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31 OTTOBRE 2007

   

    

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31/10/2007

Accreditamento, vigilanza del mercato e controlli sui prodotti: celebrata la giornata mondiale della normazione

Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno visto coinvolti alcuni beni di consumo (ritirati poi dal mercato), UNI ha organizzato un incontro che si è svolto martedì 16 ottobre a Milano e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni per presentare il ruolo, le regole e i mezzi di vigilanza del mercato previsti dalla futura Decisione del Parlamento Europeo, così come le condizioni - oggetto di un prossimo specifico Regolamento comunitario – alle quali l’accreditamento è strumento di controllo da parte delle autorità pubbliche.

All'evento sono intervenuti Paolo Scolari, Presidente UNI, Antonello Pezzini, Consigliere del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), Antonio Borghesi, Deputato al Parlamento Italiano e Coordinatore del Gruppo di lavoro UNI "Terminologia del rischio" e Vincenzo Correggia, Capo dell'Ispettorato Tecnico dell'Industria del Ministero dello Sviluppo Economico.
Il tema dell’incontro "Accreditamento, vigilanza del mercato e controlli sui prodotti: come cambia la legislazione europea" ha richiamato circa 200 partecipanti interessati a conoscere il futuro scenario che si sta delineando alla luce del cosiddetto "Pacchetto Verheugen", una serie di misure volte ad analizzare gli attuali ostacoli alla libera circolazione delle merci e a formulare nuove proposte sia per i prodotti contemplati dalle norme europee armonizzate (che rappresentano il 75% degli scambi commerciali all’interno dell’UE) sia per tutti gli altri prodotti.
Le misure proposte intendono completare la legislazione esistente, soprattutto per quanto riguarda il "Nuovo Approccio" che da poco più di 20 anni contribuisce in modo decisivo a dare maggiore concretezza e visibilità alla normazione. Tali misure prevedono infatti di migliorare la coerenza del quadro giuridico aggiornando e consolidando le regole e le procedure per la commercializzazione dei prodotti, di rafforzare la vigilanza del mercato negli Stati membri, di migliorare l’operato degli organismi di ispezione, di certificazione e di prova responsabili della valutazione della conformità e di chiarire la valenza della marcatura CE.
In concreto il "Pacchetto Verheugen" propone azioni più severe sui prodotti, suggerendo inoltre di far riferimento ad un unico organismo europeo di accreditamento, in modo che i prodotti certificati in qualsiasi paese europeo abbiano le stesse caratteristiche e siano certificati sulla base degli stessi criteri.

"Attualmente – ha dichiarato Antonello Pezzini che è relatore CESE sugli specifici provvedimenti europei – è la Corte di giustizia delle Comunità europee a determinare le situazioni in cui le autorità nazionali possono negare il permesso di immettere sul proprio mercato un prodotto già commercializzato in uno Stato membro. In materia sono già state emesse 300 sentenze, ma tutta questa conoscenza è in mano a pochi avvocati specializzati. E’ importante – ha concluso Pezzini – che queste informazioni vengano pubblicizzate perché la conoscenza può diventare un ottimo patrimonio per la costituzione del mercato interno".

Vincenzo Correggia - Capo dell’Ispettorato Tecnico del Ministero dello Sviluppo Economico e rappresentante Italiano presso il Gruppo SOGS – ha illustrato le prospettive dell’accreditamento in Europa e in Italia presentando le più recenti evoluzioni della legislazione che la Commissione delle Comunità Europee sta mettendo a punto per garantire la libera circolazione delle merci e la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato interno, a garanzia della protezione dei consumatori, dei lavoratori e dell’ambiente.
Correggia si è soffermato sulle disposizioni che si applicheranno all’attività di accreditamento utilizzato sia su base volontaria sia su base cogente. In particolare sul fatto che ogni Stato Membro dovrà nominare un unico Organismo di Accreditamento Nazionale (NAB) al più tardi entro il gennaio del 2010. Qualora questo non venga considerato economicamente sostenibile lo Stato membro potrà far ricorso all’organismo di accreditamento di un altro Stato membro. Correggia ha inoltre illustrato i requisiti che l’organismo nazionale dovrà avere (tra cui quello di essere membro dell’infrastruttura europea di accreditamento) e gli obblighi ai quali è sottoposto lo Stato membro (tra cui quello del controllo del NAB).

