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21 MAGGIO 2009

  

   

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SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE (27 MAGGIO 2009)

   
21/05/2009

Gravi ustioni durante un travaso di benzina

 

Un apprendista riporta gravi ustioni durante un travaso di benzina a causa dell'innesco dei vapori. L'officina in cui lavora finisce in cenere.   

   Questa stufetta, presente nel locale pausa, è stata la causa dell'incendio.  

Foto: questa stufetta, presente nel locale pausa, è stata la causa dell'incendio.

L'apprendista riceve l'incarico di travasare della benzina da un fusto di 200 litri in un altro più piccolo da 60 litri. Per motivi non chiari il liquido trabocca dal recipiente e si sparge sul pavimento formando una chiazza di 60-80 cm. L'apprendista chiama in aiuto un collega impegnato in quel momento davanti all'officina. Assieme cercano di assorbire la benzina con della segatura e alcuni strofinacci. All'improvviso i vapori di benzina prendono fuoco.

In un battibaleno i vestiti dell'apprendista vengono avvolti dalla fiamme. La vittima riporta ustioni gravi di secondo e terzo grado sul 60 per cento circa del corpo. Il collega si ustiona alla mano. L'officina viene ridotta a un cumulo di ceneri.

Dall'indagine di infortunio emerge che da anni la benzina veniva travasata sempre allo stesso modo. L'apprendista conosceva la procedura. L'officina era sistemata in modo che il deposito dei solventi fosse adiacente al locale pausa e che la porta fosse aperta. A scatenare l'incendio è stata una stufa a legna collocata in un angolo dell'officina a 4 m di distanza.

Per evitare infortuni simili:

Datore di lavoro

  • Accertarsi che i locali di stoccaggio e travaso siano conformi alle disposizioni della direttiva CFSL "Liquidi infiammabili“ (codice 1825.i, link in Waswo).
  • Definire i requisiti per i locali dell'officina e metterli in pratica, in collaborazione con la polizia del fuoco, la protezione delle acque e la Suva.
  • Adeguare le operazioni di stoccaggio e manipolazione dei carburanti a eventuali modifiche della situazione (ad es. se si impiegano ripetutamente dei carburanti speciali acquistarne maggiori quantità).

Responsabile d'azienda

  • Verificare costantemente lo stoccaggio e l'uso della benzina.
  • Informare il datore di lavoro su eventuali carenze riscontrate nei locali adibiti allo stoccaggio dei carburanti e fare delle proposte di miglioramento.
  • Effettuare periodicamente dei controlli e documentare i risultati (in base alla lista di controllo "Stoccaggio di liquidi facilmente infiammabili“,codice 67071.i, link in Waswo).
  • Emanare delle direttive di lavoro interne in merito all'uso di liquidi infiammabili ed esporle in una bacheca all'interno dell'officina.
  • Istruire i dipendenti sulla manipolazione dei liquidi infiammabili e su come comportarsi in caso di emergenza.

Lavoratori

  • Attenersi alle istruzioni del superiore.
  • Segnalare subito al superiore eventuali carenze o anomalie.

Fondamenti giuridici

Weitere Informationen

Conclusioni

Durante i sopralluoghi nelle aziende e sulla base di segnalazioni raccolte negli audit di certificazione gli esperti della Suva continuano a rilevare che sul lavoro non si presta la dovuta attenzione durante lo stoccaggio e la manipolazione di benzina. L'infortunio appena illustrato mostra quanto siano pericolosi i vapori di benzina. Per far sì che l'opera di prevenzione sia efficace, a questo argomento bisogna dedicare la massima attenzione. Gli infortuni con ustioni gravi al corpo sono tra i più seri e le vittime spesso rimangono segnate a vita.

Norme di sicurezza per chi manipola carburanti

Stoccaggio

  • Bisogna adottare adeguate misure di contenimento affinché, in caso di versamento, i liquidi non finiscano nelle canalizzazioni o nelle tubature.
  • Nei locali a rischio di esplosione (zone ex) bisogna evitare qualsiasi fonte di innesco efficace.
  • I locali devono essere ventilati naturalmente o artificialmente.
  • I locali di deposito devono essere resi inaccessibili ai non addetti ai lavori.
  • Le vie di fuga devono portare direttamente all'aperto.

