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27 MARZO 2009

  

   

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27/03/2009

INDAGINE CONOSCITIVA SUL RISCHIO ALCOL CORRELATO NEI DIPENDENTI DI UNA AZIENDA OSPEDALIERA

RIASSUNTO. La relazione tra uso di alcol e infortuni sul lavoro è stigmatizzata dai massimi organismi internazionali e dall’ISTAT. Oggi il medico competente può intervenire per studiare il rischio alcol correlato su determinate categorie lavorative tra cui i lavoratori ospedalieri grazie alla legge 125/01. Abbiamo condotto una indagine per rilevare l’entità del rischio alcol correlato nella nostra azienda ospedaliera. Il 32.59% del nostro campione si colloca nella fascia degli astinenti, il 45.81% in quella a basso rischio e il 24.58% in quella a rischio elevato.
Vi è una relazione statisticamente significativa solo tra livello di rischio più elevato e sesso maschile ma non con l’età o la mansione lavorativa. Questo studio è il punto di partenza per programmi di sensibilizzazione e formazione atti a ridurre il rischio infortunistico e per intervenire con la terapia a sostegno dei dipendenti con rischio alcol correlato elevato.
Parole chiave: rischio alcol correlato, lavoratori ospedalieri, sensibilizzazione.

ALCOHOL RELATED RISK SURVEY ABOUT HEALTH WORKERS

ABSTRACT. The link between drinking and consequent injuries during job activities has been stresses by the most important international organizations and by ISTAT. Luckily, the low 125/01 has opened to “occupational doctor” the possibility of analysing the alcohol related risks among particular working classes, i.e. hospital workers. Thus, it has been conducted a survey in our Hospital in order to understand the entity of the alcohol related risk. The 32.59 of the sample was classified as teetotallers, 45.81% was in the range of low risk probability, while the 24.58% was in the high risk one. It has also been noticed a significant link between the highest level of risk and male employees, but nothing in relation with age or the type of job. In conclusion, this study has represented the first step for our next training programs to reduce the alcohol related risks and give a support to those workers who have already drinking problems.
Key words: alcohol related risk, health workers, training.

continua >>

Autori: E.S. Mera1, G. Loprieno1, V. Luisi1, R. Dario1, C. Simone2, R. Molinini1
1 Azienda Universitaria Ospedaliera Consorziale Policlinico Bari - U.O. Medicina del Lavoro e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro
2 Azienda Universitaria Ospedaliera Consorziale Policlinico Bari - Istituto di Clinica Medica “A. Murri”
Corrispondenza: Dottor Ernesto Silvio Mera, U.O. Medicina del Lavoro e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro, Azienda Universitaria Ospedaliera Policlinico Consorziale Piazza G: Cesare 11 70124 Bari - Tel 080 5592178 - Fax 080 5592483 - E mail: ernestosilviomera @virgilio.it

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2007; 29:3

 

     

27/03/2009

Cittadini stranieri: lavori troppo pesanti e poca prevenzione
26 marzo 2009. I dati di una ricerca condotta nella provincia di Bologna: condizioni professionali particolarmente "usuranti" e scarsa frequentazione ai corsi sulla sicurezza. Nei rapporti sociali si evidenzia uno stretto isolamento rispetto alla comunità locale

BOLOGNA - Sembrano avere risolto il problema della casa e dell'occupazione, ma fanno lavori pesanti, non partecipano ai corsi in materia di sicurezza e non hanno praticamente vita sociale (a parte il rapporto con i connazionali). Almeno a Bologna e provincia. Sono i risultati della ricerca "Vivere sotto le Due Torri", un'indagine realizzata da novembre 2007 ad aprile 2008 (e quindi "prima della crisi", come fa notare Raffaele Lelleri, responsabile dell'Osservatorio provinciale delle immigrazioni e direttore dello studio) tra un campione di 350 lavoratori stranieri regolari e iscritti all'Inps. La ricerca è stata promossa dall'Azienda Usl di Bologna, gestita dalla Provincia e realizzata grazie al contributo di Ucodep-Elfo, Inps, INAIL, Iiple, Assindustria e associazione Extrafondente.

