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23 LUGLIO 2007

  

   

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23/07/2007

INSERIMENTO AMBIENTALE DI BARRIERE ANTIRUMORE PER TRAFFICO VEICOLARE

Premessa
Il ricorso a barriere antirumore per la protezione di nuclei abitati dal rumore del traffico stradale o ferroviario pone, al di là del problema acustico che si intende risolvere, l’esigenza di armonizzare il manufatto con il contesto. Tale esigenza, se trascurata, fa sì che in alcuni casi la soluzione di un problema, il rumore, ne generi altri, quali gli impatti ambientale, estetico e psicologico. Nella presente memoria vengono discussi gli aspetti della progettazione di barriere antirumore,
spesso trascurati da progettisti e committenti, legati all’inserimento ambientale ed architettonico; vengono considerati anche l’effetto psicologico sulla popolazione residente e sugli utenti dell’infrastruttura stradale. Altri aspetti connessi alla progettazione di barriere antirumore, oltre al fondamentale studio acustico, comprendono [1]:
- la scelta dei materiali, in funzione delle prestazioni e dell’estetica;
- il dimensionamento ed il calcolo strutturale, da effettuarsi, secondo le recenti indicazioni normative internazionali, considerando sia i carichi statici (peso proprio della struttura, peso proprio degli elementi, neve) che i carichi dinamici (vento, pressione conseguente al passaggio dei veicoli, carico della neve nel caso di operazioni sgombraneve, urto di veicoli); 
- la durabilità, sia dei materiali strutturali che dei rivestimenti protettivi, tenuto conto che l’ambiente stradale è altamente aggressivo;
- la sicurezza, connessa sia alle qualità intrinseche dei materiali utilizzati, che alle operazioni di cantiere previste per la realizzazione dell’opera, che, infine, all’esercizio dell’opera stessa;
- la manutenzione, intesa come accessibilità all’opera, modularità dei componenti, definizione e programmazione delle attività di manutenzione;
- la definizione dei costi.
Ciascuno degli aspetti sopra elencati deve essere considerato in una progettazione di qualità finalizzata ad una realizzazione a regola d’arte. Essi verranno richiamati in questa sede solo per quanto interessa gli aspetti in esame.

Inserimento ambientale ed architettonico
Uno studio di inserimento ambientale delle barriere antirumore, che consideri sia gli effetti sull’ambiente che gli effetti sulle persone (i soggetti da proteggere e gli utenti dell’infrastruttura), è previsto, in alcuni casi, da leggi e da norme vigenti. Le barriere antirumore, quali misura di mitigazione degli effetti negativi operati dalle infrastrutture di trasporto (strade e ferrovie) sull’ambiente, rientrano nella Valutazione di impatto ambientale (VIA) cui tali infrastrutture sono soggette. La valutazione deve avvenire tenendo conto degli effetti diretti e indiretti delle opere previste sull’uomo e sulle singole componenti ambientali [2]. Il recente Decreto del Ministero dell’Ambiente 29 novembre 2000 [3] stabilisce i criteri tecnici per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, ivi comprese le autostrade, dei piani degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto nell’esercizio delle infrastrutture stesse. Il decreto prescrive che i progetti esecutivi degli interventi di risanamento, fra i quali il più comune è costituito dall’installazione di barriere antirumore, comprendano la valutazione dell’inserimento ambientale dell’intervento e la motivazione tecnica ed ambientale delle scelte effettuate. La norma tecnica europea EN 1794, sugli aspetti non-acustici delle barriere antirumore, riguarda nella prima parte [4] «Prestazioni meccaniche e stabilità» e nella seconda parte [5] «Sicurezza e considerazioni legate all’ambiente». Requisiti inerenti l’inserimento ambientale delle barriere antirumore sono inoltre generalmente contenuti - insieme alle specifiche acustiche, strutturali e di scelta dei materiali - nelle Norme tecniche dei vari gestori (ANAS, Autostrada del Brennero S.p.A., ecc.) [6] [7]. Già il termine «barriera» (sbarramento per segnare un confine o chiudere un passaggio, Il dizionario della lingua italiana, Devoto-Oli) implica alcuni degli effetti favorevoli e sfavorevoli che il manufatto può determinare: arresto della trasmissione del rumore, limitazione della visibilità, impedimento od ostacolo all’attraversamento.

