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2 FEBBRAIO 2009

  

   

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02/02/2009 PATOLOGIE MUSCOLO-SCHELETRICHE IN OPERATORI ADDETTI ALLA MOVIMENTAZIONE DI PAZIENTI IN ISTITUTO DI RIPOSO PER ANZIANI

EVALUATING PATIENTS MANUAL HANDLING HAZARDS IN NURSING PERSONNEL OF A HOSPITIUM

ABSTRACT. Low back pain (LBP) and shoulder and arm disorders are common among workers exposed to risk due to manual weight lifting, and this health care problem is also very costly. We also know that nursing personnel exposed to manual patient handling activity report high number of work-related musculoskeletal disorders. The objective of our study was to evaluate the relationships between work and musculoskeletal disorders in personnel exposed to manual patient handling activity. 160 health care workers of an hospice exposed to patient handling were compared to a control group of 172 people not exposed to the handling risk. In our study we considered only subject with pathology already diagnosed, withdrawing people with disturbs but without clinical trials.
The statistical evaluation using the χ2 test has not shown any meaning in the comparison between the two groups, we have calculated the Odds Ratio risk for discal hernia and protrusion finding a risk between low and modest (1.52).
We think that the least prevalence of musculoskeletal disorders to the back in the group exposed to manual patient handling activity, could be explained partly with the “healthy worker” effect and partly with the workplace improvement. That is demonstrated also with the M.A.P.O. index scoring between 0 and 1.5 (negligible risk).

INTRODUZIONE
Le patologie muscolo-scheletriche acute e croniche del rachide e dell’arto superiore influiscono sulla salute e sulla qualità della vita per una larga parte della popolazione. Tra queste la lombalgia è uno dei problemi più comuni e significativi (1; 2; 9). Numerosi studi documentano l’elevata prevalenza di patologie del rachide lombare nel personale sanitario, con picchi di incidenza rilevati per gli O.S.S. (Operatori Socio Sanitari) maggiormente esposti alla movimentazione manuale dei pazienti (3; 5; 6; 10; 14; 18). Inoltre si è evidenziato che gli O.S.S. impiegati nei reparti di geriatria corrono un rischio più elevato rispetto ad operatori sanitari di altri reparti (12; 15). Tra gli O.S.S. risulta evidente una maggior prevalenza di patologie muscoloscheletriche a carico dell’arto superiore (16; 17), dovute all’uso di forza manuale in situazioni ergonomicamente sfavorevoli (7; 8). Tutte queste pubblicazioni, basate solo sulla raccolta di dati soggettivi tramite questionari anamnestici, concordavano nell’attribuire un aumento statisticamente significativo del rischio di sviluppare patologie a carico del rachide per gli O.S.S. In una review di Hoogendoorn WE e coll. del 1999 (11) sono state prese in considerazione 1363 pubblicazioni riguardanti i disturbi muscolo-scheletrici a carico del rachide. Tra queste solo 27 studi avevano caratteristiche tali da renderli affidabili di cui solo tre, definiti dall’autore della review di “bassa qualità”, esaminavano l’effetto della movimentazione manuale dei pazienti (22; 23; 24). Queste pubblicazioni concordavano nell’attribuire alla movimentazione dei pazienti un aumento statisticamente significativo del rischio di sviluppare patologie a carico del rachide. Hoogendoorn e colleghi vista la qualità delle ricerche e i parametri presi in considerazione per giungere alle conclusioni affermano che basandosi sugli studi attuali il rischio per gli O.S.S è moderato, non alto, e che l’Odds Ratio varia tra l’1,7 e il 2,7.

