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25 SETTEMBRE 2009

  

   

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25/09/2009

La prevenzione incendi e la sicurezza del lavoro negli stabilimenti industriali di tipo complesso e ad elevato rischio incendio

Abstract
 
Alla luce di alcune recenti sentenze della Corte di Cassazione, il presente contributo mette in rilievo le competenze del Ministero dell’Interno in materia di prevenzione incendi negli stabilimenti industriali di tipo complesso e ad elevato rischio incendio che, in relazione alla detenzione o impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, sono soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco essendo incluse nell’elenco allegato al decreto del Ministro dell’interno 16-2-1982 [1] e/o indicate nelle tabelle A e B approvate con il D.P.R. 26 maggio 1959, n. 689 [2].
In tali attività, inoltre, debbono essere applicate le norme del nuovo TUSL (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, come modificato e corretto dal D.Lgs. 3-8-2009, n. 106).
 
1) Premessa 
In materia di prevenzione incendi e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Suprema Corte, con sentenza n. 4123 del 28 gennaio 2009, ha confermato la condanna di T. (Titolare delle deleghe in materia di sicurezza e igiene del lavoro) al quale era stato contestato di “… avere colposamente dato causa all’incendio, per avere omesso di individuare le misure di prevenzione e di protezione da adottare contro il rischio incendio e di non avere segnalato la necessità di interventi costosi per fronteggiare l’imminente rischio di incendio”. 
In materia di prevenzione incendi, la Corte di Cassazione (sentenza n. 16313 del 17/4/2009) ha precisato che esiste continuità normativa tra la fattispecie prevista dall’art. 37 dell’abrogato D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 [3] e quella contemplata dall’art. 46 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 [4] come modificato e corretto dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 [5], in quanto per entrambi i decreti legislativi, opera la previsione, in tema di lavorazioni pericolose, che ritiene sufficiente per l‘assoggettamento al controllo dei Vigili del Fuoco, che nell’azienda, attività o lavorazione, si detengano o si impieghino prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti.
 
2) La sentenza della corte di cassazione, Sez. III, n. 16313 del 17/4/2009.  
Il Tribunale di Belluno condannava il legale rappresentante della Soc. X per avere installato in un’area aziendale un impianto di distribuzione carburanti per uso privato senza avere richiesto la preventiva visita di collaudo ai Vigili del Fuoco.
Riteneva il Tribunale che l’azienda rientrasse tra quelle tenute a sottoporre a visita di collaudo l’impianto de quo ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.P.R. n. 547/1955 [3] e della tabella A allegata al decreto presidenziale 26 maggio 1959, n. 689 [2].
Proponeva ricorso per cassazione l’indagato denunciando violazione di legge sulla ritenuta configurabilità del reato in quanto le tabelle A e B del D.P.R. n. 689/1959 elencano tipologie di attività imprenditoriali tra cui non è compresa quella svolta dalla Soc. X, sicchè l’apertura di un distributore di carburanti all’interno dell’azienda era un fatto non previsto dalla legge come reato.
La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso, forniva le seguenti motivazioni:
Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 81/2008 il sopraindicato decreto è stato abrogato ma la fattispecie criminosa è oggi prevista dall’art. 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, richiamato dall’art. 46 del D.Lgs. n. 81/2008, per ribadire la sua perdurante vigenza anche a seguito dell’abrogazione del decreto n. 547/1955.
 
3) La prevenzione incendi nel D.Lgs.. n. 139/2006  
Il decreto legislativo n. 139 dell’8 marzo 2006 [6], operando nella logica della semplificazione e delegificazione, riordina ed aggiorna le disposizioni vigenti, con particolare riferimento alla prevenzione incendi, al soccorso pubblico e alla difesa civile. 
La prevenzione incendi è la “ funzione di preminente interesse pubblico diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente attraverso la promozione, lo studio, la predisposizione e la sperimentazione di norme, misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi ad evitare l’insorgenza di un incendio o a limitarne le conseguenze. Ferma restando la competenza di altre amministrazioni, enti ed organismi, la prevenzione incendi si esplica in ogni ambito caratterizzato dell’esposizione al rischio di incendio e, in ragione della sua rilevanza interdisciplinare, anche nei settori della sicurezza nei luoghi di lavoro, del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, dell’energia, della protezione da radiazioni ionizzanti, dei prodotti da costruzione” (art.13). 
La prevenzione incendi è affidata alla competenza esclusiva del Ministero dell’interno, che esercita le relative attività attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile; essa comprende numerose attività: tra queste sono di preminente importanza la formazione e l’addestramento, indirizzate sia al personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sia all’esterno (art.14).
Tali competenze sono state affermate in alcuni pareri del Consiglio di Stato resi in occasione dell’adozione di norme regolamentari (cfr. in particolare Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli atti normativi- parere n. 177/04 del 26/1/2004 e parere n. 3068/03 del 9/9/2003), in cui è stato ritenuto che la potestà regolamentare del Ministero dell’Interno risponde alla rigorosa necessità di adottare una disciplina uniforme sull’intero territorio nazionale ed è riconducibile ad esigenze di carattere unitario dello Stato, avuto riguardo alla elevata connotazione di rischio che caratterizza i sistemi e le attività contemplate nell’area normativa della prevenzione incendi. ...... continua >>

