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Anche alla
luce dei recenti fatti di cronaca che hanno visto coinvolti alcuni beni di
consumo (ritirati poi dal mercato), UNI ha organizzato un incontro che si
è svolto martedì 16 ottobre a Milano e che ha visto la partecipazione
dei rappresentanti delle istituzioni per presentare il ruolo, le regole e
i mezzi di vigilanza del mercato previsti dalla futura Decisione del
Parlamento Europeo, così come le condizioni - oggetto di un prossimo
specifico Regolamento comunitario – alle quali l’accreditamento è
strumento di controllo da parte delle autorità pubbliche.
All'evento
sono intervenuti Paolo Scolari, Presidente UNI, Antonello Pezzini,
Consigliere del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), Antonio
Borghesi, Deputato al Parlamento Italiano e Coordinatore del Gruppo di
lavoro UNI "Terminologia del rischio" e Vincenzo Correggia, Capo
dell'Ispettorato Tecnico dell'Industria del Ministero dello Sviluppo
Economico.
Il tema dell’incontro "Accreditamento, vigilanza del mercato e
controlli sui prodotti: come cambia la legislazione europea" ha
richiamato circa 200 partecipanti interessati a conoscere il futuro
scenario che si sta delineando alla luce del cosiddetto "Pacchetto
Verheugen", una serie di misure volte ad analizzare gli attuali
ostacoli alla libera circolazione delle merci e a formulare nuove proposte
sia per i prodotti contemplati dalle norme europee armonizzate (che
rappresentano il 75% degli scambi commerciali all’interno dell’UE) sia
per tutti gli altri prodotti.
Le misure proposte intendono completare la legislazione esistente,
soprattutto per quanto riguarda il "Nuovo Approccio" che da poco
più di 20 anni contribuisce in modo decisivo a dare maggiore concretezza
e visibilità alla normazione. Tali misure prevedono infatti di migliorare
la coerenza del quadro giuridico aggiornando e consolidando le regole e le
procedure per la commercializzazione dei prodotti, di rafforzare la
vigilanza del mercato negli Stati membri, di migliorare l’operato degli
organismi di ispezione, di certificazione e di prova responsabili della
valutazione della conformità e di chiarire la valenza della marcatura CE.
In concreto il "Pacchetto Verheugen" propone azioni più severe
sui prodotti, suggerendo inoltre di far riferimento ad un unico organismo
europeo di accreditamento, in modo che i prodotti certificati in qualsiasi
paese europeo abbiano le stesse caratteristiche e siano certificati sulla
base degli stessi criteri.
"Attualmente
– ha dichiarato Antonello Pezzini che è relatore CESE sugli specifici
provvedimenti europei – è la Corte di giustizia delle Comunità europee
a determinare le situazioni in cui le autorità nazionali possono negare
il permesso di immettere sul proprio mercato un prodotto già
commercializzato in uno Stato membro. In materia sono già state emesse
300 sentenze, ma tutta questa conoscenza è in mano a pochi avvocati
specializzati. E’ importante – ha concluso Pezzini – che queste
informazioni vengano pubblicizzate perché la conoscenza può diventare un
ottimo patrimonio per la costituzione del mercato interno".
Vincenzo
Correggia - Capo dell’Ispettorato Tecnico del Ministero dello Sviluppo
Economico e rappresentante Italiano presso il Gruppo SOGS – ha
illustrato le prospettive dell’accreditamento in Europa e in Italia
presentando le più recenti evoluzioni della legislazione che la
Commissione delle Comunità Europee sta mettendo a punto per garantire la
libera circolazione delle merci e la sicurezza dei prodotti immessi sul
mercato interno, a garanzia della protezione dei consumatori, dei
lavoratori e dell’ambiente.
Correggia si è soffermato sulle disposizioni che si applicheranno
all’attività di accreditamento utilizzato sia su base volontaria sia su
base cogente. In particolare sul fatto che ogni Stato Membro dovrà
nominare un unico Organismo di Accreditamento Nazionale (NAB) al più
tardi entro il gennaio del 2010. Qualora questo non venga considerato
economicamente sostenibile lo Stato membro potrà far ricorso
all’organismo di accreditamento di un altro Stato membro. Correggia ha
inoltre illustrato i requisiti che l’organismo nazionale dovrà avere
(tra cui quello di essere membro dell’infrastruttura europea di
accreditamento) e gli obblighi ai quali è sottoposto lo Stato membro (tra
cui quello del controllo del NAB).
Antonio
Borghesi ha presentato il Disegno di legge della Camera dei Deputati n.
2272 (attualmente in discussione al Senato come N. 1644) sulle
"Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività
produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza
nazionale". Tale provvedimento intende promuovere lo sviluppo
economico del Paese, intervenendo su tre ambiti tra loro connessi:
l’apertura del mercato alla concorrenza, la tutela dei consumatori, la
riduzione e la semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico
delle imprese al fine di accrescere la competitività del sistema
produttivo nazionale e di contribuire alla crescita economica.
In uno specifico articolo è prevista una delega al Governo in materia di
norme ed enti tecnici, certificazioni e dichiarazioni di conformità
(l’iter parlamentare è ancora in corso) di cui Borghesi ha tracciato la
cronistoria.
"Siamo fra i primi Stati europei a introdurre per legge una normativa
nazionale sotto forma di una legge delega. L’emanazione di decreti
legislativi di riordino di tutta la materia permetterà anche ai
consumatori di essere più tutelati sulla qualità dei prodotti che
arrivano anche da quei paesi in cui non esistono normative specifiche
sulla qualità. Fra le novità della normativa – ha concluso Borghesi
– vi è la creazione di un comitato al quale parteciperanno, tra gli
altri, rappresentanti dei vari ministeri coinvolti nelle questioni che
attengono le attività di normazione tecnica, accreditamento e vigilanza
del mercato e i rappresentanti degli enti normatori UNI e CEI".
Agli
interventi dei relatori ha fatto seguito un ampio dibattito che ha visto
la partecipazione del presidente CEI, Ugo Nicola Tramutoli, dei
rappresentanti delle istituzioni maggiormente interessate (SINCERT, SINAL)
del mondo imprenditoriale (Confindustria, Confartigianato) e di numerose
aziende socie UNI.
In
particolare si è discusso della natura pubblica o privatistica di chi
dovrà gestire il nuovo sistema di accreditamento, del ruolo dei
laboratori di prova accreditati, delle esigenze delle microimprese
italiane, delle problematiche specifiche del settore costruzioni e del
regime sanzionatorio.
L’evento
ha rappresentato un’opportunità per conoscere in anticipo quelle che
saranno le regole future e per confrontarsi con chi partecipa direttamente
alla predisposizione di questi strumenti consentendo - tra l’altro –
di influire sulle stesse. È stata inoltre l’occasione per approfondire
gli sviluppi a livello nazionale, dove il legislatore sta lavorando per
anticipare l’applicazione di alcuni elementi fondamentali in modo che il
sistema economico-imprenditoriale possa già essere sulla giusta lunghezza
d’onda al momento dell’entrata in vigore dei provvedimenti europei.
Clicca
qui per
visualizzare e scaricare i documenti - in formato PDF - presentati nel
corso del convegno.
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