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SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE (27 MAGGIO 2009) |
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21/05/2009 |
Gravi ustioni durante un travaso
di benzina
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Un apprendista
riporta gravi
ustioni durante un
travaso di benzina a
causa dell'innesco
dei vapori.
L'officina in cui
lavora finisce in
cenere.
Foto: questa
stufetta, presente
nel locale pausa, è
stata la causa
dell'incendio. |
L'apprendista riceve l'incarico
di travasare della benzina da un
fusto di 200 litri in un altro
più piccolo da 60 litri. Per
motivi non chiari il liquido
trabocca dal recipiente e si
sparge sul pavimento formando
una chiazza di 60-80 cm.
L'apprendista chiama in aiuto un
collega impegnato in quel
momento davanti all'officina.
Assieme cercano di assorbire la
benzina con della segatura e
alcuni strofinacci.
All'improvviso i vapori di
benzina prendono fuoco.
In un battibaleno i vestiti
dell'apprendista vengono avvolti
dalla fiamme. La vittima riporta
ustioni gravi di secondo e terzo
grado sul 60 per cento circa del
corpo. Il collega si ustiona
alla mano. L'officina viene
ridotta a un cumulo di ceneri.
Dall'indagine di infortunio
emerge che da anni la benzina
veniva travasata sempre allo
stesso modo. L'apprendista
conosceva la procedura.
L'officina era sistemata in modo
che il deposito dei solventi
fosse adiacente al locale pausa
e che la porta fosse aperta. A
scatenare l'incendio è stata una
stufa a legna collocata in un
angolo dell'officina a 4 m di
distanza.
Per
evitare infortuni simili:
Datore di lavoro
-
Accertarsi che i locali di
stoccaggio e travaso siano
conformi alle disposizioni
della direttiva CFSL
"Liquidi infiammabili“ (codice
1825.i,
link in Waswo).
-
Definire i requisiti per i
locali dell'officina e
metterli in pratica, in
collaborazione con la
polizia del fuoco, la
protezione delle acque e la
Suva.
-
Adeguare le operazioni di
stoccaggio e manipolazione
dei carburanti a eventuali
modifiche della situazione
(ad es. se si impiegano
ripetutamente dei carburanti
speciali acquistarne
maggiori quantità).
Responsabile d'azienda
-
Verificare costantemente lo
stoccaggio e l'uso della
benzina.
-
Informare il datore di
lavoro su eventuali carenze
riscontrate nei locali
adibiti allo stoccaggio dei
carburanti e fare delle
proposte di miglioramento.
-
Effettuare periodicamente
dei controlli e documentare
i risultati (in base alla
lista di controllo
"Stoccaggio di liquidi
facilmente infiammabili“,codice
67071.i,
link in Waswo).
-
Emanare delle direttive di
lavoro interne in merito
all'uso di liquidi
infiammabili ed esporle in
una bacheca all'interno
dell'officina.
-
Istruire i dipendenti sulla
manipolazione dei liquidi
infiammabili e su come
comportarsi in caso di
emergenza.
Lavoratori
-
Attenersi alle istruzioni
del superiore.
-
Segnalare subito al
superiore eventuali carenze
o anomalie.
Fondamenti giuridici
Weitere
Informationen
Conclusioni
Durante i sopralluoghi nelle
aziende e sulla base di
segnalazioni raccolte negli
audit di certificazione gli
esperti della Suva
continuano a rilevare che
sul lavoro non si presta la
dovuta attenzione durante lo
stoccaggio e la
manipolazione di benzina.
L'infortunio appena
illustrato mostra quanto
siano pericolosi i vapori di
benzina. Per far sì che
l'opera di prevenzione sia
efficace, a questo argomento
bisogna dedicare la massima
attenzione. Gli infortuni
con ustioni gravi al corpo
sono tra i più seri e le
vittime spesso rimangono
segnate a vita.
Norme
di sicurezza per chi manipola
carburanti
Stoccaggio
-
Bisogna adottare adeguate
misure di contenimento
affinché, in caso di
versamento, i liquidi non
finiscano nelle
canalizzazioni o nelle
tubature.
-
Nei locali a rischio di
esplosione (zone ex) bisogna
evitare qualsiasi fonte di
innesco efficace.
-
I locali devono essere
ventilati naturalmente o
artificialmente.
