Stress
e salute nei luoghi di lavoro: verso quali scenari
Dalla medicina del lavoro alla medicina nei luoghi di lavoro
RIASSUNTO. Viene
presentata una breve revisione dei principali risultati
ottenuti dalla ricerca biomedica sullo stress occupazionale.
Lo stress attiva il sistema simpatico e adrenocorticale con
possibili conseguenze dannose sull’apparato cardiovascolare.
Negli studi sul campo le relazioni tra stress e malattia
coronarica sono controversi, anche se nel contesto clinico e
sperimentale la relazione tra disadattamento e disordine
cardiovascolare è un fatto assodato. Risultati più stabili
sui fattori psicosociali come determinanti di un incremento
del rischio cardiovascolare si osservano in relazione al
basso stato socio-economico di persone e gruppi. Per meglio
descrivere i fattori in gioco è stato introdotto il nuovo
concetto di “capitale sociale”, versione più sofisticata dei
tradizionali costrutti di supporto, integrazione e coesione
sociale. Per il futuro viene raccomandato un approccio
interdisciplinare delle attività di sorveglianza sanitaria
delle condizioni di vita e di lavoro.
Parole chiave: stress occupazionale, capitale sociale.
ABSTRACT. A short review of main results obtained in
occupational stress research is presented. Stress activates
the sympato-adrenal system with possible dangerous
consequences on the cardiovascular apparatus. In field
studies the relation between stress and coronary diseases is
controversial. However, from a clinical and experimental
perspective the relation between breakdown in adaptation and
cardiovascular disorder is a fact. More consistent results
on the psychosocial determinants of an increased
cardiovascular risk are obtained when stress is studied in
relation to the socio-economic condition of groups and
individuals. To better embrace and describe such factors, a
new theoretical contribution has been introduced: social
capital. This is a more sophisticated version of social
cohesion, social integration and social support. For the
future, an interdisciplinary approach is recommended in
health surveillance of life and work environmnent.
Key words: occupational stressors, social capital.
Introduzione
La parola stress, come si sa, proviene dall’inglese e indica
l’azione di una forza che deforma un corpo. È stata
introdotta in medicina sull’onda del movimento “fisicalista”
(Scuola di Vienna) che, nella prima metà del secolo scorso,
intendeva applicare alla biologia l’esattezza delle leggi
matematiche. L’idea dello stress, centrata sulla
problematica adattativa, è stata sviluppata con il
contributo del fisiologo americano Walter Cannon, che, con i
suoi studi sullo shock traumatico (Bodily changes in Pain,
Hunger, Fear and Rage, 1915), mise per primo in evidenza il
ruolo di emergenza dell’adrenalina. Ciò permise ad Hans
Selye (1907-1982) di riprendere il concetto di omeostasi di
Claude Bernard, formulando l’ipotesi della General
Adaptation Sindrome (GAS), quale sistema almeno inizialmente
adattativo a uno spettro molto ampio di stimoli. Nella
ricerca fisiologicamente orientata, l’attivazione del
sistema simpatico neurovegetativo e dell’asse
ipotalamo-ipofisi-surrene costituisce il nucleo della
“definizione operazionistica” della reazione di stress,
ovvero degli eventi organici -”operazioni”- che la pongono
in atto (1). Le ricerche fisiologiche si sono accompagnate
alle osservazioni sulle conseguenze disadattive dei traumi
psicologici nella genesi dei disturbi mentali, soprattutto a
sfondo neurotico. Grandi sforzi sono stati compiuti per
mettere insieme la considerazione della percezione
soggettiva con lo svolgimento di meccanismi geneticamente
determinati allo scopo di far fronte alla usura
esistenziale. Il concetto di coping, sviluppato da Lazarus e
Folkman (2) è la miglior rappresentazione di tali sforzi,
per cui la risposta biologica è fortemente influenzata dalle
risorse, capacità e conoscenze dei singoli individui. Pur
nell’ambito di una visione che rimane fondamentalmente
comportamentista, la personalità non è considerata solo come
un recipiente di stimoli, ma come un fattore potentemente
interattivo con la realtà.
A seguito degli sviluppi del concetto di salute come
“benessere” - stato di completo benessere fisico, mentale e
sociale, secondo l’OMS (1946) - la pericolosità dello stress
si è imposta, fino a diventare una delle folk illness più
pervasive della nostra società. In tale concetto si tendono
a racchiudere gli effetti biologici negativi del ..... continua >>
Fonte: G.
