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1 MARZO 2010 |
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| 01/03/2010 |
Stress lavorativo nei lavoratori
della sanità: valutazione dei benefici a breve-medio termine di un corso di
formazione in ambito ospedaliero RIASSUNTO. La valutazione di efficacia di
interventi formativi in azienda è un tema poco trattato ma di grande rilevanza
in ordine all’opportuna destinazione delle risorse economiche disponibili. Il
presente contributo ha come obiettivo la valutazione di efficacia di un
intervento di sviluppo delle risorse umane che ha coinvolto 13 U.O. dell’Azienda
Ospedaliera San Gerardo di Monza cui hanno aderito volontariamente circa 300
dipendenti. È stato messo a punto un questionario autocompilativo somministrato
in tre fasi [baseline (t0), post-test (t1: a un mese di distanza dalla baseline),
follow-up (t2: a 6 mesi di distanza dal pre-test)] al gruppo sperimentale e ad
un gruppo di controllo omogeneo al gruppo sperimentale. I risultati rilevano la
presenza di un effetto significativo del corso sugli indicatori di benessere
psicologico e di risorse psicologiche al t1; al follow-up si riscontra solo una
parziale permanenza dell’effetto rilevato al t1. L’esperienza condotta ha
consentito di verificare la possibilità di valutare l’efficacia di interventi
formativi tramite disegni sperimentali messi a punto ad hoc. I risultati hanno
messo in evidenza l’efficacia a breve termine dell’intervento relativamente ai
livelli di adattamento psicologico e di risorse psicologiche; mentre si rileva
una ridotta efficacia dell’intervento nel lungo periodo. ABSTRACT. The efficacy evaluation of training courses in organizations is not widespread; however it is a fundamental issue for an appropriate allocation of available economic resources. The aim of this work is the evaluation of efficacy of a training course for the development of human resources attended by health professionists in S. Gerardo Hospital, Monza. A structured questionnaire was administered to evaluate efficacy. An experimental group of 300 health professionists attending the training course and a control group of 300 health professionists not attending the course, were asked to fill-in the questionnaire at baseline (t0), one month later - after the course - (t1: post-test), and six months later (t2: follow-up). Results highlight the medium-term (t1) efficacy of the training course and a reduced long-term (t2) efficacy in promotion of psychological adjustment and personal resources. This experience is an example of efficacy evaluation of training course in organizations using ad hoc experimental design. Key words: evaluation of efficacy, training course, human resources. 1 L’intervento, per l’“Evoluzione e la valorizzazione del potenziale personale e di team”, svoltosi nell’autunno 2004 presso l’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza, è stato promosso e finanziato dalla Fondazione Med Tronic Italia. La struttura del corso, ad adesione volontaria, prevedeva sei edizioni ciascuna strutturata in un primo livello di intervento (2 giornate consecutive) cui è seguito un cosiddetto periodo esperienzale di 4 settimane, ed un successivo secondo livello (2 giornate consecutive). Introduzione Materiali e metodi Autore: V. Viganò Fonte: G Ital Med Lav Erg 2009; 31:2, 233-235 |
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| 01/03/2010 |
IRSA-CNR Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche - Brugherio
Comunicato stampa: Fiume Lambro: ci mancava il petrolio
Il Fiume Lambro rappresenta da decenni una delle principali sorgenti di inquinamento antropico lungo il corso del Fiume Po. Gli studi condotti dall’Istituto di Ricerca Sulle Acque (IRSA)-CNR fin dalla metà degli anni settanta hanno contribuito prima ad identificare e poi a quantificare il fenomeno, fissando per il Lambro in circa il 30% il contributo al carico totale di inquinanti che viene veicolato dal grande fiume padano nel Mare Adriatico. La pressione urbana, industriale ed agricola di uno dei territori più sviluppati dell’Europa sono la causa dello stato di degrado elevato delle acque, che nei recenti due decenni ha visto crescere l’attenzione degli Enti gestori anche a seguito dell’adeguamento normativo alla Direttiva Quadro sulle Acque, adeguamento a cui l’IRSA ha fornito un contribuito rilevante per lo sviluppo delle metodologie per la classificazione della qualità ecologica. Nel tratto a monte della città di Milano a partire dalla metà degli anni ottanta prima il depuratore di San Rocco, della attuale ALSI (Alto Lambro Servizi Idrici), poi il depuratore di Merone, dell’ASIL (Azienda Servizi Integrati Lambro), hanno contribuito a determinare un recupero significativo delle acque del Fiume Lambro, con presenza di fauna ittica, miglioramento della biodiversità della fauna bentonica e ad un aspetto visivo più accettabile delle acque. Un analogo sforzo gestionale è stato realizzato in quest’ultimo decennio anche a valle di Milano, con la costruzione/ampliamento degli impianti di depurazione di Nosedo, Milano San Rocco e di Peschiera Borromeo, raggiungendo nel 2005 l’obiettivo di trattare la totalità delle acque reflue della metropoli lombarda. La situazione