MATERIALI E METODI
Sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria 219 lavoratori di un istituto di riposo per anziani, 40 maschi e 179 femmine seguiti dal Servizio di Medicina Preventiva dei Lavoratori presso gli ambulatori del Laboratorio di Ergonomia.
Tra questi 160 con la mansione di O.S.S. addetti alla movimentazione dei pazienti.
Il gruppo di controllo di 172 soggetti è stato ottenuto intervistando lavoratori non esposti a movimentazione manuale dei carichi, per lo più amministrativi, afferenti ai nostri ambulatori per la sorveglianza sanitaria. Per l’intervista è stato adoperato il questionario “Valutazione clinicofunzionale del rachide”, modello messo a punto, sperimentato, validato e già largamente applicato dall’Unità di Ricerca EPM di Milano (19; 20). Tra tutti i pazienti visitati sono stati raccolti i casi con riscontri oggettivi di malattia ottenuti mediante accertamenti strumentali mirati. I dati raccolti sono stati suddivisi per sesso, età, anzianità lavorativa. I soggetti esposti sono stati valutati durante la normale visita di medicina preventiva a cui sono sottoposti con cadenza triennale.
Preliminarmente sono state calcolate le prevalenze delle patologie osteoarticolari.
Successivamente i dati sono stati valutati e le ipotesi verificate mediante il test del χ2. Tutte le analisi statistiche sono state eseguite con il programma Excel, mentre i dati sono stati raccolti e archiviati col programma Acces 2003.

RISULTATI
L’indagine è stata condotta su un campione di 160 lavoratori: 13 maschi (8,2%) e 147 femmine (91,9%). L’età media è di 39,32 anni ± 7,28 anni nel campione, di 34,92 ± 5,57 anni nei maschi e di 39,97 ± 7,30 anni nelle femmine. L’anzianità lavorativa in rapporto all’esposizione al rischio da movimentazione manuale di pazienti attuale e pregressa è di 7,03 ± 4,96 nel campione in toto, di 7 ± 4 anni nei maschi, di 7,04 ± 5 anni nelle femmine.
Il gruppo di controllo risulta composto da 172 soggetti: 73 maschi (42,4%) e 99 femmine (57,6%). L’età media è di 41,1 anni ±8,9 nei controlli, di 40,5 ± 9,1 anni nei maschi e di 41,6 ± 8,8 nelle femmine. L’anzianità lavorativa di questo secondo gruppo è di 11,7 ± 8,7 anni in totale, di 11,3 ± 8,7 nei maschi e di 11,9 ± 8,7 anni nelle femmine. Abbiamo calcolato le prevalenze di ciascuna delle principali alterazioni degenerative del rachide emerse, in funzione del sesso e delle classi di età confrontando da una parte il gruppo dei controlli e dall’altra gli O.S.S.: tra gli esposti di sesso maschile non si evidenzia alcun soggetto patologico, mentre nel gruppo dei controlli sono emerse 4 patologie, 3 soggetti presentavano un’ernia lombare (4,1%) con distribuzione omogenea per quanto riguarda l’età, nessun soggetto presentava protrusione discale lombare, uno spondilolistesi (1,4%).
Nel gruppo delle femmine, più numeroso e quindi più significativo dal punto di vista statistico per quanto riguarda gli O.S.S. le patologie totali riscontrate sono 14: 7 soggetti (4,8%) con ernie discali lombari di cui 3 nel gruppo tra i 30-39 anni (5,3%) altre tre nel gruppo 40-49 (4,8%) e l’ultima nell’intervallo tra i 50-59 anni (6,2%). Tra i controlli sono state riscontrate 4 ernie (4,0%) di cui 3 tra i 40-49 (7%) e una tra i 50-59 (5,3%). Nel gruppo dei casi sono state riscontrate tra le femmine 4 (2,7%) protrusioni discali lombari di cui 2 (3,5%) tra i 30-39 anni, 1 (1,6%) tra i 40-49 e l’ultima tra i 50-59 anni (6,2%), mentre nel gruppo di controllo è stata riscontrata in un soggetto (1,0%) una protrusione discale lombare nel gruppo di età compresa tra i 40-49 anni (2,3%). Le spondilolistesi seguono lo stesso andamento, infatti 3 (2,0%) soggetti del gruppo dei lavoratori esposti a rischio presentano tale patologia, uno nell’intervallo 30-39 anni (1,8%) e due in quello 40-49 (3,2%), mentre tra le femmine non esposte a rischio c’è solo un caso di spondilolistesi discale (1,0% rispetto al totale della popolazione) nel gruppo 40-49. L’Odds Ratio calcolato sui due gruppi mostra un valore di 1.52 (I.C.= 0.95). Abbiamo anche analizzato le prevalenze rispetto all’anzianità lavorativa di tutte le patologie del rachide lombare da noi considerate.