Fonte: Diritto.it

 

 

25/07/2009 OSSERVAZIONI METODOLOGICHE IN MATERIA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO CORRELATO

Lo stress lavoro correlato costituisce uno degli elementi che più spesso vengono citati quale fattore di rischio in grado di provocare una più o meno marcata compromissione di quello stato di “benessere psicofisico” del lavoratore che la O.M.S., e più in particolare la C.E, identificano come obiettivo finale dell’azione di prevenzione anche istituzionale. Con il termine di stress lavorativo, o meglio ancora di stress, si intende (NIOSH '99) un insieme di reazioni fisiche e emotive dannose che si manifesta quando le richieste imposte dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore. Lo stress connesso al lavoro può influire negativamente sulle condizioni di salute e provocare persino infortuni”. Molte sono le teorie intorno alla genesi del di stress e diverse sono le interpretazioni del fenomeno, da una parte lo stress (strain) è visto come un fenomeno strettamente fisiologico che segue il modello della reazione d’allarme, (Seyle 1936 - Sindrome di Adattamento Generale); reazione conseguente ad uno stimolo esterno di particolare intensità e che mette in moto una serie di meccanismi che vedono coinvolti il sistema nervoso, il sistema endocrino, il sistema immunitario e di conseguenza tutto l’organismo, attraverso modifiche biologiche in parte anche documentabili. Da qui il termine di “eustress” per indicare quella (reazione) condizione positiva che consente di far fronte a particolari richieste del contesto (sprint agonistico, salita in corsa su un tram, preparazione di un esame, lutto improvviso, controllo della collera..) ed eventualmente a produrre le migliori performances e quello di “distress” per definire una condizione di discrepanza tra richieste del contesto e risorse individuali; condizione che può condurre ad un più o meno rapido depuaperamento delle capacità dell’individuo, determinando conseguenti manifestazioni negative, acuto o croniche. Nodo oscuro, ma fondamentale, della dinamica dello stress resta comunque la incontenibile variabilità del profilo individuale, inteso in senso fisico, psicologico, emozionale, culturale, di esperienza e così via: cosa che spiega pienamente la diversa risposta, anche biologica, dell’individuo a fronte di medesimi stimoli di contesto.
Dall’altra parte esiste anche una visione dello stress lavoro correlato che, pur partendo dagli stessi presupposti fisiopatologici, ne fornisce una interpretazione più e fortemente ......
continua >>

Autore: Dott. Giorgio Miscetti
U.O.C. Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro
ASL2 – Perugia

miscetti@libero.it

Fonte: ACTAS

     
25/09/2009

Stop del Garante alle aziende vietato spiare navigazione web

La decisione dell'Autorità. Una società aveva monitorato per nove mesi un suo dipendente attraverso un software Open Source, in violazione tra l'altro dello Statuto dei lavoratori di CARMINE SAVIANO

Stop del Garante alle aziende vietato spiare navigazione web

Era stato monitorato per nove mesi dalla propria azienda mentre navigava su internet. E non solo. Tutti i dati erano stati copiati, salvati e conservati. Pagine viste, numero di connessioni effettuate e tempo trascorso su ogni sito. Tutto, poi, era stato raccolto in una sorta di dossier utilizzato dall'azienda per prendere provvedimenti disciplinari. Oggi il Garante della privacy ha vietato alla Italian Gasket - l'azienda colpevole - e a tutte le altre questa procedura. continua >>

Fonte: Repubblica

 

 

25/09/2009

‘Light’: accendi la luce sulla scienza. E sulla sicurezza

 

Un ‘lampione antistupro’ ideato da una studentessa: è  una delle tante invenzioni di ricercatori e di studenti che verranno presentate durante l’evento Light, organizzato dall’Irpps-Cnr nell’ambito della ‘Notte dei ricercatori’, il 25 settembre al Planetario di Roma

 

Un lampione antistupro, alimentato da un pannello fotovoltaico e dotato di telecamera per sorvegliare parchi e siti privi di collegamenti alla rete elettrica e telefonica. È una delle invenzioni degli studenti dell’Istituto tecnico industriale statale-Itis ‘Galileo Galilei’ di Roma che saranno presentate all’evento ‘Light-Accendi la luce sulla scienza’, organizzato a Roma dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche nell’ambito della ‘Notte dei ricercatori’.

