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4 FEBBRAIO 2010

  

   

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SEMINARIO SICUREZZA NEGLI APPALTI PUBBLICI E PRIVATI  

   
04/02/2010
Stress e salute nei luoghi di lavoro: verso quali scenari
Dalla medicina del lavoro alla medicina nei luoghi di lavoro

RIASSUNTO. Viene presentata una breve revisione dei principali risultati ottenuti dalla ricerca biomedica sullo stress occupazionale. Lo stress attiva il sistema simpatico e adrenocorticale con possibili conseguenze dannose sull’apparato cardiovascolare. Negli studi sul campo le relazioni tra stress e malattia coronarica sono controversi, anche se nel contesto clinico e sperimentale la relazione tra disadattamento e disordine cardiovascolare è un fatto assodato. Risultati più stabili sui fattori psicosociali come determinanti di un incremento del rischio cardiovascolare si osservano in relazione al basso stato socio-economico di persone e gruppi. Per meglio descrivere i fattori in gioco è stato introdotto il nuovo concetto di “capitale sociale”, versione più sofisticata dei tradizionali costrutti di supporto, integrazione e coesione sociale. Per il futuro viene raccomandato un approccio interdisciplinare delle attività di sorveglianza sanitaria delle condizioni di vita e di lavoro.
Parole chiave: stress occupazionale, capitale sociale.

ABSTRACT. A short review of main results obtained in occupational stress research is presented. Stress activates the sympato-adrenal system with possible dangerous consequences on the cardiovascular apparatus. In field studies the relation between stress and coronary diseases is controversial. However, from a clinical and experimental perspective the relation between breakdown in adaptation and cardiovascular disorder is a fact. More consistent results on the psychosocial determinants of an increased cardiovascular risk are obtained when stress is studied in relation to the socio-economic condition of groups and individuals. To better embrace and describe such factors, a new theoretical contribution has been introduced: social capital. This is a more sophisticated version of social cohesion, social integration and social support. For the future, an interdisciplinary approach is recommended in health surveillance of life and work environmnent.
Key words: occupational stressors, social capital.

Introduzione
La parola stress, come si sa, proviene dall’inglese e indica l’azione di una forza che deforma un corpo. È stata introdotta in medicina sull’onda del movimento “fisicalista” (Scuola di Vienna) che, nella prima metà del secolo scorso, intendeva applicare alla biologia l’esattezza delle leggi matematiche. L’idea dello stress, centrata sulla problematica adattativa, è stata sviluppata con il contributo del fisiologo americano Walter Cannon, che, con i suoi studi sullo shock traumatico (Bodily changes in Pain, Hunger, Fear and Rage, 1915), mise per primo in evidenza il ruolo di emergenza dell’adrenalina. Ciò permise ad Hans Selye (1907-1982) di riprendere il concetto di omeostasi di Claude Bernard, formulando l’ipotesi della General Adaptation Sindrome (GAS), quale sistema almeno inizialmente adattativo a uno spettro molto ampio di stimoli. Nella ricerca fisiologicamente orientata, l’attivazione del sistema simpatico neurovegetativo e dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene costituisce il nucleo della “definizione operazionistica” della reazione di stress, ovvero degli eventi organici -”operazioni”- che la pongono in atto (1). Le ricerche fisiologiche si sono accompagnate alle osservazioni sulle conseguenze disadattive dei traumi psicologici nella genesi dei disturbi mentali, soprattutto a sfondo neurotico. Grandi sforzi sono stati compiuti per mettere insieme la considerazione della percezione soggettiva con lo svolgimento di meccanismi geneticamente determinati allo scopo di far fronte alla usura esistenziale. Il concetto di coping, sviluppato da Lazarus e Folkman (2) è la miglior rappresentazione di tali sforzi, per cui la risposta biologica è fortemente influenzata dalle risorse, capacità e conoscenze dei singoli individui. Pur nell’ambito di una visione che rimane fondamentalmente comportamentista, la personalità non è considerata solo come un recipiente di stimoli, ma come un fattore potentemente interattivo con la realtà.
A seguito degli sviluppi del concetto di salute come “benessere” - stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, secondo l’OMS (1946) - la pericolosità dello stress si è imposta, fino a diventare una delle folk illness più pervasive della nostra società. In tale concetto si tendono a racchiudere gli effetti biologici negativi del ..... continua >>

Fonte: G. Cesana 1, M.M. Ferrario 2
1 Centro Studi Sanità Pubblica, Università di Milano Bicocca, Villa Serena (Osp. San Gerardo), Monza
2 Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche - Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro - Università degli studi dell’Insubria, Varese