Contenimento di liquidi versati con vasche o soglie rialzate

Contenimento di liquidi versati con vasche o soglie rialzate

Zone a rischio di esplosione nel deposito

Zone a rischio di esplosione nel deposito

Uso di benzina

  • Quando si travasa della benzina si sviluppano dei vapori che possono innescare una miscela esplosiva anche a temperatura ambiente. Nel luogo in cui avviene il travaso bisogna evitare qualsiasi tipo di fonte di innesco.
  • Deve essere presente un impianto di ventilazione idoneo a evacuare i vapori di benzina che si muovono lungo il pavimento e possono diffondersi anche a metri di distanza.

Primi soccorsi
In caso di gravi ustioni bisogna contattare subito la Rega (numero di telefono 1414).

Misure antincendio
Devono essere presenti adeguate installazioni antincendio.

Fonte: Suva (Svizzera)

     
21/05/2009

Dal poliziotto Arturo al chip anti-infortunio: idee per un futuro in sicurezza

I progetti degli studenti universitari italiani premiati da INAIL e Miur. Giochi per l'infanzia, fiabe interattive, filmati in "motion capture" e cantieri digitali: sono tante e creative le invenzioni "scaccia-incidenti" a casa e sui luoghi di lavoro

ROMA - Parlano di nuovi sistemi di valutazione dei rischi, di percorsi di formazione e sensibilizzazione, di soluzioni innovative per rispondere a vecchi problemi gli ottanta lavori sui temi della salute e sicurezza sul lavoro premiati questa mattina nell'auditorium di Piazzale Pastore nell'ambito della terza edizione del concorso per borse di studio INAIL-Miur (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Tra i premiati della sezione "studenti iscritti" Elena Cossu dell'Università di Verona con un lavoro sulla sicurezza e prevenzione in ambiente domestico. "Siamo abituati a considerare la casa un ambiente confortevole tale da donare benessere e sicurezza", ha spiegato la studentessa. "In ogni stanza, invece, è possibile restare vittima di incidenti anche gravi. E le principali vittime sono i bambini".
Per questo l'ideazione e realizzazione di alcune iniziative di sensibilizzazione: una fiaba interattiva per la scuola dell'infanzia, un gioco perla scuola primaria e un opuscolo per gli adulti e gli anziani. Il gioco, intitolato "Il poliziotto Arturo", è già stato proposto a 325 alunni tra i sette e gli otto anni. Arturo, un bambino come loro, da grande vuole diventare un vero poliziotto. Per ora, però, inizia a investigare nella propria casa, un luogo pieno di pericoli. E così, tirando il dato, i giocatori avanzano di casella in casella cercando di superare le insidie sparse un po' ovunque sul percorso. L'obiettivo non è arrivare primi, ma accompagnare Arturo nella sua missione di poliziotto "domestico".
L'audiovisivo "Sicurezza... in un cartoon. 626 informazione e formazione" è, invece, tra i vincitori delle borse di studio riservate ai laureandi. "Il progetto nasce con l'obiettivo di sperimentare la creazione di prodotti informativi e formativi per le aziende del settore utilizzando strumenti innovativi di comunicazione con linguaggi mutuati dal cinema e applicati in ambiti didattici", ha raccontato Elisa Remoli dell'Università La Sapienza di Roma. Il filmato, che rappresenta tre diverse situazioni lavorative (il lavoro in quota, il lavoro degli immigrati e il lavoro col videoterminali), utilizzano la tecnica "motion capture" che permette di trasferire il movimento umano a un corpo sintetico. Tra i vincitori della sezione dedicata ai laureati, infine, Gianluca Mirko Giunta dell'Università di Catania con un lavoro sulla "digitalizzazione" dei cantieri attraverso un sistema di radiosorvegianza. La singolare idea è quella di applicare un microchip dotato di antenna su caschi, cuffie, cinture di sicurezza e tute protettive e di controllare a distanza che il lavoratore stia effettivamente usando i dispositivi di protezione individuale. Come dire: violazione della privacy sì, ma per ragioni di sicurezza.

