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31 MAGGIO 2007

  

   

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31/05/2007

ANALISI DEL FENOMENO INFORTUNISTICO NEL MACROSETTORE DELLE COSTRUZIONI: PROVVEDIMENTI DI ORDINE PREVENTIVO

ANALYSIS OF THE INDUSTRIAL ACCIDENT PHENOMENON IN THE CONSTRUCTION FIELD: PREVENTIVE MEASURES

ABSTRACT. Statistical data of Industrial Accident, in the world and in the European Community, show an elevated incidence in the construction field, with consequences of mortality and disability; this lead us to study this phenomenon, in order to improve all the preventive aspects and to assure health and safety to workers. One of the aspects not to underestimate is the possible alteration of the quality of life that can have repercussions on social and private sphere. On the basis of these considerations we studied the Industrial Accident phenomenon’s trend from various angles: statistics, incidence, entity and the way it takes place, comparing data, belonging to the accident register of some industrial enterprises of the provinces of Palermo, to data of INAIL’s informative flow referred to: region, province and year in the period of 2002-2004. We advice the use of instruments and preventive measures in order to stem this phenomenon in a so complex working reality.

INTRODUZIONE
Le statistiche degli infortuni sul lavoro nel mondo e nell’Unione Europea evidenziano una elevata incidenza nel macrosettore delle costruzioni con conseguenze di mortalità e disabilità che inducono a studiare il fenomeno in modo sempre più approfondito per migliorare tutti gli aspetti preventivi volti a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori in questo complesso settore lavorativo. Sulla base di queste considerazioni abbiamo studiato l’andamento
del fenomeno infortunistico, analizzando i dati ricavati dai registri degli infortuni di alcune aziende di Palermo e Provincia e quelli della banca dati contenuti nei flussi informativi dell’Inail per regione, provincia relativamente al periodo 2002-2004. Vengono suggeriti strumenti e azioni di ordine preventivo che si ritengono utili ad arginare questo fenomeno.

MATERIALI E METODI
Abbiamo esaminato il fenomeno infortunistico in 40 aziende, operanti nel settore delle costruzioni di Palermo e Provincia, che impiegano in media 502 operai. Le attività svolte principalmente da queste aziende, comprendono: costruzioni, estrazione e movimentazione terra, riparazioni e ristrutturazioni, manutenzione e demolizione. Vi operano: Muratori, carpentieri in legno, intonacatori, indoratori, escavatoristi meccanici e autisti di mezzi pesanti. Il 65,7% del campione era adibito ad attività di costruzione, il 5,9% a quelle di manutenzione, il 19,6% a quelle di riparazioni e ristrutturazioni, il 3,9% a quelle di demolizioni e il 4,9% a quelle di estrazione e movimentazione terra (Fig. 1).

Figura I

RISULTATI
Dall’analisi dei registri degli infortuni è emerso che nelle 40 aziende, nel triennio 2002 - 2004 si sono verificati complessivamente 46 (9,16%) infortuni caratterizzati da inabilità temporanea superiore a tre giorni ed inferiore a 30. È stato calcolato l’indice di frequenza degli infortuni distribuiti per anno e il relativo andamento. Gli infortuni con inabilità temporanea > 3 gg ed < 30 gg risultano essere 17 (3,4%) nel 2002, 16 (3,2%) nel 2003 e 13 (2,6%) nel 2004 (Tab. I). Evidente risulta quindi il trend della riduzione del fenomeno sia in termini di valore assoluto che soprattutto in termini di indice di frequenza (che va da 33,86 a 25,89). I due settori più colpiti sembrano essere quelli delle costruzioni e delle riparazioni/ristrutturazione. Si è visto inoltre che i dati Inail inerenti al triennio in oggetto risultano confermare una riduzione del fenomeno per quasi tutte le province ad eccezione di quelle di Agrigento, Catania, e Ragusa dove addirittura è in aumento (Tab. II).