DISCUSSIONE
Gli studi presenti in letteratura sono rivolti prevalentemente alla ricerca dei disturbi (LBP) a carico del rachide, il nostro studio si è posto l’obbiettivo di calcolare la prevalenza di patologie muscolo-scheletriche a carico del rachide in un gruppo di operatori sanitari di una casa di riposo esposti al rischio da movimentazione manuale dei pazienti. Data l’impossibilità di reperire in letteratura le prevalenze di queste patologie nella popolazione non esposta a rischio abbiamo creato un gruppo di controllo di non esposti a movimentazione manuale di carichi per poterlo confrontare con il gruppo degli esposti.
È interessante osservare che le patologie al rachide rispetto all’anzianità lavorativa nel gruppo con movimentazione manuale dei pazienti aumentano in maniera lineare all’aumentare degli anni di impiego creando un trend molto evidente.
L’analisi statistica mediante il test del χ2 non ha evidenziato alcuna significatività, tuttavia calcolando l’Odds Ratio si è ottenuto un valore di 1.52 che indica un’associazione tra esposizione e malattia tra debole e modesta. I nostri risultati mostrano una prevalenza di patologie a carico del rachide lombare superiore nel gruppo di O.S.S. rispetto al gruppo di controllo, indicando una tendenza positiva tra esposizione e presenza di patologie. Ipotizziamo che questa debole associazione sia stata determinata in parte dall’effetto “lavoratore sano” ed in parte dagli interventi preventivi introdotti negli ultimi anni che hanno portato ad un miglioramento delle condizioni di lavoro (introduzione di letti ad altezza variabile e uso dei sollevatori e degli ausili minori). Infatti la stima del rischio calcolata nella stessa struttura con l’indice M.A.P.O. è risultata essere tra 0 e 1.5 (rischio trascurabile). I risultati del nostro studio evidenziano un OR di 1.52, valore di poco inferiore rispetto a quelli presenti in letteratura che mostrano un OR compreso tra 1,7 e 2,7.