alle soglie del secondo decennio di questo secolo dava segnali di speranze positive rispetto alla situazione di massimo degrado delle acque raggiunto nel passato, nonostante le difficoltà a raggiungere ancora livelli qualitativi accettabili. In questo contesto si viene ora a inquadrare il problema dello sversamento nel Lambro di una notevole quantità di petrolio e di oli combustibili verificatosi lo scorso 23 Febbraio. Nonostante che l’impatto sull’ecosistema fluviale sia stato in parte attenuato dall’aver “sacrificato” l’impianto di depurazione dell’ALSI, in cui è stata trattenuta una parte rilevante dei prodotti petroliferi pervenuti attraverso il collettore consortile, la grande quantità di idrocarburi in gioco determinerà un significativo impatto per un certo tempo sulla fauna fluviale. Una situazione solo in parte alleviata dalle portate del fiume in queste settimane, dovute al lungo periodo piovoso che caratterizza questo inverno. In un corso d’acqua, infatti, portate elevate determinano la mobilizzazione degli oli pesanti eventualmente depositatisi sul fondo, mentre quelli più leggeri vengono maggiormente dispersi incrementando i problemi alle biocenosi acquatiche sensibili alla tossicità degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), degli idrocarburi alifatici e degli altri inquinanti più o meno solubili largamente presenti nei prodotti petroliferi riversati nel Lambro. La situazione idrologica attuale del Po può quindi favorire l’attenuazione del fenomeno acuto, ma non necessariamente attenua il problema dell’impatto a lungo termine sull’ecosistema. L’accumulo di idrocarburi nei sedimenti, infatti, potrà rappresentare una sorgente di esposizione a sostanze tossiche per un periodo molto lungo. Analizzando il problema dell’impatto nel contesto del bacino idrografico padano, le preoccupazioni devono però distinguersi in effetti ecologici sul Po ed effetti sanitari per l’uso potabile delle acque nella parte terminale del suo percorso. Se è difficile, in questo momento in cui l’emergenza è ancora in atto, identificare tutte le differenti e possibili conseguenze ambientali, perché ciò richiederebbe una definizione della reale distribuzione dell’onda di idrocarburi lungo il corso del Po, che non è ancora disponibile, vi è comunque un aspetto che richiede attenzione perché sarà un impatto inevitabile per il Mare Adriatico, l’ecosistema recettore finale. L’interruzione per alcune settimane della operatività dell’impianto ALSI di San Rocco determinerà, infatti, lo sversamento non depurato dei reflui urbani di circa settecentomila abitanti, con la formazione di un carico in eccesso di nutrienti che giungeranno alla foce del Fiume Po in un momento, l’inizio della primavera, durante il quale si hanno le prime fioriture algali, generalmente diatomee, che danno inizio ai naturali cicli stagionali. Esiste quindi una certa possibilità che si possano verificare situazioni di fioriture al di fuori della norma, con conseguenze anche sull’ecosistema marino prospiciente la foce del Po. Come si vede, le conseguenze di un atto criminale come quello avvenuto a Villasanta, nella provincia di Monza e Brianza, cioè in posizione centro occidentale del bacino idrografico del Po, avrà conseguenze complessive su tutto l’ecosistema sulla cui portata c’è ancora molto da capire. Si possono invece fin da ora considerare le conseguenze a livello sociale, poiché rovesciare intenzionalmente quella quantità di petrolio nel fiume Lambro è più di un reato, è una tragedia culturale ben difficilmente sanabile.
Emesso il 26 Febbraio 2010 |
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01/03/2010
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Senza lavoro e senza speranza di
trovarlo: in Italia 10 milioni di "inattive"
1 marzo 2010. Sono le donne che hanno rinunciato a trovare un'occupazione. Il loro profilo in un rapporto Isfol: vivono per lo più al Sud e a incidere sulla loro condizione non sono solo fattori di natura economica, ma anche tessuto sociale e modelli culturali di riferimento ROMA - Non lavorano e, soprattutto, hanno rinunciato a cercare
un'occupazione: sono le donne "inattive" italiane, ben nove milioni e 787mila
(dati Istat terzo trimestre 2009). Ma cosa spinge una donna a fare una scelta
simile? Nella maggior parte dei casi - oltre alla difficoltà di trovare un
impiego soddisfacente - a determinare la situazione è il modello culturale di
riferimento, supportato dalla situazione familiare. A far luce su questo
fenomeno in costante crescita sul territorio nazionale la ricerca, in fase di
pubblicazione, "L'inattività femminile in Italia: analisi dei fattori
determinanti", promossa dall'Isfol e realizzata attraverso la somministrazione
di un questionario con tecnica Cati a un campione di 6.000 donne nella fascia
d'età 25-45 anni. (ec/roma) Fonte: INAIL |
| 01/03/2010 |
Amianto: INAIL è parte civile nel
