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01/04/2009 |
Stress da astronauta? A Pisa si studia la cura
La ricerca del "Centro Extreme" ha suscitato l'interesse
dell'Accademia Russa delle Scienze
Un team a Mosca per
condurre dei test utili alla missione che porterà l'uomo su Marte

Lo
stress può giocare brutti scherzi anche nello spazio, così nasce a
Pisa un progetto per studiarlo e prevenirne le conseguenze. Un
gruppo di lavoro è partito il 25 marzo alla volta di Mosca per
collaborare con l’Istituto per gli Affari Biomedici dell’Accademia
Russa delle Scienze (Ibmp).
Sleep Slow Oscillation. Arrivato primo al bando dell’Agenzia
spaziale italiana, il progetto pisano studia le modifiche dell’onda
cerebrale Sleep Slow Oscillation dovute allo stress. Rilevata
attraverso un elettroencefalogramma a 128 canali, questa onda
sostiene tutte le altre nella fase più profonda del sonno e
garantisce il benessere.
Ma degli studi condotti durante il sonno di atleti sottoposti a
stress psico-fisici estremi hanno dimostrato la diminuzione o
addirittura la scomparsa della Sleep Slow Oscillation.
“Le contromisure allo stress nelle condizioni estreme che andremo ad
identificare serviranno poi per i pazienti sulla Terra – spiega
Angelo Gemignani, psichiatra e ricercatore al Dipartimento di
Scienze Fisiologiche, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pisa –
Infatti avremo modo di capire come lo stress agisce sui singoli
individui e come alcuni soggetti riescano ad esserne immuni.”
Perché gli astronauti? Secondo l’Agenzia Spaziale Russa (RKA) e la
NASA, lo stress è il fattore cruciale responsabile dei possibili
errori nella conduzione delle missioni. Gli astronauti infatti
sembra siano distratti a causa dell’ipercarico di lavoro,
dell’assenza di gravità e della condizione ambientale,
caratterizzata da spazi ristretti, aria non buona e interazione
sociale forzata.
MARS 500. Lo studio pisano ha suscitato quindi l’interesse dell’Ibmp,
il quale sta collaborando con varie agenzie spaziali di tutto il
mondo con l’obiettivo di portare l’uomo su Marte verso il 2035-2040.
Adesso sta per entrare nella fase operativa il progetto di
simulazione MARS 500, per andare in futuro sul pianeta rosso. Il 31
marzo sei astronauti sono stati chiusi dentro la copia di una
navicella spaziale per 105 giorni. Prima di questo momento, il team
pisano registrerà le condizioni psico-fisiche dell’equipaggio, e
successivamente saranno gli stessi astronauti a verificare il loro
stato di salute, grazie agli insegnamenti ricevuti.
La simulazione vuole verificare se questi esperimenti forniranno
risultati utili, in modo da capire quali sarà opportuno ripetere
nella simulazione della missione completa Terra-Marte e ritorno: si
farà entro il 2009 e durerà 520 giorni.
Di ritorno dalla Russia. Il 30 marzo il team pisano è ritornato in
Italia. Gli ultimi controlli agli astronauti e alle apparecchiature
hanno soddisfatto le aspettative di tutte le persone coinvolte nel
progetto. Inoltre gli scienziati russi hanno dimostrato curiosità e
partecipazione, e sono interessati a future collaborazioni con i
colleghi pisani.
Il “Centro Extreme”. Questo progetto è stato effettuato dal “Centro
Extreme”, composto da ricercatori dell’Università di Pisa,
dell’istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (IFC-CNR) e della Scuola Superiore Sant’Anna.
Ne fanno parte Angelo Gemignani; Antonio Benassi, dirigente di
ricerca; Remo Bedini, ingegnere di IFC-CNR; Antonio L’Abbate,
professore alla Scuola Superiore Sant’Anna; Alessandro Pingitore,
ricercatore che si occupa di risonanza magnetica ed ecografia.
Il “Centro Extreme” vuole “indagare, attraverso uno sforzo
interdisciplinare, i meccanismi biologici, psicologici e fisici alla
base della vulnerabilità individuale allo stress e predisporre
misure correttive.”
