Lavoratori
stranieri più sicuri: al via il progetto pilota in Lombardia
8 luglio 2009. La regione
è stata scelta come area "pilota" per l'attività di formazione di 250
operatori INAIL di sportello e di 350 mediatori culturali. L‘obiettivo:
fornire loro competenze per rapportarsi meglio con le diverse etnie e
facilitare i rapporti con l'Istituto
BRESCIA - In
controtendenza rispetto all'andamento generale del paese, gli infortuni
sul lavoro ai danni dei lavoratori stranieri in Italia aumentano di anno
in anno: 124.828 nel 2005 (13,3% sul totale nazionale), 129.303 nel 2006
(13,9%), 140.785 nel 2007 (15,4%) e 143.561 nel 2008 (16,4%). Tra le
strategie messe in atto dall'INAIL per limitare questo fenomeno
drammatico si distingue, dunque, per la sua particolare significatività
il progetto "Lavorare sicuri", che prenderà il via domani a Brescia.
Tra gli elementi che caratterizzano in modo rilevante l'iniziativa,
innanzi tutto, spicca la regione scelta come sede "pilota": la Lombardia
(in particolare le province di Bergamo e Brescia, dove nel 2007 si sono
registrati rispettivamente 4.252 e 5.946 incidenti tra lavoratori
immigrati), una delle aree nazionali dove questo genere di infortuni si
verifica con particolare frequenza. "Il numero più elevato di incidenti
tra i lavoratori stranieri dipende da fattori legati alla cultura, alla
lingua e alla percezione del rischio", spiega Alfonso Speranza,
direttore INAIL di Brescia. "Per questo il progetto punta sulla
formazione e sull'informazione". "Lavorare sicuri" prevede, così, la
formazione di 250 operatori INAIL di sportello, che acquisiranno
competenze per rapportarsi meglio con le diverse etnie e facilitare così
i rapporti fra questa specifica tipologia di utenza e l'Istituto, e di
circa 350 mediatori culturali o rappresentanti delle associazioni di
stranieri. Ancora, i lavoratori immigrati verranno raggiunti da una
campagna di sensibilizzazione dedicata ai comportamenti responsabili in
azienda, sui diritti e doveri, e sui servizi di tutela offerti
dall'INAIL. Entro il 2010 il progetto "Lavorare sicuri" verrà esteso
anche a tutte le altre regioni del paese. Entrando nello specifico dei
dati, a livello generale in Lombardia crescono gli incidenti sul lavoro
che coinvolgono immigrati, pur essendo in diminuzione quelli mortali.
Nel 2007, infatti, gli infortuni denunciati all'INAIL sono stati 29.497
(la maggior parte dei quali - 24.900 - ha riguardato extracomunitari).
Nel 2008 il dato è salito a quota 29.673 - la cifra è ancora provvisoria
e ufficiosa - e anche in questo caso gli extracomunitari sono risultati
i più colpiti (24.678 casi). Diverso, invece, l'andamento degli
incidenti mortali: si è passati dai 45 stranieri nel 2007 ai 40 nel
2008. Le province con più infortuni, nel 2007, sono Milano (9.050),
Brescia (5.946) e Bergamo (4.252), quelle che contano il maggio numero
di lavoratori stranieri. Per i casi mortali al primo posto spicca Milano
(13 morti), seguita da Bergamo (10) e Mantova (7). Per quanto riguarda
le nazionalità, i marocchini sono i più coinvolti, con 4.751 infortuni e
7 decessi nel 2008 (dato provvisorio e ufficioso). Seguono romeni (3.256
incidenti e 7 morti) e albanesi (2.614 infortuni e 3 morti).
Prima di
insegnare sicurezza conviene fare un sopralluogo
Mai il diavoletto ci
ha messo lo zampino in questo modo così tondo, denso,
inconfutabile. Un corso di aggiornamento per architetti
specializzati in sicurezza tenuto in una sala insicura,
cedevole, massicciamente degradata continua >>
Droghe,
alcol, incidenti stradali: come prevenirli?