(ap/roma)

Fonte: Marcheinfo

     
21/05/2009

Un futuro dopo il carcere. A Regina Coeli un progetto INAIL sulla sicurezza

L'iniziativa, voluta dalla struttura penitenziaria di Roma e da INAIL Lazio, si inserisce in un percorso formativo esclusivamente rivolto ai detenuti. L'obiettivo: insegnare loro comportamenti e misure di prevenzione da adottare in vista del reinserimento professionale

ROMA - Entrano alla spicciolata, timidamente prendono posto tra i banchi mentre qualcuno scherza per rompere il ghiaccio. Come a scuola c'è chi fa il bullo e chi diventa il bersaglio di tutte le battute. Ma quando l'insegnante inizia a parlare cala il silenzio e tutti ascoltano con attenzione. L'argomento della giornata è, infatti, un tema importante, che potrebbe servire, una volta fuori, per riprendere in mano la propria vita o ricominciare da capo.
Si parla di sicurezza sul lavoro a Regina Coeli e gli alunni di questa classe speciale sono i detenuti del principale carcere circondariale di Roma. A loro è destinato il corso di formazione sulla prevenzione organizzato dall'INAIL Lazio in collaborazione con la Scuola media inferiore Antonio Gramsci di Roma. "Questo progetto è stato possibile grazie all'incontro tra due persone", racconta l'insegnante Clarissa Guiggi. "Io stavo organizzando il corso per la licenza media ai detenuti e ho chiesto ai referenti dell'INAIL regionale se avevano materiale informativo sulle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. Mi hanno risposto che potevano fare molto di più: venire qui e fare dei corsi per la prevenzione".
E così ha preso il via l'iniziativa che ha coinvolto oltre cento detenuti del carcere romano. "Un'esperienza importante anche per noi" sottolinea Luisa Paesano, responsabile del progetto per l'INAIL Lazio. "Questi corsi rientrano nell'ambito delle iniziative che facciamo per il reinserimento lavorativo delle persone. Molti detenuti, avendo un livello di scolarizzazione piuttosto basso, una volta usciti di prigione trovano lavoro nei settori più a rischio, come l'edilizia. Per questo è importante che ricevano almeno una formazione di base sui pericolo che possono correre". E l'ultimo incontro di questo ciclo di lezioni si è svolto la scorsa settimana. I partecipanti, quasi tutti stranieri, oltre ad ascoltare come è possibile evitare di rimanere vittima di un infortunio, hanno voglia di raccontare le proprie esperienze lavorative. Molti di loro, arrivati in Italia con mezzi di fortuna, soprattutto all'inizio, sono stati costretti a lavorare in nero nei cantieri edili, dove sì "il casco te lo danno, ma non se lo mette mai nessuno".  E poi nessun controllo e soprattutto nessuna formazione sui rischi che si possono correre. A questo si aggiunge la condizione di impotenza, di fronte a un lavoro che si è costretti ad accettare, perché è l'unica reale possibilità. "Spesso si è vittime di un sistema. Ma bisogna lavorare perché questo sistema sia sovvertito", ha sottolineato il direttore dell'INAIL Lazio, Antonio Napolitano, che ha partecipato all'incontro, bersagliato dalle domande dei detenuti. Tutti vogliono conoscere meglio i diritti dei lavoratori, capire come è possibile essere tutelati. Qualcuno si preoccupa di sapere se in caso di incidente, c'è una rendita anche per la famiglia rimasta nel proprio paese. Altri chiedono incuriositi: "Cos'è un infortunio in itinere?". O, ancora, se si è tutelati anche quando si lavora senza contratto. C'è poi chi chiede consigli su un infortunio che ha subito e chi ha solo voglia di parlare. E così l'incontro si trasforma in uno scambio di esperienze e di racconti di vita, in un confronto tra umanità diverse. "E' importante insegnare la sicurezza a queste persone, ma in queste situazioni si impara anche molto. E oggi io ho ricevuto tanto", ha commentato Napolitano. "Sono entrata per la prima volta qui nove anni fa per fare lezione e non sono più riuscita a restare fuori", racconta Clarissa Guiggi. "Queste persone oltre la scuola hanno veramente poco qui dentro. E per loro anche solo vedere qualcuno, confrontarsi, parlare è stimolante. Noi non sappiamo cosa hanno fatto né perché sono qui dentro. Pensiamo soltanto che sia importante per loro ricevere una formazione per ricostruire il proprio futuro". E così in un clima sereno, tra scambi di battute, l'incontro si conclude. Tutti hanno imparato qualcosa in più. Non solo i detenuti.

