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1 APRILE 2009

  

   

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01/04/2009

Stress da astronauta? A Pisa si studia la cura
La ricerca del "Centro Extreme" ha suscitato l'interesse dell'Accademia Russa delle Scienze

Un team a Mosca per condurre dei test utili alla missione che porterà l'uomo su Marte

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Lo stress può giocare brutti scherzi anche nello spazio, così nasce a Pisa un progetto per studiarlo e prevenirne le conseguenze. Un gruppo di lavoro è partito il 25 marzo alla volta di Mosca per collaborare con l’Istituto per gli Affari Biomedici dell’Accademia Russa delle Scienze (Ibmp).
Sleep Slow Oscillation. Arrivato primo al bando dell’Agenzia spaziale italiana, il progetto pisano studia le modifiche dell’onda cerebrale Sleep Slow Oscillation dovute allo stress. Rilevata attraverso un elettroencefalogramma a 128 canali, questa onda sostiene tutte le altre nella fase più profonda del sonno e garantisce il benessere.
Ma degli studi condotti durante il sonno di atleti sottoposti a stress psico-fisici estremi hanno dimostrato la diminuzione o addirittura la scomparsa della Sleep Slow Oscillation.
“Le contromisure allo stress nelle condizioni estreme che andremo ad identificare serviranno poi per i pazienti sulla Terra – spiega Angelo Gemignani, psichiatra e ricercatore al Dipartimento di Scienze Fisiologiche, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pisa – Infatti avremo modo di capire come lo stress agisce sui singoli individui e come alcuni soggetti riescano ad esserne immuni.”
Perché gli astronauti? Secondo l’Agenzia Spaziale Russa (RKA) e la NASA, lo stress è il fattore cruciale responsabile dei possibili errori nella conduzione delle missioni. Gli astronauti infatti sembra siano distratti a causa dell’ipercarico di lavoro, dell’assenza di gravità e della condizione ambientale, caratterizzata da spazi ristretti, aria non buona e interazione sociale forzata.
MARS 500. Lo studio pisano ha suscitato quindi l’interesse dell’Ibmp, il quale sta collaborando con varie agenzie spaziali di tutto il mondo con l’obiettivo di portare l’uomo su Marte verso il 2035-2040.
Adesso sta per entrare nella fase operativa il progetto di simulazione MARS 500, per andare in futuro sul pianeta rosso. Il 31 marzo sei astronauti sono stati chiusi dentro la copia di una navicella spaziale per 105 giorni. Prima di questo momento, il team pisano registrerà le condizioni psico-fisiche dell’equipaggio, e successivamente saranno gli stessi astronauti a verificare il loro stato di salute, grazie agli insegnamenti ricevuti.
La simulazione vuole verificare se questi esperimenti forniranno risultati utili, in modo da capire quali sarà opportuno ripetere nella simulazione della missione completa Terra-Marte e ritorno: si farà entro il 2009 e durerà 520 giorni.
Di ritorno dalla Russia. Il 30 marzo il team pisano è ritornato in Italia. Gli ultimi controlli agli astronauti e alle apparecchiature hanno soddisfatto le aspettative di tutte le persone coinvolte nel progetto. Inoltre gli scienziati russi hanno dimostrato curiosità e partecipazione, e sono interessati a future collaborazioni con i colleghi pisani.
Il “Centro Extreme”. Questo progetto è stato effettuato dal “Centro Extreme”, composto da ricercatori dell’Università di Pisa, dell’istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) e della Scuola Superiore Sant’Anna.
Ne fanno parte Angelo Gemignani; Antonio Benassi, dirigente di ricerca; Remo Bedini, ingegnere di IFC-CNR; Antonio L’Abbate, professore alla Scuola Superiore Sant’Anna; Alessandro Pingitore, ricercatore che si occupa di risonanza magnetica ed ecografia.
Il “Centro Extreme” vuole “indagare, attraverso uno sforzo interdisciplinare, i meccanismi biologici, psicologici e fisici alla base della vulnerabilità individuale allo stress e predisporre misure correttive.”