Il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Bologna, con il
patrocinio della Società chimica italiana, ha organizzato un meeting scientifico
sul tema “Droghe - Alcool - Incidenti Stradali: Come prevenirli?” che si è
svolto a Bologna lo scorso 24 Aprile.
Nel corso della giornata di studio sono intervenuti rappresentanti del mondo
accademico, scientifico e delle Forze dell’Ordine, che hanno permesso un’analisi
approfondita e poliedrica del fenomeno degli incidenti stradali provocati da
guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti,
una realtà drammatica che causa ogni anno un alto numero di morti e di
invalidità permanenti.
Dopo la presentazione di Claudio Galletti - preside della Facoltà di Medicina -
e di Giorgio Cantelli Forti - presidente del Polo Scientifico-Didattico di
Rimini – il presidente dell’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale,
Giordano Biserni, è entrato nel vivo del dibattito fornendo dati aggiornati che
descrivono le dimensioni del fenomeno. La prof.ssa Maria Augusta Raggi, del
Laboratorio di Analisi farmaco-tossicologica e organizzatrice dell’evento, è
intervenuta illustrando gli aspetti laboratoristici e i risultati raggiunti in
ambito scientifico nel campo delle analisi tossicologiche di sostanze
stupefacenti. Gli interventi successivi hanno approfondito gli aspetti
psichiatrici, i comportamenti a rischio e le disabilità alla guida connessi
all’uso di droghe. Il capo Dipartimento Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni,
ha presentato i risultati del Protocollo “Drugs on street: no crash”,
un’iniziativa che coinvolge Forze dell’Ordine e personale sanitario per svolgere
accertamenti tossicologici sui conducenti e contrastare il fenomeno della guida
in stato psicofisico alterato per l’assunzione di alcol e droghe.
Nel quadro del Protocollo d'intesa tra il
Ministero dello Sviluppo Economico e la
Regione Lazio
in materia di formazione sulle tematiche delle Linee Guida OCSE, si è tenuto,
presso la sede del Ministero, il seminario intitolato: "Linee Guida OCSE,
internazionalizzazione, responsabilità sostenibile d'impresa".
Al seminario sono intervenuti l'On. Silvia Costa, Assessore alla Scuola, al
Diritto allo Studio ed alla Formazione Professionale della Regione Lazio, il
Prof. Andrea Casadei
e il
dr. Filippo Amadei,
del Centro Studi Philantrophy dell'Università di Bologna - sede di Forlì e la
dr.ssa Carla Petrungaro, del Ministero dello Sviluppo Economico - PCN.
Il seminario, primo di un ciclo di iniziative ed incontri che si terranno nel
territorio della Regione Lazio, ha inteso fornire ad operatori economici,
formatori e rappresentanti degli enti locali una panoramica sui vantaggi
competitivi per le imprese, soprattutto nel mercato globale, derivanti
dall'adozione di comportamenti socialmente responsabili e su principi contenuti
nelle Linee Guida OCSE, ma anche sui benefici che tale scelta porta al
territorio nel quale operano imprese "virtuose".
ANTINCENDIO: CHIARIMENTO SUI DIESEL TANK
Ricordiamo che la questione risale alla possibilità di applicare la procedura
semplificata di ottenimento del C. P.I. sancita dal D.M. 12/9/2003:
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e
l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità
geometrica non superiore a 9 m3, in contenitori-distributori rimovibili per il
rifornimento di automezzi destinati all'attività' di autotrasporto.
In particolare, al fine di evitare “domande improprie” per il rilascio di CPI si
ribadisce che:
• Le disposizioni del decreto non si applicano agli impianti fissi di
distribuzione carburanti per autotrazione, ad uso pubblico e privato, per i
quali continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni di prevenzione
incendi.