-
I locali di deposito devono
essere resi inaccessibili ai
non addetti ai lavori.
-
Le vie di fuga devono
portare direttamente
all'aperto.

Contenimento di
liquidi versati con
vasche o soglie
rialzate

Zone a rischio di
esplosione nel
deposito
Uso di benzina
-
Quando si travasa della
benzina si sviluppano dei
vapori che possono innescare
una miscela esplosiva anche
a temperatura ambiente. Nel
luogo in cui avviene il
travaso bisogna evitare
qualsiasi tipo di fonte di
innesco.
-
Deve essere presente un
impianto di ventilazione
idoneo a evacuare i vapori
di benzina che si muovono
lungo il pavimento e possono
diffondersi anche a metri di
distanza.
Primi soccorsi
In caso di gravi ustioni bisogna
contattare subito la Rega
(numero di telefono 1414).
Misure antincendio
Devono essere presenti adeguate
installazioni antincendio.
Fonte: Suva (Svizzera)
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21/05/2009 |
Dal poliziotto
Arturo al chip anti-infortunio: idee per un futuro in sicurezza
I
progetti degli studenti universitari italiani premiati da INAIL e Miur.
Giochi per l'infanzia, fiabe interattive, filmati in "motion capture" e
cantieri digitali: sono tante e creative le invenzioni
"scaccia-incidenti" a casa e sui luoghi di lavoro
ROMA -
Parlano di nuovi sistemi di valutazione dei rischi, di percorsi di
formazione e sensibilizzazione, di soluzioni innovative per rispondere a
vecchi problemi gli ottanta lavori sui temi della salute e sicurezza sul
lavoro premiati questa mattina nell'auditorium di Piazzale Pastore
nell'ambito della terza edizione del concorso per borse di studio
INAIL-Miur (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Tra i premiati della sezione "studenti iscritti" Elena Cossu
dell'Università di Verona con un lavoro sulla sicurezza e prevenzione in
ambiente domestico. "Siamo abituati a considerare la casa un ambiente
confortevole tale da donare benessere e sicurezza", ha spiegato la
studentessa. "In ogni stanza, invece, è possibile restare vittima di
incidenti anche gravi. E le principali vittime sono i bambini".
Per questo l'ideazione e realizzazione di alcune iniziative di
sensibilizzazione: una fiaba interattiva per la scuola dell'infanzia, un
gioco perla scuola primaria e un opuscolo per gli adulti e gli anziani.
Il gioco, intitolato "Il poliziotto Arturo", è già stato proposto a 325
alunni tra i sette e gli otto anni. Arturo, un bambino come loro, da
grande vuole diventare un vero poliziotto. Per ora, però, inizia a
investigare nella propria casa, un luogo pieno di pericoli. E così,
tirando il dato, i giocatori avanzano di casella in casella cercando di
superare le insidie sparse un po' ovunque sul percorso. L'obiettivo non
è arrivare primi, ma accompagnare Arturo nella sua missione di
poliziotto "domestico".
L'audiovisivo "Sicurezza... in un cartoon. 626 informazione e
formazione" è, invece, tra i vincitori delle borse di studio riservate
ai laureandi. "Il progetto nasce con l'obiettivo di sperimentare la
creazione di prodotti informativi e formativi per le aziende del settore
utilizzando strumenti innovativi di comunicazione con linguaggi mutuati
dal cinema e applicati in ambiti didattici", ha raccontato Elisa Remoli
dell'Università La Sapienza di Roma. Il filmato, che rappresenta tre
diverse situazioni lavorative (il lavoro in quota, il lavoro degli
immigrati e il lavoro col videoterminali), utilizzano la tecnica "motion
capture" che permette di trasferire il movimento umano a un corpo
sintetico. Tra i vincitori della sezione dedicata ai laureati, infine,
Gianluca Mirko Giunta dell'Università di Catania con un lavoro sulla "digitalizzazione"
dei cantieri attraverso un sistema di radiosorvegianza. La singolare
idea è quella di applicare un microchip dotato di antenna su caschi,
cuffie, cinture di sicurezza e tute protettive e di controllare a
distanza che il lavoratore stia effettivamente usando i dispositivi di
protezione individuale. Come dire: violazione della privacy sì, ma per
ragioni di sicurezza.