Marzia Caccamo

Fonte: Universita' di Pisa

   
01/04/2009 Metadistretto della termoelettromeccanica: UNI aderisce al Comitato Promotore - Il territorio lombardo accoglie una grande quantità di piccole e medie imprese nel settore della elettromeccanica. Accanto ad alcune storiche aziende leader del settore, molte altre realtà imprenditoriali hanno saputo costruire nel tempo casi di eccellenza, in grado di occupare un posto di rilievo sul mercato nazionale ed estero.
Le mutate esigenze del mercato energetico e la sua rapida evoluzione verso nuovi scenari - si pensi ad esempio allo sviluppo di fonti energetiche alternative e rinnovabili - rappresentano una significativa opportunità di crescita, oltre che una sfida per le realtà aziendali che già operano in questo ambito.
Confindustria Alto Milanese intende accogliere queste nuove opportunità, vedendo in esse una importante occasione di sviluppo. Per questo si sta avviando la costituzione di un Comitato Promotore del Metadistretto della Termoelettromeccanica e Forniture per l'Energia.
Il Metadistretto, che avrà una marcata caratteristica imprenditoriale, può diventare un valido strumento di supporto alla competitività delle imprese che ne fanno parte, grazie ad un loro coinvolgimento diretto, a un consolidamento di relazioni e rapporti tra clienti e fornitori, a una più stretta collaborazione con i centri d'eccellenza, le università, le istituzioni e il sistema bancario e a una accresciuta attenzione degli enti locali.
In questo senso il metadistretto vuole essere una nuova forma di organizzazione produttiva e di coordinamento basata sul concetto di interazione e di integrazione sia settoriale che territoriale.
Date le finalità dell'iniziativa, le linee strategiche e di sviluppo delineate, nonché la struttura produttiva coinvolta, che rappresenta una parte importante e significativa del tessuto imprenditoriale lombardo, l'UNI ha deciso di aderire al Comitato Promotore del progetto. L'adesione di UNI può garantire un contributo per i futuri progetti di sviluppo del settore, assicurando coerenza fra innovazione tecnologica e normativa tecnica.
Anche la Provincia di Milano ha aderito al Comitato Promotore nella convinzione - secondo le parole del presidente Filippo Penati - che la costituzione di una rete di imprese supportate delle istituzioni per sviluppare un comparto altamente strategico possa essere condizione non solo per il rilancio dell’Alto milanese ma più in generale per dare una spinta anticrisi.
La costituzione del Comitato Promotore è il primo passo per ottenere il necessario riconoscimento formale, che prevede la partecipazione al bando regionale DRIADE per il rafforzamento e la crescita di reti di artigiani o di micro-imprese eccellenti prevalentemente in ambiti distrettuali e meta-distrettuali.

Fonte: UNI

     
01/04/2009

Un'invenzione del professor Giovanni Berti si è aggiudicata il Premio Vespucci
La macchina ai raggi X che trova oggetti nascosti
Arriva DifRob2, lo strumento che potrebbe svelare il mistero della battaglia di Anghiari

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A Pisa non solo ricerca, ma anche tecnologia e applicazione industriale. Gli studi sui raggi x e la diffrazione portati avanti dal professor Giovanni Berti, docente al dipartimento di Scienze della Terra, aprono nuovi scenari nell’analisi dei materiali e portano ricadute concrete anche nel campo dell’economia regionale. Ma andiamo con ordine.

Il premio. Lo scorso 28 novembre il professor Berti si è aggiudicato il Premio Vespucci, promosso dal Consiglio regionale e da Confindustria, per la sessione invenzioni. A convincere la giuria le potenzialità della una nuova tecnologia per l’analisi dei materiali messa a punto dal professore. Da anni infatti lo studioso si occupa di raggi X e diffrazione, ma questa volta ha superato se stesso. E nel vero senso della parola, visto che ha perfezionato una sua precedente invenzione, il DifRob, una macchina assai più funzionale dei diffrattometri tradizionali, utilizzabili solo in laboratorio. Il primo DifRob, oggetto di un brevetto internazionale irradia materiali con i raggi X, onde elettromagnetiche che poi analizza in uscita. Se le caratteristiche del segnale raccolto dallo strumento non sono quelle previste, significa che il materiale irradiato potrebbe presentare difetti o impurità.
“Il primo DifRob è stato realizzato da una collaborazione di ricerca tra Università di Pisa ed ISPESL che lo utilizza per una sperimentazione (tuttora in corso) su impianti sottoposti a carichi di pressione e cicli termici. E’ stato anche utilizzato dall’Opificio delle pietre dure – per opere conservate al Museo degli argenti di Palazzo Pitti” spiega Berti.
Rispetto agli altri strumenti utilizzati per queste analisi, il DifRob presentava una maggiore versatilità ed era impiegabile in diverse situazioni, ma il suo centro rimaneva comunque fisso e questo ne limitava l’adattabilità nell’indagare materiali con particolare geometria o superfici nascoste.