(ec/roma)

Fonte: INAIL

     
21/05/2009

Sindrome da stanchezza cronica, sono 300 mila i casi in Italia

Il 12 maggio si e' celebrato la Giornata nazionale. Nel corso degli anni sono nate diverse associazioni; ad Aviano nasce un centro con ambulatorio settimanale e possibilità di ricovero

AVIANO - Potrebbe sembrare solo stanchezza e affaticamento, ma quando il riposo non basta e i mesi passano senza miglioramento è possibile che si sia affetti da "stanchezza cronica". Si tratta di una vera e propria malattia invalidante, non psicologica ma organica, non facilmente diagnosticabile e in qualche sede non riconosciuta, specie in ambito lavorativo. Si contano tra i duecento e i trecentomila casi in Italia di questa  sindrome, che colpisce soprattutto i giovani e le donne, in qualche raro caso anche i bambini, mentre non riguarda gli anziani. Per sensibilizzare sull'argomento l'Oms ha indetto per il 12 maggio la giornata nazionale della sindrome da stanchezza cronica. Nel corso degli anni sono sorte anche in Italia alcune associazioni - se ne contano quattro - di persone malate, che combattono con l'infezione da tempo. "Purtroppo è tanto difficile la diagnosi quanto il reperimento della cura - spiega Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica all'istituto nazionale dei tumori di Aviano (Pordenone) -. Alcuni pazienti possono trarre benefici da interventi farmacologici, come antivirali, immunomodulatori, integratori e da modifiche dello stile di vita". A scatenare la sindrome è un fatto infettivo di base, che origina una reazione anomala all'infezione, producendo a sua volta sostanze che portano all'insorgenza della malattia. È una questione prettamente organica dunque: "Non c'entra la psiche nella fase scatenante, ma disturbi psicologici possono essere conseguenti, come per tutte le malattie che limitano il normale modo di vivere della persona. Tengo anche a precisare che non è un problema di depressione: il malato infatti vorrebbe fare tante cose, vivere normalmente, mentre nel caso di un depresso questo non accade. Il modo migliore per descrivere la malattia è una sorta di influenza cronica".
Ma come distinguere la sindrome dai semplici casi di affaticamento da stress? "Dipende dalla gravità e dalla durata del sintomo - spiega l'esperto - e dal fatto che una vacanza o il riposo non diano effetti benefici". Altri sintomi, che devono anch'essi durare nel tempo, sono disturbi della memoria e della concentrazione tali da ridurre i livelli precedenti delle attività, faringite, dolori delle ghiandole linfonodali, dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento, cefalee diverse dal solito e infine debolezza post esercizio fisico per almeno 24 ore. Per dare una risposta alle problematiche dei pazienti è nato ad Aviano un centro con ambulatorio settimanale e possibilità di ricovero e parallelamente è attiva un'associazione di pazienti denominata Cfs associazione italiana (www.salutemed.it/cfs) che si può contattare al numero 0434/660277 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 11. (Gig)

(8 maggio 2009)

Fonte: SuperAbile - INAIL

   
21/05/2009

 

Bullismo, studenti al Bioparco per imparare dagli animali

Prosegue l'iniziativa promossa e finanziata dalla presidenza del Consiglio comunale di Roma "Stop al bullismo: tu bulli, io no". L'obiettivo: confrontare i comportamenti animali con gli atteggiamenti del bullismo, sottolineando gli aspetti negativi