L'identikit tracciato - età media degli intervistati 38 anni, in Italia da circa 10 anni, per il 54% di sesso maschile, provenienti soprattutto da Marocco e Albania per gli uomini e da Romania e Ucraina per le donne e con le Filippine presenti in pari numero - ha cercato di sondare gli aspetti riguardanti "lavoro, salute e integrazione". Il risultato è un profilo in chiaro-scuro. Se, da un lato, la quasi totalità degli intervistati ha un impiego (l'87%), una casa, è iscritto al Sistema sanitario nazionale e va regolarmente dal medico di base, dall'altro fanno lavori faticosi che causano diversi problemi di salute (o che non rispondono alla loro qualifica e al titolo di studio), fanno pochissimi screening e visite di controllo e non hanno molti rapporti con la comunità locale o le reti di vicinato.

Per quanto riguarda la situazione lavorativa, "la metà del campione contattato ha un contratto a tempo indeterminato, il 15% è part-time, il 10% è a termine, mentre il 7% ha un lavoro autonomo - dice Giorgio Gossetti, dell'Università di Verona, uno dei curatori della ricerca ­-. Il 40% degli intervistati è operaio; seguono poi gli occupati nel settore delle pulizie (11%), chi lavora come colf o baby-sitter (quasi il 10%) e gli addetti ai trasporti e alla movimentazione (7%)". Oltre l'80% ha studiato più di otto anni. E se i lavoratori stranieri si dicono "soddisfatti" del rapporto che hanno con il capo e i colleghi, per quanto riguarda le "attese" vorrebbero guadagnare di più e avere una maggiore certezza della stabilità del posto di lavoro. Ma a incidere sulla qualità dell'occupazione è anche il fatto che un terzo degli intervistati ha raccontato di aver lavorato pure nei giorni festivi o per più di dieci ore al giorno. Inoltre, solo il 37% ha frequentato corsi di sicurezza sul lavoro. "Questo comporta che, mentre calano gli infortuni tra i lavoratori italiani, crescono quelli tra gli immigrati", commenta Carla Tedeschi dell'INAIL di Bologna.

Se, in generale, le condizione di salute sono "buone a preoccupare l'Azienda sanitaria locale è soprattutto il fatto che "gli immigrati non siano attenti alla prevenzione", sottolinea Fausto Francia dell'Ausl di Bologna: il 48% delle donne contattate, ad esempio, non ha mai fatto il pap-test e solo 14 hanno fatto una mammografia. Infine, i dati raccolti segnalano una situazione di relativo isolamento nelle relazioni con la comunità locale. Oltre la metà non esce mai con i colleghi di lavoro la sera o nel weekend, i connazionali e i parenti sono le persone con cui gli immigrati trascorrono buona parte del loro tempo libero, il 58% dice di non frequentare mai i vicini di casa e alquanto limitata risulta la partecipazione alla vita associativa: sport, cultura e politica sembrano non interessare i lavoratori stranieri che vivono a Bologna e dintorni.

(RedSoc/EmiliaRomagna)

Fonte: INAIL

 

     

27/03/2009

Online "ClaRaF" 1.2, la terza release del programma per il calcolo del carico di incendio

La pubblicazione dei nuovi decreti sulla resistenza al fuoco (D.M. 16 febbraio 2007: "Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione" e D.M. 9 marzo 2007: "Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del corpo nazionale dei vigili del fuoco") rappresenta un punto di svolta nel panorama normativo nazionale.
Tali atti regolamentari, che dovranno in futuro viaggiare intimamente connessi, costituiscono infatti, nell'ambito della protezione passiva, una prima importante implementazione sul nostro territorio della Direttiva prodotti da costruzione (CPD 89/106/CEE).
Essi, infatti, recepiscono sia gli aspetti strategici della sicurezza antincendio enunciati dal documento interpretativo n. 2 "Sicurezza in caso di incendio", sia i nuovi aspetti progettuali e classificatori in materia di resistenza al fuoco introdotti dalle nuove norme comunitarie.
La realizzazione, da parte dell'Area Protezione Passiva della DCPST, di un programma automatico finalizzato alla classificazione di resistenza al fuoco delle costruzioni in applicazione del D.M. 9 marzo 2007, vuole rappresentare un iniziale passo per affrontare i nuovi e più moderni concetti introdotti, ma anche un comodo strumento per i colleghi impegnati nell'attività di prevenzione incendi.
In ClaRaF 1.2 (ormai la terza release del programma) è stata inserita inoltre una procedura che consente di tenere conto della presenza di elementi strutturali lignei, ai fini della classificazione di resistenza al fuoco, secondo le modalità stabilite nella Lettera Circolare n. 414/4122 sott. 55 del 28 marzo 2008: "DM 9 marzo 2007 - Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del CNVVF. Chiarimenti ed indirizzi applicativi".