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Il perfezionamento della tecnologia. Ma il professor Berti non si è dato per vinto e ha perfezionato ulteriormente la sua tecnologia con il DifRob di seconda generazione. Una macchina a geometria variabile, in grado di modificare gli angoli di incidenza e riflessione delle onde. Una differenza non da poco perché permette di svincolare la macchina dall’area di osservazione. Insomma è possibile studiare oggetti e materiali anche a relativa distanza e irradiare aree non raggiungibili con i diffrattometri tradizionali. Le immagini a fianco riportano lo schema di funzionamento e lo stato d’avanzamento del nuovo prototipo. Poche settimane fa questa tecnologia ha ottenuto il brevetto US 7,483,512B2.

Il mistero della battaglia di Anghiari. Un importante passo avanti nell’analisi dei materiali e una tecnologia che agli occhi della giuria del Premio Vespucci potrebbe trovare utilizzo in svariati settori dell’economia toscana. In effetti il campo di applicazione, come sottolinea lo stesso professor Berti, nella sua presentazione, è davvero ampio.
Un esempio per tutti: le opere d’arte che nella nostra regione rappresentano un grande patrimonio e un’importante risorsa economica. Analizzare lo stato dei materiali, i punti di maggiore deperimento permetterebbe interventi mirati di restauro. Il DifRob2, inoltre, potrebbe svelare il mistero della battaglia di Anghiari, il dipinto di Leonardo che secondo alcuni, sarebbe coperto da un affresco del Vasari nel Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio. “Effettivamente lo strumento potrebbe essere efficace per valutare la presenza dell’opera di Leonardo – spiega il professore – Ma al momento ci sono altri studiosi impegnati in questa sfida e non mi sembra opportuno interferire. Inoltre una doverosa prudenza è sempre imprescindibile dal ruolo di ricercatore. Ancor più nel caso di tecnologie innovative come queste che tendono ad invertire aspetti concettuali consolidati. Mi riferisco al concetto di adattabilità che nella tecnologia della diffrazione a raggi x tradizionale è a carico dei materiali e che, per questo, devono essere trattati per esaltare le prestazioni di strumenti e metodo. In questo caso l’adattabilità migra verso lo strumento. Dunque l’adattabilità ad eseguire misure “in loco” diventa un patrimonio concettuale in cui si fondono le capacità tecnologiche dello strumento e quelle intellettuali dell’operatore che, guidandolo “in remoto”, permette la raccolta di dati da distanza. La tecnologia oggi disponibile indica un limite per la raccolta di dati ad una distanza in alcune decine di centimetri. Questo è un balzo avanti davvero significativo ed aumenta di un fattore 100 la distanza strumento-oggetto d’indagine rispetto ai prototipi attuali. Il precedente prototipo di DifRob può raccogliere dati da una distanza di 5 millimetri ed un recente prototipo, presentato da una giovane ditta spin off NASA di deve avvicinare a 2 millimetri di distanza dall’are da investigare.