Marzia Caccamo
Fonte: Universita' di Pisa |
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01/04/2009 |
Metadistretto della
termoelettromeccanica: UNI aderisce al Comitato Promotore - Il territorio
lombardo accoglie una grande quantità di piccole e medie imprese nel settore
della elettromeccanica. Accanto ad alcune storiche aziende leader del settore,
molte altre realtà imprenditoriali hanno saputo costruire nel tempo casi di
eccellenza, in grado di occupare un posto di rilievo sul mercato nazionale ed
estero.
Le mutate esigenze del mercato energetico e la sua rapida evoluzione verso nuovi
scenari - si pensi ad esempio allo sviluppo di fonti energetiche alternative e
rinnovabili - rappresentano una significativa opportunità di crescita, oltre che
una sfida per le realtà aziendali che già operano in questo ambito.
Confindustria Alto Milanese intende accogliere queste nuove opportunità, vedendo
in esse una importante occasione di sviluppo. Per questo si sta avviando la
costituzione di un Comitato Promotore del Metadistretto della
Termoelettromeccanica e Forniture per l'Energia.
Il Metadistretto, che avrà una marcata caratteristica imprenditoriale, può
diventare un valido strumento di supporto alla competitività delle imprese che
ne fanno parte, grazie ad un loro coinvolgimento diretto, a un consolidamento di
relazioni e rapporti tra clienti e fornitori, a una più stretta collaborazione
con i centri d'eccellenza, le università, le istituzioni e il sistema bancario e
a una accresciuta attenzione degli enti locali.
In questo senso il metadistretto vuole essere una nuova forma di organizzazione
produttiva e di coordinamento basata sul concetto di interazione e di
integrazione sia settoriale che territoriale.
Date le finalità dell'iniziativa, le linee strategiche e di sviluppo delineate,
nonché la struttura produttiva coinvolta, che rappresenta una parte importante e
significativa del tessuto imprenditoriale lombardo, l'UNI ha deciso di aderire
al Comitato Promotore del progetto. L'adesione di UNI può garantire un
contributo per i futuri progetti di sviluppo del settore, assicurando coerenza
fra innovazione tecnologica e normativa tecnica.
Anche la Provincia di Milano ha aderito al Comitato Promotore nella convinzione
- secondo le parole del presidente Filippo Penati - che la costituzione di una
rete di imprese supportate delle istituzioni per sviluppare un comparto
altamente strategico possa essere condizione non solo per il rilancio dell’Alto
milanese ma più in generale per dare una spinta anticrisi.
La costituzione del Comitato Promotore è il primo passo per ottenere il
necessario riconoscimento formale, che prevede la partecipazione al bando
regionale DRIADE per il rafforzamento e la crescita di reti di artigiani o di
micro-imprese eccellenti prevalentemente in ambiti distrettuali e
meta-distrettuali.
Fonte: UNI |
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01/04/2009 |
Un'invenzione del professor Giovanni
Berti si è aggiudicata il Premio Vespucci
La macchina ai raggi X che trova
oggetti nascosti
Arriva DifRob2, lo strumento che potrebbe svelare il mistero della battaglia di
Anghiari

A Pisa non solo
ricerca, ma anche tecnologia e applicazione industriale. Gli studi sui raggi x e
la diffrazione portati avanti dal professor Giovanni Berti, docente al
dipartimento di Scienze della Terra, aprono nuovi scenari nell’analisi dei
materiali e portano ricadute concrete anche nel campo dell’economia regionale.
Ma andiamo con ordine.
Il
premio. Lo scorso 28 novembre il professor Berti si è aggiudicato il
Premio Vespucci, promosso dal Consiglio regionale e da Confindustria,
per la sessione invenzioni. A convincere la giuria le potenzialità della una
nuova tecnologia per l’analisi dei materiali messa a punto dal professore. Da
anni infatti lo studioso si occupa di raggi X e diffrazione, ma questa volta ha
superato se stesso. E nel vero senso della parola, visto che ha perfezionato una
sua precedente invenzione, il
DifRob, una macchina assai più funzionale dei diffrattometri tradizionali,
utilizzabili solo in laboratorio. Il primo DifRob, oggetto di un brevetto
internazionale irradia materiali con i raggi X, onde elettromagnetiche che poi
analizza in uscita. Se le caratteristiche del segnale raccolto dallo strumento
non sono quelle previste, significa che il materiale irradiato potrebbe
presentare difetti o impurità.