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2009; 31:2

   
04/02/2010 ISPESL: SEMPRE PIÙ GIOVANI VITTIME DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO
"Individuare strategie di intervento mirate ad una prevenzione del fenomeno, diffondendo informazione e formazione nelle scuole".
Sono soprattutto i giovani a rimanere vittime degli infortuni sul lavoro. Per lo più si tratta di persone al di sotto dei 34 anni e al primo impiego. Partendo da questi dati si rende necessaria una campagna di informazione e formazione che deve partire proprio dalle scuole. "Questi dati - ha sottolineato il professore Antonio Moccaldi, commissario straordinario dell'Ispesl - continuano a stimolare una riflessione in chi si occupa di prevenzione sulla necessità di individuare idonee strategie di intervento mirate ad una prevenzione del fenomeno evidenziando come permangono criticità in merito alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro all'interno dei percorsi Universitari e di avviamento professionale".
"Il Piano Sanitario Nazionale - prosegue Moccaldi - negli ultimi anni ha sottolineato un sensibile aumento di attenzione alla prevenzione anche nel settore della salute e della sicurezza occupazionale. Rispetto al passato non si parla più di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, ma di prevenzione dei rischi per la sicurezza e la salute, spostando l'attenzione degli effetti alle cause. Ma forse non basta: bisogna andare oltre, "giocare di anticipo" promuovendo la cultura della salute e sicurezza sin dalle prime classi della scuola dell'obbligo".
"In questo importante compito, la normativa in materia di tutela della salute e sicurezza del lavoro, ha fornito delle linee di indirizzo individuando non solo nella formazione dei lavoratori uno degli strumenti cardine per un'efficace prevenzione, ma proponendo un sostanziale passo in avanti: la facoltà per gli Istituti scolastici di inserire in ogni attività scolastica percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche ai fini della promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro. Il nostro obiettivo quindi è insegnare oggi ai ragazzi cosa significa essere lavoratori domani.”

Questi alcuni dei temi trattati nel corso del convegno ISPESL-CNEL “la Promozione della salute e della sicurezza nelle scuole. Puntiamo sulla prevenzione per crescere in sicurezza” che si è svolto la mattina del 28 gennaio 2010 a Roma presso il Parlamentino del Cnel.

Fonte: CNR

   
04/02/2010 Troppo internet porta alla depressione

È possibile che chi sostituisce le relazioni sociali reali con quelle virtuali sia più a rischio isolamento e depressione

MILANO- L'utilizzo eccessivo di internet potrebbe causare depressione. Ma potrebbe essere anche il contrario: cioè chi è già più incline alla depressione è maggiormente spinto a passare molte ore sul web. È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Psychopathology. Gli esperti dell'Università di Leeds hanno intervistato 1.319 persone tra 16 e 51 anni raccogliendo dati sul loro uso di internet e valutando la presenza e l'entità di sintomi depressivi; l'1,2% del campione è risultato affetto da dipendenza da web ed è emerso che l'essere connessi per un tempo eccessivo è associato a sintomi depressivi. È possibile che chi usa troppo internet al punto da sostituire le relazioni sociali reali con quelle virtuali sia più a rischio isolamento e depressione. continua >>

Fonte: Corriere.it

   
04/02/2010 Fondi interprofessionali per la formazione continua e operazioni societarie. Riflessi sulle attività gestionali. Ulteriori precisazioni continua >>

Lavoro occasionale di tipo accessorio. Legge Finanziaria 2010. Modifiche art. 70, decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 continua >>

Fonte: INPS

       
04/02/2010

Fonte: ADAPT

 

  

 

SEMINARIO SICUREZZA NEGLI APPALTI PUBBLICI E PRIVATI  

     
04/01/2010

L'impatto ambientale delle cicche di sigaretta

Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche quindi è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro. Di questo argomento si discute oggi presso la sede ENEA di Roma, durante la giornata di studio “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato”. Apre i lavori il Commissario dell’ENEA, Giovanni Lelli; partecipano all’incontro, i ricercatori ENEA e dell’AUSL Bologna che hanno pubblicato un’analisi su questo tema, la Società italiana di Tabaccologia, la Società chimica italiana, l’Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia, rappresentanti del Comune di Roma, dell’AMA e di Legambiente.
Sulla base della normativa inerente la classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose le cicche di sigarette dovrebbero essere classificate come un rifiuto pericoloso per l’ambiente e come tale trattate. Contrariamente a questo principio, invece, le cicche vengono immesse in ambiente senza nessun criterio e nessuna precauzione. A conferma di tale comportamento una recente ricerca delle Nazioni Unite ha messo in evidenza che le cicche sono nettamente al primo posto nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo. Inoltre le cicche di sigaretta non spente, buttate o abbandonate in ambiente esterno o in casa, possono provocare incendi in casa o di boschi.
Lo studio ENEA - AUSL di Bologna presentato oggi da Carmine Lombardi, Giuliana Di Cicco, Vincenzo  Zagà mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette.
Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. In effetti il carico nocivo di ogni cicca è basso (dell’ordine di milligrammi): il fattore che  amplifica il problema è proprio l’elevato numero di cicche prodotte. La valutazione si basa sul numero di fumatori (13 milioni), sul numero medio di sigarette fumate da ogni fumatore (15 sigarette al giorno), sui quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e sul numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno).

