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22 MARZO 2007

  

   

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22/03/2007

La formazione delle figure di sistema del comparto edilizia nella provincia di Bergamo: un percorso condiviso ed una proposta operativa

RIASSUNTO. Con il presente contributo si intende presentare l’esperienza del gruppo di lavoro bergamasco che si occupa di progettare percorsi formativi condivisi per le figure di sistema in edilizia. Il gruppo è formato dai maggiori enti, presenti sul territorio, che si occupano della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nel settore delle costruzioni. L’obiettivo è utilizzare i processi formativi per una sempre maggiore diffusione di una cultura della sicurezza. Nello specifico verranno descritte le diverse fasi di progettazione del corso di formazione per datori di lavoro che intendono autonominarsi Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

ABSTRACT. With this presentation it will be introduced the experience of the work group native of Bergamo who is taken care to plan the formation course for the professional figures of system in building. The group is formed from the greater agencies present on the territory, their work is to ensure the protection of the health and the emergency of the workers in the field of the constructions. The objective is to use the formation course in order to diffuse one culture of the emergency. In the specific one they will come to describe the various planning phases of the course of formation for employers that mean to elect himself Responsible of the Service of Prevention and Protection (RSPP).

Introduzione
La formazione delle figure di sistema in edilizia - comprendendo tra queste figure il Datore di Lavoro che intende autonominarsi Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione = RSPP, il RLS, i lavoratori, i lavoratori neoassunti, i lavoratori extracomunitari, gli apprendisti, i capicantiere, i Coordinatori per la Sicurezza, i lavoratori addetti a compiti specifici quali Pronto Soccorso ed Emergenza - è prevista e regolamentata da precisi riferimenti legislativi (D.Lgs 626/1994, Decreto 16.01.1997, D.Lgs 494/1996) che sollecitano un’azione formativa “sufficiente ed adeguata” e danno precise indicazioni sulla durata di alcuni percorsi formativi (16 ore per i DdL-RSPP; 32 ore per i RLS, etc.). Aldilà dei formali aspetti legislativi, la formazione delle varie figure di sistema rappresenta una scelta strategica ed un’opportunità da non perdere per attuare “«una esperienza trasformativa in cui l’ampliamento degli orizzonti culturali derivi non solo dall’apprendimento di nozioni, ma da una sensibilizzazione emotiva tale da consentire un legame tra ciò che si sa e ciò che si sente» (Carboni P, Cuzzolaro M, 1984). La formazione professionale è dunque un processo tridimensionale finalizzato al raccordo di tre dimensioni, ovvero di tre momenti interagenti e caratterizzanti il progetto uomo: a) saper essere (momento umano); b) sapere (momento culturale); c) saper fare (momento tecnico).
In quest’ottica la formazione della professionalità diviene un compito di promozione, gestione, implementazione, e armonizzazione dei tre momenti:
• il momento umano, che lega a se stesso e agli altri (saper essere);
• il momento culturale che lega al contesto lavorativo (sapere, conoscere);
• il momento tecnico (saper fare), che lega e incide sul contesto lavorativo.” 
... continua >>  (3 pagine in PDF)

G. Anesa 1, F. Bonacorsi 2, M. Ceruti 3, M. Chigioni 4, S. Lorenzi 1, G. Luzzana 5, G. Mosconi 6, S. Piazzola 5, D. Ramenghi 2, M. Riva 6, G. Rubis 7, F. Sarnataro 5
1 Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) - Bergamo
2 Comitato Paritetico Territoriale (CPT) - Bergamo
3 Comitato Paritetico Territoriale Artigiano (CPTA) - Bergamo
4 Edilcassa Artigiana di Bergamo
5 ASL di Bergamo - Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL)
6 Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di
Bergamo - U.O. Ospedaliera Medicina del Lavoro (UOOML)
7 Università degli Studi di Bergamo - Corso di Laurea in Scienze della Educazione
 

   
22/03/2007

Hi - tech Cnr per i Beni Culturali 
Salone dell’Arte del RestauroPadiglione 3 (posizione D8-E7, lungo la corsia centrale) 
Ferrara dal 22 al 25 marzo 2007 
 
