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30 SETTEMBRE 2009

  

   

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30/09/2009

Tesina:”Esplosione depuratore in azienda produttrice di acqua”

Una devastante esplosione che ha completamente distrutto la palazzina in cemento armato in cui si trovava l'impianto di depurazione dello stabilimento della ditta in esame, ha ucciso un operaio di una ditta appaltatrice e ne ha ferito un secondo, in modo lieve. La vittima è un uomo di 54 anni ed è stato estratto dalla macerie dello stabile quasi due ore dopo lo scoppio. Il collega diciannovenne ferito è stato ricoverato in osservazione all'ospedale con prognosi di cinque giorni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri con i colleghi. Stando ad alcune indiscrezioni raccolte tra gli operai dello stabilimento, l'esplosione potrebbe essere stata causata dal cattivo funzionamento di una valvola di sfogo del locale in cui era il depuratore, locale in cui si sarebbero accumulate forti quantità di gas. Secondo un'altra versione lo scoppio sarebbe stato provocato da un inconveniente verificatosi alla vasca di re-acidificazione che produce «biogas». A provocare lo scoppio potrebbe essere stato proprio uno dei macchinari impiegati: forse una mola flessibile, dalla quale potrebbe essere partita una scintilla, oppure un utensile elettrico o una fiamma ossidrica. Dubbi che l'indagine in corso dovrebbe chiarire. Lo stabile interessato dall'esplosione è stato sequestrato per i sopralluoghi e gli accertamenti di rito. Dalla mattinata del 6 maggio alcuni operai, dipendenti della ditta appaltatrice, erano impegnati nella manutenzione e nella modifica di alcune condutture dell'impianto di depurazione e di aspirazione dei liquidi provenienti dai residui di lavorazione dello stesso stabilimento e destinati alla vasca di stoccaggio prima di confluire nel depuratore delle acque. Dopo aver lavorato all'interno della palazzina, due degli operai sono saliti sul tetto iniziando il controllo di alcune tubature. continua >>

Fonte: Universita' degli Studi di Bergamo

 

  

30/09/2009

Equipaggiamento di protezione per arti marziali

È stata appena pubblicata la nuova parte 7 della norma UNI EN 13277 "Equipaggiamento di protezione per arti marziali". La nuova norma specifica i requisiti supplementari (e i relativi metodi di prova) per i protettori delle mani e dei piedi e fa parte di una serie più ampia di documenti (esistono infatti altre sei parti) relativi ai dispositivi di protezione per arti marziali per specifiche parti del corpo.

In particolare la parte 1 della norma, la UNI-EN 13277-1, specifica i requisiti generali e i metodi di prova per tutti i tipi di protettori, in termini di innocuità, ergonomia, dispositivi di sicurezza, zone di protezione, etc.
Tali protettori vengono utilizzati nelle arti marziali che non prevedono l'uso di armi per colpire altre persone (ad esempio taekwondo, karate, kick-boxing e discipline simili) o per equipaggiamenti di addestramento.
I protettori delle mani e dei piedi sono dispositivi che si applicano agli arti per coprirli e proteggerli da eventuali lesioni provocate da urti con altre persone o contro le attrezzature per l'addestramento. Essi offrono un buon grado di sicurezza in caso di contatto accidentale durante la pratica di questi sport.
Per quanto riguarda i soli protettori delle mani, la norma li classifica in due categorie, di classe A e di classe B, a seconda della zona protetta. I protettori di classe B offrono un maggior grado di sicurezza in quanto coprono una zona più ampia della mano.
La norma prevede che i protettori possano essere forniti in taglie diverse in modo da adattarsi alle varie dimensioni corporee degli utilizzatori. Il produttore deve sempre indicare le dimensioni del protettore.
I protettori delle mani e dei piedi possono essere utilizzati anche in combinazione con altri tipi di protettori per arti marziali (ad esempio protettori per la testa, per il torso, ecc.) e devono avere un sistema di sicurezza e trattenuta che consenta all'utilizzatore di applicarli con l'aiuto di un’unica persona (nel caso delle mani) o da solo (nel caso dei piedi).
Per verificare l'efficacia del sistema di ritenuta, la norma stabilisce che il protettore debba essere indossato. Dopo una verifica visiva della "vestibilità" in termini di taglia e dimensioni del protettore - che non deve in alcun modo comprimere gli arti - inizia la prova vera e propria che consiste nell'applicare una forza di 20 N in tutte le direzioni.
I protettori delle mani e dei piedi vengono inoltre sottoposti a prove d'impatto: vengono individuate le zone più "sensibili" e potenzialmente deboli del protettore dopo di che, su ciascuna di queste zone, vengono eseguite tre prove di impatto (con un livello di energia specificato dalla norma) con un intervallo di circa un minuto tra una e l'altra.

