11 giugno 2008. I dati sono stati diffusi oggi dall’Ilo alla vigilia della Giornata mondiale del lavoro minorile. Il ministro Sacconi: “è nostro comune interesse che il 'decent work' sia considerato un obiettivo globale e, come tale, integrato nelle politiche e nelle strategie delle altre istituzioni multilaterali”
ROMA - Scende il numero dei minori che nel mondo sono costretti a lavorare, ma il fenomeno resta sempre allarmante. Nel 2004 erano infatti 218 milioni i bambini lavoratori nella fascia d'età 5-17 anni, una cifra inferiore dell'11% al 2000, quando se ne contavano addirittura 246 milioni. Nonostante la diminuzione in termini percentuali, il lavoro minorile continua però a riguardare un numero consistete di persone, circa 1 bambino su sette. Le cifre del fenomeno sono state diffuse oggi dall'Ilo (International labour organization, l'agenzia delle Nazioni unite per la promozione del lavoro dignitoso) alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra, come ogni anno, domani 12 giugno. Il risultato, importante ma di certo non soddisfacente, é stato secondo l'Ilo "frutto di una vera a propria mobilitazione politica di lavoratori, imprenditori e governi, organizzazioni non governative e del pubblico in generale". Maglia nera all'Africa sub-sahariana e al settore agricolo. La diminuzione più rilevante si è registrata nei lavori più pericolosi, con un calo generale del 26%, da 171 milioni di ragazzini impegnati in attività rischiose nel 2000 a 126 milioni nel 2004. L'America latina e i Caraibi spiccano in termini di rapida riduzione dell'impiego di bambini nel lavoro: nel 2004 il numero è diminuito di 2/3 con appena il 5% dei minori d'età compresa fra i 5 ed i 14 anni che svolgono ancora attività lavorative. La maglia nera, a livello globale, spetta all'Africa sub-sahariana, regione con circa 50 milioni di bambini economicamente attivi (il 26% della popolazione). Nell'area dell'Asia-Pacifico, circa 122 milioni di minori (5-14 anni) svolgono un'attività lavorativa, ma nel 2000 erano 127 milioni. Il settore dove si calcola il maggior numero di piccoli lavoratori è quello agricolo, dove la media sale a 7 bambini su 10. Il 22% dei bambini, invece, è impiegato nei servizi, mentre il 9% nell'industria, nelle miniere e nell'edilizia. L'agenzia dell'Onu per la promozione nel mondo del lavoro dignitoso stima che, per la definitiva abolizione del fenomeno, sono necessari 760 miliardi di dollari da utilizzare in un periodo di almeno 20 anni. I benefici in termini di istruzione e salute ammonterebbero ad oltre 4000 miliardi di dollari. Il primo passo: puntare sull'istruzione gratuita ed obbligatoria. Per contrastare il lavoro minorile, è fondamentale secondo l'Ilo, estendere l'accesso ad un'istruzione gratuita ed obbligatoria. Sono 72 milioni infatti i bambini che per lavorare sono costretti a disertare a scuola, mentre uno studio dell'agenzia evidenzia come l'eliminazione del lavoro minorile e la sua sostituzione con l'istruzione universale sia un beneficio dal punto di vista economico, oltre che sociale. Sacconi a Ginevra: "il decent work sia un obiettivo globale"."E' nostro comune interesse che il 'decent work' sia considerato un obiettivo globale e, come tale, integrato nelle politiche e nelle strategie delle altre istituzioni multilaterali", ha sottolineato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, nel corso del discorso pronunciato oggi a Ginevra, alla 97/esima Conferenza internazionale dell'Ilo. "Lungo la nuova frontiera del rispetto dei diritti economici e sociali e, in particolare, dei principi e diritti fondamentali sul lavoro possiamo chiederci se non sia giunto il momento di portare l'attenzione sul diritto prioritario alla salute ed alla sicurezza sul lavoro, facendone un diritto fondamentale universalmente riconosciuto a tutela della vita del lavoratore, che purtroppo è spesso messa in discussione dalle pressioni competitive e dalla difficoltà di regolazione del mercato globale"
Fonte: INAIL