(ap/roma)
Fonte: Marcheinfo |
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21/05/2009 |
Un futuro dopo
il carcere. A Regina Coeli un progetto INAIL sulla sicurezza
L'iniziativa, voluta dalla struttura penitenziaria di Roma e da INAIL
Lazio, si inserisce in un percorso formativo esclusivamente rivolto ai
detenuti. L'obiettivo: insegnare loro comportamenti e misure di
prevenzione da adottare in vista del reinserimento professionale
ROMA -
Entrano alla spicciolata, timidamente prendono posto tra i banchi mentre
qualcuno scherza per rompere il ghiaccio. Come a scuola c'è chi fa il
bullo e chi diventa il bersaglio di tutte le battute. Ma quando
l'insegnante inizia a parlare cala il silenzio e tutti ascoltano con
attenzione. L'argomento della giornata è, infatti, un tema importante,
che potrebbe servire, una volta fuori, per riprendere in mano la propria
vita o ricominciare da capo.
Si parla di sicurezza sul lavoro a Regina Coeli e gli alunni di questa
classe speciale sono i detenuti del principale carcere circondariale di
Roma. A loro è destinato il corso di formazione sulla prevenzione
organizzato dall'INAIL Lazio in collaborazione con la Scuola media
inferiore Antonio Gramsci di Roma. "Questo progetto è stato possibile
grazie all'incontro tra due persone", racconta l'insegnante Clarissa
Guiggi. "Io stavo organizzando il corso per la licenza media ai detenuti
e ho chiesto ai referenti dell'INAIL regionale se avevano materiale
informativo sulle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. Mi hanno
risposto che potevano fare molto di più: venire qui e fare dei corsi per
la prevenzione".
E così ha preso il via l'iniziativa che ha coinvolto oltre cento
detenuti del carcere romano. "Un'esperienza importante anche per noi"
sottolinea Luisa Paesano, responsabile del progetto per l'INAIL Lazio.
"Questi corsi rientrano nell'ambito delle iniziative che facciamo per il
reinserimento lavorativo delle persone. Molti detenuti, avendo un
livello di scolarizzazione piuttosto basso, una volta usciti di prigione
trovano lavoro nei settori più a rischio, come l'edilizia. Per questo è
importante che ricevano almeno una formazione di base sui pericolo che
possono correre". E l'ultimo incontro di questo ciclo di lezioni si è
svolto la scorsa settimana. I partecipanti, quasi tutti stranieri, oltre
ad ascoltare come è possibile evitare di rimanere vittima di un
infortunio, hanno voglia di raccontare le proprie esperienze lavorative.
Molti di loro, arrivati in Italia con mezzi di fortuna, soprattutto
all'inizio, sono stati costretti a lavorare in nero nei cantieri edili,
dove sì "il casco te lo danno, ma non se lo mette mai nessuno". E poi
nessun controllo e soprattutto nessuna formazione sui rischi che si
possono correre. A questo si aggiunge la condizione di impotenza, di
fronte a un lavoro che si è costretti ad accettare, perché è l'unica
reale possibilità. "Spesso si è vittime di un sistema. Ma bisogna
lavorare perché questo sistema sia sovvertito", ha sottolineato il
direttore dell'INAIL Lazio, Antonio Napolitano, che ha partecipato
all'incontro, bersagliato dalle domande dei detenuti. Tutti vogliono
conoscere meglio i diritti dei lavoratori, capire come è possibile
essere tutelati. Qualcuno si preoccupa di sapere se in caso di
incidente, c'è una rendita anche per la famiglia rimasta nel proprio
paese. Altri chiedono incuriositi: "Cos'è un infortunio in itinere?". O,
ancora, se si è tutelati anche quando si lavora senza contratto. C'è poi
chi chiede consigli su un infortunio che ha subito e chi ha solo voglia
di parlare. E così l'incontro si trasforma in uno scambio di esperienze
e di racconti di vita, in un confronto tra umanità diverse. "E'
importante insegnare la sicurezza a queste persone, ma in queste
situazioni si impara anche molto. E oggi io ho ricevuto tanto", ha
commentato Napolitano. "Sono entrata per la prima volta qui nove anni fa
per fare lezione e non sono più riuscita a restare fuori", racconta
Clarissa Guiggi. "Queste persone oltre la scuola hanno veramente poco
qui dentro. E per loro anche solo vedere qualcuno, confrontarsi, parlare
è stimolante. Noi non sappiamo cosa hanno fatto né perché sono qui
dentro. Pensiamo soltanto che sia importante per loro ricevere una
formazione per ricostruire il proprio futuro". E così in un clima
sereno, tra scambi di battute, l'incontro si conclude. Tutti hanno
imparato qualcosa in più. Non solo i detenuti.