Altre applicazioni. Al di là del campo artistico, lo studio dei materiali è importante anche nella nautica, un settore in netta espansione lungo la costa tirrenica, nell’oreficeria dell’aretino o nel comparto lapideo dell’alta Toscana. Il marmo della Apuane, ad esempio, viene destinato a differenti mercati e usi a seconda della natura dei materiali. Rilevare difetti, imperfezioni o impurità in superfici e aree difficilmente raggiungibili dai diffrattometri tradizionali permetterebbe di valutare con maggiore attenzione i materiali da impiegare in un determinato scopo. Ma il diffrattometro potrebbe essere impiegato anche per valutare la solidità delle strutture, la tenuta delle saldature negli impianti ad alto rischio, come quelli nucleari, o in apparecchiature sottoposte ad elevati carichi di pressione e temperatura, o ancora in manufatti sottoposti a rischio di contraffazione, o danni per la salute. Certo non si possono pretendere risultati “maturi” da una tecnologia così innovativa e da un metodo così recente. “Ricerca e sviluppo sono evidentemente necessari e spero che Pisa abbia la possibilità e la forza di coagulare intorno a questa metodologia-tecnologia un gruppo di giovani ben qualificati – conclude il professor Berti – A questo proposito lasciatemi ringraziare il Rettore per aver assegnato un’ampia libertà d’utilizzo delle invenzioni attraverso XRD-Tools, il recente spin off accademico nato a questo scopo. In ogni modo se qualcuno volesse utilizzare il DifRob2 per gli scopi detti, sarò onorato di valutare collaborazioni”.

Chiara Sillicani

Fonte: Universita' di Pisa

   
01/04/2009 SCAMBIO SUL POSTO: INFORMAZIONI E ASSISTENZA PER L’ACCESSO AL NUOVO SERVIZIO
Dal 1° gennaio 2009, per effetto delle disposizioni contenute nella Delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 74/08, l’erogazione del servizio di scambio sul posto sarà effettuata esclusivamente dal GSE.
In relazione a ciò, i contratti di scambio sul posto attualmente in corso con le imprese di distribuzione scadranno il 31 dicembre 2008, secondo quanto già comunicato dalle stesse.
Pertanto, coloro che hanno già in corso un contratto di scambio sul posto, nonché i soggetti interessati ad attivare per la prima volta il servizio, dovranno presentare - tramite il portale www.gse.it – la relativa domanda al GSE.
In relazione alla numerosità degli interessati al nuovo servizio e per consentire di gestire in un congruo arco di tempo l’iter di sottoscrizione della convenzione con il GSE, il termine entro il quale presentare l’istanza è stato prorogato al 30 giugno 2009, fermo restando che i benefici economici derivanti dall’erogazione del servizio decorreranno a partire dal 1° gennaio 2009.
Si precisa che il nuovo regime di scambio sul posto non ha alcun effetto sugli incentivi erogati agli impianti fotovoltaici e riguarda esclusivamente la regolazione dell’energia scambiata con la rete. Il passaggio dal vecchio al nuovo regime di scambio sul posto non comporta, pertanto, alcuna modifica ai meccanismi di erogazione dell’incentivo previsto per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici (conto energia fotovoltaico).
Il GSE, attraverso il proprio Contact Center, fornisce a tutti gli interessati le informazioni e l’assistenza sul nuovo regime e sulla relativa procedura di attivazione.
Inoltre, in considerazione dell’elevato numero di telefonate che stanno pervenendo al Contact Center (numero verde 800 19 99 89) e ricordando che il termine entro il quale presentare la domanda è stato prorogato al 30 giugno 2009, nel caso in cui il risponditore automatico dovesse segnalare una lunga attesa si consiglia di richiamare successivamente o, preferibilmente, di inviare una e-mail all’indirizzo scambiosulposto@gse.it.
     
01/04/2009

Delibera ARG/gas 42/09
Proroga dei termini di cui alla delibera ARG/gas 155/08 in tema di messa in servizio dei gruppi di misura del gas con funzioni di telelettura e telegestione

Delibera ARG/gas 38/09
Approvazione dei corrispettivi d’impresa e determinazione dei corrispettivi unici per l’attività di stoccaggio, relativi all’anno termico 2009-2010

Fonte: Autorita' per l'Energia elettrica e il Gas

     
01/04/2009

Regole di scrittura

http://www.sit-italia.it/SIT/Documenti/Doc-518.pdf

Fonte: SIT

 
  