Fondamentale allora, è stato inquadrare bene cosa si intenda per “attività di
autotrasporto”:
• Le sole imprese di autotrasporto iscritte in Camera di Commercio con
l’indicazione nell’oggetto sociale dell’attività di autotrasporto ed
appartenenti al settore:
o trasporto merci conto terzi ed iscritte al relativo Albo degli
autotrasportatori conto terzi;
o trasporto di persone, imprese abilitate allo svolgimento del servizio di
linea, noleggio con conducente e taxi.
Influenza A: l’epidemia in Italia contenuta grazie
al lavoro dei laboratori coordinati dall’ISS e dal
Ministero della Salute
ISS 19/06/2009
Il numero dei casi, le persone colpite, i sintomi, i
trattamenti ricevuti. Insomma, tutte le caratteristiche
epidemiologiche e la distribuzione geografica del virus
H1N1, all’origine dei primi 54 casi di influenza A
(ricordiamo che attualmente i casi in Italia sono 88)
diagnosticati nel nostro Paese tra il 27 aprile e il 10
giugno 2009, sono state descritte in uno studio uscito
sulla rivista
Eurosurveillance, firmato dai ricercatori dei
Dipartimenti Malattie Infettive, Parassitarie e
Immunomediate e di Medicina Veterinaria dell’ISS, del
Ministero della Salute e della Rete Nazionale di
Sorveglianza Virologica dell’Influenza (Influnet). continua >>
Il progetto NECOBELAC è finalizzato alla costituzione di
una rete di collaborazione tra paesi europei (EU) e
paesi dell'America Latina e dei Caraibi (LAC) per
diffondere conoscenze sulle modalità di scrittura
scientifica e sugli strumenti più idonei a diffondere
informazioni ad accesso aperto per la tutela della
salute pubblica. In tale ambito, il progetto si propone
di attuare un cambiamento culturale e non solo
infrastrutturale per uno scambio bidirezionale (EU-LAC)
di informazioni e di iniziative di collaborazione. Sarà
sviluppato un programma di formazione diretto a tutti
gli stakeholder nel settore della comunicazione
scientifica: autori, editori, specialisti
dell’informazione, enti finanziatori della ricerca,
decisori politici. Il progetto ha durata triennale, a
partire dal 1° febbraio 2009.
Per informazioni e documentazione, consultare il sito
del progetto
www.necobelac.eu.
Il
notiziario dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: lo stress
lavoro-correlato
E' on-line l'ultima
edizione del notiziario rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Questo numero è dedicato all'analisi dello stress collegato al lavoro.
RAEE:
dopo il lungo rodaggio, il sistema può decollare
Le Direttive europee sui RAEE
hanno condotto l’Italia ad adottare una propria
normativa sulla
gestione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita:
il Decreto Legislativo 151/2005.
Sono passati quattro anni ma, perché il sistema di gestione dei RAEE
decolli, mancano ancora all’appello alcuni importanti regolamenti attuativi.
Uno di questi prevede l'introduzione di semplificazioni burocratiche
per la raccolta dei RAEE presso i rivenditori di apparecchiature elettriche
ed elettroniche ed è attualmente all’esame del Consiglio di Stato. In
assenza di tale Decreto, i distributori non sono ancora soggetti all’obbligo
di ritiro "uno contro uno", ovvero il ritiro del RAEE all'acquisto di
un'apparecchiatura equivalente da parte dei consumatori, in quanto non
autorizzati (e non autorizzabili) a gestire rifiuti prodotti da terzi. In
questo modo, un flusso considerevole di rifiuti non riesce a essere
intercettato dal sistema.
Ma, entro breve tempo (ci si augura già il prossimo autunno), il Regolamento
sulle semplificazioni sarà vigente e con l’entrata in vigore del Decreto il
coinvolgimento dei punti vendita e dei rivenditori di AEE nel sistema di
gestione dei RAEE produrrà effetti decisamente positivi: i distributori
ritireranno i RAEE dai propri clienti fungendo da centri di raggruppamento,
con vantaggi di tipo economico e ambientale per il sistema di logistica
inversa.
Nel frattempo, mentre in Italia si lavora per approvare i Regolamenti
attuativi del D.Lgs 151, l’Europa sta abbozzando le prime sostanziali
modifiche alla Direttiva che ha messo in moto la macchina e ha portato il
“vecchio continente” a occuparsi in maniera non occasionale dei RAEE.
