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12 GIUGNO 2008

  

   

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12/06/2008

Tragedia in Sicilia: muoiono sei operai in un depuratore - 11 giugno 2008. L’incidente è avvenuto nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania. Secondo le prime ricostruzioni gli operai stavano pulendo una vasca. Quattro degli operai erano dipendenti comunali e due di un’azienda privata.

CATANIA - Un grave incidente sul lavoro si è verificato questo pomeriggio in Sicilia. Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende dai carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto. Secondo le prime ricostruzioni la morte potrebbe essere stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche, ma non si escludono altre ipotesi. Tra queste anche quella di una forte scossa elettrica. Quattro dei sei operai erano dipendenti comunali e altri due di un'azienda privata. Solo tre mesi fa, il 3 marzo, un'altro grave incidente sul lavoro era costata la vita a cinque operai presso il Truck center di Molfetta. Anche in questo caso a causare la morte degli operai le esalazioni da sostanze tossiche.

Fonte: INAIL

La cronaca

Le news da Repubblica >>

Le news dal Corriere della Sera >>

Riportiamo l'attenzione su quanto avevamo evidenziato in occasione del terribile incidente di Molfetta, in cui persero la vita 5 persone, relativamente ai lavori in spazi confinati:

La discussione su questo incidente nel Forum: Infortuni mortali sul lavoro

Sicurezzaonline.it esprime il piu' profondo cordoglio a tutte
le famiglie degli scomparsi in questa ennesima, terribile tragedia sul lavoro.

    
12/06/2008

Errori umani e mancanza di formazione: le cause degli infortuni sul lavoro

11 giugno 2008. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) su un campione di 400 aziende

MILANO - Errori umani e mancanza di formazione sono le cause principali degli infortuni sul lavoro. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) che ha preso in esame un campione di 400 aziende.  La maggior parte dei  responsabili aziendali in materia di sicurezza intervistati infatti ritiene che gli incidenti sui luoghi di lavoro siano provocati soprattutto da errori umani difficili da controllare. Ne è convinto il 76% dei responsabili aziendali del settore manifatturiero, il 69% degli edili, il 67% del settore metallurgico e il 57% dei chimici. La mancanza di formazione : uno dei principali fattori di rischio. In seconda battuta, tra i fattori di rischio, emerge la mancanza di formazione: ne é convinto il 64%  dei responsabili aziendali delle aziende chimiche, il  51% del settore metallurgico, il 50% del manifatturiero, 42% dei rappresentanti degli edili. "Maggiore sarà l'attività di formazione per i lavoratori e gli imprenditori, tanto  più sarà efficace la prevenzione", commenta Paolo Carcassi, segretario confederale Uil, "per questo stiamo preparando materiale informativo da distribuire in tutte le aziende, con attenzione particolare per gli stranieri". Riscuote pochi consensi l'inasprimento delle sanzioni previste per le aziende dal Decreto legislativo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: circa un terzo delle imprese ritiene che sia inefficace, oltre il 50% invece ritiene che si tratti di uno strumento insufficiente. La sanzione poi dovrebbero essere applicata anche ai lavoratori che non rispettano le norme. Per prevenire gli infortuni, un terzo delle aziende mette in atto anche misure di sicurezza extra. Una scelta che viene fatta dal 50% delle aziende straniere  e dal 40% delle grandi aziende nazionali, ma scende al 25% per le realtà di piccole dimensioni.
Crescono in Lombardia le imprese gestite da extracomunitari
. "Sta crescendo il numero di imprese gestite da extracomunitari, con conseguenti problemi di formazione e sensibilizzazione al problema della sicurezza sul luogo di lavoro. Un problema che, per la maggior parte degli stranieri, non è una priorità". È la preoccupazione espressa da Francesco Barela, direttore regionale reggente INAIL. In Lombardia infatti le imprese con titolare di origine extracomunitaria sono passate dalle 37.931 del primo trimestre del 2007 alle 41.575 dello primo trimestre 2008 (fonte Camera di Commercio di Milano). Una crescita del 9,6% in un anno. Un problema che va a sommarsi alle difficoltà che incontrano i 54 ispettori Inps (a fronte di un fabbisogno di 67 funzionari) nello svolgere i controlli nelle 700mila aziende lombarde. "Stiamo cercando di promuovere il lavoro di mediatori culturali, peraltro molto difficili da reperire, che facciano da punto di aggregazione per le comunità straniere" ha aggiunto Francesco Barela, "il loro scopo è portare il problema della sicurezza all'attenzione dei lavoratori attraverso momenti formativi collettivi"