01/04/2009
Workshop Formaldeide - L'entrata in vigore del decreto ministeriale del 10 ottobre 2008, con i limiti di emissioni di formaldeide superiori a quelle stabilite per la classe E1, come definita nella norma UNI EN 13986, impone a tutti i soggetti della filiera legno-arredo un maggiore impegno sul fronte dei controlli, che hanno come obiettivo ultimo la protezione della salute dei consumatori.
Per affrontare il tema del "rischio formaldeide", il Laboratorio tecnologico per la Qualità COSMOB, che ospita il Punto UNI di Pesaro, organizza il "Workshop Formaldeide". L'appuntamento è per giovedì 9 aprile.
Durante l’incontro, COSMOB presenterà alle aziende gli adempimenti a cui dare risposta e come trasformare "lo sforzo" intellettuale ed economico in una opportunità di marketing.

La partecipazione al workshop è gratuita, previa iscrizione attraverso la apposita scheda online, pubbicata sul sito internet di COSMOB.

Per informazioni:

COSMOB - Laboratorio Tecnologico per la Qualità
tel. 0721 481269, fax 0721 482512
e-mail:
laboratorioprove@cosmob.it

Fonte: UNI

   
01/04/2009 Maintenance Research : Analisi dei bisogni manutentivi: esperienze del consorzio INTELLIMECH (pdf) 

Analisi di settori : Società di Ingegneria (pdf)

Fonte: MANUTENZIONE, Tecnica e Management - MARZO 2009

   
01/04/2008 Business Continuity Management (BCM) and risk brochure

93% of businesses agree that risk management improves accountability, decision-making, transparency and visibility. 87% of businesses say that risk management protects revenue and enhances value for money. Source: BSI Business Barometer 2008

So can you afford not to download BSI's new BCM and risk brochure? 

The latest BCM and risk brochure contains important information for all industry sectors in the following areas:

  • BCM
  • Risk
  • Information Technology Risk

Download now

Fonte: BSI - British Standard

   
01/04/2009

UX44 - Marcatura CE, Generalità sul percorso normativo

 

 

 

La marcatura CE di serramenti, facciate continue, chiusure oscuranti, cancelli e porte industriali, commerciali e da garage
Generalità sul percorso normativo e sugli obblighi per i Costruttori

Questo documento rappresenta l'ulteriore strumento informativo e di consulenza qualificata che UNCSAAL mette a disposizione delle aziende allo scopo di supportarle fattivamente nell'implementazione delle procedure utili ad apporre la marcatura CE sui propri prodotti. 

INTRODUZIONE
La marcatura CE è una patente indispensabile per il prodotto nell’intera Area Economica Europea (EEA). Essa copre tutti i requisiti tecnici legali trattati dalla specifica tecnica armonizzata pertinente, vigente in tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea.
La marcatura CE definisce un campo d’azione comune fornendo ai fabbricanti metodi di prova, procedimenti e criteri di valutazione condivisi da tutti gli stati europei.
L’apposizione del marchio CE presuppone l’idoneità all’uso previsto dei prodotti da costruzione ovvero tutti i prodotti che sono fabbricati per essere incorporati in maniera permanente in opere edili.
Si presumono idonei all’uso i prodotti che consentono alle opere in cui sono utilizzati, se adeguatamente progettate e costruite, di soddisfare i sei requisiti essenziali della direttiva europea ad essi applicabile (Direttiva sui prodotti da costruzione 89/106/CEE, nota anche come CPD). Pertanto un prodotto è considerato idoneo all’impiego previsto se soddisfa le caratteristiche essenziali descritte nella specifica norma di prodotto.
La marcatura CE è OBBLIGATORIA e costituisce il sistema al quale tutti i Costruttori di serramenti e facciate continue devono uniformarsi per poter vendere il propri prodotti nell’Unione Europea.
La marcatura CE conferma che il prodotto finito è in grado di fornire determinate prestazioni per i requisiti1 regolamentati in relazione agli impieghi previsti.
Spetta al Costruttore, o al suo rappresentante, con sede nella EEA [Area Economica Europea] la responsabilità di apporre la marcatura CE sul prodotto, su un’etichetta applicata al prodotto, sul suo imballaggio o sui documenti commerciali di accompagnamento.