I protettori devono essere contrassegnati chiaramente e in modo indelebile con le seguenti informazioni:

  • il nome o il marchio del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato all’interno dell’Unione europea;

  • la denominazione del protettore, il nome commerciale o il codice che identifica il protettore;

  • la taglia;

  • il numero della norma europea;

  • l’anno di fabbricazione (data o codice);

  • il pittogramma che segnala all’utilizzatore di fare riferimento alle informazioni fornite dal fabbricante.

Inoltre il fabbricante deve fornire una serie di informazioni (nella lingua ufficiale del Paese in cui il protettore viene venduto) tra cui:

  • una spiegazione del tipo di protezione fornita dal protettore;

  • istruzioni per la scelta della giusta taglia e adattamento dei protettori;

  • dettagli sulla taglia in rapporto alle dimensioni corporee dell’utilizzatore;

  • istruzioni per l’adattamento e il regolamento corretti del protettore, in modo da garantire che rimanga nella posizione prevista durante l’uso normale;

  • un’avvertenza in cui si specifichi che le variazioni delle condizioni ambientali, come la temperatura, potrebbero ridurre notevolmente le prestazioni dei protettori;

  • un’avvertenza in cui si specifichi qualsiasi contaminazione o alterazione del protettore o uso scorretto dello stesso che ridurrebbe pericolosamente la prestazione;

  • istruzioni per la pulizia.

Per informazioni tecniche:

Divisione Organizzazione, processi, servizi e società
e-mail:
organizzazione@uni.com

Per informazioni commerciali:

Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail:
diffusione@uni.com

Fonte: UNI

     
30/09/2009 Amendment of the "Statement on Medical Magnetic Resonance Procedures (MR): Protection of Patients"

August 2009 - In April '09 ICNIRP revised its ICNIRP Guidelines Limiting Exposure to Static Magnetic Fields. In the light of this update, ICNIRP is now issuing an amendment concerning patient exposure. The amendment is published in Health Physics.

--------> The statement is available
here.

Fonte: ICNIRP

   
30/09/2009

Fonte: Universita' degli Studi di Bergamo

 

 

30/09/2009

DESIGN OF SPECIAL FLANGES
Per i serbatoi di processo sono spesso impiegate flange di dimensioni tali che le flange standard non sono utilizzabili.
In questi casi devono essere calcolate flange speciali (non standard).
Le flange di grandi dimensioni possono essere ottenute per laminazione da un anello circolare o possono essere ottenute per laminazione da una barra saldata.
Se si deve usare una flangia tipo slip -on senza collare l’anello per la flangia può essere ottenuta tagliando con la fiamma una lamiera piena.
continua >>

Fonte: ISPESL - Dipartimento di Brescia

 

 

30/09/2009
 

   

30/09/2009 Occupational Health and Safety Newsletter
 

Sensitive personal information 'must be handled securely'

It is "vital" that sensitive personal information relating to individuals, in particular patient information, is securely handled, it has been claimed.
According to Sally-anne Poole, Information Commissioner's Office (ICO) Head of Enforcement, "This is an important principle of the Data Protection Act"
Commenting after a pharmacy in Bristol committed to improve its data security procedures following a breach, she added: "Organizations must implement appropriate safeguards to ensure personal details about patients are stored securely."