“Il primo DifRob è stato realizzato da una collaborazione di ricerca tra
Università di Pisa ed ISPESL che lo utilizza per una sperimentazione (tuttora in
corso) su impianti sottoposti a carichi di pressione e cicli termici. E’ stato
anche utilizzato dall’Opificio
delle pietre dure – per opere conservate al
Museo degli argenti di Palazzo Pitti” spiega Berti.
Rispetto agli altri strumenti utilizzati per queste analisi, il DifRob
presentava una maggiore versatilità ed era impiegabile in diverse situazioni, ma
il suo centro rimaneva comunque fisso e questo ne limitava l’adattabilità
nell’indagare materiali con particolare geometria o superfici nascoste.

Il
perfezionamento della tecnologia. Ma il professor Berti non si è dato
per vinto e ha perfezionato ulteriormente la sua tecnologia con il DifRob di
seconda generazione. Una macchina a geometria variabile, in grado di modificare
gli angoli di incidenza e riflessione delle onde. Una differenza non da poco
perché permette di svincolare la macchina dall’area di osservazione. Insomma è
possibile studiare oggetti e materiali anche a relativa distanza e irradiare
aree non raggiungibili con i diffrattometri tradizionali. Le immagini a fianco
riportano lo schema di funzionamento e lo stato d’avanzamento del nuovo
prototipo. Poche settimane fa questa tecnologia ha ottenuto il brevetto US
7,483,512B2.
Il
mistero della battaglia di Anghiari. Un importante passo avanti
nell’analisi dei materiali e una tecnologia che agli occhi della giuria del
Premio Vespucci potrebbe trovare utilizzo in svariati settori dell’economia
toscana. In effetti il campo di applicazione, come sottolinea lo stesso
professor Berti, nella sua presentazione, è davvero ampio.
Un esempio per tutti: le opere d’arte che nella nostra regione rappresentano un
grande patrimonio e un’importante risorsa economica. Analizzare lo stato dei
materiali, i punti di maggiore deperimento permetterebbe interventi mirati di
restauro. Il DifRob2, inoltre, potrebbe svelare il
mistero della battaglia di Anghiari, il dipinto di Leonardo che secondo
alcuni, sarebbe coperto da un affresco del Vasari nel Salone dei Cinquecento, a
Palazzo Vecchio. “Effettivamente lo strumento potrebbe essere efficace per
valutare la presenza dell’opera di Leonardo – spiega il professore – Ma al
momento ci sono altri studiosi impegnati in questa sfida e non mi sembra
opportuno interferire. Inoltre una doverosa prudenza è sempre imprescindibile
dal ruolo di ricercatore. Ancor più nel caso di tecnologie innovative come
queste che tendono ad invertire aspetti concettuali consolidati. Mi riferisco al
concetto di adattabilità che nella tecnologia della diffrazione a raggi x
tradizionale è a carico dei materiali e che, per questo, devono essere trattati
per esaltare le prestazioni di strumenti e metodo. In questo caso l’adattabilità
migra verso lo strumento. Dunque l’adattabilità ad eseguire misure “in loco”
diventa un patrimonio concettuale in cui si fondono le capacità tecnologiche
dello strumento e quelle intellettuali dell’operatore che, guidandolo “in
remoto”, permette la raccolta di dati da distanza. La tecnologia oggi
disponibile indica un limite per la raccolta di dati ad una distanza in alcune
decine di centimetri. Questo è un balzo avanti davvero significativo ed aumenta
di un fattore 100 la distanza strumento-oggetto d’indagine rispetto ai prototipi
attuali. Il precedente prototipo di DifRob può raccogliere dati da una distanza
di 5 millimetri ed un recente prototipo, presentato da una giovane ditta spin
off NASA di deve avvicinare a 2 millimetri di distanza dall’are da investigare.