(ec/roma)
Fonte: INAIL |
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21/05/2009 |
Sindrome da
stanchezza cronica, sono 300 mila i casi in Italia
Il
12 maggio si e' celebrato la Giornata nazionale. Nel
corso degli anni sono nate diverse associazioni; ad
Aviano nasce un centro con ambulatorio settimanale e
possibilità di ricovero
AVIANO - Potrebbe
sembrare solo stanchezza e affaticamento, ma quando il
riposo non basta e i mesi passano senza miglioramento è
possibile che si sia affetti da "stanchezza cronica". Si
tratta di una vera e propria malattia invalidante, non
psicologica ma organica, non facilmente diagnosticabile
e in qualche sede non riconosciuta, specie in ambito
lavorativo. Si contano tra i duecento e i trecentomila
casi in Italia di questa sindrome, che colpisce
soprattutto i giovani e le donne, in qualche raro caso
anche i bambini, mentre non riguarda gli anziani. Per
sensibilizzare sull'argomento l'Oms ha indetto per il 12
maggio la giornata nazionale della sindrome da
stanchezza cronica. Nel corso degli
anni sono sorte anche in Italia alcune associazioni - se
ne contano quattro - di persone malate, che combattono
con l'infezione da tempo. "Purtroppo è tanto difficile
la diagnosi quanto il reperimento della cura - spiega
Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia
medica all'istituto nazionale dei tumori di Aviano
(Pordenone) -. Alcuni pazienti possono trarre benefici
da interventi farmacologici, come antivirali,
immunomodulatori, integratori e da modifiche dello stile
di vita". A scatenare la sindrome è un fatto infettivo
di base, che origina una reazione anomala all'infezione,
producendo a sua volta sostanze che portano
all'insorgenza della malattia. È una questione
prettamente organica dunque: "Non c'entra la psiche
nella fase scatenante, ma disturbi psicologici possono
essere conseguenti, come per tutte le malattie che
limitano il normale modo di vivere della persona. Tengo
anche a precisare che non è un problema di depressione:
il malato infatti vorrebbe fare tante cose, vivere
normalmente, mentre nel caso di un depresso questo non
accade. Il modo migliore per descrivere la malattia è
una sorta di influenza cronica".
Ma come
distinguere la sindrome dai semplici casi di
affaticamento da stress? "Dipende dalla gravità e dalla
durata del sintomo - spiega l'esperto - e dal fatto che
una vacanza o il riposo non diano effetti benefici".
Altri sintomi, che devono anch'essi durare nel tempo,
sono disturbi della memoria e della concentrazione tali
da ridurre i livelli precedenti delle attività,
faringite, dolori delle ghiandole linfonodali, dolori
muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o
rigonfiamento, cefalee diverse dal solito e infine
debolezza post esercizio fisico per almeno 24 ore. Per
dare una risposta alle problematiche dei pazienti è nato
ad Aviano un centro con ambulatorio settimanale e
possibilità di ricovero e parallelamente è attiva
un'associazione di pazienti denominata Cfs associazione
italiana (www.salutemed.it/cfs) che si può contattare al
numero 0434/660277 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle
9 alle 11. (Gig)
(8 maggio 2009)
Fonte: SuperAbile - INAIL |
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21/05/2009 |
Bullismo,
studenti al Bioparco per imparare dagli animali
Prosegue l'iniziativa
promossa e finanziata dalla presidenza del Consiglio comunale di Roma
"Stop al bullismo: tu bulli, io no". L'obiettivo: confrontare i
comportamenti animali con gli atteggiamenti del bullismo, sottolineando
gli aspetti negativi
ROMA -
Prosegue l'iniziativa promossa e finanziata dalla presidenza del
Consiglio comunale di Roma "Stop al bullismo: tu bulli, io no". Nuova
tappa del progetto è stata quella al Bioparco di Roma dove circa 80
bambini provenienti da alcune scuole elementari e materne della
Capitale, tutti con indosso una t-shirt con scritto "Stop al bullismo",
hanno partecipato ad un incontro-visita accompagnati dal presidente del
Consiglio comunale, Marco Pomarici, per studiare i comportamenti animali
e metterli in relazione con quelli umani e in particolare con i fenomeni
di bullismo. "Scopo dell'iniziativa- spiega Pomarici- e' proprio
confrontare i comportamenti animali con gli atteggiamenti del bullismo,
sottolineando i comportamenti negativi. Il progetto durera' un anno con
altri appuntamenti: si tratta di una vera e propria battaglia contro il
bullismo la cui tappa di oggi e' uno degli appuntamenti piu' importanti.