Raggi laser, risonanza magnetica, nuovi materiali, tecnologie per il monitoraggio e l’analisi non distruttiva, strumentazioni per restauri e ricostruzioni virtuali. E’ il ricco bagaglio hi-tech con cui il Dipartimento Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche approda al Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, che si terrà a Ferrara dal 22 al 25 marzo 2007.Nate nei laboratori dall’incontro di numerosi ambiti disciplinari, le strumentazioni e metodologie del Cnr sono tutte votate alla scarsa invasività e all’indagine in situ per ‘curare’ e riportare alla bellezza originaria i monumenti.“Il Dipartimento del Cnr, che ha iniziato ad essere operativo dal 2006” spiega il direttore Maria Mautone “si pone come l’unico in Italia che, al di là del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, possa vantare al suo interno un ventaglio tanto ampio di saperi e tecnologie in tema di patrimonio storico artistico. Il Dipartimento vuol essere un’interfaccia tra le componenti della ricerca umanistico-scientifica-tecnologica e i soggetti pubblici e privati che operano nel settore, per attuare una sinergia e una integrazione di competenze finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione dei beni culturali. Con questo evento intendiamo aprire uno spazio interattivo che veda i visitatori del Salone come protagonisti di un confronto con i ricercatori del Cnr attraverso lavori scientifici relativi a tre aree tematiche: diagnostica e nuove metodiche di indagine; sperimentazioni conservative e interventi di restauro; tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. 
Nel campo della diagnostica, una delle ultime novità è Susi, un sensore di umidità e salinità nato presso l’Istituto di fisica applicata ‘Nello Carrara’ (Ifac) di Firenze, che sfruttando una tecnica basata sulle microonde, permette di misurare il livello di umidità negli intonaci fino a due centimetri. Dagli stessi laboratori fiorentini arriva anche uno strumento che, utilizzando la radiazione elettromagnetica, effettua la scansione ad alta risoluzione su opere pittoriche per identificare la costituzione dei materiali compositivi e per scoprire disegni preparatori e pentimenti d’autore.Con lo spettrometro XRF portatile, progettato e assemblato presso l’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc), grazie alla fluorescenza X, si può conoscere direttamente la composizione elementare dei metalli, come nel caso del Pugile del Museo Nazionale Romano, dei Bronzi di Porticello del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria e delle monete del Tesoro di Misurata in Libia. Prove non-distruttive sono state effettuate anche sul Teatro romano di Aosta con il metodo GPR (Ground Penetrating Radar) e sulla Torre dei Capocci di Roma, mentre rilievi scanner laser eseguiti dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) hanno permesso di ricostruire le modalità di assemblaggio del rosone della romanica cattedrale di Troia per avviarne il restauro. Se ci si sposta a Pisa, le tecnologie laser scanner 3D hanno riprodotto virtualmente la Cattedrale, ricostruita per superfici,  grazie a circa 390 milioni di triangoli. Gli studi diagnostici del Cnr non tralasciano i meccanismi che interessano l’interazione tra l’ambiente, in particolare il clima, e il patrimonio culturale, per il controllo dei quali è stato realizzato dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) il ‘Dew Point Sensor’ contro i fenomeni di condensa che interessano, ad esempio, i monumenti megalitici di Malta e le vetrate delle cattedrali gotiche.  
L’ambito delle sperimentazioni conservative e degli interventi di restauro vede tra i protagonisti la Pala del Romanino, presso i Musei civici di Padova, la vetrata di Duccio nell’ Abside del Duomo di Siena, con indagini chimico analitiche, rispettivamente sui colori e il vetro, ad opera dell’Istituto di chimica inorganica delle superfici (Icis), e il Bedestan, antica chiesa gotica, il cui recupero affidato all’Itabc si lega alla valorizzazione e riqualificazione di un’area storicamente stratificata nel centro di Nicosia a Cipro.Lo studio di nuove malte ‘reversibili’ per il restauro dei mosaici e della coesione dei materiali lapidei è indirizzato a una conservazione preventiva che si ottiene anche attraverso una buona manutenzione. Non esclusa l’analisi del rischio di vulnerabilità dei centri storici, grazie ad una metodologia presentata dall’Istituto per le tecnologie della costruzione che si basa sullo sviluppo di un sistema integrato in ambiente GIS in grado di costruire gli scenari di danno in ambiente urbano.  
Infine, l'incontro tra beni culturali e intelligenza artificiale per la documentazione e la fruizione si realizza, ad esempio, nella ricostruzione del Ninfeo dei Tritoni a Hierapolis, nel paesaggio archeologico dell’antica via Flaminia, per arrivare ai sistemi SIINDA (Istituto per le applicazioni del calcolo) e Arkis (Itabc) capaci di supportare l’esperto nell’analisi del degrado di un monumento e di monitorare lo stato di conservazione del bene. Una ‘iniezione’ di information technology servirà a ‘rivitalizzare’ anche il sistema delle antiche torri costiere della Sardegna, manufatti che grazie al progetto messo a punto dall’Istituto di storia dell’Europa mediterranea (Isem) diverranno presidi di informazione telematica e formeranno un network per la conoscenza del territorio.Quanto alla comunicazione e alla diffusione dei risultati delle ricerche, il sistema dei portali connessi a EachMed consente a diverse tipologie di utenti di mettere in rete e condividere i propri prodotti. 
 
Sono disponibili immagini delle applicazioni. 
 