Tabelle I e II

DISCUSSIONE
Alla luce dei dati osservati risulta evidente che gli infortuni sul lavoro si caratterizzano per complessità e differenziazione; sono infatti diffusi nei vari ambiti del mondo lavorativo, sono di diversa natura e di diversa gravità ed
esistono settori che sono molto più a rischio degli altri, come il settore delle costruzioni (65,7%) o quello delle riparazioni e ristrutturazioni (19,6%). La programmazione però risulta difficoltosa sopratutto per diversi fattori: in primo luogo per la presenza di una normativa di riferimento non sempre rispettata, per la mancanza nelle piccole imprese di una struttura sindacale interna, per la presenza di lavoratori interinali difficilmente rintracciabili nonostante la DNA (Denuncia Normativa Assicurati), per la continua variazione delle condizioni di lavoro dovuta al procedere dei lavori in cantiere e non ultimo per la presenza di problemi di comunicazione con l’ormai incalzante presenza di lavoratori extracomunitari. Nonostante gli interventi legislativi, di tipo tecnico e di sorveglianza sanitaria si ritiene che questi sono importanti ma non sufficienti ad arginare il fenomeno infortunistico. Punto importante risulta essere, all’origine della filosofia prevenzionistica, l’adozione del Piano di Misure per la Sicurezza fisica dei lavoratori con l’intento di dare alla prevenzione un significato globale nel senso di coinvolgimento di tutte le componenti partecipanti alla realizzazione dell’opera: infatti alle responsabilità del datore di lavoro vanno aggiunte quelle dell’ente committente attraverso i suoi organi, quelle dei direttori di cantiere, quelle dei lavoratori e dei loro sindacati, quelle delle altre figure deputate alla sicurezza (RSPP, RLS, ecc). Non meno importante è l’attività del medico competente sia in fase di sorveglianza sanitaria soprattutto con la visita medica preventiva sia con studi epidemiologici sugli infortuni più frequenti, opportunamente classificati. Una maggiore ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro potrebbe portare ad un ulteriore e significativa riduzione dell’incidenza degli infortuni. Riteniamo opportuno infine sottolineare che un’attività di formazione e informazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro ma anche soprattutto nella scuola dell’obbligo, su tutte le problematiche relative alla prevenzione sia in campo sociale che lavorativo, possa mettere le basi per formare una cultura sulla prevenzione nei futuri lavoratori.

BIBLIOGRAFIA
1) Dati INAIL sull’andamento degli infortuni sul lavoro. Primo bilancio per il 2003 rischi da lavoro: il quadro Europeo. Marzo 2004, nr. 3, editore INAIL Roma.
2) Heinrich HW, Petersen D, Roos N. 1980. Industrial accident prevention. Mc Graw - Hill, New York, USA.
3) Lepore M. Le statistiche degli infortuni sul lavoro nel mondo e nell’unione europea. Ambiente e sicurezza sul lavoro, 6/2004.
4) Casula D, Benvenuti F, Atzeri S. in: Medicina del Lavoro, II Edizione 1996. Cap. 7, p 187-188.
5) http://www.inail.it/statistiche/statistiche.htm, Rapporto annuale 2002, 2003, 2004.

Autori: F. Vegna, M. Di Giovanni1, A. Giunta, V. Vegna
Dipartimento di Medicina Clinica e delle Patologie Emergenti, Sezione di Medicina del Lavoro, Direttore: Prof. D. Picciotto, Università degli Studi di Palermo, Via del Vespro, 143 - 90143 Palermo
1 Specialista in Medicina del Lavoro 
Corrispondenza: Prof. Francesco Vegna - Dipartimento di Medicina Clinica e delle Patologie Emergenti, Sezione di Medicina del Lavoro, Via del Vespro, 143 - 90142 Palermo, Italy - E-mail: fvegna@unipa.it

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2006; 28:3, Suppl.