Fonte: Vigilfuoco

 

     

27/03/2009
Circolari VVF

Circolare sulle prerogative e le relazioni sindacali

In linea la circolare sulle modalità di relazioni sindacali tra le Organizzazioni Sindacali e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Lettera Circolare n.1212 del 23 marzo 2009 - Impianti elettrici temporanei. Obbligo di dichiarazione di conformità.

In allegatola Lettera Circolare n.1212 del 23 marzo 2009 emanata dalla Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica al fine di fornire chiarimenti relativi all'installazione di impianti elettrici temporanei, con riferimento all'art. 10 comma 2 del DM 22 gennaio 2008 n.37

D.M. 12 settembre 2003. Attività di autotrasporto

In linea la Lettera Circolare n.857 del 17 marzo 2009 emanata dalla Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica al fine di fornire alle strutture territoriali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco indicazioni utili ad individuare le attività di autotrasporto che possono avvalersi dell'installazione dei depositi di gasolio di cui al D.M. 12 settembre 2003.

Fonte: Vigilfuoco

 

     

27/03/2009
Comunicazione INAIL sull'RLS

Circolare INAIL 12.03.2009, n. 11

 

      

27/03/2009

SPECIALE DONNE, LAVORO, INFORTUNI

  • Infortuni al femminile. Il pericolo è la strada

  • Situazione occupazionale e disparità di genere. L'Europa parla al maschile

  • Alcune iniziative in rosa dell'Istituto  continua >>

Fonte: INAIL

 

      

27/03/2009

Denuncia di infortunio

La nuova versione della denuncia di infortunio prevede le seguenti innovazioni:
- eliminazione del doppio login di accesso all'applicazione;
- inserimento del settore lavorativo ‘Pubblica Amministrazione', con relativi sotto settori e mansioni/qualifiche professionali, per i datori di lavoro che, pur operando in tale settore, sono titolari di specifico rapporto assicurativo con l'Istituto (ossia di Posizione Assicurativa Territoriale);
- possibilità di scegliere la tipologia di retribuzione ‘Convenzionale' tra quelle previste nella sezione ‘Dati retributivi'.
Sono quindi stati adeguati l'xml schema per l'invio della denuncia offline, il tracciato txt, il file xml per la denuncia in cooperazione applicativa ed il software offline vers. 4.35. 

Ulteriori informazion

  1. Informazioni
  2. Manuale
  3. Faq
Aggiornamento 27 marzo 2009

DENUNCIA OFFLINE    

File txt:  

  1. Software offline vers. 4.35
  2. Tracciato record e relative tabelle di decodifica dei dati:

Download tracciato record e tabelle in formato .zip (939 Kb)

FileXml

Cooperazione applicativa   

DENUNCIA ONLINE

Accedi al servizio

Fonte: INAIL

 

        

27/03/2009

Malattie e condizioni di lavoro, contrasto tra Consiglio di Stato e Cassazione
26 marzo 2009. Palazzo Spada rigetta il ricorso dell'INAIL contro la sentenza del Tar che annullava la delibera dell'Istituto in materia. Ma, così facendo, entra in contrapposizione con trent'anni di orientamento giuridico espresso dalla Suprema Corte