Limitazione della visibilità
Entrambe le viste, dalla comunità e dalla strada, devono essere considerate. All’abbattimento del rumore realizzato da una barriera è sempre associata una perdita di visibilità. L’efficacia della barriera è limitata infatti ai soli ricettori che rientrano nella zona d’ombra ovvero ai soli spazi, edifici, o porzioni di edifici, ai quali la barriera preclude la vista dei veicoli in transito. In alcuni casi, la schermatura visiva della sorgente di rumore può già da sola, a prescindere dall’effettiva attenuazione del rumore che realizza, costituire una efficace mitigazione dell’impatto ambientale della strada. Ciò è vero ad esempio per le barriere vegetali: esse sono di grande effetto su coloro che subiscono l’inquinamento acustico; già una fila o due di alberi dà la sensazione che il rumore sia meno intenso. Una volta nascosto alla vista, il traffico si sente anche meno intensamente. Questa misura, pur essendo totalmente inefficace sotto il profilo acustico, rientra fra quelle adottate con buon gradimento della popolazione dal Land di Salisburgo [8]. Al contrario può accadere, soprattutto se barriere artificiali sono state costruite troppo vicine alle abitazioni, che la limitazione della visibilità produca un effetto psicologico negativo sulle persone, a prescindere dall’attenuazione perseguita. Indagini a carattere sociale condotte in Olanda [9], confermate dall’esperienza dell’ANAS, hanno mostrato che spesso coloro che beneficiano dell’effetto della barriera acustica dimenticano i livelli di rumorosità precedenti alla installazione della stessa e manifestano insoddisfazione per la riduzione o perdita totale di visibilità. La predominanza visiva di una barriera in prossimità di abitazioni è ridotta quando la barriera è posta ad una distanza pari almeno da due a quattro volte l’altezza della barriera stessa [10]. Dal punto di vista della strada, lunghe e monotone pannellature poste su entrambi i lati possono provocare negli automobilisti sensazioni di stanchezza visiva, di disagio e di angoscia note come «effetto tunnel».

Ostacolo all’attraversamento
Le barriere interferiscono con l’accessibilità degli spazi. Anche in questo caso la limitazione può avere effetti positivi o negativi. Tra gli effetti secondari legati alla realizzazione di barriere antirumore emerge spesso, da risultati di inchieste sui soggetti interessati, la sensazione di maggior sicurezza in rapporto alla strada [13]. Inoltre, le barriere possono costituire un’efficace protezione delle aree adiacenti alla strada dal lancio di rifiuti dai veicoli in transito. Con accorgimenti opportuni è possibile prevedere varchi delimitati all’interno della barriera senza pregiudicarne l’efficacia acustica: in corrispondenza del varco può essere realizzata una barriera arretrata di lunghezza pari almeno al varco stesso, più due volte la distanza fra barriera principale e barriera arretrata. In ambito extraurbano l’apertura di nuove vie di percorrenza ha senza dubbio un forte impatto sull’equilibrio di un ecosistema; è facile, fra l’altro, che la costruzione di una strada porti alla
continua >> (7 pagine in PDF)

Fonte: IDIS S.r.l.:

 

 

23/07/2007

Niente cravatta durante le ondate di calore - Più benessere e più tutela dell’ambiente

Il Ministero della Salute ricorda che è sempre attivo il call center con numero “1500” sui rischi delle ondate di calore, in collaborazione con le Regioni e Province autonome, l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), i Comuni, e il Centro di Competenza Nazionale Prevenzione degli effetti del caldo sulla salute - Dipartimento Protezione Civile. 
Il servizio è attivo tutti i giorni fino al 31 agosto, dalle 8.00 alle 20.00, con operatori appositamente formati, insieme a personale medico, per rispondere ai quesiti degli utenti e offrire consigli su come difendersi dai rischi del caldo; indirizzi e numeri utili dei servizi socio-sanitari attivati sul territorio; segnalazioni delle ondate di calore sulle 17 città monitorate dal Dipartimento della Protezione civile.
Il Ministro della Salute Livia Turco, nell’ambito degli interventi già in atto per fronteggiare i rischi per la salute delle ondate di calore, invita inoltre tutti gli uffici pubblici e privati italiani a proporre ai propri dipendenti di non usare la cravatta durante le ondate di calore come quella che sta attraversando parte della penisola in questi giorni.  
Togliere la cravatta produce infatti un immediato abbassamento della temperatura corporea valutabile tra i 2 e i 3 gradi centigradi, con beneficio dell’organismo e con conseguente minore necessità di refrigerio permettendo un più oculato uso del condizionamento artificiale dell’aria a tutto vantaggio del risparmio energetico e della tutela dell’ambiente. Un piccolo gesto che non costa nulla ma che può aiutare a sopportare meglio il caldo eccezionale di questo periodo. (Comunicato del Ministero della Salute).

Comunicato del: 20/06/2007 n°160
Titolo: ESTATE SICURA, VINCERE IL CALDO: OPERATIVO IL CALL CENTER "1500", IN DISTRIBUZIONE OPUSCOLI INFORMATIVI PRESSO MEDICI, FARMACISTI E PEDIATRI
160+-07.rtf (37.999 KByte)

Comunicato del: 25/06/2007 n°162
Titolo: ONDATA DI CALORE: LE INIZIATIVE GIA' IN ATTO DEL MINISTERO DELLA SALUTE
162-07.rtf (76 KByte)

Fonte: Ministero della Salute

 

 