Cesana
1,
M.M. Ferrario 2
1 Centro Studi Sanità Pubblica, Università di Milano
Bicocca, Villa Serena (Osp. San Gerardo), Monza
2 Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche - Scuola di
Specializzazione di Medicina del Lavoro - Università degli
studi dell’Insubria, Varese
ISPESL: SEMPRE PIÙ GIOVANI VITTIME DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO "Individuare strategie di intervento mirate ad una prevenzione del fenomeno,
diffondendo informazione e formazione nelle scuole".
Sono soprattutto i giovani a rimanere vittime degli infortuni sul
lavoro. Per lo più si tratta di persone al di sotto dei 34 anni e al primo
impiego. Partendo da questi dati si rende necessaria una campagna di
informazione e formazione che deve partire proprio dalle scuole. "Questi dati -
ha sottolineato il professore Antonio Moccaldi, commissario straordinario dell'Ispesl
- continuano a stimolare una riflessione in chi si occupa di prevenzione sulla
necessità di individuare idonee strategie di intervento mirate ad una
prevenzione del fenomeno evidenziando come permangono criticità in merito alla
formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro all'interno dei percorsi
Universitari e di avviamento professionale".
"Il Piano Sanitario Nazionale - prosegue Moccaldi - negli ultimi
anni ha sottolineato un sensibile aumento di attenzione alla prevenzione anche
nel settore della salute e della sicurezza occupazionale. Rispetto al passato
non si parla più di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali,
ma di prevenzione dei rischi per la sicurezza e la salute, spostando
l'attenzione degli effetti alle cause. Ma forse non basta: bisogna andare oltre,
"giocare di anticipo" promuovendo la cultura della salute e sicurezza sin dalle
prime classi della scuola dell'obbligo".
"In questo importante compito, la normativa in materia di tutela
della salute e sicurezza del lavoro, ha fornito delle linee di indirizzo
individuando non solo nella formazione dei lavoratori uno degli strumenti
cardine per un'efficace prevenzione, ma proponendo un sostanziale passo in
avanti: la facoltà per gli Istituti scolastici di inserire in ogni attività
scolastica percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche
ai fini della promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza
sul lavoro. Il nostro obiettivo quindi è insegnare oggi ai ragazzi cosa
significa essere lavoratori domani.”
Questi alcuni dei temi trattati nel corso del convegno ISPESL-CNEL “la
Promozione della salute e della sicurezza nelle scuole. Puntiamo sulla
prevenzione per crescere in sicurezza” che si è svolto la mattina del 28 gennaio
2010 a Roma presso il Parlamentino del Cnel.
È possibile che chi sostituisce le relazioni sociali reali con quelle
virtuali sia più a rischio isolamento e depressione
MILANO- L'utilizzo eccessivo di
internet potrebbe causare depressione. Ma potrebbe essere anche il
contrario: cioè chi è già più incline alla depressione è maggiormente spinto
a passare molte ore sul web. È il risultato di uno studio
pubblicato sulla rivista
Psychopathology. Gli esperti dell'Università di Leeds hanno
intervistato 1.319 persone tra 16 e 51 anni raccogliendo dati sul loro uso
di internet e valutando la presenza e l'entità di sintomi depressivi; l'1,2%
del campione è risultato affetto da dipendenza da web ed è emerso che
l'essere connessi per un tempo eccessivo è associato a sintomi depressivi. È
possibile che chi usa troppo internet al punto da sostituire le relazioni
sociali reali con quelle virtuali sia più a rischio isolamento e
depressione.
continua >>
Accendere una sigaretta
significa immettere in ambiente
più di 4000 sostanze chimiche ad
azione irritante, nociva,
tossica, mutagena e cancerogena.
Una parte di queste sostanze
chimiche resta nel filtro e va a
contaminare quella parte di
sigaretta non fumata che
comunemente chiamiamo cicca o
mozzicone.
Nelle cicche
quindi è possibile trovare
moltissimi inquinanti:
nicotina, benzene, gas tossici
quali ammoniaca e acido
cianidrico, composti radioattivi
come polonio-210, e acetato di
cellulosa, la materia plastica
di cui è costituito il filtro.
Di questo argomento si
discute oggi presso la sede ENEA
di Roma, durante la giornata di
studio “L’impatto ambientale del
fumo di tabacco. Le cicche di
sigaretta: un rifiuto tossico
dimenticato”. Apre i lavori il
Commissario dell’ENEA,
Giovanni Lelli;
partecipano all’incontro, i
ricercatori ENEA e dell’AUSL
Bologna che hanno pubblicato
un’analisi su questo tema, la
Società italiana di Tabaccologia,
la Società chimica italiana,
l’Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE
Italia, rappresentanti del
Comune di Roma, dell’AMA e di
Legambiente.
