente pubblicato la Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI
31-87) “Atmosfere esplosive – Parte 10-1:
Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la
presenza di gas” e la Norma CEI EN 60079-10-2 (CEI
31-88) “Classificazione dei luoghi. Atmosfere
esplosive per la presenza di polveri combustibili”.
La Norma
CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87) tratta la classificazione
dei luoghi ove possono manifestarsi dei pericoli associati
alla presenza di gas o vapori o nebbie infiammabili e può
essere utilizzata come base per effettuare la corretta
scelta ed installazione di apparecchiature per l’uso in un
luogo pericoloso. Si applica ai luoghi in cui vi può essere
il pericolo di accensione dovuto alla presenza di gas o
vapori infiammabili, in miscela con aria in condizioni
atmosferiche normali, ma non si applica a miniere con
possibile presenza di grisou; luoghi di trattamento e
produzione di esplosivi; luoghi dove il pericolo può
manifestarsi per la presenza di polveri o fibre
combustibili; guasti catastrofici non compresi nel concetto
di anormalità trattato nella Norma; locali adibiti ad uso
medico; ambienti domestici.
La Norma
contiene le definizioni e le spiegazioni dei termini, nonché
i principi e le procedure fondamentali relativi alla
classificazione dei luoghi pericolosi.
La Norma
CEI EN 60079-10-2 (CEI 31-88), pubblicata
contemporaneamente alla Parte 10-1, si occupa
dell’identificazione e della classificazione dei luoghi ove
sono presenti atmosfere esplosive dovute a polvere e strati
di polvere combustibile, al fine di consentire un’adeguata
valutazione delle sorgenti di accensione presenti in questi
luoghi. I principi della Norma possono anche essere seguiti
nei casi in cui fibre combustibili o residui volanti
combustibili possono causare un pericolo.
Questa
Norma è destinata ad essere applicata dove può esserci un
rischio dovuto alla presenza di atmosfere esplosive dovute a
polvere o strati di polvere combustibile, in condizioni
atmosferiche normali.
Le norme si
rivolgono a costruttori, progettisti e verificatori.
Le norme
sono disponibili presso tutti i punti vendita CEI e il CEI
WebStore al prezzo rispettivamente di € 151,00 (prezzo Soci
€ 121,00) e di € 94,00 (prezzo Soci € 75,00).
Fonte: CEI |
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10/03/2010 |
Fully Networked Car 2010 propels International Standards towards electric
future
This year's Fully Networked Car workshop organized by the World Standards
Cooperation (WSC), a partnership between ISO, IEC and ITU, was held on 3-4 March
at the Geneva International Motor Show 2010 and focused on the latest
developments in technology and network requirements for electric cars.
For the fifth year running WSC brought together the key players involved in
the development of standards to present their perspectives and strategies on the
current and future role of information and communication technologies (ICT) in
motor vehicles.
Among the discussions featured at this year's workshop were the car
industry's new challenges and major changes, such as responding quickly and
innovatively to the pressures brought about as a result of the 2008-2009
economic crisis and the call for sustainability, at the economic, environmental
and societal levels.
Today's communication capabilities give cars the potential to foresee and
avoid collisions, navigate the quickest route to their destination, make use of
up-to-the-minute traffic reports, identify the nearest available parking slot,
minimize their carbon emissions and provide multimedia communications.
Furthermore, environmental concerns have led to the development of new
propulsion, such as hybrid, plug-in, electric and fuel cell. Large amount of
resources have been invested in research and development, but harmonization on
the many standards that exist at a proprietary or regional level is missing. As
one participant said “we are in a unique position where we can create or
harmonize on International Standards that will assist in the uptake of new
technologies and allow increasing economies of scale. We need to get on with
harmonization."
In his opening remarks, Rob Steele, ISO Secretary-General, on behalf of WSC,
said:
"There is the need for standardization of essential technologies to provide
the solid base for further innovation and the economies of scale for
commercialization of technologies, such as batteries. Most interestingly of all,
is the urgent need to consider the interoperability of all of this technology
not only in the car, but in the wider infrastructure that is needed to support
this revolution."