Antonio Borghesi ha presentato il Disegno di legge della Camera dei Deputati n. 2272 (attualmente in discussione al Senato come N. 1644) sulle "Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale". Tale provvedimento intende promuovere lo sviluppo economico del Paese, intervenendo su tre ambiti tra loro connessi: l’apertura del mercato alla concorrenza, la tutela dei consumatori, la riduzione e la semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese al fine di accrescere la competitività del sistema produttivo nazionale e di contribuire alla crescita economica.
In uno specifico articolo è prevista una delega al Governo in materia di norme ed enti tecnici, certificazioni e dichiarazioni di conformità (l’iter parlamentare è ancora in corso) di cui Borghesi ha tracciato la cronistoria.
"Siamo fra i primi Stati europei a introdurre per legge una normativa nazionale sotto forma di una legge delega. L’emanazione di decreti legislativi di riordino di tutta la materia permetterà anche ai consumatori di essere più tutelati sulla qualità dei prodotti che arrivano anche da quei paesi in cui non esistono normative specifiche sulla qualità. Fra le novità della normativa – ha concluso Borghesi – vi è la creazione di un comitato al quale parteciperanno, tra gli altri, rappresentanti dei vari ministeri coinvolti nelle questioni che attengono le attività di normazione tecnica, accreditamento e vigilanza del mercato e i rappresentanti degli enti normatori UNI e CEI".

Agli interventi dei relatori ha fatto seguito un ampio dibattito che ha visto la partecipazione del presidente CEI, Ugo Nicola Tramutoli, dei rappresentanti delle istituzioni maggiormente interessate (SINCERT, SINAL) del mondo imprenditoriale (Confindustria, Confartigianato) e di numerose aziende socie UNI.

In particolare si è discusso della natura pubblica o privatistica di chi dovrà gestire il nuovo sistema di accreditamento, del ruolo dei laboratori di prova accreditati, delle esigenze delle microimprese italiane, delle problematiche specifiche del settore costruzioni e del regime sanzionatorio.

L’evento ha rappresentato un’opportunità per conoscere in anticipo quelle che saranno le regole future e per confrontarsi con chi partecipa direttamente alla predisposizione di questi strumenti consentendo - tra l’altro – di influire sulle stesse. È stata inoltre l’occasione per approfondire gli sviluppi a livello nazionale, dove il legislatore sta lavorando per anticipare l’applicazione di alcuni elementi fondamentali in modo che il sistema economico-imprenditoriale possa già essere sulla giusta lunghezza d’onda al momento dell’entrata in vigore dei provvedimenti europei.

Clicca qui per visualizzare e scaricare i documenti - in formato PDF - presentati nel corso del convegno.

  

31/10/2007

Tutela dell’ambiente, il mondo marittimo non naviga a vista

La questione ambientale e le problematiche collegate hanno un ruolo sempre più significativo a livello mondiale. Diverse organizzazioni si sono mobilitate per predisporre iniziative in grado di sensibilizzare i settori produttivi settoriali a ridurre l’impatto ambientale, contribuendo così a migliorare il quadro generale. Tra queste si pone, ad esempio, la Giornata mondiale del mondo marittimo (World maritime day), organizzata dall’International Maritime Organization (IMO), quest’anno dedicata proprio alla problematica dei cambiamenti ambientali.
Nelle azioni intraprese dall’industria marittima per ridurre l’impatto ambientale gioca un ruolo importante l’ISO, attraverso le norme in tema di gestione ambientale, che hanno ripercussioni in tutto il settore.
A tale proposito ricordiamo, tra le iniziative ideate di concerto con l’IMO, il prossimo sviluppo di norme della serie ISO 30000 relativa ai sistemi di gestione del riciclaggio delle navi.
Come ha affermato il segretario generale IMO, Efthimios E. Mitropoulos, quello del riciclaggio delle imbarcazioni è un problema crescente non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per quanto riguarda la salute dei lavoratori dell’industria marittima.
Sviluppato in stretta collaborazione con organizzazioni internazionali quali l’Organizzazione mondiale per il commercio (WTO), il pacchetto normativo tratterà il riciclaggio di imbarcazioni di ogni tipo e dimensione e sarà anche focalizzato sulla questione dello smaltimento dei rifiuti pericolosi e sui requisiti per facilitare le operazioni di riciclaggio.
Le norme si integreranno pienamente con le ben note ISO 9001 (sistemi di gestione per la qualità), ISO 14001 (sistemi di gestione ambientale) e ISO 28000 (sicurezza nella catena di distribuzione). Ma altri progetti ISO contribuiscono e contribuiranno alla protezione dell’ambiente in ambito marittimo: basti considerare, ad esempio, il progetto di norma per migliorare le prestazioni ambientali delle navi nei porti (AWI 29501), o quello per la gestione delle acque di sentina (campionamento delle evacuazioni), per la riduzione delle emissioni di ossido di zolfo e di azoto, come pure le norme già pubblicate quali la ISO 13617 sugli inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti navali e la ISO 16446 sulle barriere antinquinamento utilizzate in caso di sversamento di petrolio.
Il 31 ottobre prossimo è prevista la riunione plenaria dell'ISO/TC 8 "Ships and marine tecnology", nel corso della quale verranno affrontati anche i temi del cosiddetto "ship recycling", trattati in particolare dal TC 8/WG 1.