ROMA - E' ancora querelle riguardo la circolare n. 71/2003 dell'INAIL in materia di malattie riconducibili alle condizioni organizzative e ambientali del lavoro. Il Consiglio di Stato, con la recente sentenza n. 1576/2009 ha, infatti, rigettato il ricorso avanzato dall'Istituto contro il Tar Lazio (sentenza n. 5454/2005) che ha annullato il provvedimento. L'espressione di Palazzo Spada - pur non avendo risvolti giudiziari diretti - rischia, adesso, di determinare nuove incertezze in una materia delicata e già oggetto di una lunga elaborazione giurisprudenziale da parte della Corte di Cassazione. Vediamo, in sintesi, il percorso storico di questo dibattimento.
La circolare dell'INAIL. La circolare n. 71 emanata dall'INAIL il 17 dicembre 2003 ha emanato le istruzioni operative per la trattazione delle denunce di disturbi psichici determinati dalle condizioni organizzativo/ambientali. A parere dell'Istituto tutte le situazioni di "costrittività organizzativa" - per esempio: lo svuotamento di mansioni o la mancata assegnazione degli strumenti di lavoro - così come quelle di "mobbing strategico" (gli atteggiamenti strategicamente ostili delle aziende per promuovere l'allontanamento di soggetti in qualche modo scomodi), purché ricollegabili a finalità professionali, devono rientrare nel rischio tutelato (restano, invece, esclusi fattori organizzativo/gestionali legati al normale svolgimento del rapporto quali trasferimento, licenziamento,etc).
L'ostilità del mondo delle imprese. Contro questa circolare un fronte compatto rappresentato da Confindustria, Confagricoltura e Abi ha presentato ricorso al Tar. Oltre al provvedimento dell'INAIL, le associazioni datoriali hanno chiesto anche l'annullamento del decreto ministeriale del 27 aprile 2004, nella parte in cui le malattie "psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dell'organizzazione del lavoro" - la cui origine lavorativa viene ritenuta di limitata probabilità - sono state comunque inserite nella lista delle patologie professionali per le quali è obbligatoria la denuncia all'organo di vigilanza (la Ausl di competenza). In entrambi i casi la controversia giuridica si è incentrata sull'opposizione al principio che il mobbing potesse assurgere a malattia tipizzata indennizzabile in assenza di definizioni scientifiche certe.
Il Tar annulla la circolare. Il Tribunale del Lazio, con la sentenza n. 5454 del 4 luglio 2005, ha dato parzialmente ragione al fronte imprenditoriale, annullando la circolare dell'INAIL, ma non il dm. "Il mobbing non può essere considerato in via automatica come una malattia professionale e in quanto tale indennizzabile dall'INAIL, dovendo sempre essere provata l'esistenza della causa di lavoro", recitava la motivazione del Tribunale regionale. Un approccio che è stato contestato dall'Istituto mediante un ricorso al Consiglio di Stato con relativa richiesta di annullamento della sentenza.
L'INAIL: "Il Tribunale ha travisato". A parere dell'INAIL il Tar avrebbe travisato i punti fondamentali della circolare, affermando che l'Ente avrebbe trasformato le patologie psichiche determinate da costrittività organizzativa sul lavoro in malattie tabellate. Altra obiezione dell'INAIL: il Tar del Lazio avrebbe fondamentalmente assimilato le patologie oggetto della circolare al mobbing, confondendo due ambiti radicalmente diversi tra di loro. "La tutela delle malattie professionali causate da disfunzioni organizzative del lavoro costituisce attuazione di diritti costituzionalmente protetti indipendentemente da qualsiasi responsabilità del datore di lavoro", ha motivato l'Avvocatura dell'Istituto. "Il mobbing invece - che come è noto si manifesta con un ripetuto comportamento persecutorio - determina l'obbligo di risarcire il danno ingiustamente causato al lavoratore anche se quest'ultimo non abbia contratto alcuna malattia per effetto del mobbing".
Il rigetto del Consiglio di Stato. La recente sentenza (n. 1576/2009) di Palazzo Spada ha, dunque, rigettato il ricorso dell'INAIL contro il Tar. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, le patologie oggetto della circolare non possono essere considerate come malattie professionali. A suo giudizio, infatti, - dopo l'introduzione del sistema misto da parte della sentenza 179/88 della Corte Costituzionale (che rende indennizzabili, da parte dell'INAIL, oltre alle malattie professionali tabellate, anche tutte quelle causate o concausate dall'attività lavorativa del soggetto colpito dalla malattia stessa) - possono essere comunque riconosciute come "non tabellate" solo quelle patologie causate dal rischio specifico delle lavorazioni indicate negli articoli 1 e 4 del decreto n. 1124 del 30 giugno 1965 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali). La sentenza del Consiglio di Stato, dunque, sembrerebbe "annullare" anche il già citato decreto ministeriale, avendo una valenza non limitata solo alle malattie riconducibili alle condizioni organizzative e ambientali del lavoro (oggetto della circolare INAIL) ma a tutte malattie "non tabellate".
Gli effetti della decisione. La decisione del Consiglio di Stato Consiglio non potrà avere effetti diretti per quanto riguarda il riconoscimento della malattia professionale: valutazione che è rimessa alla competenza del giudice ordinario, in particolare quello del lavoro. Resta da osservare, tuttavia, come il giudice ordinario sia tenuto a rispettare i principi di diritto enunciati dalla Corte di Cassazione che - in materia di occasioni di lavoro e nesso di causalità - ha manifestato nel corso degli anni un orientamento decisamente diverso rispetto a quanto stabilito adesso da Palazzo Spada. La Suprema Corte, infatti, nel corso di questi ultimi anni, ha invece progressivamente allargato il concetto di "occasione di lavoro e nesso di causalità", riconducendo questo rapporto non solo ai rischi specifici di alcune lavorazioni, ma a tutti i rischi del lavoro considerato in sé e per sé. Non è escluso, pertanto che questa sentenza del Consiglio di Stato possa riaprire un nuovo dibattito in materia e ingenerare future incertezze interpretative