Altre
applicazioni. Al di là del campo artistico, lo studio dei materiali è
importante anche nella nautica, un settore in netta espansione lungo la costa
tirrenica, nell’oreficeria dell’aretino o nel comparto lapideo dell’alta
Toscana. Il marmo della Apuane, ad esempio, viene destinato a differenti mercati
e usi a seconda della natura dei materiali. Rilevare difetti, imperfezioni o
impurità in superfici e aree difficilmente raggiungibili dai diffrattometri
tradizionali permetterebbe di valutare con maggiore attenzione i materiali da
impiegare in un determinato scopo. Ma il diffrattometro potrebbe essere
impiegato anche per valutare la solidità delle strutture, la tenuta delle
saldature negli impianti ad alto rischio, come quelli nucleari, o in
apparecchiature sottoposte ad elevati carichi di pressione e temperatura, o
ancora in manufatti sottoposti a rischio di contraffazione, o danni per la
salute. Certo non si possono pretendere risultati “maturi” da una tecnologia
così innovativa e da un metodo così recente. “Ricerca e sviluppo sono
evidentemente necessari e spero che Pisa abbia la possibilità e la forza di
coagulare intorno a questa metodologia-tecnologia un gruppo di giovani ben
qualificati – conclude il professor Berti – A questo proposito lasciatemi
ringraziare il Rettore per aver assegnato un’ampia libertà d’utilizzo delle
invenzioni attraverso XRD-Tools, il recente spin off accademico nato a questo
scopo. In ogni modo se qualcuno volesse utilizzare il DifRob2 per gli scopi
detti, sarò onorato di valutare collaborazioni”.
Chiara
Sillicani
Fonte: Universita' di Pisa |
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01/04/2009 |
SCAMBIO SUL POSTO: INFORMAZIONI E
ASSISTENZA PER L’ACCESSO AL NUOVO SERVIZIO
Dal 1° gennaio 2009, per effetto delle disposizioni contenute nella Delibera
dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 74/08, l’erogazione del servizio
di scambio sul posto sarà effettuata esclusivamente dal GSE.
In relazione a ciò, i contratti di scambio sul posto attualmente in corso con le
imprese di distribuzione scadranno il 31 dicembre 2008, secondo quanto già
comunicato dalle stesse.
Pertanto, coloro che hanno già in corso un contratto di scambio sul posto,
nonché i soggetti interessati ad attivare per la prima volta il servizio,
dovranno presentare - tramite il portale www.gse.it – la relativa domanda al GSE.
In relazione alla numerosità degli interessati al nuovo servizio e per
consentire di gestire in un congruo arco di tempo l’iter di sottoscrizione della
convenzione con il GSE, il termine entro il quale presentare l’istanza è
stato prorogato al 30 giugno 2009, fermo restando che i benefici economici
derivanti dall’erogazione del servizio decorreranno a partire dal 1° gennaio
2009.
Si precisa che il nuovo regime di scambio sul posto non ha alcun effetto sugli
incentivi erogati agli impianti fotovoltaici e riguarda esclusivamente la
regolazione dell’energia scambiata con la rete. Il passaggio dal vecchio al
nuovo regime di scambio sul posto non comporta, pertanto, alcuna modifica ai
meccanismi di erogazione dell’incentivo previsto per l’energia prodotta dagli
impianti fotovoltaici (conto energia fotovoltaico).
Il GSE, attraverso il proprio Contact Center, fornisce a tutti gli interessati
le informazioni e l’assistenza sul nuovo regime e sulla relativa procedura di
attivazione.
Inoltre, in considerazione dell’elevato numero di telefonate che stanno
pervenendo al Contact Center (numero verde 800 19 99 89) e ricordando che il
termine entro il quale presentare la domanda è stato prorogato al 30 giugno
2009, nel caso in cui il risponditore automatico dovesse segnalare una lunga
attesa si consiglia di richiamare successivamente o, preferibilmente, di inviare
una e-mail all’indirizzo scambiosulposto@gse.it. |
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01/04/2009 |
Delibera ARG/gas 38/09
Approvazione dei corrispettivi d’impresa e
determinazione dei corrispettivi unici per
l’attività di stoccaggio, relativi all’anno termico
2009-2010 Fonte: Autorita' per l'Energia
elettrica e il Gas |
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01/04/2009 |
Regole
di scrittura
http://www.sit-italia.it/SIT/Documenti/Doc-518.pdf
Fonte: SIT |
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01/04/2009 |
Workshop
Formaldeide
- L'entrata in vigore del decreto ministeriale del 10 ottobre 2008,
con i limiti di emissioni di formaldeide superiori a quelle
stabilite per la classe E1, come definita nella norma
UNI EN 13986,
impone a tutti i soggetti della filiera legno-arredo un maggiore
impegno sul fronte dei controlli, che hanno come obiettivo ultimo la
protezione della salute dei consumatori.