Tabelle I e II

BIBLIOGRAFIA
1) Andersson GB, Pope MH, Frymoyer JW, 1984. Epidemiology. In: Pope, M.H., Frymoyer, J.W., Andersson, G.B. (Eds.), Occupational Low Back Pain. Praeger, New York.
2) Boldini L, De Vito G, Molteni G, Boccardi S:Epidemiologia delle alterazioni muscolo-scheletriche da sovraccarico biomeccanico del rachide nella movimentazione manuale dei pazienti. Med Lav 1999; 90,2: 103-106.
3) Buckle P, 1987. Epidemiological aspects of back pain in the nursing profession. Int. J. Nursing Stud. 24, 319-324.
4) Collins JW, Owen BD. NIOSH research initiatives to prevent back injuries to nursing assistants, aides, and orderlies in nursing homes. Am J Ind Med. 1996 Apr;29(4):421-4.
5) Colombini D,Riva D, Luè F, e coll: Primi dati epidemiologici sugli effetti clinici negli operatori sanitari addetti alla movimentazione manuale di pazienti nei reparti di degenza. Med Lav 1999; 90:201-228.
6) French P, Flora LFW, Ping LS, Bo LK, Rita W, 1997. The prevalence and cause of occupational back pain in Hong Kong registered nurses. J. Adv. Nursing 26, 380-388.
7) Frigo C: Indagini strumentali in laboratori dedicati per la rilevazione del sovraccarico discale negli operatori sanitari. Med Lav 1999; 90,2:117-130.
8) Garg A, Owen BD, Carlson B. An ergonomic evaluation of nursing assistants’ job in a nursing home. Ergonomics 1992; 35:979-95.
9) Hagen KB, Thune O, 1998. Work incapacity from low back pain in the general population. Spine 23 (19), 2091-2095.
10) Heliovaara M, Makela M, Sievers K. Tuki-ja liikuntaelinten sairauder Suomessa. Publication of the Social Insurance Institution, Helsinki, 1993:AL:35.
11) Hoogendoorn WE, Van Poppel MNM, Bongers PM, Koes BW, Bouter LM. Physical load during work and leisure time as a risk factors for back pain. Scand. J Work Environ Health 1999; 25 (5): 387-403.
12) Hui L, Ng GY, Yeung SS, Hui-Chan CW. Evaluation of physiological work demands and low back neuromuscular fatigue on nurses working in geriatric wards. Appl Ergon 2001; 32(5):479-83.
13) Jensen RC, 1990. Back injuries among nursing personnel related to hospital nursing aides. Home Health Care Serv Q. 1993; 14(2-3): 149-55.
14) Khuder SA, Schaub EA, Bisesi MS, Krabill ZT, 1999. Injuries and illnesses among hospital workers in Ohio. A study of Workers Compensation claims from 1993 to 1996. J. Occup. Environ. Med.
15) Lusted MJ, Carrasco CL, Mandryk JA, Healey S. Self reported symptoms in the neck and upper limbs in nurses. Appl Ergon, 1996 Dec; 27 (6) 381-7.
16) Maso S, Furno M e coll. Patologie muscolo scheletriche in operatori di una casa di riposo. G Ital Med Lav Erg 2003; 25:3 Suppl., 194-195.
17) Maso S, Polato R e coll: Patologia dell’arto superiore in un gruppo di operatori di una casa di riposo. G Ital Med Lav Erg 2002; 24:4,466-468.
18) Maul I, Laubli T, Klipstein A, Krueger H.: Course of low back pain among nurses: a longitudinal study across eight years. Occup Environ Med. 2003 Jul;60(7):497-503.
19) Menoni O, Battevi N, Combini D, Ricci MG, Occhipinti E, Zecchi G: Valutazione del rischio da movimentazione manuale di pazienti: primi risultati descrittivi e analitici sui livelli di esposizione. Med Lav 1999; 90, 2: 191-200.
20) Occhipinti E, Colombini D: Alterazioni muscolo-scheletriche degli arti superiori da sovraccarico biomeccanico: metodi e criteri per l’inquadramento dell’esposizione lavorativa. Med Lav 1996; 87, 6: 491-525.
21) Ricci MG, Menoni O, Colombini D, Occhipinti E: Studi clinici negli operatori sanitari addetti alla movimentazione manuale dei pazienti: metodi per la rilevazione delle affezioni del rachide. Med Lav 1999; 90: 173-190.
22) Smedley J, Egger P, Cooper C, Coggon D. Prospective cohort study of predictors of incident low back pain in nurses. BMJ 1997; 314(7089): 1225-8.
23) Stobbe TJ, Plummer RW, Jensen RC, Attfield MD. Incidence of low back injuries among nursing personnel as a function of patient lifting frequency. J Safety Res 1988; 19(1): 21-28.
24) Venning PJ,Walter SD, Stitt LW. Personal and job related factors as determinants of incidence of back injuries among nursing personnel. J Occup Med 1987; 29(10): 820-5.

Autori: S. Maso, P. Di Sebastiano, P. Mamprin, C. Garbin, A. Simonetti, P. Paruzzolo, G.B. Bartolucci
Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Padova
Corrispondenza: Stefano Maso Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Padova Via Giustiniani, 2 35128 Padova - e-mail ergonom@unipd.it

Fonte: 566 G Ital Med Lav Erg 2007; 29:3

 

     

02/02/2009 Quando sulle strade trovi le merci pericolose - Il trasporto su strada delle merci pericolose è oggetto dell’accordointernazionale Accord Dangereuses Route (ADR) firmato a Ginevra il 30/09/1957 e depositato presso il segretariato generale continua >>

Fonte: Obiettivo Sicurezza

 

     