Fonte: INAIL

 

          

27/03/2009 Rivista degli Infortuni e delle Malattie Professionali

Fonte: INAIL

 

     

27/03/2009 Working Paper Adapt

n. 76 - L’articolo 2 del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93. Misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro: la detassazione degli straordinari di Amedeo Tea [ pdf ]

n. 75 - Note pratiche in tema di mobbing di Gianni Bovio [ pdf ]

n. 74 - I contratti di solidarietà (disciplina legislativa e spunti di riflessione) di Marco Lai e Livia Ricciardi [ pdf ]

n. 73 - Risultati economici dell’azione pubblica e contrattazione collettiva. Un nesso necessario e possibile di Leonello Tronti [ pdf ]

Fonte: Fondazione Universitaria Marco Biagi

 

     

27/03/2009 Bollettino ADAPT 2009, n. 10

Fonte: Fondazione Universitaria Marco Biagi

   
27/03/2009

DURC E IMPRESE STRANIERE - MINISTERO DEL LAVORO - INTERPELLO N. 6/2009 - Il Ministero del lavoro, con interpello n. 6/2009, si è pronunciato di nuovo in merito alla normativa sul Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) per le imprese straniere, extracomunitarie e comunitarie, che distaccano lavoratori dipendenti nel territorio nazionale.

Il Dicastero ha chiarito che la documentazione attestante la regolarità contributiva di un’impresa straniera, DURC o documentazione equivalente rilasciata dal competente istituto del Paese di origine, non può essere surrogata da un’autocertificazione dell’imprenditore o dai modelli utilizzati dal medesimo per il pagamento dei contributi previdenziali. continua >>

Fonte: Collegio Costruttori Edili Brescia

    
27/03/2009 La sentenza della settimana: USO CESOIA E MANCATA FORMAZIONE - Lo stesso ricorrente, d'altra parte, ha finito con l'ammettere che l'infortunio era stato determinato "da un'imprudenza individuale o collettiva, forse incoraggiata da una prassi distorta", la cui esistenza e "distorsione" rispetto alle regole di sicurezza riceve, in tal guisa, definitiva conferma. Nessun dubbio è, dunque, più consentito circa la sussistenza del primo dei profili di colpa individuati a carico dell'imputato, rappresentato dalla violazione dei suoi doveri di vigilanza e di controllo del reale e costante rispetto, da parte dei lavoratori, delle norme di sicurezza, nonchè di intervento per impedire il formarsi ed il consolidarsi di sistemi lavorativi che mettevano a repentaglio l'incolumità dei lavoratori. Doveri che derivavano dalle cariche ricoperte nello stabilimento, la cui violazione non potrebbe essere giustificata dalle .....