Ma perché dobbiamo fare tutti uno sforzo per raccogliere e gestire in
maniera compatibile i RAEE?
Secondo gli obiettivi stabiliti dalla Legge vigente il recupero e il riciclo
di materie prime-seconde porterà l’Europa a
risparmiare120 milioni di gigajoule, corrispondenti a 2,8 milioni di
tonnellate di petrolio ogni anno, con un risparmio energetico pari al 60-80%
rispetto all’utilizzo di materie prime vergini. Ma non meno significativi
sono i vantaggi per l'ambiente e la salute.
Piombo, cadmio, cromo, Pcb, Pvc, diossine, furani, berillio, fosforo,
nichel, polibromurati, … sono sostanze contenute nei più banali
elettrodomestici, e, se disperse nell’ambiente, hanno effetti irritanti,
cancerogeni, teratogeni, mutageni o dannosi per il sistema nervoso e
riproduttivo delle persone e degli altri esseri viventi. Per non parlare dei
gas a effetto serra, come CFC o HCFC, contenuti nelle serpentine di
refrigerazione e nelle schiume isolanti dei frigoriferi di vecchia
generazione, dannosissimi per lo strato di ozono e per la qualità dell'aria
che respiriamo.
Raccogliere e gestire con criterio e cautela i rifiuti elettronici non è
dunque solo un obbligo di Legge, ma anche un dovere etico e ambientale, non
più "prorogabile".
Loris Riva,
Membro dell'Osservatorio Nazionale dei Rifiuti
Si è svolto a Roma presso la sala congressi di ISPRA il
29
maggio 2009 il
Workshop informativo (pdf, 59 KB) sul programma comunitario
LIFE+ organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con
Stella Consulting e MHW.
Documento
di valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro: "DATA CERTA". Requisiti
La Regione Toscana al fine
di uniformare i criteri interpretativi relativi
all' aspetto "data certa" della redazione del documento di valutazione
dei
rischi di cui all'art. 28 c. 2 del DLgs 9 aprile 2008 n. 81, ha indicato
le
tipologie amministrative praticabili per soddisfare il requisito di
legge.
Ciò in attesa di ulteriori precisazioni a livello nazionale.
Studio in aree pilota
sui riflessi ambientali e sanitari
di alcuni contaminanti chimici
emergenti (interferenti endocrini):
ambiente di vita, esiti riproduttivi
e ripercussioni nell’età evolutiva
(PREVIENI) continua >>
E' disponibile
on-line, in versione inglese, l'Invito
alla Manifestazione d'Interesse per ricevimento di
co-finanziamento per la preparazione del
project design
document (PDD) per i progetti del Clean Development
Mechanism (CDM), nell'ambito della cooperazione tra il Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare della
Repubblica Italiana e il Ministero dell'Ambiente e della
Pianificazione della Repubblica di Macedonia
Fonte:
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
TESTO UNICO SICUREZZA
E NON SOLO ...-
Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua
evoluzione, sul Testo Unico
sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:
The oil and gas
industry employs hundreds of thousands of people and is a vital
component of the national economy. Worker safety and health are
important to this industry. This eTool* identifies common
hazards and possible solutions to reduce incidents that could
lead to injuries or fatalities.
continua >>
Vuoi
vedere anche tutte le altre notizie di giovedi' 9 luglio 2009 e scaricare tutti i documenti allegati?
Le
altre notizie del 09.07.2009 sulla sicurezza e salute sul lavoro (Riservate agli
abbonati):
Data certa
- Procedure per l'accertamento di
tossicodipendenza o assunzione di sostanze psicotrope nei lavoratori
- Processi aziendali e molto altro ancora .....
Negozi specializzati nella vendita del biologico, ristoranti che
propongono menu a base di soli alimenti privi di sostanze chimiche.