02/02/2009 Certificazione edifici - Il Piano energetico-ambientale provinciale, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 2438 del 3 ottobre 2003, prevede di ridurre le emissioni di anidride carbonica in provincia di Trento di circa 300.000 tonnellate, riservando all'efficienza energetica in edilizia un ruolo di primo piano. Fra le varie azioni elencate in tale settore, insieme ad altre iniziative di contesto, la promozione di edifici a basso consumo ricopre un ruolo determinante per garantire il raggiungimento degli obiettivi quantitativi prefissati e per aumentare la consapevolezza nei confronti del risparmio di energia.
Per raggiungere questo obiettivo, nel corso degli ultimi anni si sono poste in essere una serie di iniziative destinate, da una parte, a permettere una classificazione delle prestazioni energetiche degli edifici esitenti e, dall'altra, ad incentivare la costruzione di edifici con standard sempre più alti di risparmio energetico.
continua >>

Fonte: Provincia Trento

Detrazioni 55%:il testo in Gazzetta Ufficiale
E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2009 (Supplemento ordinario n.14) la conversione in legge del decreto 185 /2008 “Decreto anticrisi”. Il testo, uguale a quello approvato dalla Camera , conferma gli incentivi del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
In particolare, nel testo di legge (Art.29):
Non vi sono indicazioni sulle spese sostenute nel 2008 (per le quali non vi sono quindi modifiche rispetto alla Legge finanziaria 2008 n. 244);
Per le spese 2009- 2010:
sarà necessario inviare una comunicazione, per sola conoscenza, all’Agenzia delle Entrate;
la detrazione sarà ripartita in 5 anni (anziché 3-10 anni)
Entro 30 giorni dall’approvazione della Legge di Conversione:
saranno resi disponibili i modulo per la comunicazione all’ AdE;
verrà pubblicato un decreto di natura non regolamentare di modifica del DM 19 febbraio 2007 al fine di semplificare le procedure e di ridurre gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti.
Scarica il testo pubblicato in GU

Fonte: ANIT - Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e acustico

    
02/02/2009 Ipoacusia da rumore - Il rumore in ambito lavorativo continua ad essere considerato un significativo rischio sia in agricoltura che nell’industria. E’ riportato che in Europa circa 35 milioni di persone sono esposte a livelli possibilmente pericolosi (> 85 dB(A). continua >>
   
02/02/2009

Valutazione dei prodotti detergenti e disinfettanti - I detergenti per la pulizia di superfici o al lavaggio di indumenti, una volta rappresentati dai soli saponi, comprendono oggi una vasta gamma di prodotti complessi, che vengono comunemente utilizzati in grande quantità sia in ambito domestico che industriale. Questi prodotti contengono alcuni composti chimici che a causa della loro tossicità, della loro persistenza nell’ambiente e dell’alto potenziale di bioaccumulo, possono, in modo commisurato alla loro concentrazione, arrecare danno alla salute umana e compromettere i delicati equilibri degli ecosistemi.
Per una valutazione corretta della pericolosità del prodotto è indispensabile disporre di informazioni precise e attuali sulla composizione, sulla biodegradabilità, sulla tossicità, sia dei singoli composti che dell’intero formulato. Tali informazioni vengono fornite dai produttori e/o distributori mediante le relative schede tecniche e di sicurezza ed altra eventuale documentazione sul prodotto detergente o disinfettante.
Di particolare importanza per la valutazione risulta in ogni caso l’elenco completo delle materie prime presenti nel formulato, tra le quali i tensioattivi anionici, non ionici, cationici e anfoteri, i riempitivi, gli additivi e i disinfettanti, poichè spesso mediante l’analisi di questi dati è possibile effettuare una valutazione abbastanza precisa del potenziale pericolo ambientale.
Ai fini ambientali molto importanti sono inoltre i dati relativi alla biodegradabilità e alla tossicità acquatica del prodotto tal quale oppure dei singoli tensioattivi. Le indicazioni sulla tossicità acquatica possono essere espresse come tossicità del prodotto nei confronti di organismi come i batteri nitrificanti, i pesci, il crostaceo Daphnia magna, alcune alghe o batteri bioluminescenti test di tossicità.
Raccolte tutte queste informazioni, per la valutazione di questi prodotti viene utilizzato un software creato appositamente che permette una costante attualizzazione ed elaborazione dei dati nella loro complessità, ed una valutazione dei prodotti mediante criteri obiettivi. È stata inoltre realizzata una banca dati contenente l’elenco delle materie prime presenti nei formulati e la valutazione del loro potenziale pericolo per ambiente e uomo.
Il giudizio dei singoli prodotti detergenti e disinfettanti è basato sull’analisi complessiva sia dei dati relativi ai singoli ingredienti, sia dei risultati delle analisi condotte sul prodotto tal quale.