Vai alla sentenza per esteso >>

 

     

27/03/2009 Sentenze Corte di Cassazione

Distinzione tra associazione in partecipazione e rapporto di lavoro subordinato - Con sentenza n. 3894 del 18 febbraio 2009, la Cassazione ha affrontato il problema della distinzione tra associazione in partecipazione e lavoro subordinato in questo modo:
1) la possibilità delle parti di escludere l’associato dalle perdite. Limitare la divisione ai soli utili “non fa venir meno il carattere aleatorio del contratto, dal momento che, in caso di mancanza di utili, l’apporto lavorativo dell’associato è destinato a rimanere senza compenso”.
2) La possibilità delle parti di legare la partecipazione dell’associato ai ricavi d’impresa anziché agli utili. Poiché le parti sono libere di determinare la partecipazione economica dell’associato, “questa può ben essere commisurata ai soli ricavi, perché anche in tale caso, (…), non v’è dubbio che sussiste pur sempre un diretto coinvolgimento dell’associato nelle fortune dell’impresa.

Onere della prova in merito all'esistenza del danno subito - Con sentenza n. 3788/09, la Cassazione ha affermato che grava sul lavoratore l'onere di provare l'esistenza di un danno che, a suo dire, sia stato subito dell'attività lavorativa svolta dallo stesso. La prova grava sul lavoratore anche in merito alla verifica della nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'uno e l'altro.
Grava, invece, sul datore di lavoro l'onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno.

Fonte: DPL Modena

   
27/03/2009 Contratti - F. Marinelli: "Le conseguenze del contratto a termine sostanzialmente privo di causale giustificativa: tra categorie civilistiche e ambigue risposte del legislatore"
(articolo)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/ricerca/wp/it/marinelli_n85-2009it.pdf
    
27/03/2009

Privacy - Garante Privacy: dati biometrici vietati per la rilevazione dell'orario di lavoro
(articolo)
http://www.filodiritto.com/index.php?azione=archivionews&idnotizia=1821

 

  

27/03/2009

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

Decreto Correttivo del TU 81/08

Educatrice notturna

Formazione dei preposti

chi può fare informazione e formazione ? (art 36+37)

Appalto presso altra attività. DUVRI o non DUVRI?

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

 

     

27/03/2009
Decreto Correttivo del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro - Conferenza stampa del ministro Sacconi al termine della riunione del CdM

Visualizza il filmato con Windows Media Player

Visualizza il filmato con Quick time

Visualizza il filmato con Real Player

Fonte: Governo

 

     

27/03/2009

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI: INTEGRATIVE E CORRETTIVE AL DECRETO LEGISLATIVO 2008 N. 81 RECANTE: ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2007, N.123, IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO - Riportiamo la versione del decreto "correttivo" del D.Lgs. 81/2008 approvato stamane dal Consiglio dei Ministri.

SEMINARIO DI SICUREZZAONLINE (14.04.2009) - PERUGIA

L'ARTICOLATO DEL DECRETO CORRETTIVO
Fonte: Diario Prevenzione

GLI ALLEGATI DEL DECRETO CORRETTIVO

 

     

27/03/2009
L'angolo fiscale

Le principali scadenze del 31 marzo: bonus famiglia, comunicazione IAL, comunicazione 730-4

Bonus famiglia

Scade il 31 marzo il termine per la presentazione al proprio datore di lavoro o all'ente pensionistico della richiesta del bonus famiglia con riferimento al nucleo familiare e al reddito complessivo familiare del 2008. Il modello "sostituto" - pdf può essere presentato direttamente dal contribuente o mediante gli intermediari abilitati.

Per saperne di più …..