"For example, not only is there a need for convergence of standards in
batteries, there is also a need for interconnectivity to recharge, service,
replace or recycle these batteries. Standardization and coordination between
vehicle manufacturing, standards organizations and ICT industries is crucial to
the development of new technologies such as this."
ISO has developed more than 800 standards for the automotive sector,
including nearly 100 on intelligent transport systems through its two technical
committees active in the issues addressed by the workshop: ISO/TC 22,
Road
vehicles and ISO/TC 204,
Intelligent transport systems.
The development of electric vehicles is an important issue today (and becomes
a reality).
For example, ISO recently published a three-part standard ISO 6469, which
provides safety specifications for electrically propelled road vehicles (ISO
6469-1:2009, Electric road vehicles – Safety specifications – Part 1:
On-board rechargeable energy storage system (RESS); ISO 6469-2:2009,
Electric road vehicles – Safety specifications – Part 2: Vehicle
operational safety means and protection against failures and ISO
6469-3:2001, Electric road vehicles – Safety specifications – Part 3:
Protection of persons against electric hazards).
The long-awaited and much anticipated International Standard for road traffic
safety management systems is currently being developed by ISO. The future ISO
39001, Road-traffic Safety management systems - Requirements with guidance
for use, will help improve the migration process of
traffic safety technology into vehicles
Fonte: ISO |
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10/03/2010 |
New ISO brochure clarifies distinctions between International Standards and
"private standards"
2010-03-09
International Standards and "private standards"
Any organization may claim to have developed a "standard", but "not all
standards are created equal", states ISO in a new brochure clarifying the
distinctions between International Standards of the type developed by the ISO
system, using well described and accepted principles and disciplines, and
"private" standards developed by industry consortia and potentially other
groupings.
The context for the brochure,
International Standards and
"private standards", is the concern over the potential of
increasing numbers of "private standards" for creating technical barriers to
trade and confusion in the market-place as to which standards should be used.
ISO warns that the existence of a growing multitude of private standards in
such fields as information and communication technologies, agri-food, and on
social and environmental issues, may ultimately confuse users and consumers,
thereby diminishing their important market, safety, social or environmental
effect.
"In addition," states ISO, "claims of conformance, using potentially
inconsistent methodologies for their assessment, may also undermine the intended
impacts of such private standards."
ISO is a nongovernmental organization and its membership comprises the
national standards institutes of 159 countries who, in turn have strong links
with stakeholders from industry, government and consumers. Such a broad range of
stakeholders, along with the robust processes ISO uses for developing standards,
provides the basis for consensus across sectors and countries on its
International Standards.
ISO points out in the brochure that its International Standards are developed
according to principles stipulated by the World Trade Organization's Technical
Barriers to Trade Committee (WTO/TBT):
- Transparency
- Openness
- Impartiality and consensus
- Effectiveness and relevance
- Coherence
- Addressing the concerns of developing countries.
Other standards developed to meet the needs of specific sectors, or segments
of the population, may be perfectly valid and relevant for their purpose, but
should not be considered as equivalent to ISO standards because they do not
adhere to the above criteria, nor do they share all of the other attributes of
formal international standards.
However, because ISO's voluntary standards do meet these criteria, as do
those of its partner organization the International Electrotechnical Commission
(IEC), their standards can, for example, be used by governments as technical
support for public policy and regulations, particularly in such fields as health,
safety and the environment.
"Coherence, harmonization and a closer level of cooperation between the
developers of private standards and the formal International Standards system
needs to occur," ISO states in the brochure, concluding, "Ultimately, the goal
of one International Standard, one test and one certificate should be pursued in
these domains in order to achieve global acceptance, as well as their intended
impacts."
International Standards and "private standards", eight pages, A4
format, is published in English (ISBN 978-92-67-10518-5) and French
editions (ISBN 978-92-67-20518-2). It is available free of charge (fee for
postage and handling of bulk orders) from the ISO Central Secretariat through
the
ISO Store or by contacting the Marketing, Communication & Information
department (see right-hand column). It can also be obtained from ISO national
member institutes (see the
complete list with contact details). The brochure can also be
downloaded as PDF file free of charge from the ISO Website.
Fonte: ISO |
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