‘Light’ che quest’anno è dedicato a Terra, Fuoco, Aria e Acqua, è una festa all’insegna della condivisione fra pubblico e ricercatori di curiosità e novità scientifiche e l’occasione per promuovere la costruzione di una nuova immagine degli scienziati, più vicina alla realtà quotidiana.

La kermesse si terrà il prossimo 25 settembre a Roma al  Planetario e Museo Astronomico, (piazza G. Agnelli, n. 10, zona Eur; ingresso gratuito) dalle  15.00 alle 02.00. Una presentazione dell’evento si terrà la mattina del 24, settembre alle ore 12.00, presso la sede del Cnr (Piazzale Aldo Moro, 7).  Per le scolaresche, la mattina del 25, saranno aperte varie location: Museo Pigorini con l’attività “Antropologi per un giorno”; il Centro Interscolastico per le Scienze, uno spazio polifunzionale dedicato all’educazione scientifica, dotato di laboratori, aule multimediali e collezioni museali. Per le famiglie con bambini piccoli, l’evento si svolgerà la sera del 25, dalle ore 19.30 ad Explora il Museo dei Bambini di Roma  che dispenserà, con l’aiuto del  Cnr, la “Matematica in gocce’ (Il programma su www.eventolight.it). Light fa parte del POF (Piano offerta formativa) della provincia di Roma.

Al Planetario gli studenti mostreranno le loro ‘tecnologie’ grazie alla ‘Vetrina delle invenzioni’ curata dall’Assessorato Scuola, Formazione e Politiche per il Lavoro  della Regione Lazio. Tra queste, il Solar Video Survaillance, il lampione ‘anti–stupro’, nato dall’idea di una studentessa nell’anno scolastico 2008/09 all’Itis Galilei. L’apparecchiatura consiste in un palo  di  2,50 m. sormontato da un pannello fotovoltaico e corredato da una batteria che alimenta una lampada a led luminoso e una videocamera capace di trasmettere ad una centrale di vigilanza via GSM, ponte radio ecc. le riprese.

Nella ‘Vetrina delle Invenzioni’ saranno esposti anche robot realizzati da altri Istituti tecnici, che si cimenteranno in una partita di calcio con una palla a raggi infrarossi all’interno di una pista-labirinto.

Al Planetario, ad attendere il pubblico ci saranno anche i ‘Banconi della Scienza’ del Cnr, realizzati anche grazie al sostegno del Ministro della Gioventù. Il ‘Magic Mirror’ per realizzare la scarpa virtuale, i dispositivi per ricavare elettricità dal succo d’arancia, il cyber-poliziotto, le pellicole flessibili che sostituiscono le lampadine, acquari e poster per spiegare la vita nel sistema palustre-lagunare, sistemi per monitorare le rotte dei tonni, il kit ‘Green magic’ per i ‘piccoli’ biologi, ed altre attrazioni. Tra queste ricordiamo le applicazioni della chimica verde presenti al bancone del PON - Ricerca e competitività 2009/2013. Numerosi spettacoli musicali, artistici, sportivi e teatrali, realizzati anche grazie al sostegno della Provincia di Roma, si succederanno durante la notte.

Il pubblico potrà cimentarsi in animazioni digitali interattive per entrare nell’affascinante mondo delle nanotecnologie grazie a BIMORE, progetto esposto dalla Rappresentanza europea in Italia che ha lo scopo di studiare la fotosintesi naturale con metodi avanzati.

Infine, al Planetario sarà presentato un allestimento promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità sulle difficoltà delle donne a ‘farsi strada’ nel mondo della ricerca: un tunnel di ingresso con il soffitto di cristallo.

 

Roma, 24 settembre 2009

 

La scheda

Che cosa: “Light: accendi la luce sulla scienza” nell’ambito della “Notte dei ricercatori”

Chi: Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr 

Dove: Roma, presso il Planetario, piazza G. Agnelli, 10 - ingresso gratuito

Quando: 25 settembre, dalle 15.00 alle 02.00 del giorno successivo

Informazioni per la stampa: Rossella Palomba, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr, tel. 06/492724229, cell. 339/1245041, e mail: r.palomba@irpps.cnr.it; Adele Menniti, Irpps - Cnr, 06/492724230, cell. 349/6208653, e mail: a.menniti@irpps.cnr.it

Ufficio Stampa Cnr: Silvia Mattoni, tel. 06.49933194, e-mail: silvia.mattoni@cnr.it;  Cecilia Migali, tel. 06.49933216, e-mail: cecilia.migali@cnr.it

Capo Ufficio Stampa Cnr: Marco Ferrazzoli, tel. 3332796719, e-mail: marco.ferrazzoli@cnr.it 

Fonte: CNR

   
25/09/2009
Legge 15-7-2009, n. 94 art. 2, comma 19 lettere a) e b): Inserimento di una nuova causa di esclusione (art. 38, comma 1, lettera m ter del d. lgs. n. 163/2006) relativa a tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti

La norma in esame ha introdotto all`art. 38 del codice dei contratti pubblici una nuova causa di esclusione dalle gare e di divieto di affidamento in subappalto per le imprese che si trovino in una determinata situazione.