   
31/05/2007

La cocaina è anche nell’aria - Tracce di varie droghe rilevate dai ricercatori dell’Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR nel particolato a Roma: è la prima volta che accade al mondo. A Taranto riscontrate presenze minori

 

Tracce di droghe nell’aria di Roma. Un gruppo di ricerca dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, guidato dal dr. Angelo Cecinato, ha messo in evidenza, per la prima volta nel mondo, la presenza di cocaina nel particolato sospeso dell'atmosfera delle città.

La ricerca si inquadra nel contesto più ampio della valutazione di composti tossici presenti nel materiale particolato ed è stata essenzialmente condotta in due aree urbane italiane (Roma e Taranto) e ad Algeri. I risultati hanno evidenziato, oltre alla presenza di cocaina e di sostanze tossiche conosciute (come il benzopirene C20H12, un idrocarburo cancerogeno presente nel fumo di sigaretta, negli scarichi degli autoveicoli e nelle emissioni da combustione), quella di cannabinolo (il principale componente attivo di marijuana e hashish) e altre droghe, anche se meno dannose, come nicotina e caffeina.

“Le concentrazioni più elevate di cocaina sono state riscontrate al centro di Roma e specialmente nell'area dell'Università La Sapienza, anche se”, precisa il dr. Cecinato dell’Iia-Cnr, “a causa del limitato numero di misure eseguite non si può dire con certezza che il quartiere universitario sia quello più inquinato da cocaina. Né possiamo affermare tout court che vi siano più diffusi il consumo e/o lo smercio di droghe: le cause di questa concentrazione sono tutte da indagare”.

Comunque, tracce di varie sostanze stupefacenti – cocaina e cannabinolo – sono state osservate anche in aree extraurbane e nei parchi cittadini, dove sembrano più alte che nelle strade di traffico. La cocaina appare in concentrazioni molto più basse nella città di Taranto, mentre risulta assente ad Algeri. Al contrario, nicotina e caffeina risultano presenti in tutte le aree studiate, “dimostrando l’estrema diffusione del consumo di queste sostanze e la loro permanenza nell’aria ambiente”, spiega Cecinato. L'analisi dell’evoluzione stagionale della cocaina in aria indica che le concentrazioni massime (a Roma, circa 0,1 nanogrammi per metro cubo) si raggiungono nei mesi invernali, “probabilmente per la più frequente e intensa stabilità atmosferica, ossia a causa dell’inversione termica al suolo che ‘blocca’ le emissioni d’inquinanti nei più bassi strati dell’atmosfera, impedendone la dispersione”.

Tali concentrazioni potrebbero apparire relativamente contenute, ma sono appena cinque volte inferiori ai limiti stabiliti per legge per una sostanza ampiamente riconosciuta come tossica quale è appunto il benzopirene.

“Il particolato sospeso, meglio conosciuto con il termine PM10 o ‘polveri sottili’ (composto da particelle di dimensioni inferiori a 10 micron)”, spiega il direttore dell’Iia-Cnr, Ivo Allegrini, “è già di per sé motivo di grande preoccupazione per l'opinione pubblica, i media e i responsabili della gestione dell'ambiente, in quanto è ben documentato che anche piccole concentrazioni in aria di questo inquinante causano gravi danni alla salute. Quando il particolato è accompagnato da composti tossici per l’uomo, l’entità della sua presenza e le sue proprietà chimiche diventano importanti dal punto di vista epidemiologico e sociale, sì da travalicare il mero aspetto del controllo generico delle fonti di emissione”. Normalmente, tali fonti sono identificate nel traffico veicolare, nel riscaldamento domestico, oppure in particolari insediamenti industriali. “Accanto a inquinanti sopravvalutati, convivono in aria composti complessivamente più pericolosi, completamente trascurati”, prosegue Allegrini. “La scoperta dimostra l’elevatissimo livello tecnico raggiunto dal Cnr nella determinazione di sostanze tossiche nei comparti ambientali, ma anche che, nonostante il progresso le nostre conoscenze sulla natura e sulla composizione del particolato atmosferico, sono ben lontane dall'essere complete”. “In particolare”, conclude Cecinato, “nuove e più estese ricerche sulla presenza, natura e origine delle droghe e delle sostanze stupefacenti contribuiranno alla lotta contro la diffusione del loro consumo”.  