Comunicazione IAL

I datori di lavoro che hanno ottenuto l'accoglimento, anche parziale, dell'istanza di attribuzione del credito d'imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate, devono presentare, entro il 31 marzo 2009, la comunicazione (C /IAL) - pdf per trasmettere i dati relativi alla verifica annuale del mantenimento del livello occupazionale.

La comunicazione deve essere presentata in via telematica, utilizzando il software "COMUNICAZIONE IAL".

Per saperne di più…

Comunicazione 730-4

Entro il 31 marzo i sostituti d'imposta con domicilio fiscale in determinate province devono comunicare l'utenza telematica attraverso la quale l'Agenzia delle Entrate renderà disponibili i risultati contabili dei modelli 730 ai fini del conguaglio fiscale sulle retribuzioni dei dipendenti. I sostituti devono utilizzare il modello "Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730–4 resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate" - pdf.

Per saperne di più ...

Fonte: Agenzia delle Entrate

Indagini finanziarie più efficienti
con l'analisi delle risposte L'applicazione informatica "Fascicolo del contribuente" consente di estrarre i dati più utili al controllo
Indagini finanziarie con filtro selettivo. "Fascicolo del contribuente" è l'applicazione informatica realizzata e messa a disposizione di tutti gli uffici dell'Agenzia per facilitare e rendere più efficace l'attività investigativa: la procedura scarta i rapporti e le operazioni non significativi per lo sviluppo della fase istruttoria.
continua >>

"Bonus assunzioni", col software
tutto pronto per la partenza Va utilizzato dalle 10 del 1° alle 24 del 20 aprile, un intervallo previsto sia per il 2009 sia per il 2010
Puntuale, così come annunciata con il provvedimento del 24 marzo, la pubblicazione di "Rinnovo IAL": il software che consentirà agli imprenditori esclusi dal bonus assunzioni, a causa dell'esaurimento dei fondi, di tentare nuovamente l'accesso al credito. Il prodotto di gestione è da oggi sul sito dell'Agenzia.
continua >>

Gas “leggero” per le manifatture.
Agevolazione al passo con i tempi L’individuazione delle imprese che possono beneficiare dell’Iva al 10% è influenzata anche da mutamenti socio-economici ed evoluzione tecnologica
Per stabilire se è possibile usufruire dell’aliquota l’Iva agevolata del 10% prevista per gli acquisti di gas a uso delle imprese manifatturiere, va verificato, in prima battuta, se l’attività esercitata rientra tra quelle indicate nei gruppi da IV a XV del decreto ministeriale. In caso negativo, occorrerà far riferimento alla classificazione Ateco 2007 per accertare se l’attività, in quanto rientrante nella sezione C, possa considerarsi manifatturiera (risoluzione n. 79/E del 25 marzo).
continua >>

Bonus ricerca, pronto il formulario.
Semaforo verde alle 10 del 22 aprile Approvato il modello FRS per accedere alla prenotazione del credito d'imposta per gli investimenti
Tutto pronto per il bonus ricerca. Con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate è stato dato l'ok al formulario (modello FRS) che i soggetti titolari di reddito d'impresa dovranno trasmettere per prenotare l'accesso alla fruizione del credito d'imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, previsto dalla Finanziaria 2007 (articolo 1, commi da 280 a 283, legge 296/2006).
continua >>

Concessione edilizia, bollo in caso d’uso per il progetto allegato Non è assoggettato all’imposta fin dall’origine, anche se costituisce parte integrante dell’atto abilitativo
Gli elaborati grafici e le relazioni tecniche allegati alla domanda di concessione edilizia e successivamente restituiti insieme al provvedimento abilitativo, scontano il bollo in caso d'uso (0,52 euro per ogni foglio o esemplare). Non rientrano, infatti, fra gli atti soggetti al bollo fin dall'origine (14,62 euro ogni 100 righe ovvero 4 facciate), previsti dall'articolo 4 della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 642/1972.
E' in sintesi il contenuto della risoluzione n. 74/E del 23 marzo, in risposta a un Comune che chiedeva la corretta applicazione dell'imposta di bollo sui singoli elaborati che compongono il progetto allegato alla domanda di concessione edilizia.
continua >>

Fonte: Fisco Oggi

    
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