Utilizzo corretto dei prodotti detergenti e disinfettanti

Per evitare la compromissione delle risorse naturali, in particolare del patrimonio idrico, sarebbe importante che ciascuno di noi seguisse piccoli accorgimenti che, seppure banali, potrebbero contribuire in larga misura alla riduzione dei carichi inquinanti. A questo scopo risulta fondamentale:

  • Un’attenta lettura dell’etichetta (Regolamento CE 648/2004). Essa è il mezzo fondamentale di comunicazione con il consumatore e perciò devono figurare a caratteri leggibili, visibili e indelebili:

1.      la denominazione e il marchio commerciale del prodotto
2.      il nome o la denominazione commerciale o il marchio depositato e l’indirizzo completo con il numero telefonico del responsabile dell’immissione del prodotto sul mercato
3.      l’indirizzo e l’indirizzo e –mail, se disponibile, con il numero telefonico presso il quale può essere ottenuta la scheda tecnica
4.       le indicazioni per il lavaggio e il dosaggio riferito anche alla durezza dell’acqua
5.      la composizione chimica del prodotto e l’intervallo percentuale presente di ciascun componente
6.      il grado di biodegradabilità
7.      indicazioni sull’eventuale pericolosità del prodotto o di un suo ingrediente
8.      eventuale presenza di ingredienti che possono provocare allergie.

  • Un attento uso dei prodotti disinfettanti, un sovradosaggio rappresenta solo un carico inquinante maggiore da sversare nell’ambiente, mentre un sottodosaggio non ha alcun effetto disinfettante. Tali prodotti devono inoltre essere utilizzati solo dove sia fondamentale prevenire lo sviluppo di germi dannosi (bagni, cucine e laboratori); non sono necessari per la pulizia giornaliera di altri ambienti, che può essere effettuata con un’ampia gamma di prodotti detergenti efficaci per lo scopo, ma meno dannosi per l’ambiente.

  • Utilizzare detersivi e prodotti per la pulizia specifici, evitando quelli universali, “adatti” per tutti gli usi.

  • Per i lavaggi, inoltre, non vale il principio “più prodotto si utilizza, meglio si pulisce”, ma è importantissimo un giusto dosaggio.

  • Evitare tra i composti inorganici, fosfati, cloruri e solfati ed evitare soprattutto le sostanze contenenti metalli pesanti come rame, cromo, nichel, piombo, zinco, ecc., a causa della loro tossicità per le acque. Essi non sono biodegradabili, permangono sia nelle acque che nei fanghi di depurazione, dove si accumulano, o lasciano gli impianti di depurazione mediante il loro scarico. Essi entrano inoltre nell’alimentazione umana attraverso la catena alimentare. Altre sostanze assolutamente da evitare sono gli sbiancanti ottici, i tensioattivi cationici e i profumi nitromuscosi. I profumi in genere ed i coloranti, non essendo essenziali per il processo detergente, dovrebbero in ogni caso essere ridotti al minimo.

  • Non mescolare prodotti detergenti acidi e alcalini, la loro interazione porta alla formazione di sali e quindi alla neutralizzazione delle loro specifiche attività pulenti e all’emissione di esalazioni spesso nocive.

  • Sarebbe inoltre opportuno separare le singole operazioni di lavaggio per ottimizzarne l’efficacia, e quindi prodotti detergenti non andrebbero mescolati con candeggianti e sbiancanti.