Il divieto, infatti, riguarda le imprese nella cui compagine vi sia un direttore tecnico o un legale rappresentante che, essendo vittima di un reato di concussione (art. 317 c.p.) ovvero di estorsione (art. 629 c.p.), aggravato dalla circostanza che l`autore si sia avvalso delle condizioni di cui al reato di associazione di stampo mafioso ovvero con la finalita` di agevolare l`attivita` di tali associazioni, non abbia denunciato tali fatti all`Autorita` giudiziaria. Detta circostanza deve emergere dagli indizi posti a base della richiesta di rinvio a giudizio riguardante l`imputato del reato sopra descritto, formulata nei tre anni antecedenti alla pubblicazione del bando. La medesima situazione deve essere comunicata con le generalita` di chi ha omesso la denuncia all`Autorita` di vigilanza per la pubblicazione sul sito dell`Osservatorio.
E` stato altresi` introdotto il comma 1 bis all`art. 38, con il quale si prevede che tutte le cause di esclusione previste da detta norma non trovino applicazione alle aziende o societa` sottoposte a sequestro o confisca a seguito di condanna per reati gravi e affidate ad un custode o amministratore giudiziario o finanziario.
Quanto alla causa di esclusione, deve notarsi che la stessa opera a carico dell`impresa concorrente, qualora si riferisca ad uno dei soggetti di cui alla lettera b) del medesimo art. 38: ossia il titolare e il direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; il socio e il direttore tecnico, se si tratta di societa` in nome collettivo; i soci accomandatari e il direttore tecnico, se si tratta di societa` in accomandita semplice; gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza e il direttore tecnico, se si tratta di altro tipo di societa`. Detti soggetti dovranno pertanto effettuare la relativa dichiarazione sostitutiva in sede di gara o in caso di richiesta di autorizzazione al subappalto.
In base al dettato normativo, la sanzione preclusiva trova applicazione, qualora sulla base degli indizi posti alla base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell`imputato del reato di concussione od estorsione, risulti l`omessa denuncia di tali reati da parte dei soggetti sopra indicati. Detto accertamento comporta il dovere per il Procuratore della Repubblica procedente di segnalare il fatto, unitamente alle generalita` del soggetto che ha omesso la denuncia, all`Autorita` di Vigilanza, affinche` questa ne curi l`inserimento sul sito dell`Osservatorio. Pertanto, l`esclusione dalla gara potra` avvenire, laddove dai dati inseriti nell`Osservatorio stesso risulti l`omessa denuncia a carico di uno dei soggetti rilevanti nella compagine sociale dell`impresa concorrente o affidataria del subappalto.
In merito alla nuova causa di esclusione, deve osservarsi che il tema del contrasto alla criminalita` organizzata e` sicuramente condiviso ed avvertito come centrale da parte dell`Associazione, ai fini dell`assicurazione di un mercato degli appalti corretto e trasparente.
Tuttavia, non vi e` dubbio che la nuova causa di esclusione introduca sostanzialmente una sanzione a carico degli imprenditori particolarmente grave per l`operativita` dell`impresa, consistente nella preclusione dalla partecipazione alle gare e dall`affidamento dei subappalti per un periodo di tre anni, per l`ipotesi di mancata denuncia, finendo per imporre un obbligo di denuncia finora mai espressamente previsto dall`ordinamento giuridico.
Al fine di semplificare l`attivita` delle imprese associate, si allega un modello di dichiarazione sostitutiva aderente al dettato normativo da emettere nei confronti delle stazioni appaltanti.
FONTE ANCE N.1182

Scarica modello-di-dichiarazione-sostitutiva.pdf Allegato Rassegna Stampa modello-di-dichiarazione-sostitutiva.pdf

Scarica legge-15-luglio-2009-n-94-art-2-comma-19.pdf Allegato Rassegna Stampa legge-15-luglio-2009-n-94-art-2-comma-19.pdf

Fonte:ANCE Agrigento

     
25/09/2009

CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI - D.LGS. 163/06 - MODIFICHE ALL’ART. 38 APPORTATE DALLA LEGGE N. 94 DEL 2009 - NUOVA CAUSA DI ESCLUSIONE DAI PUBBLICI APPALTI

 

Sul supplemento ordinario n. 128 alla G.U. 170 del 24-7-2008 è stata pubblicata la legge 15 luglio 2009, n. 94, “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”.

