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13/05/2008 |
MODIFICAZIONI
DELLE TRANSAMINASI EPATICHE IN LAVORATORI ESPOSTI A BASSE DOSI DI ISOPROPANOLO
I. Iavicoli 1, L. Fontana 1,2, S. Iavicoli 2
1 Istituto di Medicina del Lavoro, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
2 Dipartimento di Medicina del Lavoro, Istituto Superiore per la Prevenzione e
la Sicurezza del Lavoro, Monte Porzio Catone (Roma)
Corrispondenza: Iavicoli Ivo, Istituto di Medicina del Lavoro, Università
Cattolica del Sacro Cuore, Largo Francesco Vito 1, 00168 Roma, e-mail:
iavicoli.ivo@rm.unicatt.it
RIASSUNTO. L’isopropanolo (IPA) è un solvente volatile
impiegato in numerosi processi industriali. La tossicità acuta del solvente si
manifesta principalmente con vertigini, mancanza di coordinazione motoria,
emicrania, ipotermia, atassia oculare, irritazione delle alte vie respiratorie e
dispnea. L’ingestione accidentale di IPA provoca vomito, ematemesi, diarrea ed
ipotensione. In letteratura non sono presenti dati relativi alla tossicità
cronica e subcronica dell’IPAsull’uomo. In questo studio, eseguito su 40
lavoratori di un’industria del settore rotocalcografico, sono stati indagati i
valori delle transaminasi epatiche (alanina aminotransferasi ALT, aspartato
aminotransferasi AST) e la gamma glutamil transpeptidasi (γ-GT) degli ultimi
cinque anni in relazione alla rimozione dal ciclo produttivo dell’IPA. I valori
dell’ALT, dell’AST e della γ-GT osservati nei lavoratori esposti all’IPAsono
risultati significativamente più elevati. Quindi, sulla base dei dati osservati
in questo studio si può affermare che l’eliminazione dell’IPA dai processi
industriali dell’azienda ha
avuto un effetto positivo sulla salute dei lavoratori migliorando decisamente la
funzionalità epatica.
MODIFICATIONS OF HEPATIC TRANSAMINASES IN WORKERS EXPOSED
TO LOW DOSES OF ISOPROPANOL
ABSTRACT.
Isopropanol (IPA) is a volatile solvent that is used in many
industrial process. The major symptoms of acute isopropanol
toxicity include dizziness, incoordination, headache, hypothermia, eye ataxia,
irritation of upper respiratory tract and shortness of breath. Vomiting,
hematemesis, diarrhoea and hypotension may occur following accidental ingestion
of IPA. No data regarding subchronic or chronic toxicity of IPA were identified.
The aim of this study was to measure the serum levels of alanine
aminotransferase (ALT), aspartate aminotransferase (AST) and of
gamma-glutamyltransferase ( γ-GT) of the last five years in 40 printer workers
after the removal of IPA from the industry. The serum levels of ALT, AST and
γ-GT were higher in the exposed workers than in non exposed. In conclusion, the
results of this study show that the removal of IPA from the industry had a
positive health effect improving the hepatic function of the workers. Key words:
isopropanol, hepatic transaminases, printer workers.
INTRODUZIONE
L’isopropanolo (IPA) è un solvente volatile impiegato in numerosi processi
industriali. È utilizzato nella produzione dell’acetone, degli inchiostri,
nell’industria farmaceutica e dei cosmetici. Inoltre, è presente come solvente
negli insetticidi, nelle soluzioni antigelo, nella gommalacca, negli oli
essenziali ed è impiegato come detergente per i metalli
(1,2).
La tossicità acuta del solvente si manifesta principalmente con vertigini,
mancanza di coordinazione motoria, emicrania, ipotermia, atassia oculare,
irritazione delle alte vie respiratorie (3). In letteratura non sono presenti
dati relativi alla tossicità cronica e subcronica dell’IPA sull’uomo. Numerosi,
tuttavia, sono gli studi su animali di laboratorio che hanno
evidenziato irritazione delle alte vie respiratorie, epatomegalia, nefrite
interstiziale, idronefrosi, ectasia delle vescichette seminali ed iperplasia
follicolare della milza (4,5). La IARC, sulla base di un’inadeguata evidenza di
cancerogenicità per l’uomo e nella sperimentazione animale, ha inserito l’IPA
nel gruppo 3 tra le sostanze non cancerogene per l’uomo (6).
Nella popolazione generale il contatto cutaneo rappresenta la principale via di
assorbimento dello xenobiotico mentre, i lavoratori professionalmente esposti
assorbono l’IPA soprattutto per via inalatoria. In questo studio, eseguito su 40
lavoratori di un’industria del settore rotocalcografico, sono stati indagati e
confrontati i valori delle transaminasi epatiche (alanina aminotransferasi ALT,
aspartato aminotransferasi AST) e la gamma glutamil transpeptidasi (γ-GT) degli
ultimi cinque anni in relazione ad un’importante modificazione del ciclo
produttivo dell’azienda che ha recentemente eliminato l’utilizzo dell’IPA.