Riassumendo, tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (filtro) è possibile affermare, che il carico nocivo immesso in ambiente con le cicche è rilevante:

Nicotina

324 tonnellate

Polonio-210

1872 milioni di Bq

Composti organici volatili

1800 tonnellate

Gas tossici

21,6 tonnellate

Catrame e condensato

1440 tonnellate

Acetato di cellulosa

12240 tonnellate

Altro aspetto da considerare – più strettamente sanitario - è legato alla possibile ingestione di cicche da parte dei bambini di età inferiore a 6 anni, una fascia di età in cui i bambini tendono ad esplorare attivamente il mondo che li circonda. Lo studio sottolinea ancora che non esistendo  normative nazionali che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni, la maggior parte delle cicche imbrattano i marciapiedi e il suolo, o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole. Da tutto questi fattori emerge l’opportunità di classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente e trattarle come tale. I comuni, gli amministratori locali, i datori di lavoro – concludono i ricercatori- dovrebbero non solo emanare norme di comportamento,  ma anche installare, in analogia a quanto previsto per altre tipologie di rifiuti, appositi raccoglitori per le cicche. Inoltre è importante sensibilizzare i cittadini e soprattutto i giovani, al rispetto della propria e altrui salute. Questo significa che il problema delle cicche va affrontato da vari punti di vista, coinvolgendo diversi attori e notevoli risorse finanziarie. La sua risoluzione comunque è legata intimamente al modo di agire dei fumatori. Infatti, solo con una riduzione del loro numero e con un comportamento consapevole di questi soggetti è possibile ridurne l’impatto ambientale. Infine, è utile ricordare che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria. Poiché le cicche contengono gli stessi prodotti chimici presenti nel fumo è quanto mai evidente l’opportunità di classificare le stesse come prodotto tossico per l’ambiente. Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, definisce il fumo come la principale causa mondiale di malattia e di morte prevenibile. In Italia ogni anno oltre 80.000 persone vengono uccise dai prodotti delle combustione del tabacco, soprattutto sigarette.

  "Le cicche di sigaretta, un rifiuto tossico dimenticato"

Fonte: ENEA

      
04/02/2010 SISTRI: Autoriparatori: installazione black box previste dal Sistri
In seguito all'entrata in vigore del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI) le imprese iscritte al Registro Imprese esercenti attività di autoriparazione di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, sezione elettrauto possono presentare domanda di autorizzazione al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per poter effettuare il servizio di installazione delle black box.  
In base all'entrata in vigore del Decreto 17 dicembre 2009, infatti, nei prossimi mesi tutte le imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto di rifiuti avranno l'obbligo di installazione di una black box su ogni veicolo che trasporta rifiuti.  
Per poter effettuare il servizio di installazione le officine devono essere dotate di computer e collegamento a internet.  
Le imprese interessate possono presentare domanda di autorizzazione entro il 13 febbraio 2010 on-line tramite il sito
www.sistri.it oppure via fax al numero 800050863.  
I soggetti che avranno presentato domanda e che saranno risultati in possesso dei requisiti prescritti dovranno partecipare a corsi di formazione gratuiti per poter essere autorizzati all'installazione delle black box.  
Maggiori informazioni e il modulo per la domanda di autorizzazione sono disponibili al sito
www.sistri.it

Fonte: Cameradicommercio

      
04/02/2010 "The malignant mesothelioma epidemiological surveillance systems in Europe. Context, experiences, perspectives", convegno organizzato dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ispesl.

Consulta

Fonte: ISPESL

      
04/02/2010 "Neoplasie naso-sinusali, epidemiologia, eziologia, sorveglianza; confronto fra le esperienze di sorveglianza regionale e di ricerca già attive su questo argomento e stimolare le attività del Registro nazionale", convegno organizzato dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ispesl.

Consulta

Fonte: ISPESL

    
04/02/2010
Lista di controllo: Movimentazione manuale di carichi continua >>

Fonte: SUVA (Svizzera)

   
04/02/2010

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua evoluzione, sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:

luoghi di culto ... attività 83?