Il comma 19 dell’articolo 2 ha introdotto una nuova causa di esclusione dai pubblici appalti. Viene infatti prevista l’esclusione dalla partecipazione agli appalti di lavori pubblici per quelle imprese i cui legali rappresentanti o direttori tecnici abbiano subìto un tentativo di estorsione da parte della criminalità organizzata e “non risultino aver denunciato i fatti all’autorità giudi¬ziaria”.

Pertanto in occasione della partecipazione alle gare, il cui bando sia pubblicato a partire dal 8 agosto 2009, è necessario aggiungere alla dichiarazione relativa alle cause di esclusione previste dall’art. 38 del Decreto Legislativo n. 163/2006 anche la seguente:

«m-ter) di cui alla precedente lettera b) che, anche in assenza nei loro confronti di un procedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione o di una causa ostativa ivi previste, pur essendo stati vittime dei reati previsti e puniti dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non risultino aver denunciato i fatti all’autorità giudi¬ziaria, salvo che ricorrano i casi previsti dall’articolo 4, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. La circostanza di cui al primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nei tre anni antecedenti alla pubblicazione del bando e deve essere comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all’ Autorità di cui all’articolo 6, la quale cura la pubblicazione della comunicazione sul sito dell’Osservatorio».

 

Si ricorda che il testo integrale del D.Lgs. n. 163/2006 coordinato con le modifiche intervenute è pubblicato sul sito del Collegio CostruttorI all’indirizzo internet www.ancebrescia.it, nella rubrica “Lavori pubblici”.

____________________________________________

 

CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI - D.LGS. 163/2006 - MODIFICHE APPORTATE DALLA LEGGE N. 102 DEL 2009 ALLE PROCEDURE DI PRESENTAZIONE E VALUTAZIONE DELLE GIUSTIFICAZIONI A CORREDO DELL’OFFERTA

 

Sul supplemento ordinario n. 140 alla Gazzetta ufficiale n. 179 del 4 agosto 2009, è stata pubblicata la legge 3 agosto 2009 n. 102 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonchè proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali”.

Si ritiene opportuno sottolineare come l’articolo 4-quater, che riguarda “misure per la semplificazione in materia di contratti pubblici”, tratti solo di modifiche al Codice degli appalti pubblici, di cui si riepilogano succintamente i principali aspetti che riguardano unicamente la procedura di presentazione delle giustificazioni a corredo dell’offerta e della loro valutazione da parte della stazione appaltante. continua >>

Fonte: Collegio Costruttori Edili di Brescia

   
25/09/2009
   

  

25/09/2009
Chi dice che l’attuale crisi economica procura solo problemi alle PMI? Essa offre anche nuove possibilità, in particolare nel settore energetico.
segue

Fonte: Ufficio Federale dell'Energia (Svizzera)

     
25/09/2009
La sentenza della settimana - SOSPENSIONE PER I MANAGER CHE MOBBIZZANO -

Il Tribunale ha affrontato sia il tema della legittimita' o non dei procedimenti disciplinari riconducibili all'indagato, di cui ha rimarcato l'inconferenza valutativa con il conforto di questa Corte regolatrice (l'ordinanza richiama la Decisione Cass. Sez ..... secondo cui la condotta vessatoria integrante mobbing non è esclusa dalla formale legittimita' delle .....

Vai alla sentenza per esteso >>

 

 

25/09/2009
Rischio elettivo

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - Sentenza del 18-5-2009, n. 11417

Svolgimento del Processo

Con sentenza in data 8.4/6.5.2005 la Corte di appello di Firenze confermava la sentenza del Tribunale di Lucca del 15.10.2002 che aveva rigettato la domanda proposta da (…) ai fini del riconoscimento dell’indennizzabilità dell’infortunio sul lavoro occorsogli il 21.7.2000 e dell’adozione di ogni pronuncia accessoria e conseguente.

Osservava in sintesi la corte territoriale che la situazione di grave rischio in cui era venuto a trovare il (…) e che aveva causato l’infortunio era stata determinata da una sua scelta volontaria e per nulla necessitata, non avendo lo stesso alcun ragionevole motivo per seguire il tragitto prescelto (che in altre occasioni il lavoratore aveva cercato di imboccare, venendo “fermato in tempo” da altro dipendente, che lo aveva dissuaso dal percorrerlo, in quanto scosceso e con una curva in forte pendenza), anziché la via ordinaria, seguita in occasione di precedenti trasporti. Sicché nella fattispecie ricorreva l’ipotesi del rischio elettivo, escludente, come noto, l’indennizzabilità dell’infortunio.