processo Eternit 1 marzo 2010. Il Tribunale di Torino ha respinto l'eccezione presentata dalla difesa della multinazionale, insieme a quelle di Inps, sindacati, Legambiente e Wwf. Il giudice: eventuali pericoli per la speditezza del procedimento possono essere contrastati con gli strumenti dell'udienza e non con una questione di legittimità costituzionale TORINO - L'INAIL è parte civile nel processo Eternit. Il Tribunale di Torino ha respinto questa mattina l'eccezione presentata dalla difesa della multinazionale, secondo cui l'Istituto non sarebbe stato legittimato a chiedere il rimborso dei 246 milioni di euro erogati a favore di 1.648 lavoratori colpiti dall'esposizione all'amianto. Stessa decisione anche nei confronti di Inps, sindacati, Legambiente, Wwf, Associazione famigliari vittime dell'amianto, Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Rubiera, così come per le persone che, il 10 giugno del '93, in occasione del primo processo Eternit agli allora vertici dello stabilimento di Casale Monferrato sottoscrissero una transazione.Nel motivare la propria decisione, il giudice ha rilevato, così, che - benché un numero molto elevato di parti civili costituite possa comportare un pericolo per la speditezza del processo - "questo può essere contrastato con gli strumenti dell'udienza e non con una questione di legittimità costituzionale". Tra le richieste di esclusione che sono state accolte, invece, figura una decina di associazioni fra cui il Codacons, l'Osservatorio nazionale amianto, l'associazione Monferrato oltre il mesotelioma e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e del territorio. Il giudice, infine, ha accolto la richieste di esclusione avanzata dai legali della Presidenza del Consiglio e dell'Unione europea, motivandola con una "carenza di legittimazione passiva". Fonte: INAIL |
| 01/03/2010 |
SISTRI
- Segnaliamo l'uscita del decreto di modifica e integrazione del SISTRI: |
| 01/03/2010 |
Legge
milleproroghe
- Segnaliamo la legge di conversione del decreto milleproroghe: |
| 01/03/2010 |
Installazione
da parte di un impresa di telecomunicazioni di un sistema di controllo
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali |
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| 01/03/2010 |
Campi elettrici e magnetici ELF: attività lavorative a rischio
Recentemente il Convegno organizzato dalla ASL di
Modena in collaborazione con ISPESL, ISS ed ASL di
Siena ha permesso di concentrare l'attenzione sulle
situazioni lavorative che espongono i lavoratori a
rischio da campi elettromagnetici (i CEM comprendono
in particolare le radiofrequenze, le microonde, le
radiazioni a frequenze estremamente basse ed i campi
elettrici e magnetici statici).
Numerose situazioni lavorative possono comportare esposizioni a campi elettromagnetici con livelli di campo sensibilmente più elevati di quelli tipici della popolazione generale. Esposizioni significative sono riscontrabili ad esempio nei processi di smerigliatura a mano e nella produzione di magneti permanenti; nei vari tipi di forni elettrici e nelle fonderie (fusione e trattamento dell'acciaio e di altri metalli) dove i lavoratori possono risultare esposti con continuità a campi magnetici; nelle centrali elettriche, per gli addetti alla manutenzione delle linee. Indagini effettuate nel nostro Paese su modelli di motrici delle Ferrovie dello Stato utilizzate negli ultimi 30 anni, hanno evidenziato anche una esposizione a campi magnetici per i macchinisti a causa degli alternatori e gruppi statici a bordo delle motrici. Ma valori molto più elevati sono previsti in seguito alla trasformazione delle attuali linee a corrente continua in linee a corrente alternata, nell'ambito dei progetti per l'alta velocità. Altri ambienti di lavoro espongono i lavoratori al rischio da campi elettromagnetici come quelli riferiti ai riscaldatori industriali a radiofrequenza e microonde, alle apparecchiature biomediche, agli apparati per telecomunicazioni così come anche i varchi magnetici e i sistemi antitaccheggio. Fonte: INCA |
| 01/03/2010 |
È on line teknicamente.it il portale per promuovere gli studi tecniciTeknicamente è un’iniziativa di
“Crescere nell’industria”, un progetto per aiutare i ragazzi e le loro famiglie
nella scelta della Scuola Superiore, valorizzando i nuovi indirizzi promossi
dalla Riforma Scolastica. Allo stesso tempo si fornisce un supporto all’attività
dei docenti che si occupano di orientamento. Fonte: Federchimica |
| 01/03/2010 |
Notiziario
dell'istituto Superiore di Sanita' (febbraio 2010)
continua >>
Fonte: Istituto Superiore di Sanita' |
| 01/03/2010 |
Lista di
controllo:
sili per trucioli di legno
Editore: Suva, 2006
Mezzo d'informazione: Lista di controllo, 4 pagine, A4
Lemma: legno, lista di controllo, segatura, silo, silo per
trucioli di legno, trucioli di legna
Codice: 67007.I
Lingua: Italiano
Lingue: D, F, I
Informazioni: Settore legno e servizi 041 419 62 42
Prezzo per PZ: 0.00 CHF
Visualizzazione/Download (PDF) Fonte: SUVA (Svizzera) |
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TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione: Aspiratori per polveri combustibili Perizia giurata impianti di protezione antincendio MACCHINA NUOVA O USATA? Distacco del Personale nei cantieri ediliVai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >> |
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| 01/03/2010 |
Video -
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| 01/03/2010 |
Motor Vehicle Safety continua >> Fonte: NIOSH |
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