Sulla base della normativa
inerente la classificazione ed
etichettatura delle sostanze
pericolose le cicche di
sigarette dovrebbero essere
classificate come un rifiuto
pericoloso per l’ambiente e come
tale trattate. Contrariamente a
questo principio, invece, le
cicche vengono immesse in
ambiente senza nessun criterio e
nessuna precauzione. A conferma
di tale comportamento una
recente ricerca delle Nazioni
Unite ha messo in evidenza che
le cicche sono nettamente al
primo posto nella top-ten dei
rifiuti che soffocano il
Mediterraneo. Inoltre le cicche
di sigaretta non spente, buttate
o abbandonate in ambiente
esterno o in casa, possono
provocare incendi in casa o di
boschi.
Lo studio ENEA - AUSL
di Bologna presentato oggi da
Carmine Lombardi, Giuliana Di
Cicco, Vincenzo Zagà mette
proprio in evidenza il
potenziale nocivo delle cicche
di sigarette. Il lavoro
valuta il carico inquinante
delle cicche di sigaretta sul
territorio italiano, argomento
sul quale esiste un vuoto
culturale e normativo. In
effetti il carico nocivo di ogni
cicca è basso (dell’ordine di
milligrammi): il fattore che
amplifica il problema è proprio
l’elevato numero di cicche
prodotte. La valutazione si basa
sul numero di fumatori (13
milioni), sul numero medio di
sigarette fumate da ogni
fumatore (15 sigarette al
giorno), sui quantitativi di
alcuni agenti chimici presenti
in ogni cicca e sul numero
complessivo di cicche immesse in
ambiente ogni anno (72 miliardi
di cicche/anno).
Riassumendo, tenuto conto del
potere filtrante dell’acetato di
cellulosa (filtro) è possibile
affermare, che il carico nocivo
immesso in ambiente con le
cicche è rilevante:
Nicotina
324 tonnellate
Polonio-210
1872 milioni di Bq
Composti organici
volatili
1800 tonnellate
Gas tossici
21,6 tonnellate
Catrame e condensato
1440 tonnellate
Acetato di cellulosa
12240 tonnellate
Altro aspetto da considerare
– più strettamente sanitario - è
legato alla possibile ingestione
di cicche da parte dei bambini
di età inferiore a 6 anni, una
fascia di età in cui i bambini
tendono ad esplorare attivamente
il mondo che li circonda.
Lo studio sottolinea ancora
che non esistendo normative
nazionali che ne limitino la
dispersione in ambiente, ma solo
singole iniziative da parte di
alcuni comuni, la maggior parte
delle cicche imbrattano i
marciapiedi e il suolo, o
finiscono nelle fogne e nelle
acque superficiali
contaminandole. Da tutto questi
fattori emerge l’opportunità di
classificare le cicche
come un rifiuto tossico per
l’ambiente e trattarle come
tale. I comuni, gli amministratori
locali, i datori di lavoro –
concludono i ricercatori-
dovrebbero non solo emanare
norme di comportamento, ma
anche installare, in analogia a
quanto previsto per altre
tipologie di rifiuti, appositi
raccoglitori per le cicche.
Inoltre è importante
sensibilizzare i cittadini e
soprattutto i giovani, al
rispetto della propria e altrui
salute. Questo significa che il
problema delle cicche va
affrontato da vari punti di
vista, coinvolgendo diversi
attori e notevoli risorse
finanziarie. La sua risoluzione
comunque è legata intimamente al
modo di agire dei fumatori.
Infatti, solo con una riduzione
del loro numero e con un
comportamento consapevole di
questi soggetti è possibile
ridurne l’impatto ambientale.
Infine, è utile ricordare che
l’Agenzia per la protezione
dell’ambiente della California
ha classificato il fumo di
tabacco come un inquinante
tossico dell’aria. Poiché le
cicche contengono gli stessi
prodotti chimici presenti nel
fumo è quanto mai evidente
l’opportunità di classificare le
stesse come prodotto tossico per
l’ambiente. Inoltre,
l’Organizzazione Mondiale della
Sanità, OMS, definisce il fumo
come la principale causa
mondiale di malattia e di morte
prevenibile. In Italia ogni anno
oltre 80.000 persone vengono
uccise dai prodotti delle
combustione del tabacco,
soprattutto sigarette.
SISTRI:
Autoriparatori: installazione black box previste dal Sistri
In seguito all'entrata in vigore del Sistema
di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI) le imprese
iscritte al Registro Imprese esercenti attività di autoriparazione
di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, sezione elettrauto
possono presentare domanda di autorizzazione al Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per poter
effettuare il servizio di installazione delle black box.
In base all'entrata in vigore del Decreto 17 dicembre 2009, infatti,
nei prossimi mesi tutte le imprese che effettuano attività di
raccolta e trasporto di rifiuti avranno l'obbligo di installazione
di una black box su ogni veicolo che trasporta rifiuti.