La marcatura CE deve essere apposta a tutti i prodotti che soddisfano, principalmente, una delle condizioni seguenti:

  • Conformità alle norme nazionali che recepiscono norme europee armonizzate EN, i cui estremi sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE); le norme europee armonizzate sono elaborate dal CEN (Comitato di Normazione Europeo).

  • Conformità al Benestare Tecnico Europeo (ETA) rilasciati sulla base di linee guida (ETAG) pubblicati dall'EOTA (Organizzazione Europea per Benestare Tecnico).

Tra le norme europee armonizzate rivestono particolare importanza le cosiddette norme di prodotto (product standard) che, per ogni merceologia di prodotto sottoposta a marcatura CE, sono da considerarsi norme "quadro".
Le norme di prodotto hanno lo scopo di definire:

  • le caratteristiche e le prestazioni dei prodotti indipendentemente dai materiali impiegati;

  • le modalità e la sequenza dei test di prova che devono essere eseguiti da parte del produttore o da chi per esso [cfr. § 2.1];

  • le modalità di controllo della produzione (factory production control);

  • di indicare i sistemi di attestazione della conformità applicabili in funzione delle decisioni prese dalla Comunità Europea;

  • le modalità di marcatura CE e di etichettatura del prodotto.

Il compito di elaborare le norme europee armonizzate oppure le linee guida (ETAG) per il rilascio degli ETA
(Benestare Tecnico Europeo) è delegato dalla Commissione Europea al CEN o all’EOTA a seconda dei prodotti di cui trattasi.
La marcatura CE sostituisce tutte le eventuali marcature nazionali obbligatorie ma non quelle volontarie purchè
non in contrasto e/o in sovrapposizione con il marchio CE. Nessun requisito aggiuntivo può essere imposto a livello di norme tecniche e/o disposizioni legislative cogenti nazionali e/o regionali in materia di edilizia.
Eventuali normative nazionali, in contrasto con le norme europee o basate su norme nazionali, devono essere obbligatoriamente modificate.
Un altro riferimento documentale molto importante per la marcatura CE è rappresentato dalla Guidance Paper M Conformity assessment under the Construction Products Directive - Initial Type-testing and Factory Production Control, documento tecnico il cui scopo è quello di svolgere una funzione di guida ed indirizzo nelle procedure di attestazione della conformità dei prodotti da costruzione alla direttiva 89/106.
La marcatura CE prevede un processo temporale costituito da alcune tappe necessarie per l’entrata in vigore dei documenti normativi.
Per i prodotti per cui la marcatura CE attesta la conformità a norme europee armonizzate (ambito CEN), dopo il voto formale e la pubblicazione della norma di prodotto di riferimento, inizia un periodo di coesistenza, di uno o due anni, durante il quale l’apposizione della marcatura CE è facoltativa e possono coesistere sul mercato prodotti con e senza marcatura CE.
Scaduto il periodo di coesistenza, la marcatura CE diventa obbligatoria, cioè solo prodotti con marcatura CE potranno essere immessi legalmente sul mercato.
Per i prodotti per cui la marcatura CE attesta la conformità ad un Benestare Tecnico Europeo (ETA - ambito EOTA), il periodo di coesistenza dura due anni.
Per completezza, si segnala che per avviare la procedura di ottenimento del benestare tecnico (ETA) è necessario rivolgersi all'ISTITUTO PER LE TECNOLOGIE DELLA COSTRUZIONE (Via Lombardia, 49 - 20098 - San Giuliano Milanese MI - tel 0298061) che è l'ente italiano di approvazione (Approval Body) preposto al rilascio di questo tipo di certificazione, oppure presso altri Approval Bodies europei.
Il Prospetto A1 (cfr. appendice A) indica per le principali merceologie di prodotti serramentistici il documento tecnico di riferimento (norma di prodotto EN pubblicata dal CEN oppure guida ETAG pubblicata dall'EOTA) a cui gli specifici prodotti dovranno essere conformi e la data di inizio del periodo di obbligatorietà per l'apposizione della marcatura CE.

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Fonte: UNCSAAL

   
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