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29/05/2009 |
CARATTERIZZAZIONE DEL CARBURANTE PER VELIVOLI AERONAUTICI AI FINI DELLA
VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE PROFESSIONALE
M.I. Barra, M.R. Fizzano, G. Novembre
INAIL - Direzione Generale - Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e
Prevenzione
RIASSUNTO
Nell’ambito di un studio sui rischi professionali nel settore aeronautico
condotto dalla CONTARP Centrale, è stato preliminarmente sviluppato un metodo
analitico per l’analisi di vapori emessi da JP-8. Il metodo è stato messo a
punto per quantificare 14 composti preventivamente selezionati tra quelli
presenti in maggiore concentrazione e interessanti del punto di vista
igienistico industriale.
Per la caratterizzazione del carburante è stata utilizzata la gas cromatografia
con rivelatore a ionizzazione di fiamma (GC-FID). In laboratorio sono state
effettuate diverse prove su vapori emessi dal carburante, prelevati simulando le
condizioni di campionamento ambientale e personale. Nel presente lavoro sono
descritte le condizioni analitiche individuate per la caratterizzazione del
carburante.
SUMMARY
In this paper is reported a new analytical method implemented to evaluated the
personal exposure to jet fuel vapours. 14 components relevance for industrial
hygienist are analysed using gas chromatography and flame ionization detector
techniques. The analytical condition and results about retention times,
precision, limit of detection, limit of quantification, linearity and recovery
are reported.
1. PREMESSA
Nell’ambito del progetto condotto dalla CONTARP Centrale relativo alla
valutazione dei rischi professionali del settore aeronautico, è emersa la
necessità di valutare, per quanto concerne il rischio chimico, l’esposizione a
vapori emessi dal carburante utilizzato per il rifornimento dei velivoli.
Oggetto del presente studio è la caratterizzazione del JP-8 (jet propellent -8),
uno dei carburanti più utilizzati soprattutto in ambito militare.
Questo, dal punto di vista chimico, è una complessa miscela di composti C4-C14
appartenenti a diverse classi: quelle degli alcani (n- e isoalcani), delle
olefine, dei nafteni e degli aromatici. La composizione è variabile, anche se è
comunque individuabile il 18% di composti aromatici (U.S. department, 1998). A
temperatura ambiente si presenta come liquido incolore, con tendenza ad
evaporare, di odore simile al cherosene.
L’esposizione professionale a JP-8 è a carico dei lavoratori adibiti al suo
trasporto e di coloro che, nelle linee di volo sono addetti al rifornimento
carburante. I rischi sono legati ai compo-
continua >>
Fonte: INAIL |
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29/05/2009 |
Uranio
impoverito: i risultati del convegno Iss di
dicembre 2008
Dal
punto di vista epidemiologico, nel Regno Unito
non si evidenzia un eccesso di tumori o leucemie
nelle coorti degli esposti a contaminazioni
ambientali da uranio impoverito, di cui comunque
non esiste una stima attendibile dell'inalazione
o dell'ingestione. Diverso è il discorso per i
veterani americani che, colpiti da "fuoco
amico", hanno frammenti di munizioni all'interno
del corpo e mostrano segni di intossicazione
(chimica, più che radiologica). Nell'ambito
degli studi in vitro, un interessante filone di
ricerca è quello appunto che studia il legame
tra l'azione chimica e radiologica nella
cancerogenicità dell'uranio. Il monitoraggio
svolto in Bosnia-Erzegovina e in Serbia ha
confermato che in questi territori non vi è
contaminazione ambientale diffusa anche se, nei
dintorni dei siti più colpiti, esistono "punti
caldi" dove si è accumulato il dilavamento di
frammenti di uranio impoverito o è stato
disperso particolato a seguito dell’impatto dei
penetratori all'uranio impoverito con un corpo
rigido. L'indagine nel sud dell'Iraq, infine, ha
dimostrato che le esposizioni più elevate sono
causate dall'inalazione di polveri sospese da
parte di bambini che giocano o adulti che
lavorano all'interno di veicoli militari
colpiti. Sono le principali conclusioni emerse
al convegno internazionale "Uranio
impoverito: aggiornamenti sullo stato della
ricerca - Depleted uranium research: an update",
che si è tenuto il 17 dicembre 2008 all’Iss.