Fonte: INAIL

   
12/06/2008

CorFu meter, per navigare low cost

 La gita in barca è una delle attività tipiche della vacanza al mare, ma l’attuale costo del carburante può rendere queste uscite molto costose. E la situazione peggiora per chi in mare lavora: i prezzi della benzina possono infatti rendere la giornata al largo addirittura improduttiva.
“Per i pescherecci, ad esempio, il consumo di carburante ha raggiunto il 40-50% dei costi gestionali”, sostiene Antonello Sala, ricercatore dell’Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr di Ancona. “Nel 2004 la flotta peschereccia Europea ha speso circa 1 miliardo di euro in carburante, al costo medio di 0.25-0.38 euro/litro. Se il costo si stabilizzerà attorno al 60-70% sopra i livelli del 2004, si calcola che la flotta europea sosterrà un costo addizionale di circa 600-700 milioni di euro, mettendo a repentaglio la redditività delle attività di pesca che coinvolgono, in tutta Europa, oltre 400.000 persone”.
Per contribuire alla riduzione di questo serio problema, l’Ismar-Cnr, nell’ambito del progetto europeo “Energy saving in fisheries” (Esif), ha progettato e sperimentato un dispositivo elettronico, denominato CorFu meter, in grado di fornire in tempo reale informazioni sul consumo effettivo di carburante nelle varie fasi di pesca, dalla navigazione al calo della rete in mare, al suo traino, al salpamento, etc.
“Per il nostro esperimento abbiamo coinvolto due pescherecci della marineria marchigiana che hanno svolto le normali attività di pesca supportati, però, dal nostro dispositivo installato all’interno della plancia”, spiega Sala, responsabile scientifico, per il Cnr, del progetto Esif. “La sola conoscenza di quanto si stava consumando in quel momento preciso ha fatto sì che i comandanti a bordo correggessero il ‘tiro’, cambiando alcune modalità di navigazione. Ad esempio hanno potuto riscontrare che una diminuzione della velocità di soli 0.5 nodi porta ad un risparmio del 10% del consumo effettivo di nafta”. Oppure, continua Sala “Ottimizzando alcune altre caratteristiche (passo dell’elica, giri del motore, etc.) è stato possibile quantificare un ulteriore risparmio di circa l’8%”.
Tutto il sistema è stato sviluppato in collaborazione con società italiane e inglesi, e consiste di tre principali componenti: due sensori per la misura della portata massica (è massica) di carburante, un registratore multicanale, utilizzato per la visualizzazione a bordo e la memorizzazione dei dati di consumo di carburante ed un Gps ‘data logger’, che rileva la posizione della nave e memorizza i dati di velocità.
“Il prossimo passo” conclude Sala, “sarà quello di introdurre commercialmente delle modifiche alle attrezzature utilizzate per la pesca (materiali tessili ad alta tenacità, ottimizzazione del design degli attrezzi, divergenti con elevate performance idrodinamiche, etc.) sempre al fine di quantificare, controllare ed ottimizzare il consumo energetico. Si prevede con queste innovazioni di poter raggiungere un risparmio energetico di circa il 20-25%”.

Anna Capasso

Fonte: Antonello Sala, Istituto di scienze marine del Cnr, Ancona tel. 071/207881, e-mail: a.sala@ismar.cnr.it, vaccaro@ovi.it

 

  

 12/06/2008

Video - Cambio lampadina con cesta su muletto ...
In relazione anche alla discussione nel Forum relativa all'uso della cesta sui muletti vi riportiamo un video girato all'interno di una azienda relativo al cambio di una lampadina ...

 

  

12/06/2008

TESTO UNICO SICUREZZA - Segnaliamo le seguenti interessanti discussioni sul Testo Unico, in continua evoluzione, dal nostro Forum:

TU - CLASSIFICAZIONE AZIENDE PER LA SICUREZZA

TU - RSPP Part time per aziende industr. con più di 200 dip.

TU - MMC, Niosh, ISO 11228 e compagnia bella

TU - DVR sedi della Croce Rossa

TU - Computo dei lavoratori

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TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

   
12/06/2008

Commenti al Testo Unico - La CHIAREZZA é Il primo valore aggiunto del D.Lgs. 81/2008, il nuovo testo sulla sicurezza. L'opinione di Cinzia Frascheri, responsabile nazionale del Dipartimento salute e sicurezza della Cisl

Marco Lai sul nuovo testo sulla sicurezza del lavoro

Fonte: 626.cisl.it

   
12/06/2008

Patologie da sforzi ripetuti dell'arto superiore - Segnaliamo le seguenti patologie da sforzi ripetuti dell'arto superiore. continua >>

LINEE GUIDA PER L’INDIVIDUAZIONE ED IL CONTROLLO DELLE PATOLOGIE NEI LAVORATORI ESPOSTI A RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETUTI DEGLI ARTI SUPERIORI E DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI. continua >>