23/07/2007

Mettiamo l’Accent sull’inquinamento - Le polveri sottili favoriscono l’insorgere di arteriosclerosi e tumori e l’aumento della mortalità. Eppure l’Ue potrebbe alzare i limiti oltre la soglia indicata dall’Oms. Di queste e altre problematiche relative a cambiamenti climatici e composizione dell’atmosfera si parlerà in un convegno a Urbino, dal 23 al 27 luglio.
L’esposizione prolungata all’inquinamento può accelerare l’insorgere dell’arteriosclerosi e dell’infarto. Questo è uno dei risultati che saranno esposti al secondo simposio internazionale Accent “I cambiamenti climatici e la variazione della composizione dell’atmosfera”, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche e dal Network Europeo Accent (Atmospheric composition change: the european network of excellence), in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino, che si terrà dal 23 al 27 luglio a Urbino presso il Palazzo Battiferri. 
“Ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 (polveri di diametro inferiore a 2.5 micron) comporta un incremento del 24% di incidenza di eventi cardiovascolari collegati all’arteriosclerosi e un incremento del 76% di morte per patologie cardiovascolari”, spiega Francesco Forastiere del Dipartimento di Epidemiologia dell’Azienda sanitaria locale di Roma e presidente del Comitato Ambiente e salute della European Respiratory Society,, che illustrerà tali risultati nell’ambito del convegno. “Questo studio condotto negli Usa e pubblicato sul New England Journal of Medicine è confermato da un esperimento che mostra come ratti esposti all’aria di New York sviluppino arteriosclerosi molto più velocemente, e da altri studi epidemiologici condotti in varie parti del mondo. L’American Cancer Society ha analizzato un campione di circa 500.000 adulti dal 1982 al 1998: ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 è associato ad una maggiore mortalità per tumori del polmone (+6%), malattie cardiovascolari (+9%) e respiratorie (+14%). Uno studio effettuato a Los Angeles riporta un aumento del 17% della mortalità per ogni incremento di 10 μg/m3 di PM 2.5. Studi europei confermano questi dati”.
“Il secondo simposio internazionale Accent, che ospita i massimi esperti mondiali in materia, è proprio dedicato alle cause dei mutamenti nella composizione dell'atmosfera e alla comprensione del loro impatto su clima, qualità dell'aria, ecosistemi e salute umana, al fine di promuovere una comune strategia europea”, spiega Sandro Fuzzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac-Cnr) di Bologna, e coordinatore del network Accent, istituito dalla Commissione Europea allo scopo di rafforzare l’eccellenza della ricerca nel settore ambientale e ridurre la frammentazione tra i progetti nazionali. Il convegno – al portale http://www.accent-network.org/ - prevede un programma di dibattiti scientifici e incontri serali divulgativi sulle problematiche trattate e sui risultati delle ricerche e verrà introdotto da Vilberto Stocchi, pro-rettore alla ricerca dell’Università di Urbino, Giuseppe Cavarretta, direttore del Dipartimento Terra e ambiente del Cnr, Franco Prodi, direttore dell’Isac-Cnr, Elizabeth Lipiatou, capo dell’Unità clima e ambiente della Commissione europea. 
Ma cosa prevedono le norme sull’inquinamento? “Per PM 2.5 e PM 10 è stata indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità un valore guida rispettivamente di 10 e 20 μg/m3. Per dare un’idea, le grandi città italiane hanno valori intorno ai 40-45 μg/m3 per il PM 2.5 e 225-230 per il PM 10”, conclude Forastiere. “Il paradosso è che a fronte delle raccomandazioni dell’Oms verrà votata a breve dal Parlamento europeo la proposta di una nuova legislazione volta a portare il limite per PM 2.5 a una concentrazione di 25 μg/m3 e per PM 10 a 40 μg/m3. Valori decisamente troppo elevati: secondo la European Respiratory Society, l’approvazione di questa nuova direttiva europea costituisce un grave passo indietro nella politica ambientale della Ue”.
Roma, 20 luglio 2007

La scheda
Che cosa: secondo simposio del Network Accent su “I cambiamenti climatici e la variazione della composizione dell’atmosfera”
Chi: Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna
Dove: Università degli Studi di Urbino, Nuovo Magistero, via Saffi, 15
Quando: dal 23 al 27 luglio 2007
Per informazioni: Sandro Fuzzi, Isac-Cnr, tel. 051/6399559, 393/9704529, e-mail: s.fuzzi@isac.cnr.it
Ufficio Stampa Cnr: Marco Ferrazzoli, tel. 06.4993.3393 . cell. 320.4328820, e-mail: marco.ferrazzoli@cnr.it

 

 

23/07/2007

Vacanze coi fiocchi - "Non abbiate fretta: i mari non si asciugano e le montagne non diventano piatte: loro ci aspettano da milioni di anni". Il messaggio scritto da Mario Rigoni Stern racchiude l'anima della campagna "Vacanze coi fiocchi" che dal 2000 propone di "dare un passaggio alla sicurezza" sulle strade italiane. La campagna ogni anno vede protagonisti più di 600 istituzioni, associazioni, radio, società autostradali: tutti insieme per diffondere un messaggio di convivenza civile sulle strade. continua >>

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