 

Roma, 31 maggio 2007

 

La scheda  

Chi: Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr, Montelibretti (Roma)

Che cosa: nuovi dati su inquinamento – scoperta di composti tossici mai rilevati prima

Per informazioni: prof. Ivo Allegrini, Direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, tel. 06/906.253.49 - cell. 335/462208

Ufficio Stampa Cnr: Marco Ferrazzoli, tel. 06.4993.3383, cell. 320.4328820, e-mail: marco.ferrazzoli@cnr.it; Rosanna Dassisti, tel. 06.4993.3588, e-mail: rosanna.dassisti@cnr.it

   
31/05/2007

Aria, verso la qualità - “La qualità dell’aria è più che mai pessima e questo dato risulta omogeneo in tutta Italia”. Con queste parole Giancarlo Viglione, Commissario Straordinario dell’APAT, ha introdotto il seminario “Il Piano di risanamento della qualità dell’aria e il ruolo degli inventari”, tenutosi a Perugia il 19 aprile scorso. Organizzato dall’Arpa Umbria presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria, l’incontro ha visto il coinvolgimento di APAT, Arpa e Regioni che, a vario titolo, operano nel campo del controllo e del monitoraggio della qualità dell’aria. In particolare, quanto presentato è stato il frutto di attività finanziate e coordinate da APAT e realizzate con il contributo di ARPA Lombardia, ARPA Toscana e ARPA Umbria. continua >>

    
31/05/2007

LASERS & Radiation - Segnaliamo una serie di links sui lasers:
Lasernet
Rockwell Laser Industries, Inc.
American Nuclear Society
EMF and Cancer
Frequently Asked Questions
Nuclear Energy Information by Moosmann & Slone
NRC
Nuclear Regulatory Commission
Table of Nuclides
Texas A & M University
Office of Radiological Safety
University of Missouri Office of Chemical, Biological & Radiation Safety
University of Michigan Radiation Physics and Home Page
EHS - Radiation Safety Office
Radiation Protection Services
NASA

 

  

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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

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31/05/2007

Sempre più giovani abusano di alcol
I dati sul consumo di alcol in Italia sono in continua crescita soprattutto tra i giovani al di sotto dei 16 anni. Il governo corre ai ripari e presenta il “Piano nazionale alcol e salute” che si prefigge di combattere questo fenomeno attraverso il raggiungimento di 10 obiettivi fondamentali.
(
Leggi le statistiche ed il piano di prevenzione)

Fonte: IIMS

 

31/05/2007

ATTENZIONE, ALCUNE BEVANDE GASSATE POSSONO NUOCERE ALLA SALUTE
Attenzione, alcune bevande gassate possono nuocere alla salute. Titolo originale: Expert links additive to cell damage Traduzione a cura di: Milena Tornaghi By Martin Hickman, Consumer Affairs Correspondent Published: 27 May 2007 Una nuova notizia sulle bevande gassate mette in evidenza che esse possono causare danni cellulari. Una ricerca di una università britannica suggerisce che i conservanti comunemente trovati in bevande quali Fanta e Pepsi abbiano la capacita’ di interrompere circuiti vitali del Dna. Il danno evidenziato, comunemente associabile all’eta’.

http://www.laleva.org/it/2007/05/attenzione_alcune_bevande_gassate_possono_nuocere_alla_salute.html

 

31/05/2007

I CONSERVANTI DEI SOFT DRINKS ALTERANO IL DNA
Bibite come Pepsi, Fanta e Sprite possono seriamente danneggiare la nostra salute. Lo scrive oggi il quotidiano Independent citando uno studio britannico secondo il quale in un comunissimo conservante rinvenibile in simili bevande potrebbe alterare parti vitali del Dna umano conducendo a malattie degenerative come cirrosi epatica e morbo di Parkinson.
http://www.laleva.org/it/2007/05/i_conservanti_dei_soft_drinks_alterano_il_dna.html

 

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