Vogliamo che voi diventiate i nostri alleati- conclude Pomarici rivolto
ai ragazzi- solo se voi interverrete contro i bulli o aiuterete gli
amici che subiscono atti di prepotenza potremmo mettere davvero uno stop
al bullismo". Il messaggio conclusivo dell'incontro, al quale hanno
partecipato anche Alessandra Mastronardi e Elda Alvigini della fiction
televisiva dei Cesaroni, e' che imparando dagli animali si evita il
bullismo perche', come ha sintetizzato il direttore scientifico del
Bioparco Fulvio Fraticelli, "gli animali non hanno ne' malizia ne'
cattiveria".
(19
maggio 2009)
Fonte: SuperAbile - INAIL |
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21/05/2009 |
L’Agenzia per il Risparmio
Energetico di Roma
L’Agenzia
per il
Risparmio
Energetico
di Roma è
stata
costituita
tra il
Comune di
Roma, L’ACEA
S.p.a., l’A.M.A.,
l’ATAC-COTRAL,
lo IACP e l’Italgas
nell’ambito
del
programma
SAVE della
Unione
Europea, che
prevede la
creazione di
agenzie
locali e
regionali
finalizzate
alla
gestione
dell’efficienza
energetica e
all’uso di
energie
rinnovabili.
La forma
giuridica
dell’Agenzia
è
l’Organismo
non
lucrativo di
utilità
sociale
(ONLUS).
continua
>>
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21/05/2009 |
INFORTUNI DA LAVORO E MALATTIE
PROFESSIONALI
Fonte: INAIL |
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21/05/2009 |
Riduzione del
tasso di premio INAIL
continua >>
Fonte: INAIL |
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21/05/2009 |
Risposte ad Interpello
On line le risposte ai quesiti sulle tematiche del lavoro
Fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e della
Previdenza Sociale |
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21/05/2009 |
Alcol e lavoro.pdf
Fonte:
Azienda per i Servizi Sanitari n. 6
- "Friuli Occidentale" |
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SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE (27 MAGGIO 2009) |
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21/05/2009 |
TESTO UNICO SICUREZZA
E NON SOLO ...
-
Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni, in continua
evoluzione, sul Testo Unico
sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro e non solo ...:
Autocertificazione DVR per aziende
sotto i 10 dipendenti
RLS
e società senza dipendenti
soci consiglieri
Computo lavoratori
Sicurezza scaffali
Aggiornamento formativo addetti
antincendio
lineavita
aggangiata a lamiera grecata
Amianto: Notifica e/o Piano di
Lavoro
Vai a tutte le altre discussioni in
Tempo Reale sul Testo Unico >>
TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E
SALUTE SUL LAVORO
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21/05/2009 |
Comunicazione RLS
Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazione nominativi.
Chiarimenti e nuove istruzioni.
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21/05/2009 |
Comunicazione dei dati inerenti
gli infortuni sul lavoro
Il Ministero del Lavoro ha fornito delle indicazioni operative sulla
comunicazione a fini statistici e informativi degli infortuni sul lavoro,
prevista dal D.Lgs. 81/2008 (art. 18, comma 1, lettera r).
L'obbligo della comunicazione dei dati diventerà operativo con la costituzione
del SINP (Sistema informativo nazionale per la prevenzione degli infortuni) e la
definizione delle relative modalità di funzionamento. Si è quindi in attesa
dell'emanazione di uno specifico decreto interministeriale, al momento in
avanzata fase di elaborazione.