Roma, 20 marzo 2007 
 
La scheda 
Che cosa: Open space della ricerca. Conservazione, comunicazione e patrimonio culturale.Chi: Dipartimento Patrimonio Culturale del Cnr
Dove: Ferrara, Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Padiglione 3 (posizione D8-E7, lungo la corsia centrale), quartiere fieristico, via della Fiera, 11 
Quando: 22-25 marzo, ore 9.30- 18.30
22 marzo, ore 11.00, incontro tecnico con il Dipartimento. “Lo spazio tecnologico della ricerca sui beni culturali” presso la sala B, primo piano (fra pad. 3 e 4)
Per informazioni: segreteria Dipartimento Patrimonio Culturale, tel. 06/49933328- 2530, e mail: segreteria.dpc@cnr.it
Ufficio stampa Cnr: Sandra Fiore, tel. 06/49933789 - 3383, e-mail: sandra.fiore@cnr.it

   
22/03/2007

Edilizia residenziale: Contratti di Quartiere e interventi speciali - Il Ministro Antonio Di Pietro ha attivato, nell’ambito delle competenze ministeriali in materia di edilizia residenziale e politiche urbane, serie di azioni volte alla riduzione del disagio abitativo.
Si tratta di programmi per dare risposta alla richiesta di nuove abitazioni urbane e per migliorare la qualità della vita creando nuovi posti di lavoro.
Attualmente sono in fase di definizione due programmi, il programma “Contratti di Quartiere 2” e il programma di interventi speciali finalizzati alla realizzazione di alloggi sperimentali e a progetti speciali per aumentare la disponibilità di alloggi di edilizia sociale nei comuni capoluogo di maggiore emergenza abitativa.
continua >>

   
22/03/2007

Sicurezza stradale - Codice etico di autoregolazione per la sicurezza stradale. continua >>

   
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

22/03/2007

Sicurezza alimentare: un nuovo documento entra nella famiglia ISO 22000

È stata pubblicata una nuova norma della serie ISO 22000 che tratta dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare: essa definisce i requisiti degli organismi che effettuano audit e certificazioni dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare (Food Safety Management Systems-FSMS). La norma ISO/TS 22003:2007 è una specifica tecnica - cioè una norma sperimentale - che fornisce informazioni, criteri e linee guida per la realizzazione degli audit e delle certificazioni secondo la norma internazionale ISO 22000 (UNI EN ISO 22000:2005 "Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare - Requisiti per qualsiasi organizzazione nella filiera alimentare").
E' uno strumento a disposizione degli organismi di certificazione, degli organismi di accreditamento, dei fornitori che desiderano certificare il proprio sistema di gestione della sicurezza alimentare, dei loro clienti e delle autorità legislative del settore. La specifica tecnica è stata messa a punto dal comitato tecnico ISO/TC 34 "Food products" in collaborazione con il comitato ISO che si occupa di valutazione della conformità (ISO/CASCO).
La certificazione non è un requisito della ISO 22000: tale norma può essere applicata unicamente per i benefici che fornisce. Tuttavia, nel caso in cui la certificazione fosse richiesta dai consumatori, dai legislatori oppure è desiderata in qualità di "valore aggiunto", la ISO/TS 22003 aiuterà a creare e sviluppare la fiducia verso tale certificazione all'interno di tutta la filiera alimentare.
Tra gli argomenti riportati ci sono i requisiti delle risorse, la competenza della direzione e del personale (compresi gli auditors e le persone coinvolte nelle decisioni che riguardano la certificazione), i requisiti legati ai processi e agli organismi di certificazione. Il documento riprende quanto stabilito dalla ISO 17021:2006, norma che fornisce i requisiti di tutti gli organismi che offrono audit e certificazioni dei sistemi di gestione.

La ISO/TS 22003 "Food safety management systems - Requirements for bodies providing audit and certification of food safety management systems" è il documento più recente della serie di norme internazionali che armonizzano buone pratiche di sicurezza alimentare a livello mondiale. La serie è diventata famosa nel 2005 con la pubblicazione della ISO 22000, seguita nello stesso anno dalla ISO/TS 22004 "Food safety management systems - Guidance on the application of ISO 22000:2005", che fornisce indicazioni valide per tutte le organizzazioni nella catena alimentare sulle modalità di realizzazione di un sistema di gestione della sicurezza alimentare.
A breve sarà inoltre disponibile una nuova pubblicazione dell'Organismo internazionale di normazione dal titolo "ISO 22000 - Are you ready?", una guida di autocontrollo offerta alle organizzazioni per stabilire se sono pronte ad accogliere la certificazione ISO 22000.

Per informazioni tecniche:

UNI
Divisione Beni di consumo e materiali
e-mail: beniconsumo@uni.com

Per informazioni commerciali:

Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail: diffusione@uni.com

 

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