   
12/06/2008

RISCHIO CHIMICO - Laboratori di ricerca biomedica - I laboratori di ricerca rappresentano un contesto lavorativo particolarmente esposto al rischio chimico per la presenza di agenti chimici diversi, utilizzati spesso in miscela tra loro anche se comunemente a bassi dosaggi. Mentre per l'esposizione acuta e/o ad alte dosi gli effetti sulla salute sono conosciuti, quelli da esposizione ad agenti multipli e a basse dosi sono ancora oggetto di studio. L'adozione di buone prassi in laboratorio rappresenta l'elemento base per ottenere un ambiente realmente salubre e sicuro. Per questo è importante che gli operatori abbiano delle conoscenze approfondite sulle sostanze che manipolano e sull'ambiente in cui lavorano. continua >>

 

  

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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

12/06/2008

Frutta: i consumatori la vogliono sicura

 Cosa c’è di più gustoso e sano, quando fa caldo, della frutta di stagione, saporita e dissetante. Per comprendere meglio il rapporto tra i consumatori e questo prodotto,
l’Ossevatorio sul gusto della frutta coordinato da Stefano Predieri e Massimiliano Magli, ricercatori della sede di Bologna dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr, ha condotto un’indagine on line sulle caratteristiche associate all’idea di qualità della frutta.
I cinque aspetti proposti sono stati: sicurezza (assenza di pesticidi, Ogm, etc.); salubrità e genuinità (aspetti nutrizionali, vitamine, antiossidanti); comodità di conservazione e consumo; presenza di marchi di qualità; aspetti edonistici e sensoriali. Gli oltre 200 consumatori che hanno partecipato all’indagine considerano la sicurezza un requisito base che, insieme alla salubrità e genuinità, ha raggiunto l’80% del risultato. “Il dato però più interessante”, commenta Predieri, “è che lo stesso livello di importanza è attribuito agli aspetti edonistici, giudicati molto importanti dall’83% degli intervistati. Queste cifre indicano che la qualità della frutta comprende appunto inscindibilmente: sicurezza, salubrità, aspetti nutrizionali e gusto”.
Relativamente inferiori nel determinare la qualità complessiva sono stati ritenuti invece gli aspetti relativi all’informazione, quali la presenza di marchi di origine: circa il 40% li ritiene molto importanti, il 35% abbastanza importanti. La comodità di conservazione e consumo sono indicati solo dal 20% degli intervistati molto importanti, dal 40% abbastanza importanti, il resto li giudica poco o per nulla influenti.
Un’approfondita indagine sul gusto è stata svolta per la regina delle tavole estive, la pesca. “Ai consumatori”, spiega Massimiliano Magli, “è stato chiesto di indicare il grado di soddisfazione nei confronti delle pesche gustate e la rispondenza tra gli attributi della pesca ‘ottimale’ e quella trovato sul mercato”.
I 300 intervistati hanno giudicato pesche e nettarine come ‘abbastanza buone’ (voto medio di 6 su scala 1-9), tuttavia solo la metà degli intervistati ha espresso giudizi di soddisfazione per il prodotto acquistato, mentre il segnale negativo è che circa un quarto si è dichiarato insoddisfatto.
Entrando nel dettaglio delle caratteristiche gustative considerate, l’attributo che più si distacca dai desideri del consumatore è l’aroma, che dovrebbero essere quasi il doppio di quello attuale. “Questo risultato può essere interessante per i produttori: il profumo e il sapore sono ‘facce diverse’ dell’aroma, sono gli aspetti più delicati, penalizzati dalla scelta di varietà scadenti, da una produzione sbilanciata, da una raccolta troppo anticipata, da un trasporto troppo lungo o non curato. Al tempo stesso sono quelli che più ‘parlano’ al consumatore”, concludono i due ricercatori.
Altri attributi che si vorrebbe fossero esaltati sono freschezza, dolcezza e succosità. Viene anche indicata la richiesta di frutti un po’ meno acidi e consistenti. Per quanto concerne gli aspetti esteriori, viene valutata positivamente la dimensione, mentre sarebbero graditi frutti più colorati.
Anche quest’anno, in occasione dell’inizio della stagione peschicola del 2008, l’Osservatorio del gusto dell’ Ibimet-Cnr vuole rilanciare l’indagine on line, per proseguire nel progetto della creazione di un canale di comunicazione diretto tra consumatori e produttori per ottenere una riconoscibile qualità ‘made in Italy’.
E sul sito
rqpa.ibimet.cnr.it è stata lanciata l’indagine su un altro dei frutti amati dagli italiani: la ciliegia.

Maria Teresa Dimitri

Fonte: Stefano Predieri, Massimiliano Magli, sede di Bologna dell’Istituto di biometeorologia del Cnr, tel. 051/6399008, 051/ 6399011, e-mail: s.predieri@ibimet.cnr.it, m.magli@ibimet.cnr.it


Fonte. CNR

 

12/06/2008

 

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