Il consumo di prodotti coltivati senza il ricorso a sostanze
sintetiche quali concimi, antiparassitari, e pesticidi si sta
diffondendo sempre di più, fino a diventare una vera e propria moda.
Non sempre, comunque, gli alimenti privi di fertilizzanti sintetici
risultano qualitativamente superiori rispetto agli altri. “In alcuni
casi, come ad esempio per il cavolo bianco o per gli spinaci, il
prodotto biologico ha risposto meglio dal punto di vista di un
maggior contenuto in antiossidanti; per altre tipologie di prodotti,
quali insalate e pesca gialla, la metodologia di coltivazione non ha
influito in maniera significativa sulla qualità finale”. Ad
affermarlo è Filomena Nazzaro, dell’Istituto di scienze
dell’alimentazione (Isa) del Cnr di Avellino che, insieme con i
colleghi Florinda Fratianni e Alfonso Sada, ha svolto una ricerca
presso il laboratorio di Biotecnologie e sicurezza alimentare dell’Isa-Cnr,
nell’ambito di un progetto finanziato dal Craa (Consorzio ricerca
applicata agricoltura) e coordinato dall’università di Salerno.
Lo studio, che ha riguardato sia frutta che ortaggi coltivati in
Campania, è stato condotto attraverso analisi comparative tra
cultivar ottenute da coltivazione biologica e convenzionale, allo
scopo di individuare quale rispondesse meglio in termini biochimici
(contenuto di polifenoli totali, attività antiossidante totale, etc.)
e fosse quindi più conveniente per il consumatore.
“Il vasto impiego di pesticidi nelle coltivazioni convenzionali
contro l’attacco di parassiti”, spiega Alfonso Sada dell’Isa-Cnr,
“potrebbe risultare fonte di rischio per la salute pubblica.
Mediante test in vitro è stata valutata l’eventuale presenza di
contaminanti a potenziale attività mutagena nei campioni vegetali da
cultivar convenzionali e nelle controparti biologiche. I risultati
hanno mostrato che nessuno dei campioni esaminati, indipendentemente
dal metodo di coltivazione, conteneva sostanze ad attività
genotossica”.
“La differenza è stata invece notata per quanto riguarda l’attività
antimutagena”, conclude Nazzaro, “cioè la potenziale capacità, in
vitro, di limitare l’azione di sostanze notoriamente mutagene, e
quindi potenzialmente cancerogene. In questo caso, generalmente, i
campioni da coltura biologica hanno mostrato attività
anticancerogena superiore rispetto alla controparte convenzionale”.
Antonio Coviello
Fonte: Filomena Nazzaro e Alfonso Sada, Istituto di scienze
dell’slimentazione del Cnr, Avellino, tel. 0825/299102, 0825/299423,
e-mail:
mena@isa.cnr.it;
sada@isa.cnr.it
Iodoprofilassi: attivo il sito web dell’Osservatorio
ISS - 2 luglio 2009
E’ dedicato agli operatori del settore ma anche ai cittadini
comuni che vogliono informazioni su interventi di prevenzione il
nuovo sito dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della
Iodoprofilassi in Italia
Osnami: un
altro supporto che l’ISS ha messo a punto per contrastare le
patologie legate alla carenza di iodio. Proprio a questo
argomento è dedicato il convegno di oggi: "La iodoprofilassi in
Italia", organizzato in collaborazione con l’Associazione
Italiana della Tiroide e con il Ministero della Salute.
L’obiettivo è quello di affrontare uno dei più importanti
problemi di sanità pubblica a livello mondiale, ovvero gli
effetti della carenza nutrizionale di iodio, ma anche quello di
diffondere le informazioni relative agli interventi che il
nostro Paese ha attuato per contrastare le patologie da carenza
iodica. continua >>
Vuoi
vedere anche tutte le altre notizie di venerdi' 9 luglio 2009 e scaricare i documenti allegati?
Le
altre notizie del 09.07.2009 sulla sicurezza alimentare (Riservate agli
abbonati):
Distribuzione nell'agro-alimentare
- Rischi delle farinee molto altro ancora .....