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UNI, Settore Diffusione
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diffusione@uni.com

  

31/10/2007 Tutti in cima, aggrappati alla sicurezza

L’autunno concede ancora giornate miti e soleggiate. Niente di meglio per chi vuole cimentarsi in arrampicate in montagna.
Questa disciplina richiede di poter disporre di strumenti di provata sicurezza. UNI, in questo senso, ha pubblicato diverse norme, tra cui ben cinque nel 2007, riguardanti imbracature, fettucce, anelli, dissipatori d’energia e chiodi.

A questi ultimi prodotti (i chiodi) è dedicata la norma di più recente pubblicazione, la UNI EN 569:2007. In essa vengono specificati requisiti di sicurezza e metodi di prova dei chiodi, ancoraggi che consentono agli alpinisti di fissare la corda durante le discese e le arrampicate e di proteggersi in caso di caduta o di sosta.
Una volta definito il prodotto, le sue parti costituenti e descritte le caratteristiche che devono avere le due categorie principali d’uso (vi sono infatti i chiodi di sicurezza, che devono avere un’elevata resistenza alla rottura e una lunghezza di almeno 90 mm, e i chiodi di progressione, che si differenziano dai primi per avere caratteristiche di resistenza inferiori) la norma illustra i requisiti di sicurezza da prevedere nella progettazione del prodotto. Tra questi vi è il carico di rottura, calcolato in chilonewton (kN, equivalente a 102 chilogrammi): per i chiodi di sicurezza è previsto un carico di rottura pari a 25 kN nel caso sia applicata una forza di prova in direzione normale; il valore, nel caso di trazione inversa è fissato a 10 kN e, nel caso di trazione trasversale, a 15 kN. Tali valori sono dimezzati nel caso dei chiodi di progressione.
Altre attrezzature di particolare importanza sono le imbracature, cui è dedicata la UNI EN 12277:2007, che specifica requisiti e metodi di prova. Essa si applica alle imbracature complete, di piccola taglia, cosciali e pettorali.
Nel descrivere i requisiti di sicurezza la norma appena citata si sofferma sulle dimensioni delle fettucce, sulla stabilità del tessuto e sugli accorgimenti specifici del filo utilizzato per la cucitura. Inoltre vengono delineati i criteri di resistenza, prevedendo, tra l’altro, che nessuna delle parti portanti si debba rompere completamente durante le prove.
Sempre sui requisiti di sicurezza e sui metodi di prova è incentrata la UNI EN 564:2007. In questo caso si parla di cordini, attrezzi usati per la costruzione di soste, allungamento di punti di ancoraggio e per manovre di sicurezza.
La norma, oltre a stabilire la resistenza alla trazione e la massa per unità di lunghezza, descrive i valori relativi al diametro del cordino, compreso tra 4 e 8 mm, la cui misura reale viene calcolata applicando per circa un minuto un peso di quattro chilogrammi, assicurando così che la sezione trasversale non sia soggetta ad alcuna deformazione durante la prova.
In tema di anelli e fettucce, su cui si focalizzano rispettivamente le norme UNI EN 566:2007 e UNI EN 565:2007, l’attenzione è rivolta, in particolare, ai requisiti di sicurezza che devono essere osservati su tessuti e cuciture.
È dedicata ai dissipatori di energia - i freni che assorbono l’energia di caduta tramite lo scorrimento di una porzione di corda - la norma UNI EN 958:2007. Per questo tipo di attrezzatura viene misurata la forza statica (che dovrà essere maggiore di 1,2 kN), la massima forza d’impatto, che non dovrà superare il valore di 6 kN e la lunghezza massima di frenata, che non dovrà superare i 120 centimetri.