ROMA - Prosegue l'iniziativa promossa e finanziata dalla presidenza del Consiglio comunale di Roma "Stop al bullismo: tu bulli, io no". Nuova tappa del progetto è stata quella al Bioparco di Roma dove circa 80 bambini provenienti da alcune scuole elementari e materne della Capitale, tutti con indosso una t-shirt con scritto "Stop al bullismo", hanno partecipato ad un incontro-visita accompagnati dal presidente del Consiglio comunale, Marco Pomarici, per studiare i comportamenti animali e metterli in relazione con quelli umani e in particolare con i fenomeni di bullismo. "Scopo dell'iniziativa- spiega Pomarici- e' proprio confrontare i comportamenti animali con gli atteggiamenti del bullismo, sottolineando i comportamenti negativi. Il progetto durera' un anno con altri appuntamenti: si tratta di una vera e propria battaglia contro il bullismo la cui tappa di oggi e' uno degli appuntamenti piu' importanti. Vogliamo che voi diventiate i nostri alleati- conclude Pomarici rivolto ai ragazzi- solo se voi interverrete contro i bulli o aiuterete gli amici che subiscono atti di prepotenza potremmo mettere davvero uno stop al bullismo". Il messaggio conclusivo dell'incontro, al quale hanno partecipato anche Alessandra Mastronardi e Elda Alvigini della fiction televisiva dei Cesaroni, e' che imparando dagli animali si evita il bullismo perche', come ha sintetizzato il direttore scientifico del Bioparco Fulvio Fraticelli, "gli animali non hanno ne' malizia ne' cattiveria".

(19 maggio 2009)

Fonte: SuperAbile - INAIL

   
21/05/2009

L’Agenzia per il Risparmio Energetico di Roma

L’Agenzia per il Risparmio Energetico di Roma è stata costituita tra il Comune di Roma, L’ACEA S.p.a., l’A.M.A., l’ATAC-COTRAL, lo IACP e l’Italgas nell’ambito del programma SAVE della Unione Europea, che prevede la creazione di agenzie locali e regionali finalizzate alla gestione dell’efficienza energetica e all’uso di energie rinnovabili. La forma giuridica dell’Agenzia è l’Organismo non lucrativo di utilità sociale (ONLUS). continua >>
   
21/05/2009  INFORTUNI DA LAVORO E  MALATTIE PROFESSIONALI

Italiano

Inglese - English

Francese -Français

Spagnolo - Español

Rumeno - Românå

Albanese - Shqip

Serbo - Srpski

Croato - Hrvatski 

Arabo

Cinese  

Fonte: INAIL

     
21/05/2009 

Riduzione del tasso di premio INAIL continua >>

Fonte: INAIL

 

       

21/05/2009 Risposte ad Interpello 
On line le risposte ai quesiti sulle tematiche del lavoro

Fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e della Previdenza Sociale

   
21/05/2009

Alcol e lavoro.pdf

Fonte: Azienda per i Servizi Sanitari n. 6 - "Friuli Occidentale"

   
 

SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE (27 MAGGIO 2009)

     
21/05/2009

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua evoluzione, sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:

Autocertificazione DVR per aziende sotto i 10 dipendenti

RLS e società senza dipendenti

soci consiglieri

Computo lavoratori

Sicurezza scaffali

Aggiornamento formativo addetti antincendio

lineavita aggangiata a lamiera grecata

Amianto: Notifica e/o Piano di Lavoro

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
21/05/2009 Comunicazione RLS
Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazione nominativi. Chiarimenti e nuove istruzioni.
 
   
21/05/2009 Comunicazione dei dati inerenti gli infortuni sul lavoro
Il Ministero del Lavoro ha fornito delle indicazioni operative sulla comunicazione a fini statistici e informativi degli infortuni sul lavoro, prevista dal D.Lgs. 81/2008 (art. 18, comma 1, lettera r).
L'obbligo della comunicazione dei dati diventerà operativo con la costituzione del SINP (Sistema informativo nazionale per la prevenzione degli infortuni) e la definizione delle relative modalità di funzionamento. Si è quindi in attesa dell'emanazione di uno specifico decreto interministeriale, al momento in avanzata fase di elaborazione.
 