Formazione Ingresso Cantiere

Documenti che deve richiedere il coordinatore

SISTRI

Solo Lavoratori a domicilio

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TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

     
04/02/2010 Video - Chemical Hazard Information/Información sobre riesgos quími

    
04/02/2010 Computational Mechanics & Advanced Materials Group - Segnaliamo dall'Universita' di Pavia le seguenti pubblicazioni:

PUBLICATIONS in 2010

Papers in international journals

  1. T.J.R. Hughes, A. Reali, G. Sangalli. Efficient Quadrature for NURBS-based Isogeometric Analysis. Computer Methods in Applied Mechanics and Engineering, 199 (2010), 301-313.
  2. F. Auricchio, L. Beirao da Veiga, C. Lovadina, A. Reali. The importance of the exact satisfaction of the incompressibility constraint in nonlinear elasticity: mixed FEMs versus NURBS-based approximations. Computer Methods in Applied Mechanics and Engineering, 199 (2010), 314-323.
  3. J. Arghavan, F. Auricchio, R. Naghdabadi, A. Reali, S. Sohrabpour. A 3-D phenomenological constitutive model for shape memory alloys under multiaxial loadings. In press (published on line) on International Journal of Plasticity, doi: 10.1016/j.ijplas.2009.12.003.
  4. F. Auricchio, A. Reali, A. Tardugno. Shape-memory alloys: effective 3D modeling, computational aspects and design of devices. Accepted for publication on International Journal of Computational Materials Science and Surface Engineering.

Fonte: Universita' di Pavia

   
04/02/2010
Bloodborne Infectious Diseases HIV/AIDS, Hepatitis B Virus, and Hepatitis C Virus - Parents across America are throwing out their kids’ inexpensive costume jewelry because they fear it might contain cadmium.
When the Consumer Product Safety Commission set lower limits on the amount of lead allowed in U.S. toys, some Chinese manufacturers apparently began using cadmium instead. Cadmium is cheap, but it’s also toxic. continua >>

Fonte: NIOSH

      
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

   
04/02/2010
Relazione sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti - anno 2009

Per notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi è stato istituito il sistema rapido di allerta comunitario, (RASFF) sotto forma di rete, a cui partecipano la Commissione Europea, l’EFSA (Autorità per la sicurezza alimentare) e gli Stati membri dell'Unione. L’attività del sistema di allerta prevede il ritiro di prodotti pericolosi per la salute umana o animale. 
Ogni anno il Ministero pubblica una relazione, che riporta le irregolarità segnalate, distinte per contaminanti microbiologici, contaminanti chimici e irregolarità di altro tipo. 
Complessivamente, nell’anno 2009, sono state trattate 3204 notifiche (3040 nel 2008, 2933 nel 2007 e 2874 nel 2006), pervenute sia dalla Commissione europea, sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati alla Sanità.
La Commissione Europea, a seguito di ulteriori valutazioni sul rischio da parte dei Paesi Membri, ha revocato 76 notifiche, che sono state escluse, successivamente, dal sistema e dal conteggio riportato nella relazione.
Nel corso del 2008 si è assistito praticamente allo stesso trend, anche se nel corso di quest’anno si è evidenziato una diminuzione delle segnalazioni per frutta secca e snack. Si è assistito, invece, ad un aumento significativo di notifiche per i prodotti della pesca e anche per integratori e dietetici.
Contaminanti microbiologici e biologici
In relazione alle notifiche pervenute i maggiori contaminanti microbiologici riguardano la Salmonella (314 notifiche contro le 334 dell’anno precedente), la Listeria ed il riscontro di larve di Anisakis.

Contaminanti Chimici
In relazione alle notifiche pervenute i contaminanti più frequentemente riscontrati sono micotossine, residui di fitofarmaci, metalli pesanti e migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti.
Si è comunque osservato una diminuzione della contaminazione da micotossine in prodotti alimentari, con un numero di notifiche inferiori rispetto all’anno precedente. Una diminuzione di notifiche di allerta ha riguardato pure la problematica della melamina (15 notifiche contro le 58 dell’anno precedente).
Per quanto riguarda la presenza di alcuni additivi, si segnala in particolare la presenza di solfiti.

Altre irregolarità
Le altre irregolarità riguardano in modo preponderante merce con etichettatura non regolamentare dal punto di vista sanitario, assenza di certificazioni sanitarie, traffico illegale,presenza di corpi estranei o in cattivo stato di conservazione.

Leggi la
relazione annuale 2009 e l'allegato.

c.c. - Ministerosalute.it - 25 gennaio 2010

Fonte: Ministero della Salute

       
04/02/2010 Agroalimentare, sostegno alla competitività con il credito d'imposta
Presentazione
Le imprese agricole, zootecniche e della pesca e i Consorzi di tutela sulle denominazioni protette avranno a disposizione un credito d’imposta per gli investimenti all’estero, a sostegno della crescita del comparto agroalimentare e della sua competitività.

La misura, relativa agli anni 2008 e 2009, è prevista dal decreto ministeriale pubblicato sulla G.U. del 27 gennaio 2010. continua >>

Fonte: Governo

      
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