MATERIALI E METODI
La raccolta dei dati relativi ai valori delle AST, ALT e γ-GT è stata realizzata
mediante la consultazione delle informazioni provenienti dall’attività di
sorveglianza sanitaria. Dei 40 soggetti reclutati nello studio 30 sono addetti
alla stampa, e pertanto erano professionalmente esposti all’IPA quando questo
xenobiotico veniva utilizzato nel ciclo produttivo. I restanti 10 lavoratori
svolgono mansioni specifiche che non comportavano l’esposizione all’IPA (carrellista,
addetto alla manutenzione, addetto alla preparazione) e sono quindi stati
utilizzati come gruppo di controllo.
A tutti i lavoratori è stato somministrato un questionario sulle abitudini
alimentari, consumo di alcolici e pregresse infezioni epatiche al fine di
escludere dallo studio i soggetti che presentavano aumentati valori degli enzimi
epatici riconducibili a fattori extra professionali.
Figura 1
RISULTATI
I valori dell’ALT, dell’AST e della γ-GT (tabella I) osservati nei lavoratori
esposti all’IPA sono risultati significativamente più elevati rispetto ai valori
riscontrati negli stessi operai dopo la rimozione del solvente dal ciclo
produttivo. Analogamente la media del rapporto ALT/AST (tabella I) osservato nei
lavoratori non più esposti all’IPA è risultata inferiore rispetto ai valori
registrati negli anni in cui lo xenobiotico veniva utilizzato. Non sono stati
presi in considerazione i valori degli enzimi epatici di due addetti alla stampa
in quanto i due lavoratori erano affetti da epatite di tipo B.
DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
Le informazioni raccolte non evidenziano criticità in relazioni alle abitudini
alimentari e di vita dei soggetti intervistati. Il consumo di alcool è risultato
contenuto (25 soggetti consumano vino ai pasti, 10 sono modici bevitori e 5 sono
astemi) mentre, tutti i lavoratori seguono una dieta varia ed equilibrata.
Inoltre, sono stati esclusi dall’analisi dei risultati due addetti alla stampa
in quanto i valori delle transaminasi epatiche e della γ-GT erano molto elevati
ed erano riconducibili all’epatite di tipo B evidenziata nel corso
dell’intervista.
I risultati mostrano come i valori medi dell’ALT, dell’AST e della γ-GT siano
significativamente più elevati nel biennio 2003-2004 in cui l’IPA veniva
impiegato come solvente nell’acqua di bagnatura della stampa.
Successivamente alla rimozione dello xenobiotico dal processo produttivo
(2005-2007) è invece possibile osservare un’importante riduzione dei valori medi
delle transaminasi e della γ-GT.
Un dato interessante è relativo al confronto dei risultati tra i lavoratori
esposti ed i controlli. Infatti, in questo ultimo gruppo i livelli degli enzimi
epatici sono ampiamente inferiori rispetto a quelli osservati, negli anni
2003-2004, negli addetti alla stampa. Al contrario, negli anni successivi
(2005-2007) i valori medi dell’ALT, dell’AST e della γ-GT, osservati negli
addetti alla stampa e nel gruppo di controllo, forniscono risultati simili.
Quindi, non essendo intervenuti altri fattori occupazionali o extra
professionali, è possibile ipotizzare che la riduzione delle transaminasi
epatiche e della γ-GT nei lavoratori esposti all’IPA e l’avvicinamento di tali
valori a quelli osservati nel gruppo di controllo sia dovuta alla rimozione del
solvente dal ciclo produttivo dell’azienda.
Questa ipotesi confermerebbe i risultati di altri studi presenti in letteratura
in cui l’innalzamento o l’alterazione degli enzimi epatici, non riconducibile a
fattori alimentari, infettivi o al consumo di alcolici, è stato correlato
all’esposizione a solventi in ambito professionale (7).
Sulla base dei dati osservati in questo studio si può quindi affermare che
l’eliminazione dell’IPA potrebbe avere avuto un effetto positivo sulla salute
dei lavoratori. Infatti, la diminuzione dei valori degli enzimi epatici indica
un importante miglioramento della funzionalità epatica. Qualora i nostri
risultati fossero confermati da ulteriori studi su questo argomento si potrebbe
valutare l’ipotesi di utilizzare le transaminasi epatiche come utile e valido
indicatore di effetto per le esposizioni a basse dosi di IPA.
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Fonte:
G Ital Med Lav Erg 2007; 29:3 |