   
21/05/2009

Washing Hands Saves Lives

Disease prevention: It's in your hands

Corrina Hellens, Occupational Health Nurse, demonstrates how to wash your hands properly to prevent the spread of infection. (2 min 29 s)

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Fonte: WorkSafeBC

   
21/05/2009

Laser Hazards
LASER is an acronym which stands for Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation. The laser produces an intense, highly directional beam of light. The most common cause of laser-induced tissue damage is thermal in nature, where the tissue proteins are denatured due to the temperature rise following absorption of laser energy.
continua >>

Fonte: OSHA

    
 

SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE SUL DUVRI - 27 MAGGIO 2009

     
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

   
21/05/2009

La dieta giusta per concentrarsi
 Per affrontare al meglio la preparazione e le prove di esame è necessario seguire una dieta che non indebolisca la capacità di concentrazione.
“Variare il più possibile l’alimentazione, alternando tra diversi gruppi alimentari, è il modo migliore per arrivare in buona forma agli esami”, afferma Emilia Donatiello dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Cnr di Avellino. “E’ sbagliato cercare di limitare i pasti per ‘risparmiare’ tempo: ansia e stress infatti aumentano spesso il senso di fame. Bisogna invece suddividere il cibo in maniera equilibrata, per garantire il giusto apporto di energia al cervello. L’ideale è ripartire l’introito calorico giornaliero in cinque pasti: il 20 per cento a colazione; il 5 per cento nello spuntino mattutino; il 40 per cento a pranzo; il 5 per cento a merenda; il 30 per cento a cena”.
Per la loro digeribilità e il loro prezioso apporto energetico, sotto esame, è bene aumentare un po’ l’assunzione di carboidrati, preferibilmente complessi, soprattutto nei pasti della mattina e di mezzogiorno, così da consentirne l’utilizzo nel corso della giornata, quando lo studio è più intenso. “Il glucosio è il ‘carburante’ del cervello”, spiega Donatiello, “assumerne sotto forma di pane, pasta, riso, cereali o patate assicura un rifornimento costante di zuccheri nel sangue, garantendo al tempo stesso una buona digestione”.
Una mattinata di studio richiede molta energia, dunque, se tra la colazione e il pranzo passano più di 4-5 ore, è consigliabile uno spuntino a base di frutta (un frutto) o yogurt (un vasetto). Lo stesso vale per il pomeriggio, nel quale una merenda può rivelarsi utile per inserire una breve pausa e per ricaricare l’organismo. “Le vitamine e i minerali di cui la frutta è ricca sono di sostegno alla memoria e aiutano a sopportare meglio il caldo e la stanchezza; inoltre, contribuiscono a regolare il sonno”, prosegue Donatiello. “Particolarmente importanti le vitamine del gruppo B, presenti in abbondanza in legumi, ortaggi, cereali integrali, ma anche pesce e uova”.
Evitare piatti elaborati e grassi che potrebbero appesantire la digestione. “Da preferire, a pranzo, un piatto di pasta condito in modo semplice (olio, pomodoro e basilico), a cui far seguire un secondo di carne o pesce ai ferri, accompagnato da un contorno di verdure”, aggiunge la ricercatrice dell’Isa-Cnr. “I vegetali, idratanti e ricchi di antiossidanti, sono ottimi alleati per il cervello. Come lo sono il selenio e lo zinco, contenuti in carne e pesce. Per chi preferisce i piatti unici, invece, è ottima la pasta con i legumi oppure un gateau di patate”.
È opportuno non cenare troppo tardi ed evitare l’abuso di alcool e di sostanze eccitanti (tè, caffè, cioccolata). “L’alcool intorpidisce la mente e comporta un introito calorico non indifferente”, conclude la ricercatrice dell’Isa-Cnr “Anche il caffè va limitato: consumare questa bevanda non migliora il rendimento, ma piuttosto genera uno stato di eccitazione che causa uno squilibrio del ciclo sonno-veglia e, conseguentemente, uno stato di stanchezza che può essere difficile recuperare”. Giampaolo Scardia

Fonte: Emilia Donatiello, Gianvincenzo Barba, Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr, Avellino, tel. 0825/299353, e-mail: emilia.donatiello@libero.it; tel. 0825/299113, e-mail: gbarba@isa.cnr.it

     
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