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31/10/2007

Una norma... ad ampio respiro

Arriva l’inverno e purtroppo arrivano anche i primi malanni legati alla stagione fredda: mal di gola, tosse, raffreddore, infiammazioni dell’apparato respiratorio... In molti di questi casi ci si può aiutare con l’aerosol, ossia con la nebulizzazione di sostanze medicinali mediante un apposito erogatore.
Esiste ormai da qualche anno la norma UNI EN 13544-1 sugli apparecchi per aerosolterapia, che è stata recentemente revisionata. Questa norma specifica appunto i requisiti dei sistemi di nebulizzazione utilizzati per la somministrazione di farmaci per mezzo di aerosol che sono inalati dai pazienti attraverso l’apparato respiratorio.

La norma si applica a tutti i tipi di apparecchi: nebulizzatori elettrici, pneumatici, a ultrasuoni e manuali (ossia quelli per il cui funzionamento è richiesto una pressione della mano dell’utilizzatore) mentre non si applica ai nebulizzatori già precaricati con uno specifico prodotto medicinale.
A seconda del tipo di nebulizzatore trattato, la nuova norma specifica diverse prove, molte delle quali sono richiamate nella CEI EN 60601-1, una norma quadro che tratta più in generale tutti i requisiti di sicurezza degli apperecchi elettromedicali.
La UNI EN 13544-1 specifica inoltre le informazioni che devono essere fornite con il prodotto: ad esempio il nome del fabbricante (o il marchio di fabbrica).
Per tutti gli apparecchi che vengono importati nell’Unione europea, la norma prevede che debba essere fornito (insieme al prodotto o sulla documentazione che lo accompagna) il nome e l’indirizzo della persona responsabile (o del rappresentante ufficiale o dell’importare) con una sede stabile all’interno dell’Unione. Inoltre tutti i componenti da montare che servono per il passaggio del flusso di gas (ad esempio la mascherina facciale o i tubi per l’erogazione delle particelle di medicinale) devono essere marcati con un simbolo che mostri inequivocabilmente la direzione del flusso del gas.
Nel caso questi dispositivi siano monouso questa informazione deve essere chiaramente indicata.

Per quanto riguarda le istruzioni per l’uso deve essere specificato l’uso previsto del sistema di nebulizzazione e delle sue parti. Inoltre il fabbricante dovrà fornire un elenco dettagliato di tutte le parti necessarie che non sono parte integrante del sistema di nebulizzazione.
La UNI EN 13544-1 è una norma armonizzata che supporta la direttiva europea 93/42 sui dispositivi medici e rappresenta quindi un utile strumento per l’interpretazione degli obblighi di legge, garantendo inoltre – se applicata - la presunzione di conformità ai requisiti essenziali di tale direttiva.

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31/10/2007

Protezione attiva dal fuoco: evoluzione normativa e obblighi della marcatura CE - La pubblicazione del pacchetto di nuove norme UNI sui presidi antincendio (UNI 10779, UNI ISO 14520 e UNI EN 12845) costituisce lo spunto ideale per un momento di aggiornamento e confronto per gli operatori del settore. Organizzato da UMAN (Unione costruttori materiali antincendio), in collaborazione con UNI, l'incontro in calendario venerdì 16 novembre intende fornire un aggiornamento sul quadro normativo di riferimento e sulle sostanziali novità introdotte dalle più recenti norme UNI. L'obiettivo è dunque di dare strumenti informativi e tecnici necessari per attuare concrete politiche di efficienza nella progettazione, installazione e manutenzione dei presidi antincendio. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. [ Scarica la locandina ]

     
Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione
 

 

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