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21/05/2009 |
Washing
Hands Saves Lives
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Fonte: WorkSafeBC
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21/05/2009 |
Laser Hazards
LASER is an acronym which stands for Light Amplification by Stimulated Emission
of Radiation. The laser produces an intense, highly directional beam of light.
The most common cause of laser-induced tissue damage is thermal in nature, where
the tissue proteins are denatured due to the temperature rise following
absorption of laser energy.
continua >>
Fonte: OSHA
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SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE SUL DUVRI - 27
MAGGIO 2009 |
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''L'ANGOLO
DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''
''FOOD
SAFETY'S CORNER''
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21/05/2009 |
La
dieta giusta per
concentrarsi
Per affrontare al meglio la preparazione e le prove di esame è necessario
seguire una dieta che
non indebolisca la
capacità di
concentrazione.
“Variare il più
possibile
l’alimentazione,
alternando tra diversi
gruppi alimentari, è il
modo migliore per
arrivare in buona forma
agli esami”, afferma
Emilia Donatiello
dell’Istituto di scienze
dell’alimentazione (Isa)
del Cnr di Avellino. “E’
sbagliato cercare di
limitare i pasti per
‘risparmiare’ tempo:
ansia e stress infatti
aumentano spesso il
senso di fame. Bisogna
invece suddividere il
cibo in maniera
equilibrata, per
garantire il giusto
apporto di energia al
cervello. L’ideale è
ripartire l’introito
calorico giornaliero in
cinque pasti: il 20 per
cento a colazione; il 5
per cento nello spuntino
mattutino; il 40 per
cento a pranzo; il 5 per
cento a merenda; il 30
per cento a cena”.
Per la loro digeribilità
e il loro prezioso
apporto energetico,
sotto esame, è bene
aumentare un po’
l’assunzione di
carboidrati,
preferibilmente
complessi, soprattutto
nei pasti della mattina
e di mezzogiorno, così
da consentirne
l’utilizzo nel corso
della giornata, quando
lo studio è più intenso.
“Il glucosio è il
‘carburante’ del
cervello”, spiega
Donatiello, “assumerne
sotto forma di pane,
pasta, riso, cereali o
patate assicura un
rifornimento costante di
zuccheri nel sangue,
garantendo al tempo
stesso una buona
digestione”.
Una mattinata di studio
richiede molta energia,
dunque, se tra la
colazione e il pranzo
passano più di 4-5 ore,
è consigliabile uno
spuntino a base di
frutta (un frutto) o
yogurt (un vasetto). Lo
stesso vale per il
pomeriggio, nel quale
una merenda può
rivelarsi utile per
inserire una breve pausa
e per ricaricare
l’organismo. “Le
vitamine e i minerali di
cui la frutta è ricca
sono di sostegno alla
memoria e aiutano a
sopportare meglio il
caldo e la stanchezza;
inoltre, contribuiscono
a regolare il sonno”,
prosegue Donatiello.
“Particolarmente
importanti le vitamine
del gruppo B, presenti
in abbondanza in legumi,
ortaggi, cereali
integrali, ma anche
pesce e uova”.
Evitare piatti elaborati
e grassi che potrebbero
appesantire la
digestione. “Da
preferire, a pranzo, un
piatto di pasta condito
in modo semplice (olio,
pomodoro e basilico), a
cui far seguire un
secondo di carne o pesce
ai ferri, accompagnato
da un contorno di
verdure”, aggiunge la
ricercatrice dell’Isa-Cnr.
“I vegetali, idratanti e
ricchi di antiossidanti,
sono ottimi alleati per
il cervello. Come lo
sono il selenio e lo
zinco, contenuti in
carne e pesce. Per chi
preferisce i piatti
unici, invece, è ottima
la pasta con i legumi
oppure un gateau di
patate”.
È opportuno non cenare
troppo tardi ed evitare
l’abuso di alcool e di
sostanze eccitanti (tè,
caffè, cioccolata).
“L’alcool intorpidisce
la mente e comporta un
introito calorico non
indifferente”, conclude
la ricercatrice dell’Isa-Cnr
“Anche il caffè va
limitato: consumare
questa bevanda non
migliora il rendimento,
ma piuttosto genera uno
stato di eccitazione che
causa uno squilibrio del
ciclo sonno-veglia e,
conseguentemente, uno
stato di stanchezza che
può essere difficile
recuperare”.
Giampaolo Scardia
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