Per la cassazione della sentenza propone ricorso (…) con due motivi.

Resiste con controricorso l’INAIL.

Motivi della decisione

Con il primo motivo, svolto ai sensi dell’art. 360 n. 5 cpc, il ricorrente lamenta che i giudici di merito hanno erroneamente ritenuto di ravvisare nei fatti per cui è processo la fattispecie del rischio elettivo, essendosi l’infortunio verificato lungo l’unica strada nell’occasione percorribile, in quanto il percorso normalmente seguito era ostruito da diversi veicoli parcheggiati nel piazzale antistante la cantina mentre il viottolo imboccato era libero e, comunque, costituiva uno dei percorsi alternativi per uscire dall’azienda.
Con il secondo motivo, svolto ai sensi dell’art. 360 n. 3 cpc, il ricorrente prospetta che la corte toscana non ha tenuto conto dei precedenti giurisprudenziali specifici sulla questione di diritto prospettata e che la sentenza di prime cure, comunque, non aveva fatto alcuna menzione del rischio elettivo, avendo rigettato la domanda per asserito svolgimento di un’attività funzionale ad un suo esclusivo interesse.

Il primo motivo è fondato.

Costituisce orientamento interpretativo acquisito di questa Suprema Corte che il rischio elettivo, quale limite all’indennizzabilità degli infortuni sul lavoro, è ravvisabile, per richiamare una definizione sintetica ricorrente, solo in presenza di un comportamento abnorme, volontario ed arbitrario del lavoratore, tale da condurlo ad affrontare rischi diversi da quelli inerenti alla normale attività lavorativa, pur latamente intesa, e tale da determinare una causa interruttiva di ogni nesso fra lavoro, rischio ed evento secondo l’apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito (cfr. ad es. Cass. n. 15047/2007; Cass. N. 15312/2001; Cass. N. 8269/1997; Cass. N. 6088/1995).
Più in particolare, per configurare il rischio elettivo secondo la definizione descritta, viene richiesto a) che il lavoratore ponga in essere un atto non solo volontario, ma anche abnorme, nel senso di arbitrario ed estraneo alle finalità produttive; b) che il comportamento del lavoratore sia motivato da impulsi meramente personali, quali non possono qualificarsi le iniziative, pur inconfrue ed anche contrarie alle direttive del datore di lavoro, ma motivate da finalità produttive; c) che l’evento conseguente all’azione del lavoratore non abbia alcun nesso di derivazione con l’attività lavorativa.
Nel concorso di tali situazioni, che qualificano in termini di abnormità la causa iniziale della serie produttiva dell’evento infortunistico, il rischio elettivo si distingue, quindi, dall’atto colpevole del lavoratore, e cioè dall’atto volontario posto in essere con imprudenza, negligenza o imperizia, ma che, motivato, comunque, da finalità produttive, non vale ad interrompere il nesso fra l’infortunio e l’attività lavorativa e non ne esclude, pertanto, la indennizzabilità.
A tale indirizzo interpretativo non si è attenuta la decisione impugnata, la quale ha omesso di considerare che l’infortunio si è realizzato a fronte di un comportamento del lavoratore che, sebbene imprudente, era, comunque, ricollegabile alle finalità aziendali, essendo l’infortunio avvenuto nell’espletamento dell’attività lavorativa ed in conseguenza di una scelta (quale quella di percorrere, fra i due sentieri di accesso all’azienda, quello più scosceso), che, sebbene non necessità, ed anzi evitabile, non risultava del tutto estranea alle finalità lavorative e non corrispondeva solo ad esigenze meramente personali.
In accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata – assorbito col secondo motivo – va cassata e rinviata a contiguo giudice territoriale, il quale, nel decidere la domanda proposta, si atterrà al principio di diritto indicato e provvederà anche in ordine alle spese.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla corte di appello di Bologna anche per le spese

   
25/09/2009
FIOM: nota sulle modifiche e le integrazioni apportate dal DLgs 106/2009 al DLgs 81/08, e indicazioni operative per i Rls

Pubblichiamo il contributo elaborato dalla FIOM, comprensivo delle prime indicazioni per i Rls, dopo l'approvazione del Decreto correttivo al Testo Unico.

Fonte: CGIL

 

  

25/09/2009

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

R,U,P, e Responsabile lavori

Obbligo di valutazione di tutti i carchi?