  • Utilizzare possibilmente prodotti a marchio Ecolabel 

Normativa

In materia di detersivi, l’Unione europea ha attuato, fin dagli anni ’70, una politica volta a risolvere i problemi causati dalla schiuma tensioattiva nei sistemi idrici. Sono state, pertanto, emanate una serie di norme intese a ridurre i problemi ambientali (schiumeggiamento dei fiumi) e a garantire il funzionamento del mercato interno in questo settore. Qui di seguito vengono citate le principali norme europee e nazionali, scaricabili dal sito Eur-Lex e dal sito della Gazzetta Ufficiale, in materia di detersivi:

Regolamento (CE) n. 648/2004
Regolamento (CE) n. 1907/2006 della Commissione Europea
Direttiva 67/548/CEE del Consiglio
Direttiva 1999/45/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio e successive modifiche
Direttiva 2003/15/CE
Decisione della Commissione Europea 2005/344/CE e successive modifiche
Decreto Ministeriale del Ministero della salute 07/09/2002

Fonte: Provincia di Bolzano

   
02/02/2009

Progettare in laterizio

 

Monticelli
D'Orazio
Diperna
Stefanizzi
Gargari1
Gargari2
Parte1
Parte2
Parte4
Parte5
Parte7
Parte9
Parte13

 

Fonte: KlimaHaus

    
02/02/2009 

Bio.Ca.S.C : Software applicativo per la consultazione del Catalogo Agenti Cancerogeni e Biologici con adeguamento alla 28° revisione CE e per la IARC anno 2001). Software compatibile per sistemi Windows 9X/2000/XP continua >>

 

     

02/02/2009
Sicurezza nell'uso delle scale - Prosic, frequentatore del nostro Forum (che salutiamo e ringraziamo), ci segnala questa utile brochure (2 pagine in PDF) relativa all'uso in sicurezza delle scale portatili. continua >>
    
02/02/2009
    
02/02/2009 

La stufa di casa non digerisce tutto"
Invito al corretto utilizzo delle stufe a legna (PDF 911 KB)

Fonte: Provincia di Bolzano

 

  

02/01/2009

TESTO UNICO SICUREZZA E NON SOLO ... - Segnaliamo dal nostro Forum le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (e non solo ...), in continua evoluzione:

Scadenza termini percorsi formativi per ASPP / RSPP

Riesumata la diffida prevista dal DPR 520/55...

Il "sanzionometro"

emissioni in atmosfera senza autorizzazione

DPR 34/2000 Vs DLgs 81/2008

Norma per canne fumarie/comignoli ad uso artigianale/industr

macchina con presunte non conformità e fascicolo tecnico

Apparecchi a pressione

Vai a tutte le altre discussioni in Tempo Reale sul Testo Unico >>

TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
02/02/2009 Video - Dust Explosion - Stof explosie

 

   
02/02/2009 Apparel and Footwear Industry - OSHA is committed to providing apparel and footwear industry employers and employees with information and assistance to help them comply with OSHA and industry standards and to ensure safer workplaces continua >>
   
02/02/2009 Electromagnetic fields - Electromagnetic fields of all frequencies represent one of the most common and fastest growing environmental influences, about which anxiety and speculation are spreading. All populations are now exposed to varying degrees of EMF, and the levels will continue to increase as technology advances. continua >>
    
02/02/2009 

Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale 2009 (MUD) - Roma, 19 febbraio, ISPRA - via Brancati, 48 
E’ indetta dall’ISPRA, a cura del Servizio Rifiuti, con la partecipazione di Unioncamere, una giornata di formazione per fornire le necessarie informazioni per una corretta compilazione del nuovo modello MUD. Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale valido per il 2009, è stato approvato con DPCM del 2 dicembre 2008 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2008 n.294, sostituendo integralmente il modello allegato al decreto del 24 dicembre 2002
. continua >>

    
02/02/2009 Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento
Genova, 17-18 febbraio
ARPA Liguria organizza insieme a UNIDEA, Unione Italiana degli Esperti Ambientali, un corso di formazione sulle attività di controllo nell’ambito dell’applicazione del D.lgs 59/05, rivolto al personale tecnico degli EE.LL e delle imprese liguri interessate. Il corso vede la partecipazione in qualità di docenti dell’ing. Alfredo Pini, responsabile IPPC di ISPRA, del dott. Eugenio Lanzi, dirigente referente per l’applicazione dell’IPPC della Regione Emilia Romagna, e della d.ssa Donatella Grimaldi, dirigente ARPAL, che illustrerà il quadro della situazione in Liguria e presenterà una rassegna di casi studio sui cicli produttivi di alcuni impianti soggetti all’IPPC.

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