Per poter effettuare il servizio di installazione le officine devono
essere dotate di computer e collegamento a internet.
Le imprese interessate possono presentare domanda di autorizzazione
entro il 13 febbraio 2010 on-line tramite il sito
www.sistri.it
oppure via fax al numero 800050863.
I soggetti che avranno presentato domanda e che saranno risultati in
possesso dei requisiti prescritti dovranno partecipare a corsi di
formazione gratuiti per poter essere autorizzati all'installazione
delle black box.
Maggiori informazioni e il modulo per la domanda di autorizzazione
sono disponibili al sito
www.sistri.it
"The malignant
mesothelioma
epidemiological surveillance systems in Europe. Context, experiences,
perspectives", convegno organizzato dal Dipartimento di Medicina del
Lavoro dell'Ispesl.
"Neoplasie naso-sinusali,
epidemiologia, eziologia, sorveglianza; confronto fra le esperienze
di sorveglianza regionale e di ricerca già attive su questo argomento e
stimolare le attività del Registro nazionale", convegno organizzato dal
Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ispesl.
TESTO UNICO SICUREZZA
E NON SOLO ...-
Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua
evoluzione, sul Testo Unico
sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:
Bloodborne
Infectious Diseases HIV/AIDS, Hepatitis B Virus, and Hepatitis C Virus
-
Parents across America are throwing
out their kids’ inexpensive costume jewelry because they fear it might
contain cadmium.
When the
Consumer Product Safety Commission
set
lower limits
on the amount of lead allowed in U.S. toys, some
Chinese manufacturers apparently began using
cadmium instead. Cadmium is cheap, but it’s also
toxic.
continua >>
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Relazione sul sistema di allerta comunitario
sugli alimenti - anno 2009
Per notificare in tempo reale i rischi
diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o
mangimi è stato istituito il sistema rapido di allerta comunitario, (RASFF)
sotto forma di rete, a cui partecipano la Commissione Europea, l’EFSA
(Autorità per la sicurezza alimentare) e gli Stati membri dell'Unione.
L’attività del sistema di allerta prevede il ritiro di prodotti pericolosi
per la salute umana o animale.
Ogni anno il Ministero pubblica una relazione, che riporta le irregolarità
segnalate, distinte per contaminanti microbiologici, contaminanti chimici e
irregolarità di altro tipo.
Complessivamente, nell’anno 2009, sono state trattate 3204 notifiche (3040
nel 2008, 2933 nel 2007 e 2874 nel 2006), pervenute sia dalla Commissione
europea, sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati alla
Sanità.
La Commissione Europea, a seguito di ulteriori valutazioni sul rischio da
parte dei Paesi Membri, ha revocato 76 notifiche, che sono state escluse,
successivamente, dal sistema e dal conteggio riportato nella relazione.
Nel corso del 2008 si è assistito praticamente allo stesso trend, anche se
nel corso di quest’anno si è evidenziato una diminuzione delle segnalazioni
per frutta secca e snack. Si è assistito, invece, ad un aumento
significativo di notifiche per i prodotti della pesca e anche per
integratori e dietetici. Contaminanti microbiologici e biologici In relazione alle notifiche pervenute i maggiori contaminanti
microbiologici riguardano la Salmonella (314 notifiche contro le 334
dell’anno precedente), la Listeria ed il riscontro di larve di Anisakis.
Contaminanti Chimici In relazione alle notifiche pervenute i contaminanti più
frequentemente riscontrati sono micotossine, residui di fitofarmaci, metalli
pesanti e migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli
alimenti.
Si è comunque osservato una diminuzione della contaminazione da micotossine
in prodotti alimentari, con un numero di notifiche inferiori rispetto
all’anno precedente. Una diminuzione di notifiche di allerta ha riguardato
pure la problematica della melamina (15 notifiche contro le 58 dell’anno
precedente).
Per quanto riguarda la presenza di alcuni additivi, si segnala in
particolare la presenza di solfiti.
Altre irregolarità Le altre irregolarità riguardano in modo preponderante merce con
etichettatura non regolamentare dal punto di vista sanitario, assenza di
certificazioni sanitarie, traffico illegale,presenza di corpi estranei o in
cattivo stato di conservazione.
Agroalimentare, sostegno alla
competitività con il credito d'imposta
Presentazione
Le imprese agricole, zootecniche e della pesca e i Consorzi di tutela sulle
denominazioni protette avranno a disposizione un credito d’imposta per gli
investimenti all’estero, a sostegno della crescita del comparto agroalimentare e
della sua competitività.
La misura, relativa agli anni 2008 e 2009, è prevista dal decreto ministeriale
pubblicato sulla G.U. del 27 gennaio 2010. continua >>
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