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Data Protection Online
The Data Protection Act 1998 is becoming an increasingly important piece of legislation, affecting the day to day operation of almost all organizations. The new British Standard
BS 10012:2009 Data protection. Specification for a personal Information management system offers guidance on how to implement a framework to effectively manage personal information (a Personal Information Management system, or PIMS), putting in place an infrastructure for maintaining and improving compliance with the Data Protection Act. 
The new
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Fonte: BSI

   
30/09/2009 ISO standards' contribution to objectives of World Maritime Day

2009-09-24

“To fight climate change successfully, the world needs to act as a team. ISO is proud of its teamwork with partners such as the International Maritime Organization (IMO) in developing solutions to this challenge” said ISO Secretary-General Rob Steele in connection with World Maritime Day 2009, which is organized annually on 24 September by the IMO, a partner organization to ISO in developing standards for this sector.

World Maritime Day logoThe theme of this year's World Maritime Day is Climate change: a challenge for IMO too! IMO has been entrusted by the United Nations Framework Convention on Climate Change with pursuing ways to limit or reduce the emissions of greenhouse gases from ships.

IMO Secretary-General Efthimios E. Mitropoulos, in his World Maritime Day message, emphasizes the importance of a concerted international effort and warns: “We need to start putting 'life' ahead of ‘lifestyle’.”

ISO and IMO have a long-running and successful partnership. Commenting on this relationship, Mr. Steele said: "ISO standards benefit from multi-stakeholder input and are based on international consensus within sectors and between countries. Because of this, they provide an effective platform for linking the needs and objectives of IMO with those of industry. The International Standards resulting from this collaboration constitute an important technical and practical complement to different areas of IMO’s work.”

Mr. Steele welcomed the choice of this year’s World Maritime Day: “Climate change is one of the greatest challenges the world has to address today, and International Standards provide practical means for doing so. That is why we have chosen, together with the International Electrotechnical Commission and the International Telecommunication Union, Tackling climate change through standards as the theme of World Standards Day on 14 October 2009."

ISO’s specific contributions to the environmental performance of the maritime industry are developed by ISO technical committee ISO/TC 8, Ships and marine technology. Captain Charlie Piersall, Chair of the committee, comments: "ISO/TC 8 is currently working on numerous marine environment projects which include 'sustainable' standards for:

* Improving the environmental performance of ships in harbour (cold ironing)
* Ballast water management
* Reduction of SOx emissions and NOx emissions
* Oil spill recovery and response planning
* Handling ship generated garbage
* Risk assessment of anti-fouling systems
* Energy efficiency in both design and operations for the maritime sector
* Reduction of greenhouse gas emissions from ships
* Arctic (polar region) ship operations and environmental considerations
* Protecting the marine ecosystem from underwater irradiated noise.

"ISO/TC 8 has developed over 250 sustainability-related standards. A good example of this contribution is the ISO 30000 series of standards for ship recycling management systems to which some recycling facilities have already obtained certification.

"This work supports and supplements the IMO Convention and regulations. Sustainability is an essential consideration in our work because standards that need frequent revision or change are unlikely to be considered or referenced by regulatory bodies."

Fonte: ISO

   
30/09/2009
A Guide to Safety in Confined Spaces - Many workplaces contain spaces that are considered to be “confined” because their configurations hinder the activities of any employees who must enter into, work in and exit from them. In many instances, employees who work in confined spaces also face increased risk of exposure to serious physical injury from hazards such as entrapment, engulfment and hazardous atmospheric conditions. Confinement itself may pose entrapment hazards, and work in confined spaces may keep employees closer to hazards, such as machinery components, than they would be otherwise. For example, confinement, limited access and restricted airflow can result in hazardous conditions that would not normally arise in an open workplace. The term permit-required confined space refers to those spaces that meet the definition of a confined space and contain health or safety hazards, thereby requiring a permit for entry. continua >>

Fonte: NCDOL

    
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