Visita il sito dell’Iss per
scaricare le relazioni del convegno.
Fonte:
Epicentro |
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29/05/2009 |
Art.
9, D.Lgs. n. 124/04 - Procedura di emersione dei
rapporti di lavoro irregolari - Estinzione delle
sanzioni amministrative
Inserito il 26 Maggio 2009 in
Lavoro e previdenza
Con
l`allegata risposta ad istanza di interpello
n. 43 del 15 maggio 2009, il Ministero del
Lavoro ha fornito alcune indicazioni
relative alle fattispecie, costituenti
illeciti di natura amministrativa,
suscettibili di estinzione a seguito della
attivazione della procedura di emersione di
cui all`art. 1, comma 1197, della Legge n.
296/2006.
Relativamente ai reati, le violazioni
suscettibili di estinzione a seguito di
procedura di regolarizzazione sono
riconducibili alle sole ipotesi collegate al
mancato versamento di contribuzione
obbligatoria.
Con riferimento agli illeciti di natura
amministrativa, il Dicastero ha evidenziato
che il versamento della somma dovuta a
titolo di regolarizzazione contributiva fa
venir meno tutte le “obbligazioni per
sanzioni amministrative“ legate comunque al
lavoro “nero“, comprese quelle riguardanti
gli obblighi documentali, le comunicazioni
di assunzione, la c.d. maxisanzione per il
lavoro “nero“, nonche` tutte le altre
violazioni relative alla prestazione di
lavoro, come ad esempio in materia di orario
di lavoro.
Anche le sanzioni civili applicate per il
mancato versamento contributivo si
estinguono a seguito dell`attivazione della
procedura di emersione.
Per l`estinzione dei reati e delle sanzioni
pecuniarie amministrative, ad ogni modo, e`
necessario che siano stati versati
integralmente i due terzi dei contributi
dovuti al termine dei cinque anni previsti
per l`estinzione del debito previdenziale
agevolato, nonche` che siano rispettati gli
obblighi in materia di salute e sicurezza
dei lavoratori.
Fonte ANCE n.566
Scarica interpello-n43_09.pdf
Fonte: ANCE Agrigento - News del
26.05.2009 |
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29/05/2009 |
Orario di lavoro -
Riposi al padre in alternativa alla madre casalinga
Inserito il 26 Maggio 2009 in Lavoro e previdenza
E` riconoscibile al lavoratore padre il diritto a fruire dei congedi di cui
all`art. 40, lett. c), del D.lgs n. 151/01, anche nel caso in cui la madre sia
una casalinga.
Il Ministero del lavoro, con la allegata lettera circolare n. 8494-09, perviene
a precisare quanto sopra nella considerazione che la giurisprudenza
amministrativa ritiene di ricomprendere nella fattispecie di “madre non
lavoratrice dipendente“ la lavoratrice casalinga.
Tale giurisprudenza fa altresi` presente che alcuni settori dell`ordinamento
considerano la casalinga appunto come una lavoratrice.
Inoltre, la giurisprudenza di legittimita` ha espressamente affermato che in
numerosi ambiti la casalinga viene ritenuta una lavoratrice e tale
interpretazione risulta aderente alla necessita` di garantire al lavoratore la
cura del neonato in tutte quelle ipotesi in cui l`altro genitore sia tenuto a
svolgere attivita` lavorativa che lo distolgano dall`assolvimento di tale
compito (Cassazione, Sez. III, sentenza n. 20324/09).
Fonte Ance n.561
Scarica
lettera-circolare-ministero-del-lavoro-del-12-maggio-2009.pdf
Fonte: ANCE
Agrigento - News del 26.05.2009 |