Per affrontare il tema del "rischio formaldeide", il Laboratorio
tecnologico per la Qualità COSMOB, che ospita il
Punto UNI di Pesaro,
organizza il "Workshop Formaldeide". L'appuntamento è per
giovedì 9 aprile.
Durante l’incontro, COSMOB presenterà alle aziende gli adempimenti a
cui dare risposta e come trasformare "lo sforzo" intellettuale ed
economico in una opportunità di marketing.
La partecipazione al
workshop è gratuita, previa iscrizione attraverso la apposita
scheda online,
pubbicata sul sito internet di COSMOB.
Per informazioni:
COSMOB -
Laboratorio Tecnologico per la Qualità
tel. 0721 481269, fax 0721 482512
e-mail:
laboratorioprove@cosmob.it
Fonte: UNI |
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01/04/2009 |
Maintenance
Research : Analisi dei bisogni manutentivi: esperienze del consorzio INTELLIMECH (pdf)
Analisi di settori : Società di
Ingegneria (pdf)
Fonte:
MANUTENZIONE, Tecnica e Management -
MARZO 2009 |
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01/04/2008 |
Business Continuity Management (BCM) and risk brochure
93% of
businesses agree that risk management improves
accountability, decision-making, transparency and
visibility. 87% of businesses say that risk management
protects revenue and enhances value for money.
Source: BSI Business Barometer
2008
So can you afford not
to download BSI's new BCM and risk brochure?
The latest BCM and risk brochure contains
important information for all industry sectors in the
following areas:
- BCM
- Risk
- Information Technology Risk
Download now
Fonte: BSI - British Standard |
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01/04/2009 |
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UX44 -
Marcatura CE, Generalità sul percorso normativo |
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La
marcatura CE di serramenti, facciate continue, chiusure oscuranti,
cancelli e porte industriali, commerciali e da garage
Generalità sul percorso normativo e sugli obblighi per i Costruttori
Questo
documento rappresenta l'ulteriore strumento informativo e di consulenza
qualificata che UNCSAAL mette a disposizione delle aziende allo scopo di
supportarle fattivamente nell'implementazione delle procedure utili ad
apporre la marcatura CE sui propri prodotti.
INTRODUZIONE
La marcatura CE è una patente indispensabile per il prodotto nell’intera
Area Economica Europea (EEA). Essa copre tutti i requisiti tecnici
legali trattati dalla specifica tecnica armonizzata pertinente, vigente
in tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea.
La marcatura CE definisce un campo d’azione comune fornendo ai
fabbricanti metodi di prova, procedimenti e criteri di valutazione
condivisi da tutti gli stati europei.
L’apposizione del marchio CE presuppone
l’idoneità all’uso previsto dei
prodotti da costruzione ovvero
tutti i prodotti che sono fabbricati per essere incorporati in maniera
permanente in opere edili.
Si presumono idonei all’uso i
prodotti che consentono alle opere in cui sono utilizzati, se
adeguatamente progettate e costruite, di soddisfare i sei requisiti
essenziali della direttiva europea ad essi applicabile (Direttiva sui
prodotti da costruzione 89/106/CEE, nota anche come CPD). Pertanto un
prodotto è considerato idoneo all’impiego previsto se soddisfa le
caratteristiche essenziali descritte nella specifica norma di prodotto.
La marcatura CE è OBBLIGATORIA
e costituisce il sistema al quale tutti i Costruttori di serramenti e
facciate continue devono uniformarsi per poter vendere il propri
prodotti nell’Unione Europea.
La marcatura CE conferma che il
prodotto finito è in grado di fornire determinate prestazioni per i
requisiti1 regolamentati in relazione agli impieghi previsti.
Spetta al Costruttore, o al suo rappresentante, con sede nella EEA [Area
Economica Europea] la responsabilità di apporre la marcatura CE sul
prodotto, su un’etichetta applicata al prodotto, sul suo imballaggio o
sui documenti commerciali di accompagnamento.