Elezione del RLS in società SNC con soli soci

DUVRI e condomini

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

    
25/09/2009
Non-Ionizing Radiation
Non-ionizing radiation is described as a series of energy waves composed of oscillating electric and magnetic fields traveling at the speed of light. Non-ionizing radiation includes the spectrum of ultraviolet (UV), visible light, infrared (IR), microwave (MW), radio frequency (RF), and extremely low frequency (ELF). Lasers commonly operate in the UV, visible, and IR frequencies. Non-ionizing radiation is found in a wide range of occupational settings and can pose a considerable health risk to potentially exposed workers if not properly controlled. continua >>

Fonte: OSHA

   
25/09/2009
Risparmio energetico in edilizia- Attestato di certificazione energetica

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Fonte: Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Modena

    
24/07/2009

Costruire Benessere -(14-28/6/2009) - esperimento del Cubo di Ghiaccio

Ora anche il video riepilogativo dell'evento ...
vieni a vedere il fantastico risultato ottenuto.

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gazzetta

Fonte: Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Modena

   
24/07/2009
L'angolo fiscale

Lotta ai paradisi: nell'Archivio anche i dati delle filiali estere
Nuove istruzioni agli uffici per l'utilizzo delle informazioni utili alle indagini finanziarie contro l'evasione
Anche le filiali estere delle banche e degli altri intermediari finanziari italiani, al pari di quelle residenti, devono trasmettere all'Archivio dei rapporti finanziari i dati relativi alle operazioni effettuate dai loro clienti. Si allarga il raggio d'azione delle indagini di contrasto alle attività estere nascoste al fisco.
Con la circolare n. 42/E del 24 settembre, l'agenzia delle Entrate fornisce nuove istruzioni agli uffici per l'utilizzo dei dati contenuti nell'Archivio, in modo da rendere tale strumento ancor più efficace nell'individuazione di attività detenute all'estero in violazione delle norme sul "monitoraggio fiscale", cioè senza darne comunicazione attraverso il quadro RW del modello Unico.
continua >> 

Il destino dei paradisi fiscali e le nuove strategie antievasione
Al tema è dedicato il convegno dell'agenzia delle Entrate e della GdF che si terrà a Roma il 29 settembre
continua >>

Fonte: Fisco Oggi

Risoluzione n. 251 del 24/09/09

Fonte: Agenzia delle Entrate

DETRAZIONE 55% - ELIMINAZIONE DELL’ATTESTATO DI QUALIFICAZIONE ENERGETICA PER IMPIANTI DOTATI DI CALDAIE A CONDENSAZIONE

(Legge 23 luglio 2009, n.99) 

Per poter beneficiare della detrazione del 55% (art.1, commi 20-24, della Legge 24 dicembre 2007, n.244) viene meno l’obbligo, da parte del contribuente, di acquisire l’attestato di qualificazione energetica, relativamente agli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.
Questo quanto disposto dall’art.31, comma 1, della Legge 23 luglio 2009, n.99, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 31 luglio 2009, ed ent
rata in vigore il 15 agosto.
In particolare, l’art.31[1] ha stabilito che,
a partire dal 15 agosto 2009, anche per la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione (così come per l’installazione di pannelli solari e per la sostituzione delle finestre e degli infissi in singole unità immobiliari), tra gli adempimenti cui è tenuto il contribuente, non è più necessaria l’acquisizione dell’attestato di qualificazione energetica.
Tenuto conto delle suddette novità legislative, i soggetti interessati al beneficio,
a partire dal 15 agosto 2009, relativamente agli interventi di sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, si ritiene siano tenuti ad acquisire la seguente documentazione:
A.asseverazione
di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti (artt. 6-9 del D.M. 19 febbraio 2007);
B.scheda
informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati elencati nello schema di cui all’Allegato E del Decreto 19 febbraio 2007.
In attesa di conferma e di
ulteriori chiarimenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, e dell’Agenzia delle Entrate, sugli effetti delle modifiche normative intervenute, l’ENEA ritiene che “coloro che hanno ultimato i lavori prima del 15/8 siano tenuti a presentare sia l’allegato A che l’allegato E, mentre coloro che completeranno i lavori a partire dal 15/8 siano soggetti a compilare e ad inviare all’Enea il solo allegato E attraverso il sito di invio http://finanziaria2009.acs.enea.it.
Qualora questo non sia ancora strutturato in modo da permettere l’invio del solo allegato E o della documentazione che eventualmente dovesse essere richiesta dal Ministero, si ritiene che sia consentito l’invio tramite raccomandata semplice esclusivamente per i soggetti che possono avvalersi della nuova normativa
relativa al comma 347”[2].

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[1] Legge 23 luglio 2009, n. 99
Pubblicata nella
Gazz. Uff. 31 luglio 2009, n. 176, S.O.

Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia.
«omissis»

Art. 31. (Semplificazione di procedure)
1. All’articolo 1, comma 24, lettera c), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «e al comma 346 del medesimo articolo 1» sono sostituite dalle seguenti: «e ai commi 346 e 347 del medesimo articolo 1».

«omissis»

[2] http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.pdf

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DETRAZIONE DEL 55% - BENEFICIO AMMESSO ANCHE PER GLI IMMOBILI DICHIARATI INAGIBILI DOTATI DI IMPIANTO TERMICO

(Risoluzione Ministeriale n.215/E del 12 agosto 2009) 

Riprendendo i chiarimenti già forniti nella Circolare Ministeriale n.36/E del 31 maggio 2007, l’Agenzia delle Entrate ribadisce che l’immobile oggetto dell’intervento può appartenere a qualsiasi categoria catastale, purchè esistente.
Essendo questa la condizione preliminare per ammettere al beneficio le spese sostenute per ogni tipologia di lavori, la nozione di “edificio esistente” è stata chiarita dalla C.M. 36/E/2007.
Infatti, fermo restando che il beneficio si applica ai fabbricati appartenenti
ad ogni categoria catastale (compresi i fabbricati rurali), l’edificio si considera esistente se risulti iscritto in catasto, oppure qualora ne sia stata fatta richiesta di accatastamento, e se risulti effettuato il pagamento dell’ICI, ove dovuta.
L’applicazione del beneficio non viene
meno anche se l’edificio sia classificato nella categoria F2 come “unità collabente” (cioè in parte o in tutto inabitabile), trattandosi comunque di edificio esistente[1].
Secondo l’Agenzia delle Entrate, infatti, anche un fabbricato considerato
collabente ed iscritto in catasto nella categoria F2 può essere considerato come “edificio esistente, trattandosi di un manufatto già costruito e individuato catastalmente, seppure non suscettibile di produrre reddito”.
Per ciascun intervento oggetto dell’agevolazione, l’Agenzia delle Entrate ha precisato, altresì che, al fine di poter fruire della detrazione d’imposta, gli edifici devono essere dotati di un impianto termico già esistente.
Per verificare se l’edificio è dotato o meno di un impianto termico, l’Agenzia delle Entrate specifica che, ai fini della verifica, bisogna fare riferimento alle disposizioni tecniche, riportate nell’Allegato A, al punto 14, del D.
Lgs. n.311 del 29 dicembre 2006[2].
In conclusione, la detrazione del 55% dalle imposte sui redditi
viene riconosciuta anche nel caso in cui il fabbricato, oggetto dell’intervento di riqualificazione energetica, è classificato come unità collabente a seguito di un evento sismico, fermo restando la presenza, all’interno del fabbricato oggetto dell’intervento, di un sistema di riscaldamento, avente la qualifica di “impianto termico”. 

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[1] Cfr., a tal proposito, la C.M. 36/E/2007, che fornisce la nozione di “edificio esistente”.
[2
] D.Lgs. 29-12-2006 n. 311.

Disposizioni correttive ed integrative al D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell’edilizia.
Allegato A
«omissis»

14. impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonchè gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kW.

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DETRAZIONE DEL 36% - SPESE PER ONERI AMMINISTRATIVI

(Risoluzione Ministeriale n.229 del 18 agosto 2009) 

Ai fini della detrazione IRPEF del 36%, anche la TOSAP rientra tra le spese agevolabili, poichè inclusa tra quelle sostenute per oneri amministrativi, direttamente collegate all’esecuzione dei lavori, nonostante il pagamento non venga effettuato tramite bonifico.
Questo quanto chiarito dalla Risoluzione Ministeriale n.229 del 18 agosto 2009.

In particolare,
in risposta ad un quesito, l’Amministrazione finanziaria ha ammesso le spese sostenute per oneri amministrativi, tra cui il pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico (TOSAP), all’interno della voce “altri costi strettamente inerenti la realizzazione degli interventi e gli adempimenti posti dal regolamento di attuazione delle disposizioni in materia”, dichiarati agevolabili nella Circolare Ministeriale n.57/E del 24 febbraio 1998 e ribadita nella Circolare Ministeriale n.121/E dell’11 maggio 1998.
Infine, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che, nonostante il pagamento della suddetta tassa
venga effettuato tramite conto corrente e non con bonifico, si può accedere ugualmente alla detrazione del 36%.
In merito, nelle istruzioni del modello di dichiarazione Unico Persone Fisiche, si precisa che,
in relazione alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per i pagamenti effettuati a favore delle pubbliche amministrazioni non è richiesta la modalità del bonifico, trattandosi di versamenti effettuati con modalità obbligate.

Fonte: Collegio Costruttori Edili Brescia

   
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