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19 MARZO 2007

  

   

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19/03/2007

Errori controllabili ma non eliminabili

Corsia di ospedale Recentemente la stampa e i media in generale hanno presentato vari episodi di ‘malasanità’ nel nostro Paese, alcuni dei quali per molti versi apparentemente incomprensibili e imperdonabili.
Gli errori generano dolore morale, sconcerto e rischiano di incrinare il rapporto di fiducia tra medico e paziente e di far perdere credibilità al sistema sanitario nel suo complesso. Ogni sforzo deve esser fatto per capire i contesti che hanno generato e generano l’errore e per stabilire o migliorare le strategie per prevenirlo. Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che l’errore umano è controllabile ma non eliminabile.
In Italia vengono erogate quotidianamente milioni di prestazioni sanitarie di varia complessità e la loro continua proliferazione moltiplica la possibilità di sbagliare, soprattutto quando gli operatori della salute agiscono in contesti difficili, sotto pressioni di vario genere, dall’urgenza fino alla scarsezza di mezzi. La tensione a migliorare la qualità dell’assistenza è e deve essere la stella polare della sanità, ma è innegabile che i contesti difficili esistano ed esisteranno.
La salute è il bene più prezioso e nei paesi occidentali i costi che ne derivano sono in continua ascesa. Negli Usa si spende per la sanità oltre il 15% del prodotto generale lordo. I paesi europei hanno sistemi meglio organizzati di quello nord-americano e una spesa decisamente più bassa. Costi in ascesa, risorse sempre più ridotte, crescita della domanda però fanno sì che tutti i sistemi sanitari, al di qua e al di là dell’Atlantico, subiscano una sorta di crescente assedio. Molti esperti ritengono che questi sistemi entro 15 anni, o anche prima, non saranno più sostenibili se non interverranno modifiche radicali.
E’ importante sottolineare che il sistema americano, pur avendo punte di assoluta eccellenza, specie nel settore della ricerca, ha una qualità media nettamente inferiore a quella italiana. L’organizzazione statunitense ha costi burocratici altissimi e le spese assicurative per coprire eventuali danni ai pazienti assorbono una parte rilevante delle risorse investite sulla salute. La medicina a stelle e strisce è sempre più una ‘medicina difensiva’, nella quale il rapporto medico-paziente ha perso in larga parte la base di valori umani sulla quale è fondata la buona medicina.
Medici in sala operatoriaGli sconcertanti errori che sono stati denunziati dalla stampa nazionale se da un lato devono innalzare il livello di attenzione dall’altro non devono farci pensare che il modello italiano sia cattivo o inferiore a quello di altri paesi. In due classifiche del 1997 dell’Organizzazione mondiale della sanità (basate su diversi gruppi di indicatori) l’Italia figurava rispettivamente al terzo posto (dopo due piccolissimi stati come Oman e Malta) e al secondo posto (immediatamente dopo la Francia). Si obietterà che in questi anni la situazione si è deteriorata. Tuttavia non c’è nessuna prova che questo corrisponda al vero mentre indagini in stati che spendono molto di più dell’Italia sulla salute, come Francia e Germania, mostrano che il grado di insoddisfazione dei francesi e dei tedeschi è forse ancor maggiore di quello riscontrato da noi.
Nell’ultimo secolo la durata della vita è cresciuta del 50% e i successi della medicina spesso si sono tradotti in un allungamento dell’esistenza, attraverso la cronicizzazione delle malattie piuttosto che attraverso la cura delle stesse. Questo ha generato e genera un’espansione dei costi ma non un proporzionato aumento della felicità o del benessere dei cittadini utenti della sanità. E’ solo con la paziente ricerca del miglioramento dei servizi nella sfera del possibile e con l’analisi seria, sistematica e serena dei punti deboli e forti del nostro sistema sanitario e con una grande attenzione alla comunicazione che si potrà diffondere una visione matura del problema della salute.
Migliorare la fiducia dei pazienti e dei cittadini verso i medici e gli operatori è un elemento fondamentale della buona medicina e deve essere protetto con un’ informazione di alta qualità, rigorosa e che eviti elementi scandalistici ponendo l’interesse a 360° del paziente come imprescindibile elemento di fondo.

Carmine Zoccali

Per saperne di più: sezione di Reggio Calabria dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, tel. 0965/397010, 0965/24964, e-mail: carmine.zoccali@tin.it

 

  

19/03/2007

Amianto - Segnaliamo dalla Svizzera i seguenti documenti sull'amianto:

"Amianto nelle abitazioni" e Flyer "Sospetto di amianto. Non maneggiare! Chiedete consiglio allo specialista"
  • Rinnovamento: attenzione all'amianto UFSP 2006
    (Gli opuscoli possono essere ordinati anche direttamente sul sito UFSP)

(87 kb)

versione italiana

(87 kb)

versione francese

(87 kb)

versione tedesca

Rimozione e pulizia di lastre in fibrocemento continua >> (8 pagine in PDF)

 

  

 19/03/2007

Dagli scarti della frittura un nuovo combustibile

Pellet E' un matrimonio che funziona quello tra gli scarti dell'industria alimentare e gli oli residui dalle fritture. Dall'unione di questi due elementi è nato infatti un nuovo combustibile per stufe ad alto potere calorifico e con caratteristiche ecologiche. A brevettarlo, l'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze, che lo sta studiando come un prodotto utilizzabile per il riscaldamento: un'idea semplice ma originale. "Il nostro studio", spiega Alessandro Matese dell'Ibimet-Cnr, "ha permesso di realizzare un processo tecnico in grado di far assorbire l'olio esausto da pellets ottenuti recuperando il cruscame dei mulini, i residui della pre-pulitura del grano e le paglie di scarto delle colture autunnali. Combinando tra loro l'olio alimentare, altamente energetico, e il pellet di paglia, grano e colza si ha un doppio vantaggio: si ottiene energia da una materia prima, il Stufa a Pelletpellet, che da sola sarebbe poco conveniente, e si rende possibile bruciare nelle stufe a pellet un combustibile come l'olio di recupero, che ha oggi problemi seri di mercato. Non solo, il nuovo combustibile evita che due prodotti di scarto possano essere eventualmente avviati allo smaltimento e si vadano così ad aggiungere agli altri materiali destinati alle discariche, impianti che costituiscono spesso una grossa fonte di inquinamento".
Il nuovo combustibile targato Cnr è in grado di produrre circa 4.500 Kcal di energia termica per ogni chilo; considerando quindi che già oggi si raccolgono circa 27mila tonnellate di olio vegetale esausto l'anno, si potrebbero produrre annualmente 4.800 GWh di energia termica rinnovabile per riscaldare case, aziende agricole e serre. In altre parole, si avrebbe a disposizione l'equivalente energetico necessario per dare calore a 52mila abitazioni, dando per di più un piccolo contributo alla lotta all'effetto serra.

Rita Bugliosi

Fonte: Alessandro Matese, Istituto di biometeorlogia del Cnr, Firenze, tel. 055/3033736, e-mail: a.matese@ibimet.cnr.it

 

  

19/03/2007

RIVISTA DATI INAIL Febbraio 2007
- Giovani a rischio nell'Unione Europea.
- Come ci si infortuna? Risponde ESAW/3.
- U.E.: aggiungi due posti a tavola.
- Osservatorio statistico.

La Rivista:
http://www.inail.it/statistiche/DatiInail/osservatorio2007/DATI022007.pdf

 

  

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