La marcatura CE deve essere apposta a tutti i prodotti che soddisfano,
principalmente, una delle condizioni seguenti:
-
Conformità alle norme
nazionali che recepiscono norme europee armonizzate EN, i cui
estremi sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Comunità Europea (GUCE); le norme europee armonizzate sono elaborate
dal CEN (Comitato di Normazione Europeo).
-
Conformità al Benestare
Tecnico Europeo (ETA) rilasciati sulla base di linee guida (ETAG)
pubblicati dall'EOTA (Organizzazione Europea per Benestare Tecnico).
Tra le
norme europee armonizzate rivestono particolare importanza le cosiddette
norme di prodotto (product standard)
che, per ogni merceologia di prodotto sottoposta a marcatura CE, sono da
considerarsi norme "quadro".
Le norme di prodotto hanno lo scopo di definire:
-
le caratteristiche e le
prestazioni dei prodotti indipendentemente dai materiali impiegati;
-
le modalità e la
sequenza dei test di prova che devono essere eseguiti da parte del
produttore o da chi per esso [cfr. § 2.1];
-
le modalità di controllo
della produzione (factory production control);
-
di indicare i sistemi di
attestazione della conformità applicabili in funzione delle
decisioni prese dalla Comunità Europea;
-
le modalità di marcatura
CE e di etichettatura del prodotto.
Il
compito di elaborare le norme europee armonizzate oppure le linee guida
(ETAG) per il rilascio degli ETA
(Benestare Tecnico Europeo) è delegato dalla Commissione Europea al CEN
o all’EOTA a seconda dei prodotti di cui trattasi.
La marcatura CE sostituisce tutte le eventuali marcature nazionali
obbligatorie ma non quelle volontarie purchè
non in contrasto e/o in sovrapposizione con il marchio CE. Nessun
requisito aggiuntivo può essere imposto a livello di norme tecniche e/o
disposizioni legislative cogenti nazionali e/o regionali in materia di
edilizia.
Eventuali normative nazionali, in contrasto con le norme europee o
basate su norme nazionali, devono essere obbligatoriamente modificate.
Un altro riferimento documentale molto importante per la marcatura CE è
rappresentato dalla Guidance Paper M
Conformity assessment under the Construction Products Directive -
Initial Type-testing and Factory Production Control, documento
tecnico il cui scopo è quello di svolgere una funzione di guida ed
indirizzo nelle procedure di attestazione della conformità dei prodotti
da costruzione alla direttiva 89/106.
La marcatura CE prevede un processo temporale costituito da alcune tappe
necessarie per l’entrata in vigore dei documenti normativi.
Per i prodotti per cui la marcatura CE attesta la conformità a norme
europee armonizzate (ambito CEN),
dopo il voto formale e la pubblicazione della norma di prodotto di
riferimento, inizia un periodo di coesistenza, di
uno o due anni, durante il
quale l’apposizione della marcatura CE è facoltativa e possono
coesistere sul mercato prodotti con e senza marcatura CE.
Scaduto il periodo di coesistenza, la marcatura CE diventa obbligatoria,
cioè solo prodotti con marcatura CE potranno essere immessi legalmente
sul mercato.
Per i prodotti per cui la marcatura CE attesta la conformità ad un
Benestare Tecnico Europeo (ETA - ambito
EOTA), il periodo di coesistenza dura
due anni.
Per completezza, si segnala che per avviare la procedura di ottenimento
del benestare tecnico (ETA) è necessario rivolgersi all'ISTITUTO
PER LE TECNOLOGIE DELLA COSTRUZIONE (Via Lombardia, 49 - 20098
- San Giuliano Milanese MI - tel 0298061) che è l'ente italiano di
approvazione (Approval Body)
preposto al rilascio di questo tipo di certificazione, oppure presso
altri Approval Bodies europei.
Il Prospetto A1 (cfr. appendice A) indica per le principali merceologie
di prodotti serramentistici il documento tecnico di riferimento (norma
di prodotto EN pubblicata dal CEN oppure guida ETAG pubblicata dall'EOTA)
a cui gli specifici prodotti dovranno essere conformi e la data di
inizio del periodo di obbligatorietà per l'apposizione della marcatura
CE.
Scarica il pdf
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Fonte: UNCSAAL |
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preliminare
-
Marcatura CE
-
Errata corrige a norme UNI
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